Agrigento, beni non giustificati, di “natura mafiosa”: sequestrati per un valore di oltre un milione di euro

 

Sequestrati beni per un valore di oltre un milione di euro

 

Agrigento,

La Finanza informa che, nei giorni scorsi, i militari  di Agrigento hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro di beni nei confronti dell’imprenditore edile, sottoposto a procedimento di prevenzione perché ritenuto contiguo all’organizzazione mafiosa “Cosa nostra”.

Il provvedimento cautelare è stato emesso, ai sensi dell’art. 24 del D. L.vo n. 159/2011 (c.d. codice antimafia) dalla Sezione Iª Penale – Misure di Prevenzione del Tribunale del capoluogo siciliano, su proposta della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia.

L’imprenditore è stato arrestato nel 2018 ed è imputato (con sentenza di condanna in primo e secondo grado) per il reato di favoreggiamento personale aggravato per aver aiutato un noto pregiudicato mafioso della provincia di Agrigento, ad eludere le investigazioni a suo carico.

Le attività investigative, delegate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Agrigento, che hanno condotto all’emissione del provvedimento ablativo sono consistite nella messa a sistema del compendio indiziario raccolto nei confronti del proposto al fine di tracciarne il profilo soggettivo e nel contestuale monitoraggio degli investimenti e delle correlate variazioni finanziarie e patrimoniali sue e del suo nucleo familiare, effettuati nel periodo in cui si relazionava con gli ambienti di “cosa nostra”, raffrontati con la capacità reddituale dichiarata dal medesimo e dai suoi congiunti nello stesso periodo.

Tale indagine ha consentito di ricostruire gli asset patrimoniali e le disponibilità finanziarie riconducibili al prevenuto anche indirettamente, poiché formalmente intestati a propri familiari, nonché individuare – tra questi – quelli acquisiti in un periodo in cui la redditività manifestata non giustificava la disponibilità delle risorse necessarie per tali investimenti, consentendo di attivare la presunzione che si trattasse di fondi di provenienza illecita ai sensi del citato Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione – D. L.vo 159/2011.

Il patrimonio sequestrato dalla Guardia di Finanza è costituito dal compendio aziendale di una ditta agrituristica e di un’impresa commerciale, appezzamenti di terreno, polizze assicurative e depositi bancari per un valore complessivo stimato in euro 1.100.000, circa.

 

–  v i d e o

 

 

Messina,Avviso “Vara e Giganti” ed eventi collaterali – 2022: idee, proposte ed iniziative

Archivi Sud Libertà

 

 

 

 

 

 

 

Messina,

In riferimento alle attuali disposizioni normative che hanno consentito la riproposizione degli eventi religiosi e culturali, l’Assessore alla Cultura e alle Tradizioni Popolari di Messina,  Enzo Caruso- informa un Comunicato peloritano-invita le Associazioni Culturali, i Gruppi Storici ed i cultori di Storia Patria ad inviare idee e proposte integrative per lo svolgimento della storica Processione della Vara e della Passeggiata dei Giganti.
In merito inoltre al tema “le Machine festive e l’Agosto messinese. Feste ed eventi che hanno caratterizzato il Ferragosto a Messina”,-aggiunge il Caruso-  si invitano i soggetti di cui sopra ad inviare le proprie iniziative da inserire nel calendario comunale di eventi collaterali (Mostre, Esposizioni, Conferenze, Filmati, ecc…), collegati alle Celebrazioni della Vara e dei Giganti.

Landini, leader Cgil, “occorrono 200 euro nette in più al mese per ogni famiglia, altro che una tantum”

 

Finalmente ascoltiamo ragionamenti ed osservazioni pieni di serietà da parte di un sindacalista di spicco.Con il caro prezzi “la gente non ce la fa” ad arrivare a fine mese, “ha già perso l’equivalente di una tredicesima”.        Si esprime così il leader Cgil, Maurizio Landini nel corso del convegno “Il lavoro interroga” organizzato dalla confederazione di Corso Italia. “Tutti parlano del prossimo autunno, ma siamo già ora nell’autunno caldo. Bisogna, quindi, aumentare il netto in busta paga, serve far crescere i salari. Il governo ha deciso per una tantum di 200 euro mentre per poter reggere questa situazione, tra inflazione e costi di energia, ai lavoratori servirebbero che nei rinnovi i contratti prevedessero un aumento di almeno di 200 euro nette al mese. Non è più il momento di una tantum“.

Foto di Maurizio Landini
Maurizio Landini grida al governo: occorrono 200 euro in più a famiglia….”

– “Bisogna aumentare i salari e il netto in busta paga” aggiunge. “Ma serve capire con quale tipo di riforma: se si fa con il taglio del cuneo fiscale i benefici del taglio devono andare tutti ai lavoratori: non è più il momento del ‘dividere un pochino’ e senza abbassare la guardia sul sistema pensionistico” sottolinea. “Se tagliare il cuneo per aumentare i salari finisce con il tagliare anche i contributi che servono a una pensione di dignità è un problema da non sottovalutare“.

 – “Dopo il no dei quella ragazza alla proposta detta di lavoro, 70 euro al giorno per 10 ore al giorno, 280 euro al mese avrei voluto che ci fosse stata una sollevazione popolare, altro che come qualcuno ha detto ‘non avete voglia di lavorare’: da quello che gli ha offerto quel posto e che si fa chiamare imprenditore , a proposito di lavoro nero, è comportamento inaccettabile”.

“Se ci sono tante persone costrette a lavorare in nero è perché in tanti costringono i lavoratori a lavorare in nero altrimenti non ci sarebbe. E’ questa che dovrebbe essere una battaglia comune di dignità, di qualità del lavoro. Perché serve superare il fatto che il lavoro sia considerata solo una merce di scambio, comprata e venduta. E non sto pensando al superamento del capitalismo ma chiedo che almeno ci sia pari dignità tra lavoro e imprese”, prosegue rivolto alla folta platea di politici presenti al dibattito sul lavoro.

Salute e digitale, Musumeci: «Occorrono nuove leve nella Sanità e la Sicilia può candidarsi a “hub” del turismo mediterraneo della Sanità”

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Comunicato stampa Regione Sicilia –

Palermo,

Trasformazione digitale, crescita e sviluppo sostenibile del Paese: la terza edizione del Forum Meridiano Sanità Sicilia, al Castello Maniace di Siracusa, consegna un’immagine ambiziosa della Sicilia al centro del Mediterraneo, resa possibile dal piano di azioni avviato prima della pandemia e dalle risorse messe in campo dal Pnrr. Sono intervenuti Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, Mara Carfagna, ministro per il Sud e la coesione territoriale, Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie e Roberto Speranza, ministro per la Salute.
 
In particolare, nonostante il periodo storico caratterizzato da ben 5 fattori di crisi mai verificatisi contemporaneamente (pandemia, conflitto russo-ucraino, crisi inflattiva, incremento dei costi dell’energia, disruption delle catene di fornitura) che stanno rallentando il percorso di ripresa, il Piano continua ad essere strategico per l’Italia. Secondo le stime dell’Osservatorio Pnrr di Ambrosetti Club, il Pnrr avrà infatti un impatto strutturale positivo sulla crescita del Pil nei prossimi 15 anni pari a 221 miliardi di euro.
«La Sicilia può candidarsi a diventare un “hub” anche del turismo sanitario. È arrivato il momento di capitalizzare le potenzialità di cui già disponiamo e di metterle a profitto – dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – Occorre partire dal presupposto che siamo il baricentro del Mediterraneo, in termini logistici e anche sanitari – penso ai tre Centri di ricerca, all’Ismett – e mettere a profitto questo ruolo, guardando avanti con una programmazione seria. Gli investimenti in Sicilia nella Sanità, in questi cinque anni, ammontano a circa un miliardo e duecento milioni di euro, con il Pnrr abbiamo programmato azioni per altri 800 milioni. Nell’ultimo anno abbiamo creato oltre 350 nuovi posti di terapia intensiva e sub-intervista, abbiamo riqualificato i pronto soccorso, digitalizzato il servizio di emergenza del 118. Siamo la prima regione in Italia per la diffusione della banda larga, dobbiamo continuare il processo di innovazione e digitalizzazione già iniziato. Credo sia indispensabile procedere alla formazione di nuove leve in ambito sanitario, un tema che può trovare realizzazione con la creazione di un Istituto superiore che metta insieme le quattro Università siciliane e gli altri Atenei del bacino mediterraneo. Abbiamo una paurosa carenza di medici, che mette a costante rischio la sopravvivenza di alcune strutture sanitarie; il numero chiuso nei corsi universitari di Medicina e la riduzione dei dottorati hanno influito negativamente in questo senso. Oggi abbiamo il dovere di pensare come si può sopperire a questa grave mancanza. Ma credo ci siano tutte le condizioni per guardare al prossimo futuro con ottimismo».
 
«Attraverso le risorse del Pnrr, e più in generale della programmazione 2021-2030 che destina più 213 miliardi di euro alle Regioni del Sud, ogni Regione o sistema territoriale è chiamato ad affrontare l’importante sfida di definire una visione e una strategia di sviluppo che, partendo dai propri asset, sia declinata in un Piano operativo di interventi” – afferma Valerio De Molli, managing partner e ceo di The European House-Ambrosetti – Tra questi, l’ecosistema della Sanità, o meglio della Salute, che in Sicilia in un sistema strategico e integrato tra eccellenze del pubblico e privato genera un impatto pari a 13,2 miliardi di euro, vale a dire il 16,4% del Pil regionale, superiore a quello generato da diversi settori economici del Mezzogiorno, in crescita di 3 miliardi di euro rispetto al 2019 considerando gli impatti diretti, indiretti e indotti delle componenti pubblica e privata».
Nell’ambito della Missione 6 “Salute” del Pnrr, oggi la Sicilia è la terza Regione italiana per allocazione dei primi 8 miliardi di euro distribuiti dal Ministero della Salute ai territori (circa 800 milioni), con il maggior numero di risorse destinate alle Case della comunità (217 milioni di euro), Digitalizzazione (139,9 milioni di euro) e la sicurezza degli ospedali (139,8 milioni di euro).
Durante i lavori è stato presentato il paper di The European House – Ambrosetti “Digital Health 2030: verso una Sanità data-driven” che riporta non solo i numeri chiave della digitalizzazione dell’Italia, vista anche nel quadro europeo, ma descrive i percorsi seguiti da alcuni Paesi leader nella sanità digitale. Nel paper, in particolare, sono riportati i numeri chiave della sanità siciliana in tema di risorse e infrastrutture fisiche e digitali. Va chiarito, infatti, che in questi anni l’Isola ha avviato – ed in parte completato – un profondo processo di rinnovamento investendo in edilizia sanitaria, con il recupero di alcune strutture e la realizzazione di nuovi ospedali, in tecnologie medicali, digitalizzazione del sistema e ricerca.
Tra i segnali positivi, la crescente disponibilità di capitale umano qualificato, con un incremento dei laureati “stem” (negli ultimi 10 anni i laureati in Medicina hanno registrato un +90% rispetto al +70% della media nazionale) e il rientro di “cervelli” siciliani. L’investimento sul personale del Servizio sanitario regionale ha visto negli ultimi 4 anni l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di oltre 15 mila professionisti (tra medici, infermieri e tecnici sanitari) a cui si sono aggiunte circa 10 mila unità per far fronte all’emergenza pandemica.

Resta comunque centrale la necessità di rivedere i criteri di accesso ai corsi di laurea in Medicina e alle Scuole di specializzazione per colmare un gap strutturale che riguarda tutto il Paese e diventa particolarmente ambiziosa l’idea promossa di rendere la Sicilia un “hub” di riferimento per la formazione in ambito medico e sanitario anche verso i Paesi del Mediterraneo.

«Essere la prima grande regione italiana per Comuni coperti dalla banda larga e ultra larga – sottolinea il vice presidente della Regione e assessore all’Economia, Gaetano Armao – è un risultato straordinario. Quando ci siamo insediati, a fine 2017, la Sicilia aveva speso circa un milione di euro. Oggi siamo a oltre 295 milioni di euro, con una spesa dei fondi europei del 95 per cento. Una infrastrutturazione digitale rilevante, che gioca un ruolo importante anche per le isole minori della Sicilia, che così possono essere in grado di offrire servizi fondamentali anche sul fronte sanitario e turistico».

«Senza una digitalizzazione capillare del sistema – aggiunge l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza – gli investimenti sui professionisti, assieme a quelli in tecnologie e infrastrutture, sarebbero meno efficaci. Solo una profonda trasformazione digitale, infatti, può contribuire a ridurre la frammentarietà dell’offerta migliorando l’efficacia e l’efficienza dei servizi sanitari. È ciò che abbiamo avuto modo di sperimentare nelle varie fasi della pandemia ed è quanto stiamo mettendo in atto garantendo assistenza per quanti necessitano di cure ad alto impatto per il sistema. Sono esperienze che certamente vanno implementate ed estese per migliorare gli outcome di salute e la qualità di vita dei pazienti, contribuendo positivamente anche alla crescita economica dell’intero territorio. In questo senso, un’ulteriore accelerazione arriverà sicuramente dall’attuazione del Piano operativo della Missione 6 del Pnrr con circa 800 milioni di euro di investimenti per la nostra Regione, che è stato recepito integralmente nel Cis sottoscritto con il Ministero della Salute».
Come riportato nel paper presentato a Siracusa, già nel 2020 il valore della data economy nell’Unione Europea ha raggiunto i 327 miliardi di euro (+61% rispetto al 2013) sostenendo 6,6 milioni di posti di lavoro, con una crescita del 41% rispetto al 2013 (rispetto al +5% dell’economia nel suo complesso). Stando alla previsione dell’Organizzazione per la cooperazione digitale (Dco), entro il prossimo decennio il 70% del valore generato dall’economia globale sarà basato su modelli di business abilitati dal digitale, con confini tra economia digitale ed economia tradizionale sempre più sfumati.
In questo contesto l’ecosistema della salute svolge un ruolo da protagonista nella data economy, attraverso l’uso di tecnologie digitali abilitanti (hpc, cloud, iot, big data analytics & artificial intelligence) in un mondo sempre più interconnesso: circa il 30% del volume di dati mondiale è generato dal settore sanitario ed, entro il 2025, il tasso di crescita annuale composto dei dati del settore sanitario raggiungerà il 36%, rispetto a crescite del settore manifatturiero e dei servizi finanziari pari rispettivamente al +6% e +10%.
L’evento di Siracusa è stato realizzato da The European House-Ambrosetti, in collaborazione con il Cefpas e il patrocinio della Presidenza della Regione Siciliana.

Catania, Ztl, telecamere già attive, dal 28 luglio le violazioni saranno accertate dagli occhi elettronici

 

Ztl, telecamere già attive

 

Catania,

Dopo anni di continue violazioni di automobilisti e motociclisti,- comunica il Comune di Catania-  diventa finalmente effettiva la Zona a Traffico Limitato nel Centro Storico, con epicentro piazza Ogninella e via Pulvirenti, nei pressi del Teatro Massimo Bellini. Un’ampia area in cui sono in già in funzione, per la fase di pre-esercizio, impianti automatizzati di telecamere installati per rendere accessibile la zona solo alle auto dei residenti e di quelli specificatamente autorizzati, delimitata dal seguente perimetro: Via Antonino Di Sangiuliano, Via Antonio Mancini, Via Monsignor Ventimiglia, Via Euplio Reina, Via della Loggetta, Via Santa Maria del Rosario, Via Sant’Agata, via Vittorio Emanuele II, via Leonardi, Via Valle, Via Landolina. Una fase “cuscinetto” in cui temporaneamente non scatteranno le multe con l’occhio delle telecamere per chi transita senza autorizzazione, ma che diventerà effettiva a decorrere dal 28 luglio. Fino a quel giorno i cittadini aventi diritto, in questo modo, potranno attivare il servizio di rilascio dei pass di ingresso all’interno della suddetta area, che avverrà esclusivamente mediante procedura on-line collegandosi alla piattaforma web del sito dell’Amts

Solo per la fase di pre esercizio le violazioni alla disciplina di accesso alla  zona a traffico limitato saranno accertate e contestate direttamente dalla Polizia Municipale presente ai varchi. Poi, dal 28 luglio termine della fase di pre-esercizio, quando le disposizioni avranno efficacia permanente, la rilevazione delle contravvenzioni avverrà tramite l’occhio elettronico fissato sui varchi di accesso, per segnalare le auto irregolarmente in transito o in sosta nel complesso costituito dalle vie e piazze seguenti: Via Euplio Reina, dopo l’incrocio con via della Loggetta, Piazza Ogninella, Via Sant’Orsola, Via Giuseppe Perrotta, Piazza Scammacca, Via Pulvirenti, Via Sant’Agata, dopo l’incrocio con Via Santa Maria del Rosario, Via Mazza, Via Leonardi, dopo l’incrocio con Via Valle, Via Maria Callas (ex via Birreria).

RAI, SOTTO LA LENTE DELLA CORTE DEI CONTI: TANTE INEFFICIENZE, SPRECHI,OCCORRE EQUILIBRIO GESTIONALE

 

lA SEDE DELLA CORTE DEI CONTI IN SICILIA A PALERMO- ARCHIVI SUD LIBERTA’

 

la  Corte dei conti -informa l’ufficio stampa – ha posto sotto controllo contabile l’esercizio 2020 di Rai spa . Esso evidenzia un risultato in perdita per 20,7 milioni di euro, in miglioramento sui 35 registrati nel 2019. Quello del Gruppo Rai, costituito dalla capogruppo e dalle quattro società Rai Way, Rai Cinema, Rai Com e Rai Pubblicità presenta, invece, un risultato in pareggio, come l’anno precedente.

E’ la  relazione sulla gestione 2020 della società, approvata con Delibera n. 60/2022 della Sezione controllo enti della Corte dei conti.

L’esercizio 2020, su cui – osserva la magistratura contabile – ha significativamente inciso l’emergenza pandemica, fa registrare, nel gruppo, una riduzione complessiva dei costi pari a 156,3 milioni di euro (-5,93%), a fronte di un decremento dei ricavi di 146,8 milioni (-5,52%). Si riduce anche il patrimonio netto, che raggiunge quota 315,1 milioni di euro (erano 347,1 nel 2019), mentre cresce l’indebitamento finanziario netto, che si attesta a 606,4 milioni di euro, rispetto ai 541,3 dell’anno precedente. Scendono di 21,8 milioni di euro, rispetto allo stesso anno, i costi riferiti al personale, che ammontano nel 2020 a 1.014,2 milioni.

Viene rilevato, sul fronte contratti, un inappropriato ricorso alle proroghe di quelli già in essere, dovuto – rileva la Corte – all’avvio non tempestivo di procedure aperte di affidamento e a una mancata programmazione operativa, necessaria per un’attività contrattuale corretta ed efficiente.

Sul versante del consistente patrimonio immobiliare, la Corte rimarca l’esigenza di misure organizzative per la valorizzazione degli asset aziendali e la riduzione delle spese di affitto per locali, anche attraverso una razionalizzazione degli spazi disponibili, legata alle opportunità offerte dal lavoro agile e alle ridotte dimensioni degli apparati tecnici di nuova generazione.

E’ necessario – conclude la Corte – che la Rai spa ponga in essere ogni misura organizzativa, di processo e gestionale, per eliminare inefficienze e sprechi, assicurando un maggior contenimento dei costi e migliorando l’equilibrio economico e gestionale, viste le perdite, per il terzo anno consecutivo, di conto economico.

Migranti a mare, malconci, un cadavere di donna, aspettano di poter sbarcare….

MIGRANTI IN CERCA DI FORTUNA – ARCHIVI SUD LIBERTA’

 

Prosegue l’attesa a bordo della Geo Barents. Sessantanove naufraghi, sopravvissuti all’ennesimo naufragio nel Mediterraneo centrale e tratti in salvo lunedì scorso dalla nave di Msf, aspettano da giorni sul ponte della nave di poter sbarcare. Insieme a loro anche il cadavere della donna incinta, morta poco dopo il salvataggio. 

Comunica l’Ong :”Quattro donne a bordo hanno perso un figlio e una di loro ne ha persi due”,  Nella nuova strage di migranti sono almeno 30 i dispersi, tra cui 5 donne e 8 bambini, tre di loro avevano appena un anno. Dal gommone semiaffondato il team della Geo Barents ha tratto in salvo anche un bebè di appena quattro mesi. Si è dovuto rianimare  per strapparlo alla morte e consegnarlo alle cure dei medici a terra a Malta, dove è stato evacuato insieme alla mamma.

 

Gip Tribunale di Salerno: ordinanza custodia per 38 malavitosi accusati di estorsioni ,truffa e Mafia

Palazzo Tribunale di Salerno- Archivi Sud Libertà

 

Salerno,

Questa mattina, nelle province di Salerno, Avellino, Frosinone, Caserta e Chieti, i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti e da unità cinofile del nucleo di Pontecagnano, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali emessa dall’ufficio GIP del Tribunale del capoluogo, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 38 persone (14 delle quali sottoposte alla custodia cautelare in carcere, 21 agli arresti domiciliari e le rimanenti 3 all’obbligo di presentazione alla p.g.), indagate, a vario titolo, per i reati di “estorsione e lesioni personali, aggravati dalla finalità mafiosa, porto e detenzione di armi in luogo pubblico, concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, indebita percezione di erogazioni pubbliche, ricettazione, riciclaggio, truffa

Nel medesimo provvedimento cautelare è stato disposto ed eseguito il “sequestro preventivo in forma diretta o anche per interposta persona” di circa 74.000 euro a carico due società, un bar e una società di servizi. Nel corso delle operazioni, che hanno complessivamente visto impiegati oltre 250 Carabinieri, sono state altresì eseguite perquisizioni personali e locali per la ricerca di stupefacenti e altre cose pertinenti ai reati contestati.

Le accuse nei confronti degli indagati, ritenute allo stato assistite dal requisito della gravità indiziaria e destinate all’ulteriore vaglio dibattimentale, traggono origine da un’articolata attività d’indagine intrapresa dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Salerno nel mese di aprile 2019, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia.

L’attività, condotta attraverso indagini tecniche e mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, è risultata particolarmente complessa poiché è stato necessario ricostruire i reali titolari di schede telefoniche fittiziamente intestate ed utilizzate per lo svolgimento di traffici illeciti. Nella impostazione accusatoria gli indagati gravitavano attorno alla figura di G.S., alias “pappachione”, che avrebbe nel tempo assunto una posizione di predominante rilievo, già prima della sua definitiva scarcerazione, avvenuta nel mese di maggio 2020, servendosi di permessi che gli davano la possibilità di rientrare sul territorio del capoluogo.

Questi, direttamente o tramite intermediari, avrebbe instaurato e riallacciato rapporti, attraverso l’invio di lettere o incontri personali, con svariati pregiudicati salernitani, nel tentativo di formare un gruppo criminale finalizzato ad acquisire il controllo dell’attività di spaccio di stupefacenti nella citata “zona orientale” di Salerno, fino al suo arresto in flagranza, operato il 25 luglio 2020 dai Carabinieri di Salerno, per la violazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S..  

Secondo la prospettazione accusatoria, allo stato ritenuta valida dal Giudice, lo S. avrebbe estorto una parte dei proventi delle attività di spaccio percepite dai pusher presenti nell’area orientale di Salerno e in alcune strade del centro cittadino, nonché danaro ai danni di un esercente commerciale e portato e detenuto in luogo pubblico delle armi (tra cui un kalashnikov), con le quali avrebbe esploso, nel mese di luglio 2020, su pubblica via, 13 colpi di pistola senza un obiettivo preciso, ma al solo scopo dimostrativo, danneggiando alcuni palazzi, mentre era a bordo della sua auto con altri due indagati. Nello stesso mese, unitamente ad altri 7 indagati, avrebbe altresì gambizzato con due colpi di pistola un pusher, cagionandogli lesioni giudicate guaribili in 30 giorni di prognosi, al fine di imporre la propria supremazia territoriale. Gli inquirenti hanno inoltre individuato un’attività di spaccio all’interno del carcere di Bellizzi Irpino (AV), da parte di due detenuti, che sarebbero riusciti ad ottenere la droga per il tramite di alcuni familiari e il loro legale di fiducia, anch’egli tra gli odierni arrestati, i quali avrebbero più volte consegnato lo stupefacente durante i colloqui. Inoltre, tre indagati, tra cui il predetto avvocato e uno dei leader del tifo organizzato locale, avrebbero commesso una truffa nei confronti dei genitori di un ventenne, anch’egli appartenente agli “ultras”, deceduto in un incidente stradale mortale.

In particolare, secondo la ricostruzione fatta propria dal Giudice, il capo del gruppo ultras, sfruttando la fiducia a lui riconosciuta proprio in quanto leader della tifoseria organizzata, sarebbe riuscito a carpire la buona fede dei genitori della vittima, ai quali avrebbe indicato il predetto legale per le procedure assicurative relative alla morte del figlio.
L’avvocato, mediante la falsificazione totale o parziale di documentazione fiscale attestante presunte spese sostenute in relazione al funerale della vittima e successive consulenze tecniche di parte, avrebbe poi indotto in errore i familiari circa gli oneri complessivamente lui dovuti, appropriandosi della somma di 160 mila euro, dal totale del risarcimento liquidato dall’assicurazione per il sinistro, ripartendola con il capo ultras e un altro indagato. A tutti gli indagati è contestata l’aggravante di aver approfittato della “condizione di minorata difesa delle vittime, dovuto allo stato di sofferenza psicologica derivante dalla morte del giovane”.
Parte della somma provento di truffa sarebbe stata poi riciclata attraverso una fattura falsa di 43.310 euro, emessa dalla società di consulenza di proprietà della moglie di uno dei tre.
Le indagini, anche bancarie, hanno consentito inoltre di ipotizzare che la citata donna, legale rappresentante di un’impresa individuale con sede in Pontecagnano Faiano (SA), mediante l’utilizzo e la presentazione di dichiarazioni e documentazione attestante cose non vere, avrebbe conseguito indebitamente un contributo a fondo perduto che lo Stato ha erogato al fine di sostenere le imprese colpite dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”, ricavandone un vantaggio patrimoniale quantificato in 30.856 euro corrisposto dall’Agenzia delle entrate, mediante accreditamento diretto in conto corrente intestato al soggetto beneficiario.
Da qui la connessa ipotesi delittuosa di indebita percezione di erogazioni pubbliche.
A riscontro delle risultanze emerse dalle intercettazioni e a seguito di appositi servizi di osservazione e pedinamento, nell’intero corso degli accertamenti di polizia giudiziaria sono state sequestrate sostanze stupefacenti per oltre 28 Kg, prevalentemente hashish, con contestale arresto in flagranza o deferimento in stato di libertà di 13 soggetti per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi, nonché numerosi altri sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori e correlate segnalazioni alla Prefettura di Salerno.

 

 

Personale “gladiatori” dell’Istituto incremento ippico di Catania : il Medico del Lavoro “sospende” l’attività di sorveglianza sanitaria

 

Archivi Sud Libertà- Nella foto Tenuta Ambelia e la Fiera mediterranea

 

Di      R.Lanza

Compito difficile e, probabilmente arduo per il Medico competente Rosaria Bella. Lo avevamo detto.   Il medico della sorveglianza sanitaria ha ieri comunicato alla direzione dell’Istituto incremento ippico di Catania la “sospensione della diagnosi ed attività “nei confronti dei sei dipendenti interessati (istruttori direttivi) noti come “gladiatori” per le epiche vicende che li ha visti coinvolti.

Gli interessati, fra l’altro, a scanso di equivoci, ed alla luce dei fatti messi in luce dal  Quotidiano “ Sud Libertà” g.29     hanno  inviato una Raccomandata Pec al medico invitandola a non andare oltre le attribuzioni di competenza e “ad attuare una sorveglianza inerente l’idoneità a rischi o meno della qualifica in atto detenuta nell’osservanza della legge 10 del 2000”.

Dott.ssa Rosaria Bella -
Rosaria Bella, Medico del Lavoro

 

Ieri il comunicato di Rosaria Bella.  Il personale dell’Istituto incremento ippico che oggi avrebbe dovuto passare la visita  – hanno telefonato in redazione – esulta  perché essi sono riusciti a respingere quel che si prevedeva un altro autentico inghippo dalla complessità non comune …  Naturalmente anche la dottssa Bella sfugge -in questa rete –  al  contenzioso e , dunque al morso-trappola  della “tarantola della Regione…”

 

LA DISPERAZIONE DI UN BARCHINO DI 36 MIGRANTI DISGRAZIATI CHE STA PER AFFONDARE NELLA ZONA DI MALTA. GRIDANO AIUTO! QUALCUNO DELLA GUARDIA COSTIERA ASCOLTA?

 

alternate text
iL BARCHINO CON 36 MIGRANTI A RISCHIO VITA

 

Trentasei migranti   partiti da Bengasi ,gridano aiuto, che qualcuno li raccolga!    “Le condizioni meteo peggiorano, sta entrando acqua, temiamo per le nostre vite“. E’ il disperato grido d’aiuto di 36 migranti ad Alarm Phone, che ieri aveva segnalato un barchino in pericolo in zona Sar maltese. Fuggiti da Bengasi in Libia hanno contattato l’ong spiegando di avere problemi al motore.

Fotogallery

“Dodici ore dopo il primo allarme, le 36 persone sono ancora in pericolo in Sar Maltese – aveva nuovamente segnalatoo ieri sera Alarm Phone -. Il peschereccio Grande madre, con bandiera maltese, è vicino alla barca in pericolo e potrebbe soccorrerla. Forze armate maltesi coordinate il soccorso, è vostro dovere! Non lasciateli annegare”. 

Forse, in assenza di aiuto da parte di Malta una motovedetta italiana potrebbe andare sul posto indicato da Alarm  Phone e cercare di soccorrere questi disgraziati che si avventurano su un barchino-giocattolo