ALLA RICERCA DI UN (DIFFICILE) ACCORDO PER UNA MIGLIORE QUALITA’ DI VITA DELL’ITALIA

Recovery Fund: 750 miliardi, l'Europa c'è, ora un Recovery plan ...

 

Tra i capi di Stato e di governo dell’Ue riuniti per cercare un accordo sul Recovery Plan e sull’Mff 2021-27 “in molti interventi il clima è quello della consapevolezza che dobbiamo assolutamente raggiungere un risultato. Purtroppo è fumata nera, ma c’è ancora da lavorare domani (oggi, ndr)”. Si è espresso così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rientrando in hotel nella notte, al termine della prima giornata di lavori del Consiglio Europeo, a Bruxelles.

Conte, il Recovery Plan del governo: digitale, fisco, investimenti ...

Nella prima giornata dei lavori dell’Ue sull’assegnazione dei Recovery Plan Conte ha acquisito consapevolezza che la strada per risollevare definitivamente l’economia italiana è davvero difficile.   Afferma il premier : “la Germania ha avuto un grande ruolo. Nel dibattito interno tedesco c’era molta contrarietà” a uno strumento fondato sul debito come il Recovery Plan. “La leadership di Angela Merkel – ricorda – ha avuto un grande ruolo per orientare il suo Paese verso questa soluzione. E Germania e Francia hanno proposto per primi, ufficialmente, i 500 mld di sussidi. La Germania sta giocando un ruolo importante, ma adesso abbiamo ancora dei dettagli sui quali metterci d’accordo“….

Vi sarebbero vedute diverse tra i capi di Stato e di governo dell’Ue “ “Stiamo parlando del Quadro finanziario pluriennale dei prossimi sette anni e di uno strumento innovativo come Next Generation Eu. Ci sono tanti aspetti tecnici da approfondire e delle divergenze che obiettivamente non siamo ancora riusciti a superare”..

Si discute sul  cosiddetto freno di emergenza cioè quel che  “riguarda la governance per la fase attuativa dei piani, ma ci sono anche altri aspetti dei quali stiamo discutendo, spiega ancora il presidente del Consiglio. Non si tratta di porre il veto. L’Italia è molto ambiziosa, non solo per difendere i propri interessi, che è senz’altro vero, ma anche perché difende una proposta della Commissione”.

“Stiamo difendendo  – le prerogative della Commissione: siamo anche disponibili ad entrare nella logica della revisione di qualche dettaglio, ma non ad accettare una soluzione di compromesso che alteri non solo l’equilibrio tra le istituzioni europee, che per noi è una linea rossa, ma anche l’ambizione, per quanto l’ammontare dell’intervento con il Recovery e anche il bilanciamento interno tra sussidi e prestiti. Dobbiamo essere chiari: serve un programma che favorisca la ripresa europea. Deve avere caratteristiche di adeguatezza, proporzionalità ed effettività. Se manca uno di questi aspetti, vuol dire che non è ben strutturato né funzionale. Il programma deve essere effettivamente perseguibile: se frapponiamo ostacoli operativi lo rendiamo inefficace – ribadisce – e non serve a nessuno“.

 

Proposta Segre: disco verde alla Commissione d’inchiesta contro il razzismo

Antisemitismo, ok a mozione Segre. Centrodestra si astiene

Sì alla Commissione straordinaria contro il razzismo .  Il provvedimento è passato al Senato con 151 voti favorevoli, nessun contrario e 98 astensioni,  Il provvedimento /proposta Segre (nella foto -Ag. -sopra la senatrice) nasce per  il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo e dell’istigazione all’odio e alla violenza.

Le astensioni sono arrivate da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono astenuti. “Siamo contro il razzismo, la violenza, l’odio e l’antisemitismo senza se e senza ma.Parole di Matteo Salvini. Non vorremmo che però qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quella che per noi è una convinzione, un diritto, ovvero il ‘prima gli italiani’. Siamo al fianco di chi vuole combattere pacificamente idee fuori dal mondo però non vogliamo bavagli, non vogliamo uno stato di polizia che ci riporti a Orwell”

 

Fratelli d’Italia si è astenuta per rispetto alla senatrice Segre cui va tutta la nostra solidarietà – ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Giovanbattista Fazzolari – Chi attacca una donna che da ragazza ha vissuto il dramma della deportazione in un campo di concentramento non soltanto è un vigliacco ma è anche un idiota”. “Fratelli d’Italia – ha spiegato – non ha votato a favore dell’istituzione della Commissione perché non è una commissione sull’antisemitismo, come volevano far credere, ma una commissione volta alla censura politica”.

Un gruppo di senatoridi Fi, Andrea Cangini, Andrea Causin, Barbara Masini, Laura Stabile, Sandra Lonardo, Massimo Mallegni, Franco Dal Mas e Roberto Berardi. esprime un commento con una nota comune: “Oggi in aula al Senato abbiamo perso un’occasione – si legge – con il nostro voto di astensione sulla istituzione della cosiddetta Commissione Segre, per ribadire la nostra vocazione autenticamente liberale, che ci consente di coniugare, la difesa della libertà di espressione con i limiti che doverosamente la legge prevede per l’incitamento all’odio, alle discriminazioni razziali, religiose e di genere. Siamo e rimaniamo contrari ai reati di opinione, ma allo stesso tempo siamo preoccupati per il linguaggio d’odio che spesso abita la società e i social media, dove sono i giovani e giovanissimi a trovarsi di fronte a quello che rischia sempre di più di diventare la normalità. Su un tema del genere era forse più saggio non rappresentare un Parlamento diviso in schieramenti politici contrapposti. Questa volta ci siamo adeguati, in futuro non è detto che lo faremo“.

 

 

IL SINODO IN AMAZZONIA SORPRENDE IL MONDO PER LA SPERANZA AI “PRETI SPOSATI” CON FAMIGLIA STABILE

Forse si apre una vera rivoluzione per i sacerdoti. Il sinodo in Amazzonia ha sorpreso il mondo religioso per le novità sulla famiglia stabile per i preti. E’ stato formulato un documento e ci sembra molto interessante il punto nm.  111 – che ha incassato 128 voti con 41 contrari (è stato il paragrafo che ha raccolto il maggior numero di ‘non placet’) ottenendo la maggioranza qualificata dei 2/3,

Esso dice: “Proponiamo di stabilire criteri e disposizioni da parte dell’autorità competente, nell’ambito di Lumen Gentium 26, di ordinare sacerdoti uomini adatti e riconosciuti della comunità, che abbiano un proficuo diaconato permanente e ricevano una formazione adeguata per il presbiterato, potendo avere una famiglia legalmente costituita e stabile da sostenere la vita della comunità cristiana attraverso la predicazione della Parola e la celebrazione dei Sacramenti nelle aree più remote della regione amazzonica“.”Molte delle comunità ecclesiali del territorio amazzonico –  hanno enormi difficoltà di accesso all’Eucaristia.

A volte non passano solo mesi, ma anche diversi anni prima che un sacerdote possa tornare in una comunità per celebrare l’Eucaristia, offrire il sacramento della riconciliazione o ungere i malati nella comunità. Apprezziamo il celibato come un dono di Dio nella misura in cui questo dono consente al discepolo missionario, ordinato al presbiterato, di dedicarsi pienamente al servizio del Santo Popolo di Dio. Stimola la carità pastorale e preghiamo che ci siano molte vocazioni che vivono il sacerdozio celibe. Sappiamo che questa disciplina “non è richiesta dalla natura stessa del sacerdozio … sebbene abbia molte ragioni per praticarla”. Nella sua enciclica sul celibato sacerdotale, San Paolo VI sostenne questa legge e presentò motivazioni teologiche, spirituali e pastorali che la sostengono. Nel 1992, l’esortazione post-sinodale di San Giovanni Paolo II sulla formazione sacerdotale ha confermato questa tradizione nella Chiesa latina”.

Un momento del Sinodo per l'Amazzonia (Ap)

I Padri sinodali però hanno aperto all’ ordinazione sacerdotale per diaconi permanenti, dando la speranza ai preti sposati. “E’ prevalsa la via prudenziale”, ha osservato il cardinale Christoph Schonborn, tra i Padri sinodali, al termine della votazione del documento finale. Il porporato ha spiegato la strada percorsa dai Padri sinodali: “Se uno non vuole essere prete deve essere prima diacono se vuole essere tra i ‘viri probati’, prima si deve essere ‘viri probati’ diaconi. Insomma, si deve andare per gradi”.

Il documento denuncia vibratamente pure lo scempio prodotto dall’estrattivismo. E, nel profilare nuovi cammini di sviluppo, «amichevoli» verso la casa comune, la Chiesa fa un’opzione chiara per la «difesa della vita, della terra e delle culture originarie amazzoniche» (paragrafo 78). In tale luce si comprende il «peccato ecologico» (punto 82): ogni azione o omissione contro Dio, il prossimo – presente e le future generazioni – e l’ambiente. Tra le proposte, spicca quella di un fondo mondiale per coprire parte dei bilanci delle comunità amazzoniche e la creazione di un osservatorio socio-ambientale pastorale che lavori in alleanza con i vari attori ecclesiali nel Continente – a partire dal Consiglio episcopale latinoamericano (Celam) e con i rappresentanti delle etnie native.

Il Sinodo dei Vescovi sull’Amazzonia nel documento finale chiede di potere condividere esperienze e riflessioni con la Commissione. Nel documento – punto 103 (137 sì – 30 no, passato con la maggioranza qualificata) -: si può notare :”Nelle numerose consultazioni che si sono svolte in Amazzonia è stato riconosciuto e sottolineato il ruolo fondamentale delle religiose e delle laiche nella Chiesa amazzonica e nelle sue comunità, visti i molteplici servizi che offrono. In molte di queste consultazioni è stato sollecitato il diaconato permanente per le donne. Per questo motivo il tema è stato anche molto presente durante il Sinodo”. “Già nel 2016 – Papa Francesco aveva creato una commissione di studio sul diaconato delle donne che, come Commissione, è arrivata ad un risultato parziale su come era la realtà del diaconato delle donne nei primi secoli della Chiesa e sulle implicazioni attuali”. Da qui la proposta dei Padri sinodali che ha ottenuto la maggioranza qualificata dei 2/3: “Vorremmo condividere le nostre esperienze e riflessioni con la Commissione a attenderne i risultati”.

 

 

 

Sprechi in Europa: tagliare con urgenza i numerosi privilegi ai politici – Un comunicato-protesta del M5S

Riceviamo e pubblichiamo (in sintesi)

 

“Dagli stipendi dei Commissari europei alla pensione privilegio degli europarlamentari, dalle spese forfettarie alle agenzie da accorpare. L’Europa concede anacronistici privilegi ai politici, mentre ai cittadini impone sacrifici nel nome dei vincoli di bilancio e dell’austerity. Ecco una carrellata dei principali sprechi da tagliare e le proposte del Movimento 5 Stelle per rendere l’Europa più equa e trasparente.

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STIPENDI COMMISSARI EUROPEI

Gli stipendi dei Commissari europei sono uno schiaffo agli oltre 100 milioni di poveri presenti in tutta Europa. Il Presidente della Commissione Juncker percepisce il 138% dello stipendio del funzionario con più alto grado della Commissione (fonte dati relativi al 2016) e cioè 27.436,90 euro al mese. L’alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini 25.845,35 al mese, i cinque vicepresidenti 24.852,26 euro al mese, mentre tutti gli altri Commissari 22.852,26 euro al mese.

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Nella foto il Presidente Commissione Juncker: percepisce circa 28 mila euro al mese

A queste esorbitanti cifre vanno aggiunte alcune indennità variabili, come l’indennità di residenza, di espatrio e per i figli. I Commissari hanno inoltre a disposizione 1.500 euro al mese per le spese di rappresentanza. In totale nel 2019 i contribuenti europei spenderanno per mantenere tutti i Commissari una cifra pari a 12,6 milioni di euro.

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LIQUIDAZIONE COMMISSARI EUROPEI

Nel 2019 sono stati messi a bilancio anche 682.000 euro previsti per le indennità transitorie, ovvero una sorta di sussidio che i Commissari ricevono alla fine del loro mandato per una durata di due anni. Questa indennità è proporzionale allo stipendio dei Commissari, tagliando quindi i salari automaticamente si riducono anche queste indennità che, comunque, coprono un arco temporale troppo lungo.

 

STIPENDI E PENSIONE DEGLI EURODEPUTATI

I parlamentari europei ricevono un’indennità per l’esercizio delle loro funzioni pari al 38,5% del trattamento di base di un giudice della Corte di giustizia delle Comunità europee. Lo stipendio di base equivale, dunque, a 8.757,7 euro lordi al mese. A questo si somma un’indennità di soggiorno che viene assegnata per ogni giorno di presenza al Parlamento europeo e che ammonta a 320 euro.

Tutti gli eurodeputati, inoltre, al compimento dei 63 anni di età, hanno diritto a un pensione di anzianità a vita pari al 3,5% della retribuzione per ciascun anno completo di esercizio di mandato. Questo privilegio scatta dopo appena un solo anno di mandato. Con una sola legislatura (5 anni di mandato) ogni europarlamentare matura una pensione a vita pari a 1.484,70 euro al mese. Questo importo raddoppia se l’europarlamentare fa due legislature.

 

SPESE FORFETTARIE

I deputati europei hanno diritto a un’indennità forfettaria mensile (denominata “indennità di spese generali”). L’importo mensile è di 4.342 euro. Questa indennità – che per tutti gli europarlamentari raggiunge la cifra di 40 milioni di euro l’anno – è destinata a coprire le spese effettuate nel Paese in cui il deputato è stato eletto, come per esempio le spese di locazione per uffici, spese telefoniche e informatiche. Queste spese vengono erogate in modo forfettario.

 

ACCORPIAMO LE AGENZIE

Così come per il Parlamento europeo, anche alcune Agenzie hanno una doppia sede amministrativa e operativa. Qualche esempio? L’Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie e l’Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT. Durante i nostri cinque anni al Parlamento europeo abbiamo presentato degli emendamenti per aumentare i risparmi e accorpare le funzioni amministrative comuni delle AgenzieCi aspettiamo dalla futura Commissione europea un piano per ridurre le spese, tagliare i rami secchi e rendere più efficiente le numerose Agenzie europee.

 

PARTITI E FONDAZIONI EUROPEE

I cittadini pagano, i partiti spendono. In Europa c’è un sistema ben oleato di finanziamento pubblico a partiti e fondazioni che in pochi conoscono: tutte le delegazioni, presenti al Parlamento europeo, hanno dei fondi messi a disposizione per costituire dei partiti politici europei e delle fondazioni europee. Basta 1 europarlamentare che si iscriva a un partito con rappresentanti in almeno 1/4 degli Stati membri e il gioco è fatto. I partiti europei possono utilizzare questi fondi per riunioni, pubblicazioni, per spese amministrative, per il personale e per i i costi relativi alle campagne per le elezioni europee. Per il 2019 sono stati previsti 50 milioni per i partiti politici europei e 19.7 milioni per le fondazioni politiche. La delegazione del Movimento 5 Stelle ha rinunciato totalmente alla possibilità di usufruire di questi fondi perché non ha aderito a nessun partito europeo. Rinunciamo a circa 3 milioni di euro. Chi altri lo fa?

Ricerca e comunicazione del M5S

 

 

Disco verde al “Decretone”, domani torna in aula a Montecitorio ma la povertà aumenta ancora nel SUD e resto del Paese

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Palazzo Montecitorio- Roma – (Archivio Sud Libertà)

Il provvedimento sul reddito della cittadinanza      e Quota 100, approvato già approvato, da domani, lunedì alle 11.00 sarà all’esame dell’assemblea di  Montecitorio.   Sì, le leggi si fanno ma la povertà, si apprende, dagli più recenti rilevamenti, aumenta al SUD e nel resto del Paese. C’è qualcosa da rivedere, perchè non può funzionare così il sistema sociale…

Il decreto, in seconda lettura alla Camera, dovrà tornare al Senato per il via libera definitivo. Intanto un emendamento della Lega al decreto legge Rdc e quota 100, approvato nella notte dalle commissioni Lavoro e Affari sociali di Montecitorio, consente il riscatto della laurea con lo sconto a soli fini contributivi anche per gli over 45.

Le commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera ha approvato, inoltre, la proposta di modifica al decreto con cui si stabilisce che ”la pensione di cittadinanza -venga erogata con modalità ordinarie di erogazione delle pensioni – in contanti – e non per il tramite della carta Rdc”. , il decreto dovrà poi tornare alla camera alta per la seconda lettura e per essere approvato in via definitiva entro il 29 marzo. Tra gli emendamenti dell’ultima ora, anche quello della Lega che estende agli over 45 il riscatto dei periodi di studi (post 1996) in versione “light”.

Nelle ultime sedute, gli emendamenti hanno in primis recepito l’intesa tra governo e Regioni sulla problematica dei cosiddetti navigator. Dovevano in teoria esser 6mila assunti (come collaboratori per 2 anni) da Anpal Servizi, quindi a livello centrale, per accompagnare nel percorso di ricerca del lavoro i beneficiari. Si erano create fibrillazioni con gli enti territoriali,  costituzionalmente idonei ad attivare  politiche attive.

Saranno 3mila quelli assunti centralmente come collaboratori e forniranno “assistenza tecnica” ai Centri per l’impiego delle Regioni. Tra queste ultime saranno spartite le risorse “avanzate”: potranno sfruttare un piano straordinario di assunzioni nei Centri per l’impiego, a decorrere dal 2020, fino a complessive 3.000 unità di personale, e a decorrere dal 2021 ulteriori 4.600 unità inclusa la stabilizzazione delle unità. A questo fine sono stanziati 120 milioni per il 2020 e 304 milioni annui dal 2021.

Si apprende anche che la  reggenza dell’Inps è stata affidata al duo Tridico-Morrone Tra le novità, la pensione di cittadinanza potrà essere pagata come tutte le altre, anche in contanti negli uffici postali o in banca, e non solo sulla card del reddito.

Tra le ultime proposte entrate, l’apertura delle offerte di lavoro dei centri per l’impiego anche ai cosiddetti working poor: anche chi ha un lavoro, ma pagato pochissimo, sarà infatti considerato disoccupato e potrà quindi entrare nel patto per il lavoro previsto nel programma del reddito di cittadinanza e ricevere le cosiddette ‘offerte congrue’.

Focalizzata la spinosa questione delle  famiglie con disabili,   Alla fine saranno circa 13 milioni, 17 a regime, le risorse destinate ad alzare le soglie dei requisiti patrimoniali e rivede la scala di equivalenza, consentendo, in particolare ai nuclei numerosi, di ricevere 50 euro in più al mese (con il sussidio che passa da massimo 1.330 euro a massimo 1.380 euro).

Tra le proposte di governo e relatrici (Elena Murelli e Dalila Nesci) c’era anche una sorta di ‘auditel’ per la valutazione del reddito di cittadinanza. Un campione di famiglie sarà sottoposto a test per verificare come funziona la misura, ottenendo in cambio l’esenzione dagli obblighi legati al reddito, tranne quello di dare disponibilità al lavoro e accettare offerte congrue.

Riflettori pure sul sussidio i ‘finti’ genitori single. Una previsione che però andrà a impattare su tutte le coppie di genitori non sposate e non conviventi, che dovranno presentare l’Isee congiunta, anche magari quando uno dei due non si occupa, almeno dal punto di vista economico, dei figli minori. Per questo, è stato garantito che ci saranno sei mesi di tempo per la presentazione di documentazione ulteriore emersa durante la conversione del decreto.

Proposte di aumentare gli ispettori sul campo: 100 finanzieri aggiuntivi e di 65 carabinieri per coprire la mole di lavoro aggiuntivo. E’ poi prevista la sospensione del beneficio (compresa la pensione di cittadinanza) non solo per condanne definitive, ma anche in caso si sia indagati o imputati. Nuova stretta sugli stranieri: non si potranno richiedere reddito e pensione di cittadinanza se si posseggono immobili del valore superiore a 30.000 euro non solo in Italia ma anche all’estero.

Sospeso  lo sconto delle bollette dell’acqua, per i beneficiari del reddito di cittadinanza. La proposta era contenuta in un emendamento per estendere il beneficio già previsto per luce e gas, presentato dalle relatrici in commissione Lavoro e Affari sociali della Camera. Il testo, che conteneva anche altre misure, è stato approvato eliminando la parte che riguarda le tariffe scontate.

(Ag.)

Ancora tenebre sulla Finanziaria regionale siciliana. Contributi a pioggia: probabilmente scambi di favore con la politica marciume

  Ancora dominante in Sicilia e nella politica- come nella gerarchia mafiosa-  la regola del dare- avere                        Ma chi controlla? La Commissione politica? Non scherziamo ,Signori  !

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Ancora tenebre sulla finanziaria  Probabilmente imbrogli e/o scambi di favore tra la politica marcia siciliana . Si sa anzitutto che dovrà essere approvato entro fine marzo il collegato alla Finanziaria. La commissione Bilancio  per  l’esame di articoli ed emendamenti ha aggiornato i lavori  a martedì prossimo.

Nel testo presentato, una pioggia di stanziamenti: 15 milioni di euro elargiti a molteplici enti e associazioni .Sembra di rivedere una finanziaria di due ,tre legislature addietro. Così non si marcia per la collettività.

Le opposizioni promettono battaglia anche durante la prossima settimana e di fornire alla Stampa i nomi dei deputati proponenti la richiesta dei contributi…

La seduta della commissione ha provocato una dichiarazione di fuoco dei deputati che non ci stanno alla regola del “tu dai una cosa a me e io la dò a te”. Afferma il gruppo M5S indignato: ” siamo riusciti a bloccare un maxiemendamento pieno di marchette per 15 milioni di euro che la maggioranza avrebbe sbandierato durante la campagna elettorale. Una sorta di riedizione della vecchia tabella H, alla faccia di bisogni dei siciliani”. Lo affermano i deputati M5S, componenti della commissione Bilancio dell’Ars, Luigi Sunseri, Sergio Tancredi e Stefano Zito

“E’ tornato il souk arabo in grande stile – affermano i deputati – in alcuni articoli, costruiti su misura, si leggevano nome e cognome di chi li aveva proposti. ……”. Vedremo come finirà ma visti i numeri e l’indifferenza generale non siamo affatto ottimisti neanche in questa occasione

Il Ministro Costa: “Incontrerò i comitati Notriv per studiare norme partecipate ma io non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare

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Riceviamo e pubblichiamo una nota del Ministro Costa diffusa ai Media e vari Blog.

“In questi giorni si sta scrivendo e dicendo tanto sul tema delle trivelle.
Ve ne ho già parlato il 30 dicembre  Ma poiché qualcuno fa – anche in mala fede- confusione, occorre ribadirlo.

Da quando sono Ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò.

Non sono diventato Ministro dell’Ambiente per riportare l’Italia al Medioevo economico e ambientale.
Anche se arrivasse un parere positivo della Commissione Via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione.

Voglio che sia chiaro.

I permessi rilasciati in questi giorni dal Mise sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sì dato dal ministero dell’Ambiente del precedente governo, cioè di quella cosiddetta sinistra “amica dell’ambiente”.

Noi siamo il governo del cambiamento e siamo uniti nei nostri obiettivi. Siamo e resteremo contro le trivelle. Quello che potevamo bloccare abbiamo bloccato. E lavoreremo insieme per inserire nel dl Semplificazioni una norma per bloccare i 40 permessi pendenti come ha proposto il Mise.

Siamo per un’economia differente, per la tutela dei territori e per il loro ascolto.
Anche per questo incontrerò personalmente i comitati Notriv di tutta Italia. Per lavorare insieme a norme partecipate, inclusive e che portino la soluzione che tutti aspettiamo da anni”.

PROBLEMA PENSIONI E QUOTA 100: L’UE VUOLE LA RETROMARCIA, CIOE’ L’ORROICA RIFORMA FORNERO CHE NESSUNO VUOLE IN ITALIA

Vertice stasera a palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, i ministri Riccardo Fraccaro e Giovanni Tria, i sottosegretari Massimo Garavaglia e Laura Castelli. “Nessun braccio di ferro”, . La questione verrà affrontata”come sempre, con il dialogo e la mediazione”. Ma il problema vero per l’Europa  resta quota 100, o lo ‘smontaggio’ della riforma Fornero, più che il cosiddetto reddito di cittadinanza. . Un annuncio sull’esito del negoziato è atteso per lunedì. Il reddito di cittadinanza, se piace all’Italia che non piace alla Lega, come ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, politico ed amministratore di lunga esperienza, alla Commissione europea non dispiace, anzi. L’esecutivo guidato da Jean-Claude Juncker, ha assicurato il viceportavoce capo Alexander Winterstein, “ha sempre sostenuto l’introduzione di programmi di reddito minimo negli Stati membri, che è un elemento importante del pilastro sociale europeo”.

 

Il paradosso con l’ Ue si verifica sulla  “controriforma” delle pensioni  per il semplice motivo che la riforma Fornero piace all’Europa no all’Italia. Un modello importante, perché altri Paesi non hanno ancora fatto riforme simili  basta leggere l’opinione della Commissione sulla manovra rivista per ricordarsi che, per le autorità Ue, “le misure incluse nella manovra rivista per il 2019 indicano il rischio di fare marcia indietro rispetto alle riforme che l’Italia ha adottato in linea con le raccomandazioni specifiche per Paese”.  “Il Consiglio ha raccomandato che l’Italia riduca la quota delle pensioni di anzianità nella sua spesa pubblica per fare spazio ad altre spese sociali, la possibilità reintrodotta di pensionamento anticipato fa marcia indietro rispetto a passate riforme delle pensioni (cioè la riforma Fornero, ndr) che supportano la sostenibilità a lungo termine del considerevole debito pubblico italiano”. E la riforma “potrebbe avere anche un impatto negativo sull’offerta di lavoro, in un contesto in cui l’Italia è già al di sotto della media Ue per la partecipazione dei lavoratori più anziani (tra i 55 e i 64 anni di età) all’occupazione”. Più in generale, “la manovra rivista non prevede misure efficaci per porre rimedio alla fiacchezza della crescita potenziale del Paese, in particolare alla sua stagnazione della produttività, che dura da tempo”. Vedremo cosa avverrà adesso. Cancellare la riforma Fornero per gli italiani-non certo ovviamente per il sistema previdenziale – è per gli italiani una priorità assoluta