Missione Beyond : passeggiata spaziale di Luca Parmitano

Video Y.T.(r) -lA Passeggiata di Luca Parmitano nello spazio

E’ uscito dalla Stazione Spaziale Internazionale l’astronauta italiano dell’Esa Luca Parmitano che sta per realizzare la prima attività extraveicolare (Eva) della missione Beyond.  Luce Parmitano è, si sa, il comandante dell’equipaggio ,guida l’attività extraveicolare e opererà con il collega statunitense Andy Morgan. In atto è impegnato per aggiornare l’Alpha Magnetic Spectrometer, un rilevatore di particelle agganciato alla ISS. Si apre così il ciclo di passeggiate spaziali più difficile dai tempi della riparazione in orbita di Hubble.

Risultati immagini per immagini di luca parmitanoIl rilevatore che è stato assemblato e testato al CERN, cerca tracce di materia oscura, antimateria e materia mancante (la quota di particelle che manca all’appello nell’Universo vicino), ed è anche uno strumento estremamente preciso per la rilevazione di raggi cosmici: finora ne ha individuati oltre 140 miliardi di diversa intensità. I risultati forniti da questo strumento  sono destinati a rivoluzionare l’attuale comprensione dei raggi cosmici …

La vita operativa dell’AMS-02 doveva durare tre anni soltanto, ma ha superato ogni previsione: per questo lo strumento non era stato pensato per essere riparato in orbita, ed è stato necessario sviluppare nuove procedure e oltre 20 strumenti appositi per estenderne l’attività. Luca Parmitano e Andrew Morgan devono intervenire sul sistema di raffreddamento e rimediare a una perdita di liquido refrigerante: per farlo, occorre tagliare e riconnettere in orbita una serie di cavi elettrici, cavi di trasmissione dati e tubi di raffreddamento, un’operazione mai fatta nello Spazio..

 

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E’ infatti una missione tipicamente scientifica:un ambizioso laboratorio orbitante per la fisica delle particelle, con più di 3 metri di lato per un peso complessivo di 7,5 tonnellate, per  studiare con precisione la composizione e l’abbondanza dei raggi cosmici nello spazio in cerca di tracce di antimateria primordiale e materia oscura ad energie estreme fino a qualche TeV (“tera-elettronvolt”).

La maggior parte dei raggi cosmici, circa il 99%, è formato da materia “ordinaria” quali protoni e nuclei elio. Lo strumento Ams-02 è stato progettato per misurare con precisione la rarissima componente di antimateria nei raggi cosmici, come positroni ed anti-protoni, e scovare particelle di antimateria pesante, come nuclei di anti-elio, mai osservati fino ad oggi.

L’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sostengono questo esperimento dal 1995, nell’ambito di una collaborazione internazionale che comprende istituti di ricerca e università in America, Europa e Asia.

I ricercatori italiani sono responsabili della realizzazione, del mantenimento e delle operazioni dei principali strumenti di bordo, e partecipano in prima persona all’analisi scientifica dei dati raccolti dallo strumento. I rivelatori di particelle di Ams-02 sono stati progettati, costruiti e sono ad oggi operati con l’apporto dei ricercatori dell’Infn di Bologna, Milano, Perugia, Pisa, Roma La Sapienza, e Trento.

L’Asi contribuisce alle attività di operazione dello strumento e di analisi dati con la partecipazione di ricercatori presso l’Unità di Ricerca Scientifica Asi-Urs e lo Space Science Data Center. Il rilevatore Ams-02 è stato portato in orbita con la penultima missione dello Shuttle, l’Sts-134 Endeavour. A bordo dello shuttle c’era anche l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea Roberto Vittori per la missione Dama dell’Asi. Ams è stato agganciato alla Iss dove, dal 19 maggio 2011, sta raccogliendo raggi cosmici con continuità.

ANCE CATANIA: «IMPRESE EDILI A RISCHIO SOPRAVVIVENZA”

 

“DL FISCALE, , ABROGARE NORMA SULLE RITENUTE FISCALI»

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L’Associazione dei Costruttori etnei interviene contro le nuove misure che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2020

CATANIA – «

L’Ance di Catania si unisce alla richiesta di abrogazione dell’art. 4 del decreto fiscale emanato dal Governo pochi giorni addietro: nuova grave sottrazione di liquidità che prevede il versamento diretto da parte del committente (pubblico e privato) delle ritenute per i lavoratori dipendenti impiegati negli appalti e subappalti».

Lo dichiara il presidente dei Costruttori etnei Giuseppe Piana con riferimento all’emendamento presentato dall’Ance nazionale – per voce del vicepresidente con delega alla fiscalità Marco Dettori – ascoltata in Commissione Finanze della Camera sul decreto fiscale. «Si preannuncia un impatto grave per le imprese del territorio e per tutta la filiera edile, per questo in sede locale – riferisce Piana – l’Ance Catania si è già mossa sensibilizzando i deputati e i senatori catanesi in tal senso, al fine di richiedere un immediato intervento dei parlamentari in sede di conversione in legge del decreto fiscale».

L’Associazione Nazionale Costruttori Edili stima, infatti, che la misura «determinerà un costo per le imprese pari a circa 250 milioni di euro all’anno e l’ennesima complicazione burocratica per il settore». Un impatto enorme «che mette a rischio la sopravvivenza delle imprese, all’interno di un contesto che – come sottolinea il presidente dei Costruttori etnei – vede il sistema produttivo già stremato dallo split payment, dai ritardati pagamenti della PA e dall’impossibilità di compensare i contributi assistenziali e previdenziali con i crediti fiscali, secondo quanto previsto dall’art. 4».

L’Ance di Catania attende dunque una forte presa di posizione risolutiva da parte dei parlamentari, vista anche la disponibilità a rivedere la misura fiscale annunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione dell’assemblea nazionale Ance dello scorso 30 ottobre.

A destare allarme è anche il tema degli indici di crisi delle imprese in vista della definizione delle nuove procedure di allerta. Come auspicato dall’Associazione, «occorre prevedere un periodo sperimentale, rinviando l’entrata in vigore dei nuovi indici, che devono tenere conto delle specificità delle aziende di costruzione, per le quali l’eventuale squilibrio patrimoniale va valutato su più anni, rinviando anche il termine per la nomina degli organi di controllo e dei conseguenti adeguamenti statutari».

ELEZIONE MEDICI, PRESENTAZIONE PROGRAMMA DELLA LISTA “ORDINE”

 

Oggi, venerdì 15 novembre | ore 16 | Catania International Airport Hotel

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Il prof. Igo La Mantia (Foto Press) : «Occasione per ritrovare armonia e restituire dignità alla categoria»

CATANIA

Nuova tornata elettorale per l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Catania, che da giovedì 21 a lunedì 25 novembre chiamerà alle urne i 9.500 iscritti della provincia etnea. La lista “Ordine” guidata dal prof. di Otorinolaringoiatria dell’Università di Catania Igo La Mantia verrà presentata alla stampa e ai colleghi medici oggi  (venerdì 15 novembre) alle ore 16.00 presso l’Airport Hotel (via San Giuseppe la Rena 94).

«Vogliamo ricostruire fiducia intorno a un organismo che rappresenta lo stato di salute dell’intera categoria – spiega il prof. La Mantia, che guiderà la lista “Ordine” – l’obiettivo prioritario è quello di restituire all’Ente che ci rappresenta, quell’armonia persa nell’ultimo periodo che ha generato disorientamento tra i colleghi e tra i cittadini. Siamo certi che tutti sapremo cogliere l’opportunità di restituire programmazione all’attività dell’Ordine, costruendo un progetto di crescita condivisa che parta soprattutto dalle esigenze territoriali, in un momento di grande cambiamento per la sanità siciliana e catanese». 

Lista «Ordine»: Ignazio La Mantia, detto Igo, professore associato otorinolaringoiatria; Giovanni Benedetto, medico di medicina generale; Santo Bonanno, dirigente medico Pronto Soccorso Garibaldi; Carmelo Coppolino, dirigente medico radiologo Asp Catania e P.O. Paternò; Salvatore Curatolo, dirigente medico dermatologia Garibaldi; Giovanni Francesco Di Fede, direttore Radiologia di Acireale; Adriana Di Gregorio, medico di continuità assistenziale; Sebastiano Ferlito, responsabile UOC Clinica Odontoiatrica Università; Elisa Battaglia, specialista in medicina interna, angiologia medica, diabetologia; Antonino Gurgone, anestesista Asp Catania; Salvatore Iannuzzi, medico legale; Giuseppe Liberti Infettivologo Responsabile Antimicrobial Stewardship Cannizzaro; Gabriella Letizia Pellegriti, dirigente medico Endocrinologia Garibaldi; Alfio Saggio, già direttore Chirurgia Acireale; Giovanni Scornavacca, medico di medicina generale.

Revisori: Nicolò Sofia, detto Nico, odontoiatra; Tommaso Piticchio, specializzando endocrinologia Unict; Gaetano Angeli, responsabile oculistica Ospedale Santa Marta.

 

Trapani: traffico di droga all’ombra del latitante n.1 Matteo Messina Denaro

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Su richiesta della Dda di Palermo ,Carabinieri del Ris e del Comando Provinciale di Trapani e Militari del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo, dalle prime ore dell’alba stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio Gip del Tribunale di Palermo  nei confronti di 3 persone “facenti parte di una più ampia associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti che ha operato sotto l’egida di cosa nostra siciliana e all’ombra del latitante Matteo Messina Denaro”(nella foto d’Archivio).

Sono in corso in tutto il territorio nazionale decine di perquisizioni, che vedono impiegati oltre 100 Carabinieri e  militari del Gico del nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Palermo.Finanzieri, supportati da unità cinofile, e riguardano abitazioni e luoghi nella disponibilità degli indagati.

Guai giudiziari anche per  l’avvocato Antonio Messina di 73 anni, finito ai domiciliari, Giacomo Tamburello, di 59 anni, e Nicolò Mistretta, di 64. Questi ultimi due sono stati condotti  in carcere. Secondo l’accusa i tre avrebbero importato grosse quantità di droga tra il Marocco, la Spagna e l’Italia.

MEDIAZIONE CIVILE, NOTAI E AVVOCATI DI CATANIA A CONFRONTO

 

Venerdì 15 Novembre, ore 15.30, Mercure Catania Excelsior

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Incontro sui temi del procedimento di conciliazione e dei diritti reali

CATANIA –

«Mediazione Civile: procedimento di conciliazione e diritti reali»: questo il tema su cui si confronteranno Notai e Avvocati etnei durante l’incontro in programma venerdì 15 novembre, alle 15.30, presso il Mercure Catania Excelsior in piazza Verga.

Organizzato in sinergia dal Consiglio Notarile di Catania e Caltagirone e dall’Ordine degli Avvocati di Catania, l’evento avrà inizio con i saluti dei presidenti delle due categorie professionali: Notaio Andrea Grasso e Avvocato Rosario Pizzino.

Introdurrà e coordinerà i lavori Riccardo Liotta, consigliere dell’Ordine Avvocati e alla guida del Consiglio direttivo dell’Organismo di Conciliazione del Foro di Catania.

Seguiranno le relazioni dell’Avvocato Santi Pierpaolo Giacona (consigliere Ordine forense e segretario Consiglio direttivo Organismo di Conciliazione Foro di Catania) sull’efficacia del verbale di conciliazione e sui profili processuali e del Notaio Maristella Portelli (componente del Consiglio Notarile etneo) sul ruolo del Notaio nell’accordo di mediazione e la sua trascrivibilità nei registri immobiliari.

Le conclusioni saranno affidate al Notaio Donata Galeardi, componente del Consiglio Notarile, che esporrà le considerazioni finali in ordine alle potenzialità e alle critiche di tecnica redazionale notarile nel processo di mediazione.

L’arte pop relazionale di Enrico Cecotto

Inaugurazione della mostra del giovane esponente della pop art veneziana  giovedì 14 novembre alle ore 19,30

Giovedì 14 novembre 2019, alle ore 19,30, si inaugurerà al Castello a Mare dello chef Natale Giunta, la mostra “L’arte pop relazionale” di Enrico Cecotto, giovane artista veneto, impegnato a creare con le sue opere a rilievo, relazioni multisensoriali con il pubblico che le può ammirare nei colori, nelle forme e nella materia grazie alla componente tattile e non solo visiva. Una pittura che si fa quindi scultura.

Tra i pezzi più apprezzati gli squali, i teschi glam e le nature a rilievo, che ricordano quelle dell’infanzia e l’iconico Aperol Spritz. Presente all’incontro, oltre all’artista, lo chef Natale Giunta. Visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì dalle ore 12.30 alle ore 15.00 e dalle ore 19.00 alle ore 23.30. Ingresso libero, da via Filippo Patti.

La mostra di Enrico Cecotto, un’esplosione gioiosa di colori e materiali

In mostra, nelle sale del Castello a mare, 15 pezzi, prevalentemente acrilici e smalti su tela, stoffe animalier e frammenti di vetro di Murano, un mix di pittura con altri materiali eterogenei, spesso preziosi, ma anche di recupero, carichi di sensualità. Il lavoro di Enrico Cecotto si può distinguere in quattro cicli differenti: Still life, Vanitas, Shark, Happy hour. Tra i temi cari all’artista, che saranno apprezzabili anche nella selezione esposta a Castello a mare, la natura, la vita, la spiritualità, la morte, il denaro, con un messaggio positivo e costruttivo, e uno sguardo ironico alla vita.

Chi è l’artista Enrico Cecotto  Enrico Cecotto nasce a San Donà di Piave il 18/09/86 e vive e lavora con la sua arte a La Salute di Livenza (VE). Già     dalla primissima infanzia mostra attitudine e passione nei confronti del disegno. Dopo il diploma al liceo artistico, nel 2008, a ventidue anni, realizza la sua prima mostra personale a Venezia dal titolo Happy hour, che riscuote notevole successo. Successivamente brevetta una tecnica che rende il suo stile unico e inconfondibile: le sue opere diventano delle pitture-sculture realizzate con materiali differenti come stoffe, legno e tessuti.

Laureato nel 2010 con il massimo dei voti in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Venezia, nel 2014 a Milano si specializza anche all’Accademia di Belle Arti di Brera. 


6_Enrico Cecotto_Shark_acrilico e tecnica mista su tela_50 x 120 cm_2019

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Centrale Rischi della Banca d’Italia-Il Vicedirettore Maffa: “Non interveniamo sulle segnalazioni anomale od illecite”

             NON OBIETTIVI GLI ARCHIVI DELLA CENTRALE RISCHI DELLA BANCA D’ITALIA

Abbiamo detto che la finanziaria “Agos” di Catania ha effettuato una “segnalazione”, ritenuta illecita dall’utente, al Crif e alla Banca d’Italia gonfiando le somme dovute dal suo cliente (che ha allegato alla sua missiva pubblicata sul nostro giornale in data 10 novembre scorso) .Adesso si registra un’appendice, anch’essa inusitata

.  Si apprende infatti che la Banca d’Italia di Catania diretta dal dr. Gennaro, ritenendo quindi di non avere autonomia decisionale, o per trasferire semplicemente la responsabilità,  ha inviato la missiva alle sede centrale di Milano della Banca d’Italia.      La Banca d’Italia – che tra i suoi compiti istituzionali ha il dovere prioritario della vigilanza delle banche e finanziarie italiane- ,sostanzialmente afferma con questa risposta che ripone assoluta fiducia nelle banche e nelle finanziarie-e le chiama intermediari- le uniche che hanno la possibilità “di verificare gli errori e le anomalie”   ma non interviene nè apporta correttivi se pubblica negli Archi della Centrale rischi cose sbagliate o in malafede degli intermediari con grave danno unicamente dei clienti registrati nel preriferito  libro nero od archivi della Banca d’Italia.  

 

Il sistema non è democratico- riteniamo -e non è proporzionato nel rapporto tra le parti in causa.Pubblichiamo ora la lettera della Banca d’Italia firmata dal vicedirettore reggente  Olivia Gaetana Maffa.

Abbiamo ricevuto la lettera con la quale (omissis) ha contestato le segnalazioni effettuate da Agos Ducato SpA negli archivi della Centrale dei rischi 

La Banca d’Italia, se ha notizia di possibili errori, chiede ai soggetti segnalanti di verificare le informazioni trasmesse: perciò, scriveremo all’intermediario in merito alla Sua contestazione, chiedendo che, una volta verificati i dati, le venga data notizia dell’esito del controllo.

Le precisiamo, però, che essendo gli intermediari i titolari dei rapporti con la clientela, sono loro a disporre della relativa documentazione e delle informazioni necessarie e sufficienti a rettificare le segnalazioni inesatte

Quindi, chi trova nella Centrale dei Rischi informazioni che ritiene non corrette, può anche chiedere direttamente all’intermediario che segnala di correggerle.   Soggiungiamo che, per la risoluzione delle controversie con le banche o gli altri intermediari, i clienti possono rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario”.      Vicedirettore BANCA D’ITALIA  – Olivia G.Maffa

 

Dobbiamo ricordare in ogni caso che l’Agos-Ducato non è nuovo per pratiche ingannevoli e aggressive.   L’Antitrus già notificò alla società di prestiti una multa da 1,64 milioni

Antitrust, multa da 1,64 milioni alla società di prestiti personali Agos Ducato: “Pratiche ingannevoli e aggressive”

Sono tre i comportamenti- ricorderemo -sanzionati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: offerte personalizzate che si rivelavano diverse e sconvenienti, ostacoli all’estinzione anticipata dei finanziamenti e pratiche aggressive per sollecitare i pagamenti in ritardo

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI HANNO MESSO ALLA SBARRA LA SOCIETA’ AGOS-DUCATO

Secondo l’Antitrust la società specializzata nell’erogazione del credito alle famiglie e nel credito di consumo violava  il Codice del Consumo in tre diversi modi: proponeva vantaggiose offerte personalizzate che al momento della firma si rivelavano diverse e sconvenienti, ostacolava l’estinzione anticipata dei prestiti e attuava pratiche aggressive per sollecitare i pagamenti in ritardo.Nel dettaglio, la prima sanzione è dovuta alle informazioni ingannevoli ed omissive diffuse da Agos, soprattutto nelle proposte inoltrate tramite lettere personalizzate ai clienti. Nelle missive si prometteva una nuova liquidità a migliori condizioni economiche e nettamente inferiori rispetto a quelle originariamente sottoscritte. L’Antitrust ha accertato che, nella stragrande maggioranza dei casi, quando i clienti si presentavano fisicamente in società ricevevano offerte con tassi e rate anche di gran lunga  superiori a quanto prospettato. Inoltre nel 75% dei casi i clienti hanno visto peggiorate le condizioni economiche e i tassi aumentati in media di oltre il 20%.

Anche i metodi con cui l’Agos agiva era del tutto  illegali ed inusitati: la società cioè ostacolava l’estinzione anticipata del prestito personale di vari clienti, attraverso, procedure complesse, basate ad esempio su richieste di documenti non facilmente reperibili oppure sulla previa verifica di condizioni prima di chiudere la pratica. Ulteriori ostacoli venivano posti in essere nei casi di linee di credito revolving, che consente di rateizzare il pagamento della merce acquistata con un costo aggiuntivo per l’acquirente dovuto agli interessi.

L’Antitrust sanzionava anche  il sollecito insistente del pagamento di rate scadute, con modalità ritenute aggressive  in quanto basate su numerosi contatti telefonici (phone collection), sms e telegrammi, peraltro indirizzati anche presso terzi (quali i garanti, il datore di lavoro, i familiari) e con una frequenza ravvicinata.    Oggi, come denunciato sul  Quotidiano SUD LIBERTA’, la storia degli illeciti si ripete. Il lupo perde il pelo ma non il vizio 

Il caso era stato segnalato all’Antitrust da numerosi consumatori e da sei associazioni di consumatori, Altroconsumo, Codici, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori, Unione Tutela Consumatori, nonché Movimento Difesa del cittadino.

 

 

 

 

 

 

 

Conte: “Un piano strategico per il “Cantiere Taranto”

Riceviamo e pubblichiamo dalla Presidenza del Consiglio:

     “GIOVEDI’ 14  SEDUTA DEL CDM, DISCUSSIONE PROPOSTE, PROGETTI PER IL RILANCIO DI TARANTO”

 

 

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“Gentile ministro, durante la mia recente visita a Taranto, ho potuto constatare come la vicenda dello stabilimento industriale ex Ilva costituisca solo un aspetto, seppure di assoluto rilievo, di una più generale situazione emergenziale in cui versa la città e la sua popolazione.
Il rilancio dell’intera area necessita di un approccio globale e di lungo periodo. La politica deve assumersi la responsabilità di misurarsi con una sfida complessa, che coinvolge valori primari di rango costituzionale, quali il lavoro, la salute e l’ambiente, tutti meritevoli della massima tutela, senza che la difesa dell’uno possa sacrificare gli altri.

Per questo, reputo necessario aprire un “Cantiere Taranto”, all’interno del quale definire un piano strategico, che offra ristoro alla comunità ferita e che, per il rilancio del territorio, ponga in essere tutti gli strumenti utili per attrarre investimenti, favorire l’occupazione e avviare la riconversione ambientale.

I processi di ristrutturazione o riconversione del tessuto industriale e delle infrastrutture di una determinata area geografica – come dimostrano alcune esperienze in Italia e in Europa – si portano a compimento solo attraverso politiche coordinate e sinergiche, che coinvolgano tutti gli attori istituzionali – in primis il Governo -, le associazioni di categoria, i comitati locali e tutte le forze produttive del Paese.

A tal fine, in vista del prossimo Consiglio dei ministri di giovedì 14 novembre, ti invito, nell’ambito delle competenze del tuo dicastero, ad elaborare e, ove fossi nella condizione, a presentare proposte, progetti, soluzioni normative o misure specifiche, sui quali avviare, in quella sede, un primo scambio di idee. La discussione potrà quindi proseguire all’interno della cabina di regia che ho intenzione di istituire con l’obiettivo di pervenire, con urgenza, a soluzioni eque e sostenibili. Al riguardo, ti anticipo che il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, mi ha comunicato l’intenzione di promuovere un intervento organico per il rilancio dell’Arsenale, mentre il ministro per l’innovazione, Paola Pisano, mi ha rappresentato la volontà di realizzare un progetto di ampio respiro, affinchè Taranto possa diventare la prima città italiana interamente digitalizzata.

Confidando nella tua collaborazione, ti ringrazio fin d’ora per il contributo che potrai offrire alla definizione di un progetto che considero prioritario per l’azione di governo.   – Comunicato Stampa firmato Avv.Prof.Giuseppe Conte”

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NAPOLI: ARRESTI ANTIMAFIA PER IL CLAN CESARANO

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Napoli

La Guardia di Finanza decapita il Clan Cesarano  , associazione finalizzata alla criminalità organizzata. I finanzieri della compagnia di Castellammare di Stabia, con i reparti dipendenti del Gruppo di Torre Annunziata, hanno notificato  venti ordinanze cautelari nei confronti di capi e affiliati del clan Cesarano.

Le pompe funebri stabiesi- ricorderemo – sono  in mano al clan D’Alessandro: nel mese scorso le Fiamme gialle hanno effettuato sei arresti, sequestro beni da 7 milioni e mezzo. I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata avevano notificato un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia di Napoli – nei confronti di sei persone.

Naturalmente l’imprenditore Alfonso Cesarano (classe 1958), è  attualmente in carcere ,già a processo per concorso esterno in associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata, mentre ai domiciliari i familiari Saturno, Alfonso (classe 1957), Giulio, e Catello Cesarano e Michele Cioffi.

I reati contestati vertono sul trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante dell’aver commesso il fatto per favorire  il clan D’Alessandro, che non esitava ad imporre azioni di natura intimidatoria.

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