E' permesso ai genitori di scegliere se il proprio figlio – affetto da patologia rarissima – debba vivere o no?

SOLO DIO SA QUAL’E’ –NEL CASO DEL BAMBINO CHARLE GARD  – IL COMPORTAMENTO GIUSTO E, FORSE, LO SA ANCHE IL NOSTRO GRANDE PAPA BERGOGLIO

Pronti a staccare la spina dalle apparecchiature c he davano ancora un po’ di vita al bambino di nome Charle Gard di dieci mesi affetto da una rara sindrome, la cui storia ha diviso la Gran Bretagna.

Ad annunciarlo sono stati ieri i genitori Connie e Chris, che hanno perso il ricorso presentato alla Corte europea dei diritti dell’Uomo, respinto il 26 giugno scorso: “Abbiamo il cuore completamente spezzato – hanno infatti scritto sulla pagina Facebook #Charliesfight -. Trascorriamo le ultime ore con il nostro bambino. Non ci è permesso di scegliere se nostro figlio vivrà e non ci è permesso di scegliere quando e dove Charlie morirà. Charlie – concludono – morirà sapendo che è stato amato da migliaia di persone, grazie per il vostro sostegno”.

I genitori del piccolo Charlie – al quale è stata diagnosticata la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una patologia che causa un progressivo e inesorabile indebolimento muscolare – si erano appellati alla Corte europea nel tentativo di ostacolare la decisione di staccare il supporto vitale presa dai medici dell’ospedale pediatrico Great Ormond Street Hospital, dove il piccolo è ricoverato. I coniugi Gard avevano inoltre avviato con successo una raccolta fondi per il trasferimento del piccolo negli Usa, paese nel quale un medico si era reso disponibile a prendere in cura il bimbo e sottoporlo a una terapia sperimentale.

Tuttavia, secondo la Corte europea qualunque ulteriore trattamento avrebbe danneggiato Charlie, sottoponendolo a “dolore continuo, sofferenza e stress” senza produrre alcun beneficio. Da qui la decisione di porre fine alla vita del piccolo.

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