Ricordo del “Generalissimo” Dalla Chiesa: “Il potere è dello Stato…ma devo essere sostenuto in questa lotta..”

Strage Dalla Chiesa: i figli Rita, Nando e Simona non saranno a Palermo

Siamo contrari in linea di principio alle commemorazioni di personaggi eroi. Queste manifestazioni che servono solo per la comprensione della vita alle  nuove generazioni, in realtà hanno il segno triste del fallimento dello Stato dell’epoca   Le domande di allora le riproponiamo oggi e forse anche al prossimo anniversario.     Perchè un generale dello spessore di Dalla Chiesa è stato mandato da solo in Sicilia, terra consacrata al tempo di Mafia sanguinaria?.

LA STATURA DI DALLA CHIESA ERA TALMENTE ALTA CHE INCUTEVA TIMORI E SOGGEZIONE PERSINO AI COLONNELLI E GENERALI DELL’ARMA

Qui è morta la speranza dei palermitani onesti». Questa scritta anonima, comparsa in via Isidoro Carini all’indomani della strage in cui furono uccisi il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, apparve come l’atto di resa di un popolo in ginocchio di fronte alla Mafia.

Era la sera del 3 settembre. Dalla Chiesa e la moglie, dopo essere usciti dalla Prefettura a bordo della A112 beige e seguiti dall’agente di scorta su una Alfetta, furono affiancati da un commando. I killer usarono una tecnica quasi militare, impiegando un Kalanikov ak-47.

Il 3 settembre ricorre il 37° anniversario dell'eccidio del Generale C.A.  Carlo Alberto dalla Chiesa, della consorte Emanuela Setti Carraro e  dell'Agente Scelto della Polizia di Stato Domenico Russo - Il Moderatore.it  -

Cosa nostra intendeva dare una dimostrazione di forza allo  Stato che aveva inviato nell’Isola un generale che aveva ottenuto straordinari risultati nei confronti del terrorismo e delle Brigate rosse. Quella strage concluse nel sangue i cento giorni del generale a Palermo; giorni di solitudine in quella Prefettura diventata quasi un eremo.

Il “generalissimo”  Dalla Chiesa in quel periodo si lamentò dell’assenza di quegli strumenti promessi dal governo nella lotta alla mafia. ” Il potere-diceva- è solo dello Stato ma …..ho necessità di essere sostenuto ed aiutato..

.“Nel giorno dei funerali, la cattedrale di Palermo fu sferzata dalle dure parole del cardinale Salvatore Pappalardo che citando Tito Livio condannò duramente le istituzioni: «Mentre a Roma si pensa sul da fare, la città di Sagunto viene espugnata dai nemici, e questa volta non è Sagunto ma Palermo. Povera la nostra Palermo».

Città che a distanza di quasi 4 decenni  commemora l’anniversario della strage. Siamo specialisti nelle commemorazioni. Meno nel sostenere eroi solitari come il”generalissimo Dalla Chiesa”

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