Virus Killer: a rischio nel Sud Napoli e Catania per l’estensione del commercio cinese

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Chi pensa che la fine del mondo predetta e scritta nella Bibbia possa avvenire con un gigantesco sutnami o l’impatto con un enorme asteroide dovrà ricredersi e mettere in conto anche il rischio di Virus Killer.  Il rischio di importazione di almeno un caso di coronavirus 2019 nCoVn Europa in 2 settimane va dal 33% al 70%. E sembra che i maggiori rischi siano concentrati nel  Regno Unito (dal 9% al 24% a seconda dello scenario) e Germania (8-21%), seguite da Francia (5-13%), Italia (5-13%) e Spagna (4-11%). Intanto l’intero pianeta è in allarme, gli scienziati alla ricerca di un vaccino.Tante le città in quarantena..

E’ la stima contenuta in uno studio preliminare dell’Istituto nazionale francese di salute e ricerca medica (Inserm), della Sorbonne Université e del Pierre Louis Institute of Epidemiology and Public Health, che hanno  analizzato la situazione in presenza di alcuni elementi

L’Europa occidentale, secondo gli esperti, corre un rischio maggiore rispetto all’Europa orientale e settentrionale. E per i primi 5 Paesi a maggior rischio di importazione, gli istogrammi mostrano anche una ripartizione del contributo di rischio per aeroporto di arrivo: in Italia, secondo le proiezioni, sarebbe più a rischio Milano,  Roma, Venezia e Bologna.

Il rischio di importazione in Europa è stimato come la probabilità che almeno un caso venga portato dalle province infette in Europa in un periodo di 2 settimane. Il lavoro presenta due scenari: uno ‘a bassa esportazione’, per cui il tasso di esportazione di casi dalla Cina resterebbe di 7 ogni due settimane, lo stesso osservato prima del blocco dei voli da Wuhan; l’altro ‘ad alta esportazione’, compatibile con un aumento del numero di infezioni in Cina, e pari a circa 3 volte il tasso di base.

E’ possibile pure- che importazioni avvengano in aeroporti multipli (ad esempio Germania e Italia), mentre in altri il rischio si concentra principalmente negli aeroporti che servono la capitale (ad esempio nel Regno Unito, dove Londra contribuisce al 75% del rischio, e in Francia, dove Parigi contribuisce all’89%).    Da considerare i trasporti con furgoni e camion carichi di merce e di operai cinesi. Fra le città commerciali più a rischio oltre Milano e Roma vi sarebbero anche Napoli e Catania dove il commercio cinese è in vetta alla classifica.

Allarme nel mondo: un misterioso “virus-killer” si trasmette da persona a persona

 

Un virus sconosciuto in Cina ha registrato una quarta vittima.  Esattamente  a Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei, dove si è sviluppato il focolaio del  virus.          L”uomo, 89 anni, è deceduto domenica. Finora sono stati registrati 198 casi, 44 dei quali in stato critico.

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Un uomo è invece  in isolamento a Brisbane, in Australia, dopo aver manifestato sintomi simili a quelli provocati dal virus misterioso in Cina. L’uomo era tornato di recente da una visita a suoi parenti a Wuhan.   Si attendono i nuovi risultati delle analisi cliche.

Sembra acquisita una certezza: il nuovo ‘misterioso’ coronavirus si trasmette da persona a persona.Nel sud del Paese si sarebbero dunque verificati due casi di trasmissione uomo-uomo del coronavirus, in particolare nella provincia del Guangdong.  La sintomatologia è affine alla polmonite, con problemi respiratori.

Il presidente cinese Xi Jinping chiede “sforzi risoluti” contro la diffusione del nuovo coronavirus ritenuto responsabile dei casi di malattia respiratoria che circolano in Cina.

Nel mondo sono stati confermati un caso in Giappone, 2 in Thailandia e uno in Corea del Sud.

L’allarme virus-killer ha determinato l’intervento del  direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus che  ha convocato un comitato di emergenza sul nuovo coronavirus (2019-nCoV) per domani. Obiettivo, verificare se l’epidemia in corso in Cina costituisca un’emergenza di sanità pubblica che interessa il pianeta e quali direttive occorre dare nel frattempo alla popolazione mondiale

POLIAMBULATORIO DI BELPASSO COME UNA “POLVERIERA”

DISFUNZIONI ED ILLECITI CONSENTITI DALLA DIREZIONE “FACENTE FUNZIONE ” DI PATERNO’ : GROSSI PROBLEMI PER IL DIRETTORE GENERALE DR LANZA

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Sembra non essere passato un anno da quando abbiamo scritto (l’8 dicembre 2018) le contestazioni sollevate contro i dirigenti “facenti funzioni” di Paternò e Belpasso:   la disapplicazione in tutta l’Asp di fondamentali norme sulla sicurezza dei lavoratori dovuta a croniche carenze igienico sanitarie in tutti i presidi e distretti; la gravissima insufficienza del personale infermieristico e degli operatori socio sanitari nonché uno scorretto utilizzo delle risorse umane; la mancanza quasi ventennale dell’indizione di concorsi interni all’Asp Catania atti ad individuare anche  le figure dei coordinatori, la politica clientelare che ha generato invenzioni di coordinatori pupilli dei primari.    Tutto è rimasto immutato. Allora riportiamo integralmente quello scritto- visto che il dialogo si svolge con i sordi- e aggiungiamo alcuni ingredienti maturati nel frattempo. 

       POLIAMBULATORIO DI BELPASSO: RAPPRESENTANTI SINDACALI “D’ACCORDO” CON I DIRIGENTI ASL INCAPACI, DISFUNZIONI E MANSIONI STRAVOLTE

Ma la carenza infermieristica si avverte notevolmente nel  Distretto della provincia etnea, quello di Belpasso, un Poliambulatorio dove nel passato era stata più volte lamentata dagli operatori infermieristici la carenza in pianta organica di infermiere od operatore professionale Collaboratore. Richiesta  disattesa dai vertici dirigenziali dell’Asp di Catania.

Le attese diventano quindi  estenuanti per una visita, specialisti alla ricerca di un infermiere che li aiuti, i quattro infermieri in servizio a Belpasso – qualificate con autentico spirito di sacrificio ed abnegazione si devono distribuire tra visite, assistenza, registrazione visite, relazioni informative con gli utenti, richieste di materiale sanitario da inviare all’Ospedale di Paternò, costrette quasi tutte- due sono prossime al pensionamento – a superare abbondantemente gli orari contrattuali , anche di un’ora o due, per poter lasciare le consegne ai colleghi dei turni successivi.   Vi sono incongruenze all’interno del personale infermieristico: una operatrice, Sigra Anna Motta, fruisce della legge 104 che consente permessi e giorni di congedo mensili. Ciò causa un ulteriore inevitabile limitazione del servizio e costringe le operatrici in  organico a svolgere le mansioni più disparate.       Sindacati intervengono?     Non ne parliamo, i rappresentanti sindacali del sindacato autonomo dell’Asl di Paternò non intervengono per timore di ritorsione dei dirigenti nei loro confronti. I rappresentanti provinciali sono poi – è coro unanime al distretto di Belpasso- dei veri fantasmi, resta il paradosso che le operatrici professionali di Belpasso- abbandonate da decenni dai sindacati- mantengono la carità dell’iscrizione sindacale (14 euro di detrazione) per timori di natura probabilmente di  mobbing, ai fannulloni sindacalisti allineati con la direzione Asl.    Una vergogna.

 

 

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Una vergogna pure il declassamento di una Operatrice professionale qualificata D6, cioè con funzioni direttive, a trascrivere pure – perchè l’addetto protocollista incaricato (sig. Campisi) con apposito Ordine di servizio non intende assolvere a tale compito – il protocollo generale dell’Ufficio del Poliambulatorio di Belpasso. Possibile che il dirigente responsabile della struttura dr. Alfio Reina e la vice dott.ssa Borzì  non riconducano alla norma di liceità  le irregolarità tanto palesi  e le disfunzioni verificatesi sotto i loro occhi?           Possibile che il  “distante coordinatore “Sig Merennino, con ambizioni personali di carriera, e la dott Zago responsabile generale  “facente funzioni” del distretto di Paternò e Belpasso non sappiano che tale circostanza genera “sfruttamento” ed arricchimento illecito amministrativo da parte dell’Asl direzione generale nei confronti di una infermiera professionale direttiva-D6- non tutelata da alcuno?

Non si comprende neppure il silenzio del direttore generale dell’Asl, dr. Lanza  e del dirigente, recentemente promosso ai vertici di Catania sanitaria,  dr. Torrisi.

 Se  l’Autorità Giudiziaria od anche, per carità di patria, un’ispezione dell’Asl, dovesse approfondire questi aspetti che denunciamo,certamente si esprimerebbe in termini di condanna dell’omesso intervento del  direttore generale e dei dirigenti dell’Ambulatorio di Belpasso che non potevano non sapere del Protocollo amministrativo , rifiutato da un dipendente “amministrativo” (si fa per dire, visto che era ausiliario) e non hanno segnalato o trascurato le criticità esistenti causando l’indebito “arricchimento dell’Asp con sfruttamento provato e documentato delle lavoratrici. 

 Ma dulcis in fondo i dirigenti dell’Asl nella consapevolezza della cronica carenza di personale a Belpasso per il susseguirsi di congedi per pensionamenti di numerose unità di personale infermieristico hanno persino “inventato”, una disposizione di servizio,a firma della dott.Zago , passata inosservata tra i distratti sindacati locali, che  dispone da diverso tempo  l’invio all’Ospedale di Paternò di una o due unità infermieristiche di Belpasso in dispregio della normativa e della giurisprudenza consolidata che consente la mobilità solo in via temporanea ed eccezionale.        Tale circostanza-si apprende – è stata programmata tramite il   ” Coordinatore infermieristico” dell’Ospedale di Paternò, ovviamente avallata dal direttore di servizio,(Zago) da oltre un anno e mezzo.

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Ma qui la situazione è resa ancora più grave dalla disattenzione e probabili illeciti consumati della direzione generale dell’Asl che mantiene nelle mansioni di “amministrativo” un ex infermiere generico od  ausiliario, negli Uffici amministrativi dell’ambulatorio di Belpasso (si apprende  sia  un ex assessore comunale) anzichè alle mansioni previste dalla qualifica originaria nell’osservanza dell’ordinamento giuridico. 

Una cosa di non poco se consideriamo che una persona può rappresentare di fronte a tanta carenza, una boccata d’ossigeno per l’intero personale infermieristico e specialistico. Si impone dunque una indagine  dell’Autorità Giudiziaria per sapere chi e e perchè si sia creata in tanti anni una situazione a dir poco illecita  ed intollerabile tra la  cronica  indifferenza dei dirigenti dell ‘Asp 3 di Catania, autentici “sfruttatori” del personale.

 

SERVIZI  Asl BELPASSO SEDE TEL/FAX ORARI AL PUBBLICO
Igiene pubblica

. pareri igienico sanitari
. pratiche edilizie,
. trasporto salme;
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Festivo
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Ostetricia e Ginecologia

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Otorinolaringoiatria / Audiologia

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SANITÀ, FOCUS SULLE LEVE STRATEGICHE PER L’INNOVAZIONE

Immagine correlataOggi  4 dicembre, ore 10.00, Palazzo delle Scienze

OGGI  A CATANIA FOCUS SUGLI STRUMENTI PER IL SETTORE PUBBLICO

Dirigenti e rappresentanti del sistema sanitario insieme per approfondire nuove opportunità in tema di health care

L’impatto delle tecnologie digitali e dell’innovazione possono guidare il processo di trasformazione delle strutture sanitarie, agendo come leve strategiche per migliorare la qualità dei servizi e riducendo al contempo la spesa. Per questo è fondamentale conoscere le nuove logiche e i modelli manageriali evoluti richiesti; tra questi, gli appalti innovativi, all’interno del public procurement, sono procedure dirette a rivoluzionare le modalità e l’oggetto degli acquisti della Pubblica Amministrazione, soprattutto con riferimento a un settore così strategico e interessato all’influenza dirompente dell’innovazione tecnologica come l’Health Care. Un’opportunità che il Sistema Sanitario Regionale e le aziende del territorio devono cogliere e sfruttare per rilanciare la sfida di una sanità innovativa e competitiva.

Con questo obiettivo, il nuovo polo universitario di ricerca ILHM (Centro Studi Avanzato in Innovazione e Leadership in Medical care), insieme ad AISDET (Associazione Italiana di Sanità Digitale e Telemedicina) e ad AgID (Agenzia Italia Digitale), promuove l’incontro sul tema “Le leve strategiche per l’innovazione in Sanità. Gli strumenti del procurement innovativo” oggi, mercoledì 4 dicembre alle 10.00 nell’Aula Magna del Dipartimento Economia e Impresa dell’Università di Catania (Palazzo delle Scienze, Corso Italia 55). Un’occasione anche per favorire la conoscenza della piattaforma AgID “appaltinnovativi.gov”, strumento volto a supportare la creazione di una community per le organizzazioni della filiera health care orientate all’innovazione.

Interverranno: Elita Schillaci, direttore del Centro Studi ILHM, Massimo Caruso (segretario AISDET), Mauro Draoli (responsabile Unità Procurement Innovativo AgID), Carmela Di Mauro (associato di Business Engineering) e Giorgia Zunino (strategic project manager ASL Roma 1), che illustreranno la sfida dell’innovazione nel public procurement e gli strumenti per gli appalti innovativi.

«Non solo la Sanità regionale, ma anche le aziende del territorio devono essere pronte a raccogliere queste sfide e ad avviare modelli evoluti di dialogo con l’operatore pubblico – sottolinea la prof.ssa Schillaci – e gli appalti innovativi agevolano la creazione di una community orientata all’open innovation». «Si tratta di acquisti – specifica Massimo Caruso – che hanno come oggetto servizi di ricerca e sviluppo con l’obiettivo di soddisfare le esigenze più innovative della Pubblica Amministrazione».

Seguirà la tavola rotonda introdotta da Angelo Pellicanò (già direttore generale del SSN), alla quale parteciperanno i direttori generali: Fabrizio De Nicola (Arnas Garibaldi Catania), Maurizio Lanza (Asp Catania), Giampiero Bonaccorsi (Aou Policlinico OVE Vittorio Emanuele Catania), Salvatore Giuffrida (Cannizzaro Catania), Paolo Cantaro (Clinica Morgagni Catania) e Vincenzo Barone (Irccs Bonito-Pulejo Messina). A conclusione verranno consegnati da Franco Astorina (già presidente Fare), gli attestati del Corso di Formazione sul Rup di Èlite per il procurement innovativo. Concluderà i lavori l’intervento dell’assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza.

VIDEOCHIRURGIA AVANZATA A PALERMO ALL’ATTENZIONE INTERNAZIONALE

Carlo Picco, Fabrizio Micari, Gaspare Gulotta, Giuseppina Campisi

Palermo capitale della chirurgia. Per il terzo anno consecutivo, il dipartimento di Chirurgia del Policlinico, diretto dal professore Gaspare Gulotta, è stato scelto- afferma una nota dell’Ufficio Stampa del dipartimento medesimo – per partecipare alla sessione di live surgery con tecnologia visiva 3D e in 4K, insieme a circa 100 sale operatorie collegate dai 5 continenti. Una vera e propria maratona di video chirurgia, con 6000 specialisti tra il pubblico dell’auditorium del Massimo di Roma, in occasione del 30° Congresso di Chirurgia dell’Apparato digerente e altre migliaia nelle città coinvolte tra cui ci sono Sidney, New York, Chicago e solo Palermo per l’Italia meridionale.

Per celebrare l’importante riconoscimento, all’interno dell’Istituto di Chirurgia d’urgenza, è stata proiettata la teleconferenza, alla presenza del rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, del direttore generale del Policlinico, Carlo Picco, del presidente della scuola di Medicina e Chirurgia, Giuseppe Gallina, e del direttore del dipartimento universitario di discipline chirurgiche, oncologiche e stomatologiche dell’università di Palermo, Giuseppina Campisi, insieme a studenti, specializzandi, alcuni primari della Sicilia occidentale e cattedratici.

Nella sala operatoria attigua, il professore Gaspare Gulotta, insieme al suo aiuto Antonino Agrusa e al gruppo chirurgico, hanno eseguito degli interventi complessi di video chirurgia laparoscopica avanzata, un’acalasia esofagea, che corregge l’alterazione motoria dell’esofago, un’ernia iatale e un intervento di tumore del colon destro e uno sul rene sinistro. Con apparecchiature d’avanguardia in 3D e con la Spice 4K, messe a disposizione dall’azienda Policlinico e strumenti di pochi millimetri che non lasciano segni evidenti al paziente che, alla fine dell’intervento, può essere dimesso in un paio di giorni.

Abbiamo raccolto il commento del direttore del Dipartimento di Chirurgia, Gaspare Gulotta

«Per la terza volta consecutiva abbiamo la possibilità imporci all’attenzione nazionale ed internazionale. Questo avvenimento è una grande festa della chirurgia, per far vedere i livelli raggiunti e siamo particolarmente fieri che Palermo, oggi, sia capitale mondiale della chirurgia. È un traguardo del reparto, del dipartimento ma anche di tutto il Policlinico, dell’Università degli studi di Palermo e della nostra Sicilia, ottenuto grazie al lavoro di tutti quelli che in questi anni hanno collaborato alla crescita della chirurgia. Spero che anche la politica se ne accorga e gli utenti, grazie anche alla stampa, perché una piaga per l’Isola sono i viaggi della speranza di cui non c’è davvero ormai bisogno, in Sicilia, al Policlinico di Palermo, al reparto di Chirurgia d’urgenza, si può operare ad altissimo livello».

Abbiamo voluto ascoltare anche l’opinione del  rettore del’Università di Palermo Fabrizio Micari e del direttore generale del Policlinico Carlo Picco

 

Per il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari «il riconoscimento è una dimostrazione dell’elevata capacità del gruppo chirurgico del professore Gaspare Gulotta di intervenire su problematiche complesse con attrezzature di rilievo. Il Policlinico universitario deve essere un ospedale di eccellenza, e con le tecnologie più avanzate, perché è legato alla formazione dei giovani medici e degli specializzandi».

E il direttore generale del Policlinico di Palermo, Carlo Picco aggiunge: «L’azienda è in buona salute, stiamo lavorando per l’innovazione e stiamo facendo investimenti sulla tecnologia nella chirurgia laparoscopica. Il reparto di Chirurgia d’urgenza da un benchmark che abbiamo fatto è il migliore della regione e questa giornata ne è una testimonianza. Stiamo lavorando per aumentare il numero di questi interventi con un tempo di degenza inferiore e costi quindi ridotti».

EDILIZIA SANITARIA, COMPETENZE E INNOVAZIONE SICILIANE A MALTA

 

L’impresa catanese Sirimed firma l’opera strategica “Barts Medical School” di Gozo

 

Inaugurata stamattina struttura all’avanguardia dal punto di vista strutturale ed energetico

Porta la firma dell’impresa di costruzioni siciliana Sirimed la “Barts Medical School di Gozo”, la nuova struttura sanitaria voluta a Malta dalla Queen Mary University of London. Una committenza importante, per la realizzazione di un’università odontoiatrica che Sirimed ha concretizzato in 16 mesi – “chiavi in mano” – su una superfice di 8.500 mq e su quattro livelli, con annessi locali tecnici.

«Siamo davvero orgogliosi di aver realizzato questa importante opera – ultimata in tempi record – che è in linea col nuovo contesto globale, dove l’attenzione ai consumi e alla produzione di energia diventa di fondamentale importanza per realizzare un’edilizia sostenibile e all’avanguardia», ha affermato il presidente di Sirimed Giuseppe Rifici, durante l’inaugurazione dell’opera all’interno del complesso ospedaliero di Victoria, capoluogo di Gozo. «Un ambizioso progetto di internazionalizzazione che ci rende orgogliosi di esportare le competenze di professionisti siciliani, perseguendo un obiettivo di sviluppo responsabile e sostenibile nel settore edile».

Specializzata in costruzioni del settore sanitario, con esperienza pluridecennale e attenzione ai processi innovativi tecnologici, Sirimed ha ricevuto la commessa della struttura maltese dalla società americana Steward Healthcare Company, leader mondiale nella gestione della sanità privata. «L’edificio della “Barts Medical School” è stato realizzato utilizzando una struttura prefabbricata mista acciaio-calcestruzzo, altamente efficiente dal punto di vista costruttivo, sia per le tempistiche che per le capacità strutturali relativamente agli eventi sismici – ha spiegato l’amministratore delegato di Sirimed Giuseppe Manno – inoltre, tutti i materiali utilizzati sono ad alta efficienza prestazionale in termini di isolamento termoacustico». Il risultato raggiunto rispetto alla sostenibilità ambientale parte fin dalla scelta dei materiali: dall’isolamento dell’involucro esterno ai solai. Anche le pitture sono ad alta rifrazione così da diminuire l’uso dell’illuminazione artificiale, e gli impianti sono interamente automatizzati.

Al piano terra sono ubicati la hall, un auditorium di 140 posti, la biblioteca, due aule informatiche, due aule didattiche (con un sistema di pareti mobili che può consentire fino a 120 posti a sedere) e gli uffici amministrativi. Al primo piano invece si trovano altre aule, i laboratori didattici e le aule per esercitazione con otto postazioni mediche. Qui e in tutte le aree didattiche comuni è stato installato un sistema Audio Induction Loop che, tramite un loop di frequenze, consente di seguire le lezioni anche a persone con gamma di udito ridotta. Il secondo piano accoglie la direzione, la sala riunioni, e gli uffici didattici; mentre il terzo piano è dedicato all’area ristorazione.

«La presenza da oltre 30 anni sul mercato e le consolidate esperienze – ha concluso Rifici – rappresentano le solide basi che hanno permesso a Sirimed di intraprendere negli ultimi anni un ambizioso progetto di espansione all’estero, volto a cogliere le opportunità di nuovi mercati grazie alla creazione di un ponte professionale che ha premiato l’impegno e le competenze made in Sicily».

INGEGNERIA IN SANITÀ: “IMPRESA 4.0” PER MIGLIORARE LA RIABILITAZIONE DEI DISABILI ..”

Seminario organizzato da Fondazione Ortus onlus, Ordine e Fondazione Ingegneri Catania e Associazione Ingegneri Ionico-Etnei

Si chiama “Price” il progetto di raccolta e analisi dei dati terapeutici finalizzato a gestire in modo personalizzato la cura dei pazienti

NUNZIATA DI MASCALI 

Servizi sanitari da un lato, “impresa 4.0” dall’altro, al centro un’assistenza migliore, mirata e personalizzata del paziente. Questo il sistema innovativo implementato dalla Fondazione O.r.t.u.s. onlus, una struttura che da quasi 50 anni opera alle pendici dell’Etna nell’ambito della terapia e della riabilitazione delle disabilità psichiche. Si chiama “Price” il progetto di raccolta e analisi ingegneristica dei dati terapeutici finalizzato a intervenire positivamente nella gestione riabilitativa, che la Fondazione Ortus ha presentato oggi (22 novembre) in un seminario co-organizzato insieme all’Ordine e alla Fondazione degli Ingegneri di Catania e all’Associazione territoriale “Ingegneri Ionico-Etnei”. Hanno patrocinato l’Asp di Catania, l’Unict e i suoi Dipartimenti di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar), e Scienze della Formazione (Disfor).

«Nel continuo percorso di modernizzazione dell’ingegneria, il concetto di industria 4.0 non è e non deve essere solo appannaggio dei processi produttivi, ma genera ricadute positive anche se implementato all’interno di aziende del terzo settore, nel caso specifico un centro di riabilitazione», ha affermato il consigliere dell’Ordine Ingegneri Alfio Torrisi, che ha portato i saluti del presidente Giuseppe Platania.

«Il progetto Price – ha continuato Torrisi – ha la funzione di raccogliere in modo oggettivo e automatico i dati degli assistiti che prima venivano annotati dagli educatori nel libro cartaceo delle osservazioni. Un approccio scientifico che permette di strutturare in maniera peculiare e univoca le singole terapie, e dunque di indirizzare in maniera personalizzata sia il progetto riabilitativo che l’esigenza formativa degli operatori», ha spiegato il consigliere dell’Ordine e presidente dell’associazione Ingegneri Ionico-Etnei, sottolineando inoltre che «incontri come quello odierno hanno l’obiettivo di mettere in relazione il mondo delle professioni, quello accademico e quello istituzionale con le singole attività imprenditoriali presenti nel territorio, soprattutto se realtà d’eccellenza».

Presente anche il presidente della Fondazione Ingegneri ri di Catania Mauro Scaccianoce, il quale ha ribadito il contributo significativo e trasversale dell’ingegneria nei diversi settori sociali e culturali.

Sanità_e_Ingegneria,_progetto__Price__per_riabilitazione_dei_disabili_psichici

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Ortus è acronimo di “Ospitalità e Residenzialità Terapeutiche di Utilità Sociale”, ed è fra le prime strutture del territorio catanese in termini prestazionali nei settori del convitto, semiconvitto, ambulatoriale e domiciliare per esigenze riabilitative, come ha illustrato il presidente della Fondazione Onlus Antonino Costantino. «Dal 2016, considerando le mutate condizioni territoriali e legislative, la nostra struttura ha scelto la natura giuridica della Fondazione perché la più adatta per garantire la continuità assistenziale anche dopo il percorso riabilitativo, in altre parole quel “dopo di noi” di cui oggi c’è un fondamentale bisogno», ha dichiarato il vicepresidente di Ortus Davide Costantino.

Al seminario – moderato dal responsabile scientifico del progetto Price Orazio Licciardello – hanno relazionato numerosi esperti accademici, operatori sanitari e professionisti dell’ingegneria. È intervenuto l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, che ha sottolineato i traguardi raggiunti nell’Isola attraverso i processi di digitalizzazione applicati al Piano della Salute, in primis l’innovazione dei servizi di prenotazione delle visite specialistiche.

ELEZIONE MEDICI, PRESENTAZIONE PROGRAMMA DELLA LISTA “ORDINE”

 

Oggi, venerdì 15 novembre | ore 16 | Catania International Airport Hotel

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Il prof. Igo La Mantia (Foto Press) : «Occasione per ritrovare armonia e restituire dignità alla categoria»

CATANIA

Nuova tornata elettorale per l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Catania, che da giovedì 21 a lunedì 25 novembre chiamerà alle urne i 9.500 iscritti della provincia etnea. La lista “Ordine” guidata dal prof. di Otorinolaringoiatria dell’Università di Catania Igo La Mantia verrà presentata alla stampa e ai colleghi medici oggi  (venerdì 15 novembre) alle ore 16.00 presso l’Airport Hotel (via San Giuseppe la Rena 94).

«Vogliamo ricostruire fiducia intorno a un organismo che rappresenta lo stato di salute dell’intera categoria – spiega il prof. La Mantia, che guiderà la lista “Ordine” – l’obiettivo prioritario è quello di restituire all’Ente che ci rappresenta, quell’armonia persa nell’ultimo periodo che ha generato disorientamento tra i colleghi e tra i cittadini. Siamo certi che tutti sapremo cogliere l’opportunità di restituire programmazione all’attività dell’Ordine, costruendo un progetto di crescita condivisa che parta soprattutto dalle esigenze territoriali, in un momento di grande cambiamento per la sanità siciliana e catanese». 

Lista «Ordine»: Ignazio La Mantia, detto Igo, professore associato otorinolaringoiatria; Giovanni Benedetto, medico di medicina generale; Santo Bonanno, dirigente medico Pronto Soccorso Garibaldi; Carmelo Coppolino, dirigente medico radiologo Asp Catania e P.O. Paternò; Salvatore Curatolo, dirigente medico dermatologia Garibaldi; Giovanni Francesco Di Fede, direttore Radiologia di Acireale; Adriana Di Gregorio, medico di continuità assistenziale; Sebastiano Ferlito, responsabile UOC Clinica Odontoiatrica Università; Elisa Battaglia, specialista in medicina interna, angiologia medica, diabetologia; Antonino Gurgone, anestesista Asp Catania; Salvatore Iannuzzi, medico legale; Giuseppe Liberti Infettivologo Responsabile Antimicrobial Stewardship Cannizzaro; Gabriella Letizia Pellegriti, dirigente medico Endocrinologia Garibaldi; Alfio Saggio, già direttore Chirurgia Acireale; Giovanni Scornavacca, medico di medicina generale.

Revisori: Nicolò Sofia, detto Nico, odontoiatra; Tommaso Piticchio, specializzando endocrinologia Unict; Gaetano Angeli, responsabile oculistica Ospedale Santa Marta.

 

Una nuova realtà nel Sud per migliorare i servizi assistenziali

 

Un progetto dei Comitati Consultivi Aziendali regionali

 NASCE L’ASSOCIAZIONE DEI RIFERIMENTI CIVICI DELLA SALUTE

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Formati 170 cittadini per “dialogare” con il SSR e contribuire al miglioramento dei servizi assistenziali

«Un network d’inclusione sociale, una chiamata pubblica di cittadini consapevoli riconosciuti dal Servizio Sanitario Regionale e coordinati per la migliore tutela della salute, per sé e i propri cari»: con queste parole Pieremilio Vasta – past president dei Comitati Consultivi Aziendali (Cca) regionali – ha ufficialmente annunciato la nascita dell’Associazione regionale dei riferimenti civici della Salute – Rete Civica della Salute. Il nuovo organismo è stato presentato ieri (30 ottobre) a Caltanissetta in occasione del convegno conclusivo del “Programma Formativo dei Riferimenti Civici della Salute e dei Cca”, promosso dal Dasoe (Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico) e dai Comitati Consultivi, in collaborazione con il Cefpas (Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario), che ha certificato 170 riferimenti civici della salute su base regionale.

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Foto Press

Una rete civica che si corporativizza in seno al Dasoe, con l’obiettivo di sostenere le politiche pubbliche sanitarie, sociali, ambientali e culturali, per potenziare le attività di prevenzione ed educazione alla salute, e promuovere il corretto utilizzo dei servizi assistenziali. Una realtà che risponde inoltre alla necessità di formazione civica e di riscoperta del valore dei doveri verso i beni comuni.

«I cittadini – ha spiegato Vasta – sono stakeholders del servizio sanitario e collaboreranno per la prevenzione e promozione della salute. Esprimo grande soddisfazione per un percorso che ha già consentito a tanti di loro di svolgere attività di formazione nelle aziende sul funzionamento del SSR in linea con il principio di una sanità “cittadino-centrica”. A Catania – ha citato il past president – si stanno attivando protocolli d’intesa tra le aziende e i riferimenti civici per l’attuazione dei piani di prevenzione, come lo screening oncologico e di promozione della salute e dei sani stili di vita». Conoscere l’offerta, le modalità di accesso, la semplificazione e il buon uso dei servizi sanitari pubblici, partecipare attivamente alla loro valutazione esterna, sono azioni indispensabili per salvaguardare il diritto costituzionale alla tutela della salute; un’attività fondamentale per veicolare la cultura dell’integrazione dei cittadini nella e per la sanità siciliana.

Istituita nel 2014 dall’assessorato regionale, la Rete Civica della Salute opera per diffondere una migliore fruizione dei servizi sanitari attraverso un “flusso informativo” bidirezionale: dal Ssr al cittadino e viceversa. Due i livelli operativi attuati: “Cittadini Informati” – semplici e utilissime informazioni in “Pillole della Salute” (ad oggi circa 62mila) – e i “Riferimenti Civici della Salute” riconosciuti dal Ssr in ciascun Comune di residenza.

Presenti al convegno nisseno, oltre a una rappresentanza della dirigenza generale delle Asp e delle aziende ospedaliere della regione, il dirigente generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti, il direttore generale del Cefpas Roberto Sanfilippo insieme al direttore della formazione Pier Sergio Caltabiano, il presidente dei Cca regionali Pier Francesco Rizza e in video conferenza Remo Bonichi di Aisdet.

Maloney: “Catania mostra la vera anima del Rotary con i progetti umanitari”

 

IL PRESIDENTE DEL ROTARY INTERNATIONAL MALONEY: «A CATANIA UN MODELLO DI AIUTO CONCRETO PER CONNETTERE IL MONDO»

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Foto Archivio Sud Libertà

La più alta carica rotariana visita l’ambulatorio etneo “Catania Salute e Solidarietà”, che offre assistenza sanitaria gratuita ai bisognosi: in due anni attivate 500 prestazioni mediche per cittadini italiani e stranieri

 

CATANIA –

Catania come modello di impegno e sostegno concreto alle fasce più deboli grazie all’attività dell’ambulatorio “Catania Salute e Solidarietà Onlus”, la realtà che dal 2017 fornisce assistenza sanitaria gratuita ai cittadini bisognosi provenienti da ogni parte del mondo. Questo il grande riconoscimento giunto tramite le parole del presidente del Rotary International Mark Daniel Maloney che – in città in occasione del “Rotary Institute 2019” – ha recentemente  visitato la struttura medica etnea che opera nella sede di Via Santa Maddalena.

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«Sono positivamente colpito – ha commentato il presidente Maloney – per la qualità dei servizi e la dedizione dei volontari che forniscono le necessarie prestazioni mediche a tutti coloro che non potrebbero averne accesso. Ho inoltre appreso che la metà dei pazienti assistiti da questa struttura sono stranieri, rifugiati e cittadini di differenti paesi dell’Africa e del Medio Oriente. Voglio sottolineare l’importanza, oggi, di connettere il mondo attraverso progetti charity portati avanti da rotariani impegnati attivamente a sostegno delle categorie sociali più fragili: questa è la vera anima del Rotary, quotidianamente impegnato a svolgere progetti umanitari con un impatto positivo e a lungo termine».

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«Una bellissima sorpresa inaspettata – ha dichiarato il presidente di “Catania Salute e Solidarietà” Salvo Sarpietroaccogliendo Maloney – Ricevere il presidente del Rotary International, accompagnato dal vicepresidente internazionale Olayinka Hakeem Babalola, dal direttore internazionale Francesco Arezzo, dal vice chairman della Fondazione Rotary Ken Schuppert e dal segretario generale R.I. John Hewko, rappresenta per noi un grande riconoscimento. Un momento importantissimo che certamente ci darà ulteriore energia e motivo di orgoglio per continuare in questa azione che stiamo portando avanti a favore di chi ha bisogno. Grazie ai nostri volontari, medici e non, che dedicano il loro tempo per aiutare gli altri, ogni giorno cerchiamo di dare risposte concrete e di testimoniare l’azione del Rotary nella nostra comunità. I principi fondamentali di equità sociale e responsabilità che ci guidano sono condivisi con il Rotary International».

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Durante la visita agli spazi della struttura – guidato dal responsabile organizzativo di Catania Salute e Solidarietà Ernesto D’Agata – Maloney ha incontrato lo staff medico e i volontari che prestano servizio presso l’ambulatorio polispecialistico garantendone l’attività quotidiana: «Siamo orgogliosi di aver attualmente fornito, da giugno 2017 a settembre 2019, circa 500 servizi medici a cittadini locali e immigrati che vivono nel nostro territorio», ha aggiunto il presidente spiegando che i pazienti che entrano in contatto con l’ambulatorio tramite le strutture caritatevoli della città, sono per il 49% italiani e per il 51% stranieri. «Ringrazio per questo impegno tutti i volontari e le importanti realtà, fra cui la Casa di Cura Morgagni, per il loro prezioso contributo».

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Catania Salute e Solidarietà, che integra i servizi delle strutture locali del Sistema sanitario nazionale, include tre ambulatori dedicati a Medicina Interna e Cardiologia, Chirurgia e Pediatria, Odontoiatria, oltre a fornire attività di orientamento socio sanitario, uno sportello di ascolto psicologico e assistenza legale.

Ad accogliere la delegazione rotariana erano presenti anche i rappresentanti delle strutture del territorio che collaborano con l’ambulatorio: Caritas Diocesana, Centro Astalli, Locanda del Samaritano, Comunità “La conchiglia”, Parrocchia Resurrezione del Signore, Comunità “Il sorriso”, C.P. “Nuova veteres” e Istituto Pio IX che accoglie nei suoi spazi “Catania Salute e Solidarietà”.