La Regione siciliana con 76 milioni di euro del Pnrr recupererà la bellezza di centinaia di edifici storici..”

Rustici del Castello, Piazza Municipio - Copiano (PV) – Architetture –  Lombardia Beni Culturali

 

«Una bella notizia: l’assessorato regionale ai Beni culturali ha pubblicato un avviso per interventi di restauro e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale. In totale ci sono 76 milioni di euro di fondi del Pnrr che serviranno per recuperare la bellezza di centinaia di edifici storici e rilanciare economicamente i nostri territori» dichiara il presidente della Regione, Nello Musumeci.

I fondi dovranno essere destinati, tra gli altri, a interventi su edifici destinati ad abitazione rurale o ad attività legate all’attività agricola del territorio circostante includendo anche manufatti tipici della tradizione popolare e religiosa delle comunità rurali. I progetti non potranno riguardare beni che si trovano nei centri abitati e potranno prevedere anche la realizzazione e l’allestimento di spazi da destinare a piccoli servizi culturali, sociali, ambientali turistici (escluso l’uso ricettivo), per l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio, o connessi al profilo multifunzionale delle aziende agricole.

«Si tratta di un intervento di grande significato – sottolinea l’assessore regionale dei beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – che vuole recuperare la bellezza del nostro paesaggio rurale, con i suoi edifici storici, testimonianze del passato agricolo della Sicilia. Questo vuol dire rivitalizzare le nostre campagne e dare la possibilità ai proprietari di recuperare edifici rurali, case coloniche, masserie, stalle, mulini, frantoi e altri beni, che nel tempo hanno subito un progressivo processo di abbandono e degrado. Un investimento importante, reso possibile grazie alla sinergia fra il Governo Musumeci e il Ministero della Cultura, che crea le condizioni per realizzare azioni di rilancio economico dei territori, a partire dalle nostre aree rurali».

Per ciascun intervento è previsto un tetto massimo di 150 mila euro. La procedura di selezione è “a sportello” fino ad esaurimento delle risorse, con una previsione di finanziare almeno 511 interventi. Nei prossimi giorni l’avviso sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Le domande dovranno essere presentate a partire dal 20 aprile 2022 e non oltre il 20 maggio 2022. I beneficiari saranno tenuti ad avviare i lavori entro il 30 giugno 2023.

Caltagirone:restauro dell’area cimiteriale e nuove opportunità per gli artigiani

Concorso di idee per uno spazio ecumenico – Cimitero monumentale di Caltagirone

 

«Un bene di inestimabile valore architettonico e storico che merita cure e attenzioni, con operazioni volte al recupero e alla valorizzazione», questo il commento del sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo in riferimento al cimitero monumentale del comune etneo, oggetto di un concorso di idee per realizzare uno spazio ecumenico senza specificità confessionali, promosso dall’Amministrazione comunale, dalla Fondazione e dall’Ordine degli Architetti di Catania, oggetto questa mattina di una conferenza online moderata dalla presidente della Fondazione Veronica Leone.

«Con la delibera dello scorso 22 marzo abbiamo formalizzato la nostra adesione, convinta, partecipe e fattiva, all’iniziativa che da tempo portiamo avanti su proposta della Fondazione e dell’Ordine – ha proseguito Ioppolo – Abbiamo coinvolto professioni e associazioni, accogliendo con grande positività il concorso di idee, con la speranza che faccia da volano per ottenere il supporto economico dell’assessorato dei Beni Culturali della Regione Siciliana, nella cui sensibilità confidiamo, mettendo in campo iniziative per recuperare i beni edilizi al suo interno, le cappelle gentilizie e quelle familiari».

Dello stesso avviso anche il dirigente della soprintendenza di Catania Benny Caruso: «La buona riuscita del progetto potrebbe aprire la strada ai finanziamenti per rimettere in sesto quanto nel tempo è andato rovinato, riportando questo Bene al suo splendore e rendendolo fruibile a tutti i cittadini, indipendentemente dalla propria fede. Il concorso ci permette di entrare in punta di piedi in una situazione delicata. Speriamo nella qualità e nell’alto livello dei professionisti, perché il cimitero ne ha davvero bisogno. Si tratta di un monumento particolare per le sue costruzioni ipogee, che lo rendono tra i più belli e suggestivi d’Italia».

«La riqualificazione e il restauro del cimitero darebbe nuove opportunità lavorative agli artigiani del calatino, che verrebbero coinvolti negli interventi dei pregiati bassorilievi in terracotta. In questo modo, il concorso avrebbe una duplice finalità: una lavorativa, l’altra sociale, dando lustro a un bene monumentale unico nel suo genere, che va tutelato, preservato e conservato, e che oggi si trova in condizioni precarie e di rischio, anche sul fronte della sicurezza», ha aggiunto il presidente dell’Ordine Alessandro Amaro. «Possiamo essere soddisfatti, perché lavoravamo da due anni per ottenere questo risultato – ha sottolineato il presidente della Fondazione Veronica Leone – Si tratta di una grande opportunità per puntare i riflettori al cuore pulsante del cimitero monumentale dichiarato Monumento Nazionale italiano nel 1931, e opera d’arte a cielo aperto Il progetto deve rispettare alcuni vincoli urbanistici, ma potrebbe valorizzare appieno l’area che, nel 1866, avrebbe dovuto vedere la realizzazione di una cappella da parte dell’architetto Giovan Battista Nicastro, che due anni prima aveva realizzato il Palazzo di Città». Un risultato difficile da raggiungere senza il sostegno dell’Ordine degli Architetti di Bologna, che ha messo a disposizione la piattaforma, «certi dell’importanza per il territorio di riportare alla luce un monumento così importante e prestigioso – ha sottolineato il presidente Pier Giorgio Giannelli – attraverso una formula, quella del concorso, che potrà valorizzare i giovani».

 

 

A supporto dell’iniziativa anche l’Ordine degli Ingegneri di Catania, con la «consapevolezza del importante ruolo che rivestono gli architetti per il territorio: il loro operato diventa stimolo culturale – ha dichiarato il presidente della categoria etnea Giuseppe Platania – Si tratta di una felice intuizione per il completamento del cimitero monumentale: un’opportunità di riqualificazione per una vera e propria porzione della città calatina, considerato che l’area oggetto dell’intervento ha tutte le caratteristiche di un centro storico». Tra i patrocinanti l’evento anche Ance Catania e la diocesi di Caltagirone, che «metterà a disposizione tutte le proprie competenze e conoscenze del territorio per ottenere il miglior risultato possibile», ha commentato don Sebastiano di Benedetto (responsabile dell’Ufficio diocesano per ecumenismo e dialogo interreligioso). Qualità e professionalità sono le fondamenta riscontate anche da Chiesa Oggi e dalla sua responsabile editoriale Caterina Parrello: «Si tratta di uno strumento virtuoso, dato che il concorso consentirà di selezionare la migliore proposta in gara».

Le idee potranno essere inoltrate fino al 31 maggio. La prima settimana di giugno, la giuria – presieduta dall’arch. Paolo Colonna (Studio Renzo Piano), e composta dalla soprintendente ai Beni Culturali di Catania Donatella Aprile, dal sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, dai presidente di Ordine e Fondazione Architetti ,dalla responsabile editoriale di Chiesa Oggi Caterina Parrello e dal critico d’architettura “the Plan” Francesco Pagliari – esamineranno e selezioneranno il progetto migliore.

IL POTERE-E LA CASTA – DEI BENI CULTURALI DELLA REGIONE SICILIA CONGELO’ “QUEL CONCORSO DEL 2000”

Risultato immagini per immagine di ritardi uffici e p.a.

 

Il prossimo 31 marzo  gli ultimi 34 vincitori del concorso dei Beni culturali indetto nel 2000, a ridosso della legge che modificava l’ordinamento delle qualifiche – da dirigente il laureato ingegnere, architetto, eccetera entrava alla Regione come Funzionario direttivo nella posizione di D1  (livello)  defineranno gli atti dell’assunzione e la loro assegnazione all’Ufficio competente dell’assessorato. Il concorso è quello di assistente tecnico restauratore. Si tratta in realtà di 19 selezioni con in palio 97 posti.

Ricorderemo che le domande arrivate a Palazzo d’Orleans furono 600 mila e già i dirigenti in servizio diedero prova della loro incompetenza  e del loro allineamento alla casta che non gradiva l’ingresso dei nuovi laureati e specializzati – 390 posti figuravano come dirigente tecnico -nelle file del Dipartimento ai beni culturali.   L’organizzatore del concorso ,prescelto per il funzionamento del concorso-caos  riporta il nome di G.Angileri.  Un dirigente -capo servizio personale- nominato e consolidato successivamente nel suo ruolo ad hoc dal dirigente generale Gesualdo Campo.  Chi non obbediva a Campo, comandante generale del Dipartimento, veniva oscurato, riceveva incarichi marginali, privato di ogni autorevolezza,anche mobbizzato per incarichi sgraditi fuori residenza  che il direttore aveva il potere di decretare.   Non sfugge alle sirene suonatrici del successo carriera nei beni culturali  il dirigente Angileri.   Dal 2000 al 2011 il passo è breve- perchè intervenne il blocco assunzioni.   Poi altro mistero ,o follia dei beni culturali . Il  concorso che mise in palio 365 posti di figure quali bibliotecario, aiutoblibliotecario, e figure tecniche, fu congelato. Annullato poi  per sei selezioni nel 2015. 

Si apprende anche di una  richiesta di risarcimento da 560mila euro avanzata alla Regione dalla Corte dei Conti della Sicilia. Adesso è stata sollecitata dagli interessati l’adozione di una deliberazione di giunta regionale per “cancellare” quella stortura -topica della Regione che nessuno-tantomeno i sindacati fantasma rappresentativi della Regione incapaci e non “avvezzi” a denunciare le disfunzioni derivante da tali problematiche che tanto fastidio davano anche al personale laureato di ruolo in servizio

La Presidenza-Funzione pubblica rivela anche i settori in cui verranno assunti, salvo parere contrario dei dirigenti generali: 14 al dipartimento dei beni culturali, 5 all’Ufficio speciale per la progettazione, 5 per il dipartimento delle finanze e del credito, 8 al dipartimento dell’ambiente e 2 al dipartimento Istruzione università e diritto allo studio.

 

Nomina Soprintendente etnea Donatella Aprile- e lo stile della Soprintendenza che ricorda ancora Corleone stile d’epoca.

 

di    Raffaele Lanza

Una telefonata e’ arrivata in questi giorni in redazione. Raffaele, la Regione ha sostituito la Soprintendente di Catania Rosalba Panvini con quella di Siracusa, Donatella Aprilia. Un ricordo personale perchè sembra che, anche a distanza di anni il sinonimo Beni culturali-Regione siciliana- Soprintendenze- dirigenti sia entrato in una becera e cinica visione globale. Non sono nomine dettate dalla scadenza naturale dell’incarico. Abbiamo sempre detto che le nomine dei dirigenti apicali alle Soprintendenze sono dettate dal  sistema Mafia bianca/politica/ Amministrazione regionale .   “Mafia”e/o meccanismo perverso – perchè i Beni culturali    costituiscono da oltre un trentennio – forse anche più – una casta ben protetta dei dirigenti comandanti che esprimono il loro modus dominante sul personale favorevole in un reciproco alternarsi di cariche, favori, promesse, invio personale operativo e decreti confezionati a hoc. Oggi a me dirigente,povero di titoli, ma segnalato, domani tocca a te.  Più o meno la regola è questa. 

     La Soprintendenza etnea con tutte le sue ramificazioni conta oltre trecento dipendenti.. categorie e fasce con qualifiche diverse e disparate: c’è un Paese alla Soprintendenza di Catania , in quell’appartamento del primo piano di Via Luigi Sturzo che costeggia la prostituzione africana e quella siciliana sul viale del tramonto.     A distanza di anni sarebbe difficile distinguere questo oceanico Ufficio ai Beni culturali e dell’Identità siciliana- tale definita- da un Ente pubblico  di Corleone stile d’epoca.

Non sfugge a questo squallido comportamento il decreto di nomina- n.4311/20 -di ispirazione politica presidenziale della Regione ma firmato -per gerarchia”  burocratica dal direttore generale S.Alessandro. Lo riportiamo così come ci è stato consegnato dalla Regione.   Riportiamo pure anche quello aggiuntivo di guida ad interim della Soprintendenza aretusea.

Non si dice in esso che la “nuova”Soprintendente di Catania la dipendente arch.Donatella Aprile esce o meno da una graduatoria dirigenziale di soprintendenti candidati alla nomina della struttura etnea”, così come è stato fatto per l’ente di Siracusa ritualmente prima tappa dei novelli soprintendenti, prima di arrivare a Catania in Via Luigi Sturzo.  Si parla genericamente solo di “Atto di interpello” al quale non crede nessuno fra i dirigenti onesti “fuori dal giro”..

Si è parlato sulla stampa (quella “ufficiale”:  che conta -e vale  forse, scusate la franchezza,  un soldo bucato) delle “qualità della dirigente”e degli incarichi ricoperti dalla prescelta ma vorremmo vedere quale dirigente ai beni culturali non abbia  ricoperto in Sicilia incarichi e ruoli rilevanti tipici della qualifica?           L’incarico all’arch.Aprile è la dimostrazione vivente- ancora una volta – che , sia il direttore generale Alessandro . sia i dirigenti di vertice del dipartimento ai beni culturali di Palermo in Via Delle Croci sono a perfetta conoscenza che  queste nomine  di soprintendenti hanno esclusivamente ispirazione politica governativa regionale .

 Se vi sono scontenti, saranno chiamati. Ad essi sarà promesso altro prestigioso incarico se il dirigente appartiene alla “casta -associazione”     Se il dirigente” è escluso dal giro”, prenderà il sopravvento il fenomeno del Mobbing che costringerà il dirigente ad orientarsi a scegliere un altro Dipartimento della Regione siciliana.Oppure -ne abbiamo conosciuto tanti valorosi -a scegliere il pensionamento anticipato.

Naturalmente vi sono casi di “furbizia” o mafia dirigenziale delle strutture culturali anche nel resto d’Italia .  Il Ministro alla Cultura Franceschini ne sa qualcosa. Per la gestione emergenziale a Pompei del Grande Progetto dal 2013 si sono avvicendati diversi Generali dei Carabinieri nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri  , col fine di riportare la gestione a quella ordinaria.

 La Sicilia ha la peculiarità, scusate anzi  il termine improprio, meglio dire la mafiosità di concentrarsi esclusivamente  su altri profili: la nuova soprintendente è una dirigente di terza fascia,neanche anziana di servizio eppure c’erano candidati di seconda fascia e il suo curriculum non reggerebbe il confronto con quello di altri visto che tanti sono congedati in pensione.

Ma poi altro quesito:  siamo così certi di poter ancora valutare il peso reale di curricula drogati da decenni di incarichi ottenuti garantendo fedeltà al l’assessore o al governatore di turno piuttosto che alle norme della Costituzione (vedasi articolo 9 ) ? È un espediente che si alimenta in modo circolare: si impilano titoli e incarichi con cui si gonfiano curricula da spendere per ottenere nuovi incarichi.  La tappa di Siracusa e Ragusa è la prima meta per i dirigenti -“da segnalare”-che non hanno titoli elevati per arrivare poi consolidati col titolo fresco di “Soprintendente di Ragusa o Siracusa” a Catania . Il caso più eclatante quello di Vera Greco circondata da dirigenti più titolati di lei. La storia continua eguale. 

Si osserva che Irene Donatella Aprile -che proviene dalla vicedirezione del Polo regionale dove ha affiancato l’allora direttrice Maria Grazia Lentini,sia stata collocata quale architetto a capo di una soprintendenza che tradizione vuole sia per lo più retta da archeologi. Si dimentica che la soprintendenza è un istituto multidisciplinare. Unica su base territoriale, è organizzata in una équipe con competenze che corrispondono a distinti ambiti settoriali: le sei aree funzionali (unità operative). Peraltro dal 2016 con incongrui accorpamenti, per cui i beni architettonici fanno coppia con quelli storico-artistici e quelli paesaggistici con quelli demoetnoantropologici    Per tutti i contenziosi e le liti che avvengono in questi Enti, forse dovrebbero essere retti da avvocati specialisti- 

 I curriculum vitae-pubblicati sui siti dunque – valgono solo per gli occhi degli allocchi se è vero com’è vero che ancora oggi la Regione non ha inventato una modalità trasparente e leale nella valutazione dei dirigenti.    E il controllo dei sindacati regionali Cobas.codir, Sadirs, Siad, Cisl, Cgil, Uil, Ugl   sull’operato della Regione ed Atti di interpello burla?

Non hanno poteri poveretti  e, comunque, non hanno essi nè le capacità di opporsi nè l’intenzione  di attivare una inimicizia o rottura  con i potenti della Regione   perchè il contrasto vibrato farebbe perdere numerose iscrizioni e l’Aran potrebbe fermare i cospicui finanziamenti regionali distribuiti ai “segretari generali dei sindacati regionali”,controllati ed indagati diversi  con rinviati a giudizio dalla Procura di Palermo per uso personale dei contributi..   Gli  atti di interpello, come quello dei Beni culturali, n.4683 35 del 19 Nov.2020   sono poi fumo negli occhi per chi intende fare denunce incrociate alle Procure. 

Altre Soprintendenti  non avevano titoli e li hanno maturati solo a Ragusa e Siracusa,prima di venire a Catania,  lo vediamo adesso con l’arch. Aprile notoriamente donna attiva di “destra”, ricorderemo una sua candidatura al Senato nel gruppo politico in cui milita    da svariati anni con il governatore Nello Musumeci .  No, Donatella Aprile è una dirigente che rappresenta solo un brutto ricordo per chi lotta per una società migliore e pulita.

I programmi dell’Aprile già sono noti ,lavori di recupero e riuso dell’ex Manifattura Tabacchi destinata ad essere il Museo archeologico regionale di Catania e il completamento del restauro dell’ex Collegio dei Gesuiti, in via dei Crociferi,  nuovo allestimento della chiesa di San Francesco Borgia, potenziamento della piattaforma informatica. .

D.D.G. n. 4311 /2020 REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA ASSESSORATO DEI BENI CULTURALI E DELL’IDENTITA’ SICILIANA – DIPARTIMENTO REGIONALE DEI BENI CULTURALI E DELL’IDENTITA’ SICILIANA. IL DIRIGENTE GENERALE VISTO lo Statuto della Regione Siciliana; VISTO il Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche e integrazioni; VISTO il Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150; VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 ed in particolare l’articolo 9, comma 1, nella parte in cui prevede che, per il conferimento di ciascun incarico dirigenziale e per il passaggio ad incarichi dirigenziali diversi, si tiene conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare, delle attitudini e delle capacità professionali del singolo dirigente, dell’attività svolta, applicando di norma il criterio della rotazione degli incarichi; VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19, recante “Norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali. Ordinamento del Governo e dell’Amministrazione della Regione”; VISTO il Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39 recante disposizioni sulla inconferibilità e incompatibilità degli incarichi ed in particolare gli articoli 3, 4, 7, 9, 11, 12 e 13; VISTO il D.P. Reg. n. 2413 del 18.04.2018 con il quale l’Ing. Sergio Alessandro è stata nominato Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana in attuazione della delibera della Giunta Regionale n. 167 del 10.04.2018; VISTO il D.P. Reg. n. 2806 del 19.06.2020 con il quale è confermato all’Ing. Sergio Alessandro l’incarico di Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’I.S. per anni uno, in attuazione della Delibera n. 265 del 14.06.2020 VISTA la legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, articolo 49, ed in particolare il comma 1, che prevede la riorganizzazione dell’apparato amministrativo regionale finalizzata a conseguire una riduzione delle strutture intermedie e delle unità operative di base ed il comma 12, che prevede il conferimento di incarichi di valore economico anche inferiore a quelli in scadenza contrattuale, in deroga alle disposizioni normative o contrattuali più favorevoli; VISTO l’articolo 13 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 ed in particolare i commi 1 e 3, che prevedono riduzioni al fondo per la retribuzione di posizione e di risultato del personale con qualifica dirigenziale, il comma 5, che prevede l’individuazione dei criteri di pesatura degli incarichi dirigenziali, ferme restando le disponibilità del fondo per il trattamento accessorio della dirigenza ed il comma 12, che dispone la proroga degli incarichi dirigenziali fino al 30/06/2016; VISTA la Deliberazione n° 239 del 27 giugno 2019 con la quale si approva il “Regolamento di attuazione del Titolo II della legge 16 dicembre 2008, n° 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali ai sensi dell’articolo 13, comma 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n°3. Modifica del Decreto del Presidente della Regione 18 gennaio 2013, n° 6 e successive modifiche e integrazioni”, costituente allegato “A” alla Deliberazione; VISTO il D.P. Reg. 27 giugno 2019, n. 12, pubblicato sulla GURS n. 33 del 17 luglio 2019 e in vigore a decorrere dall’1 agosto 2019, e l’allegato 1 “Regolamento di attuazione del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali ai sensi dell’articolo 13, comma 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3. Modifica del decreto del Presidente della Regione 18 gennaio 2013, n. 6 e successive modifiche e integrazioni”, che modifica gli ambiti organizzativi e gestionali dei Dipartimenti regionali per esigenze di maggiore funzionalità degli stessi, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 10 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive modifiche ed integrazioni; VISTO il Contratto Collettivo regionale di Lavoro del Personale con qualifica Dirigenziale della Regione Siciliana e degli Enti di cui all’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 per il quadriennio giuridico 2002-2005 e per i bienni economici 2002-2003 e 2004- 2005 ed in particolare gli articoli 9, 10,36, 41 e 64; VISTO l’atto di interpello prot. n. 46835 del 19.11.2020; VISTE le istanze pervenute entro il termine previsto e la relativa documentazione; VISTI i curricula professionali dai quali è stato possibile ricavare performance operative e i comportamenti organizzativi, nonché notizie circa attitudini e capacità professionali, l’attività svolta, le specifiche competenze organizzative possedute nonché le esperienze di direzione maturate; VISTA in particolare l’istanza con l’allegato curriculum vitae avanzata dall’arch. Irene Donatella Aprile, volta alla disponibilità per il conferimento di incarico dirigenziale di cui al predetto atto di interpello; RITENUTO che, dall’esame comparato dei curricula, l’arch. Irene Donatella Aprile, dirigente di terza fascia dirigenziale del RUD della Regione Siciliana, per la natura e le caratteristiche dell’incarico, per le attitudini e le capacità professionali che si evincono dal curriculum e dalla banca dati del RUD, dai risultati conseguiti e dalle esperienze precedentemente maturate, comunque attinenti l’incarico, dalla complessità della struttura interessata, dal titolo di studio posseduto, nonché infine dall’anzianità di servizio maturata nella qualifica dirigenziale, risulta essere dirigente idoneo a ricoprire l’incarico di preposizione del Servizio S.14 – “Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania”, del Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; VISTO il D.D.G. n. 5063 del 10.11.2020 del Dipartimento Regionale della Funzione Pubblica e del Personale, con il quale la dott.ssa Rosalba Panvini, già dirigente responsabile del Servizio S.14 – “Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania”, a decorrere dal 01.12.2020 è cancellato dal ruolo di appartenenza della Regione Siciliana, con riconoscimento del diritto a pensione; VISTO il D.D.G. n. 4254 del 15.09.2018 con il quale è stato conferito all’Arch. Irene Donatella Aprile l’incarico di dirigente responsabile del Servizio S.19 – Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Siracusa, del Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; RITENUTO di poter accogliere la richiesta espressa dal dirigente; VISTA la nota prot. n. 50491 del 07.12.2020, con la quale è stata formulata dal Dirigente Generale la proposta di conferimento incarico di dirigente responsabile del Servizio S.14 – “Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania”; VISTA la comunicazione del 09.12.2020 assunta con prot. n. 50775 del 09.12.2020 con la quale la l’arch. Irene Donatella Aprile comunica di accettare l’incarico; VISTO il Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.T.) aggiornamento 2019- 2021 – ed in particolare i paragrafi 4.3 “Rotazione del Personale”, 4.4 “Obbligo di astensione in caso di conflitto di interesse”, 4.5 “Autorizzazione allo svolgimento di incarichi ai dipendenti”, 4.6 “Inconferibilità e incompatibilità incarichi dirigenziali”, 4.7 “Attività successive alla cessazione dal servizio”, 4.8 “Formazione di commissioni, assegnazione agli uffici, conferimento di incarichi in caso di condanna per delitti contro la p.a.”; CONSIDERATO che il soggetto cui si conferisce l’incarico nei tre anni successivi alla cessazione dello stesso non potrà svolgere attività lavorativa di tipo subordinato o autonomo presso soggetti privati che, con riferimento agli ultimi tre anni di attività svolta per conto dell’amministrazione conferente, siano stati destinatari di provvedimenti adottati o di contratti o di accordi sottoscritti nell’esercizio dei poteri conferitigli con l’incarico; VISTA la nota prot. n. 35452 del 17.07.2019 con la quale è stata data informativa alle Organizzazioni Sindacali in ordine alla pesatura delle strutture intermedie e delle unità operative di cui al funzionigramma approvato con D.P. Reg. 27 giugno 2019, n. 12; CONSIDERATO che l’indennità di posizione variabile è soggetta alla disponibilità del fondo per il trattamento accessorio della dirigenza, come disposto dall’articolo 13, comma 5, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, al fine di assicurare piena omogeneità nella graduazione della retribuzione di posizione; RILEVATA l’insussistenza delle cause di inconferibilità ed incompatibilità rispetto all’incarico dirigenziale, come da dichiarazione prodotta dall’arch. Irene Donatella Aprile, quale condizione per l’acquisizione dell’efficacia del medesimo incarico ai sensi dell’articolo 20 del citato decreto legislativo n. 39/2013; RITENUTO di dover revocare l’incarico dirigenziale di cui al D.D.G. n. 4254 del 15.09.2018, con decorrenza dalla data di notifica del presente provvedimento, con il quale è stato conferito all’Arch. Irene Donatella Aprile l’incarico di dirigente responsabile del Servizio S.19 – Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Siracusa, del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; RITENUTO pertanto, di procedere, con decorrenza dalla data di notifica del presente provvedimento , al conferimento dell’incarico dirigenziale all’arch. Irene Donatella Aprile di dirigente responsabile del Servizio S.14 – “Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania”; D E C R E T A Art.1 E’ revocato dalla data di notifica del presente provvedimento il D.D.G. n. 4254 del 15.09.2018 con il quale è stato conferito all’arch. Irene Donatella Aprile l’incarico di dirigente responsabile del Servizio S.19 – Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Siracusa, del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; Art.2 Per le motivazioni espresse in premessa, che ai fini della presente determinazione si intendono integralmente riportate e trascritte, – ai sensi e per ogni effetto dell’articolo 9, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2000, n.10, dell’articolo 11, comma 6, della legge regionale 3 dicembre 2003, n.20 e dell’articolo 36 del vigente C.C.R.L. area dirigenziale all’arch. Irene Donatella Aprile dirigente di terza fascia del RUD della Regione Siciliana, è conferito, con decorrenza dalla data di notifica del presente provvedimento, l’incarico dirigenziale di dirigente responsabile del Servizio S.14 – Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania; Art. 3 Con atto successivo sarà stipulato apposito contratto individuale ai sensi dell’art. 36, comma 5 del CCRL della dirigenza, con indicazione degli obiettivi, della durata e dell’importo dell’indennità di parte variabile, fatta salva la disponibilità del fondo per il trattamento accessorio della dirigenza. Art. 4 Il presente provvedimento sarà notificato all’interessata e inoltrato al Servizio Gestione Giuridica del Personale a tempo indeterminato del Dipartimento regionale della Funzione Pubblica e del Personale. Art. 5 Il presente provvedimento sarà pubblicato sul sito internet della Regione Siciliana, ai sensi dell’articolo 68, comma 5, della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 e ss.mm.ii. PALERMO, 09.12.2020 Il Dirigente Generale f.to Sergio Alessandro

Corruzione con: danno all'immagine e danno  da tangente -
Frequente la corruzione dirigenziale con il denaro dell’UE

Si omette però di dire  che la dipendente Irene Donatella Aprile ha ricoperto il ruolo di capo Unità di staff- e ricorderemo qui,  attribuendo con il trucco del “Protocollo riservato”al Soprintendente  elementi non veritieri e non riscontrabili nella realtà,per minare -di nascosto-e in maniera non trasparente, la credibilità di  documenti sindacali autonomi in possesso dei magistrati catanesi ,di abusi di potere ed omessa trasparenza, all’epoca  di uomini “storici” dei beni culturali come Gesualdo Campo ex soprintendente etneo ed ex  dirigente generale condannato definitivamente -è noto -per ingenti somme dalla Corte dei conti  e, perennemente ,  nella bufera sia per  “assunzione diretta” della figlia in ufficio della Regione a Bruxelles, con artifici vari.     

Si omette di dire ancora  che essa è una donna che negli uffici ” realizza ” politica attiva”,si omette che alla Soprintendenza di Catania l’arch Donatella Aprile ,  secondo una dettagliata  denuncia  sindacale dell’epoca ,-era notorio a Catania – quasi ogni mattina  l’unica a fare la timbratura all’uscita , alle due circa, anzichè  alle 7.30 come gli altri)) come risulta da specifiche fogli stampati dal rilevatore badge .

Qualunque sia quindi la posizione politica o ideologica di chi osserva questi eventi, una constatazione sarà innegabile: al dipartimento ai beni culturali della Sicilia – e quindi alla Soprintendenza di Catania ,impera-qui, più che altrove- il favoritismo, il patteggiamento, l’accordo “fra alti dirigenti che contano”     Il silenzio poi – e la solidarietà del personale delle Soprintendenze a cui sta bene questo fenomeno negativo- non copre tutte le magagne     La certezza: altro che qualità della dirigente prescelta, il sistema continua a non andare proprio e versa in un profondo, prolungato scadimento

SPECCHIARSI NELLE BELLEZZE DELLA SICILIA: IL FAI PROPONE SPUNTI DI RIFLESSIONE

Martedì 19 marzo, ore 11.30, Sala di Ponente – Land Nuova Dogana | Catania

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“GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2019”, CONFERENZA DI PRESENTAZIONE

“La forza del contesto” il tema che lega i Beni Culturali aperti al pubblico in occasione dell’evento nazionale del Fondo Ambiente Italiano

CATANIA –

«Ti apriamo le porte dell’incredibile»: così il Fondo Ambiente Italiano invita i cittadini a partecipare all’edizione 2019 delle “Giornate di Primavera”, l’appuntamento ormai immancabile nel panorama culturale del nostro Paese.

Catania, come da tradizione, è fra le prime 430 località della penisola che concederanno al pubblico l’apertura straordinaria di numerosi e significativi Beni Culturali, grazie all’impegno della delegazione etnea – guidata da Maria Licata e supportata dal Gruppo Giovani – che comprende anche i gruppi di lavoro di Acireale, Caltagirone, Giarre-Riposto.

 Martedì 19 marzo, alle 11.30, nella Sala di Ponente di “Land Nuova Dogana”, presso il Porto di Catania, i volontari della delegazione presenteranno in conferenza stampa i siti della città che saranno visitabili sabato 23 e domenica 24 marzo, nonché le iniziative collaterali organizzate per sensibilizzare il pubblico alla salvaguardia e alla diffusione del patrimonio paesaggistico e culturale italiano. Interverranno: il sindaco di Catania Salvo Pogliese, l’assessore comunale alle Attività e Beni Culturali Barbara Mirabella, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia Orientale Andrea Annunziatail comandante della Direzione Marittima di Catania contrammiraglioGaetano Martinezil presidente dell’Amt (Azienda Metropolitana Trasporti Catania) Giacomo Bellavia.

 Saranno inoltre presenti i rappresentanti degli istituti scolastici che parteciperanno con i loro Apprendisti Ciceroni, gli studenti che nella “due giorni” guideranno i visitatori illustrando le peculiarità storico-artistiche dei luoghi.

 «Racconteremo la storia di Catania – afferma il capodelegazione Fai Maria Licata – attraverso il tema della “forza del contesto”, che esprime le molteplici connessioni tra i luoghi e l’umanità che li abita, offrendo inaspettate chiavi di lettura e diversi spunti di riflessione. Le “Giornate di Primavera” sono di certo l’evento più importante del Fai, perché concepite come una straordinaria cerimonia collettiva per specchiarsi nelle bellezze dell’Italia. Si tratta anche del massimo momento di condivisione degli obiettivi e della mission della Fondazione, che sarà possibile sostenere con l’iscrizione annuale o con il contributo facoltativo che verrà richiesto all’accesso di ogni Bene culturale».

 

 

MAFIA DEI BENI CULTURALI IN SICILIA: SI SVUOTANO DI POTERE LE SOPRINTENDENZE

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di    Raffaele   Lanza

Abbiamo sempre sostenuto che le Soprintendenze sono luoghi di potere al servizio dei dirigenti e del personale ad essi servile.  Dovrebbero esserlo della comunità visto che rilasciano pure i nulla osta  ambientali.  La convinzione si è rafforzata dopo il provvedimento legislativo( art.22 ) della Giunta regionale siciliana e anche la Stampa nazionale ha tastato il polso-si sa- al problema che investe la Mafia dirigenziale dei Beni culturali con tutti i finanziamenti, triplici incarichi, studi privati  mostre personali autocelebrative , lettere di incarico ai Soprintendenti con la falsa menzione di essere il dirigente più idoneo, di aver “controllato”il direttore generale  i curriculum, difesa estrema della casta e personale di servizio asservito e , di più consulenze svolte nelle tenebre.         C’è un pò di tutto.

Insomma cambia il potere dei Pupi: tocca adesso  alla giunta di governo la parola decisiva a in ordine alla possibilità di realizzare opere anche con il parere contrario della soprintendenza (che potrebbe essere utile ad un politico amico del Soprintendente) Si possono superare così indicazioni dubbie dei Soprintendenti perchè solo gli imbecilli  o chi non conosce la storia e l’anima interna delle Soprintendenze può affermare che la nuova norma facilita gli abusi e le speculazioni.    Semmai è proprio vero il contrario, artefatto e tenebroso, cioè quasi sconosciuto.   L’operato delle Soprintendenze è stato sempre avvolto dalla nebbia. A tal punto che le Soprintendenze sono gli unici posti pubblici della Regione dove i dirigenti timbrano una sola volta al giorno e i Soprintendenti hanno inventato per sè l’esonero totale tra l’indifferenza e la complicità dei sindacati sostenitori dell’illecito.

Le Soprintendenze ricordano le vecchie Commissioni di controllo. Inizialmente andavano bene, poi l’infiltrazione della politica e la creazione dei referenti consiglieri, comune per comune, le avevavo rese luoghi di autentico potere mafioso e di ricatto dove il rapporto con i comuni non era mai alla pari. Una indecenza.  Qui non siamo alla soppressione delle Soprintendenze ma alla trasfusione del potere di controllo ad altro organo con potere correttivo. E vista la situazione in cui versano i Beni culturali della Regione Sicilia, dove Soprintendenti e dirigenti  hanno il potere di concedere pareri positivi ai potenti, e dove i dirigenti hanno la coda di paglia , tenendosi affianco la scrivania (in violazione delle norme anticorruzione), la fidanzata funzionario,è sorprendente  adesso  il pianto e lo stupore di alcuni Soprintendenti che si vedono sfuggire con questa peculiare norma a firma di Armao, il comando di mano e perdere l’esclusiva.

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E’ di ieri un articolo de La Repubblica sugli enti culturali che appresso, in parte,   riportiamo:  “Se la Regione non ha fiducia nei propri uffici periferici, allora che ci sopprima». Alza le spalle Calogero Rizzuto, soprintendente di Ragusa, di fronte allo “smacco Soprintendenze”, il caso esploso a seguito del ddl approvato dal governo lo scorso 19 settembre che non si è limitato a recepire la legge Madia, ma ha varato una legge “in linea”, dando possibilità alla giunta di dare pareri positivi, anche se un ente in ambito di conferenza dei servizi dà parere negativo, di fatto bypassando tutti gli enti, soprintendenze in primis. «Bisogna approfondire e capire qual è il perimetro d’azione — continua Rizzuto — ma se non si ha fiducia in noi, lo ribadisco, ci chiudano: ce ne andremo alla Motorizzazione, al Genio civile, ma se dobbiamo fare il nostro lavoro ci si deve lasciare liberi di farlo, senza pressioni. Con tutto il rispetto per la politica, non sono esperti del settore: noi sì».
«Sono molto rammaricato», commenta invece Orazio Micali, soprintendente di Messina, area caldissima quella messinese soprattutto per il progetto della A2A, azienda bresciana, di realizzare un termovalorizzatore nella valle del Mela, in attesa del parere finale del Consiglio dei ministri. E Micali obietta: «Non sono un costituzionalista, e mi potrei sbagliare, ma mi pare evidente sia in contraddizione con la costituzione il cui l’articolo 9 recita che la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione….».

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.Sull’argomento l’ assessore regionale dei Beni Culturali Sebastiano Tusa  afferma un pò ambiguamente: “Il rischio di un allentamento dei vincoli c’è, ma bisogna anche dire che le conferenze di servizi esistono per deliberare o non per bloccare le opere come capita spesso. Questa norma velocizza le procedure”. 

Emblematico e sconcertante è stato – ricorderemo- SUD LIBERTA’ ne ha dato ampia notizia e critica – l’avvicendamento dei soprintendenti a Siracusa e a Catania.Leggiamo una nota : “Mariarita Sgarlata, docente, consigliere del ministro dei Beni e delle Attività Culturali Bonisoli, ex assessore regionale dei Beni Culturali è chiarissima: “Presidente Musumeci, bisogna lasciare l’autonomia dei pareri agli istituti periferici del Dipartimento, così come prevista dalla legge e mettere i dirigenti migliori a capo delle Soprintendenze e Poli Museali, quelli con i curricula migliori e senza macchia, insomma quelli che la politica non vuole nei ruoli apicali. Solo così arriveranno pareri giusti e in conformità con la legge….”.

Assenteismo: impronte digitali a Salerno (da 800 indagati il fenomeno è ora azzerato) e, in Sicilia che si fa? continua con l'”unica” timbratura

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INIZIAMO LA SPERIMENTAZIONE NEGLI ENTI DUBBI DOVE VI SONO STATE DENUNCE SULL’ASSENTEISMO COME LE SOPRINTENDENZE SICILIANE, CATANIA IN TESTA CHE CONTINUA CON UN’UNICA TIMBRATURA

di      Raffaele  Lanza

L’azienda ospedaliero-universitaria ‘San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona’ di Salerno, è il primo ente pubblico autorizzato dal Garante della privacy a installare un sistema di lettura di dati biometrici. Un esempio positivo che anticipa la scelta contenuta nel decreto appena approvato dal governo.

“Dopo una prima fase di sperimentazione –apprendiamo – il sistema di rilevazione delle impronte in questa Asl è entrato a pieno regime nel gennaio 2017″. Una scelta nata dopo che: 800 dipendenti su 3mila sono stati indagati” nel 2015 per presunte assenze ingiustificate dal lavoro. “Sette i dipendenti licenziati, si apprende, altri sono sotto procedura disciplinare”, mentre il tribunale competente deve emettere le sentenze penali

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Dovremmo iniziare -osserviamo noi – siffatta sperimentazione anche in Sicilia dove ognuno fa i comodi suoi, i dirigenti anche e in enti come la Soprintendenza di Catania dove  addirittura hanno eliminato con ordine di servizio -da oltre un decennio- la doppia timbratura ai dirigenti. Come dire: questo personale non dovrà mai recuperare ritardi o permessi diversamente dai dirigenti comunali e delle Asl.          Il comportamento della Soprintendenza di Catania è sostenuto dai vertici del dipartimento dei beni culturali della Regione Sicilia. Cioè dalla Regione, dal Presidente Musumeci probabilmente ignaro comunque – finora-di queste situazioni.   Non basta parlare di Antimafia, bisogna concretizzare questo assunto con le azioni per una maggiore trasparenza e correttezza.      Questa diversità di comportamenti e direttive diverse tra la città di Salerno che già provvede con le impronte digitali e enti catanesi come la Soprintendenza dove vi è solo un’unica timbratura sembra riflettere e consolidare due culture diverse, su un fenomeno che va sempre più avanti  spesso trascurato persino dalla Guardia di Finanza 
(per aver collaborato professionalmente con la Soprintendenza etnea)

L’‘introduzione di un sistema di lettura delle impronte non crea nessun problema per la privacy. “E’ il dipendente a detenere la sua impronta su un apposito tesserino digitale: prima passa il tesserino su un apposito rilevatore e poi appoggia il dito, il ‘match’ tra le due rilevazioni garantisce che non vi si sono imbrogli o truffe. Dopo le “iniziali resistenze da parte di qualche dipendente o sindacato” sono stati installati 15 rilevatori per i cinque plessi che costituiscono l’azienda ospedaliera, e oggi “il fenomeno dei ‘furbetti del cartellino’ si è azzerato”     Vediamo adesso cosa succederà        negli enti pubblici e, in primis in Sicilia

ELARGIZIONI SOSPETTE DI CONTRIBUTI ALLA REGIONE, IN REALTA’ SCAMBI DI FAVORE TRA ONOREVOLI – TANTI DUBBI SULL’ASSESSORATO AI BENI CULTURALI

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Non abbiamo mai condiviso le elargizioni della Regione alle associazioni ed enti privati perchè nella gran parte dei casi sono veri e propri scambi di favore tra un parlamentare e l’altro che detiene il potere di concessione -.
L’assessorato ai Beni culturali salta agli occhi subito con il progetto  “ritorno alle tradizioni”ideato dalla parrocchia Santa Maria di Lourdes a Gliaca di Piraino finanziato dall’assessorato al Turismo
Figura pure uno strano ” “omaggio a Lucio Battisti”, una sagra del finocchietto selvatico, e persino un  convegno “Autonomie speciali nella prospettiva del regionalismo differenziato”.
Se guardiamo pure il bilancio della Regione ci sorprendiamo come le Procure non siano intervenute al controllo delle finalità dei finanziamenti avuti dai “favoriti”.  E’ un discorso automatico, non necessita neppure la denuncia sui singoli casi specifici.
Le sollecitazioni provengono da vari onorevoli, tanti referenti dei vari settori/dipartimenti ma la stanza dei comandi per far scorrere il fiume di denaro è affidato ad alcuni uomini politici ed entità:

Gianfranco Miccichè, il presidente dell’Ars, e Sandro Pappalardo, l’assessore al turismo, poi  l’assessorato -dipartimento ai Beni culturali con le richieste dei Soprintendenti e dirigenti di strutture  e l’assessorato all’Agricoltura.   Un regolamento dell’Assemblea parlamentare siciliana concede al presidente dell’Ars  il potere di dare contributi a chiunque, enti e comuni per la progettazione e realizzazione di eventi culturali per un importo fino a 15 mila euro..   Contributi al progetto archeologico “Aetna Hadriani” e agli eventi religiosi a discrezionalità del presidente dell’Ars,  soldi pure per i  “riti funerari nella Preistoria”, sul “mistero della Baronessa di Carini” e via dicendo oltre cento finanziamenti  a fine luglio scorso.

Non è ammissibile che ancora le cose funzionino così in Sicilia.  Per gli onorevoli la concessione dei contributi si rivela necessario per riempire le loro segreterie politiche, per la popolazione un autentico spreco e, in tanti casi-certamente -una truffa.   

 

BENI CULTURALI REGIONE SICILIA COME UNA “FAMIGLIA”: INCARICHI APICALI AI DIRIGENTI “AMICI”

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L’assessore regionale ai beni culturali Sebastiano Tusa

Siracusa avrà entro il mese di agosto  il nuovo Soprintendente al posto dell’attuale Panvini .   L’assessore ai beni regionali culturali e dell’Identità siciliana Sebastiano Tusa. non rivela retroscena ma dice che si tratta di un regolare movimento dei posti apicali delle strutture dell’Assessorato dei Beni culturali –  -. Il Soprintendente Panvini andra’ a ricoprire un altro incarico presso altra sede, cosi’ come il Dirigente dell’Unita’ operativa dei Beni archeologici della medesima  struttura. E’ una decisione collegiale d’intesa con il Dirigente Generale dr. Sergio Alessandro,  concordata con gli interessati. Inoltre la Soprintendente Panvini che attualmente ha un problema di salute, dovendosi allontanare dalla sua sede, ha reso necessaria la nomina di un Dirigente ad interim che secondo la normativa deve essere un Dirigente di Servizio; in questo senso e’ stato individuato l’attuale Soprintendente di Ragusa Calogero Rizzuto, funzionario di esperienza che ha gia’ in passato ricoperto cariche di rilievo. Entro il mese di Agosto – conclude Tusa – a Siracusa verra’ nominato il nuovo Soprintendente dei Beni culturali”.

 

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Rosalba Panvini

I beni culturali -si sa- costituiscono una torta importante per la classe dirigenziale in essi inseriti.  Finoggi hanno fatto carriera i dirigenti e quelle fasce di personale che, come nelle segreterie di partiti,erano iscritti nelle liste degli amici  dei potenti del dipartimento culturale. L’assessore Tusa-raccomandato da Vittorio Sgarbi, e quindi da Berlusconi- sa benissimo che il dirigente che non vuol concordare l’incarico apicale e vuol fare ricorso legale è tagliato fuori dalle corsie preferenziali della struttura. Su di esso si abbatterà un non indifferente mobbing di discredito professionale. Funziona così a Siracusa, ha sempre funzionato così anche a Catania con  gli ex gestori della soprintendenza etnea e, ultima con l’ex soprintendente Maria Grazia Patanè, sostenuta notoriamente dall’assessore ai beni culturali dell’epoca (un avvocato penalista di Messina), funziona così anche in altre parti della Sicilia……

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