MAFIA E ‘INDRANGHETA’ IN CALABRIA, SICILIA E PIEMONTE: 65 ARRESTI DI “BOSS E CAPICLAN”-

 

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   E’ ancora ‘ndrangheta in diverse città italiane, in Sicilia, in Piemonte dove le holding del narcotraffico spopolano in collegamento con la Calabria e l’hinterland milanese  , 400 carabinieri del Comando Provinciale di Torino stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale torinese su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 65 appartenenti o contigui alle locali di ‘ndrangheta di Volpiano e San Giusto Canavese e componenti delle famiglie Agresta e Assisi, capi locali di Volpiano e San Giusto Canavese, considerati i più potenti narcotrafficanti tra il Nordovest e il Sud America.ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti

 


L’ordinanza firmata dal gipi Luca Fidelio, consente l’arresto   dei boss delle famiglie Agresta, Catanzariti e Assisi, tra cui il nome più noto è quello di Nicola Assisi, rimasto latitante per anni in Sudamerica, arrestato a luglio a Praia Grande, una località balneare nello Stato di San Paolo, in Brasile insieme al figlio Patrick. Lì, nonostante i sequestri della giustizia italiana che lo cercava dal 2014, viveva nel lusso, possedeva tre appartamenti con piscina e aveva una stanza segreta in cui nascondeva il denaro, enormi quantità tanto che gli investigatori hanno preferito pesarlo anziché contarli: erano 20 chili. La cocaina era la sua specialità, quella che secondo le sentenze faceva arrivare a quintali in Italia, agli intermediari della ‘ndrangheta in Calabria, Piemonte e Lombardia.

L’operazione di  questa mattina sarà presentata direttamente a Torino dal procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho. E’ l’atto finale delle indagini di diverse forze di polizia, che che hanno come comune denominatore le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Domenico Agresta, il padrino ragazzino che a 29 anni aveva già scalato le gerarchie della locale di Volpiano ma che a ottobre del 2016, dal carcere di Saluzzo dove stava scontando 30 anni per omicidio, ha dato una svolta alla sua vita cominciando a collaborare con i magistrati di Torino, Monica Abbatecola e Paolo Toso. “La scuola mi ha fatto collaborare, perché l’istruzione mi ha dato strumenti che prima non avevo. In carcere, mi sono diplomato”, ha detto nelle molte udienze in cui ha portato la sua testimonianza, compresa quella per l’omicidio del procuratore di Torino, Bruno Caccia.

Le dichiarazioni del collaboratore Domenico Agresta hanno consentito agli inquirenti  di scoprire lo zio Antonio, in possesso della dote apicale di “corona”, come il capo locale della succursale mafiosa di Volpiano dopo la scarcerazione nel processo Minotauro (a novembre 2012) e perlomeno sino all’ulteriore arresto del giugno 2015. Dopo la condanna, infatti, il capo-clan assumeva la direzione della struttura distaccata di ‘ndrangheta..

 

Contestualmente la gdf di Torino sta procedendo alla notifica del medesimo provvedimento per ulteriori 6 indagati, ritenuti responsabili, nell’ambito della medesima associazione, anche di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Sottoposti a sequestro beni mobili ed immobili, nonché conti correnti e quote societarie per un valore in corso di quantificazione.

Sequestrati anche 80 kg di droga.     

 

 

CULTURA ED ARTE NELL’EVENTO AUTO STORICHE “RAID DELL’ETNA”

 

Il Giro varca lo Stretto di Messina, al rientro Taormina e cronoscalata sull’Etna

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IL RAID DELL’ETNA 2019 SBARCA IN CALABRIA, POI TAPPA STORICA A PERGUSA E GRAN FINALE A CATANIA

Dopo l’arrivo a Reggio, tra arte e sfilata sul lungomare, le 77 vetture d’epoca verso il traguardo: equipaggi italiani in testa

 

Per la prima volta nei suoi 22 anni di storia il Raid dell’Etna 2019 ha toccato la Calabria per la terza tappa che oggi  ha visto le 77 vetture d’epoca partecipanti all’evento sportivo internazionale raggiungere Reggio, accolte dal caloroso pubblico che ha potuto ammirare la suggestiva sfilata sul lungomare. Una novità assoluta per il Giro delle auto storiche che ieri hanno attraversato lo Stretto tra Scilla e Cariddi a bordo di un esclusivo traghetto, approdando a Villa San Giovanni.
Nella mattinata i partecipanti alla gara – che quest’anno vanta equipaggi provenienti da 11 Paesi in tutto il mondo – hanno anche visitato una delle bellezze indiscusse del patrimonio artistico italiano: i “Bronzi di Riace” custoditi al Museo Archeologico di Reggio e, nel pomeriggio, l’antichissimo borgo marinaro di Scilla e il Castello di Ruffo. Due perle fra le scoperte turistiche e culturali che il Raid dell’Etna riserva ai suoi iscritti, fedele alla vocazione dell’evento che coniuga competizione, cultura e arte in una settimana di vacanza sportiva dove la passione per il motorismo d’epoca diventa fulcro di esperienze di bellezza a 360 gradi.

 

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Sul fronte agonistico, a metà del percorso le 77 vetture si danno oggi battaglia nella prova cronometrata di Pentimele, dopo la terza giornata che ha visto alla ribalta i due equipaggi giapponesi nella tappa del Messinese (primo classificato Yokota-Oki su Lancia Aprilia del Japan Club con 47 penalità, al secondo posto Berselli-Martelli su Alfa Romeo Giulia Spider con 49 penalità, seguiti dai giapponesi Aitaka-Hiromi su Fiat 1100/103 Tv del ’55 con 59 penalità). In testa alla classifica generale, nonostante il quarto posto di ieri, rimane al momento saldo l’equipaggio italiano Grillo-Zari del S.C.R.T. Lugano Club a bordo della Porsche 911 Sc 2.7 (292 penalità), a seguire Ticchioni-Valentini su Alfa Romeo Giulia Gt (323 penalità) e terzi Berselli-Martelli (426).

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Dopo la tappa odierna in terra calabra, giovedì (3 ottobre) il Raid farà rientro in Sicilia arrivando nell’affascinate Taormina, dove le auto sfileranno in centro storico. A seguire la prova della cronoscalata sull’Etna fino alla cima del vulcano.
Venerdì (4 ottobre) il giro correrà per la sua quinta tappa alla volta dell’Ennese, dove, nello storico autodromo di Pergusa circondato dalla cornice della Riserva Naturale del Lago, le auto disputeranno due serie di prove cronometrate che definiranno la classifica finale. In serata la partenza per Catania per il gran finale del Raid, sabato 5 ottobre: appuntamento alle ore 10 in Piazza Università per la Coppa delle Dame – gara riservata agli equipaggi femminili – poi alle 12 a Palazzo Platamone, dove si terrà la premiazione finale e l’assegnazione dei trofei e dei premi messi in palio dai partner della manifestazione.

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Calabria: per oltre due anni 13enne fu violentata e stuprata dal branco. Sei condanne e due assoluzioni

 

 

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Sei condanne e due assoluzioni per il branco guidato dal figlio del boss che per ben due anni violentò una 13enne a Melito Porto. Una sentenza – affermano Fondazione Pangea e Reama – che nell’assolvere due degli imputati e nel rendere liberi gli altri in attesa del pronunciamento definitivo, rende la ragazza vittima due volte e la umilia. Questa sentenza tollera gli stupri e non protegge le donne dentro e fuori dai processi”.

STOP ALLA MAFIA DELLA DROGA: 14 ARRESTI -FINORA- TRA LA SICILIA E LA CALABRIA

 

LE INDAGINI DELLA SQUADRA MOBILE DI PALERMO: SCOPERTA ANCHE UNA PIANTAGIONE DI DROGA

Un altro Stop della Polizia di Stato ai “venditori di  morte” E’ in corso una vasta operazione antidroga  c he ha condotto finora a quattordici  misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Palermo eseguite dagli agenti della squadra mobile di Palermo, coadiuvati dai colleghi delle omologhe articolazioni investigative delle questure di Agrigento, Reggio Calabria e Siracusa.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo –Direzione Distrettuale Antimafia, ha fatto luce su un giro di cocaina che dalla Calabria, dopo essere stata acquistata dai palermitani, tramite pusher veniva smistata anche in provincia di Agrigento, arrivando addirittura all’isola di Lampedusa.

Gli investigatori hanno scoperto  l’attività dei  corrieri, di professione commercianti ambulanti, pusher di fatto che, per la loro professione ufficiale, raggiungevano i mercati rionali e riuscivano a smerciare la droga coperti dal “posto di lavoro ufficiale”

Nel corso delle indagini è emerso che, pur provenendo la maggior parte della droga  dalla Calabria, la Mafia della droga avesse creato fonti  alternative di approvvigionamento locali, la piantagione indoor di marijuana scoperta e sequestrata- lo scorso anno – in territorio di Villafrati 

 

TANTI DANNI – MORTI E FERITI – PER IL MALTEMPO E FORTE VENTO

 

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Foto – Roma

Una strage.  Il maltempo ha le sue vittime anche nel nostro Paese. E  sarebbero sei fino a questo momento.

VIDEO – ALBERI ABBATTUTI, PERSONE COLPITE DAL FORTE VENTO,IL MALTEMPO FLAGELLA IL NORD E IL SUD

. Due persone sono morte schiacciate dentro l’automobile, nel Frusinate, a causa di un albero abbattuto dal forte vento , un’altra persona ha perso la vita a Terracina a causa di un albero caduto su una vettura in transito.La quarta vittima ha perso la vita a Napoli mentre camminava, colpita da un altro albero abbattuto, e una quinta persona è deceduta dopo essere stata colpita da un cornicione vicino a Savona. Una sesta vittima è stata poi registrata in serata, travolta da un albero a Feltre, in provincia di Belluno.

Considerata la situazione, il Viminale ha invitato i prefetti “a valutare l’opportunità di limitare, a tutela della pubblica e privata incolumità, gli spostamenti della popolazione e il conseguente aumento dei volumi di traffico, attraverso l’adozione di provvedimenti di chiusura delle scuole e degli uffici pubblici presenti sul territorio, previe intese con l’Autorità scolastica e gli Amministratori locali”. E’ quanto contenuto nella circolare firmata da Matteo Piantedosi, capo di gabinetto del ministero dell’Interno, inviata ai prefetti in considerazione del possibile aggravarsi della situazione meteorologica.

. La perturbazione sta determinando caduta di alberi e anche danni e disagi alla viabilità: diversi le città, tra cui Roma, in cui le scuole sono rimaste chiuse e restano chiuse anche martedì.

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Solo nella notte tra domenica e lunedì sono stati 465 gli interventi svolti dai Vigili del Fuoco in diverse regioni d’Italia. “In particolare,  fino alle 7 ci sono stati “180 interventi in Toscana, 60 nel Lazio, 49 in Lombardia, 36 in Calabria, 35 in Campania, 33 in Veneto, 30 in Sicilia, 28 in Liguria e 14 in Friuli”.

In Liguria, una donna di 88 anni è morta dopo essere stata colpita da una parte di cornicione crollato in via Garibaldi ad Albisola Superiore, in provincia di Savona. Secondo le prime ricostruzioni l’anziana stava camminando in strada quando, forse per via di un fulmine che ha colpito il tetto di una palazzina, è crollata una parte di cornicione colpendola.

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E resta l’allarme acqua alta a Venezia: con 156 cm alle 14:40 è stata registrata la quarta acqua più alta di tutti i tempi. La giornata passerà alla storia dietro al 4 novembre 1966 (194 cm) ma anche dietro al 22 dicembre 1979 (166 cm), al 1 febbraio 1986 (+158) e pareggiando il valore del 1 dicembre 2008. Con questo fenomeno la percentuale di città allagata è stata di circa il 75%. L’ultimo episodio di fenomeno mareale oltre i 140 cm si era registrato il 12 febbraio 2013, quando la marea giunse a +143. L’emergenza non si è ancora conclusa: attorno a mezzanotte e mezza sono attesi 140 cm.

Lazio – Anche a Roma le scuole –  – restano chiuse martedì. Alberi e rami sono caduti su diverse strade, abbattendosi in alcuni casi su auto e scooter in sosta. Un vigile del fuoco è stato colpito a una spalla da un ramo nel corso di un intervento: trasportato all’ospedale Sant’Eugenio, non è in gravi in condizioni. Sulla Metro B inoltre la circolazione è stata sospesa tra Piramide e Laurentina per la presenza di rami d’albero lungo la linea, presso la stazione Marconi.

Roma – Tragedia sfiorata sulla Flaminia: un albero è crollato in mezzo alle auto in coda e a evitare il peggio la fortunata circostanza che, nel punto dell’incidente, all’incrocio con Corso Francia, il semaforo fosse rosso. 

In Campania un 21enne della provincia di Caserta è stato colpito da un albero ed è morto: il fatto è avvenuto a Napoli, in via Claudio, a Fuorigrotta, non lontano dallo stadio San Paolo. I carabinieri sono intervenuti e hanno allertato il 118. Inutile la corsa all’ospedale San Paolo, per il giovane non c’è stato nulla da fare.

Un uomo è poi rimasto gravemente ferito dalla caduta di un albero a piazzale Tecchio, non lontano dalla stazione della metropolitana. Si trovava in auto quando l’albero si è abbattuto sul veicolo e un ramo lo ha trafitto: trasportato dai sanitari del 118 all’ospedale San Paolo di Napoli, è stato ricoverato in gravi condizioni ma, secondo quanto si apprende, non sarebbe in pericolo di vita. 

Golfo di Napoli – Collegamenti marittimi impossibili nel golfo di Napoli: dalle prime ore del mattino pioggia e vento hanno sferzato la terraferma e le isole Capri, Ischia e Procida, costringendo le compagnie di navigazione alla cancellazione di molte corse, soprattutto veloci. La Protezione civile ha prorogato l’allerta meteo vigente sul territorio regionale fino a martedì. Le scuole sono rimaste chiuse a Procida e anche nei comuni di Ischia, Forio, Barano, Casamicciola Terme, Serrara Fontana e Lacco Ameno.

Calabria – Continuano poi le ricerche dei Vigili del Fuoco e della Guardia costiera di Catanzaro per trovare una persona dispersa da domenica: una barca a vela è finita infatti contro gli scogli ma a bordo non è stato trovato nessuno.

Sicilia  Un’impalcatura è stata letteralmente spazzata via dal vento a Palermo a causa di una tromba d’aria in via Amato a Misilmeri. La struttura di metallo è finita contro la palazzina di fronte la costruzione e su alcune vetture in sosta.

In queste ore si stanno monitorando gli alberi presenti in città.

Catanzaro: il mare in tempesta riporta a riva il cadavere di un uomo e barca da diporto

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CALABRIA 

Si parla già di Apocalisse ma il mare fa una vittima .Un’imbarcazione da diporto è stata trascinata a riva dalla forte corrente, vicino al porto di Catanzaro. “Rinvenuto nelle vicinanze il corpo senza vita di un uomo” – comunicano e diffondono  i Vigili del Fuoco .

Inoltre, la strada statale 106 ‘Jonica’ nel pomeriggio di domenica è stata provvisoriamente chiusa nel comune di Cariati (dal km 97 al km 99,900), in provincia di Cosenza, a causa dell’esondazione del fiume Nicà.

Per la settimana prossima si prevedono venti fortissimi e allerta meteo. Nel nord addirittura un vero Apocalisse – informa la Protezione civile – attende la popolazione.

LA FURIA DEL MALTEMPO COLPISCE ANCHE LA CALABRIA (DUE VITTIME) E LA CAMPANIA- CROLLA IL PONTE DELLE GRAZIE

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Il maltempo in Calabria registra già due vittime.  Mentre scriviamo le forze dell’ordine stanno ricercando un altro figlio della donna travolta dal torrente con l’automobile.. La donna, Stefania Signore, dispersa da giovedì sera insieme ai suoi due figli , di 7 e due anni, nella zona di Lamezia Terme, colpita dal maltempo, è stata trovata morta insieme a uno dei due bimbi. I corpi delle due vittime sono stati trovati in un torrente tra i comuni di San Pietro a Maida e San Pietro Lametino. Si sta utilizzando  anche  un cane molecolare del Soccorso Alpino nella speranza che il miracolo avvenga.a distanza di 18 ore dall’evento. Un’altra donna è stata portata in ospedale con l’elisoccorso dei vigili del fuoco.  Disperato il marito che si è precipitato nella ricerca dei familiari.

Critica, in particolare nella zona jonica, nel Vibonese e nel Lametino, e “nelle prossime ore avanzeremo la richiesta dello stato di emergenza” avverte  il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio.

Catanzaro- Sulla strada provinciale 19, nel comune di Curinga (Catanzaro), è crollato il ponte delle Grazie. La zona è stata colpita duramente dal maltempo la notte scorsa.

CRITICITA’ – Situazioni difficili  in molti comuni della Calabria dove continuano gli interventi dei vigili del fuoco a causa del maltempo. Nel catanzarese problemi permangono nel lametino. Nel comune di San Vito sullo Ionio proseguono le operazioni di messa in sicurezza del torrente Scorzone. E’ stata evacuata una famiglia di quattro persone perché l’abitazione era invasa da fango e detriti, dunque inagibile. Nel crotonese, invece, criticità ci sono nei comuni di Cirò Marina, Torretta di Crucoli, Strongoli, Crotone, Melissa, Petilia, Cotronei, Isola Capo Rizzato. Su Isola Capo Rizzato, all’altezza della località Le Castella, si sta ancora lavorando per il ripristino della viabilità sulla ss106 che attualmente risulta chiusa al transito. Su Cotronei sono ancora in atto le operazioni per il controllo della diga per l’abbassamento del livello dell’invaso.

Nel vibonese i comuni che presentano delle criticità sono Monterosso, Polia, S. Nicola da Crissa, Filadenfia, Vallelonga Simbario, Serra San Bruno, Pizzoni. E’ stato richiesto l’intervento dell’elicottero dei vigili del fuoco per il trasferimento di una persona in dialisi da Polia a Catanzaro a causa di una frana sulla strada provinciale che di fatto ha interrotto la viabilità. Nel reggino criticità ci sono a Siderno, Palmi, Gioia Tauro, Reggio Calabria. A Siderno le forti raffiche di vento hanno divelto il tetto di un’abitazione mentre a Reggio Calabria, a causa del forte vento, si sono registrati interventi per alberi divelti e cornicioni pericolanti.

 

CAMPANIA La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un nuovo avviso di criticità meteo di colore giallo per temporali valido a partire dalle 21 e per le successive 24 ore. L’allerta riguarda l’intero territorio regionale tranne Alta Irpinia, Sannio e Tanagro. Si prevedono precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale che potranno essere intense con la presenza di raffiche di vento. Uno scenario che potrebbe dare luogo a fenomeni di dissesto idrogeologico con possibili fenomeni franosi anche rapidi, allagamenti, ruscellamenti superficiali, rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazioni e coinvolgimento delle aree urbane depresse.

SICILIA,CALABRIA: GIORNATA NAZIONALE RISCHIO SISMICO

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Rischio sismico, iniziativa nazionale di sensibilizzazione in 12 piazze del catanese

ARCHITETTI E INGEGNERI

«NON ASPETTIAMO IL TERREMOTO PER DARCI UNA SCOSSA: COSTI MINIMI E AGEVOLAZIONI PER METTERSI IN SICUREZZA»

 

CATANIA – «Diamoci una scossa!». L’imperativo degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, in sinergia con Inarcassa, non lascia spazio a esitazioni: prima che sia il terremoto a distruggere il patrimonio edilizio della città di Catania e del suo circondario, mietendo migliaia di vittime, occorre agire subito e concretamente per mettere in sicurezza le abitazioni dei cittadini, le strutture pubbliche, i beni culturali.

«Diamoci una scossa!». Si legge negli stand, nei grandi teloni, nelle magliette, negli adesivi e perfino nelle spille sulle giacche, quelle dei professionisti che oggi (30 settembre) si sono recati nelle piazze per incontrare i cittadini e informarli personalmente sul da farsi, per comunicare loro che la prevenzione sismica è la priorità di ciascuno se si vuole guardare al futuro senza timore, senza vedere la propria casa sgretolarsi in macerie.

«Il pericolo è reale perché Catania è la città con il più alto grado di rischio sismico in Europa» spiegano i presidenti degli Ordini etnei Alessandro Amaro (Architetti) e Giuseppe Platania (Ingegneri), lanciando l’allarme ma accompagnandolo subito con soluzioni fattibili. «I professionisti e lo Stato stanno già facendo la propria parte, adesso tocca ai cittadini. Devono prendere realmente coscienza del grave stato di vulnerabilità delle proprie case e devono essere informati sulle possibilità di potersi mettersi al sicuro con azioni semplici e per nulla costose».

Soluzioni che prendono il nome di Sismabonus ed Ecobonus, due agevolazioni fiscali oggettivamente convenienti perché consentono a privati e società di detrarre dall’Irpef o dall’Ires dal 50% all’85% delle spese sostenute per lavori di adeguamento sismico o di riqualificazione energetica degli edifici. Inoltre, per chi non possiede liquidità immediata è anche prevista, nel Sismabonus, la possibilità di cedere il credito Irpef alle imprese esecutrici o a soggetti privati. Un incentivo vantaggioso che permette di raggiungere massimi di livelli di sicurezza con il minimo dei costi.

A dimostrazione dell’importanza sociale e politica della tematica nelle 12 “Piazze della Prevenzione Sismica” allestite nel territorio (Catania, Acireale, Adrano, Bronte, Caltagirone, Giarre, Paternò, Piedimonte Etneo, Riposto, “Centro Sicilia” e “I Portali”) si sono recati in visita anche numerosi sindaci. «Non posso che esprimere un plauso agli architetti e agli ingegneri per questo impegno, che si colloca nel solco della proficua sinergia con il Comune di Catania – ha detto il primo cittadino Salvo Pogliese – Il nuovo Piano Regolatore Generale della città, di cui daremo le linee guida entro dicembre, non può prescindere dalla prevenzione sismica, e in generale dal contributo che gli Ordini professionali possono apportare».

I delegati di Inarcassa Angelo Buccheri (Architetti) e Marco Muratore (Ingegneri) hanno ricordato che «dopo la giornata odierna di sensibilizzazione si passerà alla fase di “prevenzione attiva” attraverso le visite gratuite nelle abitazioni dei cittadini che ne faranno richiesta».

«La prevenzione inizia all’interno delle case – aggiungono i delegati Inarcassa – mettersi a disposizione dei cittadini è il modo più incisivo per architetti e ingegneri di investire le proprie competenze professionali al servizio del Paese».

 

 

 

SICILIA IN CONDIZIONE DI GRAVE DEPRIVAZIONE E RISCHIO POVERTA’- ALLARMANTE SITUAZIONE PURE IN CAMPANIA E CALABRIA

LA POLITICA HA DIMENTICATO   IL SUD

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Le persone in difficoltà e deprivazione sono passate da 15 a 18,1 milioni. Lo rivela un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre.

Il livello medio europeo è invece salito solo di un punto, attestandosi al 23,1 per cento: 6,9 punti in meno rispetto alla nostra media. In Francia e in Germania, invece, in questi 10 anni il rischio povertà è addirittura diminuito e attualmente presenta un livello di oltre 10 punti in meno al dato medio Italia.

 A livello regionale la situazione al Sud è pesantissima. Gli ultimi dati disponibili riferiti al 2016 segnalano che il rischio povertà o di esclusione sociale sul totale della popolazione ha raggiunto il 55,6% in Sicilia, il 49,9% in Campania e il 46,7% in Calabria.

In Italia la pressione tributaria (vale a dire il peso solo di imposte, tasse e tributi sul Pil) si attesta al 29,6% (anno 2016). Tra i nostri principali paesi competitori presenti in Ue nessun altro ha registrato una quota così elevata. La Francia, ad esempio, ha un carico del 29,1%, l’Austria del 27,4%, il Regno Unito del 27,2%, i Paesi Bassi del 23,6%, la Germania del 23,4% e la Spagna del 22,1%.

Al netto della spesa pensionistica, il costo della spesa sociale sul Pil (disoccupazione, invalidità, casa, maternità, sanità, assistenza, etc.) si è attestata all’11,9%. Tra i principali paesi Ue presi in esame in questa analisi, solo la Spagna ha registrato una quota inferiore alla nostra (11,3% del Pil), anche se la pressione tributaria nel paese iberico è 7,5 punti inferiore alla nostra.

Tutti gli altri, invece, presentano una spesa nettamente superiore alla nostra. Siamo i più tartassati d’Europa e con un welfare “striminzito” il disagio sociale e le difficoltà economiche sono aumentate a dismisura.  Le famiglie siciliane non riescono più a pagare le bollette di luce ed acqua ed il disagio aumenta sempre più  con il triste ricordo di un governante che ha protetto a dismisura le banche italiane

“Da un punto di vista sociale –  il risultato ottenuto è stato drammatico: in Italia, ad esempio, la disoccupazione continua a rimanere sopra l’11 per cento, mentre prima delle crisi era al 6 per cento. Gli investimenti, inoltre, sono scesi di oltre 20 punti percentuali e il rischio povertà ed esclusione sociale ha toccato livelli allarmanti. In Sicilia, Campania e Calabria praticamente un cittadino su 2 si trova in una condizione di grave deprivazione. E nonostante i sacrifici richiesti alle famiglie e alle imprese, il nostro rapporto debito/Pil è aumentato di oltre 30 punti, attestandosi l’anno scorso al 131,6 per cento”.

In questi ultimi anni la crisi ha colpito indistintamente tutti i ceti sociali, anche se le famiglie del cosiddetto popolo delle partite Iva ha registrato, statisticamente, i risultati più preoccupanti. Il ceto medio produttivo, insomma, ha pagato più degli altri gli effetti negativi della crisi e ancora oggi fatica ad agganciare la ripresa. I pensionati vanno all’estero , in Paesi dove non si pagano le tasse e giovani laureati decidono coraggiosamente di partire  per l’Europa alla ricerca della prima occupazione. La politica locale, regionale  e quella nazionale si è dimenticata da tempo delle categorie più deboli.

 

Alla ricerca delle cause dietro la tragedia familiare di Cosenza

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Reggio Calabria, Cosenza. Scena da brivido.  Quattro persone sono state trovate senza vita in un appartamento a Rende. Un’intera famiglia: padre, madre e due figli maggiorenni. I quattro sarebbero stati uccisi tutti a colpi di pistola: le ipotesi in campo sono l’omicidio-suicidio o la rapina. Ancora è tutto da accertare.

La tragedia è avvenuta in una palazzina alla periferia della cittadina, dove ora sono presenti i carabinieri e la Scientifica, oltre al magistrato. Ad avvisare le forze dell’ordine sarebbero state persone della zona, che avrebbero udito gli spari.

 Gli inquirenti hanno definito quel che hanno visto “una scena spaventosa” che farebbe rabbrividire qualsiasi persona umana di sensibilità. Interpellati anche  il medico legale e la balistica ”per capire se siano state usate una o più armi da fuoco”.

– Per entrare in casa è stato necessario sfondare la porta, cosa che ha fatto ipotizzare l’omicidio-suicidio. I corpi delle quattro vittime non sono stati ancora spostati. Due si trovano proprio a ridosso della porta di ingresso, il cadavere del marito posizionato sopra quello della moglie.

Nelle prossime ore si scopriranno certamente altri elementi per comprendere cosa ha scatenato questo finimondo familiare.

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