Calcio Catania, il 100 % del club all’imprenditore siculo-americano Joe Tacopina.

 

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Pogliese: ”Inizia nuova era sportiva”

Il sindaco della città di Catania  avv.Salvo Pogliese ha ieri  presenziato alla firma dei documenti preliminari al passaggio di proprietà del 100% delle quote azionarie del Club Calcio Catania Spa a favore dell’imprenditore siculo-americano Joe Tacopina.  Ha espresso massima soddisfazione contenuta nel C omunicato stampa comunale che qui appresso pubblichiamo:

 

Oggi è un giorno molto importante per la storia calcistica della nostra città. La promessa di un futuro più luminoso per il Catania 1946 non è più un miraggio, ma una certezza. Una svolta epocale costruita giorno dopo giorno dal lavoro paziente, passionale, professionale di tutti coloro i quali hanno anteposto, il bene superiore della nostra squadra di calcio con la piena collaborazione e il sostegno concreto dell’Amministrazione comunale, al soddisfacimento dei loro legittimi interessi personali. Un club calcistico che è di tutti noi, della città, dei suoi tifosi, di un’intera città capace di identificarsi con quei colori e la gloriose pagine scritte in oltre settantaquattro anni di storia.

In pochi mesi i coraggiosi imprenditori della Sigi hanno realizzato un miracolo; nei prossimi anni toccherà a Joe Tacopina l’onore di condurre il Catania verso approdi più adatti alla grandezza di questa storia sportiva. Che non si misura nel numero dei successi, ma anche attraverso valori antichi come onore, appartenenza, dignità, di un’intera città. Per chi come me ha sempre seguito il Calcio Catania anche nei campi polverosi dei momenti bui è stata un’emozione grande avere testimoniato a questa storica firma. E Forse non è un caso che una nuova era sportiva inizi proprio nel giorno della ricorrenza del compleanno dell’indimenticabile presidente Angelo Massimino: che possa dare lustro alla nostra maglia, alla nostra comunità cittadina e a quanti hanno a cuore le sorti di Catania”. 

 

Nel 2018 protagonisti amministratori e uomini voraci ed incapaci, il 2019 con l’Augurio della Moralità e di non perdere i Valori veri della Vita

Editoriale –

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di  Raffaele Lanza

Un altro anno se ne va. Un anno pieno di successi raccontati delle forze dell’ordine, Guardia di Finanza, Carabinieri..    Entra il 2019 e già vediamo un’immaginaria tavola rotonda dove ciascuno sfoggia il proprio potere e le proprie esercitazioni dialettiche.

Il problema vero – rilancio di una Sicilia- di un Sud abbandonato da anni al suo destino – resta sospeso tra indignazioni e propositi: è sfuggente, enigmatico, come tutte le cose alle quali si ha paura di dare una identità precisa.    E per Sud intendiamo arrivare fino a Napoli dove non basta un sindaco- magistrato a dare la scossa ai partenopei.     La Cultura non arriva a Napoli, al Sud e non sono sufficienti le buone intenzioni del primo cittadino se la città tanto affine a Catania – e non solo per l’esistenza vulcanica- non è davvero sostenuta dai potenti dello Stato.

Ne deriva una inquietante sensazione: che il SUD, la Regione siciliana, è a pezzi città per città, paese per paese.Qui in Sicilia, con Catania e Palermo come  a Napoli in Campania  La Regione siciliana con il look politico nuovo ha avuto quest’anno il coraggio storico di rimuovere un dirigente capoufficio del Genio civile di Catania perché ritenuto lumaca nell’esecuzione dei suoi compiti.   Non se ne erano accorti per ben undici anni.  E’ bastato un solo giorno al nuovo governatore della Sicilia per capire che razza di dirigenti hanno gli uffici regionali e rimuovere quel “capoufficio” pieno fra l’altro-di  incarichi aggiuntivi manageriali dalla poltrona sulla quale sedeva protetto da tanti politici e funzionari.  E’ il simbolo del “funzionamento” della macchina lavorativa in Sicilia.  

Abbiamo digerito una città come Palermo assediata dai rifiuti ingombranti e speciali, una città come Catania divorata da amministratori voraci e bugiardi che mai hanno detto la verità alla popolazione sul dissesto comunale   Solo un prestigioso Organo contabile è riuscito-nel 2018- ad aprire gli occhi ai catanesi, ai siciliani, addormentati.   Troppi predoni, troppi divoratori, sindaci, amministratori, dirigenti a tangente fissa hanno rovinato il SUD, la Regione siciliana che necessita di un lungo lasso di tempo per uscire dal coma dove è stata precipitata da tempo

.Adesso attribuendo legittimamente le responsabilità ai fantasmi del potere passato si intendono sollecitare e, forse provocare le buone coscienze sondando il grado di reattività. E tutto questo doveva tuttavia  partire da un processo interno, non dalle spinte delle Procure , penale e contabile, dal coraggio di accettare le delicate inchieste che Giudici coraggiosi hanno promosso e che oggi vede ad esempio  ancora un editore-giornalista sospeso dalle funzioni di guida del quotidiano per l’accusa –che parte da anni lontani –“ di contributo alla Mafia”.   Omissioni, censure,apparente libertà di stampa sul quotidiano, patti con boss, amicizie di onorevoli targati “Classificato Mafioso” e giù di lì……

Ma allora se la Regione siciliana è stata governata da amministratori ritenuti Mafiosi dalla Magistratura che ha indagato su di essi e da editori di dubbia correttezza morale – se sarà riconosciuta sussistente l’ipotesi di reato contestato – in ogni caso-è certo- ricchi di un bottino milionario trasferito in Paese neutrale , di che cosa stiamo parlando oggi?

Da oltre un quarto di secolo assistiamo al degrado mortificante del SUD e della Sicilia. Dove sono tutti i soldi rubati alla collettività?      La Sicilia, territorio di predoni, di amministratori poco seri.Persino l’Etna ha fatto sentire la sua voce di protesta con le sue scosse di terremoto.

E’ difficile pensare nel nuovo anno 2019 che la rinascenza possa passare da uomini nuovi in poco tempo visto il grande vortice creato nel passato. A  questo punto non sappiamo proprio cosa avranno nei mesi successivi i nostri giovani, in termini di occupazione, perché nulla vi è all’orizzonte:  Così per le imprese e i negozi.    Non abbiamo il diritto di meravigliarci se poi i cinesi e le formiche asiatiche invadono i nostri mercati e ce li ritroviamo  ei nostri mercati tenaci ed indomabili persino nelle cose più stupide come gli stuzzicadenti.

Sarebbe ingenuo tuttavia condire tutto questo con l’ottimismo…….

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