Corruzione Policlinico: arrestato Giuseppe Morgia, primario di Urologia e “gestore della gara truccata”

OPERAZIONE  “CALEPINO” DELLA GUARDIA DI FINANZA : COINVOLTI ANCHE DIRIGENTI E INSOSPETTABILI

appalti policlinico, arrestato primario, corruzione, Catania, Cronaca

Il Policlinico di Catania

Sono distanti gli anni in cui il Policlinico era retto da un direttore generale modello di onestà e di disciplina “affine a quella militare”. Parliamo del Segretario generale Antonino Zappalà .   Oggi alcuni  dirigenti non hanno preso quell’esempio e il virus dell’illecito, dell’arricchimento facile è entrato anche al Policlinico di Catania che sembrava immune da questo tipo di cancro.

Gare d’appalto truccate per dispositivi urologici da assegnare a ospedali di Messina, Siracusa, Ragusa, Enna e Catania. I finanzieri di Catania hanno fatto luce su un maxi appalto nel settore della sanità per dispositivi medici per urologia. Secondo gli inquirenti tra gli artefici principali della gara pubblica falsata, destinatario della misura degli arresti domiciliari,  il massimo responsabile è il primario dell’unità di Urologia del Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania, Giuseppe Morgia, di 60 anni.

Immagine correlata

Le indagini sono state condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania e coordinate dalla Procura Distrettuale etnea. L’operazione è stata denominata “Calepino”, dal file sul quale erano annotate le spese personali del medico, finanziate dalle aziende private coinvolte.

Domiciliari anche per il responsabile commerciale della “C.Bua srl”, Massimiliano Titti, 51 anni, legato al settore dell’ingrosso di prodotti medicinale e ortopedici, con sede a Bagheria e rivenditore esclusivo in Sicilia, tra gli altri, dei prodotti della “Karl Storz Endoscopia italia srl” e della “Erbe Italia srl”.

Sospensione per un anno dal servizio di medico pubblico e dall’attività di agenti di commercio Tommaso Massimo Castelli, 40 anni, dirigente medico dell’equipe del professore Morgia; Antonino Di Marco, 57 anni, rappresentante di prodotti sanitari attivo in provincia di Catania, anche su commessa della “C.Bua srl”: Maurizio Francesco La Gattola, 58 anni, agente di prodotti sanitari e medicali, addetto alla vendita di prodotti della “Boston Scientific spa”, con sede a Milano, attiva nel commercio all’ingrosso di articoli mediacali”.

I reati contestati sono turbata libertà degli incanti, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, istigazione alla corruzione, concussione e riciclaggio. L’appalto oggetto dell’indagine è la gara del 17 luglio 2018 bandita dal Policlinico universitario “Vittorio Emanuele” di Catania per l’approvvigionamento triennale, con opzione di rinnovo semestrale, di dispositivi medici per urologia occorrenti alle aziende sanitarie, ospedaliere e universitarie del Bacino della Sicilia Orientale, suddivisa in 209 lotti per complessivi 55.430.178 euro

Si apprende che il Gip ha fissato un’udienza in data 4 marzo prossimo per discutere dell’applicazione della misura cautelare del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione a carico di una delle società commerciali coinvolte  beneficiaria della corruzione perpetrata da un suo rappresentante. L’interrogatorio è stato fissato per il 2 marzo per altri tre dirigenti medici, per i quali il Gip si è riservato di applicare la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio di pubblico servizio a carico degli dirigenti indagati.

Secondo gli inquirenti fondamentali all’operazione sono state  le denunce dei rappresentanti commerciali di società che si ritenevano ingiustamente escluse dalla procedura ad evidenza pubblica, le intercettazioni telefoniche e ambientali, gli accertamenti bancari e le analisi di documenti pubblici acquisiti da banche dati.

Dalle indagini è emerso che Morgia nel settembre dell’anno scorso, pur non avendo alcun incarico formale, avrebbe gestito di fatto la gara.

Altri particolari emergono .L’operazione sarebbe stata effettuata grazie alla “presenza in commissione di un dirigente medico della sua stessa equipe, Tommaso Massimo Castelli”. In cambio avrebbe ottenuto ‘finanziamenti’ per partecipare a convegni, anche all’estero, e apparecchiature mediche personali. Tramontana, in cambio della prescrizione a suoi pazienti di 4 integratori prodotti dalla ditta per cui lavorava, accusa la Procura, “effettuava bonifici per 10 mila euro, promettendo ulteriori 12 mila euro, a favore di un’agenzia di viaggi di Catania, che metteva a disposizione di Morgia i fondi in questione per viaggi del medico e dei suoi familiari”, annotando i fondi in un “Calepino”, che ha dato il nome all’operazione. Morgia è accusato anche di concussione per avere bloccato gli ordini di materiale di consumo del “Robot da Vinci” a una società che gli aveva negato 1.200 euro per una cena benefica di una onlus.