Comune di Palermo: -Autosospensione Catania. Dichiarazione Gelarda (Lega)

 

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Il 2021 non poteva iniziare meglio di così per i palermitani: l’autosospensione dell’assessore meno amato da commercianti e cittadini ci fa tornare a sperare; ancor di più se la sospensione si trasformerà in dimissioni. Giusto Catania, che di fatto è stato sfiduciato due giorni fa dal Consiglio comunale, compresi tutti i partiti che sostengono la Giunta, tranne il suo, dovrebbe solo ringraziare i consiglieri comunali che hanno messo una pezza al bilancio proposto dalla Giunta.

E’ stato infatti il Consiglio ad obbligare Orlando a destinare soldi e risorse per le strade, per le scuole e per il cimitero piuttosto che solo al Tram.Sia chiaro: la Lega non è contro il tram per partito preso, anche se così come è stato pensato non ci convince molto. Quello che è certo è che il tram non è l’unica priorità di Palermo e non è neanche la principale. La città è piena di emergenze che stanno rendendo impossibile la vita ai palermitani. Giusto Catania si faccia un giro per la città, senza dimenticare di farsi accompagnare dai compagni di Sinistra comune, e forse si renderà conto del fatto di aver perso il contatto con la realtà“.

Dichiarazione -Comunicato stampa istituzionale :  Igor Gelarda capo gruppo Lega a Palazzo delle Aquile

Corruzione e abuso d’ufficio: arrestato assessore del Comune di Erice

Appalti, il vicesindaco di Erice arrestato per corruzione

TRAPANI –

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani, hanno tratto in arresto  Salvatore Angelo Catalano, assessore e Vicesindaco del Comune di Erice (Trapani), accusato di corruzione e abuso d’ufficio. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Trapani su richiesta della Procura delle Repubblica.

Le indagini sull’assessore partono dall’estate dello scorso anno accusato di   reati  commessi tra il 2016 ed il 2017. Si tratta di appalti e affidamenti diretti di opere pubbliche. La Procura sta approfondendo le indagini sulle gare d’appalto.

Questo il comunicato dei Carabinieri:

Alle prime luci dell’alba di questa mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani, hanno tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Trapani su richiesta della locale Procura delle Repubblica, Salvatore Angelo CATALANO, assessore e Vicesindaco del Comune di Erice (TP), per le ipotesi di reato di corruzione e abuso d’ufficio. Le indagini hanno permesso di accertare, come afferma il GIP nel provvedimento, “una pluralità d’illeciti attuati dal CATALANO, con spregiudicatezza e disprezzo verso l’amministrazione d’appartenenza, derivante dal fatto che, essendo ormai abituato al potere ed a servirsi del proprio ruolo, ha realizzato interessi personali e privati, ritenendosi al di sopra della legge, tanto da non temere verifiche e controlli”. In tali condotte illecite, ricorrendo all’inganno e mettendo in secondo piano il pubblico interesse, in concorso con taluni appartenenti all’amministrazione comunale ericina, nonché alcuni consiglieri comunali, CATALANO manipolava imprenditori che, pur di accaparrarsi appalti per conto dell’amministrazione, distoglievano risorse pubbliche per gli interessi personali del CATALANO o per quelli di taluni consiglieri comunali vicini allo stesso. Le indagini hanno permesso di rilevare, tra l’altro, che taluni imprenditori, a discapito di altri, erano soliti aggiudicarsi direttamente lavori pubblici con assegnazione diretta, giustificata da una situazione di disagio e d’urgenza, artatamente predisposta per l’occasione. In particolare CATALANO, abusando della sua funzione, esercitava pressioni sul dirigente del settore lavori pubblici al fine di far aggiudicare i lavori di manutenzione della rete di illuminazione pubblica ad un’impresa, dallo stesso sponsorizzata, in spregio ai doveri di imparzialità e buona amministrazione e al principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti. In un’altra occasione, CATALANO, su istigazione di un consigliere comunale, violando i suoi doveri d’imparzialità e buona amministrazione ed invadendo la competenza dei dirigenti amministrativi, esercitava poteri che non gli competevano, dando disposizioni ad un imprenditore titolare di un’impresa, che stava eseguendo lavori per l’amministrazione ericina in tutt’altra zona del territorio comunale, di interrompere quei lavori e realizzare opere di abbattimento di una barriera architettonica presente nello spazio di marciapiede antistante il bar di proprietà di un congiunto del predetto consigliere comunale, facendo sostenere l’intero importo al Comune. La contropartita al solerte operato del CATALANO era stata poi determinata dal consigliere comunale che, pur avendo un impedimento fisico, era stato immancabilmente chiamato a votare a favore del “piano rifiuti” predisposto in quel periodo dall’amministrazione comunale. Atto questo di particolare valenza politica per la maggioranza di governo dell’Ente. CATALANO espletate le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari, con l’utilizzo del braccialetto elettronico, presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

PRESSIONI SULLA DITTA RIFIUTI: AGLI ARRESTI DOMICILIARI L’ASSESSORE LISINICHIA DI NARO

 

L’assessore con delega all’Urbanistica, all’Edilizia Pubblica e Privata, ai Rifiuti e al Servizio Idrico Integrato del Comune di Naro Franceso Lisinichia di 49 anni,(nella foto) ha ricevuto la notifica giudiziaria- eseguita dal Nucleo dei Carabinieri di Agrigento-.di persona agli arresti domiciliari per varie accuse. E cioè:

 

 

 

L’accusa è di tentativo di indebita induzione a dare o promettere somme di denaro. Il provvedimento, emesso a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento,  scaturisce dalle risultanze di una indagine che hanno messo in luce  “una serie di pressioni che l’amministratore pubblico avrebbe esercitato nei confronti del titolare della ditta concessionaria del servizio di raccolta dei rifiuti, per ottenerne la promessa di stipula di un contratto di guardiania, per oltre 65 mila euro annui, a favore di un istituto di vigilanza privata del palermitano. Per conseguire l’obiettivo l’assessore –  avrebbe fatto ricorso a «velate minacce di provvedimenti sanzionatori, a fronte di generiche e fantomatiche mancanze nell’assolvimento del servizio di raccolta» e ad «allusioni a possibili danneggiamenti dei mastelli destinati alla raccolta differenziata».         

Cosenza, corruzione-La Guardia di finanza arresta 12 persone,tra cui sindaco, vicesindaco, assessore e altre misure cautelari

 

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FUSCALDO (COSENZA) – Blitz della Guardia di Finanza a Fuscaldo, 14 misure cautelari, 12 arresti in carcere e due ai domiciliari, tra le persone coinvolte anche il sindaco Gianfranco Ramundo, il vicesindaco Paolo Cavaliere e un altro assessore comunale.

Nell’operazione coordinata dalla Procura di Paola diretta da Pierpaolo Bruni sono stati coinvolti oltre 100 militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Cosenza che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare personale e ad un Decreto di sequestro preventivo, emessi dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia. Nel dettaglio l’operazione è stata coordinata dai sostituti Antonio Lepre e Teresa Valeria Greco oltre che dal Procuratore Bruni.

I reati contestati sono : «corruzione, tentata concussione, indebita induzione a dare o a promettere, peculato, turbative di gare pubbliche e di procedimenti di scelta dei contraenti della Pubblica Amministrazione e falso ideologico”»

Il provvedimento cautelare è stato emesso nei confronti di 14 persone e, oltre agli amministratori pubblici di Fuscaldo, sono stati coinvolti un funzionario pubblico, imprenditori, un professionista ed altri soggetti, che, a seguito delle indagini effettuate dalla Compagnia Guardia di Finanza di Paola «aventi ad oggetto la gestione di molti appalti pubblici ed affidamenti diretti sia del Comune di Fuscaldo (CS) che del Comune di Cosenza, afferenti “lavori, servizi e forniture” di valore complessivo pari ad oltre 7,5 milioni di euro».

“Secondo l’accusa, elemento di collegamento fra i due Enti Locali cosentini era la figura di un funzionario, dipendente a tempo indeterminato presso il Comune di Cosenza ed autorizzato ad esercitare part-time le funzioni di Responsabile di Settore anche presso il Comune di Fuscaldo. Le indagini hanno consentito di «accertare l’esistenza di un collaudato sistema corruttivo e di collusioni nella gestione della cosa pubblica radicato presso gli anzidetti Enti locali ed alimentato da abituali condotte illecite poste in essere da Pubblici Ufficiali ed imprenditori, ai danni dei due Comuni. Le molteplici turbative delle gare e dei procedimenti di scelta dei contraenti della Pubblica Amministrazione sono state scoperte all’esito di articolate e complesse indagini, sviluppate mediante specifiche attività tecniche, analisi di una enorme mole di documentazione cartacea ed informatica acquisita all’esito di perquisizioni e sequestri (aventi ad oggetto anche 26 supporti informatici: tra personal computer, tablet e telefoni cellulari), assunzione di dichiarazioni testimoniali, indagini finanziarie ed accertamenti patrimoniali».

In una analisi dell’operazione «per ciascuna gara pubblica e di procedimento di scelta del contraente, i Finanzieri hanno ricostruito gli accordi clandestini e le collusioni fra i soggetti pubblici e privati, nonché i mezzi fraudolenti utilizzati per assegnare illecitamente i lavori ed i servizi da parte dei Comuni, in violazione alle norme contenute nel Codice degli Appalti ed altre che regolamentano l’esercizio della funzione pubblica. In diversi casi, le indagini hanno documentato che gli atti contrari ai doveri d’ufficio ovvero le omissioni di atti dovuti da parte di Pubblici Ufficiali venivano retribuiti, in termini di contropartita ed in virtù di accordi corruttivi o per effetto delle condotte di indebita induzione, da promesse illecite di utilità, consistite in “incarichi professionali, assunzioni di lavoratori ed utilizzo gratuito di struttura alberghiera”, ovvero dazioni di utilità – rappresentate da “trasferimenti di sede di lavoro di pubblici dipendenti” – ed altri “doni”. Sono stati ricostruiti i rapporti interpersonali fra i Pubblici Ufficiali, gli imprenditori e gli altri soggetti coinvolti, i quali hanno contrassegnato una “funzione pubblica spogliata della sua reale natura”, finalizzata cioè al “perseguimento dell’interesse pubblico e del bene comune”, ma piegata strumentalmente per il “mero raggiungimento di interessi privati”».

Inoltre, in molte occasioni, «la commistione fra gli “interessi pubblici” e gli “interessi privati” ha determinato la creazione di una vera e propria “confusione fra ruoli” tra il Pubblico Ufficiale e l’imprenditore e viceversa».

I riflettori sono stati puntati sul metodo di affidamento diretto della gestione del depuratore comunale di Fuscaldo dal valore complessivo oltre 1.000.000 euro, l’aggiudicazione dei lavori di ripristino del Lungomare di Fuscaldo dal valore complessivo dell’appalto 236.000; la gestione della raccolta, trasporto e conferimento in discarica dei rifiuti, differenziata ed assimilata, servizio di igiene urbana presso il Comune di Fuscaldo per un valore complessivo dell’appalto di 4.000.000 euro; l’affidamento diretto del servizio di pulizia spiagge del Comune di Fuscaldo dal valore complessivo di 16.550 euro; il conferimento da parte del Comune di Fuscaldo di un incarico professionale, l’assegnazione delle concessione demaniali, in relazione al piano spiaggia del Comune di Fuscaldo.

Ed ancora: “il rifacimento di un manto stradale pubblico nella città di Fuscaldo a spese di un imprenditore (quindi non dovuto), già affidatario di commesse; l’installazione di un dehors (insieme degli elementi mobili per la ristorazione, posti sul suolo pubblico o asservito all’uso pubblico); i lavori di completamento della chiesa San Domenico di Cosenza per un valore complessivo 1.920.000 euro; i lavori aggiuntivi per il miglioramento dell’efficienza energetica del Teatro Rendano di Cosenza per un valore complessivo 90.000 euro; – l’acquisto da parte del Comune di Cosenza di un personal computer di ultima generazione, del quale se ne appropriava un Pubblico Ufficiale dal valore 1.337 euro.

Infine si apprende che la Guardia di Finanza ha sequestrato  di beni nei confronti di alcuni indagati e società, per un valore complessivo di 215 mila euro.

A due società, inoltre, è stata applicata la misura cautelare interdittiva del “divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione”, per la durata di un anno.Totale indagati : 20. Si attendono altri sviluppi.

 

TROPPI PRIVILEGI ALLA REGIONE SICILIANA HANNO BLOCCATO IL FUNZIONAMENTO: DISCO VERDE ALLA MOBILITA’

Farò la Mobilità del personale regionale per colmare diversi vuoti e per valorizzare le professionalità.  i Sindacati sono spinti solo da interessi personali non generali

  UN’OPERAZIONE NECESSARIA PER COMINCIARE A SPAZZARE PIAN PIANO I ” DIRIGENTI CRIMINALI DEGLI UFFICI SICILIANI”

  La Regione siciliana si appresta alla riorganizzazione del personale dei vari dipartimenti.  Ecco la comunicazione stampa

Nessuno stop alla mobilità dei dipendenti, ho solo concesso altro tempo al confronto con le organizzazioni sindacali”.

Lo dice l’assessore regionale alla Funzione pubblica, Bernadette Grasso (nella foto)che  e poi aggiunge: “occorre provvedere alla mobilità straordinaria per rafforzare quei dipartimenti in affanno; uno di questi è il Dipartimento delle Attività produttive che, oltre ad accelerare la spesa, consentirà anche di dare ossigeno all’economia dell’isola mediante il supporto alle imprese siciliane. Sulla questione della mobilità – prosegue l’assessore – abbiamo anche coinvolto i sindacati che, invece di comprendere le reali esigenze dei dipartimenti per rispondere ai fabbisogni dei cittadini, si limitano ad ostacolare qualsiasi percorso di riforma che ormai non può più attendere, come sanno bene tutti i dipendenti di questa Regione e tutti i cittadini che si aspettano servizi più efficienti ed in tempi certi. Dall’inizio di questa legislatura abbiamo messo in campo le azioni necessarie per riorganizzare e rendere più efficace la struttura amministrativa. In tal senso, abbiamo partecipato attivamente alla redazione del Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA), attraverso la previsione di una puntuale azione, con due focus: il primo focus per coloro che già operano per la gestione della spesa comunitaria; il secondo finalizzato ad ampliare la platea di dipendenti regionali che dovranno acquisire le necessarie competenze per programmare e gestire al meglio la spesa dei Fondi UE. Tale modo di operare è stato, fra l’altro, molto apprezzato dalla Commissione Europea in occasione della approvazione del PRA”.

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Ma ci sono anche altri motivi di mobilità straordinaria “Inoltre, la Regione siciliana è stata invitata ad incrementare le risorse necessarie per fare crescere la competenza dei dipendenti. In questo ambito abbiamo previsto meccanismi per incentivare e motivare, con trattamenti accessori, il personale impegnato nelle operazioni di gestione dei fondi comunitari – dice ancora Grasso – mediante l’attivazione di progetti speciali che possano garantire un trattamento accessorio per coloro che sono impegnati nelle attività di programmazione e gestione della spesa comunitaria”.

“Sempre nell’ottica di una completa ed organica riorganizzazione – aggiuge l’assessore – abbiamo attivato un percorso per il riequilibrare le competenze al fine di valorizzare le risorse umane della Regione, spesso non opportunamente motivate e non organizzate in maniera tale da rendere il loro operato più efficiente ed efficace. Il nostro intento è quello di valorizzare tutto il personale e di metterlo nella condizione di potere rispondere tempestivamente alle esigenze dei cittadini”.

“Questa operazione di valorizzazione – conclude l’assessore Grasso – sarà affrontata con una riqualificazione del personale e con la necessaria riorganizzazione dei profili e dei ruoli che ognuno sarà chiamato a compiere, prevedendo anche un congruo trattamento economico in funzione del lavoro che ognuno espleterà. Quindi, stiamo lavorando per valorizzare il personale e, non come falsamente raccontato dai sindacati, per penalizzarlo. È chiaro a tutti che il dipartimento della Funzione pubblica negli anni passati non si è mai occupato del tema della riorganizzazione del personale e, quindi, il lavoro sarà faticoso perché occorre superare anche tutte le carenze del passato. Ma il nostro impegno è quello di fare bene e fare in fretta”.

 

Indifferenza politica amministrativa per la manutenzione stradale ed integrazione lampioni di Via Ragalidda a Nicolosi

SUD LIBERTA’  ha ricevuto  tante segnalazioni sulla disfunzione appresso lamentata:

Il Comune di Nicolosi, il sindaco Angelo Pulvirenti, l’assessore ai lavori pubblici, il tecnico incaricato della manutenzione delle strade comunali hanno lasciato la Via Ragalidda – un’arteria che collega dal Campo sportivo “Pulvirenti” Nicolosi con Pedara – in un desolato abbandono.

Gli abitanti si ritrovano qui una rete stradale piena di buche e voragini e dire da terzo mondo è un eufemismo, tanta è l’incuria e il disinteresse dimostrati dai politici e dai competenti uffici. . Nemmeno nella vicina Africa ci sono strade come da noi, e questo si riflette pesantemente nella vita quotidiana degli abitanti, dei residenti e visto che la via Ragalidda per la sua posizione ha ottimi connotati turistici e nelle passate amministrazioni ha subito il grave torto di non essere equiparata in tema di edificabilità alle lontane vie del quartiere (a cominciare da Via Palermo per un distorto ed irreale piano regolatore ideato dal sindaco del tempo S. Moschetto che creò vistose disparità e favoritismi e oggi uccide qualsiasi velleità di promozione turistica. Fare l’elenco delle buche o crateri è quasi impossibile. E più passa il tempo, più questo peggiora. C’è anche la presa in giro –violazione in fatto di trasparenza del dipendente comunale- del tecnico che si occupa del settore lavori pubblici – strade(geometra Giuffrida) visto che interpellato dagli abitanti da un anno a a questa parte recita il solito rituale:” La prossima settimana provvederemo”.  Roba da galera senza appello L’assessore non esiste se non si accorge neppure che in via Ragalidda ci sono segnali stradali che il forte vento vento ha rimosso dal manto stradale.

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A peggiorare le cose in alcuni punti della via Ragalidda , l’Acoset non ha completato dallo scorso anno un tratto stradale ( n.9)interessato da una nuova tubazione e non sono collocati – ad integrazione – i lampioni di illuminazione sui pali dell’Enel per aumentare la visibilità serale e notturna ma di competenza propositiva del Comune. ”.

Certo c’è – è coro unanime -che non può continuare in questo modo. Chi percorre ogni giorno centinaia di chilometri non può rischiare costantemente la pelle e di consegnare spesso l’automobile ai meccanici”.

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