Le chiavi del futuro nelle mani dei più piccoli

Odcec Catania, tour tra i banchi all’insegna della legalità

Progetto ludico-educativo in tre scuole primarie: Giuseppe Russo (Giarre), San Domenico Savio (San Gregorio) e Parini (Catania)

CATANIA  

A lezione di legalità tra i banchi: un viaggio itinerante nelle scuole della provincia di Catania per un progetto dal grande valore sociale: “Tasse? Ce le racconta il commercialista!”.

«Un percorso ludico-istruttivo per formare i giovani alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria di primo grado, al fine di diffondere l’importanza della legalità fiscale – commenta il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Catania Giorgio Sangiorgio, che insieme al Consiglio etneo ha sposato l’iniziativa del Consiglio Nazionale – Per noi, un’occasione per adempiere al nostro ruolo sociale, promulgando valori etici e principi costituzionali. È partendo dai più piccoli che si può costruire un futuro migliore: attraverso un approccio culturale positivo verso la fiscalità, Odcec Catania si pone l’implicito obiettivo di contribuire alla diffusione della consapevolezza dei benefici, in termini di Servizi Pubblici, che derivano dal pagare le tasse».

La prima tappa – grazie al supporto del consigliere dell’Ordine Daniele Incardona e la piena disponibilità della preside Maria Novelli – è stato l’istituto comprensivo statale “Giuseppe Russo” di Giarre, con grande partecipazione degli oltre 90 bambini coinvolti. «Nelle aule delle scuole possiamo trovare terreno fertile, incidendo sulla conoscenza e consapevolezza dei cittadini di domani – dichiara la coordinatrice dell’iniziativa, la consigliera dell’Ordine dei commercialisti di Catania Marilù Fragalà – “La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente” diceva Einstein, e questi bambini hanno mostrato grande entusiasmo e apertura verso i temi della legalità. Attraverso il gioco, lo scambio, la semplice narrazione dei principi e dei doveri dei cittadini, siamo riusciti a stimolare il dibattito, valorizzando l’importanza della Cosa Pubblica e orientando i ragionamenti dei giovani studenti verso i principi fondamentali della Costituzione. Bisogna innestare e rinnovare un concetto che sembra ormai annebbiato in questa contemporaneità, quello “di essere Stato e sentirsi Stato”».

Diverse le attività messe in campo per raggiungere gli obiettivi prefissati e per attirare l’attenzione e l’interesse dei bambini: «Nel corso delle 2 ore in programma sono previsti l’utilizzo di un cartoon, di slides, di un libretto contenente l’intero lavoro – che verrà consegnato con relativo attestato di partecipazione – e il gioco “Tasse!!? Lo Stato siamo noi, la legalità vince”, omaggiato alla classe per continuare a imparare divertendosi», prosegue Fragalà.

Oggi l’appuntamento alla “San Domenico Savio” di San Gregorio, con una platea di 80 bambini, suddivisa in due giorni (seconda tappa il 7 maggio). Ultimo incontro alla “Parini” di Catania: due le giornate formative, una il 6 e l’altra il 7 maggio.

Come comportarsi da lunedi 15. A Messa niente “scambio della pace”. Portare addosso l’autocertificazione

COVID-19, LA REGIONE BLOCCA BARBIERI, PARRUCCHIERI E CENTRI ESTETICI. APERTI  GLI IMPIANTI PER I RIFIUTI - Telemia

Parrucchieri aperti in Sicilia (zona arancione)

 

Le nuove misure, nuove restrizioni, e regole di comportamento. Nei giorni di festa “nelle zone interessate dalle restrizioni, gli spostamenti verso altre abitazioni private abitate saranno possibili solo una volta al giorno, tra le ore 5.00 e le 22.00, restando all’interno della stessa Regione”. Quindi, sì alle visite a parenti e amici nel rispetto del coprifuoco.

Pasqua 2021 blindata in zona rossa, a messa con l’autocertificazione e in una chiesa vicino a casa. Sarà così, visto il decreto, per i fedeli di tutto il Paese. Da lunedì queste disposizioni varranno per tutte le regioni che sono diventate zona rossa. 

L’ingresso dei fedeli avverrà  in numero contingentato, l’obbligo di mascherina e la distanza di sicurezza. Niente scambio della pace o stretta di mano ma un inchino guardandosi negli occhi. Per i riti di Pasqua, la Cei ha invitato i fedeli a partecipare alla celebrazione in presenza nel rispetto rigoroso delle norme anti contagio. Lo streaming consigliato agli anziani e alle persone più a rischio. Quanto ai riti legati alla Settimana Santa, si consiglia la consegna in mano dell’ulivo benedetto, meglio se in buste, preventivamente confezionato. Niente lavanda dei piedi, cerimonie nel rispetto del coprifuoco.

Rimane in vigore il divieto di spostamento tra le regioni. E’ possibile spostarsi dalla regione di residenza solo per motivi di lavoro, di salute o per urgenze. In questo caso, occorre tenere addosso l’autocertificazione compilata.

Dal 15 marzo al 2 aprile e il 6 aprile 2021, nelle zone gialle e arancioni, sarà possibile recarsi in altre abitazioni private abitate solo una volta al giorno, tra le ore 5.00 e le 22.00, restando all’interno dello stesso Comune”. Il provvedimento consente gli spostamenti per visite private -a parenti o ad amici- ad un massimo di due persone “che potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi”. Tali spostamenti -e quindi le visite- sono possibili solo in zona arancione. No,ovviamente, in quella rossa.

Punctum dolens: In zona arancione e zona rossa, in particolare, bar e ristoranti resteranno chiusi. Resta consentito l’asporto fino alle 22 (fino alle 18 per i bar), a patto che il consumo non avvenga sul posto o nelle vicinanze, ed è permessa la consegna a domicilio senza limiti di orario.

Le nuove regole della zona rossa prevedono che rimangano chiusi barbieri e parrucchieri.Mentre in zona arancione, come la Sicilia, potranno liberamente esercitare. Rimangono aperti molti altri esercizi: alimentari, tabaccherie, ferramenta, edicole, farmacie, profumerie, lavanderie, negozi di ottica, negozi di intimo e di biancheria per la casa, negozi per abbigliamento di bambini, negozi di giocattoli.

Nella zona rossa, secondo le misure specificate sul sito del governo, “sono sospese l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso”. Non sono consentiti gli sport di contatto e “sono inoltre vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale”. E’ consentito svolgere attività motoria in forma individuale, nel rispetto del distanziamento, nei pressi della propria abitazione.

Nella zona arancione “è consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento”. E’ vietato l’uso di spogliatoi interni.

Gli sport di contatto sono sospesi. Sono inoltre vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale. E’ permesso “svolgere all’aperto e a livello individuale” allenamenti. Per gli sport di squadra, gli allenamenti “potranno svolgersi in forma individuale, all’aperto e nel rispetto del distanziamento”.

MAFIA NISSENA. IL TRIBUNALE DI CALTANISSETTA, SU INDAGINE DELLE FIAMME GIALLE, SEQUESTRA BENI PER OLTRE 68 MILIONI DI EURO (9 IMPRESE PIU’ 192 IMMOBILI)

Sequestrati beni e società, per un valore complessivo di 68 milioni di euro, a tre imprenditori di Gela

Scoperta la provenienza mafiosa del capitale investito nella rivendita di automobili per alimentare un “mercato del credito irregolare”

CALTANISSETTA,

Il Tribunale di Caltanissetta, Sezione Misure di Prevenzione, su proposta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta ha emesso dunque tre decreti di sequestro di beni ai sensi della normativa antimafia, nei confronti di L. S. (70 anni), L. R. (45 anni) e L. F. A. (65 anni), imprenditori gelesi noti nel settore immobiliare e soprattutto in quello della commercializzazione di autovetture, anche di lusso.

Le attività investigative che hanno portato all’adozione dei provvedimenti di sequestro sono state svolte da personale della D.IA. e della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caltanissetta che in queste ore sta provvedendo a dare esecuzione ai provvedimenti di sequestro di prevenzione.

Gli imprenditori colpiti dall’odierna misura di prevenzione patrimoniale, attualmente indagati per concorso esterno in associazione mafiosa, sono stati ritenuti soggetti di elevata e qualificata pericolosità sociale in ragione della loro contiguità e complicità con organizzazioni criminali riconducibili a cosa nostra. In particolare le attività investigative hanno fatto emergere una sorta di opportunismo affaristico con esponenti della famiglia mafiosa dei “RINZIVILLO”.

Le indagini di natura economico patrimoniale hanno fatto emergere il reinvestimento da parte degli indagati di ingenti capitali di illecita provenienza in numerose società, formalmente intestate ai famigliari dei predetti, attive nel settore dell’edilizia e della rivendita di autovetture.

Il provvedimento ablativo, trae origine dalle risultanze criminologiche compendiate nell’ambito di complesse e articolate attività investigative che sono state nel tempo coordinate dalla DDA della Procura della Repubblica di Caltanissetta e delegate sia alla D.I.A. che alla Guardia di Finanza nissena.

Le odierne attività investigative hanno comportato una meticolosa analisi dei rapporti economici tra i menzionati imprenditori ed appartenenti alle famiglie mafiose di Gela protrattisi per anni; invero già nel giugno del 2006, la DIA aveva effettuato un sequestro preventivo della concessionaria L. S.r.l., nell’ambito dell’operazione “TERRA NUOVA 2”, ed aveva in quel contesto deferito all’A.G., per il reato di riciclaggio allora contestato con l’aggravante dell’art. 7 della L. 203/91, L. S. e suoi familiari.

Detto procedimento fu successivamente archiviato a seguito di una “pseudo collaborazione” del medesimo L. S. che, nel frattempo, aveva riferito, ad altri uffici investigativi, di episodi estorsivi asseritamente subiti nel tempo tentando in tal modo di accreditarsi quale vittima della criminalità organizzata. Successive acquisizioni probatorie costituite dalle dichiarazioni rese da numerosi collaboratori di giustizia dell’area gelese, hanno consentito di far luce sulla reale natura dei rapporti tra i componenti della famiglia L. e le organizzazioni mafiose operanti sul territorio.

Nel luglio del 2019, pertanto il G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Caltanissetta dava esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. di Caltanissetta nell’ambito dell’operazione “CAMALEONTE”, nei confronti di L. F. A., del fratello L. S., nonché del figlio di quest’ultimo, L. R., tutti indagati per il delitto di cui agli artt. 110, 416 bis c.p. e altro in quanto “… pur non essendo stabilmente inseriti nel sodalizio mafioso denominato “Cosa Nostra” operante in Catania, Gela, Vittoria e territori limitrofi, concorrevano nell’associazione mafiosa suddetta contribuendo sistematicamente e consapevolmente alle attività ed al raggiungimento degli scopi di tale organizzazione mafiosa, e segnatamente della famiglia mafiosa di Gela (Rinzivillo ed Emmanuello)…” .

La provenienza mafiosa del capitale investito nella rivendita di automobili si affiancava a un vero e proprio “mercato del credito irregolare”, mediante il quale la famiglia degli imprenditori è riuscita ad accaparrarsi una vasta platea di clienti; il sistema, artatamente costituito, prevedeva una dilazione, mediante assegni post-datati, per il pagamento delle autovetture che, in caso di insolvenza, venivano recuperate e registrate fittiziamente come noleggi; l’elevata capacità di intimidazione ha consentito di ridurre al minimo il rischio di insolvenza, presentandosi agli occhi dei malcapitati con le “diverse facce”, ora di commerciante disponibile, ora di operatore di recupero crediti inflessibile. Questo surrogato del circuito finanziario legale produce effetti negativi che ricadono nel tessuto dell’economia sana, incidendo sia sulla libertà d’impresa che sulle relazioni di concorrenza e ha consentito al gruppo L. di affermarsi come una delle concessionarie di autoveicoli di alta gamma di riferimento del sud Italia.

I profili criminologici degli odierni proposti, complessivamente acquisiti nell’ambito delle passate  investigazioni, sono stati corroborati da accurati accertamenti economico-patrimoniali delegati dalla Procura nissena alla DIA e ai militari delle Fiamme Gialle, consentendo di ricostruire, riesaminare e riattualizzare la storia imprenditoriale “affaristica” di L. S.,  L. R.,  L.S.,  L. F. A., con ciò portando all’emissione dei provvedimenti di sequestro, emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Caltanissetta, ritenendo in modo incontrovertibile la sfera imprenditoriale fortemente permeabile alla criminalità organizzata.

Il valore complessivo delle misure di prevenzione patrimoniale ammonta ad oltre 68 milioni di euro e riguarda 9 imprese (8 con sede in provincia di Caltanissetta e 1 in a Varese) 192 immobili [siti in Gela (CL), Marina di Ragusa (RG) e Vittoria (RG)], nonché 40 terreni (siti nel gelese) e 47 rapporti bancari, finanziari e assicurativi.

Valutato l’andamento epidemiologico in Sicilia, Musumeci ordina la “riapertura di tutti i locali e lo svolgimento delle attività”

 

Regione Siciliana - Sito Ufficiale

 

 

Ecco l’Ordinanza – urgente – del Presidente della Regione Sebastiano Musumeci.

“Considerato che, inoltre, il decreto legge 16 maggio 2020, n. 33 ha consentito, a far data dal 18 maggio 2020, la riapertura di tutto il commercio al dettaglio, dei servizi alla persona e delle attività di ristorazione, a condizione che siano rispettati i protocolli e le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio,
nonché ha rimesso alle Regioni la facoltà di avviare, alle medesime condizioni ulteriori, attività economiche e produttive;
Rilevato che il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 giugno 2020 non ha previsto specifiche limitazioni allo svolgimento delle attività produttive industriali e commerciali, subordinandone l’esercizio al rispetto dei protocolli di
cui all’articolo 2 del citato Dpcm, ovvero al rispetto di protocolli o linee guida nazionali o regionali per prevenire o ridurre il rischio del contagio, nonché, per talune attività, condizionandone l’esercizio al preventivo accertamento della
compatibilità del loro svolgimento con l’andamento della situazione epidemiologica in ciascuna Regione;
Ritenuto in modo specifico, che le attività di cui al citato decreto del Presidente del Consiglio dell’11 giugno 2020, in cui è richiesta la preventiva verifica della compatibilità del loro svolgimento con l’andamento della situazione epidemiologica in ciascuna Regione sono: a) i c.d. sport di contatto (art.1, com.1,let. g); b) le attività dei comprensori sciistici (art.1, com.1, let. h); c) le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo (art.1, com.1, let. l); d) le attività in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, nonché le fiere e i congressi (art.1, com.1, let. m); e) le attività di centri benessere, di centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza che sono erogate nel rispetto della vigente normativa), di centri culturali e di centri sociali (art.1, com.1, let. z); f) le attività dei servizi
ristorazione (art.1, com.1, let. ee); g) le attività dei servizi alla persona (art.1,com.1, let. gg); h) le attività degli stabilimenti balneari e nelle spiagge di libero accesso (art.1, com.1, let. mm). Tutte le predette attività, inoltre, devono essere
esercitate rispettando i protocolli o le linee guida nazionali o regionali, comprese le Linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome;
Considerato l’articolo 1, comma 14, del decreto legge 16 maggio 2020, n. 33; Valutato l’andamento epidemiologico nel territorio siciliano, come già accertato dai competenti Organi di controllo nazionali e della Regione, è di livello “basso” e
che lo Stato, nel proprio decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020, ha individuato quali linee guida applicabili per prevenire o ridurre il rischio di contagio nelle diverse attività economiche e produttive autorizzate le
regole indicate nelle c.d. Linee guida del 16 maggio 2020 approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, come modificate ed integrate il 22 maggio 2020, il 25 maggio 2020 e l’11 giugno 2020;
Il  Presidente della Regione Nello Musumeci ordina che :

DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1
(recepimento delle disposizioni nazionali e ambito di applicazione della presente Ordinanza) Nel territorio della Regione Siciliana, dalla data del 15 giugno 2020, hanno efficacia le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica di cui al decreto legge 16 maggio 2020, n. 33, nonché le ulteriori disposizioni di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 giugno 2020.
Sono, pertanto, abrogate tutte le precedenti Ordinanze del Presidente della Regione, ad eccezione della Ordinanza n. 24 del 6 giugno 2020 che continua ad avere integrale efficacia, nonché ad esclusione delle disposizioni esplicitamente richiamate nella presente Ordinanza.

ATTIVITÀ ECONOMICHE, PRODUTTIVE, SOCIALI E SPORTIVE
Art. 2
(attività produttive industriali, artigianali, commerciali e sociali) Nel territorio della Regione Siciliana, dal 15 giugno 2020, sono consentite tutte le attività economiche e sociali individuate nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11
giugno 2020.
Sono consentite, sempre a fare data dal 15 giugno 2020, le seguenti attività economiche e sociali,essendo stata preventivamente verificata la compatibilità del loro svolgimento con l’andamento della situazione epidemiologica nella Regione Siciliana: – sale giochi, sale scommesse e sale bingo; – sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, nonché le fiere e i congressi; – centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza che sono erogate nel rispetto della vigente normativa), centri culturali
e centri sociali; – comprensori sciistici; – servizi ristorazione; – le attività dei servizi alla persona; – stabilimenti balneari e spiagge di libero accesso.
Dal 15 giugno 2020 è, altresì, consentito lo svolgimento delle attività specificatamente indicate nelle Linee guida dell’11 giugno 2020 e sue successive modifiche ed integrazioni, approvate in pari data dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome (Allegato 1, d’ora innanzi richiamate anche soltanto come “Linee guida”):
– commercio al dettaglio; – attività ricettive; – commercio al dettaglio su aree pubbliche (mercati e mercatini degli hobbisti);
– uffici aperti al pubblico; – piscine; – palestre; – manutenzione del verde; – musei, archivi e biblioteche;– strutture ricettive all’aperto (campeggi); – rifugi alpini; – attività fisica all’aperto;– noleggio veicoli e altre attrezzature; – informatori scientifici del farmaco; – aree giochi per bambini; – circoli culturali e ricreativi; – formazione professionale; – cinema e spettacoli dal vivo;
– parchi tematici e di divertimento; – sagre e fiere locali; – professioni della montagna (guide alpine e maestri di sci) e guide turistiche.
Riguardo ai servizi per l’infanzia e per l’adolescenza è consentita l’attività a decorrere dal 22 giugno 2020, previo decreto attuativo dell’Assessore regionale della Famiglia e delle politiche sociali, d’intesa con l’Assessore regionale per la Salute, da emanarsi entro il 21 giugno 2020;
Tutte le attività consentite, al fine di prevenire il rischio di contagio, devono svolgersi secondo le modalità disciplinate della Linee guida.  Per il contenimento del contagio e per lo svolgimento in sicurezza delle dette attività, inoltre, devono applicarsi nel territorio della Regione Siciliana i protocolli specificatamente sottoscritti ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 giugno 2020.
In ogni caso, devono essere applicate tutte le disposizioni di prevenzione indicate specificatamente nel decreto legge 16 maggio 2020, n. 33, nonché nel successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 giugno 2020.  Eventuali ed ulteriori indicazioni di ordine generale per lo svolgimento delle attività produttive industriali, artigianali e commerciali non previste nelle Linee guida e da esse non richiamabili per analogia, ovvero non disciplinate da protocolli di settore nazionale, sono regolate con autonomo decreto dell’Assessore regionale della Salute, previo parere del Comitato Tecnico Scientifico
istituito dalla Regione Siciliana.
Il mancato rispetto delle Linee guida, ovvero di ogni regola sopra richiamata, determina la sospensione delle attività fino al ripristino di tutte le condizioni di sicurezza e di adeguati livelli di protezione, nonché l’applicazione delle sanzioni previste per legge.
Art. 3
(prolungamento dell’orario di apertura e rinuncia al giorno di chiusura)
Al fine di rendere compatibile l’esercizio delle attività autorizzate con il rispetto delle Linee guida, i titolari di esercizi sono autorizzati a prolungare l’orario di apertura della propria attività (comunque non oltre le ore 23:30), ovvero rinunciare al giorno di chiusura settimanale. Detta disposizione non si applica per le attività i cui orari ordinari di chiusura sono successivi a quello sopra indicato.
Art. 4
(attività sportiva o attività motoria)
L’esercizio dell’attività sportiva e dell’attività motoria in genere è disciplinata, per ogni suo aspetto,dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 giugno 2020. A decorrere dal 20 giugno 2020 è consentito, inoltre, lo svolgimento degli sport di contatto, nel rispetto delle disposizioni di prevenzione del contagio di cui all’articolo 1, com. 1, lettere “f” e “g”, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 giugno 2020, previo decreto attuativo dell’Assessore regionale del Turismo, dello spettacolo e dello sport, d’intesa con l’Assessore regionale per la Salute, da emanarsi entro il 18 giugno 2020.
Art. 5
(mobilità e trasporti)
Gli spostamenti infra ed interregionali non sono soggetti ad alcuna limitazione, permanendo l’obbligo di osservanza delle misure di contenimento del contagio.
I controlli sanitari sui passeggeri in arrivo ed in partenza nei porti e negli aeroporti sono di competenza nazionale e ricadono nella responsabilità degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), che provvede a organizzare adeguati servizi.
Gli esercenti di servizio di trasporto pubblico locale di linea extraurbano su gomma assicurano i servizi garantendo almeno il 60 % degli assetti previsti dagli attuali contratti stipulati con la Regione Siciliana. Il Dipartimento Regionale delle  nfrastrutture, della mobilità e dei trasporti può rimodulare tali assetti in relazione a nuove sopravvenute esigenze di mobilità.
Gli esercenti di servizio di trasporto pubblico locale di linea urbano su gomma assicurano i servizi garantendo gli assetti previsti dagli attuali contratti stipulati con le Amministrazioni comunali.
Gli esercenti di servizi di trasporto pubblico locale di linea che effettuano i collegamenti a mezzo navi – traghetto e a mezzo unità veloci con le Isole minori della Regione Siciliana devono effettuare i servizi secondo gli assetti stagionali previsti dagli attuali contratti stipulati con la Regione Siciliana e l’Amministrazione dello Stato.
Restano ferme le disposizioni nazionali vigenti in materia.
Art. 6
(coordinamento per le attività emergenziali)
Continua ad operare, presso la Presidenza della Regione Siciliana, il Coordinamento per le attività necessarie al contenimento della diffusione del Covid-19, istituito con Ordinanza n. 2 del 26 febbraio 2020.

MISURE IN MATERIA DI PREVENZIONE SANITARIA
Art. 7
(disposizioni per i soggetti positivi in stato di isolamento domiciliare)
I soggetti residenti e domiciliati in Sicilia, dei quali sia stata accertata la positività al contagio da Covid-19, hanno l’obbligo di:
a) comunicare le proprie condizioni di salute al Medico di Medicina Generale o al Pediatra di Libera Scelta e al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale territorialmente competente, secondo le cadenze temporali fissate dai vigenti protocolli di sorveglianza sanitaria;
b) permanere in isolamento rispetto agli altri componenti del proprio nucleo familiare, adottando una condotta improntata al distanziamento dai propri congiunti e/o coabitanti, curando di aerare più volte al giorno i locali dell’abitazione;
c) comunicare i nominativi dei propri conviventi, che le Aziende Sanitarie Provinciali provvedono a trasmettere in un apposito “elenco unico giornaliero” alle Prefetture competenti per territorio.
L’inadempimento di tale disposizione integra l’ipotesi di grave violazione ex articolo 20, commi 6 e 7, della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5.
Alle disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 sono tenuti i soggetti coabitanti per la durata di giorni quattordici, decorrenti dalla data di accertamento di positività del contagio. Essi sono sottoposti al tampone rinofaringeo a conclusione del suddetto periodo.
Sono esclusi dagli obblighi di cui al precedente comma i soli soggetti conviventi appartenenti alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al servizio sanitario (ivi compreso il personale amministrativo) per i quali non sia stato concesso il lavoro agile (c.d. smart working).
I soggetti non residenti nell’Isola o ivi domiciliati, che facciano ingresso in Sicilia tra la data dell’8 giugno 2020 e quella del 30 settembre 2020, osservano le disposizioni di cui agli artt. 2 e 3 dell’ordinanza del Presidente della Regione Siciliana n. 24 del 6 giugno 2020.
Art. 8
(attuazione del Decreto del Ministro della Salute del 30 aprile 2020)
Al fine di dare attuazione alle misure di monitoraggio della evoluzione del contagio epidemico previste dal Decreto del Ministro della Salute del 30 aprile 2020, i Direttori Generali delle Aziende del Sistema sanitario regionale sono tenuti ad inserire tutti i nuovi casi positivi nella piattaforma di sorveglianza nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità di cui all’OCDPC del 27 febbraio 2020.
Tale adempimento va compiuto entro 24 ore dalla diagnosi. I medesimi Direttori Generali sono,altresì, tenuti ad aggiornare tempestivamente i dati sullo stato clinico dei pazienti ai fini del calcolo degli indicatori di cui al Decreto.
L’inadempimento delle disposizioni che precedono integra l’ipotesi di grave violazione ai sensi dell’art. 20, co. 6 e 7, della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5.
Art. 9
(disposizioni inerenti l’attraversamento dello Stretto di Messina)
Gli spostamenti dei passeggeri via mare da Messina per Villa San Giovanni e Reggio Calabria e viceversa sono disciplinati dai provvedimenti adottati dal Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della Salute, tenuto conto dell’andamento epidemiologico nell’Isola.
I lavoratori pendolari che attraversano lo Stretto di Messina devono compilare il modello allegato alla presente ordinanza (Allegato 2) e trasmetterlo al Dipartimento di Protezione Civile della Presidenza della Regione Siciliana, a mezzo mail al seguente indirizzo: lavoratoripendolari@protezionecivilesicilia.it.
Art. 10
(disposizioni per le Isole minori della Regione Siciliana)
In vista dell’avvio della stagione turistica e ai fini del rispetto delle misure di prevenzione e contenimento del contagio, i sindaci dei Comuni di Favignana, Lampedusa, Leni, Lipari, Malfa,Pantelleria, Santa Marina Salina e Ustica sono autorizzati, anche mediante intese da raggiungere con i Comuni sui cui territori insistono i porti di partenza, alla adozione di misure adeguate per l’accesso alle Isole minori, previa adozione di protocolli sanitari da sottoporre all’approvazione
dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana.
Art. 11
(uso della mascherina)
Ferme le specifiche disposizioni sull’uso di dispositivi di protezione individuale e del distanziamento, l’impiego della mascherina è previsto nei luoghi pubblici e nei locali dove non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale. Il dispositivo protettivo deve, pertanto, essere sempre nella disponibilità del cittadino nella eventualità in cui ne sia necessario l’utilizzo.
Non sono soggetti all’obbligo di utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di disabilità che ne rendano incompatibile l’uso.
Per coloro che svolgono attività motoria non è obbligatorio l’uso di mascherina o copertura durante l’attività fisica stessa, mantenendo il distanziamento di metri due”…….

L’economia delle attività illegali non conosce crisi: 17,1 miliardi euro valore aumentato negli ultimi 4 anni

 

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Un’economia, quella ascrivibile alle attività illegali, che non conosce crisi: secondo uno studio dell’Ufficio della Cgia,il valore aggiunto di queste attività fuorilegge (17,1 miliardi di euro) è aumentato negli ultimi 4 anni di oltre 4 punti percentuali.

 “Lungi dall’esprimere alcun giudizio etico – afferma l’Ufficio studi della Cgia  – è comunque deplorevole che gli italiani spendano per beni e servizi illegali più di un punto di Pil all’anno. L’ingente giro d’affari che questa economia produce, costringe tutta la comunità a farsi carico di un costo sociale altrettanto elevato. Senza contare che il degrado urbano, l’insicurezza, il disagio sociale e i problemi di ordine pubblico provocati da queste attività hanno effetti molto negativi sulla qualità della vita dei cittadini e degli operatori economici che vivono e operano nelle zone interessate dalla presenza di queste manifestazioni criminali”.

“Tra le attività illegali – l’Istat include solo le transazioni illecite in cui c’è un accordo volontario tra le parti, come il traffico di droga, la prostituzione e il contrabbando di sigarette e non, ad esempio, i proventi da furti, rapine, estorsioni, usura, etc. Una metodologia, quest’ultima, molto discutibile che è stata suggerita dall’agenzia statistica della Comunità europea che, infatti, ha scatenato durissime contestazioni da parte di molti economisti che ritengono sia stato inopportuno aumentare il reddito nazionale attraverso l’inclusione del giro di affari delle organizzazioni criminali”.

I gruppi criminali – hanno la necessità di reinvestire i proventi delle loro attività nell’economia legale, anche per consolidare il proprio consenso sociale. E il boom di denunce avvenute tra il 2009 e il 2016 costituisce un segnale molto preoccupante. Tra l’altro, dal momento che negli ultimi 2 anni si registra una diminuzione delle segnalazioni archiviate, abbiamo il forte sospetto che l’aumento delle denunce registrato negli ultimi tempi evidenzi come questa parte dell’economia sia forse l’unica a non aver risentito della crisi”.

Si apprende infine che a livello regionale la Lombardia (253,5), la Liguria (185,3) e la Campania (167) sono le realtà che nel 2016 hanno fatto pervenire il più elevato numero di segnalazioni (ogni 100 mila abitanti). Su base provinciale, infine, le situazioni più a rischio (oltre 200 segnalazioni ogni 100.000 abitanti) si registrano nelle province di confine di Como, Varese, Imperia e Verbano-Cusio-Ossola. Altrettanto critica la situazione a Rimini, Milano, Napoli e Prato.