ORRORE A SALERNO: LE FORMICHE IN OSPEDALE RICOPRONO IL CORPO DI UNA DONNA DECEDUTA

 

Orrore ancora in un ospedale italiano. Un altro esempio di orrenda sanità. E’ stata ritrovata coperta di formiche la salma di una donna, all’obitorio dell’ospedale di Scafati (Salerno). I familiari della 61enne una volta arrivati all’obitorio dell’ospedale hanno avuto la sgradita sorpresa e  hanno presentato una denuncia al Comando dei carabinieri.

Le formiche  invadevano gran parte della stanza e avevano raggiunto anche il corpo della donna.      E’ in corso una ricostruzione del fatto da parte della dirigenza, del  dottor Alfonso Giordano direttore del Dea Nocera Inferiore Scafati Pagani, Luigi Lupo, direttore del Nucleo Operativo ispettivo e Maurizio D’Ambrosio, dirigente medico del presidio ospedaliero di Scafati ed è stato altresì investito il Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria locale.

 

L’Asl ha fornito chiarimenti e ha fatto una sommaria ricostruzione: “E’ emerso – spiegano i dirigenti-  che il decesso è avvenuto martedì mattina alle ore 9,20, il trasporto della salma in obitorio tra le ore 9,30 e 9,45 dopodiché sono stati rinvenuti insetti che inequivocabilmente fuoriuscivano da un interstizio tra due battiscopa. Si evidenzia, in merito, che l’Asl Salerno –  – aveva già effettuato una serie di attività preventive volte alla sanificazione degli ambienti mediante plurimi interventi, l’ultimo dei quali effettuato in data 7 agosto ed ulteriori attività sono peraltro già programmate“.   I Carabinieri raccolgono elementi e prove da presentare alla Procura della Repubblica. Sarà effettuata pure l’autopsia sul cadavere della donna per accertare le cause del decesso

Cannizzaro: scoperti ” illeciti” in gara d’appalto di 105 MLN di euro, dietrofront dell’Ospedale

 

SANITÀ: «LA PIATTAFORMA CONSIP È POCO PERFORMANTE»

LE IMPRESE: «FORNITURA DI EMODINAMICA,GRAVE DISPENDIO DI RISORSE, VIA AL CONTENZIOSO»

As.F.O. (Associazione Fornitori Ospedalieri Sicilia): «Anomalie e contraddizioni che gravano sulle 46 aziende partecipanti alla gara»

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CATANIA

Quarantasei imprese concorrenti; 487 lotti del valore di circa 105 milioni di euro per l’espletamento di una procedura che si è conclusa con la revoca della gara d’appalto per la fornitura quadriennale di materiale specialistico di emodinamica per il bacino della Sicilia Orientale.

È questo il bilancio del  contenzioso tra i fornitori rappresentati dall’As.F.O. (Associazione fornitori ospedalieri sicilia) e la direzione dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania (stazione appaltante capofila di Bacino), chiamata in causa per «aver adottato un provvedimento di revoca – spiega il presidente As.F.O. Giacomo Guasone – adducendo quale motivazione la difficoltà di gestione legata alla lentezza di accesso alla piattaforma di e-procurement ASP gestita da Consip». Una spiegazione che, secondo le aziende concorrenti «appare anomala e contraddittoria, in quanto la stazione appaltante ha deciso di annullare l’iter proprio nella sua fase conclusiva, che avrebbe dovuto portare alla scelta del contraente: dopo appena tre mesi – periodo che per un appalto così rilevante può essere ritenuto compatibile – è stata bloccata (il 23 luglio), con un gravissimo dispendio di risorse umane ed economiche».

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Foto Archivio Sud Libertà – Nella sala operatoria un manichino per studiare

Il direttore generale del Cannizzaro Salvatore Giuffrida, in una nota parla di «un sistema che non si è rivelato performante, rivelando sin da subito problematiche di accesso materiale ai documenti online, riscontrati prontamente dall’Azienda e immediatamente segnalati al gestore nazionale e anche ai concorrenti. Problemi che purtroppo non hanno trovato soluzione: l’Azienda si è pertanto trovata nella condizione di non potere garantire, nell’espletamento delle diverse fasi di gara, l’indispensabile requisito della assenza di soluzione di continuità (espletamento delle fasi di gara senza interruzioni) essendosi invece verificata la condizione di svolgere tali attività con ripetute e lunghe sospensioni. Di qui la conseguente scelta di revocare la gara, onde ridurre e possibilmente evitare contenziosi post completamento procedura. È di tutta evidenza, alla luce di tale scenario, che l’Azienda Cannizzaro abbia obtorto collo subìto un deficit non pronosticabile né colmabile».

Ma le aziende fornitrici non ci stanno, visto inoltre che «la procedura – continua Guasone – ha seguito tempi del tutto fisiologici ad una modalità telematica peraltro utilizzata da moltissime Stazioni Appaltanti. Ormai mancava solo un’attività marginale: la giustificazione legata alla “celerità” viene contraddetta da una revoca in cui non vi è alcun riferimento a modalità e tempi di un nuovo appalto. Occorre precisare che nessun principio di continuità è stato violato, considerato che l’integrità delle offerte, l’imparzialità e la trasparenza delle operazioni, viene assolutamente garantita proprio dalla modalità stessa della procedura.

È altresì evidente che l’anomalo provvedimento provocherà un rilevante contenzioso, proprio quello che affermava di voler evitare, con aggravio ulteriore dei costi e conseguente responsabilità erariale. Questa delibera, a nostro avviso, vìola i più elementari principi di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa e, come ben afferma lo stesso direttore generale del Cannizzaro, “produce effetti negativi sulle ditte interessate alla fornitura” che vedono anche violato il principio di imparzialità e par condicio, visto che sono state già state rese note le offerte economiche. Ci auguriamo che l’Amministrazione rivaluti le proprie decisioni e dia proseguo alla procedura per evitare ulteriori conseguenze».

Siracusa, progetto “Cuore non mente”

 

Via alla raccolta fondi per realizzare un “corto” che vedrà protagonisti i giovani

 

CROWDFUNDING, SU LABORIUSA NUOVO PROGETTO DEDICATO ALL’ALZHEIMER

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Parte dall’istituto comprensivo Raiti di Siracusa la campagna di sensibilizzazione e informazione su una delle malattie della terza età più diffusa in Italia

Lunedì 24 giugno, alle 19.30, presso l’istituto Raiti (via Pordenone 2, Siracusa), la presentazione ufficiale del progetto “Cuore NON mente” al corpo docenti, alle famiglie, ai giovani, per una gara solidale che vedrà l’attivazione di contest, giochi, animazioni e momenti di scambio e riflessione.

SIRACUSA –

L’Alzheimer visto con gli occhi dei più piccoli: quelli degli alunni dell’I.C. Salvatore Raiti di Siracusa, che grazie al progetto “Cuore NON mente” realizzeranno un cortometraggio che vedrà protagonisti gli anziani affetti da una delle patologie più diffuse in Italia.

Un’iniziativa – online da oggi sulla piattaforma siciliana di crowdfunding- che si pone l’obiettivo sociale e culturale di promuovere una corretta informazione e sensibilizzare sulla patologia che divora lentamente la memoria e annienta l’identità della persona e dei suoi affetti.

L’Alzheimer, infatti, crea un vero e proprio distacco affettivo tra il malato e i familiari che lo assistono: l’aiuto che spesso questi ultimi possono offrire è basato principalmente sulla stimolazione della memoria degli eventi di vita vissuta, per tenere salde le redini dell’amore reciproco.

Attraverso un breve film i ragazzi della scuola – coadiuvati da giovani attori professionisti – cercheranno di raccontare ciò che avviene a livello emozionale all’interno della mente dei familiari durante tutto il percorso, provando a immedesimarsi non nel malato, ma nel contesto delle persone che lo circondano. L’obiettivo da raggiungere in tre mesi è di 5mila euro a sostegno delle spese da affrontare: grazie alle donazioni “dal basso” sarà infatti possibile noleggiare le attrezzature per la realizzazione del corto, che diverrà poi oggetto di un percorso formativo sul tema, rivolto alle nuove generazioni. Il corto, inoltre, verrà diffuso attraverso festival cinematografici e grazie alla rete delle varie associazioni presenti su tutto il territorio nazionale, diverrà strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica verso il suddetto problema, così da far emergere una diversa consapevolezza – in chiave creativa e con una visione né stereotipata, né drammatica – dei processi interiori che regolano la mente e che inducono il malato a presentarsi esteriormente come lo vediamo.

Emozioni, sorrisi alla Chirurgia Pediatrica di Catania

 

Catania, realizzato il nuovo progetto firmato dalla piattaforma digitale Laboriusa e dall’associazione Children’s Agorà

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GARIBALDI NESIMA, LA CHIRURGIA PEDIATRICA DIVENTA UN GRANDE CIRCO GRAZIE AL CROWDFUNDING

CATANIA –

Vedere pian piano i corridoi bianchi della chirurgia pediatrica del Garibaldi Nesima, prendere colore e vita grazie ai personaggi di un circo fantastico, è un’emozione che riempie gli occhi di stupore. Perché pensare che con poco più di 2.300 euro è cambiato il volto del reparto che ospita i piccoli degenti, rende consapevoli del fatto che “con poco si riesce a fare davvero tanto”. Del resto, è stato sempre questo lo spirito che ha animato la piattaforma siciliana di crowdfunding Laboriusa: microprogetti “sociali&solidali” semplici da realizzare, ma creativi, concreti, speciali, carichi di quella energia sprigionata da tutti coloro che contribuiscono a supportarli con una piccola donazione.

Così, è stata davvero una grande festa per tutti: dal neo direttore generale dell’azienda Fabrizio De Nicola (fresco di firma e carico di entusiasmo) a quello sanitario Giuseppe Giammanco, passando per i genitori di Children’s Agorà (l’associazione che ha lanciato l’iniziativa), finendo con i medici, gli infermieri e tutti coloro che ogni giorno operano in uno dei poli sanitari d’eccellenza della nostra città.

«Questo progetto valorizza certamente il lavoro di un grande team e di un reparto all’avanguardia – ha commentato De Nicola – inoltre, il fatto che sia stato realizzato con donazioni “dal basso” ci rende ancora più orgogliosi e consapevoli del fatto che gli utenti riconoscono l’impegno e la passione delle nostre risorse. Questo è solo il primo dei tanti interventi che metteremo in campo per migliorare ancora di più le nostre strutture e i nostri spazi».

«Siamo davvero emozionati, perché grazie ai donatori e a chi ha creduto fermamente nel progetto – ha detto il direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Pediatrica Sebastiano Cacciaguerra – abbiamo reso queste corsie più accoglienti e colorate, per regalare un sorriso ai nostri piccoli che vi stazionano prima e dopo i controlli o la sala operatoria. La logica di trasformare gli ambienti ospedalieri in luoghi che sappiano generare sensazioni positive è guidata dal desiderio di portare quel senso di distensione e positività in un momento molto delicato per i bimbi com’è quello dell’attesa o della visita medica, in cui l’attenzione – soprattutto dei familiari – è concentrata sull’esito e sul futuro percorso sanitario da seguire. Siamo stati sempre molto attenti a questi aspetti: mettere i piccoli pazienti a proprio agio è un obiettivo prioritario, che oggi – grazie al circo in corsia – per noi sarà ancora più agevole».

«È un sogno che si è finalmente realizzato – ha sottolineato commosso il presidente dell’associazione Antonio Rosano – grazie alla dott.ssaLucia Virardi, grazie a chi ci ha messo il cuore, grazie alle scuole, ai magistrati, ai professori, ai cittadini, alla #gentelaboriusa che ha donato online per raggiungere l’obiettivo di “Sorrisi e allegria, il circo in corsia”: un progetto che speriamo possa diventare “pilota” e modello per una sanità a misura di bambino». Durante la posa, tantissime le presenze: non poteva mancare il direttore del Dipartimento Materno InfantileGiuseppe Ettore, l’economista Elita Schillaci e tutta l’equipe del reparto.

«Donare fa bene al cuore – ha detto l’ideatrice di Laboriusa.it Assia La Rosa – e oggi lo abbiamo dimostrato. Pochi giri di parole, tante emozioni. Ma soprattutto tantissimi sorrisi». Le corsie, oggi abitate da mongolfiere, buffi personaggi, acrobati, leoni, clown e treni fantastici che volano tra nuvole e stelle, rappresentano quella fiaba che tutti noi genitori vorremmo fosse sempre a lieto fine. E che regala un pizzico di fantasia e immaginazione a questa vita, che purtroppo non è sempre divertente come lo spettacolo di un circo.”

Controlli dei NAS : 52 strutture sanitarie sono irregolari sotto il profilo igienico e strutturale. Continuano le ispezioni

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Ben  52 strutture sanitarie sono finite nel mirino dei Nas Carabinieri per gravi e palesi irregolarità igieniche e strutturali, spesso associate all’assenza autorizzativa e abilitativa dello studio oggetto di accertamento.

E’ il bilancio delle attività di controllo condotte nel corso del 2019 dal comando carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il ministro della Salute, che ha intensificato le verifiche sulla regolarità delle strutture e dei centri privati che erogano prestazioni mediche.

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Il monitoraggio dei Carabinieri è stato eseguito su scala nazionale con l’ispezione di 607 studi professionali medici, ambulatori e poliambulatori, che hanno determinato l’accertamento di irregolarità in 172 strutture (pari al 28% degli obiettivi controllati). Complessivamente sono state contestate 341 violazioni penali e amministrativedenunciati 222 medici e professionisti nel settore della Sanità, mentre ulteriori 77 sono stati sanzionati per infrazioni amministrative, per un ammontare di 193mila euro. Il Nas ha anche determinato il sequestro di 1.915 confezioni di medicinali scaduti di validità o defustellati e svariate apparecchiature e dispositivi medici non regolari, per un valore stimato in oltre 103mila euro.

I Nas hanno focalizzato l’idoneità delle strutture (autorizzazioni, requisiti igieni-costrutturali), il possesso di titoli abilitativi in relazione alle diverse specializzazioni, la sicurezza nei luoghi di lavoro (adeguatezza dei sistemi antincendio, corretta applicazione della normativa sul fumo), la corretta custodia e somministrazione dei medicinali, nonchè il regolare funzionamento delle apparecchiature medico-diagnostiche e lo smaltimento dei rifiuti sanitari.

Sono emerse  situazioni di irregolarità causate principalmente dall’esercizio abusivo della professione sanitaria, in particolare odontoiatrica, dalla detenzione di farmaci scaduti di validità e dall’erogazione di prestazioni mediche di svariate branche specialistiche in strutture prive di autorizzazione e in locali con carenze igienico-strutturali e impiantistiche.

Un particolare fenomeno rilevato dai Nas ha interessato l’indebita erogazione di prestazioni di medicina estetica denominate Prp (plasma ricco di piastrine), riscontrate presso alcune cliniche private, poliambulatori e anche studi medici odontoiatrici, finalizzate a processi di rigenerazione cellulare con fattori di crescita piastrinici a scopo dermatologico e di ricostruzione maxillo-facciale.

Nel corso delle ispezioni, è stato accertato che tale procedura viene attuata illegalmente e senza autorizzazioni attraverso il prelievo di sangue dai pazienti per essere reinfuso agli stessi una volta lavorato e concentrato per mezzo di apparecchiature convenzionalmente denominate ‘centrifughe del sangue‘.

L’esecuzione di queste fasi di manipolazione del sangue e dei suoi derivati, se condotte in assenza di corretta prassi clinica e adeguata preparazione, può determinare seri rischi biologici e di infezioni ai pazienti sottoposti ai trattamenti. I Nas  invitano i cittadini a rivolgersi a strutture sanitarie che abbiano una specifica autorizzazione all’utilizzo degli emoderivati, in quanto la tecnica Prp può essere eseguita solo presso servizi trasfusionali o in centri che adottino protocolli validati dal Centro Nazionale Sangue, ente di riferimento in materia. Analogamente sono stati accertati anche interventi chirurgici di medicina sperimentale denominati ‘lipofilling articolare’, praticati in cliniche private senza procedure autorizzate. Il caos. E pare che siamo all’inizio in fase di ispezione centri privati..

Dramma nella vita: glaucoma. Occhio cioè danneggiato fino a ridurre il campo visivo alla cecità assoluta

NUOVO DEVICE PER COMBATTERE IL “LADRO SILENZIOSO DELLA VISTA”

CHIRURGIA MININVASIVA, DAL POLIAMBULATORIO CENTRO EUROPEO

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Foto Archivio Sud Libertà

PRIMI RISULTATI INCORAGGIANTI PER LA CURA DEL GLAUCOMA

CATANIA –

Viene definito “ladro silenzioso della vista”: è un nemico invisibile che non dà sintomi nelle fasi iniziali ma può danneggiare irreparabilmente il campo visivo, restringendolo fino alla cecità. È il Glaucoma, che solo in Italia colpisce circa un milione di persone e che nei prossimi vent’anni vedrà un incremento del 33% dei casi, a causa dell’invecchiamento della popolazione. Per combattere questa patologia, dovuta a un progressivo innalzamento della pressione oculare, esiste un nuovo “device” che sta letteralmente rivoluzionando il decorso della neuropatia ottica cronica e la sua cura. Al Sud Italia, i primi a sperimentarlo con risultati davvero promettenti sono i medici de Poliambulatorio Centro Europeo (PCE) di Acicastello, tra le maggiori eccellenze della sanità siciliana nel campo della microchirurgia oculare. Si chiama “InnFocus” ed è un impianto che si sostituisce ai colliri, ai laser e ai più tradizionali interventi di chirurgia (la classicatrabeculectomia) praticati fino ad oggi, per la tipologia più diffusa di glaucoma, ovvero quello ad angolo aperto.

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«Si tratta di un sottile tubicino del diametro di 70 micron che s’introduce nell’occhio attraverso un piccolo foro praticato in anestesia locale – spiegano i dottori Marco e Silvio Zagari, esperti in materia, già premiati dall’Aiccer (Associazione italiana di chirurgia della cataratta e refrattiva) per gli studi sulle nuove metodiche nel campo della microchirurgia oculare – InnFocus è capace di drenare continuamente l’umore acqueo contenuto nell’occhio, così da ridurre in maniera consistente la pressione oculare e quindi ostacolare l’insorgenza e la progressione del glaucoma, con il relativo danneggiamento del nervo ottico. Inoltre – continuano gli specialisti, che hanno ottenuto la certificazione per l’impianto del nuovo device – ad oggi è una delle poche chirurgie reversibili per il glaucoma: se non si raggiungono i target pressori proposti, è possibile infatti rimuovere il dispositivo e tornare allo stato precedente. Rispetto alle chirurgie tradizionali, caratterizzate dal crollo repentino della pressione oculare nell’immediato post-operatorio – che nei casi più complessi è responsabile dello spegnimento del campo visivo detto “wipe-out” – questa metodica consente di controllare e contenere l’abbassamento della pressione».

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Il nuovo dispositivo è disponibile in Italia da qualche settimana e si applica in day surgery, con un intervento di soli 15-20 minuti, che consente di dimettere il paziente nell’arco della giornata. «È composto da un particolare materiale plastico, già brillantemente utilizzato in cardiochirurgia– continuano i medici – robusto sì, ma nello stesso tempo abbastanza delicato da non danneggiare il tessuto oculare. Inoltre, una volta posizionato, non va più cambiato nel corso della vita: una metodica davvero promettente, i cui risultati arrivano da molteplici sperimentazioni cliniche durate anni. La nostra equipe ha già avuto modo di testarlo su alcuni pazienti proprio in questi giorni, con valori della pressione intraoculare per tutta la durata del follow up davvero incoraggianti».

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Nel Sud Italia, il PCE è attualmente l’unica struttura privata ad effettuare l’innovativa metodica, che ha un alto profilo di sicurezza e riduce i disagi dei pazienti, migliorando notevolmente la qualità della vita.

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Archivio Sud Libertà- (Occhio con tumore)

Progettare e tutelare la Salute: oggi a Catania sulla Prevenzione Oncologica

 

Oggi  30 Marzo, ore 9.00, sede Ordine (via V. Giuffrida 202)

 

«PREVENZIONE ONCOLOGICA: LE NOSTRE SCELTE CONSAPEVOLI»

INCONTRO DI SENSIBILIZZAZIONE DI INGEGNERI CATANIA E MEDICARE ONLUS

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CATANIA

«Nella nostra formazione professionale, in quanto ingegneri, approfondiamo di continuo argomenti come la prevenzione incendi e quella sismica, ma nel prossimo evento rivolto ai nostri iscritti abbiamo scelto di parlare di un altro tipo di prevenzione, altrettanto indispensabile: quella oncologica. In qualità di professionisti costruiamo edifici, processi industriali e circuiti elettronici, ma in quanto uomini e donne abbiamo il dovere di “progettare” e tutelare la nostra salute. È un impegno etico che abbiamo potuto concretizzare grazie all’incontro conMedicare Onlus, l’associazione a supporto dei malati oncologici, dove offrono volontariato nostri colleghi», il presidente della Fondazione Ingegneri di CataniaMauro Scaccianoce, spiega così l’origine dell’incontro che si svolgerà sabato 30 marzo, alle 9.00, nella sede dell’Ordine, in via Vincenzo Giuffrida 202.

Il titolo «Prevenzione oncologica: le nostre scelte consapevoli» suggerisce lo spirito di sensibilizzazione dell’iniziativa, a cui interverranno, oltre al presidente Scaccianoce, il presidente dell’Ordine Giuseppe Platania e la presidente di Medicare Onlus Stefania Cicala.

Seguiranno gli interventi coordinati da Maria Rossella Massimino, presente nella doppia veste di ingegnere e componente del Consiglio direttivo dell’Associazione. La presidente Cicala illustrerà progetti e servizi gratuiti a supporto dei pazienti e della prevenzione dei tumori; il responsabile UOS Oncologia dell’Ospedale Cannizzaro di Catania Giuseppe Luigi Bannafocalizzerà l’attenzione sui comportamenti e sugli stili di vita in grado di evitare o ridurre l’insorgenza e lo sviluppo di una malattia o di un evento sfavorevole; Serena Cubisino, biologa nutrizionista del Centro Humanitas, si soffermerà sulla sana e corretta alimentazione.

«Nel corso dell’incontro – conclude il presidente Scaccianoce – valuteremo anche i possibili supporti di natura professionale che possono essere applicati nel campo della prevenzione oncologica e dei possibili protocolli di cura. D’altronde, l’ingegneria ha prodotto e produce in campo medico risultati importantissimi, basti pensare alla produzione di nuovi dispositivi o allo smaltimento dei rifiuti tossici».

CENTRO ILhM A CATANIA: CAMBIAMENTO SOCIALE PER UNA CORRETTA GESTIONE DELLE RISORSE SANITARIE

 

Healthcare e nuovi modelli di governance: a Catania convegno regionale

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(foto archivio SUD LIBERTA’)

SANITÀ: CON IL POLO “ILHM” PASSA DALL’UNIVERSITÀ LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA MANAGERIALE PER LA SFIDA DIGITALE

CATANIA – «

Le nuove tecnologiche e i cambiamenti che ne derivano sono sempre più dirompenti in tutti gli ambiti della nostra vita sociale, ma è soprattutto nel settore della medicina che l’innovazione hi tech è in grado di aprire orizzonti straordinari, sotto i profili della prevenzione, della mappatura, della cura, della programmazione. Nuove visioni capaci di rivoluzionare lo sviluppo economico, e non solo, di un territorio. Il numero enorme di start up, di venture capital, di investimenti imprenditoriali in campo sanitario è il segnale che questo processo di evoluzione è in corso e che abbiamo il dovere di organizzarci per guidarlo con responsabilità». L’economista e docente universitaria Elita Schillaci spiega così lo slancio culturale da cui è nato il Centro Studi Avanzato di Innovazione, Leadership e Health Management dell’Università di Catania, definito anche con l’acronimo “ILhM”. Un’iniziativa che vede impegnati diversi Dipartimenti dell’Ateneo, sia di matrice scientifica che giuridica, a testimonianza che il tema della salute coinvolge in modo trasversale i diversi saperi.

 

Il Centro svolgerà attività di ricerca, formazione, consulenza e assistenza per determinare una corretta gestione delle risorse sanitarie che sappia dare un impatto positivo alla crescita del Pil di una regione come la Sicilia. Traducendo gli obiettivi in termini operativi: adeguata assistenza in tempi e spazi sostenibili, uso delle nuove frontiere della telemedicina, riduzione degli scarti, ottimizzazione delle risorse, migliori modelli di governance, ruolo attivo dei pazienti, incremento delle buone prassi per diagnosticare, trattare, curare. «È necessario capire come migliorare la qualità dell’erogazione della prestazione sanitaria, ma anche la qualità della gestione amministrativa» ha affermato il rettore dell’Università etnea Francesco Basile, durante la presentazione di ILhM nell’Aula Magna del Palazzo delle Scienze. «A Catania stiamo vivendo un momento positivo, e migliore rispetto ad altre parti dell’Isola – ha continuato il rettore – perché tutte le aziende sanitarie locali risultano ben governate e di alto livello. Abbiamo inaugurato diverse nuove strutture, come il pronto soccorso del Policlinico, e ci apprestiamo ad aprirne altre, come l’ospedale San Marco a Librino. Fondamentale è anche il tema della formazione del management, per dare la possibilità ai medici di esprimersi al massimo delle loro potenzialità. Su questo fronte l’analisi dei dati è estremamente utile perché rappresenta uno stimolo per migliorare il sistema».

E proprio un excursus sugli scenari che emergono dagli studi sulla disciplina è stato tracciato da Elio Borgonovi, presidente del Cergas della Bocconi e relatore dell’incontro insieme ai promotori di ILhM: Elita SchillaciGiuseppe Vecchio e Salvatore Aleo, rispettivamente direttore e docente del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali presso cui avrà la sede amministrativa del Centro. Hanno preso la parola il vicesindaco di Catania Roberto Bonaccorsi e la direttrice del Dipartimento di Economia e Impresa Michela Cavallaro. In sala presenti direttori e docenti dei diversi Dipartimenti universitari, che hanno ascoltato con attenzione l’intervento dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, il quale ha definito la nascita del Centro la risposta «necessaria all’esigenza della Sicilia di avere una prossima generazione di manager e medici che sia maggiormente professionalizzata sulla nuova missione dell’healthcare. Occorre – ha detto – quel cuscinetto generazionale di professionalità in grado di raccogliere le nuove sfide e di gestire il periodo di transizione dal presente al futuro. Solo formando profili professionali adeguati, potremo creare quel sistema in grado di assorbire tutte quelle risorse spesso costrette a lasciare il territorio».

NASCE A CATANIA ILHM, NUOVO CENTRO UNIVERSITARIO PER LA RICERCA 

 

Convegno di presentazione lunedì 25 marzo, ore 9.00, Palazzo delle Scienze (Catania)

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LA RICERCA SUI PROCESSI DI INNOVAZIONE, LEADERSHIP E MANAGEMENT IN SANITÀ

CATANIA

Healthcare e nuovi modelli. Sarà l’impatto delle tecnologie a guidare la trasformazione nel processo di ridefinizione degli ospedali e delle strutture sanitarie: dall’intelligenza artificiale alla robotica, dalla stampa 3D ai portable wearable device (dispositivi portabili indossabili), il volto della sanità si prepara ad assumere una nuova veste. È con l’obiettivo di condividere saperi, sviluppare partnership strategiche, trasferire know how legati ai processi di innovazione, leadership e management per le organizzazioni pubbliche e private che operano nella filiera della salute, che nasce il polo di ricerca ILHM – Centro studi avanzato in Innovazione Leadership Health Management – che verrà ufficialmente presentato lunedì 25 marzo, alle 9.00 a Palazzo delle Scienze di Catania, durante il convegno “Scenari strategici e impatti evolutivi in sanità”.

Ad aprire l’incontro saranno il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Catania Francesco Basile, l’assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza, il sindaco di Catania Salvo Pogliese e il direttore del Dipartimento di Economia e Impresa Unict Michela Cavallaro.

Seguiranno gli interventi del presidente Cergas-Bocconi Elio Borgonovi – che presenterà il Rapporto Oasi 2018 con un Focus sulla Sicilia – e dei proff. Giuseppe Vecchio, Elita Schillaci e Salvatore Aleo, promotori del Centro ILHM (che avrà sede nel Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Catania), che punteranno l’attenzione sul profondo cambiamento che sta investendo il comparto.

«Secondo le stime, la spesa sanitaria mondiale ammonterà nel 2020 a 8,7 trilioni di dollari e quella italiana a circa 120 miliardi di euro – sottolinea la prof.ssa Schillaci – Alla base della crescita, fattori diversi tra i quali: evoluzione della domanda sanitaria, allungamento dell’aspettativa di vita, incremento delle malattie croniche, sviluppo dei mercati emergenti, trattamenti avanzati, aumento del costo delle risorse. A fronte della crescita della spesa, la contemporanea riduzione delle risorse pubbliche renderà sempre più necessari modelli di leadership antifragili ed evoluti. L’evento scientifico consentirà di riflettere sui nuovi scenari disruptive, evidenziando un corretto e responsabile rapporto tra innovazione, management e catene di produzione di valore nella filiera sanitaria».

Corruzione Policlinico: arrestato Giuseppe Morgia, primario di Urologia e “gestore della gara truccata”

OPERAZIONE  “CALEPINO” DELLA GUARDIA DI FINANZA : COINVOLTI ANCHE DIRIGENTI E INSOSPETTABILI

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Il Policlinico di Catania

Sono distanti gli anni in cui il Policlinico era retto da un direttore generale modello di onestà e di disciplina “affine a quella militare”. Parliamo del Segretario generale Antonino Zappalà .   Oggi alcuni  dirigenti non hanno preso quell’esempio e il virus dell’illecito, dell’arricchimento facile è entrato anche al Policlinico di Catania che sembrava immune da questo tipo di cancro.

Gare d’appalto truccate per dispositivi urologici da assegnare a ospedali di Messina, Siracusa, Ragusa, Enna e Catania. I finanzieri di Catania hanno fatto luce su un maxi appalto nel settore della sanità per dispositivi medici per urologia. Secondo gli inquirenti tra gli artefici principali della gara pubblica falsata, destinatario della misura degli arresti domiciliari,  il massimo responsabile è il primario dell’unità di Urologia del Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania, Giuseppe Morgia, di 60 anni.

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Le indagini sono state condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania e coordinate dalla Procura Distrettuale etnea. L’operazione è stata denominata “Calepino”, dal file sul quale erano annotate le spese personali del medico, finanziate dalle aziende private coinvolte.

Domiciliari anche per il responsabile commerciale della “C.Bua srl”, Massimiliano Titti, 51 anni, legato al settore dell’ingrosso di prodotti medicinale e ortopedici, con sede a Bagheria e rivenditore esclusivo in Sicilia, tra gli altri, dei prodotti della “Karl Storz Endoscopia italia srl” e della “Erbe Italia srl”.

Sospensione per un anno dal servizio di medico pubblico e dall’attività di agenti di commercio Tommaso Massimo Castelli, 40 anni, dirigente medico dell’equipe del professore Morgia; Antonino Di Marco, 57 anni, rappresentante di prodotti sanitari attivo in provincia di Catania, anche su commessa della “C.Bua srl”: Maurizio Francesco La Gattola, 58 anni, agente di prodotti sanitari e medicali, addetto alla vendita di prodotti della “Boston Scientific spa”, con sede a Milano, attiva nel commercio all’ingrosso di articoli mediacali”.

I reati contestati sono turbata libertà degli incanti, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, istigazione alla corruzione, concussione e riciclaggio. L’appalto oggetto dell’indagine è la gara del 17 luglio 2018 bandita dal Policlinico universitario “Vittorio Emanuele” di Catania per l’approvvigionamento triennale, con opzione di rinnovo semestrale, di dispositivi medici per urologia occorrenti alle aziende sanitarie, ospedaliere e universitarie del Bacino della Sicilia Orientale, suddivisa in 209 lotti per complessivi 55.430.178 euro

Si apprende che il Gip ha fissato un’udienza in data 4 marzo prossimo per discutere dell’applicazione della misura cautelare del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione a carico di una delle società commerciali coinvolte  beneficiaria della corruzione perpetrata da un suo rappresentante. L’interrogatorio è stato fissato per il 2 marzo per altri tre dirigenti medici, per i quali il Gip si è riservato di applicare la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio di pubblico servizio a carico degli dirigenti indagati.

Secondo gli inquirenti fondamentali all’operazione sono state  le denunce dei rappresentanti commerciali di società che si ritenevano ingiustamente escluse dalla procedura ad evidenza pubblica, le intercettazioni telefoniche e ambientali, gli accertamenti bancari e le analisi di documenti pubblici acquisiti da banche dati.

Dalle indagini è emerso che Morgia nel settembre dell’anno scorso, pur non avendo alcun incarico formale, avrebbe gestito di fatto la gara.

Altri particolari emergono .L’operazione sarebbe stata effettuata grazie alla “presenza in commissione di un dirigente medico della sua stessa equipe, Tommaso Massimo Castelli”. In cambio avrebbe ottenuto ‘finanziamenti’ per partecipare a convegni, anche all’estero, e apparecchiature mediche personali. Tramontana, in cambio della prescrizione a suoi pazienti di 4 integratori prodotti dalla ditta per cui lavorava, accusa la Procura, “effettuava bonifici per 10 mila euro, promettendo ulteriori 12 mila euro, a favore di un’agenzia di viaggi di Catania, che metteva a disposizione di Morgia i fondi in questione per viaggi del medico e dei suoi familiari”, annotando i fondi in un “Calepino”, che ha dato il nome all’operazione. Morgia è accusato anche di concussione per avere bloccato gli ordini di materiale di consumo del “Robot da Vinci” a una società che gli aveva negato 1.200 euro per una cena benefica di una onlus.