RACCOLTA,RIFIUTI: LA REGIONE SICILIANA NON SI PRESENTA ALLA RIUNIONE DEI SINDACI

 

Caruso: “Alla riunione dell’SSR la Regione non si è presentata: il clima è desolante. Rischiamo un costo altissimo”

Continuano i disagi dovuti alla riduzione del conferimento della frazione secca residuale dei rifiuti presso la discarica di Lentini.
Numerosi Comuni, tra i quali Aci Sant’Antonio, devono far fronte alle conseguenze dei ritardi dovuti alla fila formatasi davanti i cancelli dell’impianto di ‘Sicula Trasporti’, che chiude non appena vengono raggiunte le 600 tonnellate e rimanda al giorno successivo, con conseguente accumularsi della coda, bloccando di fatto la raccolta degli altri rifiuti per i quali necessitano gli stessi mezzi.
Il Sindaco Santo Caruso e l’Assessore all’Ecologia, Quintino Rocca,hanno annunciato che a partire dalla prossima raccolta non verranno più accettati i rifiuti indifferenziati in maniera indiscriminata, cioè i sacchetti all’interno dei quali viene inserito anche ciò che può essere
differenziato (come residui di cibo, bottiglie di plastica o di vetro,carta riciclabile e quant’altro),
L’Assessore Rocca ha espresso tutto il suo rammarico, paventando grandi rischi: “Alla riunione dell’SRR, alla quale era presente la quasi totalità delle Amministrazioni preoccupate da quello che sta accadendo,la Regione non si è presentata: si aspettava un videocollegamento dell’Assessore regionale, e lo si è atteso invano. Assessore non pervenuto.

Speravamo di ricevere notizie, ma abbiamo solo potuto registrare sconforto e amarezza. Ci troviamo in uno stato di disagio sempre più pressante, riuscendo a malapena a far fronte alla raccolta
quotidiana ma non senza pesanti ritardi. Molti comuni hanno addirittura lasciato la spazzatura per strada, e da Catania arrivano immagini terrificanti, coi gabbiani che gozzovigliano tra i rifiuti. Il clima è desolante. Il rischio concreto sarà dover conferire il rifiuto all’estero pagando il conferimento tre volte quello che paghiamo ora.
Vorrà dire un aumento vertiginoso e indiscriminato delle tariffe, e quindi un aumento indiscriminato di chi non paga, e di riflesso un incommensurabile ammanco in bilancio corrente per i Comuni. Insomma: sarebbe a dire che tutti i Comuni fallirebbero nel giro di un paio di anni”.
Il primo cittadino si rivolge ai cittadini: “Non possiamo pensare solo di lamentarci degli altri: anche da parte nostra dobbiamo fare degli sforzi ancora maggiori. Ad agosto siamo arrivati intorno al 60% di raccolta differenziata: è un buon risultato ma non basta. Da quando abbiamo vietato i sacchi neri ed attivato i controlli il venerdì sera ed il sabato mattina siamo passati dal 42% alle percentuali di oggi.
L’urgenza ci spinge ad accelerare ulteriormente il passo, dalla prossima settimana saremo ancora più severi nei controlli e non verranno accettate buste miste il sabato mattina. La plastica va buttata il giorno della plastica, il cartone il giorno del cartone, il vetro il giorno del vetro, l’umido il giorno dell’umido. Il giorno del secco indifferenziato non è il giorno del “fuori tutto”!: il giorno del secco si butta solo il secco.

 Chiederemo anche agli Uffici di organizzare immediatamente un incontro con la Senesi: Ai sacrifici e all’impegno dei cittadini deve corrispondere un impegno della ditta serio, non è accettabile che dopo venti giorni la spazzatrice sia ancora guasta e non venga sostituita: c’è un contratto che va rispettato ed onorato. Non è rispettoso neanche per i lavoratori stessi, costretti a dover compiere manualmente lavori che tipicamente vanno svolti meccanicamente. Le contingenze ci impongono altre sfide, tocca attrezzarci per non rimanere indietro”.

INCUBO RIFIUTI ACI SANT’ANTONIO: SINDACO ED ASSESSORE DENUNCIANO,”NON C’E’ CAPACITA’ GESTIONALE , VI SONO CAMION PARCHEGGIATI ALLA DISCARICA”

Rifiuti, la discarica di ‘Sicula’ autorizza solo 600 tonnellate per 150

Come funziona l'esportazione di rifiuti?

Comuni. Caruso: “È crisi, sta per esplodere una bomba ecologica”

L’unica discarica per i rifiuti indifferenziati al servizio della Sicilia Orientale, cioè quella di ‘Sicula Trasporti’,

a Lentini, ha ridotto il conferimento a 600 tonnellate al giorno.
Da via Codavolpe, dove è ubicata la discarica, hanno fatto sapere che “i rifiuti giornalieri saranno ricevuti in impianto secondo l’ordine cronologico di arrivo”, così stamattina sono bastati i soli mezzi che hanno raccolto i rifiuti di Catania per far raggiungere il limite imposto, sbarrando la strada, di fatto, a tutti gli altri, compresi quelli del Comune di Aci Sant’Antonio, presso il quale adesso non solo non potrà continuare la raccolta dell’indifferenziato nella giornata di
oggi, ma si compromette anche la raccolta dell’umido di lunedì, alla luce del fatto che gli stessi camion che dovranno essere utilizzati sono fermi perché pieni, e neanche lunedì probabilmente potranno scaricare perché per l’inizio della settimana c’è già la fila di mezzi parcheggiati in attesa della riapertura dell’impianto.

 

Si tratta di una situazione insostenibile – ha dichiarato l’Assessore all’Ecologia, Quintino Rocca , nella foto– è impensabile che 600 tonnellate possano bastare per servire oltre 150 Comuni siciliani. Il geniale metodo individuato per fare conferire in piattaforma è: chi arriva prima conferisce, gli altri a casa. Con il risultato che in questo momento ci sono già dei camion parcheggiati per il conferimento del lunedì.  Sicilia, Italia, Europa, nel 2021”.
Il Sindaco, Santo Caruso, punta il dito sulle istituzioni: “Non credo che ci si sia resi conto della enorme gravità della situazione. Siamo di fronte ad una crisi di proporzioni immani: la riduzione del conferimento tout court, senza che nessuno proponga soluzioni immediate, rappresenta l’accensione di un miccia che rischia di far deflagrare

una bomba ecologica senza precedenti.

Se si è giunti al chi arriva prima per liberarsi dei rifiuti in discarica significa che non c’è alcuna capacità gestionale. È impensabile che i Comuni siano lasciati soli in questo marasma non avendo alcuna possibilità di affrontare da soli la situazione visto che non posseggono mezzi né competenze adatti.

 

Caruso: “Siamo di fronte ad una crisi di proporzioni immani”

Siamo di fronte ad una crisi di proporzioni immani – ha continuato –Chi prenderà i rifiuti di oggi? Chi permetterà alla ditta di svuotare i camion per raccogliere l’umido del lunedì? E chi lo raccoglierà in alternativa? Chi libererà i cittadini dai rifiuti che differenziano, pagando puntualmente la tassa? Non si può pensare che i sindaci, e le istituzioni comunali in generale, possano fare da parafulmine assorbendo l’indignazione di ogni singolo cittadino che chiede perché il suo
sacchetto non è stato ritirato. Moltiplicare il disagio di oggi per i giorni a venire e per tutti i Comuni in difficoltà come Aci Sant’Antonio, restituisce un orizzonte terribile, un incubo dal quale sembra che non si abbia capacità di tirarci fuori. Si faccia qualcosa adesso!”.

 

Aci Sant’Antonio: disservizi pulizia stradale-raccolta cenere- della ditta “Senesi”

Pulizia stradale, “spazzatrice guasta-afferma la ditta incaricata- per la terza volta in un mese”.

 

Catania si risveglia ricoperta di cenere e lapilli dopo la spettacolare eruzione dell'Etna

Archivi-Sud Libertà

Caruso: “Non è tollerabile, soprattutto in questo momento, un simile disservizio”

Nell’ambito di quella che è considerata una vera e propria emergenza, con la continua ricaduta di materiale piroclastico dalla sommità dell’Etna sui Comuni pedemontani e con i santantonesi spesso colpiti e messi duramente in difficoltà, arriva la notizia di un nuovo guasto alla macchina spazzatrice della ditta ‘Senesi’, il terzo guasto nel giro di un mese.
Alla luce dei nuovi, innegabili disagi che questo comporterà per la cittadinanza tutta, l’Assessore all’Ecologia, Quintino Rocca, esprime il suo dissenso: “Ci troviamo ancora una volta, incredibilmente, senza il servizio di spazzamento meccanizzato. Quest’ultimo guasto risale a venerdì scorso e oggi, mercoledì, la macchina non è ancora stata sostituita. È la cifra indecorosa di una ditta che si sta disinteressando del servizio che i cittadini pagano profumatamente”.
Il Sindaco, Santo Caruso, punta il dito contro la gestione del servizio: Abbiamo chiesto agli uffici di intervenire, di sanzionare la ditta, ma è evidente che le sanzioni elevate per i disservizi non appaiono sufficienti perché ci troviamo dinanzi ad una gestione totalmente disinteressata del nostro capitolato. Così non può continuare,soprattutto a fronte di un momento nevralgico come questo, con la presenza di sabbia vulcanica che richiede un’attenzione maggiore da
parte della ‘Senesi’. Ci troviamo invece di fronte ad una incredibile privazione dei servizi ordinari a fronte della necessità di interventi straordinari”.

Operazione di pulizia ambientale a Catania: la Guardia costiera sequestra max discarica abusiva

Roma, facevano sparire montagne di rifiuti sotto terra: sequestrata una discarica  abusiva a Ponte di Nona - la Repubblica

Archivi-Sud Libertà

CATANIA

Una denuncia della  Guardia costiera di Catania,dopo una articolata e complessa attività investigativa, per una operazione di polizia ambientale in un’area compresa tra il torrente Acquicella e lo storico quartiere di San Cristoforo.
    Quattro le persone denunciate, tra cui i proprietari del terreno e la titolare di una nota ditta di autodemolizione della provincia etnea, accusate di un vasto traffico di smaltimento di rifiuti pericolosi ed autovetture, alcune delle quali rubate.

    Un’area di oltre 5.000 metri quadrati è stata sequestrata con annessi capannoni industriali all’interno dei quali veniva svolta l’illecita attività di smantellamento di auto e materiali provenienti da scarti industriali. I reati ipotizzati vanno dalla gestione di rifiuti non autorizzata, alla discarica abusiva di materiali pericolosi, alla ricettazione.

All’interno del complesso adibito a centro di raccolta abusivo, privo di alcuna tipologia di autorizzazione si svolgeva attività di stoccaggio e smaltimento di ogni genere di rifiuti tale da determinare un depauperamento dello stato luoghi. Inoltre la struttura funzionava anche quale succursale abusiva di società autorizzate alla demolizione di autovetture, per lo svolgimento di tutte quelle attività non legalmente consentite presso le aree di deposito. Trovato anche un notevole quantitativo di rame, il cui possessore non è stato in grado di giustificare la provenienza, numerosi fusti contenenti olio esausto e liquido corrosivo ed un importante quantitativo di batterie trattate come normale rifiuto, copertoni di autovetture, oltre che un ingente quantitativo di amianto. Nell’aera sono stati trovati e sequestrati anche 5 scooter di cui si accerterà la provenienza, quattro autovetture, due camion e due camper. 

 

Messina: senza sosta l’attività dei volontari della Protezione civile per l’assistenza negli incendi divampati

 

Nel corso della giornata di ieri, domenica 15 agosto, non si è fermata l’attività dei volontari della Protezione Civile che hanno fornito il loro supporto alle autorità competenti quali Vigili del Fuoco e Corpo Forestale. A seguito dell’incendio che ha colpito le colline di Campo Italia, nella tarda serata di ieri è stata inoltre predisposta l’evacuazione della Cooperativa Faro con il trasferimento degli ospiti da Campo Italia alla struttura di San Jachiddu. La Protezione civile comunale, immediatamente attivatasi alle ore 21.30, su indicazione dell’Assessore al ramo Massimiliano Minutoli, ha concluso le operazioni due ore dopo, intorno alle 23.30, con la consegna delle brandine per rendere il più confortevole possibile il nuovo alloggio agli ospiti della Cooperativa Faro.

La Protezione Civile comunale ha fornito la propria assistenza anche nelle prime ore di ieri nell’incendio divampato in contrada Luce a Camaro e nel pomeriggio con l’attività svolta, oltre che a Campo Italia, anche a Castanea e sui Monti Peloritani.

INFERNO INCENDI E CALDO “MARZIANO” NEL SUD D’ITALIA

 

Inferno Sud Italia. In fiamme  la Calabria e la Sicilia, dove oggi si registrano altre vittime. A pomeriggio avanzato di ieri erano già 32 le richieste di concorso aereo ricevute dal Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento, di cui 10 dalla Calabria, 9 dalla Sicilia, 4 dalla Sardegna, 4 dalla Basilicata, 2 ciascuna dalla Campania e dal Lazio, una dalla Puglia.

Incendi, danni 'incalcolabili' in Sardegna. Fiamme anche in Abruzzo e  Sicilia. Ogni anno un problema sempre più grave. Ma di chi è la colpa? - Le  Nostre Notizie®

CALABRIA

La situazione più critica in provincia di Reggio Calabria, dove da oltre una settimana bruciano varie località dell’Aspromonte. Un uomo  oggi a Mammola, nel territorio del comune di Grotteria,è stato  travolto dalle fiamme nel tentativo di salvare le proprie proprietà ed i propri animali. Pochi gironi fa, nel comune di San Lorenzo, erano invece stati trovati i corpi carbonizzati di un uomo e di una donna, morti nel disperato tentativo di salvare il loro uliveto.

La Giunta regionale ha deliberato la richiesta al Governo di dichiarazione dello stato di emergenza “in relazione agli eventi calamitosi derivanti dalla diffusione di incendi boschivi che stanno interessando il territorio della Calabria”.  “si procederà, con successivi atti, alla quantificazione dei danni derivanti dagli eventi, a seguito di apposita ricognizione che verrà effettuata presso i Comuni interessati”.

Il territorio della Calabria – riferisce un comunicato– è stato diffusamente interessato, già a partire dal mese di giugno 2021, da un numero estremamente rilevante di incendi boschivi e di interfaccia che hanno provocato ingenti e gravi danni all’intero ecosistema regionale, ivi comprese le colture agricole, gli allevamenti, gli insediamenti civili, rurali ed industriali. In particolare nelle ultime settimane di luglio e in quella di agosto si è assistito a una drammatica recrudescenza dei fenomeni, che hanno messo in concreto e immediato pericolo sia il patrimonio boschivo – anche quello vetusto, oggetto di tutela dell’Unesco – che quello abitativo e produttivo, con il proliferare di incendi di interfaccia che hanno provocato ingenti danni alle cose nonché, circostanza ancor più grave, la perdita di vite umane”. “Tuttora insiste, in tutta la regione – una situazione di criticità tale da aver indotto il presidente della Giunta, unitamente al direttore generale del dipartimento di Protezione civile a richiedere al presidente del Consiglio dei ministri, lo stato di mobilitazione nazionale“.

REGGIO CALABRIA

. Incendi attivi anche oggi nei Comuni di San Luca, Grotteria, Mammola, San Giovanni di Gerace, Martone, Caulonia, Gioiosa ionica e Cardeto”. . Si teme anche per il Santuario di Polsi. Ieri  chiuso al traffico la Sp1 nel tratto dello Zomaro. “. “In Prefettura è stato attivato il Coc (centro operativo comunale). Anche Reggio Calabria ha richiesto  la dichiarazione dello stato di calamità per il risarcimento dei danni

SICILIA

Ancora allerta rossa per la giornata di giovedì 12 agosto, sulla Sicilia sia per il picco del caldo africano, davvero anomalo e afoso, come raramente si verifica in queste zone,  sia per il rischio incendi. La Protezione civile regionale ha diffuso un bollettino con allerta al massimo livello per tutte le province ad eccezione di quella di Messina, in arancione. Bollino rosso anche per le ondate di calore sulla provincia di Palermo dove le temperature percepite toccheranno i 39/45 gradi.

L’eroe Andrea Di Stefano di Paternò

L’aiuto nello spegnimento di un ‘incendio divampato in contrada Ponte Barca, a Paternò, in provincia di Catania, è costato la vita ad un giovane che col  suo trattore  si è ribaltato mentre percorreva la strada provinciale. La vittima è il giovane Andrea Di Stefano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e il 118. “Apprendo con grande dolore della tragica scomparsa del giovane Andrea Di Stefano che con l’intenzione di dare una mano nello spegnere l’incendio divampato in contrada Ponte Barca a Paternò ha perso la vita – commenta il sindaco di Paternò Nino Naso – .

 GIARRATANA E PERGUSA

Un vasto incendio sta devastando il territorio di Giarratana, in provincia di Ragusa. Le fiamme sono divampate in contrada Calaforno e si stanno rapidamente propagando spinte dal vento caldo. Alcune case sono state evacuate. . Il sindaco di Giarratana Bartolo Giaquinta ha anche attivato i volontari del gruppo Alfa e chiesto l’intervento dei mezzi aerei.
Incendi anche nel siracusano, a Sortino e nel bosco fuori Ferla, e a Pergusa, nell’ennese, dove le fiamme minacciano le abitazioni e alcune case di villeggiatura sono state evacuate per precauzione. Insomma la Sicilia sta diventando davvero un pezzo di terra bruciata dalle fiamme, al momento un angolo dell’Inferno.

 

ETNA, SABBIA VULCANICA, PAROSSISMO SENZA FINE E FRAZIONI IN SITUAZIONE DRAMMATICA E MOLTO DIFFICILE DA GESTIRE

Eruzioni storiche etnee | Museo dell'Etna

Archivi -Sud Libertà – Museo dell’Etna
Caruso, “Siamo intervenuti immediatamente, ma la situazione è grave”

Ennesimo parossismo, questa notte, del vulcano Etna, con spettacolari fontane di lava ma con l’immancabile, purtroppo, caduta di sabbia nera sui comuni pedemontani. Ampia la fascia colpita, e in questa si è registrato il pesante coinvolgimento delle frazioni di Santa Maria La Stella, Monterosso e Lavinaio, ancora una volta duramente segnate dalla pioggia di materiale piroclastico.
Le squadre di pulizia delle strade sono intervenute prontamente, e già immediatamente dopo la fine del riversamento di sabbia e pietrisco è stato avviato l’intervento a partire da via Santa Maria La Stella, ripulita celermente. La pulizia, adesso, si sta concentrando sulle parti più colpite, per allargarsi via via alle zone stavolta meno vessate dalla ricaduta.
Con molta probabilità il nostro territorio è stato il primo che ha visto l’intervento della pulizia stradale – ha dichiarato il Sindaco,Santo Caruso – sulla scorta del gran numero di parossismi fino ad ora registrati, spesso vicinissimi tra loro e dagli effetti gravemente dannosi. “Nonostante questo, però, la situazione va considerata come difficilmente gestibile: le sole forze che riesce a schierare un ente pubblico come un Comune diventano insufficienti e, agli occhi dei cittadini, quasi inefficaci per garantire pulizia e, soprattutto,sicurezza.

 

L’intervento a S.Maria La Stella

Certamente- prosegue  Caruso – è stato positivo l’intervento di Stato e Regione sull’emergenza, con lo stanziamento di una somma importante, ma è evidente che ci troviamo ancora in una situazione drammatica, tale da richiedere forze attive sull’intero territorio montano e pedemontano. La gestione di una simile emergenza, unica in tutta Europa, sta diventano quasi proibitiva, e suona quasi come una beffa alla luce dell’esiguità delle zone colpite a fronte di un intero continente”.

 

Terremoto a Catania, l'INGV: "Dopo l'eruzione dell'Etna il suolo si è  spostato di 50 cm" | Stretto Web

COMUNICATO  DELL’OSSERVATORIO ETNEO DELL’ISTITUTO NAZIONALE DI VULCANOLOGIA-

L’osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha segnalato che l’emissione di cenere sta continuando “ad intensità oscillante, alimentando una nube eruttiva diretta verso sud-est”.

Con i circa 50 episodi parossistici che dal 16 febbraio 2021 hanno interessato il cratere di sud-est del vulcano, l’Etna ha incrementato la sua altezza raggiungendo i 3.357 metri sul livello del mare, rende noto l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. “Gli eventi succedutisi nel 2021 – scrive in una comunicazione stampa- hanno accumulato notevoli quantità di materiale piroclastico e strati di lava sul cono del cratere di sud-est, il più giovane e più attivo dei quattro crateri sommitali dell’Etna, portando ad una cospicua trasformazione della sagoma del vulcano. Il cratere di sud-est è ormai di gran lunga più alto del ‘fratello maggiore’, il cratere di nord-est, da 40 anni la vetta indiscussa dell’Etna”.

Questo dato storico, che ha un’incertezza di 3 metri, è stato ottenuto tramite l’elaborazione di due triplette di immagini del satellite Pléiades acquisite il 13 e il 25 luglio 2021, nell’ambito della partnership internazionale Geohazard Supersites and Natural Laboratories (http://geo-gsnl.org/), permettendo di aggiornare il modello digitale della superficie dell’Etna.

Musumeci: “il governo nazionale ci dia una mano, siamo in emergenza”

Messina, Caltanissetta, Enna e San Vito: la Sicilia brucia, interventi  senza fine - Giornale di Sicilia

 

Incendio Catania, inferno in spiaggia, gente in mare. Brucia mezza Sicilia  - Cronaca - quotidiano.net

 

 

Incendi, Sicilia: a Catania case evacuate, soccorsi via mare. Curcio:  invieremo squadre da terra - Rai News

Sud Libertà -Comando V.del fuoco

 

Il Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci sugli incendi che stanno devastando la Sicilia spiega: “Calamità in parte dovute a fatti naturali, 45 gradi a luglio non si registravano da tantissimo tempo, e dall’altro ad una pattuglia di delinquenti che si divertono a lanciare segnali attraverso l’attività del piromane“.

Musumeci oggi si è recato proprio a Catania al noto lido ‘Le Capannine’ del litorale sabbioso della Playa ieri bruciato e distrutto dalle fiamme. “Il carcere per certa gente – aggiunge Musumeci riferendosi ai piromani- e’ previsto, purtroppo per sei mesi un anno. Dipendesse da me sarebbe a vita. E non butterei nemmeno le chiavi. Le terrei – evidenzia- perché le celle ogni tanto vanno pulite“.
Sulle carenze dei Vigili del fuoco in Sicilia che svolgono un grande lavoro, Musumeci afferma che la questione “come si sa non dipende dalla Regione siciliana ma dal ministero dell’Interno. Ai vigili del fuoco siciliani abbiano donato un elicottero che credo sia una dimostrazione istituzioni sms significativa. Quindi – continua – bisogna interloquire con il governo nazionale ed io l’ho fatto il mese in occasione della visita a Palermo del ministro Lamorgese”.

Per quanto riguarda le nostre forze – prosegue Musumeci- abbiamo messo a disposizione tutte le nostre forze con la protezione civile regionale. Abbiamo comprato cento mezzi per le associazioni del volontariato per il periodo estivo e potenziato il corpo delle guardie forestali”. . Bisognerebbe intercettare i focolai di incendio già all’inizio prima che possa espandersi“.

“Questi incendi sono stati una brutta batosta per alcuni operatori economici come qui al lido delle capannine distrutto dalle fiamme. Vedremo cosa ci consente la legge di fare. Sono in contatto con la protezione civile nazionale. …..

Messina, rilevate criticità nel torrente Papardo

 

Messina. Torrente Papardo, dalla Regione 220mila euro per il progetto  esecutivo | l'Eco del Sud

Archivi Sud Libertà

 

Il Comune di Messina ha emesso il Comunicato che appresso pubblichiamo: 

La III Commissione consiliare, presieduta dal Consigliere comunale Giovanni Scavello, facendo seguito alla seduta dello scorso 14 aprile, è tornata ad affrontare le criticità che si registrano nel torrente Papardo, in località c/da Carcarazza, audendo il Presidente della VI Municipalità, Maurizio Mangraviti, che da anni ormai attenziona le problematiche della zona, il geom. Rodilosso del Dipartimento della Protezione Civile e Fabrizio Mancuso in rappresentanza dei residenti.
Il Presidente Mangraviti ha avuto modo di evidenziare, in primo luogo, le condizioni di pericolo in cui versa l’alveo del torrente, che è privo di copertura e viene utilizzato, di fatto, dai residenti della zona come viabilità per l’accesso alle proprie residenze. Il Presidente della VI Municipalità, unitamente al rappresentante dei residenti Mancuso, ha inoltre evidenziato che l’alveo è ingombro da rifiuti e vegetazione che ostacolano il regolare deflusso delle acque meteoriche e che inoltre, nell’ultimo mese, hanno provocato il divampare di incendi nella zona.

Il geom. Rodilosso ha riferito ai presenti che, con riferimento alla zona di interesse della Commissione, esiste la progettazione in fase esecutiva della copertura e della regimentazione delle acque e sistemazione della viabilità, ma che, tuttavia, l’iter realizzativo è ancora lungo e non suscettibile di dare risposte a breve alle criticità segnalate. Appreso tale stato di cose, la Commissione si è determinata nel sollecitare tutti i competenti organi comunali e regionali al fine di trovare soluzioni per eliminare la pericolosità dello stato dei luoghi, alla luce di quanto emerso dai lavori d’Aula. E’ emerso dal dibattito infatti che le problematiche di che trattasi non interessano solo i residenti, ma rappresentano una grave fonte di pericolo per alcune infrastrutture pubbliche quali l’Ospedale Papardo, il Polo CNR ed il campo di rugby Arturo Sciavicco che sono posti a valle del tratto in argomento.

Fogna a cielo aperto sul Torrente Papardo. FOTO - Tempo Stretto - Ultime  notizie da Messina e Reggio Calabria