Pozzallo: 11 agosto la mostra alla Galleria Sacca “Un puro Nulla”

Si inaugura martedì 11 agosto alle ore 20:30, alla Galleria SACCA _ Contenitore di sicilianità di Giovanni Scucces a Pozzallo, la mostra “Un puro Nulla” a cura di Emanuela Alfano, con opere di Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo e Federico Severino.

SACCA, con questo progetto, dà l’avvio a quel dialogo importante e necessario con artisti e/o varie personalità, senza porre alcun vincolo di collaborazione o limite geografico, in accordo con la propria mission e con la convinzione che scambio è comunque reciproco arricchimento e va al di là di qualsiasi preconcetto e categorizzazione eccessivamente limitanti. Così Pinelli e Severino, artisti promossi da SACCA, dialogano in questa occasione con Rinzivillo (siciliano, vive fra l’altro proprio a Pozzallo) e Colella (abruzzese).

 

 

Un puro Nulla è un progetto incentrato sul tema dell’astrazione dell’immagine e del sostanziale, qualcosa che riporta alle fondamenta, al nucleo centrale della sostanza, tutto sembra fermo eppure sotterraneamente scorre e si evolve. Non è più l’immagine figurativa a dominare e a raccontare, quanto l’astrazione, la sintesi che, attraverso il colore, le campiture estese o la negazione del colore stesso, affonda le radici dell’opera in un un’altra realtà. Al margine della forma quattro artisti, scelti per il rigore formale, la sintesi segnica e pittorica, dialogano sull’essenzialità del vuoto, in quel luogo dove in realtà tutto diviene l’essenza dell’essere stesso “il puro Nulla”. Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo, Federico Severino ci conducono ad una riflessione sintetica tramite opere dal linguaggio unico, contrapposte e allo stesso tempo complementari, che tramite l’astrazione, la composizione e la scomposizione delle forme affondano le radici nella conoscenza dello spirito e della coscienza, in quel puro Nulla dove tutto ha origine e dove tutto ritorna.

La mostra potrà essere visitata fino al 26 settembre dal martedì al sabato. Nel periodo estivo la galleria è aperta dalle ore 18 alle 21 (il mercoledì fino alle ore 23). Da settembre in poi gli orari potrebbero variare, si consiglia pertanto di consultare il sito web o i canali social.

Durante la serata inaugurale verranno proposti in degustazione una selezione di vini della Cantina Frasca….

ARCHITETTI DENUNCIANO UN BANDO DEL COMUNE DI ACI SANT’ANTONIO- IL SINDACO CARUSO, “NON ABBIAMO FATTO UN BANDO PER GLI ARCHITETTI “

Comune di Aci Sant’Antonio: bando per assunzione di 4 risorse all’Ufficio Sisma

«SELEZIONE ILLEGITTIMA ESCLUDE 18 ARCHITETTI: La denuncia del presidente degli Architetti di Catania Alessandro Amaro

MA IL SINDACO CARUSO RISPONDE: “NON ABBIAMO FATTO UN BANDO CON SPECIFICHE O ARCHITETTI..”

 

Catania: architetti, Alessandro Amaro eletto presidente

Alessandro Amaro, funzionario Genio Civile di Ct

 

CATANIA – 

«Trovo assolutamente inaccettabile la decisione di non annullare in autotutela il bando che ha visto la mancata ammissione di 18 Architetti senza alcuna reale motivazione. Nessun requisito, infatti, esclude la nostra categoria: è un fatto gravissimo. Siamo pronti a fare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per restituire dignità alla nostra professione». Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania Alessandro Amaro commenta così la vicenda del bando pubblico indetto dal Comune di Aci Sant’Antonio per l’assunzione a tempo pieno e determinato di 4 unità con profilo di “Istruttore direttivo tecnico” presso l’Ufficio sisma.

«Nell’istanza – spiega Amaro – al punto 1 dei requisiti viene chiesto di “essere in possesso della laurea magistrale in ingegneria civile, ingegneria edile o equipollenti, da dimostrare a pena di esclusione con votazione minima di 100/110”. Con competenze e professionalità che appartengono in egual misura anche agli Architetti, la cui laurea è equipollente a quella richiesta, proprio nell’ambito dei concorsi pubblici. Al punto 4 dello stesso bando, invece, si legge “abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere” con evidenti elementi di ambiguità delle clausole».

Una contraddizione (o un difetto di forma), secondo quanto sottolineato dal massimo esponente della categoria etnea, che nella fase interlocutoria – in data 10 luglio – ha chiesto attraverso l’Avv. Anna Arena (legale dell’Ordine) di ritirare il bando per riformulare i termini della selezione: «In base alle competenze richieste, infatti, nulla impedisce agli Architetti di presentare la propria candidatura. Eppure, tantissimi professionisti iscritti al nostro Ordine – dopo essere stati inseriti con riserva – hanno visto successivamente negata la loro partecipazione: tra loro, inoltre, c’è anche chi all’interno degli stessi uffici sta ricoprendo lo stesso ruolo da mesi (vincendo la precedente selezione), non potendovi improvvisamente più accedere».

«Una scelta illegittima – prosegue Amaro – senza alcun percorso argomentativo e motivazionale, dove si configurano gravi vizi per manifesta infondatezza, evidente irragionevolezza, contraddittorietà ed eccesso di potere. Inoltre, il bando viola importanti princìpi costituzionali alla luce della sentenza 2709 del 27 maggio 2014 del Consiglio di Stato: “nelle ipotesi di clausole ambigue di gare si deve accogliere l’interpretazione che tutela gli interessati di buona fede, salvaguardando così l’ammissibilità delle offerte e consentendo la maggiore partecipazione agli offerenti, sì da tutelare l’interesse pubblico. Ciò in vista del favore della partecipazione del maggior numero possibile di concorrenti alle pubbliche gare, al fine di ottenere le prestazioni richieste a un prezzo quanto più vantaggioso, in termini qualitativi e quantitativi per l’Amministrazione”».

Ferma e decisa la conclusione del presidente degli Architetti etnei: «Abbiamo chiesto l’annullamento, ricevendo una risposta inaccettabile che esprime contenuti discriminatori e non rispondenti alle norme vigenti riguardanti la nostra categoria. Proseguiremo la nostra battaglia presentando ricorso al TAR per garantire i princìpi di legalità e trasparenza, in una vicenda dove – purtroppo – appaiono troppe ombre».

 

SUD LIBERTA’ HA INTERPELLATO IL COMUNE DI ACI SANT’ANTONIO E CHIESTO DEL SINDACO CARUSO PER AVERE CHIARIMENTI A RIGUARDO.   IL PORTAVOCE STAMPA  SEBASTIANO AMBRA CI HA INVIATO SUBITO QUESTO COMUNICATO STAMPA

 

IL SINDACO CARUSO : “NON ABBIAMO PARLATO NEL BANDO DI ARCHITETTI NE’ ABBIAMO FATTO SPECIFICHE. E ALLORA?

Bando per l’Ufficio Sisma, Caruso replica alle polemiche: “La Delibera di Giunta è chiara: si parla soltanto di tecnici laureati, senza specifiche” In seguito alla polemica sollevata dall’Ordine degli Architetti di Catania in merito al bando per l’assunzione a tempo pieno e determinato di 4 unità con profilo di ‘Istruttore direttivo tecnico’ presso l’Ufficio Sisma del Comune di Aci Sant’Antonio, il Sindaco della Città del Carretto Siciliano, Santo Caruso, risponde: “L’Amministrazione non ha alcuna responsabilità in merito alla polemica sollevata: con la Delibera 171 del 2019 la Giunta diede un preciso atto di indirizzo nel quale si parlava solo e soltanto di Istruttori Amministrativi Categoria C e di Istruttori Direttivi Tecnici Categoria D. Non veniva fatta alcuna richiesta specifica di categoria, non si parlava di architetti o ingegneri, ma si parlava di tecnici laureati, e basta: sia chiaro che politicamente non c’era e non c’è alcuna volontà di escludere delle categorie. Quanto contestato adesso è da imputare agli Uffici comunali, perché sono gli Uffici che hanno predisposto il bando così com’è: nulla osta, da parte nostra, per ritirarlo, ma è chiaro che l’ultima parola spetta agli Uffici”.

 

 

 

 

 

INFERNO BEIRUT

 

Video fornito da You tube -(R)

di   E.L.

Un bilancio devastante ieri a Beirut :  “oltre 4.000 feriti e più di cento morti

Mentre sono centinaia le persone di cui è stata denunciata la scomparsa da parte di parenti. Il ministro della Sanità libanese, Hamad Hassan, annuncia che il suo ministero sta lavorando ad un piano di emergenza per l’allestimento degli ospedali da campo inviati da Qatar, Iran, Kuwait, Oman e Giordania.

Quattro strutture ospedaliere della capitale libanese, danneggiate dalle esplosioni, sono fuori servizio, quelle tuttora funzionanti sono state investite in pieno dall’emergenza. I pazienti vengono curati nei parcheggi degli ospedali o di quello che resta di queste strutture. Al Arabiya racconta di medici e paramedici impegnati a liberare le strade di accesso dalle macerie, mentre i feriti che continuano a essere trasportati ricevono le prime cure nei parcheggi.

 – Tra le vittime ci sono anche un cittadino australiano e due delle Filippine. ”

Il ministero degli Esteri di Manila ha  confermato che ci sono due morti, 11 dispersi e otto feriti tra i cittadini delle Filippine. Tutte le vittime si trovavano nelle abitazioni dei loro datori di lavoro quando sono avvenute le terribili esplosioni,. Nel Paese dei Cedri vivono e lavorano circa 33.000 filippini.

Tra i feriti ci sono alcuni dipendenti dell’ambasciata tedesca a Beirut. “Ci sono stati dei feriti tra il personale dell’ambasciata – ha reso noto il ministero degli Esteri di Berlino – Tenuto conto dei danni considerevoli nella zona urbana di Beirut non possiamo escludere per ora che altri cittadini tedeschi possano essere tra i morti e i feriti”. Il ministero ha precisato poi che la sede dell’ambasciata, che si trova non lontano dal porto, è stata danneggiata, ma “la gravità dei danni non è ancora stata valutata”. La cancelliera Angela Merkel, attraverso la sua portavoce Ulrike Demmer, si è detta “sconvolta” per quanto accaduto, e ha assicurato “sostegno al Libano”.

Anche la moglie dell’ambasciatore olandese in Libano è rimasta gravemente ferita. . La donna è stata ricoverata in uno degli ospedali della città. L’ambasciata olandese, che si trova non lontano dal luogo dell’esplosione, ha subito gravi danni.

Sia il premier Boris Johnson che il ministro degli Esteri Domic Raab hanno offerto il sostegno di Londra alle autorità libanesi.

Tra le persone rimaste ferite ci sono anche due cittadini di nazionalità greca e due cittadini della Giordania.

 – Alla magistratura libanese venne notificato per sei volte che il deposito di nitrato d’ammonio al porto di Beirut era pericoloso e che i funzionari della dogana avevano chiesto di trasferire il materiale, ma l’autorizzazione non venne mai concessa.

Il governatore di Beirut, Marwan Abboud ha affermato che i danni provocati dalle due esplosioni si aggira dai 3 ai 5 miliardi di dollari. . Sono “più di 300.000” gli sfollati a Beirut….. Anche  la moschea di Mohammed Al Amin, in centro a Beirut,  ha riportato gravi danni.

Deflagrazione a Beirut: morti e feriti Cause ed ipotesi

Due enormi esplosioni devastano l'area portuale della città di Beirut in Libano

di     E.L.

Beirut protagonista di una forte deflagrazione esplosivo. Al momento Beirut è scossa e si chiede tanti interrogativi. Come mostrano alcune immagini televisive una densa colonna di fumo si alza dalla zona del porto della capitale libanese. In attesa di un bilancio più preciso della forte esplosione avvenuta a Beirut, la Croce Rossa libanese ha riferito che vi sarebbero decine di feriti,altri morti  sepolti sotto le macerie.  Questo il bilancio provvisorio reso noto dal ministro della Sanità libanese, Hamad Hasan.

La deflagrazione, avvenuta nella zona del porto, è stata avvertita in tutta la capitale libanese, provocando scene di panico tra i cittadini.

Forse la potente esplosione è stata causata da un  incendio in un magazzino di fuochi d’artificio. Molti gli edifici danneggiati. Tra questi, anche il quartier generale dell’ex premier libanese Saad Hariri e l’ufficio di corrispondenza della Cnn. Nei cieli della città aleggia ora una nuvola di fumo, mentre i vigili del fuoco sono accorsi nell’area della deflagrazione per spegnere le fiamme.

Si attendono notizie per comprendere meglio la situazione dell’esplosione

Motivazioni possono essere ravvisate nel fatto che  il Tribunale speciale dell’Onu sull’assassinio dell’ex premier Rafik Hariri debba a breve emettere il suo verdetto. I quattro imputati, in contumacia, sono membri delle milizie sciite filo iraniane di Hezbollah, che hanno sempre negato di avere avuto un ruolo nella morte dell’ex premier. Da mesi il Libano soffre di una gravissima crisi economica, aggravata dalla pandemia di coronavirus, con frequenti proteste e scontri tra manifestanti e polizia.

 

 

ANTONIO PRESTI: “RITORNIAMO ALLA BELLEZZA, ALLA VITA, AI SOGNI, ALLA LIBERTA’..”

foto Press

Nuovo itinerario turistico-culturale in nome dell’arte contemporanea: inaugurazione dell’installazione fotografica oggi martedì alle ore 18 | Museo-albergo Atelier sul Mare – Castel di Tusa (ME)

Comuni di Tusa, Santo Stefano di Camastra, Reitano, Motta d’Affermo, Pettineo, Castel di Lucio, Mistretta

 

Il maestro e mecenate Antonio Presti continua il percorso di donazione alle comunità della Valle dell’Halaesa. «L’equazione etica di una contemporaneità che si rifugia nell’omologazione del pensiero globale; un movimento sociale che deve trovare nelle nuove generazioni la restituzione della Bellezza dei luoghi; l’unione di intelligenze che sfuggono alla forza centrifuga dell’esodo e che ritrovano il futuro nel valore universale di essere comunità».

Con questo pensiero, che si anima della spiritualità del Cantico delle Creature di San Francesco, il presidente della Fondazione Fiumara D’arte innesta sulla Valle dell’Halaesa la sua nuova visione etica ed estetica per fronteggiare una delle più grandi emergenze di questo presente: la desertificazione dell’anima e di quei territori che oggi soffrono l’asfittica parabola discendente della modernità. Basti pensare a quei due milioni di cittadini del Mezzogiorno costretti a emigrare negli ultimi due anni e a oltre 1 milione di siciliani che – secondo gli ultimi dati di Svimez – entro 50 anni abbandoneranno la nostra Isola.

 

A sx nella foto Press Massimo Basso e a dx il Maestro Antonio Presti

Sull’asse antropologico e sociologico che vede scorrere intere comunità di giovani verso luoghi “altri” dalla Sicilia, con uno sradicamento e un distacco che annulla ogni futuro, Antonio Presti ha deciso di infondere Luce sui valori dell’identità e dell’appartenenza, restaurando la forza della specificità e il valore della conoscenza come strumento di unione e di relazioni maieutiche. La prima tappa del progetto Halaesa è Castel di Tusa, dove numerosi bambini e giovani sono stati protagonisti di un processo creativo condiviso, partecipando ad un laboratorio fotografico condotto dai fotografi Giulio Azzarello e Lucrezia Saieva che hanno immortalato sguardi, emozioni, passioni per diventare installazioni dell’anima e battezzare i giovani della comunità con le parole del Santo d’Assisi. L’obiettivo del “Controesodo” è quello di rivitalizzare il presente grazie alle più solide agenzie educative, in primis la famiglia e la scuola, rinsaldando i legami con la natura e il paesaggio, le reti delle persone e le infrastrutture identitarie delle comunità.

 

foto  Press

Un dictat spirituale e civile che il presidente della Fondazione Fiumara d’Arte vuole lasciare come vera e propria eredità: «Occorre bilanciare universalmente un’altra visione – dichiara Presti – e ritornare alla bellezza, alla vita, al sogno, allo stupore di quella meraviglia che trova sempre nella conoscenza e nel sapere la sua libertà e la sua democrazia. Controesodo vuole trovare nei giovani di Castel di Tusa quel processo educativo che serve a riprogettare il futuro».

Sono tanti ormai quei giovani che ogni anno lasciano la propria terra per studio o lavoro. Ritornano solo per le vacanze, animati dal desiderio di rivedere i propri cari. Alcuni tentano di ritornare, non per ripiego ma perché spinti dal recupero di valori dimenticati, ma si ritrovano ostacolati da quelle politiche istituzionali che pensano più alle città metropolitane che al ripopolamento dei paesi abbandonati. È necessario quindi un percorso diverso creato dalle comunità stesse ,che favorisca un cambio di rotta necessario per lo sviluppo sociale e la rinascita di un paese.

«Dopo il riconoscimento internazionale della Fiumara d’Arte e del Museo Albergo Atelier sul Mare, nei 40 anni di impegno civile e di attività culturali per la Valle dell’Halaesa, nonostante solitudini culturali e battaglie istituzionali, grazie al valore politico della Bellezza ho rigenerato e restituito identità ai questi territori, oggi famosi in tutto il mondo – spiega il maestro Presti – Oggi più che mai, invece di nutrirmi passivamente del riconoscimento della mia storia, sento la necessità di scegliere la via del Ringraziamento, continuando ancora a seminare. Lo spirito che anima l’amare è sempre amare, e quando si è sentimentalmente legati con il cuore a un territorio, si fa di tutto per tentare di farlo sopravvivere e di sopraffare i pensieri di morte e di abbandono. Dire che nel territorio della valle dell’Halaesa non c’è futuro, non c’è lavoro, non ci sono più giovani, vuol dire affermare la morte del futuro; scoprire che in alcuni paesi ci sono scuole con soli 30 bambini non può lasciare nell’indifferenza. Nella nostra contemporaneità si sta manifestando un esodo subdolo che nasce dalla manipolazione del pensiero: i giovani già al liceo, con l’avallo dei genitori, dicono “Io devo andare via dalla Sicilia”, perché a quel giovane abbiamo innestato il pensiero dell’abbandono della Grande Madre Sicilia. Questa terra ha bisogno dei suoi giovani figli. Non dovete andare via, proviamoci. Perché in Sicilia non manca il lavoro, forse manca l’educazione al lavoro e quel senso del sacrificio che può diventare intraprendenza e industriosità. Rispetto a una cultura generazionale che è cresciuta nell’assistenzialismo e nell’immobilismo, dobbiamo progettare questo controesodo culturale: Cu resta, arrinesci»

L’inaugurazione del Controesodo sarà occasione per assorbire l’energia delle opere che contraddistinguono la Fiumara d’Arte, attraverso la visita delle stanze dell’Atelier sul Mare, che hanno reso famoso ed unico l’albergo che si affaccia sulle acque di Castel di Tusa. Mostre in corso:

     Bosco incantato: Installazione design di alberi-sedie di Ute Pyka e Umberto Leone.

–      Cavallo eretico: Scultura monumentale in acciaio inox di Antonello Bonanno Conti.

Verrà inaugurata inoltre Priscilla – La trasmutazione di Massimo Basso, installazione automatizzata che attraverso le tecniche digitali sviluppate dall’artista, suggerisce una riflessione sull’uomo e la natura e sulla necessità dell’arte nel tentativo di mettere in luce le disfunzioni derivanti dall’uso inconsapevole di tutto ciò che a volte la tecnologia offre come mezzo di emancipazione e salvezza.

 

Una riflessione sull’uomo

Massimo Basso nasce a Palermo nel 1956. Comincia prestissimo, ancora adolescente, ad appassionarsi all’artigianato e alla tecnica. Dopo essersi formato in Arte al Liceo Artistico di Palermo lavora come montatore, artigiano, tecnico teatrale e fotografo. Le due esperienze che segnano in modo particolare la sua formazione sono state quella di macchinista-costruttore con il Teatro Vagante durante gli anni ’80, e successivamente  quella di tecnico di scena con la Societas Raffaello Sanzio di Cesena dove gestiva sistemi tecnologici sofisticati. Negli ultimi anni studia ed approfondisce i temi del linguaggio e della comunicazione che si rifletteranno nella sua produzione artistica. Recentemente entra a fare  parte del direttivo dell’associazione Incontemporanea ArteAttiva, e con loro presenta diverse opere centrate su temi inerenti al linguaggio e tecnica nella nostra società, potere che distrugge e crea, uccide e salva. Opere: La stupidità e le sue sorelle (ironia per immagini); Il canto delle sirene; Ubi maior minor cessat; L’Albero che ride; Il Piccolo B; e per ultima Priscilla – la Trasmutazione, opera che sarà presentata in occasione di Controesodo di Fiumara d’Arte.

 

Lampedusa: trasbordo dei migranti sulla nave quarantena

Tragedia sulla Moby Zazà, migrante si tuffa in mare dalla nave ...

Archivi  -Sud Libertà

La nave quarantena-umanitaria-  ‘Gnv Azzurra’ partita da Porto Empedocle è al porto di Lampedusa, ospiterà quasi tutti i migranti ospiti dell’hotsport dell’isola, ormai al collasso perché la capienza è di circa 100 persone. Il trasbordo è già iniziato. I migranti, a gruppi di dieci, tutti con mascherina e con borse o zaini, stanno salendo a bordo della nave traghetto dove saranno ospitati nei prossimi giorni. I minivan stanno continuando a portare i migranti, quasi tutti tunisini, al porto. 

I migranti che arrivano sulla nave quarantena ‘Gnv Azzurra’ vengono accolti da personale bardato con le tute bianche anti Covid e mascherine. Attendono il loro turno, indossando le mascherine. Tra loro ci sono anche alcune donne, che attendono il loro turno, sedute a terra.

 

MARIO MARCO FARINATO,MUSICISTA, VINCITORE DEL CONCORSO MUSICALE “LA SETTIMA NOTA 2020”

 

 

 

È MARIO MARCO FARINATO il vincitore della 1° edizione de LA SETTIMA NOTA 2020, concorso musicale dedicato alla musica d’autore nazionale e internazionale, che – grazie alla casa editrice milanese LONG DIGITAL PLAYING SRLS – ha conquistato il nuovo contratto discografico.

FARINATO, chitarrista eclettico e polistrumentista, ha al suo attivo innumerevoli singoli e collaborazioni con artisti di fama ma, con il singolo “Cartoline da Callisto”, eseguito con due chitarre suonate in stile tapping, ha vinto il Premio Miglior Progetto Discografico.

Gli altri partecipanti, che Luca Bonaffini – ideatore della rassegna –  ha definito “straordinari” e che saranno inclusi con il brano scelto nella compilation ufficiale de LA SETTIMA NOTA, hanno conquistato le seguenti menzioni:
Brano più originale Alessandro Centolanza – L’elogio del momento

Miglior Voce Maschile Francisc(Q) – Lucida follia

Miglior Voce Femminile Aram & Sona – Birthday cake

Miglior Musica Fabio Cardullo – Noi

Miglior Testo Filippo Marsciani – Quattro mura

Miglior Struttura Musicale Valentino Prato – Quando ti guardo

Miglior Arrangiamento Vocale The Uncles – Con te

Miglior Esecuzione Musicale Valentino Prato – Quando ti guardo

Miglior Brano Internazionale Aram & Sona – Birthday cake

Miglior Canzone Dialettale Giù su quer cortile – Negro & Morelli

Premio Speciale “Nuova Classica Punto It” Luca Fogliati – Lo specchio

 

 

 

Papa Francesco: “Non dimenticatevi di aiutare i poveri e sofferenti e di avere compassione per gli altri”

 

 

Papa Francesco richiama gli atteggiamenti di Gesù con le folle dell’odierno brano evangelico, dedicato al “prodigio della moltiplicazione dei pani”, ed esorta a seguire la logica di Dio, che porta a “farsi carico dell’altro”. L’invito è alla “fraternità”, accostandosi alla “mensa eucaristica” senza dimenticare i fratelli in difficoltà e usando proprio la “compassione” e la “tenerezza” di Gesù: Egli – per coloro che lo seguono e che, “pur di stare con Lui”, hanno dimenticato di fare provviste – non ha mostrato “sentimentalismo” bensì, spiega, la manifestazione “concreta” dell’amore che “si fa carico” delle necessità delle persone.

Al calar del sole, le folle sono ancora lì, e i discepoli, uomini pratici, invitano Gesù a congedarle perché possano andare a procurarsi da mangiare. Ma Lui risponde: «Voi stessi date loro da mangiare».

Gesù dà le porzioni di pane e pesci

Gesù prende i cinque pani e i due pesci “tra le sue mani”, “alza gli occhi al cielo, recita la benedizione e comincia a spezzare e a dare le porzioni ai discepoli da distribuire”: quei pani e quei pesci – ricorda Francesco – non finiscono, bastano e avanzano per migliaia di persone”.

Con questo gesto Gesù manifesta la sua potenza, non però in modo spettacolare, ma come segno della carità, della generosità di Dio Padre verso i suoi figli stanchi e bisognosi. Egli è immerso nella vita del suo popolo, ne comprende le stanchezze, ne comprende i limiti, ma non lascia che nessuno si perda o venga meno: nutre con la sua Parola e dona cibo abbondante per il sostentamento.

Il pane rappresenta la salvezza

Va notato come sia stretto il legame tra il pane eucaristico, nutrimento per la vita eterna, e il pane quotidiano, necessario per la vita terrena. Prima di offrire sé stesso al Padre come Pane di salvezza, Gesù si cura del cibo per coloro che lo seguono e che, pur di stare con Lui, hanno dimenticato di fare provviste. A volte si contrappone spirito e materia, ma in realtà lo spiritualismo, come il materialismo, è estraneo alla Bibbia. Non è un linguaggio della Bibbia.

L’amore di Dio

L’invito di Francesco è ancora una volta a prendere esempio da Gesù.

La compassione, la tenerezza che Gesù ha mostrato nei confronti delle folle non è sentimentalismo, ma la manifestazione concreta dell’amore che si fa carico delle necessità delle persone. E noi siamo chiamati ad accostarci alla mensa eucaristica con questi stessi atteggiamenti di Gesù: [anzitutto] compassione dei bisogni altrui. 

Compassione non è un sentimento puramente materiale; la vera compassione è patire con, prendere su di noi i dolori altrui. Forse ci farà bene oggi domandarci: io ho compassione? Quando leggo le notizie delle guerre, della fame, delle pandemie, tante cose, ho compassione di quella gente? Io ho compassione della gente che è vicina a me? Sono capace di patire con loro, o guardo da un’altra parte o dico “che si arrangino”? Non dimenticare questa parola “compassione”, che è fiducia nell’amore provvidente del Padre e significa coraggiosa condivisione.

Aiutare i poveri e i malati

È il percorso della fraternità, che è essenziale per affrontare le povertà e le sofferenze di questo mondo, specialmente in questo momento grave, e che ci proietta oltre il mondo stesso, perché è un cammino che inizia da Dio e a Dio ritorna.

 

Inaugurazione Ponte Himera: dopo cinque anni il calvario sta finendo

 

 

Riaperto il viadotto Himera lungo la A19Cancelleri: «Alla Regione si dimettano tutti»

L’Anas  ha inaugurato il nuovo viadotto Himera, lungo l’autostrada A19 Palermo-Catania. Trascorsi quasi sei anni quando venne chiusa,alla presenza del ministro delle Infrastrutture Paola De Michelis  è stato  inaugurato il nuovo viadotto Himera, lungo l’autostrada A19 Palermo-Catania.

Ricorderemo che nell’aprile del 2015 alcuni piloni cedettero a causa di una frana e la chiusura del viadotto spezzò in due l’autostrada con notevoli disagi per la circolazione. Presente anche il vice ministro Giancarlo Cancelleri.

«Penso che le dimissioni dovrebbero rassegnarle tutti quanti alla Regione, la montagna franata 5 anni fa, che fece sedere i piloni del ponte Imera, sta ancora lì e non hanno mosso un dito» ha affermato  il vice ministro delle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri ai cronisti, a margine dell’inaugurazione del ponte Himera dopo 5 anni di lavori, a proposito delle dimissioni, respinte dal governatore Nello Musumeci, dell’assessore ai Trasporti Marco Falcone che aveva promesso la remissione delle deleghe nel caso in cui l’Anas avesse riaperto il viadotto entro il 31 luglio come annunciato nelle scorse settimane non credendo agli impegni assunti dopo i tanti rinvii. «Le dimissioni di Falcone poi respinte rientrano in una vicenda stucchevole», ha aggiunto Cancelleri.

«Su questo tratto di una autostrada abbiamo investimenti importanti che comportano l’apertura di tanto cantieri. Il calvario purtroppo non è finito, ma dobbiamo mettere a posto l’autostrada, sono impegni per noi è per gli utenti. Questo lavoro non si fanno dal giorno alla notte. Se vogliamo fare lavori purtroppo dobbiamo pagare dei rallentamenti» ha invece detto l’amministratore delegato di Anas Massimo Simonini.

«Il governatore Nello Musumeci dice che non c’è niente da festeggiare? Stiamo lavorando molto, in Sicilia come per resto d’Italia – aggiunge Simonini – Le lentezze sono dovute alle imprese, stiamo dando 30 per cento anticipazioni alle aziende proprio per spingere le imprese anche a lavorare di notte, non tutte hanno le forze». I rapporti con la Regione siciliana? «Dal mio punto di vista c’è collaborazione con la Regione, come Anas continuiamo il nostro lavoro per farlo al meglio poi la Regione può decidere cosa fare e anche se ci sono punti di vista differenti noi andiamo avanti per fare il nostro lavoro».

LA FOGNA DELLA POLITICA AL SENATO: CHI ERA ALLEATO DI SALVINI HA VOTATO SI’ AL PROCESSO

 

Ecco come funziona la "Bestia" di Salvini, che però oggi ha ...

 

 

DI   RAFFAELE  LANZA

Scandalo al Senato che approva la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini ex Ministro dell’Interno. I voti a favore del processo sono stati 149. I contrari sono stati 141, una astensione (M5S).

Dai tabulati emerge che 91 dei 92 senatori del M5S presenti al voto hanno detto sì al processo per l’ex alleato di governo La Drago si è invece astenuta. I 35 senatori del Pd, tutti presenti hanno votato all’unanimità, voto contro Salvini hanno espresso anche gli 11 senatori di Iv, con 7 renziani assenti dall’Aula. A votare contro il processo invece tutti i leghisti presenti (95), i 17 di Fdi in Aula, e i 54 di Forza Italia.

Cosa dire?   Usata la giustizia come arma politica afferma Berlusconi. Affermazione stavolta obiettiva ed onesta. Non sembra giusto invece aver martirizzato Salvini su una problematica come quell’immigrazione che aveva la tacita collegialità governativa.   Se Conte avesse voluto avrebbe potuto -e dovuto- fermarlo all’epoca dei fatti. Non l’ha fatto.  Ora che Salvini è in una posizione politica diversa tutti addosso, compresi i pentastellati che finora si erano sempre distinti in materia di giustizia e fatti sociali.        Questo voto favorevole contro l’incosciente Salvini spegne ora tante stelle e stellette del movimento grillino. Spegne anche il modus vivendi  ricco di umanità finoggi del presidente del consiglio Conte. E riaccende l’ansia popolare di guardare oltre questo tipo di politica indecente.   Qui, a Palazzo Madama, sono tutti opportunisti salvo alcune eccezioni.   Signori, siamo in una vera e propria fogna in mezzo a tanti insetti -politici ed animali orridi.   

La regina dei consensi e dell’umanità ha un nome però: Drago, del M5S . Afferma: Io astenuta su processo Salvini perchè governo fu corresponsabile        L’amarezza el leader della Lega: Contro di me festeggiano i Palamara, i vigliacchi, gli scafisti e chi ha preferito la poltrona alla dignità. Sono orgoglioso di aver difeso l’Italia: lo rifarei e lo rifarò, anche perché solo in questo luglio gli sbarchi sono sei volte quelli dello stesso periodo di un anno fa, con la Lega al governo”Vado avanti, a testa alta e con la coscienza pulita, guarderò tranquillo i miei figli negli occhi perché ho fatto il mio dovere con determinazione e buonsenso. Mi tengo stretto l’articolo 52 della Costituzione (‘la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino’) e ricordo le parole di Luigi Einaudi: ‘Quando la politica entra nella giustizia, la giustizia esce dalla finestra’. Non ho paura, non mi farò intimidire e non mi faranno tacere: ricordo che per tutti i parlamentari, presto o tardi, arriverà il giudizio degli elettori”,

La vicenda della  Open Arms, dopo l’autorizzazione a procedere votata dal Senato per Matteo Salvini, torna adesso in Procura a Palermo, che aveva indagato sul caso. Il Procuratore Francesco Lo Voi dovrà adesso chiedere il rinvio a giudizio dell’ex ministro. Poi il destino di Salvini sarà nelle mani dei Pm che potranno proscioglierlo od andare avanti -nonostante lo sproporzionato intervallo di tempo trascorso – con il processo.