Cosa prevede la pace fiscale per il 2019 – Il governo- presto- vuol incassare con le cartelle esattoriali 3,5 miliardi di euro

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La manovra approvata prevede la  pace fiscale ed è collegata alla Legge di Bilancio 2019.       Il Governo intende  incassare circa 3,5 miliardi di euro. 

Il decreto è una delle misure più importanti della Legge di Bilancio 2019 del governo Lega-M5s.Vedremo presto  le conseguenze per la popolazione italiana

La pace fiscale, secondo quanto si legge nel contratto di governo firmato da Lega e M5S, consiste in una serie di misure volte a “rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica”.
In un primo momento era stato previsto anche un condono per coloro che non avevano dichiarato i redditi attraverso una una dichiarazione integrativa fino al 30 per cento, con un tetto fissato a 100mila euro, e un’aliquota al 20 per cento sul maggiore imponibile Irpef dichiarato nei cinque anni precedenti.
In un vertice a Palazzo Chigi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 novembre 2018 il Governo ha tuttavia eliminato questa possibilità.

Cosa prevede la pace fiscale contenuta nella manovra di governo 2019

È prevista un’aliquota al 20 per cento per sanare il pregresso di chi ha già presentato la dichiarazione dei redditi. Al contrario di quanto stabilito inizialmente, non si potrà invece optare per la dichiarazione integrativa per far emergere somme non dichiarate.

Per ridurre il contenzioso, si potranno inoltre sanare le liti con il fisco pagando senza sanzioni o interessi il 20 per cento del non dichiarato in 5 anni in caso di vittoria del contribuente in secondo grado o il 50 per cento in caso di vittoria in primo grado.

La rottamazione delle cartelle, che secondo le ultime notizie dovrebbe riguardare i debiti fino a 500mila euro, prevederebbe di pagare i propri debiti in 10 rate da poter dilazionare in 5 anni.

Niente rottamazione ter però per le tasse locali come Imu e Tasi. Questa la maggiore novità nel decreto fiscale atteso nell’aula del Senato. A spiegare i motivi è stato il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci, che per il governo ha seguito i lavori del Senato sul decreto fiscale.

“Non c’è il parere favorevole della Ragioneria”. In aula al Senato, non arriverà neanche l’estensione che consente ai Comuni la facoltà di aderire alla nuova sanatoria. Niente da fare anche per la proroga a settembre della moratoria sulle sanzioni per la fatturazione elettronica.

Per quanto riguarda le controversie pendenti con l’Agenzia delle Entrate, il decreto prevederebbe la possibilità di chiudere i contenziosi pendenti pagando un valore pari al valore della controversia, ridotto in caso di soccombenza in giudizio del Fisco.

I contribuenti che hanno debiti con l’Agenzia delle entrate possono beneficiare della pace fiscale pagando solo una piccola percentuale della cartella. L’importo specifico da pagare viene calcolato singolarmente su ciascun soggetto che aderisce alla procedura. Potrebbero essere previste tre diverse aliquote di pagamento: 25 per cento, 10 per cento e 6 per cento, in base al reddito.

Le cartelle ammesse alla nuova rottamazione sono quelle riferite al periodo che va dal 2000 fino al 31 dicembre 2017 mentre per quanto riguarda la definizione agevolata delle controversie tributarie saranno ammesse le liti fiscali in cui il ricorso di primo grado è stato notificato alla controparte entro il 30 settembre 2018.

Tra le norme contenute nel decreto fiscale c’è la possibilità di correggere gli errori formali nelle dichiarazioni dei redditi con 200 euro per ogni anno ed è previsto un incremento di 3 milioni di euro del Fondo nazionale per le politiche migratorie per la lotta al caporalato: lo stanziamento, a decorrere dal 2019, servirà anche a far funzionare un tavolo apposito al ministero del Lavoro.

In sostanza, ciò che prevede questo decreto fiscale, è la possibilità di pagare l’importo dovuto a condizioni più vantaggiose, senza sanzioni o interessi.

La pace fiscale partirà dal 2019, secondo le tempistiche che verranno specificate nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019.

Le entrate previste, circa 3,5 miliardi di euro secondo le previsioni del governo, serviranno per l’avvio della flat tax, che nel 2019 riguarderà partite IVA e imprese dal 2019 e dal 2020 sarà estesa alle famiglie.

Entro il 30 aprile 2019 bisognerà fare domanda di rottamazione delle cartelle e entro il 16 maggio bisognerà richiedere l’adesione alla definizione agevolata delle liti fiscali.

“Dolcezza”del fisco nel nuovo meccanismo on line “ContiTu” E i pensionati?

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I guai con il fisco, conti, conticini,saranno “addolciti” dal nuovo meccanismo on line detto “Contitu”  Si passa al secondo round della  rottamazione bis delle cartelle prevista dal decreto legge n. 148/2017 convertito in legge n. 172/2017. .Collegandosi al portale  www.agenziaentrateriscossione.gov.it il contribuente può utilizzare ‘ContiTu’, il servizio online che consente di scegliere di ‘rottamare’ solo alcune delle cartelle e degli avvisi indicati nella comunicazione formale inviata agli interessati entro il 30 giugno. L ‘Agenzia delle Entrate comunica che i contribuenti possono richiedere una copia della comunicazione nell’area pubblica del portale, senza la necessità di pin e password.

L’area riservata, contiene la comunicazione.

L’Agenzia delle Entrate spiega quindi come funziona il nuovo servizio. ‘ContiTu’ è il servizio web di Agenzia delle entrate-Riscossione che consente di scegliere di pagare in via agevolata soltanto alcuni degli avvisi-cartelle contenuti nella “Comunicazione delle somme dovute”. Se la domanda di adesione alla Definizione agevolata è stata accolta e il contribuente non intende saldare tutto l’importo, può effettuare entro la scadenza della prima rata (31 luglio 2018 per i carichi affidati nel 2017 e 31 ottobre 2018 per i carichi affidati dal 2000 al 2016), il pagamento soltanto di alcuni debiti (cartelle/avvisi) compresi nella ‘Comunicazione delle somme dovute’. È necessario compilare il form online presente sul sitowww.agenziaentrateriscossione.gov.it e specificare le cartelle/avvisi che si intendono pagare. Il servizio calcolerà l’importo di ciascuna rata e anche il totale. Dopo aver confermato la scelta, Agenzia delle entrate-Riscossione invierà all’indirizzo email indicato dal contribuente i nuovi bollettini Rav con cui sarà possibile effettuare il pagamento entro le scadenze previste.

Per i restanti debiti riportati nella ‘Comunicazione’, la Definizione agevolata, non produrrà effetti e l’Agente della riscossione dovrà riprendere – come prevede la legge – le azioni di recupero. Le cartelle e gli avvisi per i quali il contribuente sceglie di non aderire alla definizione agevolata, fatte salve le eccezioni previste dalla legge, non potranno essere rateizzati.     Vedremo se il meccanismo, adesso più invitante, funzionerà nei prossimi mesi     Una certezza c’è: la categoria degli anziani, che non ha abilità con il computer e il web, resterà disinformata….