BENI CULTURALI REGIONE SICILIA COME UNA “FAMIGLIA”: INCARICHI APICALI AI DIRIGENTI “AMICI”

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L’assessore regionale ai beni culturali Sebastiano Tusa

Siracusa avrà entro il mese di agosto  il nuovo Soprintendente al posto dell’attuale Panvini .   L’assessore ai beni regionali culturali e dell’Identità siciliana Sebastiano Tusa. non rivela retroscena ma dice che si tratta di un regolare movimento dei posti apicali delle strutture dell’Assessorato dei Beni culturali –  -. Il Soprintendente Panvini andra’ a ricoprire un altro incarico presso altra sede, cosi’ come il Dirigente dell’Unita’ operativa dei Beni archeologici della medesima  struttura. E’ una decisione collegiale d’intesa con il Dirigente Generale dr. Sergio Alessandro,  concordata con gli interessati. Inoltre la Soprintendente Panvini che attualmente ha un problema di salute, dovendosi allontanare dalla sua sede, ha reso necessaria la nomina di un Dirigente ad interim che secondo la normativa deve essere un Dirigente di Servizio; in questo senso e’ stato individuato l’attuale Soprintendente di Ragusa Calogero Rizzuto, funzionario di esperienza che ha gia’ in passato ricoperto cariche di rilievo. Entro il mese di Agosto – conclude Tusa – a Siracusa verra’ nominato il nuovo Soprintendente dei Beni culturali”.

 

Risultati immagini per foto della soprintendente Panvini

Rosalba Panvini

I beni culturali -si sa- costituiscono una torta importante per la classe dirigenziale in essi inseriti.  Finoggi hanno fatto carriera i dirigenti e quelle fasce di personale che, come nelle segreterie di partiti,erano iscritti nelle liste degli amici  dei potenti del dipartimento culturale. L’assessore Tusa-raccomandato da Vittorio Sgarbi, e quindi da Berlusconi- sa benissimo che il dirigente che non vuol concordare l’incarico apicale e vuol fare ricorso legale è tagliato fuori dalle corsie preferenziali della struttura. Su di esso si abbatterà un non indifferente mobbing di discredito professionale. Funziona così a Siracusa, ha sempre funzionato così anche a Catania con  gli ex gestori della soprintendenza etnea e, ultima con l’ex soprintendente Maria Grazia Patanè, sostenuta notoriamente dall’assessore ai beni culturali dell’epoca (un avvocato penalista di Messina), funziona così anche in altre parti della Sicilia……

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