“Potenziamento della rete territoriale e valorizzazione delle imprese associate”: programma del nuovo Presidente Ance

 

Cambio al vertice dell’Associazione etnea dei Costruttori edili: è il turno di Rosario Fresta

CATANIA –

Cambio al vertice di Ance Catania, l’Associazione dei Costruttori edili etnei: ieri (lunedì 23 novembre) le nuove elezioni che hanno visto rinnovato il Consiglio generale. Prende il testimone dell’uscente Giuseppe Piana, il neopresidente Rosario Fresta, che verrà affiancato dai vicepresidenti Giuseppe Costantino e Salvatore Messina, e dal tesoriere Gaetano Vecchio. Componenti del Consiglio Generale: Marco ColombritaGiuseppe CoppolaMarcello La RosaAntonio PinzoneNunziato Vecchio.

Classe 1977, imprenditore di terza generazione, Fresta ha iniziato nel 1998 come procuratore generale dell’impresa di famiglia “Fresta Giuseppe”, dal 1967 nel settore dei lavori pubblici. Nel 2006 fonda la “G.F. Costruzioni S.r.l.”, evolvendo la struttura organizzativa e allargando il campo d’azione all’edilizia civile e al mercato dei lavori privati, specializzandosi nel settore turistico-ricettivo e ottenendo riconoscimenti a livello nazionale. All’interno di Ance è stato socio presentatore di numerose imprese edili: dal 2016 a oggi ha inoltre ricoperto il ruolo di vicepresidente.

Tra i punti del nuovo programma, la riqualificazione e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare; l’allargamento della compagine associatival’efficienza della macchina amministrativa e burocratica: «Un ringraziamento va a Giuseppe Piana per quanto fatto finora, per l’impegno costante e per i risultati raggiunti – sottolinea Fresta – Durante la mia presidenza cercherò di coinvolgere il più possibile la base, con un’azione “dal basso”: per questo invito i colleghi a fornire suggerimenti e indirizzi per dar vita a un’associazione sempre più partecipata». Dalla valorizzazione della figura dell’imprenditore edile – «rimarcando l’imprescindibile valore dell’etica e del rispetto delle norme» – alla tutela dei diritti degli associati nell’iter legislativo di nuove norme in tema di lavori pubblici, passando per la ridefinizione degli strumenti urbanistici dei Comuni, la vigilanza sulla corretta applicazione delle leggi regionali in relazione all’edilizia privata e le politiche di sviluppo in termini di efficientamento energetico: gli obiettivi del nuovo presidente Ance Catania toccano molteplici punti a tutela degli iscritti.

Ufficio di consulenza: SUPERBONUS 110%

«Rafforzeremo il già consolidato rapporto con Ance nazionale – continua Rosario Fresta – e potenzieremo le collaborazioni con gli stakeholders: dalle scuole all’università, dagli Ordini professionali agli interlocutori istituzionali. Miglioreremo i servizi, creando una struttura qualificata: un ufficio di consulenza legale, energetica e ambientale, con particolare riferimento al Superbonus 110%. Intensificheremo l’azione volta a favorire l’utilizzo dei fondi UE, informando gli iscritti e offrendo assistenza per predisporre domande di partecipazione ai programmi comunitari. Attiveremo inoltre azioni di contrasto alle forme di lavoro irregolare e misure premiali per chi opera in sicurezza; all’interno del nostro portale web creeremo la sezione “Associazione trasparente” per condividere documenti e informazioni e accompagneremo le nostre imprese nel processo d’internazionalizzazione.

Ultimo punto, ma prioritario per tutti noi, sarà quello relativo all’elaborazione del “Contratto Unico di Cantiere”, in piena condivisione con le organizzazioni sindacali: in un periodo d’emergenza, che registra non solo contrazioni economiche, ma un fenomeno che vede una vera e propria fuga dal settore edile, dobbiamo salvaguardare le imprese corrette e i lavoratori danneggiati. A questi ultimi devono essere garantite le stesse tutele e le medesime condizioni sul piano della sicurezza, della formazione e del trattamento economico».

 

In ginocchio a Catania la Mafia modello “Gomorra”

 

 

Foto Droga, Immagini E Vettoriali

 

Catania come nella serie         televisiva “Gomorra”.   Il Nucleo dei  carabinieri di Catania mette a soqquadro il  quartiere di San Giovanni Galermo, il suk della droga etneo.  Le indagini conducono ad un imponente operazione -blitz di arresti nei confronti di 101 malavitosi

raggiunti da un provvedimento del Gip su richiesta della Procura distrettuale antimafia della città siciliana.   Gigantesca operazione che vede l’impegno di 500 militari dell’Arma del comando provinciale di Catania, supportati dai reparti specializzati dell’Arma (Compagnia di Intervento Operativo del XII° Reggimento “Sicilia”, Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, Nucleo Elicotteri e Nucleo Cinofili), disarticolate 12 piazze di spaccio, radicate nel rione di San Giovanni Galermo, tra le vie Egadi, Capo passero, Pantelleria e Ustica, roccaforte storica del traffico e della vendita di stupefacenti nel capoluogo etneo.

I reati di cui sono accusati gli indagati sono, a vario titolo,  di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo e della finalità mafiosa, e per detenzione illegale e porto di armi da fuoco.

Si apprende infine che l’indagine del  nucleo operativo della compagnia carabinieri Fontanarossa ha alzato il velo sulla circostanza delle modalità di “lavoro”  delle diverse squadre che gestivano le piazze di spaccio godevano di una chiara autonomia sotto il profilo della competenza territoriale e della gestione organizzativa, ma agivano comunque sotto il diretto controllo del gruppo ‘Nizza’ aderente alla famiglia di Cosa Nostra catanese dei Santapaola–Ercolano, che-in possesso di un vero arsenale, imponeva ai “capi piazza” il rifornimento esclusivo dello stupefacente dal medesimo gruppo, nonché i costi e i quantitativi di stupefacente da acquistare.

 

Bonus Sicilia: pioggia di soldi regionali ma assenza di criteri corretti e pochi che hanno capito qualcosa

 

 

«BONUS SICILIA: 2000 EURO, MANCETTA STANDARDIZZATA PER LE PMI SICILIANE E MIGLIAIA DI PARTITE IVA ABBANDONATE»

 

Impresa di costruzioni Generali in Sicilia - Intea S.r.l

 

Daniele Virgillito: «Disponibili a sostenere la Regione per elaborare proposte fondate sul “merito” che possano accelerare la ripartenza»

 

«Bonus Sicilia: dopo l’annuncio in pompa magna, l’attesa estenuante del ristoro economico per tantissime Pmi, la débâcle tecnologica, il flop del click day e la riapertura delle domande, arriva il ricalcolo dei contributi. Duemila euro per 60mila istanze: una cifra, quella erogata dalla Regione per dare un sostegno agli imprenditori siciliani, che risuona come una beffa in un momento in cui c’è davvero poco da ridere». È questo il commento del rappresentante di ConfProfessioni Sicilia Daniele Virgillito, all’indomani dell’annuncio della “cura dimagrante” della misura inserita nel “Piano Covid” dell’Isola.

«Eppure il Governo siciliano era stato da più parti ammonito – sottolinea Virgillito, a nome della Confederazione Italiana Libere Professioni – sull’inopportunità di procedere con il click day, ma è comunque andato avanti svelando i limiti di un sistema che, oltre a non premiare il merito, si è affidato a una ristretta finestra digitale che ha creato un’inaccettabile coda informatica. Il 5 ottobre, infatti, il sito della Regione è andato in tilt costringendo l’assessorato alle Attività Produttive a rinviare l’appuntamento per raccogliere le istanze. Dopo lo stop non è seguita una rapida ripartenza: due giorni dopo la Regione ha annullato il click day promettendo, attraverso le parole dell’assessore al ramo Mimmo Turano, che non ci sarebbe stata una “riapertura” del bando e che sarebbero state “costruite misure correttive per ogni singolo scaglione”».

Secondo Confprofessioni Sicilia, sarebbe stato opportuno “cristallizzare” le domande ricevute e assicurare “proporzionalità” rispetto all’erogazione degli indennizzi, «ma nessuno di questi ragionevoli impegni è stato mantenuto – continua Virgillito – ogni singolo beneficiario, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa, dal volume d’affari, dalle perdite subite, dalla filiera di appartenenza riceverà, ahinoi, una mancetta “standardizzata” da una mera frazione aritmetica. Una goccia sprecata per l’assenza di criteri metodologicamente e operativamente corretti che avrebbero dovuto essere pensati, sin dall’inizio, non per premiare il dito più veloce ma per ristorare “proporzionalmente” le imprese maggiormente colpite dalla pandemia. E invece, in questa pioggia di bonus, ai liberi professionisti viene ancora negata la possibilità di partecipare al “Bonus Sicilia”: migliaia di Partite Iva, figlie di un Dio minore, restano abbandonate. Incoraggiamo quindi il Governo siciliano a effettuare un cambio di paradigma che orienti le agevolazioni sui cluster di imprese e professionisti che hanno subìto maggiori e concreti danni dal Covid19 e che avranno presumibilmente tempi di rigenerazione del cash flow più lunghi».

 

«.

Nella foto  Daniele Virgillito

Mafia a Catania e grande distribuzione: sigilli alla catena GM Supermercati

 

Mafia, sequestrato l'impero dei supermercati Gm. L'ombra del clan Cappello  nel settore alimentare - MeridioNews

 

L’imprenditore Michele Guglielmino, ritenuto sotto l’influenza del  Clan Cappello, è stato messo ai raggi x dalla Polizia di Stato -Divisione Anticrimine di Catania. Beni per 31 milioni di euro sono stati confiscati dalla Polizia     Guglielmino è molto noto nel territorio siciliano perchè lavora nel settore della grande distribuzione di generi alimentari.

Il provvedimento, eseguito dalla divisione anticrimine e dalla squadra mobile, è stato emesso su proposta del Questore e su richiesta della Procura distrettuale.         Gli investigatori    ritengono che i beni del Guglielmino siano frutto di capitali illeciti.  La confisca è inerente a  12 supermercati della catena ‘G.M.’, un distributore di carburanti, sette immobili tra terreni e fabbricati, cinque veicoli e numerosi conti correnti e rapporti finanziari intestati ai familiari, ma per l’Organo giudiziale tutti riconducibili all’imprenditore sotto accusa.

Catania, tentato omicidio:arrestatoun 46enne identificato dalle telecamere

 

I Carabinieri hanno risolto il caso per la  video sorveglianza attiva nella zona

Tentato omicidio. Un catanese, Fabio Laganà, 46 anni, è finito nei guai per il reato di tentato omicidio contro un suo rivale.I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia  di Piazza Dante su delega della Procura di Catania, hanno eseguito il fermo di persona che ha commesso un grave reato di reato e stanno approfondendo l’indagine supportata dalla videosorveglianza attiva sul posto..

L’uomo è accusato di avere investito, nel pomeriggio del 2 novembre scorso, con una Ford Focus, il 54enne Pietro Costanzo  contro il muro, nonché procurandogli lesioni varie con  calci e pugni, ponendo in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte, evento poi, per fortuna, non verificatosi, per cause indipendenti dalla sua volontà; con l’aggravante di aver commesso il fatto per futili motivi consistiti in una lite legata alla vita privata. Quali siano questi motivi è in corso di accertamento completo dell’indagine

La denuncia alla Procura è stata presentata-si apprende-  dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Dante corredata da testimonianze acquisite sul luogo, individuato nei pressi di piazza Viceré, all’angolo tra le vie Leucatia e San Gregorio.     I militari hanno pure acquisito la registrazione della video sorveglianza attiva nella zona teatro del fatto delittuoso. Immagini che hanno consentito di individuare l’autovettura utilizzata dal fermato, una Ford Focus, accertata di proprietà della madre di Laganà.

Dalle immagini si è potuta scoprire l’identità dell’aggressore compatibile con quella di Fabio Laganà che, subito dopo il raid punitivo, si era reso irreperibile.  L’uomo si è poi  presentato spontaneamente in caserma dai Carabinieri dove, interrogato dal magistrato titolare dell’indagine ha ammesso, dinanzi il proprio legale di fiducia, di essere l’autore del reato. Laganà è stato subito trasferito al carcere di Piazza Lanza a Catania. 

FAI: IL CIMITERO DI CATANIA DIVENTA LUOGO DI RIFLESSIONE: LA STORIA DELLA CITTÀ TRA LE VIE DELLA MEMORIA

 

Dalla tomba di Verga ai sepolcri delle famiglie nobili, lungo il percorso promosso dal capo delegazione catanese del Fondo Ambiente Italiano Maria Licata

Foto Press

 

Foto Press

CATANIA – 

Non solo un luogo di dolore, ma uno spazio che invita alla riflessione: il cimitero monumentale di Catania diventa protagonista delle Giornate d’Autunno del Fondo Ambiente Italiano. Un percorso alla scoperta delle proprie origini e della storia, ideato e voluto dal capo delegazione FAI della città etnea Maria Licata e dal gruppo giovani FAI (Silvia Majorana). Questa mattina (sabato 17 ottobre) – con il supporto dell’associazione Guide Turistiche – via alle visite aperte al pubblico.

All’ingresso de “I tre cancelli” si percorrono le scalinate che portano alla tomba di colui che è stato il sindaco etneo per antonomasia: Giuseppe De Felice. Dalla storia di un grande politico a quella di una giovane suicida, Angelina Mioccio: promessa sposa di un uomo per cui non provava alcun sentimento. Così la decisione di togliersi la vita lanciandosi dalla torre del castello di Leucatia, commissionato proprio per lei e per il futuro coniuge. Nella cappella di famiglia la ragazza era stata sepolta imbalsamata con l’abito nuziale: la tecnica utilizzata per la tumulazione è stata oggetto di analisi di molti studiosi.

 

 

 

Tra i viali alberati e le cappelle gentilizie si trovano poi i sepolcri di altri personaggi che hanno fatto grande Catania. Al “Viale degli uomini illustri” si resta incantanti al riecheggiare dei nomi di Masi Marcellini, Angelo Musco e Giovanni Grasso: grandi attori del teatro dialettale e non. Così come viene subito in mente la “Provvidenza” nel vedere la tomba di Giovanni Verga: umile e spoglia per suo volere, ma lasciata all’abbandono per tanto tempo e per l’occasione omaggiata e arricchita dai fiori di Radicepura. E ancora: il pittore Antonino Gandolfo, il giurista autore del libro sulla redenzione del reo confesso Vincenzo Lanza, l’archeologo Vincenzo Casagrandi, il fisico Enrico Boggio Lera. Da un pezzo di storia a un altro: così si legge il nome del musicista Francesco Paolo Frontini (autore della melodia del brano “Ciuri ciuri”), del giurista Pietro Delogu, dello scrittore Federico De Roberto e del poeta e docente universitario Mario Rapisardi. Al cimitero, che sorge su una collina non spianata per volere dell’architetto Filadelfo Fichera, tra lo scorcio dell’Etna che giganteggia alle sue spalle e le vie e i monumenti che ricordano i quartieri di Parigi, si resta ammaliati dalla bellezza dello stile romano, arabo, normanno, bizantino e greco. Architetture che sono carattere distintivo di una commistione di culture che hanno influenzato nei secoli la città dell’Elefante. Le cappelle raccontano e dicono tanto del suo passato. Tra le tante spicca quella del XV secolo della confraternita dei Bianchi, laici dediti all’assistenza dei malati e dei condannati a morte.

 

Tutt’intorno archi e colonne, e alcune linee che spezzano e creano una frattura: è il caso della cappella del professore Cavallaro Freni, in stile egizio e con sfingi a guardia del portone. Così come quella della famiglia Di Mattei e la sua struttura che invita a guardare verso l’alto, dove spicca l’”Angelo della morte”. Una parte del passato è racchiuso nelle cappelle delle Benedettine e delle famiglie facoltose come i Feo, proprietari di un cotonificio, dei Moncada, dei Cruyllas e dei Sollima. Quest’ultima saccheggiata in tempi recenti di molte ricchezze presenti al suo interno. Altro spazio è riservato alla comunità elvetica, che ha investito economicamente nella città etnea: così si scoprono (e riscoprono) i gioiellieri Ritter, i Caflisch e gli Engwiller.

 

Dalla storia e dalle grandi famiglie ai portatori di valori e di chi ha lottato per la propria terra. Monumenti e sepolcri sono in onore delle Piccole Sorelle dei Poveri, degli indipendentisti, delle vittime dei moti del 1837, dei caduti di Nassiriya e dei vigili del fuoco che hanno perso la vita durante l’esplosione di via Garibaldi nel 2018. Come una biblioteca ricca di libri da sfogliare e da leggere, il cimitero racchiude la nostra storia e permette di far capire chi eravamo, chi siamo e in che direzione andare.

Le giornate FAI proseguiranno il prossimo fine settimana con “Le antiche vie dei castelli”.

DOMANI, 17, ITINERARIO “TRE CANCELLI”: OVVERO STORIA E MEMORIA TRA LE VIE DEL CIMITERO ETNEO

 

Catania, Giornate d’Autunno 2020



FAI CATANIA OMAGGIA LA TOMBA DI GIOVANNI VERGA

 

Domani (sabato 17 ottobre) via all’itinerario “I tre Cancelli”
Il capo delegazione Maria Licata: «Un patrimonio artistico d’immenso valore»

 

CATANIA –

 Da Giovanni Verga ad Angelo Musco, da Giuseppe De Felice agli indipendentisti che persero la vita negli anni ’40. Memoria e storia sono custodite all’interno del cimitero di Catania, luogo simbolo dove il nostro patrimonio monumentale sepolcrale si snoda tra arte, architettura e natura.

CATANIA, “PREVISTO RADDOPPIO TARIFFE CIMITERO” – L'Informazione

 

Una ricchezza da scoprire, assoluta protagonista del prossimo fine settimana (domani sabato 17 e domenica 18 ottobre) in occasione delle Giornate d’Autunno 2020 del Fondo Ambiente Italiano. Un viaggio all’interno della città etnea pianificato dal capo delegazione FAI di Catania Maria Licata, con il prezioso contributo del gruppo giovani, capeggiato da Silvia Majorana.

 

Commemorazione dei defunti, come arrivare al Cimitero di Catania - Sicilia  Network

Si parte domani (a partire dalle 10.00 con visite di 45 minuti in programma fino alle 18.00) dall’ingresso monumentale principale, costituito dal corpo di fabbrica in stile neoclassico conosciuto dai catanesi come “I tre Cancelli”: da lì saranno i volontari dell’Associazione territoriale Guide Turistiche (presiedute da Giusy Belfiore), a guidare i visitatori tra lussuose edicole e cappelle private, dove si alternano molteplici stili architettonici – dal Gotico al Greco-Romano, passando per il Normanno e l’egizio – tra cupole, cuspidi, guglie e aiuole che si avvicendano tra tombe marmoree e monumenti funerari.

Fase2, martedì 5 maggio riaprono i cimiteri con accessi limitati »  Comunicati Stampa

Luoghi spesso poco noti o dimenticati, che meritano di essere vissuti e valorizzati: «In tantissime città del mondo – spiega Licata – gli spazi cimiteriali sono diventati veri e propri parchi urbani: giardini dove la relazione con il paesaggio è fortissima, nel rispetto del ricordo di chi non è più tra noi. Luoghi dove la morte incontra la vita, il passato rivive nel presente, e i più giovani possono avvicinarsi al ricordo degli avi, riscoprendo l’identità di questa città attraverso molteplici percorsi: “culturale”, che comprende storia e conoscenza; “spirituale” ed “etico”».

L’itinerario “I tre cancelli” rappresenta un’opportunità per vedere il cimitero di Catania con occhi diversi, immergendosi nella storia attraverso i mausolei degli “uomini illustri” e lasciando spazio alla memoria. “Illustri” sono coloro che si spendono per la collettività, la patria e la loro terra. Lungo il viale sono presenti sepolcri di lavoratori che hanno perso la vita in servizio e monumenti in onore di chi si è battuto a difesa dei propri valori, come i vigili del fuoco Dario Ambiamonte e Giorgio Grammatico, deceduti nel 2018 nell’esplosione di un locale in via Garibaldi.

Periperi Catania - Cimitero di Catania - PeriPeri Catania

Due giorni che permetteranno ai cittadini di conoscere più a fondo le proprie origini: un’occasione per dare lustro a un luogo per tanti anni dimenticato, se non per coloro che lì si recano per ricordare i propri cari. L’inizio di quel processo di riqualificazione a cui sta lavorando da mesi l’Amministrazione Comunale del capoluogo etneo.

Domani alle 10.30, inoltre, appuntamento davanti la tomba di Giovanni Verga che verrà omaggiata dal FAI con un allestimento floreale realizzato in collaborazione con Radicepura.

Le Giornate d’Autunno proseguiranno il fine settimana successivo con “Le antiche Vie dei Castelli”.

FAI: RISCOPRIRE I LUOGHI DIMENTICATI DI CATANIA

 

 

Oggi, martedì 13 ottobre, ore 10.00 Palazzo della Cultura (Catania)

GIORNATE FAI D’AUTUNNO 2020: CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE

I Tre Cancelli & Le Antiche Vie dei Castelli: ecco i tesori da scoprire

 

CATANIA

A ottobre, come ogni anno, in tutta Italia torna l’appuntamento con la cultura e la bellezza, alla ricerca di luoghi da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite.

Presso Palazzo della Cultura (Via V. Emanuele 121, a Catania) oggi alle 10 la conferenza stampa di presentazione delle Giornate FAI d’Autunno 2020, a cura della delegazione etnea del Fondo Ambiente italiano e della sua sezione Giovani.

Per l’occasione il capo delegazione di Catania Maria Licata e il capo gruppo FAI Giovani Silvia Majorana, illustrano  i dettagli del programma che si snoderà nei prossimi due fine settimana di ottobre: sabato 17 e domenica 18, per proseguire il 24 e 25 ottobre. Quest’anno occhi puntati sul Cimitero di Catania, con il percorso che partirà da “I tre cancelli”, alla scoperta del Viale degli Uomini Illustri, delle opere d’arte e dei monumenti omaggio, con l’Associazione territoriale Guide Turistiche presieduta da Giusy Belfiore. Si proseguirà il week-end successivo con le “Antiche Vie dei Castelli”, per conoscere storie, risorse e scrigni segreti grazie ai giovani Ciceroni delle scuole, con molteplici percorsi che interesseranno il territorio etneo.

La conferenza –

Novità di quest’edizione: sabato 17 e domenica 18 ottobre tour al Cimitero monumentale del capoluogo etneo tra arte, architettura e memoria

 – Alla scoperta del patrimonio storico e monumentale della Sicilia e di Catania. Neanche il Covid ferma la sete di cultura promossa con le Giornate d’Autunno 2020 del Fondo Ambiente Italiano (FAI). Il capoluogo etneo e i comuni della provincia saranno protagonisti nei prossimi due fine settimana (17-18 e 24-25 ottobre 2020) con diversi siti aperti al pubblico e giri itineranti per rivivere pezzi di storia passata, mai tramontata. I Tre Cancelli & Le Antiche Vie dei Castelli sono gli itinerari studiati e proposti dal capo delegazione di Catania Maria Licata (nella foto Press sotto), con l’obiettivo di seminare conoscenza e consapevolezza, sensibilizzando l’opinione pubblica e puntando i riflettori su luoghi normalmente inaccessibili, poco noti o spesso dimenticati.

Tanti i comuni coinvolti grazie al prezioso contributo del Gruppo Giovani FAI di Catania (capo gruppo Silvia Majorana), Caltagirone (coordinamento Aline Lo Giudice), Acireale (Carlo Zimbone), Giarre-Riposto (Giada Patanè), a dimostrazione «dell’importanza e della capacità di coinvolgimento delle iniziative FAI – ha commentato l’assessore al Turismo della Regione Siciliana Manlio Messina, durante la conferenza stampa di stamane a Palazzo della Cultura come riportiamo sopra–

Oggi più che mai dobbiamo dimostrare di avere le idee chiare per superare questo momento critico e di avere a cuore le bellezze siciliane e catanesi. Il FAI lo ha fatto in più occasioni, preservando e salvaguardando il nostro patrimonio. Quindi, non potevamo che essere presenti anche in questa occasione: bisogna fare squadra per superare le difficoltà del momento. Valorizzare la bellezza della nostra terra è sicuramente una strada da percorrere insieme, attraverso una rete attiva sul territorio».

 

Con il supporto dell’associazione territoriale Guide Turistiche (presidente Giusy Belfiore), grande novità di quest’anno sarà la visita guidata tra le vie del cimitero catanese, «ricco di memoria e di storia», come affermato dall’assessore ai Beni Culturali di Catania Barbara Mirabella. «Le giornate FAI – quest’anno in ricordo della sua fondatrice Giulia Maria Crespi – sono sempre di grande interesse perché valorizzano le bellezze del nostro Paese. A Catania – ha proseguito Mirabella – il progetto permetterà di conoscere meglio il cimitero monumentale, dal viale dedicato agli “uomini” illustri ai mausolei storici dove sarà possibile omaggiare personalità che hanno reso grande la nostra terra: da Angelo Musco a Verga. Nel fine settimana successivo sarà inoltre possibile riscoprire il territorio attraverso lo scambio tra paesi limitrofi, specie in un momento in cui il turismo chiude i confini internazionali».

«Speriamo sia solo l’inizio di un percorso che avvicini le persone alle bellezze siciliane – ha rimarcato Maria Licata – Quest’anno abbiamo inserito un percorso all’interno del cimitero monumentale di Catania. Gli spazi cimiteriali rappresentano l’anima della città, segni indelebili delle nostre comunità, dove passato e presente s’intrecciano per mantenere viva la memoria: leggendo i nomi sulle lapidi capiamo come siamo cresciuti, quello che siamo e quello che potremo essere. Visiteremo la tomba di Giovanni Verga – arricchita dal verde della fondazione Radicepura – e cappelle storiche di confraternite mai aperte al pubblico. Poi, nel secondo fine settimana, spazio al romanticismo e al fascino medioevale con le “Antiche vie dei Castelli” (Adrano, Bronte, Aci Castello, Acireale e Giarre) e alla storia più “recente” (Caltagirone). Il nostro obiettivo è dare dignità e recuperare pezzi della città che sembrano andati perduti. Questo “viaggio” spero sia di ispirazione per le vecchie e nuove generazioni».

Una possibilità per recuperare e valorizzare una parte di Catania che «rappresenta un luogo di straordinaria bellezza e riflessione – ha aggiunto Giuseppe Arcidiacono, assessore ai Servizi Cimiteriali della città etnea – Le giornate in programma possono essere un trampolino di lancio per dare attenzione a un luogo dal grande splendore artistico e architettonico. Per questo, a causa del dissesto economico, abbiamo chiesto aiuto alla Regione per il restauro del Cimitero etneo, dando vita con l’architetto Marina Galeazzi (responsabile del Servizio) a un progetto di recupero e riqualificazione che spero possa realizzarsi presto». «La forza del FAI? Offrire soluzioni concrete alle attuali carenze strutturali e culturali di un territorio, dando la possibilità di conoscere angoli delle città inediti e di puntare i riflettori sui Beni Culturali, oggi risorsa da potenziare e valorizzare – ha concluso Enrico Trantino, assessore ai Lavori Pubblici e Decoro Urbano del Comune di Catania – Quella di quest’anno è una grande scommessa: un’occasione di crescita collettiva».

Processo Salvini: rinvio al 20 novembre e dimostrazione del Potere giudiziario (Nunzio Sarpietro) di “inginocchiare il massimo potere del Governo”

Il giudice Sarpietro vince il ricorso al TAR sulla nomina del Presidente  della Corte d'Appello di TorinoGLOBUS Magazine

Nella foto il magistrato catanese dr. Nunzio Sarpietro c he ha accolto nel processo le richieste delle parti

Aggiornamento  processo a Salvini.    Abbiamo detto che il procedimento penale a carico dell’ex ministro si avvia verso l’archiviazione appena saranno ascoltati gli altri componenti del governo citati in udienza da Salvini. Compreso il presidente Conte.   Rinviata dunque  al prossimo 20 novembre, al carcere di Bicocca di Catania, l’udienza preliminare      Decisione del Gup dr. Nunzio Sarpietro alla fine della Camera di Consiglio.

 

Processo Salvini va avanti: saranno sentiti Conte, Di Maio e Toninelli
Salvini in Udienza con l’Avv. Giulia Bongiorno che ha sollecitato in Udienza di ascoltare i testi  ( in primis G.Conte premier)

COINVOLGIMENTO DEL PREMIER GIUSEPPE CONTE ,MINISTRI ED EX DELLA PRIMA COMPAGINE GOVERNATIVA

Quindi riceveranno un avviso giudiziario per  il prossimo 20 novembre il premier Giuseppe Conte e l’ex ministro Toninelli. il 4 dicembre sarà la volta del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Il Gup Nunzio Sarpietro, ha così accolto le richieste delle parti, al termine della camera di Consiglio.

La difesa dell’ex ministro aveva chiesto sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste, in subordine approfondimento probatorio da parte del giudice al fine di accertare se le procedure di sbarco indicate nel capo di imputazione sono tutt’ora seguite dal governo Conte 2, anche procedendo all’audizione del ministro Lamorgese.

La difesa di Salvini  aveva chiesto inoltre al Gup di ascoltare dei testi a favore dell’ex ministro dell’interno. L’avvocato Giulia Bongiorno aveva sollecitato di sentire dei testi prima di decidere se rinviare a giudizio o il non luogo a procedere per il leader della Lega.

Un pò di fibrillazione , proteste e momenti di tensione si sono verificati davanti al tribunale tra fan di Salvini e manifestanti contro l’ex ministro.

Ricorderemo ancora  che la vicenda processuale sorge da un manifesto contrasto di giudizi tra la Procura distrettuale e il Tribunale dei ministri di Catania…”   compito di questo organo giudicante vista la complessità e l’impegno per la valutazione del fascicolo di assumere prove per la decisione di merito” scrive il Gup Nunzio Sarpietro nel provvedimento con cui dispone nuovi atti istruttori sul caso della nave Gregoretti. Sono due le ‘direzioni’ indicate nell’ordinanza dal Giudice dell’udienza preliminare: “Una di acquisizioni documentali e l’altra di assunzione testimoniale di soggetti qualificati e informati sui fatti di causa”.

Tra i primi “accertare quanti e quali episodi di sbarchi di migranti simili sotto il profilo degli accadimenti quello della nave Gregoretti si siano verificati nel periodo in cui l’inquisito rivestiva la carica di ministro dell’interno estendo l’accertamento anche ad altri sbarchi, avvenuti successivamente anche quando e’ cambiata la compagine di Governo (Conte 2)”. “Sugli sbarchi devono essere accertati dalla polizia giudiziaria: la data dell’evento, la narrazione degli accadimenti che hanno preceduto lo sbarco, la data di indicazione del pos (porto sicuro) e l’accertamento di quale organo lo ha adottato, verifica degli eventuali procedimenti penali instaurati in relazione ai diversi eventi di sbarco”.

Per fare fare un’adeguata verifica adottata a livello governativo, in materia di immigrazione all’epoca dei fatti e ai rapporti con l’Ue anche con riferimento al cosiddetto ‘Patto di governo’- spiega  infine il Gup Sarpietro – occorre assumere a verbale il premier Giuseppe Conte, l’allora vicepremier Luigi Di Maio, l’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, l’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta, l’ambasciatore Maurizio Massari e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese”.

 

 

 

Verso l’archiviazione il procedimento penale (francamente inutile e strumentale) di Catania a carico dell’ex Ministro Salvini

MANCA IL DOLO SPECIFICO  E L’AZIONE HA VISTO IL PIENO COINVOLGIMENTO DEL GOVERNO ITALIANO”

Vertici Sac in visita ufficiale al palazzo di giustizia

 

L’udienza è cominciata. In piazza Giovanni Verga a Catania sono numerosi i fedelissimi del leader della Lega affiancato nell’occasione dai papaveri del centro destra  . Tutti in coro reclamano un procedimento rapido e positivo all’ex ministro.  Spieghiamo dunque la contestazione giudiziaria:Salvini è accusato di avere abuso dei suoi poteri per privare della libertà  personale i 131 migranti bloccati a bordo della Gregoretti dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio» successivo, quando la nave della Guardia costiera italiana è giunta l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nel Siracusano.

 

Foto di Matteo Salvini

 

Accuse che l’ex ministro ha – come si sa-sempre respinto con forza, come ha ribadito nella sua memoria difensiva di 50 pagine depositata alla segreteria del Gip di Catania spiegando che «non si è verificata alcuna illecita privazione della libertà personale, in attesa dell’organizzazione del trasferimento» dei migranti alla destinazione finale». L’ex ministro, che ribadisce di essere in attesa di un “Grazie” anche da parte della Magistratura etnea, spiegando di avere agito per interesse della Nazione, sintetizza così la sua linea: A bordo della Gregoretti c’erano due scafisti fermati dopo lo sbarco, i 100 migranti sono rimasti sulla nave senza pericoli e con la massima assistenza, solo il tempo necessario per concordare con il governo italiano i tempi del trasferimento in altri Paesi europei.  Salvini ha rimarcato c he le sue azioni, d’interesse generale, hanno avuto il pieno coinvolgimento del governo Conte…”

Probabile l’archiviazione da parte della Procura di Catania perchè nel procedimento manca l’elemento essenziale del “dolo specifico”