SUD , Lavoratori Whirlpool: il governo interviene alla salvaguardia posti con una delibera

NAPOLI

Trattativa al ministero sulla problematica  Whirpool -lavoratori , con specifica delibera viene creato  uno strumento normativo per mantenere lo stabilimento di Napoli, e salvaguardare i livelli occupazionali». 

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Il confronto sul sito Whirlpool di Napoli proseguirà – comunica il premier Giuseppe Conte -sulle ipotesi «che prevedono di investire nei prodotti di alta gamma, di spostare in Italia alcune produzioni realizzate all’estero e di individuare una nuova mission per il sito di Napoli, attraverso la realizzazione di un nuovo prodotto», si legge invece in una comunicato diffuso dal Mise dopo l’incontro. «È stata categoricamente esclusa la possibilità di procedere a uno spostamento delle produzioni tra gli stabilimenti presenti in Italia».

Nel corso del confronto sindacale-governo ,il ministro Di Maio ha precisato che “garantire la continuità produttiva e la salvaguardia di tutti i lavoratori del sito di Napoli (circa 420, ndr) è un obiettivo del governo. Per supportare l’azienda nella ricerca di una soluzione condivisa tra le parti, il ministro ha annunciato la presentazione di uno strumento normativo che permetterebbe a Whirlpool di accedere a una decontribuzione per circa 17 milioni nei prossimi 15 mesi, con sgravi fiscali sugli oneri relativi ai contratti di solidarietà». 

Comunicato 5 stelle: “la formazione professionale vale più di una laurea ,oggi in netto ribasso”

Riceviamo e pubblichiamo:

 

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Gli ultimi dati pubblicati dal National Student Clearinghouse Research Center  che coprono il 97% delle strutture universitarie degli Stati Uniti) parlano chiaro: l’iscrizione al college è in calo per l’ottavo anno consecutivo. L’analisi mette in luce una tendenza che appare più ampia e complessa di quel che possa sembrare: al netto di alcune aree di studio che restano comunque molto ambite, in generale i giovani sembrano essere più orientati ad acquisire competenze pratiche invece che diplomi universitari.

Questa situazione trova riscontro in una trasformazione che sta avvenendo gradualmente nelle aziende. Anche quelle più rinomate e prestigiose incluse Appe e Google stanno cominciando a togliere dai requisiti fondamentali per ottenere un lavoro il diploma di laurea.

D’altra parte il divario tra formazione ed effettive necessità delle aziende è ormai evidente in moltissimi settori produttivi e sono sempre di più i giovani laureati che si trovano a svolgere lavori che non sono coerenti con i titoli di studio che hanno conseguito. Così il titolo di studio diventa sempre più spesso esclusivamente un elemento per valutare se il candidato è in grado di portare a compimento un progetto, più che garanzia delle competenze che possiede. Il recente sondaggio Freelancing in America 2018 ha rilevato che il 93% dei freelance con una laurea quadriennale afferma che la formazione professionale è più utile della laurea. Il 70% dei freelance ha partecipato a nuove attività di formazione negli ultimi sei mesi, rispetto a solo il 49% dei non freelance a tempo pieno che non ha svolto alcuna formazione professionale nello stesso arco di tempo.

Il cambiamento tecnologico esponenziale associato a costi di istruzione molto alti e, naturalmente, alla necessità di investire un tempo minimo di 4 anni da dedicare esclusivamente allo studio, stanno rendendo la formazione universitaria una strada difficile da scegliere, anche considerato il fatto che il costo di un’istruzione universitaria non è più direttamente correlato con i potenziali guadagni futuri.

In alcuni settori, inoltre, l’evoluzione è così rapida che l’obsolescenza delle competenze avviene nell’arco di pochi mesi, come per esempio nella programmazione software.

La conoscenza non è statica e oggi il vecchio modello dell’iper-specializzazione non rappresenta più il lavoratore ideale.  In questo quadro, il sistema della formazione si trova di fronte alla necessità di ripensare se stesso dalle fondamenta e sono sempre di più le soluzioni alternative alla formazione universitaria.

La Gates Foundation, fondata da Bill gates e da sua moglie, ha avviato il programma New Option Project, nel quale le aziende possono sviluppare un sistema di credenziali basato sulle competenze e gli aspiranti lavoratori  possono sottoporsi a un test per dimostrare la padronanza delle abilità o attitudini richieste e ricevere formazione specifica direttamente dall’azienda. L’associazione Innovate e Educate che collabora al progetto, ha dichiarato che le assunzioni basate sulle competenze rispondono più velocemente alle esigenze delle aziende e i lavoratori che vengono individuati secondo questi criteri in media hanno bisogno di meno formazione e hanno meno probabilità di lasciare l’azienda nel breve termine.

L’orientamento a privilegiare le competenze rispetto ai titoli di studio, in realtà, è ormai abbastanza diffuso almeno nelle grandi organizzazioni che più delle altre hanno a che fare con l’innovazione.

“Ottenere un lavoro nell’odierna IBM non richiede sempre una laurea” , ha dichiarato l’amministratore della società Ginni Rometty “..Firmato M5 S”

Gli ingegneri di Catania in assemblea per lo studio di una figura professionale sulle normative ambientali

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Presentazione lunedì 3 giugno, ore 15.30, sede Ordine Catania

 

INGEGNERI, ISCRIZIONI APERTE PER LA “FACE SUMMER SCHOOL”

SULLA PROGETTAZIONE DI FACCIATE TECNOLOGICHE COMPLESSE

Partner Eurac Reaserch, adesione di Arup Italia, e numerosi patrocini istituzionali

CATANIA –

Diciotto ore di lezioni frontali con docenti di livello internazionale, dodici ore di attività pratiche su tematiche specifiche, e diciotto ore di project work per concretizzare in gruppo ciò che si è appreso. È la formula didattica, in modalità seminariale, della “Summer School” che l’Ordine e la Fondazione degli Ingegneri di Catania hanno organizzato in partnership con Eurac Research e con il suo importante istituto di ricerca per le energie rinnovabili. Il tema è la progettazione delle facciate tecnologiche complesse quelle che, superato il ruolo di “volto intonacato” di un edificio, ne diventano un’innovativa protezione contro gli agenti atmosferici e un elemento fondamentale per contribuire all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale.

Un’iniziativa di spessore tecnico a cui anche la sezione italiana di Arup – tra le maggiori società d’ingegneria del mondo – ha voluto aderire con la presenza del suo associato Matteo OrlandiLunedì 3 giugno sarà infatti presente a Catania per intervenire durante la presentazione della “Face Summer School”, alle 15.30 nella sede dell’Ordine Ingegneri (via V. Giuffrida 202).

«Il nostro obiettivo è quello di stimolare e accrescere nel territorio etneo la formazione di una figura professionale specializzata in questo settore delle costruzioni, sempre più soggetto a normative ambientali ed energetiche cogenti» ha affermato il presidente degli Ingegneri Giuseppe Platania, il quale aprirà i lavori del seminario, seguito dal presidente della Fondazione dell’Ordine Mauro Scaccianoce, secondo cui «questo evento formativo può offrire spunti progettuali utili per intervenire sul patrimonio edilizio esistente della nostra città».

Saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni che hanno concesso il patrocinio: il rettore dell’Università di Catania Francesco Basile, il direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) Enrico Foti, il sindaco di Catania Salvo Pogliese….

Le relazioni saranno moderate da Irene Chiara D’Antone, consigliera dell’Ordine Ingegneri che, in qualità di delegata al Tavolo Tematico “Summer School”, ha guidato l’organizzazione dell’iniziativa. Interverranno, oltre all’ing. Orlandi, Stefano Prosseda di IDM Südtirol-Alto Adige, e il professore associato del Vincenzo Sapienza.

Approvato il Piano straordinario di assunzioni per circa 1500 ricercatori “che dopo tre anni passeranno di ruolo “

Lorenzo FIORAMONTI

Riceviamo e pubblichiamo il seguente Comunicato ,comprensivo di foto sopra, di Lorenzo   Fioramonti °

 

 

Questa settimana abbiamo approvato un decreto al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che consente l’assunzione di un piano straordinario di 1.511 ricercatori. È il più grande piano straordinario di assunzioni degli ultimi anni! Questi saranno ricercatori di tipo B, cioè ricercatori che dopo tre anni passeranno automaticamente al ruolo di professore associato e quindi continueranno la loro carriera all’interno del mondo dell’università.

Questo però è soltanto un primo passo per fare delle cose che abbiano un impatto sistemico, cioè: ridurre il precariato all’interno del mondo universitario, quindi accorciando i tempi che i nuovi ricercatori devono aspettare prima di entrare in ruolo, e anche attraverso dei concorsi che siano divisi tra concorsi locali, con commissioni sorteggiate, e concorsi nazionali, anche quelli con commissioni sorteggiate. Perché? Perché è fondamentale garantire a tutti, non solo la flessibilità a livello locale quando c’è bisogno di competenze specifiche, ma anche la meritocrazia e la trasparenza in un Paese dove sono ancora troppi i casi di concorsi se volete non completamente trasparenti. Quindi in questo modo, noi abbiamo recepito quelli che sono i suggerimenti importanti di gran parte delle organizzazioni di rappresentanza degli studenti, di organizzazioni di rappresentanza dei ricercatori.

Poi interverremo anche dal punto di vista del diritto allo studio e quindi mettendo più fondi per risolvere il problema increscioso del cosiddetto “idoneo senza borsa”, cioè un ragazzo che ha il profitto scolastico giusto, le condizioni economiche per ricevere una borsa, ma non la riceve soltanto perché i fondi non bastano.
E infine un intervento sulla valutazione: intendiamo, in maniera sistematica, accorciare i tempi della valutazione, renderla più semplice perché non è possibile che i nostri colleghi universitari debbano spendere mesi e mesi della loro attività nel cercare di giustificare cosa producono e come producono. Oggi a livello internazionale esistono sistemi automatici. Noi non intendiamo fare altro che introdurre gli stessi sistemi automatici in Italia e fare in modo che la valutazione garantisca trasparenza e merito, sia facile e flessibile, perché se non rilanciamo la ricerca in Italia non avremo futuro! “

(Comunicato)                                                                                                                Prof. On.      Lorenzo    Fioramonti  – ( Viceministro Università -Istruzione-Ricerca)

Lista                             M5S

Reddito di cittadinanza: finora 35 mila domande, “l’impoverimento del passato è legato alla classe dirigente..”

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Riceviamo e pubblichiamo (in sintesi)

di     Luigi   Di Maio °

“Oggi è stato un giorno importante per l’Italia e per il MoVimento 5 Stelle. Oggi migliaia di persone si sono recate alle Poste e ai Caf e sono entrate nel sito per presentare la domanda per il reddito di cittadinanza. Alle 14 poste ha reso noto che nei loro uffici si sono recati 29.000 italiani per presentare le domande e 6.000 hanno inviato la richiesta online. Il tutto è avvenuto senza intoppi, senza file, senza caos, raccogliendo i consigli di poste di seguire un ordine alfabetico . È avvenuto tutto regolarmente e in maniera ordinata. Per questo voglio ringraziare tutti quelli che da oggi hanno iniziato a prestare questo servizio ai cittadini e per la professionalità con cui viene fatto. Grazie!

Certo fa sorridere ripensare alle bufale che erano state diffuse ad arte tempo fa che parlavano di code chilometriche. Vi ricordate. Oggi più che mai si conferma che è falso. I cittadini che hanno chiesto il reddito di cittadinanza sono tanti, ma l’infrastruttura per accoglierli è estremamente funzionante e non causa disservizi. Oggi per la prima volta abbiamo visto anche i volti di queste persone che finalmente hanno il diritto di chiedere una mano allo stato.  Padri di famiglia, mamme single con figli, cinquantenni rimasti soli, giovani neolaureati. Persone che fino a oggi erano rimaste invisibili. Perché erano state lasciate sole ad affrontare i loro problemi causati da mille variabili diverse. La crisi, la chiusura dell’azienda dove lavoravano, il fallimento della loro azienda, una cartella Equitalia, lo sfratto da casa, un licenziamento improvviso o semplici problemi personali.

Le storie dietro le vite di queste persone sono tantissime e sono cose che potrebbero capitare a chiunque. Perché spesso sono state causate da scelte anche politiche sbagliate. L’impoverimento degli ultimi 10 anni non è stato casuale ma è stato provocato da una classe dirigente che ha pensato innanzitutto a sé stessa e non alla comunità sulla quale aveva responsabilità. Questo rapporto adesso si inverte e si da priorità alle persone, alla loro qualità della vita, al loro futuro, non ai profitti esentasse delle multinazionali e ai “figli di“.

A queste persone, stiamo dando loro un’opportunità. L’opportunità di tornare ad avere una vita vera con un lavoro vero.

Ci sarà tutta una macchina di migliaia di persone, che sarà gestita ovviamente dalle regioni che mi auguro, e sono certo, sapranno anche loro tendere la mano e offrire un contributo fondamentale verso un obiettivo nobile: trovare un lavoro dignitoso per queste persone.

Dal canto loro, i navigator le aiuteranno a fare un curriculum, gli proporranno delle offerte di lavoro, li assisteranno nei colloqui. Dall’altra parte ci saranno le aziende che per 18 mesi potranno godere di sgravi fiscali fino a 780 euro se assumeranno queste persone. Al sud sarà possibile un doppio sgravio che consentirà agli imprenditori di assumere praticamente a costo zero.

Il Lavoro dopo anni sta tornando al centro del dibattito e soprattutto al centro delle politiche del governo. Il lavoro inteso come dignità e come realizzazione della persona, non come massimo sfruttamento al minimo costo. Il lavoro per noi è la priorità assoluta. Adesso siamo concentrati sul reddito, sul salario minimo, sul taglio del cuneo fiscale, sullo sblocco dei cantieri, sugli investimenti, sulla soluzione delle crisi aziendali. Il futuro non mi fa paura perché stiamo prendendo le contromisure per affrontare le difficoltà che incontreremo.

Oggi abbiamo fatto un altro passo avanti ed è andato tutto bene, nonostante qualcuno sperasse il contrario. …”

                                                                                                                                                     Comunicato   Blog delle Stelle-  (Vicepremier)

L’Istat: la produzione industriale registra un ‘ulteriore flessione, è allarme dati negativi

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(Archivio Sud Libertà)

Ancora nebbia sull’attività governativa e sull’economia . L’Istat comunica che a dicembre 2018 l’indice è diminuito in termini tendenziali del 5,5% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2017). Nella media del 2018 la produzione è cresciuta dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Nel complesso del quarto trimestre il livello della produzione registra una flessione dell’1,1% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile mostra un lieve aumento congiunturale solo nel comparto dei beni intermedi (+0,1%); diminuiscono invece in misura marcata i beni di consumo (-2,9%) e l’energia (-1,5%) mentre i beni strumentali registrano una variazione nulla. Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a dicembre 2018 un’accentuata diminuzione tendenziale per i beni di consumo (-7,2%) e per i beni intermedi (-6,4%); diminuzioni più contenute si osservano per l’energia (-4,4%) e per i beni strumentali (-3,5%). Tutti i principali settori di attività economica registrano variazioni tendenziali negative. Le più rilevanti sono quelle dell’industria del legno, della carta e stampa (-13,0%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-11,1%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,9%).

– “L’indicatore anticipatore ha registrato una marcata flessione, prospettando serie difficoltà di tenuta dei livelli di attività economica”, l’allarme lanciato dall’Istat nella nota mensile, dove ricorda il dato negativo del Pil nel quarto trimestre 2018, la “seconda variazione congiunturale negativa consecutiva, determinata da una nuova flessione della domanda interna”. L”istituto di statistica sottolinea anche come il “rallentamento dell’economia internazionale si è prolungato anche nell’ultima parte dello scorso anno, colpendo in particolare il settore industriale e la domanda internazionale”.

(comunicazione Istat)

Stasera, alle 18, il Consiglio dei Ministri varerà il decreto legge sul Reddito di cittadinanza e la Quota 100

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Il dl tanto atteso è pronto. Operate le modifiche e stasera  alle 18, fra pochi minuti quindi, sarà varato dal Consiglio dei ministri.Il bonus  è destinato ai residenti in Italia da almeno dieci anni dal momento della presentazione della domanda e con un ISEE inferiore ai 9.360 euro. Il reddito non sarà concesso a chi ha acquistato una moto di cilindrata superiore ai 250 cc nei due anni precedenti alla richiesta o si è intestato una macchina nei sei mesi prima.

Ecco come funziona il reddito di cittadinanza  Il contributo non supererà la soglia dei 9.360 annui ma a questo verrà affiancato un aiuto per le famiglie in affitto per “l’ammontare del canone annuo previsto nel contratto di locazione fino ad un massimo di 3.360 euro all’anno“. Per avere il contributo tutti i maggiorenni del nucleo familiare devono dare la disponibilità immediata al lavoro e l’adesione ad un percorso personalizzato per l’inserimento nel mondo lavorativo.  Il beneficiario dovrà accettare almeno una delle tre offerte di lavoro congrue o solamente la prima se dovesse arrivare oltre i 12 mesi. La proposta nei primi sei mesi sarà fatta massimo a 100 km di distanza dalla residenza mentre superata questa soglia entro i 250 km. Dopo i 18 mesi lavoro dovrà essere accettato in tutta Italia.
Adesso resta da sapere la modalità operativa….

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Il Rdc può essere rinnovato, previa sospensione dell’erogazione del medesimo per un periodo di un mese prima di ciascun rinnovo. La sospensione non opera nel caso della Pensione di cittadinanza”. Confermato il tetto di 100 euro mensili per il prelievo di contanti: “Il beneficio economico è erogato attraverso la Carta Rdc”, che prevede “di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore ad euro 100,00 per un singolo individuo”.
Chi si trasferisce ovunque nel territorio italiano pur di avere un lavoro “continua a percepire il beneficio economico del Rdc per i successivi tre mesi dall’inizio del nuovo impiego, a titolo di compensazione per le spese di trasferimento sostenute”.

“Chiunque, al fine di ottenere o mantenere il beneficio, mediante l’utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l’omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente il reddito di cittadinanza è punito con la reclusione da due a sei anni. Alla condanna in via definitiva consegue la revoca del beneficio con efficacia retroattiva”. “Il beneficiario dichiarato decaduto è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito. Il beneficio non può essere nuovamente richiesto prima che siano decorsi dieci anni dalla condanna”, conclude il testo.

Per la Quota 100– “I dipendenti pubblici che maturano entro il 31 dicembre 2018 i requisiti previsti, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal primo luglio 2019”. “In via sperimentale, per il triennio 2019-2021, gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’Inps, nonché alla gestione separata –  possono conseguire il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni“, la cosiddetta ‘pensione quota 100’ che “non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite previsto dalle disposizioni vigenti”. 
I dipendenti pubblici che maturano dal primo gennaio 2019 i requisiti previsti, , “conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi” ; “la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi”. Ai fini del conseguimento della ‘pensione quota 100’ per il personale del comparto scuola ed Afam,  “si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2019, il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico. Sono fatte salve le disposizioni che prevedono requisiti più favorevoli in materia di accesso al pensionamento”.

Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono nominati i Presidenti di Inps e Inail“, Il Cda di Inps e Inail è ripristinato nelle funzioni ed è composto dal Presidente e da quattro componenti. Gli emolumenti omnicomprensivi di presidente e componente del Cda di Inps e Inail “sono definiti con Decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze”. Il costo complessivo degli emolumenti e degli oneri riflessi “è compensato con una riduzione di pari importo delle spese di funzionamento degli Enti”.

Catania: investire all’estero, andare a DUBAI, nei Paesi arabi, verso nuovi mercati

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Quali opportunità per le PMI siciliane

DESTINAZIONE EMIRATI ARABI

Ordine Commercialisti Catania: nasce Commissione di Studio sull’internazionalizzazione

 

Nel mese di novembre a Dubai prenderà il via l’Italian Festival week: un evento-vetrina sullo stile di vita nostrano e sulle eccellenze italiane presenti negli EAU. Oggi da Catania basta un volo diretto e un tragitto che dura meno di sei ore, per catapultarsi in un territorio che garantisce già da tempo un buon interscambio con le nostre imprese. Lì dove il Pil continua a crescere, così come l’interesse verso la Sicilia, c’è spazio per sviluppare attività imprenditoriali nei settori più trasversali: dal food all’edilizia, passando per la moda e i prodotti agricoli.

Un contesto altamente competitivo, dove serve arrivare preparati, non soltanto sotto il profilo fiscale e amministrativo. L’obiettivo, dunque, oggi più che mai è quello di costruire questo ponte ideale con tutti gli strumenti utili per infrastrutturare al meglio, proiettare all’estero il nostro sistema commerciale e imprenditoriale e attrarre investimenti esteri. Focus al centro dell’incontro che si è svolto ieri – venerdì 26 ottobre – nel capoluogo etneo durante il convegno “La Sicilia ponte sul mediterraneo tra Europa e Stati Arabi: un modello di sviluppo possibile”. A promuoverlo l’Ordine etneo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Odcec), l’assessorato al Turismo della Regione Siciliana, il Comune di Catania, SAC – Società Aeroporto Catania e la Camera di Cooperazione italo-araba.

 

I Paesi Arabi possono fortemente incidere sullo sviluppo della Sicilia: in vista di Expo 2020 occorre arrivare preparati per cogliere opportunità che non sono più soltanto miraggi. «Questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Odcec Catania Giorgio Sangiorgio – rientra nell’attività organizzate per informare e sollecitare i dottori commercialisti, che possono supportare i propri clienti a investire all’estero con visione strategica. Gli imprenditori avvertono l’esigenza di un percorso di accompagnamento che possa guidarli in ambito internazionale. Non si tratta certamente di un sostegno alla delocalizzazione ma al potenziamento di aziende che godono di buona salute: è per questo che alcuni giorni fa è nata la nuova Commissione di Studio dell’Ordine sull’internalizzazione, che verrà presieduta da Giuseppe Giarlotta». 

Nel corso della tavola rotonda, coordinata dal consigliere Odcec Marcello Murabito e introdotta dal commercialista Nicola Platania, sono intervenuti:Mario Mancini (presidente Camera Cooperazione italo-araba), Carlo De Simone (responsabile Relazioni Esterne di Simest), Italo Mennella e Salvatore Scalisi (direttore ente bilaterale regionale Turismo Siciliano), Angelo Di Martino (vicepresidente vicario di Confindustria Catania) e Maria Cristina Zuddas (ente italiano di Certificazione Halal “Whad) che ha trattato il tema “Italia Bayti: un progetto per l’incoming e l’accoglienza in Italia del turista arabo e musulmano”. Hanno portato i saluti istituzionali la funzionaria regionale Daniela Lo Cascio e il delegato SAC Francesco D’Amico. Ha concluso il convegno Nicoletta Danieli, referente negli Emirati della Camera di Cooperazione, in diretta dalla capitale araba, che ha presentato in videoconferenza l’Esposizione Universale di Dubai 2020, in programma dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021.

Richieste di reddito di cittadinanza: i richiedenti in rialzo, Campania al primo posto seguita dalla Sicilia

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Reddito di cittadinanza: è il boom in Sicilia . I percettori di Reddito di inclusione  sono già quasi 300mila, esattamente 280.744, suddivisi in 271.270 percettori di Rei che fanno parte di 87.568 famiglie con un sussidio mensile medio di 324,42 euro, e 9.474 titolari della vecchia carta Sia che, all’interno di 2.402 nuclei familiari, ricevono ogni mese 246,59 euro.

La Campania ha il primato in assoluto. A livello nazionale, il Reddito di inclusione (Rei), la prima misura strutturata contro la povertà, ha riguardato nei primi nove mesi del 2018 oltre 379.000 famiglie per un milione di persone nel complesso. L’Inps mostra un’erogazione del beneficio economico soprattutto al Sud (69% se si guarda alle famiglie, 72% se si considerano le persone coinvolte.

Il 10% dei nuclei percettori (quindi circa 38.000 su 379.000) risulta extracomunitario, per cittadinanza del richiedente la prestazione, e di questi si evidenzia un’incidenza del 30% dei percettori nelle regioni del Nord (solo il 3% al Sud, al Centro il 21%).

Il 47% dei nuclei beneficiari di ReI, che rappresentano oltre il 51% delle persone coinvolte, risiedono in sole due regioni: Campania e Sicilia. Il tasso di inclusione del ReI, ovvero il numero di persone coinvolte ogni 10.000 abitanti, risulta a livello nazionale pari a 184, con valori top in Sicilia, Campania e Calabria (rispettivamente pari a 540, 517, 389) e minimi in Friuli Venezia Giulia ed in Trentino Alto Adige (in entrambi i casi 23).

A luglio 2018 c’è stato un incremento dei “nuovi” nuclei beneficiari di ReI, pari al +76% rispetto a giugno. I nuovi richiedenti nel periodo luglio-settembre 2018 sono 101.000, di cui il 43% è imputabile a nuclei senza il possesso dei requisiti familiari precedentemente richiesti ai fini della concessione del beneficio. La classe modale da luglio è diventata quella con un solo componente (precedentemente era quella con tre componenti) e rappresenta il 41% della distribuzione.

Con le nuove norme integrative comunque tante cose cambieranno.. Probabilmente tutti questi numeri lieviteranno e i Centri per l’impiego saranno soggetti ad una radicale riorganizzazione

SIRACUSA: ALLARME DEI CONSULENTI DEL LAVORO, REGIONE SICILIA E CENTRI IMPIEGO HANNO ECCESSI DI BUROCRAZIA

Gli sgravi sulle assunzioni sono utili  se convenienti e, soprattutto, se l’iter per richiederli è snello e se la successiva gestione amministrativa non comporta costi e si risolve  in un rapporto diretto e automatico con l’Inps. Se ciò è vero,  all’apparenza risulta incomprensibile il fatto che in Sicilia una  ‘torta’ consistente di incentivi offerti dalla Regione, che pesa 81  milioni di euro, abbia scarso appeal nei confronti delle aziende che  devono assumere e che vi rinunciano.

“La ragione sta nel fatto che  l’applicazione pratica si scontra con una duplicazione di misure  rispetto a quelle nazionali e con un eccesso di burocrazia” lo dice la Consulta regionale dei consulenti del lavoro della Sicilia al termine  del quinto congresso regionale svoltosi a Siracusa.

“Se i Centri per l’impiego fossero sgravati dai tantissimi adempimenti burocratici di cui sono stati caricati da una governance  amministrativa cervellotica – dice la Consulta – avrebbero sicuramente più tempo da dedicare alla loro mission prioritaria, che è la ricerca  di lavoro per i disoccupati. Invece, mentre in tutte le altre Regioni  d’Italia i Centri per l’impiego si limitano a prendere atto dei  tirocini avviati dagli enti e dalle agenzie appositamente autorizzati, la Regione siciliana è l’unica a richiedere che i Centri per l’impiego esaminino preventivamente la voluminosa documentazione cartacea che  gli enti di avviamento e le imprese ospitanti devono produrre e che  rilascino un nulla osta. Così i Cpi, sommersi da tante richieste e  costretti a operare basandosi su circolari regionali poco chiare e che si prestano a molteplici interpretazioni sui criteri dei tirocini e  sui requisiti e le qualifiche dei giovani, riescono a evadere solo un  quarto delle istanze in tempi ragionevoli”.

“Per questa ragione – – i tre quarti delle imprese rinunciano ad  attivare i tirocini, sebbene rappresentino un formidabile strumento  per verificare in diretta le capacità del giovane e per formarlo ‘on  the job’. Un altro esempio di sfiducia delle imprese nei confronti  della Regione riguarda uno degli incentivi regionali per le nuove  assunzioni, il ‘bonus assunzionale’, dotato di 15 milioni di euro e  che assegna una decontribuzione previdenziale fino a 14mila euro in  due anni per ogni soggetto. “Pur essendo molto appetibile, viene  scarsamente utilizzato dalle imprese – hanno incalzato i presidenti  dei consulenti del lavoro della Sicilia -. Ciò è dovuto a varie  ragioni: anzitutto un iter burocratico farraginoso e l’estrema  complessità di gestione del beneficio che non lo rendono più  conveniente, oltre alla sovrapposizione con un analogo e più snello  strumento nazionale”.

La Consulta regionale dei consulenti del lavoro, quindi, ha proposto  al governo regionale una modifica all’avviso 21/18 che regola questo  sgravio, che oggi è pari al 50 per cento dei contributi dovuti in due  anni. In sintesi, “la migliore soluzione è agganciare il bonus  assunzionale regionale allo sgravio strutturale nazionale previsto  dalla legge numero 205 del 2017. Quest’ultimo offre uno sgravio del 50 per cento dei contributi per tre anni su ogni assunzione di giovani  fino a 34 anni d’età, sgravio che l’impresa detrae in automatico dalle somme dovute mensilmente all’Inps e che per questo motivo in atto è lo strumento preferito. Basterebbe aggiungere il 50 per cento coperto  dalla Regione, ma a questo punto per tre anni e non più per due,  assicurando però che l’impresa abbia a che fare solo con l’Inps e non  anche con la Regione”.

Secondo infine la Consulta, ”razionalizzando le risorse  nazionali e regionali, le imprese siciliane avrebbero gli evidenti  vantaggi di assumere con un costo del lavoro azzerato per tre anni, di un solo interlocutore e di procedure snelle”.   

  (Com. Adn.)