Scavi clandestini, i Carabinieri scoprono oltre 11 mila reperti archeologici

 

Sequestrati da carabinieri del nucleo per la Tutela del patrimonio culturale (Tpc) di Palermo, in collaborazione con la sezione di Siracusa e la compagnia di Santo Stefano di Camastra, oltre undicimila reperti archeologici provenienti da scavi clandestini..

Scoperti dai militari  in due diverse abitazioni, a Caronia (Messina) e a Siracusa riconducili alla stessa persona che è stata denunciata per ricerche archeologiche non autorizzate e impossessamento di beni culturali appartenenti allo Stato, reati previsti dal «Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio».

Gli oltre 11.000 reperti archeologici sono costituiti da lucerne, pesi da telaio, testine, oscilla, tessere di mosaico, elementi in pasta vitrea, elementi in bronzo, frammenti ceramici risalenti a varie epoche (arcaica, a vernice nera, rosa, di età medioevale), corredati da «pizzini» con l’indicazione dei siti archeologici siciliani di provenienza, tra cui Himera, Morgantina e Megara Hyblea.

L’indagine – si apprende -è stata coordinata dalla Procura di Patti ed era stata avviata dopo una segnalazione pervenuta alla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Messina su scavi clandestini avvenuti nell’area archeologica di «Halaesa Arconidea» nel territorio di Tusa (Messina), sito risalente al 403 avanti Cristo e ricco di opere antiche archeologiche

Scoperto dai Carabinieri un deposito per l’essiccazione della droga. Due arresti

Tipi di marijuana - provenienze varietà e caratteristiche

Lotta alla droga Jacurso è il borgo da tutti conosciuto quale eccellenza del gelato artigianale ma due giovani fratelli del posto, poco più che ventenni, si stavano invece dedicando ad un altro tipo di redditizia attività artigianale ovvero coltivare cannabis indica più comunemente conosciuta come marijuana. Hanno dovuto fare però i conti con i Carabinieri della Compagnia di Girifalco che, coadiuvati dal fiuto infallibile dei cani antidroga “Black” e “Brigi” in servizio al Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, hanno posto fine all’attività illecita.  
Alle prime luci dell’alba di ieri i Carabinieri hanno bussato alla porta di casa dei due fratelli jacursesi, rispettivamente di 20 e 23 anni, per eseguire un controllo e, al termine della perquisizione domiciliare hanno rinvenuto 20 kg di marijuana in fase di essiccazione, un bilancino di precisione, vario materiale per il confezionamento tra cui, addirittura, una macchina per il sottovuoto. Il tutto ben occultato in diversi luoghi all’interno di una abitazione rurale in uso ai due giovani.
Insomma, una vera e propria attività a conduzione familiare quella che si sono trovati davanti i Carabinieri, che oltre all’ingente quantità di droga, che avrebbe potuto portare un guadagno illecito di più di 100 mila euro, hanno rinvenuto anche un fucile calibro 20 senza marca, oggetto di furto nel 2014 e abilmente nascosto con una cartuccia inserita e pronto all’uso su un lato del camino, nonché ulteriori 51 cartucce di vario calibro nascoste in svariati posti della casa. I due fratelli avevano forse intenzione di proporsi quali referenti dello smercio della marijuana nel loro paese e in quelli limitrofi.
L’operazione si concludeva con l’arresto in flagranza di reato dei due giovani jacursesi che risponderanno davanti al Tribunale di Lamezia Terme del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di arma e ricettazione.

 

 

Arrestato ad Agrigento un cittadino di 51 anni che deve scontare 15 anni di carcere per traffico di droga

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Immagine di repertorio
Agrigento
I Carabinieri della Stazione di Santa Elisabetta, su segnalazione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia –Divisione Si.Re.Ne.- hanno arrestato un cittadino di 51 anni, imprenditore, che da qualche giorno era ritornato nel proprio paese di origine dopo un periodo trascorso in Germania.
L’uomo era destinatario di un provvedimento di arresto europeo emesso dalle autorità tedesche poiché ritenuto responsabile di traffico di sostanze stupefacenti. Fatti commessi in Germania lo scorso anno. L’uomo, che è stato rintracciato dopo rapide ricerche sul territorio dai Militari dell’Arma dovrà scontare 15 anni di reclusione. Al termine delle formalità di rito lo stesso è stato associato presso la Casa Circondariale di Agrigento a disposizione della competente A.Giudiziaria.

 

I Carabinieri presentano il Calendario Storico e l’Agenda Storica 2022

 

Ecco il Calendario Storico dei Carabinieri 2022 (video)

 Roma,
Ieri pomeriggio, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, sono stati  presentati il Calendario Storico e l’Agenda Storica 2022 dell’Arma dei Carabinieri, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi. 
Il Calendario dell’Arma, pubblicato dal 1928, con un’unica interruzione dovuta al secondo conflitto mondiale, risulta essere un interprete, con le sue tavole, delle vicende dell’Arma e, attraverso di essa, della Storia d’Italia. Con una tiratura che ormai da molti anni supera il milione di copie, l’edizione 2022 prosegue il cammino intrapreso due anni fa continuando ad arricchire racconti di narrativa contemporanea con pregiate tavole di maestri della “transavanguardia”. Quest’anno viene celebrato il Regolamento Generale che risale al 1822 e da allora, immutato nei valori ma sempre aggiornato con integrazioni susseguitesi in questi due secoli, guida l’agire dei Carabinieri. Preziosa cornice sono le tavole realizzate dall’artista Sandro Chia, uno dei principali esponenti della Transavanguardia, accompagnate dagli intriganti testi di Carlo Lucarelli, scrittore, autore di programmi, sceneggiatore e conduttore che, grazie al suo talento con la sua prosa incisiva ha trasformato vicende reali in toccanti storie.
Presentato il calendario storico dell'Arma dei Carabinieri: "Una sintesi  dell'Italia" - IVG.it
 
L’agenda 2022, sempre più richiesta, attraversa le espressioni pittoriche delle maggiori tradizioni stilistiche sino al fumetto. 
Durante la manifestazione, oltre a essere presentate anche altre due sempre più apprezzate opere editoriali: il Calendarietto da tavolo 2022, dedicato al tema “Carabinieri… persone e territorio” e il Planning 2022 che racconta lo “Squadrone Eliportato Cacciatori”, è stato presentato il nuovo sito dell’Arma dei Carabinieri www.carabinieri.it profondamente rinnovato grazie ad una nuova interfaccia e ricco di nuovi contenuti.

Agrigento, campagna olearia.I Carabinieri controllano oltre 40 frantoi, 5 denunce per illecita gestione rifiuti

 

Campagna olearia 2020: viaggio nell'Italia dell'olio estravergine d'oliva

Agrigento,
Con l’avvio della campagna olearia, le Compagnie del Comando Provinciale di Agrigento, supportate dal Centro Carabinieri Anticrimine Natura e dal personale dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente, hanno condotto un’incisiva attività di monitoraggio eseguita nei confronti di oltre 40 frantoi ubicati nell’intera provincia. L’attività di controllo ha determinato la denuncia in stato di libertà a carico di 5 titolari di impianti, ubicati nei Comuni di Favara, Sciacca, Menfi, Caltabellotta e Ribera, ritenuti responsabili, all’esito degli accertamenti eseguiti, di attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Nel corso dell’attività sono state verificate sia le certificazioni autorizzative, necessarie per svolgere l’attività di molitura delle olive, sia la corretta assunzione di manodopera da destinare a tale attività.
Particolare attenzione è stata rivolta inoltre al giusto stoccaggio e successivo smaltimento delle acque di vegetazione, quale scarto della lavorazione delle olive, considerato rifiuto speciale in quanto altamente inquinante.
Nella circostanza, è stato accertato che le attività perseguite hanno sversato tali rifiuti nel corpo idrico superficiale, quali fiumi e corsi d’acqua circostanti, con alto rischio di inquinamento delle falde e del mare. Sono state inoltre ispezionate 8 autocisterne dedicate al trasporto delle acque di molitura ed inflitte sanzioni per oltre 45 mila euro per illecito utilizzo in campo agricolo delle acque di vegetazione. I soggetti deferiti inoltre hanno l’obbligo di ripristinare e bonificare i siti contaminati

Isola di Vulcano:denunciati turisti -ignari del rischio di esalazioni gassose- trovati sulla sommità del cratere vulcanico dell’isola eoliana

 

Isola di Vulcano, Eolie: il sentiero per salire al cratere
 Messina – Isola di Vulcano,
 
I Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno effettuato un servizio di controllo del territorio nelle isole Eolie, con particolare attenzione alle zone della c.d. “movida”, anche per verificare il regolare rispetto delle normative governative per il contenimento della diffusione del contagio del virus Covid-19.
I militari delle Stazioni Carabinieri dell’arcipelago eoliano di Lipari, Vulcano, Santa Marina Salina, Filicudi e Stromboli, nonché del Posto Fisso di Panarea, hanno attuato diversi posti di controllo alla circolazione stradale, nel corso dei quali, a Vulcano, hanno deferito una persona in stato evidente di ubriachezza, sanzionandola anche per violazione della normativa sul distanziamento sociale.
Inoltre, sempre sull’isola di Vulcano, i Carabinieri hanno sanzionato dieci turisti, per aver violato l’ordinanza sindacale n. 115/2021 del Comune di Lipari che, in ragione della pericolosità connessa alle anomale concentrazioni delle esalazioni gassose presenti sulla sommità del vulcano, vieta la scalata del cratere della Fossa a visitatori ed escursionisti, elevando sanzioni amministrative per un totale di cinquemila euro.
Nel corso dei servizi sono state sottoposte a controllo 32 vetture e 83 persone. Infine   sono state elevate diverse sanzioni per violazione delle norme del codice della strada tra cui la mancanza di copertura assicurativa, l’uso del cellulare alla guida di veicoli ed il mancato uso del casco a bordo di motocicli

Detenuto di Caltagirone ucciso nel sonno dal compagno di cella

 

Carcere di Bellizzi Irpino: trovati due cellulari all'intero di una cella -  Irpiniaoggi.it

Archivio -Sud Libertà

Un omicidio maturato in piena notte fra i corridoi del penitenziario di Caltagirone. Ad uccidere G. Calcagno, secondo la Procura, sarebbe stato il suo compagno di cella, che lo avrebbe strangolato nel sonno.Un uomo, T.G. – fornite solo le iniziali del nome – è stato arrestato dai carabinieri perché reo di aver strangolato il compagno di cella, mentre la vittima dormiva, il 3 gennaio scorso nel carcere di Caltagirone, nel catanese, dove era detenuto.

E’ da supporre che la vittima si sia svegliata e abbia cercato di reagire al suo assassino compagno di cella.

La ricostruzione dei fatti, corroborata da inequivocabili accertamenti medico-legali, ha permesso di fare luce sulle cause del decesso del detenuto, G.C, inizialmente apparsa quale morte naturale. L’uomo era già agli arresti domiciliari, perché gravemente indiziato dell’omicidio del compagno di cella. In passato, inoltre, era stato condannato per omicidio e tentato omicidio.

Emessa l’Ordinanza giudiziaria

I militari dell’Arma hanno notificato un’ordinanza del Gip all’uomo arrestato, emessa su richiesta del Procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, e del sostituto Samuela Maria Lo Martire.

Agrigento, scoperta dai Carabinieri serra di canapa. Due arresti.

 

Arresto per pochi grammi di droga: giusto non convalidarlo se l'indagato è  incensurato e collaborativo | Quotidiano Giuridico

AGRIGENTO
Lotta quotidiana alla droga. I Carabinieri della Tenenza di Favara  nel corso di attività info-investigativa, finalizzata al contrasto dei reati in materia di stupefacenti, hanno tratto in  arresto una coppia di conviventi residenti a Favara, trovati in possesso di una serra domestica costituita da 30 piante di canapa indiana, in piena vegetazione dell’altezza compresa tra 1 mt e 2.50mt.
Le piante erano in parte collocate nel giardino dell’abitazione ed in parte stoccate in un magazzino di proprietà della coppia.
I militari da un po’ di tempo tenevano d’occhio il 46enne, con precedenti di polizia, disoccupato e la convivente di 36 anni, casalinga, fino a quando nella serata di ieri hanno eseguito la perquisizione domiciliare, nel corso della quale, oltre alle piante di canapa, sono stati sequestrati anche 5 grammi di marijuana già essiccata. L’uomo era già sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’affidamento ai servizi sociali per fatti analoghi.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, i due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso la loro abitazione, in attesa dell’Udienza di Convalida dell’Arresto operato per le ipotesi di reato di produzione, coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. La droga sarà successivamente sottoposta ad accertamenti tecnici.

Contrasto alla droga ad Agrigento (Ribera). Arrestato un tunisino in possesso di droga e contanti

Guardia di Finanza: smantellata una rete di traffico di droga, 36 arresti -  TRIESTE.news

 

Contrasto e lotta alla droga. I  Carabinieri della Tenenza di Ribera, nell’ambito dei consueti servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di stupefacenti, predisposti con il supporto del personale della Compagnia d’Intervento Operativo di Palermo, hanno arrestato un cittadino di origine tunisine, di 28 anni, senza fissa dimora, disoccupato, con precedenti di polizia, trovato in possesso di vari quantitativi di droga di diversa specie e denaro contante.

In particolare, pregressa attività info-investigativa svolta sul territorio dai militari, consentiva di individuare l’alloggio del cittadino tunisino ubicato negli immobili ormai abbandonati di Via Tevere a Ribera. La perquisizione locale permetteva di rinvenire e sequestrare 8 gr. di cocaina, 3 gr. di marijuana, 5 gr. di hashish, la somma in contanti di 860 euro, costituita per lo più da banconote di piccolo taglio, nonché materiale idoneo per il taglio ed il confezionamento della sostanza. 

Ultimate le formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica di Sciacca, l’arrestato veniva posto in libertà in attesa del relativo processo all’esito degli accertamenti tecnici sulla sostanza in sequestro.

Operazione antidroga dei Carabinieri di San Lorenzo a Palermo e Trapani, 58 provvedimenti cautelari

Sono  58 Provvedimenti cautelari : , notifiche  37 in carcere, 20 domiciliari e 1 dell’obbligo di presentazione alla Procura g.  emessi dal gip del tribunale di Palermo accusati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini dell’operazione Nemesi sono state coordinate dal procuratore aggiunto della Dda Salvatore De Luca.

Ricorderemo qui che l’indagine, condotta dai carabinieri tra febbraio e luglio del 2018, ha consentito di smantellare un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti e operante nel quartiere Sperone di Palermo e di individuarne struttura, dinamiche e strategie criminali.

le piazze di spaccio interi nuclei familiari, erano affidati dai boss anche ai minorenni per la cessione di stupefacenti. I componenti dell’organizzazione usavano i meandri degli edifici, le strette vie del quartiere, le loro abitazioni, le camerette dei figli minori, come magazzini, lavorazione e spaccio di stupefacenti.

Secondo l’ordinanza cautelare, sussistono gravi indizi per affermare che l’attività di spaccio avveniva nei pressi della scuola del quartiere, dove si davano appuntamento tanti acquirenti che accorrevano anche da altre province siciliane. Veniva spacciata ogni tipo di droga dalla cocaina, al crack.

Due i canali di approvvigionamento degli stupefacenti, gestiti da 3 degli odierni indagati, con precedenti penali e ritenuti vicini a cosa nostra.
Ricostruito dagli investigatori  l’organigramma dell’associazione, con un vertice che gestiva il rifornimento, le strategie di spaccio e raccoglieva i proventi dell’attività, da cui dipendevano ben tre distinte compagini criminali, ognuna con a capo una famiglia che organizzava autonomamente la propria “piazza di spaccio” e impartiva precise direttive ai propri pusher.

Collaboravano anche le madri, le mogli e le conviventi dei capi delle compagini, che tenevano la contabilità delle ‘piazze di spaccio’, pronte anche a subentrare, all’occorrenza, per garantire continuità allo spaccio in caso di arresto di uno dei promotori.

L’organizzazione criminale aveva a disposizione magazzini e interi appartamenti, in cui i sodali si riunivano per decidere le strategie dell’organizzazione, spartirsi i proventi o rifornire i pusher impegnati nelle ‘piazze’.

Siti che venivano utilizzati per lo stoccaggio di marijuana e hashish e come laboratori per “cucinare” e “basare” la cocaina per la produzione del crack. Il vincolo associativo era talmente forte che parte dei profitti erano redistribuiti per il sostentamento delle famiglie dei detenuti e il pagamento delle relative spese legali i pusher operativi su strada per conto della delineata associazione erano organizzati su turni per garantirne la piena attività anche in orario notturno, con direttive precise sui punti dei cortili condominiali dove occultare lo stupefacente e sulle modalità di consegna agli acquirenti.

Le piazze di spaccio garantivano ai tre sodalizi consistenti profitti, stimati nell’ordine di 1,5 milioni di euro su base annua. Nel corso dell’attività sono già state arrestate in flagranza di reato 37 persone, segnalate alla locale prefettura quali acquirenti 56 soggetti e sequestrati circa 3 kg di stupefacente e oltre 6.000 euro in contanti.