Messina,la quota rosa comunale: “Cateno De Luca ha permesso una costante crescita partecipativa femminile..”

 

Parità di genere: nota della quota rosa dell’Amministrazione De Luca

MESSINA,

Non possiamo che indignarci leggendo un articolo che strumentalmente rievoca una lettera che due anni fa un gruppo di donne avevano indirizzato alla stampa in merito alla campagna anti-prostituzione che la Polizia Municipale portava avanti, nella quale sostenevano che dietro la pubblicazione delle immagini di quanto rinvenuto in quelle case d’appuntamento, vi sarebbe una visione misogina, bigotta, e patriarcale di Cateno De Luca“.
E’ quanto scrive in una nota congiunta la quota delle donne in seno all’Amministrazione del Sindaco Cateno De Luca, nell’ordine: il Vicesindaco Carlotta Previti con delega al Bilancio e Finanziamenti Europei; gli Assessori Dafne Musolino all’Ambiente, Alessandra Calafiore alle Politiche Sociali, e Laura Tringali alla Pubblica Istruzione; il Segretario Generale Rossana Carrubba; Mariagrazia Interdonato componente CdA Messinaservizi Bene Comune; Loredana Bonasera Presidente CdA Amam; Patrizia Rizzo componente CdA Patrimonio SpA e Presidente del Comitato Pari Opportunità nonché Referente per le Pari Opportunità della camera Penale di Messina Erasmo da Rotterdam; Alessia Giorgianni componente CdA A.ris.Mé; Loredana Pagano componente CdA ATM SpA; Valeria Asquini Presidente Messina Social City; Simona Romano componente CdA Messina Social City; Annamaria Paparone Revisore dei Conti del Comune di Messina e della Messina Social City; Rita Bilello Componente Collegio Sindacale AMAM; Maria Eugenia Orlando Componente Collegio Sindacale Messinaservizi e Presidente del Collegio Sindacale di ATM SpA; Margherita Milazzo Revisore dei Conti A.ris.Mé; e Angela Bertino Componente Collegio Sindacale Patrimonio SpA.

Riteniamo inaccettabile l’associazione di idee secondo la quale la documentazione e pubblicazione delle operazioni di ordine pubblico mediante

immagini degli oggetti e del denaro costituirebbe una forma di violenza definita ‘simbolica’ perpetrata dal nostro Sindaco. Questa Amministrazione ha incentrato tutta la propria azione su un canone di trasparenza e di testimonianza immediata e diretta, anche mediante immagini, di ciò che quotidianamente viene portato avanti nell’interesse della collettività.

Non vi è alcuna differenza tra le immagini relative ai controlli sulla ‘movida’ nei locali notturni, dove compaiono decine di bottiglie sui tavolini o rovesciate a terra nelle discoteche, o le immagini della merce oggetto di provvedimenti di sequestro nei confronti dei venditori abusivi e la merce sequestrata nelle case di appuntamento. In tutti questi casi, le immagini documentano ciò che era stato rinvenuto, in modo oggettivo e realistico al fine di squarciare quel velo di ipocrita perbenismo, per il quale tutti in città sapevano che nei locali notturni si somministrava alcol ai minorenni, e che in molti appartamenti, vi si possono trovare ragazzine spesso minorenni che non praticano una sessualità libera e disinibita, ma che si trovano in uno stato di difficoltà materiale o psicologica e di sfruttamento.

Cateno De Luca non è un Sindaco maschilista e patriarcale o misogino e grezzo – continuano il Vicesindaco e le Assessore insieme al resto delle donne di dell’Amministrazione De Luca – perché non lo è prima di tutto come uomo prima ancora di personaggio pubblico. Se fosse stato misogino Cateno De Luca non avrebbe mai avviato la sua azione di governo amministrativo con una Giunta tra le più rose d’Italia affidando alle donne deleghe di peso come i finanziamenti europei, il bilancio, l’ambiente, le politiche sociali, la pubblica istruzione; se fosse stato patriarcale non avrebbe affidato a due donne la presidenza rispettivamente di Messina Social City e Amam Spa (tra le società partecipate più importanti), se fosse stato patriarcale non avrebbe scelto una donna come Segretario Generale. Dopo due anni e mezzo possiamo testimoniare che ci troviamo di fronte un Sindaco rivoluzionario, affascinato dalla capacità delle donne di cogliere le più impercettibili sfumature dei problemi sapendo scegliere con celerità la soluzione più opportuna.

Un amministratore pubblico che ha dato sostanza al concetto virtuale di parità di genere perché ha saputo rimuovere ogni ostacolo strutturale che da sempre impedisce alle donne un accesso paritario, garantendoci sin dall’inizio un’ampia flessibilità nella gestione dell’orario di lavoro ognuna di noi è riuscita a conciliare gli innumerevoli impegni di lavoro con gli impegni familiari (famiglia, figli, genitori anziani da accudire) e siamo riuscite a dedicare al lavoro le stesse energie mentali dei nostri colleghi uomini. Non era semplice in un ambiente di lavoro atavicamente dominato da orari e ritmi maschili. Cateno De Luca ci è riuscito dandoci quella serenità che ha permesso una costante crescita partecipativa femminile nei processi decisionali di governo della res pubblica. Non era facile. E non è proprio da uomo grezzo e maschilista esserci riusciti. In questa Amministrazione la verità è che tutti sono considerati alla stessa maniera che siano uomini o donne ed è questa la vera rivoluzione. Noi donne abbiamo un ruolo e delle responsabilità sempre crescenti commisurate alle capacità dimostrate sul campo, abbiamo piena fiducia, e mai mai nessuno sconto. E mai dovrà esserci perché siamo capaci sempre di fronteggiare qualsiasi avversità.

Non siamo il sesso debole in questa Amministrazione. Siamo una costanza attiva e probabilmente il vero punto di forza e l’orgoglio di questo Sindaco. E noi tutte siamo ben lontane da questo falso moralismo di chi rivendica un uso libero associando la prostituzione alla libertà di espressione. Noi sottoscritte – conclude la nota – saremo sempre al fianco di un Sindaco che tenterà fino all’ultimo di scardinare ogni forma di moralismo becero e falso perbenismo in una città dove un gruppo di donne si indigna più per le foto degli oggetti sequestrati in una casa di appuntamenti che per la violenza perpetrata sui corpi sfruttati di donne segnate per sempre da esseri maschilisti, misogini e grezzi”.

l Recovery Fund per le Regioni del Sud: lunedì 1 febbraio conferenza stampa on line del Sindaco De Luca a Palazzo Zanca

Comunicato-  Messina

Il Sindaco Cateno De Luca, lunedì 1 febbraio, alle ore 18, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca illustrerà nel corso di una conferenza stampa on line in diretta sulla pagina Facebook , i contenuti della diffida inviata al Governo Nazionale e a tutti gli organi istituzionali europei, nazionali e regionali in merito al Recovery Fund. Insieme al Vicesindaco Carlotta Previti e al Dirigente tecnico dell’Area tecnica della Città Metropolitana di Messina Salvo Puccio, inoltre saranno esposti tutti i dettagli relativi alle omissioni di interventi per il SUD

Catania: oggi e domani chiusi tutti i plessi scolastici di ogni ordine e grado

 

Scuole

 

Oggi, venerdì 8 e domani,sabato 9 gennaio ,chiusi  i plessi scolastici di ogni ordine e grado del territorio comunale etneo, incluse le scuole  dell’infanzia e gli asili nido, per prevenire la diffusione del contagio da Covid-19. L’ordinanza del sindaco Pogliese, firmata ieri, prevede infatti una chiusura temporanea.

Il provvedimento-ricorderemo – è nato  in attesa che vengano emanati  gli atti con le decisioni del governo nazionale e regionale che diano indirizzi univoci per l’intera isola. “In questa condizione di perdurante incertezza  -ha spiegato il sindaco Pogliese- è doveroso per quelle che sono le nostre competenze intervenire con misure di prevenzione che siano tempestive e idonee a contrastare il propagarsi anche potenziale del virus. Per questo chiudiamo le scuole di ogni ordine e grado domani e sabato. Auspico ancora una volta -ha continuato  il sindaco di Catania- che entro lunedì venga fatta chiarezza e si provveda a chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado almeno per tutto il mese di Gennaio, in modo che si possa tornare in aula in presenza con maggiore serenità con dati migliori di quella attuali relativi alla diffusione del contagio in Sicilia e in Italia. Dobbiamo a tutti i costi evitare una nuova ondata e per questo sollecito gli organi preposti a intervenire con la necessaria risolutezza”.

 

Disco verde alla gara d’appalto settennale per la raccolta rifiuti

 

sala
Foto Ufficio Stampa Comune di Catania

Il Consiglio Comunale, presieduto da Giuseppe Castiglione ha approvato la delibera sull’affidamento, con durata settennale, tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati, compresi quelli assimilati, e altri servizi di igiene pubblica, per un ammontare di 353 milioni di euro.

Secondo l’impostazione del bando, -comunica l’Ufficio Stampa del Comune -l’Area di raccolta ottimale  della Città di Catania viene suddivisa in tre macro lotti: zona Nord, zona Centro, zona Sud recependo le sollecitazione dell’Anac a suddividere l’assegnazione dell’appalto in più parti anziché in un unico lotto. Con questo pronunciamento del consiglio comunale, si potrà procedere alla pubblicazione della nuova gara settennale che rivoluzionerà la raccolta dei rifiuti introducendo il sistema del porta a porta in tutto il territorio cittadino superando quello basato sui cassonetti, che nella prassi ha rappresentato un  incentivo all’abbandono illecito dei rifiuti indifferenziati non solo dei catanesi ma anche da parte di chi risiede nei numerosi comuni limitrofi, facendo lievitare il costo della raccolta e di conseguenza della Tari. In aula la delibera sul nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, approntata dai tecnici della Società per la regolamentazione della Raccolta Rifiuti(Srr) dopo un lungo approfondimento seguito alla gara settennale, andata deserta dello scorso febbraio,  è stata illustrata dall’assessore all’ecologia Fabio Cantarella.

Sin dall’inizio del mandato –ha commentato a conclusione dei lavori dell’assemblea cittadina- l’obiettivo dell’amministrazione comunale guidata da Salvo Pogliese è stato proprio quello di tagliare gli enormi costi di discarica dovuti all’indifferenziata e abbassare il valore della Tari che purtroppo è ancora frutto di alcuni errori del passato. Sono state settimane intense nel corso delle quali abbiamo messo tutto noi stessi per predisporre tramite la Srr, con le poche risorse tecniche a disposizione, il migliore appalto possibile. Che il buon Dio ci aiuti a portare a casa quest’altro importantissimo risultato, nell’interesse della città e dei catanesi. E grazie a chi ha tanto lavorato e ai consiglieri che col loro voto hanno condiviso con l’amministrazione comunale questo importante, coraggioso e rivoluzionario percorso. Un grazie va anche agli astenuti perché nonostante le loro ragioni, condivisibili o meno che siano, hanno comunque deciso di anteporre a queste ultime, l’interesse pubblico”.

In tempi brevissimi la SRR trasmetterà gli atti di gara all’Urega per la pubblicazione del bando di evidenza pubblica di livello europeo.

 

IL TERZO COMMISSARIO DELLA SANITA’ CALABRESE, GAUDIO,ORA NOMINATO , E’ INDAGATO DALLA PROCURA SICILIANA

Zuccatelli si è dimesso, Gaudio nuovo commissario alla sanità in Calabria - Reggiosera

G.Zuccatelli, Eugenio Gaudio al centro, Gino Strada a dx

      UNA SPADA DI DAMOCLE PENDE SULLA TESTA DEL NUOVO COMMISSARIO GAUDIO

 

E siamo a tre. Fatti fuori due,il governo centrale ha già nominato  Eugenio Gaudio commissario ad acta per la Calabria.  “Il Consiglio dei ministri – comunicato – su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, di concerto con il ministro della Salute Roberto Speranza, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, ha deliberato la nomina del prof. Eugenio Gaudio a Commissario ad acta per l’attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria. Il Consiglio dei ministri ha ringraziato il dottor Giuseppe Zuccatelli, esprimendo apprezzamento per il senso istituzionale dimostrato”.

Gino Strada in atto si rivela solo un consulente del governo   Probabilmente si arriverà alla nomina di un quarto Commissario perchè la persona scelta  dal governo  è indagata dal 2019 dalla Procura siciliana per concorso per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Il 27 luglio i Pm hanno notificato a 54 indagati l’avviso di conclusione delle indagini, il 25 settembre l’ex Rettore della Sapienza  è stato interrogato dai Giudici, negando ogni addebito e i suoi legali hanno chiesto l’archiviazione. Ma la Procura non si è ancora pronunciata. Una spada di Damocle pende sul nuovo Commissario e sulla Sanità della Calabria

Aggiornamento: Gaudio ha rinunciato -si apprende- all’incarico di Commissario per la Sanità in Calabria “per motivi personali”

Oggi incremento di 531 nuovi casi, deceduti 50 ma la Lombardia non ha fornito il dato sui decessi

 

Ospedale di Alessandria: attivo il nuovo blocco operatorio

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 229.858, con un incremento rispetto a ieri di 531 nuovi casi. 
Il numero totale di attualmente positivi è di 56.594, con una decrescita di 1.158 assistiti rispetto a ieri.
Tra gli attualmente positivi, 553 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 19 pazienti rispetto a ieri.
8.613 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 82 pazienti rispetto a ieri.
47.428 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto a ieri i deceduti sono 50 e portano il totale a 32.785. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 140.479, con un incremento di 1.639 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 25.614 in Lombardia, 7.703 in Piemonte, 4.457 in Emilia-Romagna, 2.660 in Veneto, 1.700 in Toscana, 1.624 in Liguria, 3.569 nel Lazio, 1.692 nelle Marche, 1.268 in Campania, 1.793 in Puglia, 535 nella Provincia autonoma di Trento, 1.453 in Sicilia, 412 in Friuli Venezia Giulia, 1.092 in Abruzzo, 195 nella Provincia autonoma di Bolzano, 53 in Umbria, 245 in Sardegna, 32 in Valle d’Aosta, 275 in Calabria, 183 in Molise e 39 in Basilicata.

* Si  apprende che la Regione Lombardia non ha aggiornato il dato odierno sui decessi.

 

Prosegue il servizio (prezioso) della consegna della pensione a domicilio da parte dell’Arma

 

CARABINIERI E POSTE ITALIANE INSIEME PER CONSEGNARE LA PENSIONE AGLI ANZIANI
Foto Carabinieri.it
In virtù di una Convenzione  tra Poste e l’Arma dei Carabinieri, 23.000 pensionati di età pari o superiore a 75 anni potranno richiedere la consegna della pensione a domicilio per tutta la durata dell’emergenza da Covid-19, evitando così di doversi recare negli Uffici Postali.
Pubblichiamo appresso  il Comunicato apparso sul Portale dei Carabinieri.Eccolo:
“Poste Italiane e l’Arma dei Carabinieri hanno sottoscritto una convenzione grazie alla quale tutti i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri. Il servizio non potrà essere reso a coloro che abbiano già delegato altri soggetti alla riscossione, abbiano un libretto o un conto postale o che vivano con familiari o comunque questi siano dimoranti nelle vicinanze della loro abitazione.

Genitori anziani e malati: che fare se un figlio si disinteressa?

L’accordo è parte del più ampio sforzo messo in atto dai due partner istituzionali, ciascuno nel proprio ambito di attività, per contrastare la diffusione del Covid-19 e mitigarne gli effetti, anche mediante l’adozione di misure straordinarie volte ad evitare gli spostamenti fisici delle persone, ed in particolare dei soggetti a maggior rischio, in ogni caso garantendo il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro. L’iniziativa permette anche di tutelare i soggetti beneficiari dalla commissione di reati a loro danno, quali, truffe, rapine e scippi.

In base alla convenzione appena sottoscritta i Carabinieri si recheranno presso gli sportelli degli Uffici Postali per riscuotere le indennità pensionistiche per poi consegnarle al domicilio dei beneficiari che ne abbiano fatto richiesta a Poste Italiane rilasciando un’apposita delega scritta. I pensionati potranno contattare il numero verde 800 55 66 70 messo a disposizione da Poste o chiamarela più vicina Stazione dei Carabinieri per richiedere maggiori informazioni.

La collaborazione è frutto della consapevolezza di entrambi i sottoscrittori di ricoprire un ruolo strategico a sostegno del Paese e conferma la loro vocazione alla prossimità verso i territori e le categorie più fragili. Il risultato è scaturito dalla capacità dei Carabinieri e degli operatori di Poste Italiane di intercettare i fabbisogni della popolazione e riuscire, grazie alla presenza capillare sia dei Comandi Stazione Carabinieri sia degli Uffici Postali sull’intero territorio nazionale, a fornire un servizio efficace e solidale.

L’Arma dei Carabinieri e Poste Italiane continueranno ad assicurare il servizio di erogazione e consegna al domicilio delle pensioni agli ultra settantacinquenni per l’intera durata dell’emergenza Covid-19.

 

 

CONTE :”VI SPIEGO QUALE SARA’ IL MIO IMPEGNO DI GOVERNO DI RILANCIO PER IL SUD”

 OCCORRE EQUITA’ SOCIALE E TERRITORIALE : CONTRASTARE IL DIVARIO TRA NORD E SUD

Risultati immagini per IMMAGINE DELLA DISOCCUPAZIONE NEL SUD

Giuseppe Conte precisa il suo impegno per il Sud, l’azione riformatrice del nuovo governo. Ecco la lettera-comunicato  diffusa dal premier. “la lettura del Manifesto per l’Italia, pubblicato su un quotidiano siciliano , mi ha offerto l’opportunità di arricchire la riflessione sull’urgenza di una proposta qualificante per il nostro Sud. Proprio nella giornata di ieri ho avuto modo di condividere con la neopresidente della Commissione europea Ursula von der Leyen i contenuti più significativi dell’agenda riformatrice alla quale il nuovo governo sta lavorando, a partire proprio dall’avvio di un piano strutturale di rilancio del Mezzogiorno, che sarà parte integrante del “patto con l’Europa” che ho proposto ieri a Bruxelles.

Voglio essere estremamente chiaro. Si tratta di una sfida decisiva. Per affrontarla è necessario il concorso delle migliori risorse, in una prospettiva di crescita socio-economico e culturale, che deve riguardare l’intero Paese. A tale proposito, ho accolto con favore la dichiarazione d’intenti, contenuta nel Manifesto, orientata – come si legge – ad affiancare all’inchiesta e alla denuncia documentata una fase nuova per avviare progetti, azioni costruttive di proposta, tese a ricucire l’Italia, dentro “un disegno non assistenziale di sviluppo”.

Risultati immagini per IMMAGINE DELLA DISOCCUPAZIONE NEL SUD

La crescita dell’Italia, da Sud a Nord, è fra i punti più qualificanti dell’azione del Governo, a partire dall’ineludibile principio dell’equità sociale e territoriale. Si tratta di una priorità che gli italiani avvertono da decenni, al pari di tematiche forse più spesso evocate a livello mediatico, ma non per questo più urgenti.

Allo stesso modo, posso garantirLe che si tratta di un’evidenza avvertita anche dalle Istituzioni europee, come dimostrato, proprio pochi giorni fa, dalla Direzione generale per la Politica regionale e urbana della Commissione Ue, secondo la quale negli ultimi anni gli investimenti pubblici nel Sud-Italia sono diminuiti in maniera consistente. A tale proposito è inaccettabile che nello stesso Paese, come emerge dal rapporto del Comitato europeo delle Regioni, coesistano la provincia a più basso tasso di povertà (Bolzano) e tre delle Regioni a più alto rischio d’indigenza, tutte del Sud. È un trend che dobbiamo invertire con urgenza, lavorando alacremente al rilancio del Meridione. Vogliamo realizzare un piano straordinario di intervento, approntare una cintura di protezione per le aree che soffrono di maggiori disagi dal punto di vista economico e sociale. Dedicheremo il nostro impegno a questo obiettivo e ne faremo un autentico pilastro della nostra azione politica, in Italia e in Europa.

L’azione riformatrice del Governo, a partire dai progetti di autonomia differenziata, mira a promuovere e a riconoscere, nel rispetto della Costituzione, le legittime pretese dei territori, senza perdere di vista però gli obiettivi della coesione e della solidarietà nazionale. La nostra prospettiva mira a contrastare il divario fra Nord e Sud, le logiche di contrapposizione fra aree di un Paese che corre a velocità diverse. Lavoriamo affinché i nostri figli non conoscano un’Italia di serie A e una di serie B. Lavoriamo, al contrario, per un Paese che, compatto, deve mettere in campo tutti gli strumenti per vincere le sue sfide nel mutevole contesto internazionale. Per farlo c’è bisogno di lasciare alle spalle quei sentimenti di rassegnazione che finiscono per deprimere anche i migliori slanci. È inutile nasconderlo: spesso i modelli di governo, a livello locale, si sono piegati a logiche più vicine alla gestione del potere che al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Credo che le classi politiche nei territori abbiano oggi una grande occasione di riscatto.

C’è un Governo pronto a mettere in campo tutti gli strumenti di coordinamento e di sostegno. Le priorità sono una Banca pubblica per gli investimenti a supporto delle imprese e tutti quegli strumenti di intervento, come i Contratti istituzionali di sviluppo, le Zes e i Contratti di Rete, idonei a perseguire obiettivi mirati e finanziariamente sostenibili, in grado, al contempo, di capitalizzare le risorse, in particolare quelle europee, che spesso non sono spese o non vengono adeguatamente impiegate. E poi ancora, l’aumento di fondi dedicati alle infrastrutture di tutto il Paese, con una quota destinata al Sud maggiore rispetto al passato e realmente calibrata sulla popolazione e sui suoi bisogni. Non è tollerabile – è solo un esempio fra i tanti – che Matera, la Capitale europea della cultura, rimanga isolata dal resto del Continente a causa di una rete ferroviaria inadeguata. Una politica che propone soluzioni concrete e rapide contribuisce ad alimentare il “serbatoio della fiducia”, garantendo il carburante necessario per il riscatto del Sud.

C’è un capitale umano da motivare e accrescere: sono i giovani, le uniche eccellenze che non vorremmo più “esportare”. Le scelte politiche dei prossimi mesi devono mettere le nostre ragazze e i nostri ragazzi nella condizione di poter restare. Per questo è necessario rafforzare la rete della ricerca e dell’innovazione, sostenere i percorsi di autoimprenditorialità, rendere attrattivi i territori per le loro aspettative economiche e sociali, per i loro progetti di vita. Vi è poi un capitale naturale da valorizzare e mettere al servizio di una visione di ampio respiro in materia di turismo, cultura e rispetto dell’ambiente, sempre nel segno di uno sviluppo sostenibile. La transizione energetica e un Green new deal sono gli alleati dello sviluppo nel Mezzogiorno, poiché sono capaci di coniugare nuova occupazione, innovazione e tutela dell’ambiente.

Parlare del Sud e lavorare ad una maggiore coesione dell’intero sistema-Paese significa promuovere il bene comune di tutti gli italiani. Significa scongiurare i rischi di una società frammentata e arroccata su dannosi egoismi. Significa mettere a disposizione competenze, volontà e – soprattutto – entusiasmo e fiducia.

È un impegno collettivo al quale non possiamo sottrarci”.

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SERGIO COSTA: FRA POCO LA SVOLTA VERDE PER LE FAMIGLIE E LE IMPRESE

 

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Con la nascita del Conte-bis, una delle riconferme della squadra di governo è quella di Sergio Costa, generale di brigata dei Carabinieri Sergio Costa che resta al timone del ministero dell’Ambiente. Napoletano, nato il 22 aprile 1959, all’inizio degli anni Duemila -ha condotto  l’inchiesta sulla Terra dei Fuochi, individuando per primo, nel Casertano, una discarica abusiva e dando così il via al primo filone d’indagine.

Costa, laureato in Scienze agrarie,  ha condotto indagini sul traffico internazionale dei rifiuti, in collaborazione con la Direzione nazionale antimafia.

Durante il precedente mandato ha lottato per una campagna contro la plastica monouso: il ministero dell’Ambiente è divenuto “plastic free” e l’esempio è stato poi seguito da diverse altre istituzioni. Poi il successo per il  bando per progetti sull’educazione ambientale nelle scuole per i quali è stato stanziato un fondo di 330 mila euro. Ancora, fra gli impegni mantenuti c’è la nuova commissione Via-Vas. In prima linea sulla tutela del mare, ha anche preparato la legge Salvamare. Costa ha pure  promosso la battaglia ai rifiuti spingendo per il riciclo e ha preteso il rispetto delle prescrizioni ambientali per l’Ilva di Taranto. 

Questa la dichiarazione resa pubblica da Sergio Costa dilatata dai pentastellati ” Dobbiamo osare, non abbiamo alternative.Questo governo ha messo al centro l’ambiente e su questa linea sono concordi tutte e tre le compagini di governo. Bene, ora i fatti.

Dobbiamo costruire la strada per abbandonare l’attuale sistema di gestione dei rifiuti. Un sistema basato sull’incenerimento, un sistema costruito sulla quantità, un sistema stressato e al collasso. Continuare in questa direzione è fallimentare sia economicamente che socialmente.

Durante lo scorso anno abbiamo strutturato la filiera dell’economia circolare, creando una specifica competenza nel ministero: oggi nel mio dicastero c’è un gruppo di persone che se ne occupa, ieri no. Non basta, chiaramente, ma dobbiamo fare in modo che l’intero sistema funzioni. Ho già firmato alcuni decreti end of waste (penso a quello dei pannolini), ora l’obiettivo è andare avanti come treni.

Abbiamo lavorato tantissimo per il contrasto alla Terra dei Fuochi, ma questa estate ci dice che ancora non basta. Ieri mentre ero al Quirinale per il giuramento, al ministero c’è stata una riunione tecnica con i comuni della terra dei fuochi, le province, la regione e i dirigenti del Mattm. È stato un momento importante perché ha individuato una serie di problematiche da risolvere, alcune di competenza dei comuni, altre della regione e del ministero. Insieme ce la faremo.

Il Ministero c’è. Ma ognuno deve fare la propria parte. Ieri la prima cosa che ho fatto è parlare con il neoministro dell’Interno e gli ho chiesto di aiutarci. Mi ha risposto “io ci sto”.

Voglio portare al primo Consiglio dei ministri un decreto legge sui cambiamenti climatici, sarà il primo decreto di questo tipo europeo. Non è più il tempo di dire “possiamo farlo” ma “dobbiamo farlo”. Con questo decreto imporremo la svolta verde a imprese, famiglie e consumatori.

Un’altra priorità è quella delle bonifiche. Non è accettabile che le bonifiche in Italia si trasferiscano di generazione in generazione. Ci sono bonifiche tramandate da padre a figlio. 30/40 anni per una bonifica non è solo un’ingiustizia, ma una vergogna. Chiaramente ci sono bonifiche più complesse di altre, penso a Napoli est, al fiume Sarno, alla Valle del Sacco, o Brescia… ma i tempi devono essere più brevi, di almeno un terzo.

Se remiamo tutti verso questa direzione, si può fare e si farà. È il momento di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Ad maiora semper”

RESI NOTI DAL M5S GLI ESITI DELLE VOTAZIONI ON LINE

 

Immagine di copertina

Conte al Quirinale per sciogliere la riserva

 

(Comunicato Stampa  M5S) -“Di seguito gli esiti delle votazioni certificati dal Notaio che ha assistito alle procedure di voto e ne ha garantito la regolarità:

SI – 63.146 voti (79,3%)

NO – 16.488 voti (20,7%)

Nel corso di questa votazione si è segnato un nuovo record nella storia di Rousseau (il precedente di maggio 2019 era di 56.127 votanti). Dalle 9 alle 18 hanno infatti espresso la propria preferenza 79.634 iscritti, su una base di aventi diritto che, alla mezzanotte del 2 settembre 2019, ha raggiunto il numero di 117.194 iscritti. È un record mondiale di partecipazione ad una votazione politica online IN UN SOLO GIORNO.

Il picco si è raggiunto nelle prime due ore di votazione nel corso delle quali hanno votato oltre 30.000 cittadini: un traffico addirittura 10-12 volte superiore rispetto a quello del primo turno di votazioni per la scelta dei candidati del MoVimento 5 Stelle alle elezioni europee.

L’elevato afflusso di utenti sul sistema, in queste prime fasi, ha generato una “coda” di richieste che ha causato piccoli rallentamenti nell’ordine dei 10 secondi (nello specifico tra le ore 10:41 e le ore 12:00). È stato, tuttavia, in ogni momento garantito il regolare svolgimento delle votazioni.

Nel corso dell’intera procedura di voto non è stato rilevato nessun attacco informatico diretto alla piattaforma Rousseau. Sono stati invece rilevati tentativi di attacchi nella giornata di venerdì 30 agosto 2019 che, tuttavia, il sistema ha respinto immediatamente confermando solidità e sicurezza della piattaforma.

In considerazione dell’elevato afflusso di votanti, grazie alla nuova Area Voto attiva da 5 mesi, è stato possibile scalare in tempo reale l’infrastruttura sottostante (numero di nodi, scaling dei servizi di backend, capacità computazionale del DB) andando a soddisfare tutte le richieste e garantendo tutti i requisiti in termini di sicurezza e velocità. Ancora una volta il MoVimento 5 Stelle si è confermata l’unica forza politica che dà la possibilità, attraverso la piattaforma Rousseau, a tutti i propri iscritti di partecipare a scelte fondamentali e contribuire alla scrittura della storia del nostro Paese.