Aci Sant’Antonio: “Assicurare servizi e protezione a tutte le donne”

Tutela delle vittime di violenza e rinascita sociale: prosegue il progetto ‘Maggiu Sicilianu’. 

Caruso: “Tema della violenza domestica  ancora più importante adesso

Proseguono le attività del progetto “Maggiu Sicilianu”, volto alla riqualificazione di un bene confiscato alla mafia per la creazione di una Casa Rifugio destinata alle donne vittime di violenza e ai loro figli. È in corso l’assegnazione dei lavori per la rifunzionalizzazione della struttura e hanno preso il via le attività di comunicazione,promozione e diffusione, che prevedono la creazione di canali di comunicazione e azioni volte a seguire e diffondere l’iter di realizzazione del percorso progettuale, ma anche ad informare e sensibilizzare il territorio su temi di fondamentale importanza come il contrasto alla violenza, quella mafiosa e quella di genere.
Sono stati 59 i femminicidi commessi in Italia nei primi sei mesi del 2020 e la pandemia non ha certamente aiutato la difficile condizione delle donne vittime di violenze familiari che hanno dovuto fare i conti con un doppio nemico. Secondo l’Istat, le chiamate al numero di emergenza 1522, nel periodo compreso tra marzo e giugno 2020 sono più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 6.956 a 15.280.

Per questo oggi più che mai risulta fondamentale assicurare servizi e protezione a tutte le donne che si trovano in situazione di pericolo e difficoltà, favorendo al contempo un’azione di forte sensibilizzazione sul tema.
L’inserimento nella Casa Rifugio costituisce un ampliamento dell’intervento di prima accoglienza svolto dai servizi territoriali
predisposti, un luogo sicuro e tranquillo che permette alla donna di prendere coscienza della relazione violenta con il partner maltrattante e, con il supporto delle operatrici, di sviluppare soluzioni di empowerment: riacquisizione del senso di sé e delle proprie capacità, volontà e scelte.
Attraverso il progetto, realizzato dal Comune di Aci Sant’Antonio con il cofinanziamento dell’Unione europea, Programma Operativo Nazionale “Legalità” 2014-2020, Fondo Sociale europeo e Fondo europeo di sviluppo regionale, si intende dare una prima risposta al bisogno di accoglienza, protezione, legalità, supporto dei minori nel territorio, per le donne coinvolte, per i loro figli, per l’intera collettività.
Ogni giorno e ancor di più domani, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è fondamentale ricordare quanto sia importante coinvolgere il tessuto sociale locale, rafforzare la rete fra istituzioni, cittadini, enti e associazioni a sostegno di chi si trova in difficoltà, favorendo la diffusione e il consolidamento di nuovi modelli di giustizia e libertà, per coltivare una maggiore coscienza civica e costruire un futuro libero dalla violenza di genere.
“Abbiamo voluto realizzare fortemente questo progetto, per la sua doppia valenza – ha dichiarato l’Assessore alla Gestione beni confiscati alla mafia, Quintino Rocca –  un bene confiscato alla mafia rinasce con una straordinaria utilità sociale, diventando un approdo sicuro, un luogo di passaggio dall’ombra alla luce”.
Il Sindaco, Santo Caruso, sottolinea l’importanza del progetto in questo momento storico: “Ci piace ricordare che la violenza domestica è un tema ancora più importante in un periodo come questo: durante il lockdown la casa diventa una prigione ancora più pesante. Quest’anno, quindi, assume un significato più pregnante, e da par nostro cerchiamo di promuoverla
accendendo i riflettori su questa importantissima iniziativa”.

QUEL TURPE PROTEZIONISMO DELLA CLASSE DIRIGENTE DELLA REGIONE SICILIANA

tangente - Wikizionario

di    RAFFAELE   LANZA

Palermo

Sono anni bui questi che stiamo vivendo come mai la nostra Regione ne attraversò nel passato vicino e remoto.  E se le dichiarazioni di un governatore come Nello Musumeci secondo il quale “il 7o% dei dipendenti regionali è inutile” è altrettanto vero allora il fenomeno parallelo della “protezione” dei sindacati rappresentativi che si configura più “distruttivo”,  fazioso, carico di interessi personali ed economici.   Recentemente abbiamo ascoltato questa dichiarazione:”

“Non è più tollerabile assistere ad una sorta di crociata contro i dipendenti regionali per raccattare qualche consenso o per altre inconfessabili ragioni. Il lavoro pubblico è e deve restare un valore che va difeso fino in fondo, per garantire servizi all’altezza dei bisogni dei cittadini e delle imprese» 

Più o meno quasi tutti i rappresentanti sindacali  hanno diffuso questo assunto e condividono per solidarietà la preriferita espressione. 

Sarebbe pretendere troppo che la Regione siciliana con la sua classe dirigenziale alla quale si sono ancorate la gran parte delle fasce A e B, cioè il risultato di una vasta operazione clientelare politica degli ultimi decenni, alla quale la Sicilia politica più deteriore ha servito una stabilizzazione di rapporto lavorativo, ha inventato l’abuso, l’arrivismo con dirigenti che si sceglievano le unità operative e i servizi da comandare con il placet dei dirigenti generali, l’insipienza amministrativa, il mobbing del personale servile concertato con il capoufficio o dirigente d’unità,il parassitismo degli inetti, la pretensiosità delle forze sociali organizzate,      Si converrà agevolmente su questo crediamo. Quel che ci rende diversi ed ha accelerato la caduta civile di una Regione dove il massimo rappresentante politico ha constatato l’inutilità del “7o%  del personale regionale, e se fosse un privato quindi li licenzierebbe legittimamente perchè non ne vedrebbe necessità alcuna”, sono due elementi: le dimensioni enormi di questi fenomeni distruttivi che nel resto del Paese, in altre regioni, sono più attenuati e l’assenza pressochè assoluta di fenomeni costruttivi, ossia compensativi.

Alla Regione si aveva il posto un tempo con un biglietto da visita dell’onorevole, guai all’epoca a fare denuncia.  Poi via via i dirigenti generali hanno cercato -come ai Beni culturali , e l’epoca non è neppure lontana- di inquadrare il figlio appena laureato con lo stratagemma di “consulente”.  Il posto era di “funzionario direttivo”. Niente male anche se alcuni avevano poi  scoperto il “trucco”. Non si può tirare troppo la corda, anche se i governatori dell’epoca avevano la patente di Mafiosi. 

 Oggi  Musumeci in realtà scopre  l’acqua calda. Tutti sapevano – e tuttora sanno- come vanno le cose realmente alla Regione.  Come dare torto al governatore?

Lui stesso ha provato adesso  l’incapacità di due suoi  “comandanti generali” dell’Arit e del  Dipartimento Attività produttive,.Enzo  Falgares e Carmelo Frittitta. La notizia è freschissima. Ha costituito un collegio ispettivo per accertare eventuali responsabilità sul mastodontico flop del click day del bonus destinato dalla Regione siciliana alla concessione di contributi a fondo perduto alle microimprese dell’Isola danneggiate dal lockdown.Con apposito decreto firmato nei giorni scorsi, Musumeci  nominava dirigenti interni dell’amministrazione regionale e anche “soggetti esterni” al fine “di verificare le procedure previste per la concessione dei contributi” sul Bonus Sicilia e “la relativa gestione”.

Nel decreto il Presidente  Musumeci ricordava i “disservizi creati alle imprese” dopo “la sospensione e l’annullamento della procedura” e le conseguenti “ripercussioni sull’immagine dell’amministrazione regionale”. Lo scorso 5 ottobre era previsto il cosiddetto ‘click day’, cioè la selezione per assegnare i 125 milioni di euro a fondo perduto alle imprese danneggiate dal lockdown. Una selezione mai partita. Il governatore ha ritenuto dunque  che “è necessario procedere con una apposita attività ispettiva alla verifica delle cause che hanno determinato la richiamata sospensione e annullamento della procedura di ricezione delle istanze prevista per l’avviso pubblico Bonus Sicilia”.

Coronavirus, in Sicilia nuova ordinanza restrittiva di Musumeci

Quel giorno- ricorderemo – la piattaforma digitale creata dalla Regione a cui le imprese avrebbero dovuto inoltrare la domanda nel più breve tempo possibile, a partire dalle 9, era andata subito in tilt sotto il peso di oltre 56mila istanze. Il sito non si apriva neanche e sulla schermata iniziale appariva un sintetico messaggio che rinviava il click day all’8 ottobre, alle ore 9.

Ma neppure l’8 ottobre è stato possibile accedere al click day. Perché dopo il crash registrato dalla piattaforma online che avrebbe dovuto dare il via alla ‘corsa’ telematica per ottenere una fetta dei 125 milioni di euro decisi con l’ultima finanziaria varata dall’Ars, la Regione si è arresa e ha annullato il ‘click day’, decidendo di spalmare le risorse su tutte le aziende registrate sulla piattaforma andata in tilt “a causa di una problematica tecnica imputabile a Tim Spa”, come venne detto quel giorno.

Ecco abbiamo ricordato questo episodio perchè il più recente.   Ma vicende di questo genere sono numerose negli Uffici della Regione siciliana dove non c’è amicizia alcuna nè amore fra le file  dei dipendenti delle categorie più disparate ..

Vi è stato finora un turpe protezionismo, in taluni casi interventi di magistratura come ai Beni culturali , alle Soprintendenze. I  nostri lettori ne sono stati informati e ne saranno informati.     Ma è il silenzio che copre generalmente tutte le magagne.     Abbiamo conosciuto un dipendente – funz, direttivo, alla Soprintendenza etnea,oggi in pensione, – citiamo solo le iniziali  S.R. – che offriva in servizio alla segreteria dove svolgeva il proprio “lavoro”,la propria collaborazione- era questa poi la vera “mansione” – al Soprintendente di turno “quale di spia o , in alcuni casi,testimone falso di fatti inventati” contro chi  denunciava la superficialità o gli abusi d’ufficio del Soprintendente. Nasceva un accordo  e una turpe protezione     Fioccavano le denunce e gli esposti della parte obiettiva sindacale dell’epoca (Siad Catania).    Questa vaghe annotazioni suggeriranno ai lettori più attenti, singoli casi con nomi e cognomi.     Spazzatura del potere di un servizio,  della Soprintendenza dell’epoca dove le ingiustizie non venivano sanate. Protezione dal dipartimento Beni culturali che  agiva con  superficialità.

Sono i connotati della nostra classe dirigente e di quella parte- funzionari direttivi, istruttori e alcuni ex contrattisti A e B ancorati ad essa per non far nulla, ripetiamo nulla, in ufficio che preferisce “obbedienza” solo ed unicamente  all’amico dirigente in dispregio del rispetto delle forme gerarchiche previste dall’ordinamento amministrativo.     

Naturalmente vi sono le eccezioni ma sono così poche che non modificano la realtà siciliana.   

Musumeci stia tranquillo: ha detto solo una verità scomoda perchè proviene dalla massima istituzione siciliana.  Ma all’orizzonte, caro Musumeci, non vedrai nulla: nè un bagliore nè il preavviso di un bagliore.   Fino alla fine, e qualunque sia la posizione politica ed ideologica di chi osserva gli eventi sociali, dovrai tenere il coltello fra i denti.  E’ la classe dirigente che guida per compito istituzionale se stessa e la comunità: proprio come fanno i generali con gli eserciti. Ma quando questi generali curano i propri interessi  e se ne strafottono di ciò che è la giustizia sociale, quando restano indifferenti al cittadino o all’impresa -disastrosamente disamministrati,   quando ci rendiamo conto che  hanno la solidarietà dei dipendenti A eB e via dicendo, “favoriti” e nulla fanno negli uffici, bisogna avere il coraggio di degradare questi generali e dichiarare, per colpa “altrui” il fallimento dell’istituzione pubblica.

Concorso di idee per giovani architetti

 

Anteprima immagine

Un’occasione per Catania e per i tutti quei giovani che potranno partecipare – attraverso il Concorso d’idee – a un progetto di servizio pubblico dal grande valore civile e sociale». il bando cioè  “Un contenitore di Umanità”, lanciato online con lo scopo di realizzare una struttura amovibile da destinare all’Ufficio Immigrazione della Questura di Catania (locali di Viale Africa), attualmente sprovvisto di sala d’attesa per l’utenza.

«Potranno partecipare-spiega una nota d’Agenzia stampa – tutti i neo-laureati e i giovani professionisti under 35 –  – purché siano iscritti all’Ordine da meno di 10 anni. In caso di raggruppamento temporaneo tutti i partecipanti dovranno rispettare il limite d’età: almeno il capogruppo dev’essere iscritto al nostro Ordine, invece gli altri membri potranno essere laureati in Architettura e Ingegneria Edile-Architettura e iscritti a qualunque Ordine d’Italia».

«Il bando, realizzato grazie al contributo dei consiglieri Eleonora Bonanno e Igor Nastasi (delegato CoGa), è stato pubblicato in questi giorni – – i partecipanti potranno presentare gli elaborati e la documentazione amministrativa all’ Ordine fino alle ore 12.00 del 12 ottobre 2020. Entro il 26 dello stesso mese verranno messi in mostra i progetti. Per la realizzazione è stato previsto un costo complessivo di 20mila euro – aggiunge il rappresentante della categoria etnea – compresi gli oneri per la sicurezza».

Reati gravi in discesa ( lockdown) ma aumentano i delitti informatici

 

Il Viminale rende noto un dossier di statistiche sui reati nel nostro Paese.Reati gravi come  gli omicidi scendono da 334 a 278 (-16,8%), le rapine (-21,1%) e i furti (-26,6%). Giù anche le truffe (-11,3%) ma aumentano i delitti informatici (+20%).

Palazzo del Viminale - Wikipedia

Nella foto d’Archivio il Palazzo del Viminale

In particolare sono 106 gli omicidi che sono avvenuti durante il lockdown. Dei 278 relativi all’ultimo anno 19 sono riconducibili alla criminalità organizzata che fanno registrare un calo del 32,1% e 149 sono maturati in ambito familiare o affettivo, con una diminuzione del 2%.

Le rapine passano da 25.588 a 20.193 e 6.180 sono riferibili al periodo di lockdown, i furti vanno da 1.117.855 a 820.274 (213.785 durante il lockdown). Scendono da 134.535 a 119.355 le truffe mentre aumentano i delitti informatici che vanno da 120.355 a 144.474 (61.204 durante il lockdown).

 

Sono 13.579 le denunce per stalking presentate (per il 75% da donne) tra il 1 agosto 2019 e il 31 luglio 2020, l’11,7% in meno rispetto a quelle presentate tra il 1 agosto 2018 e il 31 luglio 2019 (15.370). Del totale delle denunce 4.967 si riferiscono al periodo di lockdown, pari al 36,5% del totale. Calano anche gli ammonimenti del questore 1.198 tra il 1 agosto e il 31 luglio 2020 (-6%), di cui 433 durante il lockdown mentre aumentano gli allontanamenti (+33,6%) che sono 398 di cui 156, pari al 39% durante il lockdown.

 

DEPUTATI SENZA ETICA ED ONORE,RAPPRESENTANTI DI UNA ITALIA INGORDA E TRUFFALDINA

Due truffe informatiche. Tre denunciati dalla Polizia di Cuneo ...

 

DI    R. LANZA

Non comprendiamo – per quanto le pressioni politiche siano fortissime da un lato e dall’altro – adesso che il vaso di porcellana è rotto non escono ancora i nomi dei deputati di Montecitorio che hanno fruito del “bonus Covid”( Partita Iva: 600 euro)..            Il disco verde è stato già dato dal  Garante per la protezione dei dati personali  che, sulla base della normativa vigente, ha sostanzialmente spiegato che la sua discesa in campo a riguardo sia perfettamente inutile         “visto che la privacy non è d’ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato (art. 26, comma 4, d.lgs. 33 del 2013)”. Non ci sono ostacoli  quindi  alla diffusione dei nomi dei deputati che hanno richiesto il bonus di 600 euro malgrado i loro stipendi  di “Onorevole” sia  davvero da capogiro , 13mila euro netti al mese escluse altre agevolazioni ed incarichi aggiuntivi.

Disastro Inps: scambi di persona e violazione della privacy ...

Nella foto d’Archivio, il Presidente dell’Inps P.  Tridico

 

Ciò vale, a maggior ragione, rispetto a coloro per i quali, a causa della funzione pubblica svolta, le aspettative di riservatezza si affievoliscono, anche per effetto dei più incisivi obblighi di pubblicità della condizione patrimoniale cui sono soggetti (cfr., ad es., artt. 9 L. 441/1982 e 5 d.l. 149/2013, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 13 del 2014) –

– Il Garante contestualmente comunica che sarà aperta una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall’Inps rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie al riguardo diffuse”.

Deputati titolari di partita Iva che contribuiscono a predisporre leggi e regolamenti per il nostro Paese e che rappresentano l’Italia malata, truffaldina ed ingorda. Sono loro che percepiscono anche una pensione sicura – esaurita una legislatura.  Non hanno onore. Hanno tradito la Costituzione (art54)  ..”I cittadini che hanno funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”

E’ un problema di trasparenza, di giustizia, i politici, gli amministratori,gli assessori regionali, i consiglieri, i sindaci, i dirigenti pubblici,gli organi periferici,fra l’altro, devono sempre dare una risposta.Sappiamo che il presidente Fico ha rivolto una richiesta informativa al presidente dell’Inps.      Il silenzio è assolutamente ingiustificato, si configura già  l’omissione di atti di ufficio.    E la risposta non può lasciare intercorrere uno sproporzionato intervallo temporale. Deve essere data nell’immediatezza.

 

 

Microzonazione sismica: avviate le indagini sul territorio di Aci Sant’Antonio

   UNO STUDIO  CHE COINVOLGERA’ VENTI COMUNI SICILIANI

 

Foto S.Ambra

Ha avuto il via da pochi giorni la ‘fase 3’ degli Studi di Microzonazione  sismica di Livello 3 (MS3) e analisi della Condizione Limite per l’emergenza (CLE), come stabilito dal ‘Piano Regionale di Microzonazione Sismica’ ex Deliberazione della Giunta Regionale n. 138 del 20 marzo del 2017.
A realizzare questo intervento, pensato prima del drammatico sisma della fine del 2018 e che, dopo le fasi immediatamente successive alla preparazione dei documenti, avrebbe dovuto svolgersi nel periodo dell’esplosione della pandemia da Coronavirus, è un raggruppamento temporaneo di professionisti e imprese (Rete Contratto ‘MZS’ Sicilia) con sede a Ficarra (ME).
Dopo una prima fase di raccolta dati, durante la quale il primo dei Comuni coinvolti, cioè di Aci Sant’Antonio, ha fornito la documentazione necessaria, si è passati alle indagini geognostiche e geofisiche, che sul territorio santantonese vengono svolte nelle vie Petralia, Kennedy, don Luigi Sturzo, Pace e Montale. In questi giorni è stato ultimato il sondaggio meccanico in una delle zone più colpite dall’evento tellurico del Natale del 2018, cioè il ‘Villaggio San Giuseppe’, presso il quale al momento sono in corso ulteriori indagini.

 

Ultimata questa fase di indagini sul posto verrà redatta una Relazione di Settore, e quando alla fine di tutte le indagini si avrà la relazione completa con una mappatura dettagliata delle aree perimetrate, supportata da una precisa valutazione del rischio sismico per ogni area, il Dipartimento Regionale della Protezione Civile dovrà validare lo studio avvalendosi di una struttura esterna composta da un pool di esperti dell’Università di Roma. Validati gli studi seguirà un decreto assessoriale che, impugnato dai Comuni, permetterà un accorto sviluppo sul territorio.

Foto S.Ambra

“Quello che avremo in mano alla fine dei lavori sarà uno strumento preziosissimo – ha dichiarato il Sindaco, Santo Caruso – Aci Sant’Antonio è il primo Comune sul quale viene effettuato questo importantissimo studio, e saprà fare tesoro di quanto verrà comunicato. I nostri Uffici si sono messi a disposizione dei tecnici e li stanno supportando passo passo, e da par suo l’Amministrazione fornirà ogni aiuto richiesto.

 

“Dopo il sisma del 2018 – ha continuato – una mappatura del genere si è resa ancora più necessaria: questo territorio non può attendere oltre, abbiamo bisogno di sapere che tipo di risposte può dare alle sollecitazioni telluriche, e come comportarci dal punto di vista strutturale.
“Sono lieto – ha concluso – di avere un gruppo di esperti al fianco per poter pensare ad uno sviluppo coscienzioso”.

 

Foto S.Ambra

Parola del Presidente Musumeci:”I dipendenti regionali sono improduttivi e si grattano la pancia dalla mattina alla sera”

Timbratura cartellini per presenza docenti, a Cevignano per motivi ...

(Archivi-Sud Libertà)

 

di      R.Lanza

 

Palermo –

.Polemiche per una dichiarazione del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci nel corso di un convegno sull’energia a Catania,  “l’80 % dei dipendenti regionali si gratta la pancia”  

Musumeci ha definito i dipendenti regionali anche  “improduttivi», gente che «si gratta la pancia dalla mattina alla sera». «Affermazioni gratuite per i sindacati, che lasciano senza parole – denunciano i sindacati – non solo perché poco eleganti, per dirla così. Ma anche perché pronunciate dal formale datore di lavoro. ». Per i confederali, «è la riforma che non c’è, la chiave di tutto». «Fare finta di nulla – sostengono – lasciare il mondo com’è e poi andare addosso ai lavoratori, fa pensare al tentativo di scaricare sui dipendenti l’incapacità di realizzarla, la riforma».

Musumeci è anche assessore ad interim del dipartimento ai beni culturali e dell’Identità siciliana. Certamente non è uomo che inventa una dichiarazione tanto impopolare se non avesse fatto dei riscontri sui luoghi di lavoro. Ha coraggio, bisogna prenderne atto. Il suo predecessore-Crocetta – si scagliava contro i forestali -perchè aveva detto che alcuni forestali erano gli autori degli incendi  per garantire l’occupazione.  Le cronache del tempo in diversi casi confermavano la “verità” di Crocetta.Musumeci che è anche un acuto osservatore e conosceva-come politico dirigente e giornalista capocronista di un periodico siciliano- la burocrazia della pubblica amministrazione siciliana. Ha capito come funzionano gli uffici della Regione Siciliana. Chi dice il contrario ha interessi di parte e difende il contributo sindacale.

Assenteismo: in Italia il tasso più basso in aziende private

E il fenomeno assenteismo ad esempio, specie quello dirigenziale è sotto gli occhi di tutti. Oggi è molto ridotto certo, l’ombra del magistrato aleggia dapertutto.  Al dipartimento ai beni culturali i dirigenti hanno sempre “timbrato il cartellino”, cioè passato il classico badge una sola volta al giorno per un inusitato ordine di servizio regionale di un direttore generale dei beni culturali esperto in magia e  affari di prestigiazione.

La cosa è passata inosservata e messa sotto silenzio. E nel passato alle Soprintendenze,in particolare a Catania persino il caposervizio personale – è una cosa notoria -all’epoca della ex soprintendente Vera Greco, venica-    (circostanza all’attenzione della Guardia di Finanza che allora chiese chiarimenti al vertice -)  in ufficio da Adrano, dove risiedeva,  alle ore 945-10 del mattino anzichè alle 7.30 per rispondere alle istanze degli utenti.           E’ innegabile e nessuno lo può negare alla propria coscienza   Oggi i dipendenti probabilmente restano al loro posto ma non si può escludere che tanti di essi come afferma il governatore Musumeci- “si grattino davvero la pancia” o si tocchino altre parti del corpo..

NEL SUD E’ NAPOLI CHE, SECONDO L’ISTAT,E’ LA CAPITALE ITALIANA DELL’INFLAZIONE

Mercato immobiliare di Napoli: il centro storico trascina i prezzi ...

Napoli presenta molti aspetti pieni di criticità. Lo sappiamo ma l’Istat lo conferma con i numeri. Il potere d’acquisto delle famiglie diminuisce progressivamente e su tanti lavoratori incombe lo spettro della disoccupazione. Ma aumentano pure i prezzi dei beni di consumo. Lo strano fenomeno riguarda Napoli che, secondo gli ultimi dati Istat, è la capitale italiana dell’inflazione, a dispetto di una tendenza deflattiva piuttosto diffusa sul territorio nazionale. E lo stesso primato, tra le regioni, spetta alla Campania.

L’aumento del costo della vita in poche città è una tendenza emersa dai dati sull’inflazione, divulgati dall’Istat e rielaborati su un campione di Comuni con più di 150mila abitanti. L’incremento del tasso di inflazione registrato a Napoli nel mese di giugno è dello 0,7%, lo stesso dato di maggio. A pesare soprattutto i settori alimentare e abbigliamento.

Napoli è in controtendenza rispetto al Settentrione e rispetto a buona parte del Mezzogiorno. «Mentre il resto d’Italia è in deflazione a giugno, al Sud – spiega l’Istat – i prezzi crescono, anche se solo dello 0,1%. Il Sud è l’unica area del Paese con numeri positivi e ospita una delle grandi città con i maggiori rincari, Napoli, che insieme con Bolzano e Perugia guida la classifica dello 0,7%.». 

Il primato di Napoli — è la conferma di una tendenza che era stata già anticipata nelle scorse settimane, quando le valutazioni sul costo della vita apparivano ancora premature. . Secondo uno studio recente della Commissione Europea, i prezzi al consumo in Italia nel 2020 dovrebbero rimanere stabili. I dati sull’inflazione, rielaborati dall’Unione consumatori, a Napoli e in Campania – dove l’incremento è dello 0.5% – risultano sorprendenti soprattutto per la differenza con le altre città del Mezzogiorno. In tutto il Sud Italia, il dato rilevato dall’Istat per giugno 2020 segnala un aumento dello 0,1%. E sull’intero territorio nazionale la media è negativa, con un -0,2%. 

Nelle grandi città la tendenza deflattiva è ancora più accentuata, con il -0,5% di Roma e il – 0,8% di Milano. È evidente che l’incremento dei prezzi dei beni di prima necessità- a partire dagli alimentari- abbia contribuito in maniera significativa a determinare l’aumento dell’inflazione.

. L’Unione nazionale Consumatori ha provato a tradurre in termini numerici l’aumento dell’inflazione su base percentuale, proiettandolo su un arco temporale di un anno. Un lavoratore- tipo a tempo pieno, con una retribuzione media di 1440 euro netti mensili, ha perso in questo periodo di fermo a casaoltre 480 euro mensili ad aprile e maggio. Il rincaro dei prezzi, in questo momento, risulta davvero inspiegabile.

 

AUTOSTRADE: IL GOVERNO NON RIESCE A CANCELLARE IL TERMINE SINONIMO DI INFAMIA E MANCANZA DEL DOVERE

 

L’avvertimento dell’Avvocatura dello Stato: “Revocare la concessione di Autostrade costerebbe 23 miliardi”
DI RAFFAELE LANZA
Roma,
Sembrerebbe che l’intesa ci sia: Cdp entra nel capitale,nell’assetto azionario di Aspi, Autostrade diventa di fatto una public company, e i Benetton progressivamente usciranno. “Restano all’inizio con un 10-12% e poi escono definitivamente non oltre il 27 luglio”.   Questa è una brutta storia che riporta le pagine di tutti i lutti avvenuti con la disperazione delle famiglie, per la negligenza di una società che aveva il dovere di provvedere periodicamente alla manutenzione del Ponte   “Morandi”.   Negligenze accertate già dalla Procura di Genova fino alla consumazione del reato di falso per eludere l’intervento dei magistrati.    Anche altri ponti sono crollati successivamente in altre parti d’Italia.   Eravamo presi allora da un solo sentimento di solidarietà verso i familiari: la rabbia e il desiderio urgente di fare giustizia. 

Non si parlava di conti, ma di procedere subito a cancellare quel termine sinonimo di infamia e di mancanca del dovere che si chiama Autostrade ed Atlantia.        Ma la forza del potere economico rappresentata dal plumiliardario Benetton ,in fuga per tanti mesi, ha dilatato ad oggi una questione che doveva ad occhi chiusi essere liquidata subito dopo le rivelazioni e le consulenze della Procura di Genova. 

   Ancora una volta i soldi vincono sul dovere morale di non trattare con chi si è macchiato del reato di “Omicidio del Ponte per manutenzione fantasma”.      Certamente sotto il profilo economico tutti gli esponenti e i contrari alla revoca avranno  “ragioni” da vendere.    

Ma si è trascurata quella più importante, quella che in un Paese cristiano come il nostro, non può accettare di sedersi al tavolo del confronto con gli “autori indiretti di quel  disastro”.      Non si fanno trattative con i criminali, signori.   I  criminali che sparano, uccidono, rapinano sanno bene cosa significa perdere la libertà quando vengono catturati  E sanno anche che non avranno più alternative nella società dei “giusti”    Altro che sedersi accanto a politici e dirigenti.    Quelle persone sanno bene di essere considerate infatti delle “bestie”

L’Avvocatura dello Stato: “Revocare la concessione di Autostrade costerebbe 23 miliardi”

Autostrade, Conte: ”Se c’è stato inadempimento responsabilità è dei manager. No ricatto concessionario ai cittadini”
L’eventuale risarcimento sarebbe legato a «un’eventuale deliberazione negativa della conformità dell’art.35 del decreto legge c.d. “milleproroghe” rispetto ai parametri normativi. Ogni eventuale intervento di codesta amministrazione dovrà, pertanto, tenere nella dovuta considerazione anche tale rischio»

Ponte Morandi, le immagini del viadotto crollato a Genova - Foto 1 ...

(Archivi Sud Libertà)

Mandato anche ai “ministeri dell’Economia e dei Trasporti per concludere una transazione” sul dossier Aspi “riportando la concessione in equilibrio giuridico ed economico”. Il risarcimento per la vicenda del ponte Morandi resta, come definito nella proposta della scorsa settimana, di 3,4 miliardi di euro.

Il comunicato – “Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli ha svolto un’informativa sullo stato di definizione della procedura di grave inadempimento nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.a. (ASPI), nella quale sono state esposte le possibili alternative sulla definizione della vicenda. Durante la riunione, sono state trasmesse da parte di ASPI due nuove proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario di ASPI e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia. Considerato il loro contenuto, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo”, si legge nel comunicato di palazzo Chigi diffuso dopo il Cdm.
La proposta -si legge nel comunicato- prevede specifici punti qualificanti riguardo alla transazione e al futuro assetto societario del concessionario. Punti relativi alla transazione -Misure compensative ad esclusivo carico di ASPI per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro; -riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto-legge “Milleproroghe” (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162); -rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario; -aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario; -rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge “Milleproroghe”; -accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria“.

Punti relativi all’assetto societario del concessionario. In vista della realizzazione di un rilevantissimo piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella stessa proposta transattiva, Atlantia S.p.a. e ASPI si sono impegnate a garantire: -l’immediato passaggio del controllo di ASPI a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – CDP), attraverso: 1.la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di CDP; 2.l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali; -la cessione diretta di azioni ASPI a investitori istituzionali di gradimento di CDP, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi; -la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di ASPI dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di ASPI in Borsa. Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di ASPI, con conseguente aumento del flottante. In alternativa, Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in ASPI, pari all’88%, a CDP e a investitori istituzionali di suo gradimento“.

 

Il Commissario Scalia del “Terremoto S.Stefano”: ” la ricostruzione può partire veloce con risparmio di risorse”

 

 

Anteprima allegato

«TERREMOTO S. STEFANO, LA RICOSTRUZIONE PUÒ FINALMENTE PARTIRE»

Il commissario straordinario Salvatore Scalia: “Una grande opportunità per tutti”

 

 

CATANIA –

 Ricostruire e ripartire: questo l’obiettivo comune annunciato da Architetti, Ingegneri e Geometri catanesi. Frutto dell’analisi dell’ordinanza “Danni lievi” nel corso dell’incontro “Ricostruzione Terremoto Santo Stefano”.

«Un progetto che ha preso vita lo scorso gennaio grazie all’importante coinvolgimento del commissario straordinario Salvatore Scalia  incaricato per la ricostruzione dell’area etnea dopo il terremoto che il 26 dicembre 2018 ha colpito le aree dei comuni alle pendici del Vulcano – e che consentirebbe una ricostruzione veloce e un risparmio considerevole di risorse destinate al patrimonio edilizio privato», hanno commentato Alessandro Amaro (Architetti), Giuseppe Platania (Ingegneri), Mauro Scaccianoce (Fondazione Ingegneri) e Agatino Spoto (Geometri).

 Il provvedimento offre infatti l’opportunità di procedere prioritariamente all’esecuzione di interventi di riparazione in immobili destinati ad abitazione principale, che hanno subito danni lievi, al fine di consentire nei tempi più brevi e nel maggior numero di casi possibile il rapido rientro dei residenti nelle proprie abitazioni, ricostituendo così il tessuto sociale della zona terremotata e riducendo la spesa relativa ai contributi per l’autonoma sistemazione.

I lavori sono stati aperti dal  rappresentante degli Architetti: «L’ordinanza rappresenta un’occasione importante per consentire ai cittadini di tornare nelle proprie case – ha spiegato Amaro -snellendo gli iter burocratici. A patto che tutti abbiano chiari i passaggi da seguire, anche e soprattutto nella presentazione dei progetti, per evitare inutili rallentamenti derivanti dalle eventuali integrazioni alla documentazione».

 «Abbiamo raggiunto un ottimo risultato – ha proseguito il presidente degli Ingegneri Giuseppe Platania – Un ringraziamento particolare va al commissario straordinario Scalia. È in virtù della  sua tenacia e interessamento che finalmente possiamo iniziare questo percorso, seppur limitato nel numero di interventi. Il nostro Ordine e quello degli Architetti subito dopo il sisma si sono mobilitati recandosi all’Unità di crisi, dove è scattata una gara di solidarietà che ha visto attivi i professionisti dell’area etnea e della Sicilia. Abbiamo effettuato continui sopralluoghi e mappato ogni edificio, tentando di avviare quel procedimento che oggi trova terreno fertile grazie all’Ordinanza».