Disinformazione, economia e “falsi” su Facebook: Zuckerberg convocato a Bruxelles

 

 Mark Zuckerberg fondatore di Facebook  è stato convocato  a Bruxelles lunedì per incontrare tre commissari europei sulla problematica della disinformazione e falsi sul massimo social: la vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager, che ha la delega alla Concorrenza, il commissario al Mercato Interno Thierry Breton e la vicepresidente Vera Jourova (Valori e Trasparenza).

“I tre membri del collegio che incontreranno Mark Zuckerberg (nella foto sotto) la settimana prossima a Bruxelles – affronteranno  questioni generali legate ai loro portafogli, in relazione all’agenda digitale,  mentre la vicepresidente Jourova discuterà su  temi importanti come la disinformazione“.

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Facebook è stata criticata e denunciata da tanti, istituzioni e privati,  il suo comportamento – come dicono le cronache italiane in partic olare- spesso è arbitrario, non obiettivo e piovono quindi le contestazioni e denunce , soprattutto da avvocati che chiedono -ed ottengono (vedasi sentenze del Tribunale di Roma ed altri in Italia) il legittimo risarcimento di danni per la chiusura illecita di post e pagine di giornali on line. 

  La denuncia parte anche , a più riprese da esponenti delle istituzioni Ue. L’ex commissario Julian King, per esempio, ha accusato lo scorso autunno Facebook di non fare abbastanza per contrastare la disinformazione politica on line

. Secondo lo studio della George Washington University citato da King, durante le ultime elezioni europee Alternative Fuer Deutschland, che ha preso l’11% dei voti, ha ricevuto l’86% delle condivisioni totali e il 75% dei commenti su contenuti politici in Germania postati su Facebook, quattro-sei volte tanti quelli di tutti gli altri partiti tedeschi, complessivamente considerati. La grande maggioranza dei commenti e delle condivisioni veniva da un gruppo di 80mila account che avevano “molte delle caratteristiche dei falsi account”, ha notato King. In particolare, i 20mila più attivi avevano nomi e cognomi di due lettere.

Una certezza: occorre regolamentare Facebook e limitare il suo potere di chiusura di informazione – quella che dà tanto fastidio- di giornali e giornalisti coraggiosi con la schiena dritta.

Nuova richiesta del governo: “valutare diversamente l’asse ferroviario Torino-Lione”

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Tutto da rifare. Molte cose non sono chiare sulla Tav.  Il testo, firmato dai capigruppo di 5 Stelle e Lega, Francesco D’Uva e Riccardo Molinari, che dovrebbe essere votato oggi, impegna l’esecutivo a “ridiscutere integralmente il progetto della linea Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”, come scritto nel contratto di governo. E si riabilita l’analisi costi benefici che, secondo la Corte dei conti europea, “è per definizione lo strumento analitico utilizzato per valutare una decisione di investimento confrontando i relativi costi previsti e benefici attesi”. 

Non sarebbe un disco rosso ma la richiesta di analizzare la Tav sotto altri aspetti, in primis quello più economico.  Bruxelles intanto avverte che, in caso di ripensamento l’Italia dovrà restituire i finanziamenti europei utilizzati per la realizzazione della Tav

Il testo precisa così.: “Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato mandato alla ricostituita Struttura tecnica di missione (Stm) di predisporre una nuova valutazione dell’adeguamento dell’asse ferroviario Torino-Lione mediante l’uso dell’analisi costi benefici; scopo dell’analisi costi benefici è consentire una allocazione delle risorse più efficiente per supportare il procedimento decisione, con cognizione di causa, se attuare o meno una proposta di investimento o se optare per eventuali alternative
“Intanto si apprende che  il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’omologa francese Elisabeth Borne hanno firmato congiuntamente una lettera al soggetto attuatore Telt per posticipare i bandi di gara relativi al tunnel di base”,

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