Il marciume italiano : la facile ricchezza dei personaggi pubblici

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di    Raffaele  Lanza

Perchè l’Italia affonda? Perchè vi sono personaggi che si sono diventati ricchi  oltremisura?  Col loro lavoro? Suvvia non scherziamo.   Molti nel nostro Paese sono diventati Paperoni perchè hanno colto le debolezze del sistema di controllo. Un sistema che incardina manager, funzionari, politici che smuovono il placet per i finanziamenti/Contributi, insomma roba da spazzatura, marciume.    Fondazioni che nascono come nel cilindro di un prestigiatore fantasioso per avere soldi pubblici. Che indecenza. E poi presentarsi candidamente sui palcoscenici o nelle piazze per dire “Che volete-afferma Renzi- così va l’Italia..”

Ma il destino è sempre in agguato.  Cade un ponte, muoiono in tanti, ne cade un altro, si ispezionano viadotti e ponti, in particolare quelli gestiti dalla società di Autostrade. Si scopre che la manutenzione è mascherata. Finta.  Adesso è Benetton ad essere all”angolo.  Chiede aiuto e vuol sottrarsi alle sue responsabilità  . Che razza di uomini di carta ha l’Italia….Comunque vada per Benetton e la sua famiglia “miliardaria” sarebbe opportuno  andare a vivere in un Paese lontano dall’Italia Di lui abbiamo e avremo sempre un bruttissimo ricordo.  Riportiamo un “pezzo” che viene inviato alla direzione di Sud Libertà  ed è firmato dal movimento cinque stelle,pure sul Blog interno

Uno dei segreti del successo dei Benetton si chiama “convenzione”. E’ questa la parolina magica che dobbiamo inquadrare per capire il fiume di denaro incassato negli anni dalla famiglia di Ponzano Veneto. La convenzione è di fatto l’accordo che regola i rapporti tra lo Stato, che dà in concessione il servizio, e le Autostrade, ovvero il cosiddetto concessionario. Ebbene, la prima convenzione, risalente addirittura al 1968, regolava questi rapporti quando la società Autostrade era ancora pubblica, perché controllata dall’Iri. Questo presidio pubblico obbligava il concessionario a rispettare l’equilibrio economico-finanziario e prevedeva che gli utili dovessero essere riservati al bilancio dello Stato.

Nel 1993, invece, il processo di privatizzazione cambia tutto. Ne consegue la seconda convenzione, snodo fondamentale dei privilegi che le Autostrade hanno avuto, coltivato e alimentato negli anni successivi. Per prima cosa questa convenzione, datata 1997, proroga la sua scadenza al 2038, 20 anni secchi in più rispetto al termine precedentemente fissato. Ma soprattutto, tarata su contraenti che in quel momento erano ancora pubblici, non tiene in considerazione il fatto che Autostrade di lì a poco sarebbe finita in mano agli appetiti privati. La privatizzazione, infatti, si perfeziona nel 1999. E subito dopo decolla la stagione degli affidamenti delle concessioni autostradali con trattativa privata, con l’ulteriore privilegio che consente ai concessionari di affidare lavori di manutenzione direttamente a imprese controllate. L’anticamera della cuccagna. Questa situazione viene censurata dal Garante della concorrenza in una segnalazione più che eloquente al Parlamento del 28 marzo 2006.     Non finisce qui.

A cogliere disfunzioni di ogni genere, che significano guadagni a palate per la società privatizzata, è anche l’allora Autorità di vigilanza sui lavori pubblici. In una segnalazione al Parlamento dell’8 giugno 2006, l’Autorità registra la “pacifica omessa realizzazione di notevole parte degli investimenti previsti” dai piani finanziari che vanno dal 1997 al 2005. E sempre l’Autorità censura duramente la convenzione in vigore, spiegando che la natura ancora pubblica di Autostrade all’epoca della sottoscrizione “poteva aver indotto a stipulare una convenzione alquanto generica, e con scarse garanzie formali per il concedente”.

A pochi anni dalla privatizzazione tutti sapevano dell’inaccettabile sbilanciamento del rapporto a favore dei Benetton. Le Autorità di controllo sapevano. Il Parlamento sapeva. Ma nessuno (o quasi) ha mosso un dito” 

  

Una lettera di Autostrade- sorprendente difesa d’ufficio – che sembra uscita dal cilindro di un prestigiatore

 

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E   adesso Autostrade mostra le unghie e l’astuzia.   Non ci sta a sopportare il peso di tutta la responsabilità delle conseguenze del crollo del Ponte Morandi e con una lettera, che sembra uscita adesso dal cilindro di un prestigiatore,  a firma del direttore della Manutenzione  di Autostrade dr. Michele Donferri  Mitelli”- come è già noto – comunica di aver avvertito il Ministero competente dei rischi  in caso di omessa approvazione del progetto.  E’ una sorprendente e strategica difesa d’ufficio dei vertici di Autostrade e di Benetton .  “Si tratta di una ordinaria comunicazione con cui la competente direzione del ministero delle Infrastrutture viene sollecitata per l’approvazione del progetto di miglioramento delle caratteristiche strutturali del viadotto Polcevera, per il quale era già stato prodotto il parere favorevole da parte del Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche, tenuto conto che il tempo di approvazione da parte del ministero si stava protraendo oltre il termine dei 90 giorni. Il progetto aveva l’obiettivo di migliorare la vita utile dell’infrastruttura“…

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La lettera di allarme del direttore di Autostrade – si apprende ancora – è la seconda di cinque scritte al ministero tra il 6 febbraio e il 13 aprile 2018. In quella del 28 febbraio, protocollata dalla società con il numero 5003, il manager è chiarissimo e solleva Autostrade da ogni responsabilità specifica. ‘Si fa riferimento a quanto in oggetto’, scrive Michele Donferri Mitelli, ‘alla nostra precedente corrispondenza e alle interlocuzioni intervenute presso il Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato alla presenza del vostro funzionario Uit Genova nella seduta del 1.2.2018’. Quella del primo febbraio è la riunione presieduta dal provveditore Ferrazza, alla presenza del rappresentante genovese della Direzione generale per la vigilanza, l’ingegner Carmine Testa, capo del Uit, l’Ufficio ispettivo territoriale”.   

A questo punto le responsabilità si restringono per il Procuratore Cozzi, ” Dobbiamo vedere ora le date e controllare i documenti del Ministero“, dice il magistrato

 

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Il Procuratore capo di Genova dr. Francesco Cozzi

Al riguardo, prosegue il direttore di Autostrade, ‘dal momento che non abbiamo più avuto evidenza se siano necessari ulteriori approfondimenti e/o elementi integrativi Vi significhiamo… di restare a Vostra disposizione qualora siano necessari chiarimenti e integrazioni in relazione agli aspetti tecnico-economici del progetto rappresentando, ancora una volta, l’urgenza che riveste la conclusione dell’iter approvativo dell’intervento'”……

“‘Vista l’importanza strategica dell’opera e la natura dell’intervento’, aggiunge Donferri Mitelli, tenuto conto che il completamento delle procedure di affidamento può essere stimato in 13-15 mesi, ‘si ritiene, in considerazione del protrarsi dei tempi di approvazione, che l’intervento non possa essere in esecuzione prima del secondo semestre 2019 o inizio 2020. Tale circostanza comporterebbe una serie di ripercussioni sia per la pianificazione economica che’,  ‘per l’incremento di sicurezza necessario sul viadotto Polcevera. Per quanto sopra, Vi preghiamo di portare avanti l’iter autorizzativo quanto prima’”.

Perchè la lettera e la restante documentazione è spuntata adesso ‘?   Chi di Autostrade ha consegnato i documenti o i file alla Stampa nazionale’?

Forse – è l’opinione di SUD LIBERTA’ . perchè già i vertici di Autostrade pensavano di essere indagati dalla Magistratura genovese’? Ma allora se la sicurezza era assente perchè non si chiudeva il Ponte ‘? E la palla adesso passa al Ministero’?

Le Fiamme gialle hanno sequestrato intanto tutti i documenti relativi al ponte. Il lavoro della Finanza è intenso perchè sono entrati negli uffici di Genova, Roma, Firenze e Milano, nelle sedi del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’Ufficio Ispettivo territoriale di Genova del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Liguria e nella sede della società Spea Engineering spa.

 

CONCESSIONI VOTATE: ACCUSE A SALVINI, RENZI, BERLUSCONI CHE SOSTENEVANO CON IL VOTO “I POTERI FORTI” – QUANTO MARCIUME….

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E’ il ponte delle maledizioni. Adesso i partiti politici si scaricano le responsabilità sulle concessioni dei ponti e i veleni affiorano.La prima cannonata è rivolta al vicepremier Matteo Salvini accusato di aver votato al tempo a favore delle concessione ad Autostrade nel 2008.     La maggiore accusatrice è  Debora Serracchiani che mostra lo screenshot dell’elenco dei voti, e pubblicamente afferma : “Salvini votò a favore del cosiddetto ‘Salva Benetton’,  diede al gruppo le concessioni molto vantaggiose per Autostrade”.  . “La convenzione con le autostrade – ha rincarato la dose l’ex premier Renzi  – è stata fatta dal governo Berlusconi: nessuno dice che il deputato Matteo Salvini votò a favore e il Pd contro. I soldi da Autostrade – ha aggiunto – li hanno presi la Lega come contributo elettorale e il premier Conte nella veste di avvocato”. La replica di Salvini non è mancata e anche questa è innegabile come l’accusa rivoltagli: e cioè che il Pd ha governato, per anni, firmato, approvato e verificato queste concessioni”.

Signori, è innegabile anche questo. Questa politica è davvero marciume, osserviamo noi di SUD LIBERTA’

La tendenza del governo- si apprende – è di essere  favorevole alla proposta avanzata dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, per una nazionalizzazione delle autostrade. “Se Autostrade – ha osservato Salvini- l’anno scorso ha incassato tre miliardi e seicento milioni di euro dai pedaggi degli italiani, senza far nulla, perché ha il casello, ha il telepass, significano notevoli incassi per lo Stato. E’ una di quelle realtà che all’estero sono gestite in maniera pubblica, addirittura gratuite in alcuni Paesi”. “