NICOLA COLOMBRITA: “LA LAUREA E’ L’INIZIO DI UN PERCORSO VOLTO ALLA PROFESSIONALIZZAZIONE”

Ance Catania, “Premio allo Studio 2021” per i figli dei lavoratori edili delle imprese associate

IL PRESIDENTE FRESTA: «OCCASIONE PER RICONOSCERE AI GIOVANI IMPEGNO E RISULTATI»

Il promotore dell’iniziativa: il past president Nicola Colombrita

 

CATANIA 

Un premio all’impegno, alla dedizione e ai sacrifici profusi per perseguire i propri obiettivi. Da qui l’iniziativa “Premio allo Studio” di Ance Catania, che ha visto la conclusione dell’edizione 2021, con l’assegnazione del riconoscimento ai 5 vincitori. «Il premio in denaro, rivolto ai figli dei lavoratori edili delle imprese associate, ha tenuto conto dei traguardi raggiunti nell’ultimo triennio in laurea magistrale o triennale – ha spiegato il presidente dei Costruttori etnei Rosario Fresta – molti studenti, sostenuti dalle famiglie, affrontano spese non indifferenti, andando anche fuori dalla propria terra per rincorrere i propri sogni».

Il concorso è frutto dell’idea del past president Nicola Colombrita: «Completare il percorso di studi per molti non è così semplice – ha commentato Colombrita – E non tutti hanno la disponibilità economica per fronteggiare le spese. Tra i figli dei dipendenti delle nostre imprese edili, la percentuale di chi raggiunge il traguardo della laurea è purtroppo molto bassa: un dato che abbiamo riscontrato negli ultimi anni. Un fenomeno che è specchio di un sistema d’istruzione che andrebbe perfezionato, a favore di tutte le classi sociali. È certo che i laureati hanno maggiore accesso al mercato del lavoro, ma la laurea non deve certo rappresentare un punto d’arrivo, bensì l’inizio di un percorso volto alla professionalizzazione».

I 5 vincitori tra coloro che hanno partecipato sono: Andrea Longhitano, laureato alla triennale di Ingegneria Informatica (Catania); Chiara Longhitano, laureata alla magistrale in Automation Engineering and Control Of Complex System (Catania); Davide Previtera, laureato alla triennale di Economia Aziendale (Catania); Regina Finocchiaro, laureata alla magistrale di Ingegneria delle Costruzioni (Chieti/Pescara); Maria Jessica Nicotra, laureata alla magistrale di Fisica Nucleare (Catania).

«Ringraziamo Ance Catania per questa lodevole iniziativa, che dovrebbe essere presa a modello anche da altre associazioni e che per noi rappresenta una grande opportunità, quella di poter proseguire il percorso guidato dalle nostre ambizioni. Alcuni hanno studiato e si sono avvicinati al mondo del lavoro lontani da casa. La speranza è che aumentino le posizioni occupazionali in Sicilia, così da poter tornare e dare un contributo alla nostra terra, nella nostra terra», hanno commentato i premiati. «L’impegno allo studio e il conseguimento di risultati rappresentano un segnale di serietà, che va riconosciuto sia al giovane che alla famiglia che lo ha sostenuto», ha concluso Fresta.

ARCHITETTI CATANIA SU CENTRO AURO: «POTREBBE  OSPITARE ANCHE L’URBAN CENTER, POLO DI INNOVAZIONE E CREATIVITÀ»

Centro Storico, sgombero pacifico del Centro Auro. Pogliese.”Diverrà hub  per turismo e mobilità sostenibile” » Comunicati Stampa

CATANIA –

«Quale direzione intraprendere; quali gli obiettivi e come raggiungerli? Solo rispondendo a queste domande – attraverso una riflessione sul passato, il presente e il futuro della città – si potrà avere una piena riqualificazione e una crescita di Catania dal punto di vista economico, sociale e culturale». Questa la riflessione del presidente etneo dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Sebastian Carlo Greco. «Per farlo – prosegue – occorre un confronto continuo tra associazioni, cittadini, istituzioni e liberi professionisti, che devono essere parte attiva della politica, indirizzandola nelle sue scelte. Per questo riteniamo da tempo che la realizzazione di un Urban Center possa essere determinante nel processo di crescita della nostra città: lo sgombero del Centro Auro rappresenta oggi una grande opportunità».

L’intervento delle forze dell’ordine, infatti, ha consentito di restituire alla città una parte dell’ex Monastero Sant’Agata – immobile settecentesco ubicato in via Madonna del Rosario – occupato abusivamente da molto tempo e lasciato al degrado e all’incuria. “Uno dei palazzi di grande pregio architettonico e di disarmante bellezza del nostro Centro Storico, che ormai era diventato un corpo estraneo nel quartiere”, come commentato dal sindaco della città etnea Salvo Pogliese, che ha annunciato anche il finanziamento di circa 9 milioni di euro da parte del ministero delle Infrastrutture, per la realizzazione di un progetto di ristrutturazione dell’immobile da destinare ad hub turistico e della mobilità sostenibile.

Pogliese, nuovo sindaco di Catania: «Bianco arrogante, per lui i catanesi  sono sudditi» - Corriere TV

Il Sindaco di Catania , Salvo Pogliese

«In questo contesto sarebbe interessante poter realizzare anche l’Urban Center metropolitano, polo su cui far convergere progettualità, logistica e creatività, aperto a cittadini e associazioni per raccogliere le istanze di chi vive i quartieri e ragionare sugli spazi e sulla loro funzione e funzionalità. Un luogo per sviluppare quella visione d’insieme che Catania vuole avere nel medio e lungo termine, con l’obiettivo di trasformare una città divisa in compartimenti stagni in organismo complesso e ben collegato in ogni sua parte», prosegue Sebastian Carlo Greco.

«La notizia che la città di Catania sia ritornata in possesso di uno dei Palazzi di più grande pregio del centro storico ci riempie di gioia. Riappropriarsi di un “contenitore” di così alto valore non può prescindere dalla valutazione di ciò che sarà il “contenuto”, anche alla luce del finanziamento già ottenuto e della sua destinazione d’uso. Questo spazio può davvero diventare “snodo” centrale per promuovere cultura e architettura, in una città che ha tanto da raccontare», spiega la presidente della Fondazione degli Architetti di Catania Eleonora Bonanno.

«Un vero e proprio laboratorio di idee, oltre che piccolo museo, in cui le esposizioni di plastici, la proiezione di video e simulazioni racconterebbero la storia della città e i progetti che l’hanno trasformata. In poche parole, innovazione e creatività al servizio del territorio e dei cittadini. A tal fine, potrebbe essere utile lanciare un concorso di idee per l’allestimento degli spazi. Siamo a disposizione dell’Amministrazione per la realizzazione di iniziative volte a valorizzare l’immobile e promuovere l’architettura della nostra città», concludono Greco e Bonanno.

Domani, 10 Udienza al Tribunale. “SUD LIBERTA’ scopre carte decisive, il Giudice del Lavoro nel ruolo di “Paride”

Descrizione: Achille - Riassunto • Scuolissima.com

 

DI  R.LANZA

Domani  dieci settembre  udienza  unica finale al Tar Catania -SezLavoro sul destino dei lavoratori collocati a luglio “in disponibilità” dall’Istituto Incremento Ippico di Catania,l’ente sottoposto alla vigilanza dell’Assessorato regionale alle Risorse agricole ed alimentari.

I ricorsi dei dipendenti interessati, – come SUD LIBERTA’ ha già pubblicato -con esclusione  di coloro che hanno volontariamente accettato -e firmato” il declassamento delle mansioni, da “C” in A”, pur conservando l’intero stipendio, è finalizzato alla revoca del provvedimento che ha procurato tanti  effetti nefasti-    del direttore dell’ Istituto Incremento ippico Alfredo dr. Alessandra, supportato da un ex commissario ad acta, dirigente in pensione, Vito Sinatra che non ha brillato certamente nel suo “compito   politico” per chiarezza e determinazioni  insieme ai rappresentanti sindacali  “narcotizzati” – come abbiamo abbondantemente provato – nelle deboli e sofferenti Contrattazioni svolte.

Il direttore dell’Istituto Alfredo dr. Alessandra si difende comunque e ammette di aver eseguito solo  le disposizioni commissariali  collocando  il personale C ” _Istruttore- in disponibilità, una sorta di Cassa integrazione visto che lo stipendio è stato decurtato di circa 400 euro al mese

Sono  8 unità- ricorderemo-   “in atto licenziati ingiustamente” da 21 luglio ” per un massimo di 2 anni”     Le sedi storiche di lavoro sono quelle di Catania e Tenuta Ambelia in territorio Militello…  Domani  il duello giuridico  fra le due parti (Regione Sicilia -Istituto Incremento ippico e legali dei  dipendenti “a spasso”)

Abbiamo detto della fragilità sindacale dei rappresentanti che si sono-recentemente –  lasciati sfuggire l’occasione di vincolare in “un verbale sindacale” l’amministrazione regionale con l’impegno di revocare il provvedimento nefasto. La consegna del silenzio li ha visti pure allineati dimenticando che il loro ruolo sociale è soprattutto pubblico, per la gente..  Ma anche-abbiamo rilevato l’impegno di curare la protesta e presenziare nella manifestazione di Tenuta Ambelia.   I sindacalisti hanno fatto i turni ma almeno erano presenti con Gaetano Del Popolo,  il vivace Luca Crimi, C.Gulizia       Almeno l’ordinario in questo caso l’hanno fatto costoro.  Stendiamo un velo pietoso sul resto. 

 Domani i legali dei dipendenti  raddrizzeranno -non c’è alcun dubbio -il tiro – per le prove e vizi procedurali  individuati nella difesa d’ufficio dell’Istituto ippico

Il difensore dell’Istituto, Avv Cesare Santuccio sembra fare intravedere un bagliore. Afferma:”I dipendenti  interessati alla ricollocazione in altre amministrazioni avrebbero dovuto richiedere la mobilità Ma ciò non è stato fatto”.      Nella Redazione di SUD LIBERTA’ – che sembra diventato un Polo di Coordinamento dei dipendenti e di ingenui sindacalisti – piovono le lettere protocollate e perfezionate con firma dei dipendenti richiedenti al tempo la mobilità.         L’avvocato opposto ha fatto un “errore” allora?     

Difficile crederlo visto che dalla lettura dell’opposizione traspare  un contenuto redatto da un gigante del Foro, una specie di Achille.             E dunque l’Istituto Incremento ippico non ha passato  “volutamente” l’informazione corretta?  Il direttore Alessandra è fuori causa visto che lui dirige l’Ente solo da diversi anni e le domande sono comunque  più datate.   Un  elemento in ogni caso decisivo per consentire la revoca del provvedimento di “licenziamento”  da parte del Giudice del Lavoro.   

       Al Giudice del lavoro non resta che interpretare allora solo il ruolo di Paride e scoccare la freccia diretta al tallone di “Achille”…   Buon lavoro, Signor Giudice.

 

 

TRA SINDACALISTI “IN PIGIAMA” E POTENTI DELLA REGIONE, E’ IN ATTO LA PROTESTA DEI DIPENDENTI “FUCILATI” DALL’ISTITUTO INCREMENTO IPPICO

 

Ambelia, ecco altri soldi da Musumeci - Buttanissima Sicilia

 

DI  RAFFAELE    LANZA

 

Catania  ( Militello)

La Tenuta Ambelia, oggi teatro di manifestazioni di gare  fino al 5 settembre- come pubblicato su SUD LIBERTA’ , è anche protagonista di una manifestazione di protesta -Sit-in  di dipendenti “licenziati” , o tecnicamente definiti “in disponibilità”.
Nel caso specifico delle tappe catanesi, saranno due i momenti che coinvolgeranno cavalieri e allevatori, quello del Circuito Classico di salto ad ostacoli e quello dedicato al Circuito Allevatoriale.  

La tenuta si trova in contrada Albanazzo in territorio di Militello Val di Catania; due parole su questa area ai più sconosciuta perchè molto distante dalla sede catanese dell’Istituto Incremento ippico. E’ ubicata a circa 4,7 km ad Est dal centro abitato e a 2,5 km a Sud del Comune di Scordia.  Dista circa 43,00 km dal capoluogo Catania e si raggiunge procedendo da Scordia sulla SP29 in direzione Sud verso Francofonte (SR).
L’area su cui insiste si trova in un ambito paesaggistico di aperta campagna a vocazione agricola, con prevalente coltura di ulivi  secolari e agrumeti, e degrada in direzione Sud–Nord verso la valle del fiume Loddiero.   Insomma se si volesse far visita alla struttura ci vorrebbe un pullmino turistico che si parte dall’Istituto incremento ippico di Catania dove ha sede in via Vittorio Emanuele ed arriva qui con sicurezza.  Perchè il visitatore da solo incontrerebbe nell’intero percorso disagi e difficoltà di individuazione.
Oggi, all’interno della tenuta, la presenza di colture di pregio è assente, se si escludono le poche presenze di ulivi, avendo perso la vocazione agricola a vantaggio della destinazione zootecnica per la quale si privilegiano le colture foraggere, in particolare erba d’erbaio, destinate all’alimentazione degli equini.
Dal punto di vista ambientale il sito non è direttamente interessato da vincoli afferenti ai Siti “NATURA 2000” non essendovi presenza di Zone di Protezione Speciale (ZPS) e/o di Siti di Interesse Comunitario (SIC) se si esclude il Lago di Lentini che dista circa 9 km in direzione Nord–Est (ZPS).  Altri spunti di rilievo.

Dal 1884 l’intera struttura è sede del regio deposito stalloni del Ministero della Guerra e viene gestita alla stregua di un istituto militare, fino a quando, negli Anni ’60 la Regione subentra alla gestione del Ministro della Difesa.
Essa, con l’antico “baglio padronale”, già appartenuto ai Principi Branciforti, con le scuderie,edificate con l’Unità d’Italia, quando è divenuta sede del “Regio Deposito “talloni” per l’allevamento del cavallo Puro “angue Orientale, ubicata in un contesto agricolo caratterizzato da un ambiente naturale, rappresenta un classico esempio architettonico della Val di Noto di notevole turistico naturale.  Affidata la Presidenza dell’Istituto-abbiamo detto altre occasioni- alla Nobile Principessa Caterina  Grimaldi di Nixima, discendente di una delle famiglie più antiche di allevatori di cavalli

Video dell’Istituto Incremento Ippico che qui riportiamo  perchè questa struttura – e qui concordiamo con il Presidente Musumeci  – rivela di essere un borgo rurale del Cinquecento  attuale centro di importanti attività sportive legate al mondo degli equidi, nonchè di manifestazioni di respiro nazionale e internazionale,- come quella in corso – oltre che regionale.

Oggi l’intero Centro, nell’ambito di una valorizzazione che la Regione Sicilia intende portare avanti, necessita di un vero popolo di dipendenti se è vero com’è vero che la struttura  destinata all’allevamento e al mantenimento delle razze equine e asinine autoctone siciliane con particolare attenzione al Purosangue Orientale, espressione attuale più tipica del cavallo siciliano, vuole aprirsi anche al turismo nazionale ed internazionale.    Quale occasione migliore- rilanciamo ai sindacati -per revocare il provvedimento di “disponibilità” agli otto  coraggiosi dipendenti per affidare loro compiti istituzionali afferenti il settore turistico?    
La struttura Ambelia assolve anche al compito di allevare e mantenere il cavallo puro sangue orientale,razza in via d’estinzione, con caratteristiche e doti uniche rispetto al patrimonio equino mondiale.
Nella tenuta che si estende su una superficie di circa 45 ettari, coltivati attualmente a foraggere e uliveto, sono presenti numerosi caseggiati di notevole valore storico ed artistico.
Gli stalloni, allevati presso l’Istituto, vengono annualmente impiegati presso le stazioni di monta pubbliche ed erariali dislocate sul territorio.    Lo spunto adesso della protesta dei dipendenti collocati “in disponibilità

ECCO PERCHE’-    SIGNORI POTENTI  DELLA REGIONE SICILIA (On. Nello Musumeci ,dirigenti Dario Cartabellotta, Carmen Madonia) E SIGNORI   SINDACALISTI CONFEDERALI  (G.del Popolo- Luca Crimi)- “IN PIGIAMA” – E’ UN DOVERE UTILIZZARE GLI OTTO  (MAGNIFICI) DIPENDENTI “FUCILATI”

Sappiamo altri compiti istituzionali dell’Istituto :la selezione regionale e la tenuta dei registri anagrafici per le razze o popolazioni asinine e cavalline isolane e la valorizzazione delle razze autoctone,     Gli otto dipendenti potrebbero essere incaricati di incrementare il settore turistico e con la qualifica di “Istruttore direttivi”  curare  tutte  quelle iniziative sponsor che avvicinerebbero i turisti e i cittadini a far visita a Tenuta Ambelia.
Organizzare manifestazioni di pubblico interesse, le aste per l’alienazione di equini, tenere i rapporti con gli allevatori,elaborare indagini di mercato, Curare i rapporti con le scuole, visite tecniche ,le Università, suggerire al Presidente Musumeci, di  creare delle attrazioni  tali da polarizzare l’attenzione -non diciamo della Sicilia-ma del mondo intero.  E visto che la gran parte di essi conosce la lingua inglese, e le relazioni pubbliche, potrebbero iniziare subito questa nuova attività.     

GALLERIA FOTOGRAFICA 

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l‘INGRESSO DI TENUTA AMBELIA

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Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, attività all'aperto e il seguente testo "Archeoparch ed Ecomusei del Calatino Istituto Incremento Ippico "Tenuta per la Sicilia Ambelia' ASSESSORE SCILLA LE-PROMESSE SIMANTENCONO"

 

Sicilia, rimpasto in giunta: Toni Scilla nuovo assessore all'Agricoltura

L’assessore regionale siciliano  Toni  Scilla

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, persone in piedi e attività all'aperto

Nella foto Salvo Soldano, esponente della lotta contro i vertici della Regione,ed ex dirigente sindacale provinciale del SIAD autonomo di Catania , autore di numerose denunce tutte vincenti

 

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Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto

 

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Sotto pubblichiamo anche il documento sindacale-inviatoci da rappresentanti – di “Assemblea sindacale” della Cgil, Uil, Sadirs, Ugl  . In esso i Sindacati scrivono pure di “non aver sottoscritto alcun accordo sindacale che abbia determinato la decisione dell’Amministrazione”.       Aggiungiamo noi di SUD LIBERTA’:  “I sindacati non hanno neppure  sottoscritto o firmato con la controparte della Regione, alcun  verbale sindacale di richiesta Revoca decisione di “licenziamento” dei dipendenti interessati”…..

 

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Il documento sindacale inviato a SUD LIBERTA’

 

 

ALLA MANIERA DEI GULAG SOVIETICI: CHI DA’ FASTIDIO DEVE ESSERE CONSIDERATO “PAZZO”

 

REAZIONI AL NOSTRO SERVIZIO SULL’ISTITUTO INCREMENTO IPPICO: “QUESTO GIORNALISTA, LANZA , DA’ FASTIDIO,  DIFFONDIAMO  CHE  E’  PAZZO..”

 

Giornalisti uccisi dalla mafia

 

Vicenda dei dipendenti dell’Istituto Incremento Ippico e reazioni al nostro Servizio “La topica della Regione sicilia,.L’Istituto Incremento ippico,gli “interni di famiglia” fra dirigenti e sindacati”,   ha un’appendice  .

I sindacalisti citati sembra non abbiano intenzione di rispondere ai legittimi interrogativi sollevati -in primis sull’omessa stesura del verbale sindacale nella riunione sindacale del 13 luglio scorso all’assessorato all’Agricoltura dove erano presenti pure l’assessore al ramo , direttore generale e dirigenti dipartimentali.

Abbiamo avuto notizia -ma appare  evidente l’impossibilità-al momento in cui scriviamo,di addurre le prove su questo assunto la lettura dell’articolo abbia sollevato un generale consenso tra i dipendenti interessati  mentre nell’ambito sindacale son venute fuori asserzioni gratuite,  un linguaggio cioè gravemente offensivo e minaccioso nei nostri confronti e di SUD LIBERTA’.

Ricordiamo ai sindacati della Regione-se le cose stanno così- che hanno sbagliato ancora bersaglio. Chi scrive è solo un testimone di fatti, giornalista d’inchiesta e critico incisivo  Non c’è nulla da parte mia e del giornale che ho l’onore di dirigere contro l’attività sindacale e il vostro operato . Ma le offese, di gravità colossale, e tutto il resto che mi viene riferito nei messaggi, ci ricorda – e lo diciamo con un pò di amarezza- i gulag sovietici dove i giornalisti e intellettuali dissidenti marcivano col marchio di dementi .     Insomma anche in Sicilia o nel Sud Italia si può brutalmente giocare con le parole ed “ipoteticamente”affermare:  “LANZA, QUESTO GIORNALISTA D’INCHIESTA DA’ FASTIDIO: CONSIDERIAMOLO PAZZO…DIFFONDIAMO..”

 

Trenta cavalli, trenta stallieri. A Catania come dai maragià!- Gian Antonio  Stella- Sette

Un esemplare equino,colore nero, di rara bellezza e vivacità

Se fosse davvero così , significherebbe allora scaricare il peso della cattiva coscienza -il non aver risposto alle domande poste dal nostro Giornale, che poi sarebbero le domande dei dipendenti prostrati dell’Istituto ippico- di quegli elementi che hanno impedito finora la risoluzione della delicata vicenda, che con un pò di buona volontà, senza minacce ed  etichettature di follia,si potrebbero anche individuare

Raffaele     Lanza

Da oggi scatta il Green Pass, nuove regole e …tante contestazioni…

 

Da oggi 1 settembre scatta in tutta Italia l’estensione del Green pass che diventa obbligatorio anche su diversi mezzi di trasporto come treni, traghetti, aerei. Nuove regole e tante contestazioni in diversi settori, scuola, sanità,pubblici uffici,insomma gruppi ed associazioni libere, cambiamenti anche per il personale della scuola con sorpresa e stupore della gran parte dei presidi e per l’accesso nelle università dove sarà necessario presentare la Certificazione verde, disponibile per chi si è vaccinato, è guarito dal covid o risulta negativo dopo un tampone. Ma dove è obbligatorio? E quando?

Green pass, entro fine luglio la decisione dell'Italia | TTG Italia

Il Green pass è indispensabile per viaggiare su treni Intercity, Intercity notte e Alta Velocità. , anche gli autobus a lunga percorrenza: si tratta di mezzi che completano un percorso che collega più di due regioni con itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti. Il Green pass serve per salire anche sugli autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, ad esclusione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale. “L’utilizzo degli altri mezzi di trasporto può avvenire anche senza Green pass, fatta salva l’osservanza delle misure anti contagio”, precisa il governo. La Certificazione è richiesta in ‘zona bianca’ ma anche nelle zone ‘gialla’, ‘arancione’ e ‘rossa’, dove i servizi e le attività siano consentiti.

Restano quindi valide anche le regole adottate in Italia dal 6 agosto scorso, che prevedono l’obbligatorietà del Green pass per sedersi al tavolo di ristoranti al chiuso. Certificato verde indispensabile per assistere a spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi. Il Green pass è richiesto per accedere a musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre. Stesso discorso per le piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso. L’elenco prosegue con sagre e fiere, convegni e congressi; centri termali, parchi tematici e di divertimento; centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione; attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; concorsi pubblici.

La titolarità

La titolarità del Greem Pass tocca ai cittadini di età superiore ai 12 anni che rientrino in una delle 3 categorie: aver ricevuto il vaccino contro il coronavirus; risultare negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore; essere guariti dalla Covid 19 negli ultimi sei mesi. La certificazione verde viene generata in automatico e messa a disposizione gratuitamente nei seguenti casi: aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da almeno 15 giorni; aver completato il ciclo vaccinale; essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti; essere guariti dal Covid nei sei mesi precedenti.

Il Green pass non è obbligatorio per: – i bambini sotto i 12 anni, esclusi per età dalla campagna vaccinale.

– i soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di idonea certificazione medica. Fino al 30 settembre 2021, possono essere utilizzate le certificazioni di esenzione in formato cartaceo rilasciate, a titolo gratuito, dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi sanitari regionali o dai Medici di medicina generale o Pediatri di libera scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale, secondo le modalità e sulla base di precauzioni e controindicazioni definite dalla Circolare Ministero della Salute del 4 agosto 2021. Sono validi i certificati di esenzione vaccinali già emessi dai Servizi sanitari regionali sempre fino al 30 settembre;

– i cittadini che hanno ricevuto il vaccino ReiThera (una o due dosi) nell’ambito della sperimentazione Covitar. La certificazione, con validità fino al 30 settembre 2021, sarà rilasciata dal medico responsabile del centro di sperimentazione in cui è stata effettuata in base alla Circolare del Ministero della Salute 5 agosto 2021.

Il Green pass si potrà visualizzare, acquisire e scaricare -nonché stampare- attraverso diversi canali digitali. Le fonti sono diverse: sul sito dedicato; attraverso il sito del fascicolo sanitario elettronico regionale; sull’app Immuni; con l’app IO. Per chi ha difficoltà, o indisponibilità, nell’uso di questi strumenti digitali, saranno coinvolti medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti che hanno accesso al sistema tessera sanitaria. Per maggiori informazioni si può visitare il sito appositamente creato dal governo (www.dgc.gov.it/web/) o contattare il numero verde dell’App Immuni al 800.91.24.91 attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20.

Il Green pass in Italia è destinato ad avere una durata di 12 mesi. Il Cts ha dato infatti il via libera alla proroga da 9 mesi a un anno della scadenza del certificato verde covid-19. Secondo le regole inizialmente stabilite, la validità del documento è stata collegata alla modalità di rilascio del documento. In caso di vaccino ricevuto, per la prima dose dei vaccini che ne richiedono due, pass generato dal 15° giorno dopo la somministrazione con validità fino alla dose successiva; in caso di seconda dose o dose unica per pregressa infezione, certificazione generata entro i due giorni successivi e valida per 9 mesi (270 giorni) dalla data di somministrazione; per il vaccino monodose, green pass generato dal 15° giorno dopo la somministrazione e validità per 9 mesi. Nei casi di tampone negativo, certificato Covid generato in poche ore e validità per 48 ore dalla dall’ora del prelievo. Nei casi di guarigione, generato entro il giorno seguente e validità di 180 giorni.

Controlli e sanzioni, tasti dolenti.”I titolari o i gestori dei servizi e delle attività autorizzati previa esibizione del Green Pass sono tenuti a verificare che l’accesso a questi servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni. In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni”, ha precisato Palazzo Chigi dopo il varo dell’ultimo decreto covid.

Ordigni bellici ritrovati a Messina- Ordinanza della Capitaneria di Porto

 

La Capitaneria di Porto – Autorità Marittima dello Stretto di Messina ha emesso ieri, domenica 29, l’ordinanza n. 71, a seguito della presenza di alcuni presunti ordigni bellici a forma cilindrica, adagiati sul fondale a circa 4/5 metri dalla battigia ad una profondità di circa due metri, a Pace nella zona di mare antistante il Mini Autodromo dello Stretto, approssimativamente in posizione latitudine 38°15.009’N longitudine 015°35.635’E, segnalato con un gavitello di colore arancione. In considerazione della necessità di prevenire possibili incidenti a persone e/o cose a tutela della pubblica incolumità e garantire la sicurezza della navigazione e nelle more degli accertamenti e dell’eventuale bonifica, lo specchio acqueo interessato è da ritenersi pericoloso per la pubblica incolumità.

 Pertanto la Capitaneria di Porto ordina con effetto immediato, nello specchio acqueo sopra evidenziato, per un raggio di 30 metri dalla perpendicolare di giacenza del presunto ordigno bellico, il divieto di balneazione, di navigazione e la sosta di natanti, nonché la pesca e ogni attività subacquea e diportistica in genere. I natanti e le persone in transito in prossimità dei limiti esterni all’area d’interdizione devono procedere prestando particolare attenzione e con l’adozione di eventuali misure aggiuntive suggerite dalle regole di comune prudenza, al fine di prevenire situazioni di potenziale pericolo.

 Non sono soggette al divieto le unità navali della Guardia Costiera e delle Forze di Polizia, nonché le unità militari in genere in ragione del loro ufficio. Salvo che il fatto non costituisca reato più grave, i contravventori alla presente ordinanza saranno puniti ai sensi degli articoli 1164 e 1231 del Codice della Navigazione.

Dopo “Quota 100 pensioni”, forse il buio e tanta nebbia all’orizzonte- IL “miracolo”dei pensionamenti Regione Sicilia

 

Emergenza Covid: a rischio le pensioni degli italiani? - Vitale Associati

 Scenari difficili a gennaio 2022. Come saranno le pensioni quando “scadrà” quota 100 tra poco più di tre mesi, il 31 dicembre? “La strada da seguire, 

Quota 100, la forma di pensionamento anticipato introdotta nel 2019 sperimentalmente per 3 anni, voluta fortemente dalla Lega, scomparirà dall’orizzonte. Il rischio scalone all’orizzonte non è stato ancora scongiurato e non pare esserci nel governo un’unità d’intenti in grado di sbrogliare la matassa a breve termine. Nessuno vuole tornare alla “vecchia” legge Fornero e servono nuovi meccanismi di flessibilità in uscita.

Al momento la pensione di vecchiaia (la legge Fornero) prevede il ritiro dal lavoro a 67 anni e un’anzianità contributiva minima di anni 20, nonché, della pensione anticipata senza il vincolo dell’età anagrafica ma con solo il requisito contributivo da rispettare che porta a 42 anni e 10 mesi per i lavoratori e poco meno di un anno per le lavoratrici, ossia 41 anni e 10 mesi.

Quota 100, lo ricordiamo, consente di anticipare la pensione a 62 anni di età con 38 di contributi fino al 31 dicembre 2021, dal primo gennaio si tornerebbe alle regole di prima e quindi allo “scalone” di cinque anni di età. Di colpo il pensionamento sarebbe accessibile solo a partire dai 67 anni di età. Si andrebbe verso scenari molto complessi.

Ad esempio: dal 31 dicembre 2021, senza un’eventuale armonizzazione, per gli esclusi ci sarà un aumento secco di cinque o sei anni dei requisiti di pensionamento. Ecco un caso limite: Mario e Giovanni hanno lavorato 38 anni nella stessa azienda solo che il primo è nato nel dicembre del 1959 e il secondo nel gennaio del 1960. Mario andrà in pensione (se lo vorrà) a 62 anni, mentre Giovanni dovrà optare tra un pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi nel 2026 o il pensionamento di vecchiaia con 67 anni e nove mesi, addirittura nel 2029. Talee scalone andrebbe persino oltre quello della vecchia riforma Maroni (legge 243/2004), quando fu introdotta una differenza di tre anni lavorativi tra chi avrebbe maturato il diritto alla pensione il 31 dicembre del 2007 e chi lo avrebbe fatto il primo gennaio del 2008. In quegli anni per evitare che a circa 130mila lavoratori venisse impedito di andare in pensione subito si fece la riforma Damiano, con un aumento della spesa pensionistica “monstre”, di 65 miliardi, nel decennio che seguì.

La pensione anticipata si ottiene perfezionando un requisito di natura contributiva. Nel dettaglio, a oggi il requisito contributivo è pari a 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini, senza differenza fra lavoratori dipendenti privati, pubblici o autonomi. Come previsto dalla riforma Fornero, il requisito contributivo necessario a ottenere la pensiona anticipata avrebbe dovuto essere periodicamente adeguato all’aspettativa di vita. Con l’introduzione di Quota 100 e delle successive disposizioni attuative, gli adeguamenti sono stati sospesi fino al 31 dicembre 2026. Altra possibilità per andare prima in pensione è quella nota come  isopensione. Si tratta di un prepensionamento attivabile dai datori di lavoro con più di 15 lavoratori, con costi unicamente a carico dell’azienda. Permette un anticipo dell’accesso a pensione fino a 7 anni nel caso di esodi collocati entro il 30 novembre 2023.

Scadono a fine 2021 anche Opzione donna con cui le lavoratrici possono uscire dal mondo del lavoro a 35 anni netti di contribuzione e 58 anni di età anagrafica, per le subordinate, 59 anni per le lavoratrici autonome e l’Ape sociale, sussidio erogato in attesa del raggiungimento dell’età pensionabile rivolto ai contribuenti di entrambi i sessi che hanno compiuto 63 anni e con 30-36 anni di contributi versati.

L’Ape sociale è una misura previdenziale sperimentale, introdotta nel 2017 e prorogata sino al 31 dicembre 2021, che consente l’uscita anticipata dal lavore: ha espressamente il fine di accompagnare in anticipo soggetti in possesso di determinati requisiti verso la pensione e si estrinseca in un’indennità che l’Inps, nel rispetto dei limiti di spesa fissati, eroga a coloro che abbiano almeno 63 anni di età, non siano titolari di pensione diretta in Italia o all’estero e si trovino nelle condizioni determinate dalla legge. Spetta solo a determinate categorie di lavoratori, come disoccupati o lavoratori impiegati in mansioni gravose, oppure ancora invalidi e caregivers. L’elenco di mansioni gravose potrebbe essere ampliato di molto nel 2022, è questa la novità delle ultime ore.

Solo una suggestione invece Quota 41 (ovvero pensionamento per chiunque abbia 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica): ma sarebbe difficilmente sostenibile per i conti pubblici: si parte da un costo di oltre 4,3 miliardi il primo anno, a salire. Troppo esosa. Si ragiona sempre sull’introduzione di altra flessibilità in uscita dopo i 62 anni d’età.

Tanto si è parlato della possibile futura divisione della quota pensione in due quote: retributiva e contributiva. L’ipotesi prevede in pratica un “anticipo pensionistico solo per la parte contributiva: 62/63 anni e 20 anni di contributi. Il resto (la quota retributiva) lo si ottiene a 67 anni”.

In atto solo laRegione Sicilia con provvedimento legislativo regionale presidenziale ha inviato a casa migliaia di dipendenti diplomati e laureati  consenzienti inserendoli in appositi contingenti.  Un miracolo autentico che ha visto ad es, un funzionario direttivo D6 (con laurea) avere il medesimo trattamento economico in servizio.

In pratica si potrebbe prevedere 1 anno in meno per ogni figlio per madri lavoratrici, oppure aumento del coefficiente di trasformazione corrispondentemente e 1 anno in meno per ogni 10 anni di lavori usuranti/gravosi, oppure aumento del coefficiente di trasformazione corrispondentemente (semplificando la certificazione). L’anticipo pensionistico per la parte contributiva si potrebbe quindi dare a 62-63 anni mentre il resto (la quota retributiva) la si otterrebbe solo anni dopo, a 67 anni. 

Restano tanti punti di domanda sul futuro delle pensioni: ‘Quota 100’ ha ampiamente dimostrato che, in un sistema misto, non tutti coloro che possono accedere al pensionamento anticipato decidono effettivamente di utilizzare questa possibilità. Infatti  il sistema contributivo molto più incentivante alla permanenza al lavoro.

Chi chiede regole semplici e valide per tutti, giovani e anziani, retributivi, misti e contributivi puri, sa che la sfida è complessa. Se saranno mantenuti identici i requisiti per la pensione di vecchiaia con 67 anni di età adeguata alla aspettativa di vita e almeno 20 di contribuzione, l’ipotesi di Quota 102 per andare in pensione sarebbe fattibile con:

64 anni di età anagrafica (indicizzata alla aspettativa di vita);38 anni di contributi di cui non più di 2 anni figurativi (esclusi dal computo maternità, servizio militare, riscatti volontari).

Sarebbe tutto da stabilire il taglio dell’assegno fino alla naturale scadenza fissata a 67 anni. La pensione anticipata dovrebbe essere resa stabile con 42 anni e 10 mesi per gli uomini (1 anno in meno per le donne), svincolata dalla aspettativa di vita e togliendo qualsiasi divieto di cumulo tra lavoro e pensione e prevedendo altresì agevolazioni per le donne madri (ad esempio 8 mesi ogni figlio fino a massimo 24 mesi), per i caregiver (un anno) e per i lavoratori precoci (maggiorando del 25% gli anni lavorati tra i 17 e i 19 anni di età). Vedremo dal primo gennaio 2022.

MESSINA,ATM S.p.A.: PARTE OGGI IL PROGETTO L’ESTATE ADDOSSO

 

Hanno iniziato oggi-informa un comunicato del Comune di Messina– i giovani selezionati per collaborare con ATM S.p.A. grazie al progetto “L’Estate Addosso” voluto dall’Amministrazione comunale e realizzato dalla Messina Social City. I ragazzi di età compresa tra i 16 e i 25 anni saranno inseriti nei diversi settori aziendali, dalle officine al servizio informatico, ed avranno la possibilità di vivere un’esperienza formativa e professionale di alto livello. L’obiettivo del progetto, a cui ATM ha aderito con grande interesse, è favorire l’inclusione sociale ed economica dei ragazzi più svantaggiati, e in particolare i NEET (coloro che non studiano e non lavorano), fornendo loro elementi utili per l’inserimento nel mondo produttivo.

In base alle competenze i ragazzi sono stati inseriti nelle varie direzioni aziendali dopo una formazione di base fornita da Messina Social City e una formazione specifica sul mondo del trasporto pubblico locale e sul funzionamento della Società. Con questa iniziativa i giovani saranno impegnati per due mesi, per un totale di venticinque ore settimanali, e riceveranno un rimborso di seicento euro mensili. “Siamo entusiasti di fornire questa opportunità a decine di giovani messinesi – ha dichiarato il Presidente di ATM Giuseppe Campagna – la Società nel corso dell’ultimo anno si è impegnata molto per dare opportunità lavorative ai giovani con una campagna di assunzioni che ha portato ad un importante rinnovo generazionale. Crediamo che le energie e le conoscenze di questi nuovi collaboratori possano essere di grande aiuto ad ATM e ricambieremo questo entusiasmo con le conoscenze e le esperienze che i nostri dipendenti mettono quotidianamente a disposizione della cittadinanza”.

Chiarimenti del Viminale, un pò contradditorio con le precedenti dichiarazioni,per l’accesso nei locali bar e ristoranti

A scanso di equivoci: il “green pass” non è verde - La Stampa

I gestori e gli esercenti nei controlli sul green pass hanno ricevuto il placet governativo in caso di dubbi sull’identità del cliente o di Pass falso.. Il l Viminale ha emesso una circolare  sulla questione delle verifiche sula certificazione verde per l’accesso nei locali quali bar, ristoranti, cinema e teatri. «La verifica dell’identità della persona in possesso della certificazione verde ha natura discrezionale –  – ed è rivolta a garantire il legittimo possesso della certificazione medesima. Tale verifica si renderà comunque necessaria nei casi di abuso o elusione delle norme. Come ad esempio quando appaia manifesta l’incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione». Inoltre, viene chiarito, «nelle suindicate fattispecie l’avventore è tenuto all’esibizione del documento di identità».

Un’indicazione che corregge quanto aveva dichiarato lunedì 9 agosto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: i titolari devono controllare il lasciapassare all’entrata nei ristoranti ma «non potranno chiedere la carta d’identità ai clienti». Il Garante della Privacy, citando il Dpcm dello scorso 17 luglio, aveva invece fatto notare che anche «i titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi» possono richiedere agli intestatari della certificazione verde di esibire un documento d’identità.

Il chiarimento era atteso ed è servito a spiegare in particolare il quarto comma dell’articolo 13 dello stesso documento, secondo cui all’atto della verifica l’intestatario della certificazione Covid «dimostra, a richiesta dei verificatori (…), la propria identità personale mediante l’esibizione di un documento di identità».