Nasce oggi la figura dell'”Ingegnere 4.0″, upgrade che modifica e migliora le competenze

Catania, l’impatto del Coronavirus sul mondo del lavoro

Mauro Scaccianoce-  Presidente Fondazione Ingegneri Ct

Fondazione Catania: oltre 30 corsi e 4000 iscritti per affrontare i cambiamenti attraverso innovazione e nuove competenze

 

CATANIA –

Stare al passo con i tempi e rivoluzionare abitudini e modus operandi. Il 2020 sarà di certo ricordato come l’anno del Covid-19. Il virus e la pandemia hanno infatti rimodulato radicalmente stili di vita, nella quotidianità e soprattutto nell’ambito professionale. Molti hanno riconsiderato gli spazi degli uffici dopo il lockdown, altri hanno potenziato lo smartworking: dall’imprenditore al dipendente, passando per il libero professionista, tutti sono stati chiamati al cambiamento. «Anche la figura dell’ingegnere si è dovuta reinventare e ha fatto i conti con il Coronavirus, aggiornandosi sulle nuove misure di sicurezza, lavorando a distanza e prendendo nota di tutte le iniziative e i decreti governativi emanati sul fronte dell’edilizia», commenta il presidente della Fondazione degli Ingegneri di Catania Mauro Scaccianoce, l’Ente preposto alla formazione della categoria.

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«Inutile dire – spiega – che la pandemia ha colto tutti di sorpresa: i cambiamenti hanno portato la nostra categoria ad adeguarsi a una realtà diversa: lavorativa, privata, urbana, ambientale e sanitaria. Come Fondazione non potevamo esimerci dall’affrontare il problema e metterci in prima linea. I mezzi migliori per il cambiamento sono stati il confronto, la capacità di trovare soluzioni e ovviamente la formazione e l’aggiornamento». Tra le novità ci sono stati i molteplici provvedimenti e strumenti operativi messi a disposizione dal Governo, tra i quali il recente Superbonus. Ammodernare gli edifici e puntare sull’efficientamento energetico sono aspetti fondamentali per fronteggiare la crisi, cambiare le proprie abitudini e avere un futuro più sostenibile: «L’Ecosismabonus – prosegue Scaccianoce – rappresenta una vera rivoluzione nel settore dell’edilizia. Può fare da volano per il rilancio dell’economia e offrire nuove opportunità di lavoro per i professionisti. Bisogna saper cogliere questa opportunità, dove ognuno deve giocare il proprio ruolo, dai professionisti alle banche».

Aspetti analizzati durante gli oltre trenta corsi e seminari organizzati dalla Fondazione a partire da marzo – con la partecipazione di oltre 4mila iscritti all’Ordine etneo – che hanno trattato anche altre fondamentali tematiche: dalle agevolazioni fiscali, alla salute sul lavoro, all’ambiente: «Durante gli incontri – continua Scaccianoce – abbiamo ritagliato uno spazio al “nuovo” ingegnere e al suo ruolo determinante della sicurezza nelle aziende e nei cantieri. Quindi, abbiamo approfondito le disposizioni ministeriale e le nuove misure di prevenzione, senza tralasciare le operazioni di sanificazione».

Tra il 2020 e il 2025 il 50% dei profili professionali non saranno quelli di oggi, e la loro evoluzione dipenderà da come lo sviluppo delle tecnologie cambierà il mondo del lavoro: «L’ingegnere 4.0 è un upgrade di quello che è stato fino a oggi. Una figura che sta al passo con i tempi, integrando, migliorando e modificando le proprie competenze in base al progresso e in base alle esigenze sociali e culturali. L’ingegnere ha ricoperto un ruolo fondamentale nella società e deve continuare a farlo. E noi saremo sempre presenti per condividere e migliorare la qualità della nostra professione attraverso il continuo aggiornamento».

Disco verde ai Cantieri di lavoro ad Aci Sant’Antonio (Catania). Trenta i lavoratori coinvolti

Nella recente foto d’Archivio il Sindaco Caruso insieme ad  amici  regala un flash al fotografo: da sx:   Sciotto, Ferro,e  Sara Scirocco (la prima donna maresciallo Carabiniere del Paese)

Dopo lo stop forzato imposto dall’emergenza sanitaria e dal conseguente lockdown stanno lentamente prendendo il via le attività annunciate
immediatamente prima della chiusura dettata dal Coronavirus.
Questa mattina sono iniziati i lavori su parte di via Aldo Moro, cioè la circonvallazione che abbraccia il centro di Aci Sant’Antonio (Catania): annunciati a febbraio, i cantieri di lavoro numerati 384/CT e 383/CT, finanziati per un importo di oltre duecentomila euro su base delle istanze presentate lo scorso anno dal Comune di Aci Sant’Antonio all’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, vedono adesso la luce.
Sono trenta i lavoratori coinvolti, quindici per cantiere: quello che si apprestano a realizzare è un intervento di manutenzione straordinaria che vedrà il ripristino del manto stradale e dei bordi della strada, e che, rispettivamente per cantiere, va dalla rotatoria di via Marchese di Casalotto all’incrocio con via Giovanni Gentile, e dall’incrocio con via Giovanni Gentile all’incrocio con via Nicola Maugeri.
Eravamo già intervenuti sulla circonvallazione, per un tratto più a monte e, come in questo caso, da una rotatoria all’altra – ha dichiarato il Sindaco, Santo Caruso – e adesso anche questa parte, che necessita di un intervento, verrà rimessa a nuovo, e verosimilmente prima della stagione invernale, che spesso mette a dura prova la tenuta delle nostre strade.
“Sono lieto – ha continuato – del fatto che trenta disoccupati potranno trarre un po’ di respiro grazie a questo che è stato un intervento da noi fortemente voluto: in un periodo storico così difficile sotto l’aspetto sociale ed economico tutto questo assume una valenza doppia”.

FONDI EUROPEI E CANTIERI: L’EDILIZIA È PRONTA A RIPARTIRE -PARLA L’ASSESSORE SERGIO PARISI

 


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LAVOREREMO AL FIANCO DEL COMUNE PER RILANCIARE CATANIA»

Nella foto (“Press”) i partecipanti alla tavola rotonda “Catania Sicura

CATANIA –

Fondi comunitari e nuovi progetti per far ripartire i cantieri: è stato questo il focus di CataniaSicura, che ha visto i rappresentanti della filiera edile e l’Amministrazione comunale, insieme per un allineamento sui prossimi step relativi ai lavori pubblici.   Al tavolo hanno preso parte: Ance (presidente Giuseppe Piana), Ordine Architetti ( segretario Maurizio Mannanici e Consigliere  Eleonora Bonanno); Ordine Ingegneri (presidente Giuseppe Platania), Collegio dei Geometri (presidente Agatino Spoto); l’assessore alle Politiche Comunitarie del Comune di Catania Sergio Parisi; il direttore della direzione Politiche Comunitarie Fabio Finocchiaro e il funzionario Gianluca Emmi (progettazione tecnica Piani Operativi comunitari e nazionali).

«Un incontro voluto da entrambe le parti – hanno spiegato i rappresentanti delle categorie professionali – per un aggiornamento sul progress e una sinergia sulle azioni da mettere in campo per velocizzare iter burocratici relativi alla progettazione. Come da nostra istanza l’assessore Parisi ha comunicato al Tavolo che la strada da perseguire sarà quella dei “Concorsi di progettazione”  che consentiranno un’accelerazione amministrativa, garantendo al contempo qualità e sostenibilità delle opere. Così come l’esternalizzazione della progettazione e della direzione lavori (con l’affidamento ai liberi professionisti), lì dove sarà attuabile in conformità con le normative, per snellire il lavoro dei tecnici del Comune: un’apertura che ci rende davvero soddisfatti e che, in questa fase così critica per tutte le categorie e per la città, restituisce fiducia e speranza per il futuro».

Gli Ordini professionali hanno chiesto, inoltre, di essere coinvolti nella stesura dei bandi di gara al fine di dare il proprio contributo anche nella definizione degli aspetti metaprogettuali da cui far scaturire linee-guida e obiettivi chiari e di qualità. Parisi ha illustrato i grandi progetti del valore di 30 mln – che andranno a bando a breve – istruiti grazie alla nuova governance voluta dal primo cittadino Salvo Pogliese per potenziare l’organo strategico di coordinamento e pianificazione delle risorse finanziate dall’Europa: dai 40 km di piste ciclabili al Palanesima; dalla riqualificazione delle arterie di ingresso della città alla messa in sicurezza di strutture ed edifici scolastici: «Valuteremo tutti i contributi e i suggerimenti provenienti dalle categorie interessate, volti a ottimizzare le procedure in atto – ha sottolineato Parisi – dobbiamo lavorare sinergicamente per restituire alla città un nuovo volto, lasciandoci alle spalle questo periodo nero e sfruttando al meglio fondi strutturali e finanziamenti comunitari per portare a termine grandi opere attese da tempo dai cittadini».

«L’importanza di accelerare la spesa dei Fondi Comunitari – ha sottolineato Piana –  in particolar modo del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) che, a fronte del costante calo degli investimenti ordinari, ha rappresentato in questi anni non una risorsa aggiuntiva ma sostitutiva, rende indubbiamente fondamentale il ruolo delle Politiche Comunitarie, quindi bene la nuova governance e il suo rafforzamento. Seguiremo l’attività – ha concluso Piana – auspicando la programmazione di prossimi incontri, così da avere un quadro sempre più aggiornato sullo stato della progettazione e dell’affidamento dei lavori, operando, come sempre, in un’ottica di costruttiva interlocuzione con l’Amministrazione comunale, perché obiettivo comune a tutti, è che le risorse siano spese e subito, per una rapida ripresa economica».

Giornalisti e accesso ai tribunali in tempo di pandemia Covid-19

 

Una nota della dottoressa Calogera Nicastro, dirigente  della cancelleria della Corte di Appello di Palermo, informa che il Presidente della Corte di Appello di Palermo e il Procuratore Generale stanno valutando l’adozione di un provvedimento che nell’attuale contesto delle forti limitazioni dell’accesso del pubblico agli Uffici della “Cittadella” giudiziaria consenta comunque ai giornalisti l’esercizio del fondamentale diritto di informazione, sia pure compatibilmente con le restrizioni dovute alle emergenze sanitarie in atto.

Dal 12 maggio chiusura dei distributori di carburante

In Italia diminuiscono i distributori di carburante, ma crescono i ...

 

Anche i benzinai fanno sentire la loro voce . Due giorni di protesta per richiamare l’attenzione del governo nei confronti di una categoria, quella dei gestori dei carburanti “che sono la categoria di piccole imprese più colpita dalle conseguenze dell’emergenza Covid-19”.    La comunicazione prevede un’astensione dalle 22:00 del prossimo 12 maggio sino alla stessa ora del 14 maggio, i benzinai in autostrada aderiranno allo sciopero confermato da queste associazioni, Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio.

Si apprende che in una nota congiunta a firma dei rappresentanti sindacali di categoria si dichiara che “Nonostante i fattori di crisi siano evidentemente generalizzati, il Governo ha adesso il dovere tassativo di prendere atto – agendo di conseguenza – che i Gestori carburanti sono la categoria di piccole imprese più colpita dalle conseguenze dell’emergenza Covid-19, anche considerando l’alto rischio sanitario che implica di per sé l’attività di distribuzione carburanti”.

Patto per il Sud: gli Ordini tecnici professionali chiedono un intervento finanziario alla Regione Sicilia per avere un incarico di progettazione

 

Catania: Ance, Architetti, Geologi, Geometri e Ingegneri scrivono al sindaco del capoluogo etneo Salvo Pogliese

 

Cantiere Edile - Foto e Immagini Stock - iStock

 

«EDILIZIA,  SBLOCCARE SUBITO PATTO PER IL SUD E PATTO PER CATANIA»

L’appello delle associazioni di categoria: «Ecco lo studio effettuato da Ance: dati allarmanti su risorse inutilizzate»

CATANIA –

«È stato un periodo critico, con lo spettro del fallimento per tante imprese del territorio e per molteplici attività professionali tecniche. La fase 2 si avvicina: è ora di far ripartire la nostra economia sbloccando i finanziamenti e generando lavoro». I presidenti di Ance Catania (Giuseppe Piana),  Geometri (Agatino Spoto), Ingegneri-Architetti (G. Platania); e Ordine dei Geologi di Sicilia (Giuseppe Collura), dopo il tavolo #CataniaSicura – organizzato per trovare nuove exit strategy e salvare il comparto da una crisi ormai annunciata – hanno deciso di scrivere una lettera al sindaco di Catania e metropolitano Salvo Pogliese, per sollecitare la ripresa economica attraverso gli strumenti amministrativi già disponibili e facilmente attivabili.

«Catania e la sua Città Metropolitana hanno già una dotazione di finanziamenti tra Patto per il Sud e Patto per Catania non indifferente – scrivono i rappresentanti di categoria – da uno studio effettuato da Ance Catania (aggiornato a dicembre 2019) emergono però dati allarmanti. Relativamente al Patto per il Sud – firmato a settembre 2016 – nell’area della Città Metropolitana ricadono 206 interventi. Dallo studio su un campione di 72 interventi (valore € 403 milioni circa), risulta che solo l’1,4% riguarda lavori conclusi, mentre il 6% ricade in interventi in fase di esecuzione dei lavoriappena il 2,8% sembrerebbe pronto per essere mandato in gara, mentre per un 5,9% si attende ancora l’esito di gara. Del rimanente 84% o si sono perse le tracce o si è nella fase embrionale della “determina per l’individuazione di tecnici per la redazione del progetto”».

Non meno allarmante il quadro che emerge per il Patto per Catania, firmato il 30 aprile 2016 (circa 747 milioni di euro, di cui 332 milioni a valere su Fondo di Sviluppo e Coesione FSC): «Dall’analisi effettuata su 92 interventi, tutti rientranti nella categoria infrastrutture (importo pari a 374,5 milioni €) risulta che solo il 3,4% riguarda lavori conclusi, mentre solamente il 10,3% è nella fase di esecuzione e solo un 15,3% sembrerebbe pronto per essere mandato in garaIl rimanente 71% è privo di valida progettazione o non si hanno informazioni. La lettura dei dati – delinea una situazione a dir poco preoccupante. Delle risorse assegnate oltre 600 milioni di euro risultano senza progettazione e pertanto non cantierabili».

«Rimane inspiegabile il ritardo nella redazione delle progettazioni e i relativi bandi di gara, non costituendo possibili giustificazioni né lo stato di dissesto in cui versa il Comune, né l’insufficienza numerica dei tecnici – è il contenuto della missiva indirizzata a Pogliese – una soluzione possibile per raggiungere l’obiettivo potrebbe essere l’affidamento ai liberi professionisti per l’intera progettazione e per la direzione dei lavori, chiedendo alla Regione Siciliana un intervento finanziario straordinario per l’esternalizzazione degli incarichi.

Per i progetti più rilevanti la strada più corretta sarebbe quella dei concorsi di progettazione, che consentirebbero un’accelerazione degli iter burocratici e amministrativi, garantendo allo stesso tempo la qualità delle opere. Di fronte alla fragilità economica e sociale in cui versa la Città di Catania servono rimedi e medicine straordinarie, anche a costo di chiedere al Governo la nomina di un Commissario Straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per la gestione delle risorse del Patto per il Sud e del Patto per Catania».

Gli scriventi chiedono a Pogliese di prendere atto dei ritardi finora registrati nella gestione delle risorse dei due Patti e conseguentemente, avendo a cuore i destini di Catania e della Città metropolitana, di richiedere ai Governi Regionale e Nazionale di procedere all’adozione di misure straordinarie tali da consentire l’utilizzo delle risorse stanziate: «Chiediamo un incontro urgente, onde verificare ogni possibile percorso utile per l’accelerazione della spesa».

Edilizia nel SUD: “solo un grande piano di investimenti potrà salvare la filiera”

Appello Ance Catania al presidente della Regione Siciliana e all’assessore Falcone

 

L'Ance sugli incentivi antisismici: "Ora semplificazione e spazio ...

Giuseppe Piana

 

CATANIA –

«Liquidità, procedure semplificate e decisioni urgenti con ricadute concrete: il settore edile dev’essere tra i primi a ripartire nella fase2». Questo l’appello del presidente di Ance Catania Giuseppe Piana al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e all’assessore al ramo Marco Falcone, per dare un po’ di ossigeno a un comparto «già in difficoltà da oltre dieci anni e che ora è definitivamente in ginocchio a seguito dell’emergenza Covid».

«Aver sbloccato i Sal (Stato Avanzamento Lavori) – prosegue Piana – è stato un primo passo per garantire liquidità alle imprese e per preservare i livelli occupazionali, ma non basta; dobbiamo farci trovare pronti appena scatterà il “semaforo verde” con un grande piano di investimenti pubblici. Ciò non vuol dire soltanto avviare tempestivamente nuove gare, ma anche sbloccare quei cantieri imbrigliati dalla burocrazia. Bene, come dichiarato dal viceministro Cancelleri, dare avvio ai Contratti di programma RFI e ANAS: cifre importanti per la Sicilia, tutti interventi finanziati, per i quali non bisogna aggiungere un solo euro e dove sarà di fondamentale importanza l’azione e il ruolo del presidente Musumeci e dell’assessore Falcone».

«Occorre favorire la spesa e utilizzare al massimo i fondi stanziati per il Mezzogiorno, dando il via a tutti quei lavori dotati di progettazione esecutiva: penso ad esempio ai 403 milioni (pari a 72 interventi) ricadenti nell’area metropolitana di Catania del Patto per il Sud; alla spesa di oltre 223 milioni d’interventi attualmente in fase di progettazione, tra cui la rete fognaria di Catania (213 mln); ma anche ai 57,4 milioni di euro, pari a 33 interventi su 92 monitorati del Patto per Catania, che potrebbero essere già messi in gara».

«Dati che emergono – precisa Piana – da uno studio avviato già lo scorso anno da Ance Catania, in progress e consultabile sul nostro sito specifico Questo tempo dev’essere utilizzato per programmare e avviare la ripresa, intervenendo nella riorganizzazione della pubblica amministrazione. Questo vuol dire, nell’attuale situazione, anche eliminare i sopralluoghi obbligatori per la partecipazione alle gare; ridurre il più possibile la produzione cartacea sviluppando procedure esclusivamente informatiche. Le misure messe in atto per arginare la diffusione del fenomeno epidemiologico stanno avendo un impatto dirompente nel settore delle costruzioni. Tutto questo richiede l’individuazione e il riconoscimento dei costi aggiuntivi che esulano da quelli determinati e preventivati nel contratto. Occorre adeguare i Piani di Coordinamento e Sicurezza (PSC) ai protocolli per il contrasto al Covid19. Chiediamo al Governo siciliano di procedere all’aggiornamento del Prezzario Regionale sia per quanto riguarda i costi della sicurezza, sia per gli aggravi economici derivanti dalle misure adottate per contrastare l’epidemia. È un percorso che dev’essere fatto il più rapidamente possibile: l’edilizia privata va sostenuta, in un momento in cui l’indice di fiducia rischia di essere gravemente compromesso. Occorre pensare da subito a programmi, risorse e strategie da mettere in campo, superata l’emergenza, per ricostruire e rilanciare l’economia. Il settore delle costruzioni è il grande motore dell’economia italiana: ripartiamo dall’edilizia, noi siamo pronti a “batterci” in prima linea».

 

ENTE SCUOLA EDILE DI CATANIA: « CONSULENZA GRATUITA PER LA SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI»

 

Menfi: emanato l'avviso pubblico per i tecnici dei cantieri di ...

Covid-19, formazione e vademecum per affrontare l’emergenza

 Il presidente Giuseppe Alì: «Al fianco di imprese e lavoratori in questo momento critico: e-learning e protocolli personalizzati»

CATANIA 

– «Dal lavoro agile alle pause scandite dalle turnazioni. Sono tante le linee guida per il settore edile, da seguire per rendere efficaci le misure ministeriali di contenimento del Covid-19. Per questo il nostro Ente ha redatto un vademecum che ha diffuso tra i propri iscritti, e si è messo sin da subito a disposizione per dare assistenza e supporto a imprese e lavoratori, redigendo protocolli di sicurezza personalizzati per molteplici cantieri». Questo è quanto affermano Giuseppe Alì (presidente) e Antonino Potenza (vicepresidente) dell’Esec (Ente Scuola Edile Catania), che si occupa di sicurezza e formazione nell’ambito della filiera delle costruzioni.

Nella foto(Press) il Presidente G.Alì

«Senza alcun dubbio – afferma Giuseppe Alì – la pandemia ha rivoluzionato il nostro stile di vita, compreso quello lavorativo. Dai primi provvedimenti presi dal Governo a inizio marzo, che prevedevano la chiusura di alcune attività e l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza, ne sono susseguiti altri, fino a giungere al lockdown. Nel corso di quest’arco temporale, si è provveduto a individuare i punti fondamentali per la sicurezza dei lavoratori all’interno dei cantieri».

Un metro di distanza, precauzioni e disposizioni chiare all’ingresso: sono tante le indicazioni dell’Esec in relazione al decreto ministeriale: «Per esempio, all’entrata si deve procedere con il controllo della temperatura e ridurre al minimo il contatto con i fornitori per limitare il rischio di contagio. E ancora, è necessario pulire e sanificare periodicamente i locali e i cantieri, organizzando i turni per le pause. Queste sono solo alcune delle tantissime regole: nel nostro sito sono consultabili numerosi documenti, corredate da approfondimenti e spiegazioni».

«Tante disposizioni e alcune forse ancora poco chiare – sottolinea Alì – in questo momento difficile il supporto di un ente di formazione di settore come il nostro è fondamentale. Ne siamo consapevoli e per questo ci siamo messi a disposizione per dare consulenza a coloro che ne hanno bisogno, e istituito – ove possibile – la formazione in modalità e-learning. Quando si allenteranno definitivamente le misure restrittive del Governo bisognerà essere pronti per ripartire, con l’obiettivo di dare un po’ di ossigeno al comparto».

«SUGAR E PLASTIC TAX, : VOGLIAMO SOSTEGNI E SISTEMI DI GARANZIA»

Luca Busi, Ad Sibeg, azienda che imbottiglia Coca-Cola in Sicilia: «319 dipendenti in cassa integrazione dal 23 marzo: chiediamo al premier Conte abolizione delle due tasse, le uniche ancora in piedi, per un settore che sta soffocando»

 

Foto Press

CATANIA –

«Lockdown e blocco di bar, ristoranti, pub e attività commerciali; crollo della domanda con stima del -40% di fatturato nel prossimo trimestre; 319 lavoratori in cassa integrazione dal 23 marzo; sfiducia e perdita di liquidità: come tutti in questo momento stiamo pagando un prezzo davvero alto a causa dell’emergenza sanitaria in atto, non possiamo rischiare una vera e propria condanna a morte con l’applicazione di Sugar e Plastic Tax».

Luca Busi – (nella foto) amministratore delegato di Sibeg, azienda che imbottiglia Coca-Cola per la Sicilia – che nei mesi scorsi ha più volte lanciato l’allarme rosso legato alle imposte sui consumi delle bevande analcoliche, avviando un’interlocuzione con il ministero dell’Economia e delle Finanze, lancia un nuovo appello al premier Conte alla luce dell’emergenza Covid-19.

 

 

«Stamattina Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta la nostra filiera, ha chiesto al governo un’assunzione di responsabilità – continua Busi – già in una situazione di “normalità” questa stangata avrebbe influito negativamente su tutti i fronti, mettendo a rischio produzione e livelli occupazionali, oggi sarebbe davvero un controsenso, nonché un ulteriore schiaffo per l’economia, vessare le imprese anziché trovare misure fiscali e sistemi di garanzia per risollevarne il destino».

L’imprenditore ripercorre le tappe che hanno segnato un lungo cammino, fatto di richieste e proteste, accompagnato da studi di settore e documenti economici, avallato dai sindacati e perfino dalla Regione Siciliana.

«Siamo rimasti a lungo in attesa di un tavolo tecnico, che è stato annunciato dal Mef ma non è mai arrivato – conclude Luca Busi – abbiamo denunciato evidenti errori di stima sui gettiti e di calcolo sugli impatti delle tasse dichiarati dal Governo in fase di approvazione della Finanziaria; è stata avviata un’azione legale da parte del Governo Musumeci – su proposta dell’assessore all’Economia Gaetano Armao – per profili di illegittimità costituzionale della legge; siamo scesi in piazza con i lavoratori senza essere ricevuti né ascoltati; ci siamo battuti per evitare la delocalizzazione; abbiamo assistito a promesse non mantenute, aperture poi improvvisamente ritrattate. Adesso tutti i ragionamenti fatti decadono: c’è un’emergenza inderogabile da affrontare. Per il nostro Paese, per le nostre famiglie, per le nostre realtà economiche e produttive. Ci aspettiamo un segnale forte e chiaro da parte del Premier. La soppressione di plastic e sugar tax, in un contesto di grave crisi generalizzata, è un atto dovuto. Adesso attendiamo risposte concrete con la speranza di poter ripartire presto. Riconquistando quella fiducia oggi negata».

 

Chiarimenti dell’Inail: “Il contagio da coronavirus ,nel corso della propria attività , è valutato infortunio”

Risultato immagini per immagine dell'inail di catania

 

Il dipendente ha diritto alle tutele Inail anche per il periodo di quarantena.È infatti infortunio sul lavoro il “contagio da coronavirus” avvenuto in occasione di lavoro (sul luogo di lavoro, nel tragitto casa-lavoro, in ogni altra situazione di lavoro) per i medici, infermieri e altri operatori dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale e di qualsiasi altra struttura sanitaria pubblica o privata assicurata con l’Inail .

La tutela assicurativa – secondo un chiarimento dell’Istituto al sindacato Fials-si estende anche ai casi in cui l’identificazione delle precise cause e modalità lavorative del contagio si presenti problematica.

Se l’episodio che lo ha determinato non può essere provato dal lavoratore, infatti, si presume che il contagio sia una conseguenza delle funzioni svolte.

Sono ammessi alla tutela dell’Istituto gli operatori che risultino positivi al test specifico di conferma del contagio.

La tutela Inail – che, come è noto, si estende a tutte le conseguenze dell’infortunio –, nei casi di infezione da nuovo coronavirus, copre l’assenza lavorativa dovuta a quarantena o isolamento domiciliare per l’intero periodo e quello eventualmente successivo, dovuto a prolungamento di malattia che determini una inabilità temporanea assoluta.

L’Ente o Azienda Sanitaria o struttura sanitaria privata di appartenenza del personale infortunato, in qualità di datori di lavoro pubblico o privato, debbono assolvere all’obbligo di effettuare, come per gli altri casi di infortunio, la denuncia/comunicazione di infortunio all’Inail.

Resta fermo, inoltre, l’obbligo da parte del medico certificatore di trasmettere all’Istituto il certificato medico di infortunio. Sono tutelati dall’Inail anche gli eventi infettanti accaduti durante il percorso casa-lavoro e viceversa, configurabili quindi come infortuni in itinere.

Coronavirus ed infortunio sul lavoro: è stato formalizzato, anche, dall’art.42 del recente d.l. 18 del 17.03.2020 e prevede che il lavoratore ha diritto alle tutele Inail anche per il periodo di quarantena. Il decreto prevede, inoltre, che la quarantena (non da lavoro) è equiparata a malattia, però fuori dal periodo di comporto.

Quando c’è infortunio sul lavoro. Il decreto legge stabilisce che il contagio è infortunio sul lavoro nei casi accertati di infezione da coronavirus in «occasione di lavoro» (concetto, quest’ultimo, in base al quale non basta che l’evento avvenga durante il lavoro, ma che si verifichi per il lavoro). In questi casi, il medico redige il consueto certificato d’infortunio e lo invia telematicamente all’Inail.

La novità, precisa il decreto leggesi applica ai datori di lavoro pubblici e privati.

La quarantena è  malattia non computabile al periodo fruibile dal dipendenteLa novità, che si applica esclusivamente al settore del lavoro privato, prevede che il periodo trascorso in quarantena, con sorveglianza attiva e/o in permanenza domiciliare fiduciaria, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico (in genere a carico del datore di lavoro per i primi tre giorni e poi a carico Inps più datore di lavoro) e non è computabile ai fini del periodo di comporto (periodo di malattia durante il quale non si può essere licenziati).

Al ricorrere di questi casi, il medico curante è tenuto a redigere il certificato di malattia per i relativi periodi indicando gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena.

Il decreto legge prevede, poi, una sorta di «sanatoria» per i certificati trasmessi prima dell’entrata in vigore della nuova norma, ritenendoli validi anche in assenza del provvedimento. Quest’ultimo non è necessario neppure nei casi in cui il lavoratore si trovi in malattia accertata da Covid-19.