Strage italiani a Dacca, sentenza di “pena di morte” per i terroristi

 

 

Condanna alla pena di morte emessa da un n tribunale antiterrorismo di Dacca, la capitale del Bangladesh, per  sette persone ,autori dell’azione terroristica  risalente al primo luglio del 2016    contro il locale ristorante “Holey Artisan Bakery”  nel quartiere diplomatico di Gulshan nel quale morirono 22 persone, tra cui nove italiani.(Foto)

Mojibur Rahman è il giudice che ha emesso le sentenze, contro le quali gli imputati possono ricorrere in appello.  sette condannati a morteI terroristi erano presenti in tribunale al momento della lettura della sentenza. Un altro imputato è stato assolto. Hossain alias Rajib Gandhi, Rakibul Hasan Regan, Aslam Hossain alias Rashedul Islam alias Rash, Abdus Sabur Khan alias Soheil Mahfuz, Hadisur Rahman Sagar, Shariful Islam Khaled alias Khalid e Mamunur Rashid Ripon – erano presenti in tribunale al momento della lettura della sentenza. , Mizanur Rahman alias Boro Mizan, è stato prosciolto dall’accusa…

DUE CASI DI COLERA A NAPOLI: I DUE PAZIENTI STRANIERI HANNO FATTO UN VIAGGIO A BANGLADESH E SONO TORNATI INFETTI

L‘ospedale Cotugno di Napoli ha registrato due casi di colera. Malattia rara ma altamente pericolosa.. Madre e figlio, che risiedono a Sant’Arpino in provincia di Caserta, sono in condizioni stazionarie e “la situazione è del tutto sotto controllo”, spiega Antonio Giordano, commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera dei Colli (Monaldi, Cotugno e Cto). I due pazienti sono originari del Bangladesh ed erano tornati di recente nel loro paese d’origine per un soggiorno con i parenti per poi rientrare in Italia.

“Immediatamente – spiega Giordano – è stata allertata la Asl competente e sono state attivate tutte le procedure previste dai protocolli. I contatti familiari del caso indice sono stati già individuati e sono attualmente sotto stretta osservazione sanitaria”.

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I casi di colera in Italia, tutti di importazione, “sono estremamente rari – precisa l’esperto – Possono esserci anni in cui non ne registriamo nessuno, anni in cui se ne registrano due o tre. Ma sono possibili, perché le persone oggi viaggiano molto e questa malattia, a trasmissione oro-fecale, è presente in diversi Paesi”.