POZZALLO, PORTO DI SBARCO PER I MIGRANTI

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Si è “conclusa la  ricollocazione dei migranti dell’Ocean Viking in virtù di un  pre-accordo raggiunto nel corso del vertice di alta”.    il ministero dell’Interno comunica pure  che “Francia e Germania, in particolare, accoglieranno 70 migranti. A questo punto è stato individuato in Pozzallo il porto di sbarco“.

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Siamo molto sollevati e apprezziamo che Francia, Germania e Italia abbiano finalmente trovato una soluzione per i 104 naufraghi soccorsi a bordo della Ocean Viking, che sbarcheranno a Pozzallo, e per i 90 a bordo della Alan Kurdi – commenta in una nota Michael Fark, capomissione di Medici Senza Frontiere per Libia e Mediterraneo – Dopo giorni bloccati in mare e dopo aver sopportato condizioni orribili in Libia e nel corso del loro viaggio, finalmente queste persone verranno portate in salvo”. “Questi stalli prolungati e disumani non devono continuare – spiega ancora il capomissione –

È inaccettabile bloccare le persone in mare per giorni o settimane mentre gli Stati europei discutono se e come adempiere ai loro obblighi umanitari e legali. Dispiace che solo tre Stati facciano parte di questa soluzione. Tutti gli Stati europei devono essere all’altezza dei loro principi. Questo significa – osserva – trovare un accordo sull’attuazione di un meccanismo di sbarco prevedibile e umano per tutte le persone soccorse in mare, in cui anche le responsabilità siano condivise, alleggerendo l’onere degli Stati costieri in prima linea”.

«PIANO REGOLATORE, CATANIA NON PUÒ PIÙ ASPETTARE”

 

Nota congiunta di Ordini Architetti e Ingegneri, Collegio Geometri e Ance Catania

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AVANTI CON L’APPROVAZIONE IMMEDIATA DELLE DIRETTIVE GENERALI»

Sollecito dei professionisti al Consiglio comunale per procedere in tempi brevi con l’adozione dello strumento urbanistico

CATANIA

– «Sin dall’insediamento dell’Amministrazione comunale, gli Ordini professionali degli Architetti e degli Ingegneri, il Collegio dei Geometri e l’Ance, hanno apprezzato e sostenuto l’interesse che il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, supportato dalla Direzione Urbanistica comunale, ha avuto per lo strumento di pianificazione della città, indicando un percorso da intraprendere per stimolare la partecipazione di tutte le parti sociali, professionali e imprenditoriali nella stesura del nuovo Piano Regolatore Generale. Catania aspetta ormai da diversi decenni la revisione dello strumento urbanistico, tenuto conto che quello attualmente in vigore, redatto cinquant’anni fa, risulta chiaramente inadeguato». Esordisce così la nota congiunta con cui i presidenti delle quattro categorie professionali etnee – , Giuseppe Platania (Ingegneri), Giuseppe Piana (Costruttori edili) e Agatino Spoto (Geometri) –e A. Amaro , esortano «all’immediata approvazione delle direttive generali» del nuovo Prg, rinnovando al contempo la propria la disponibilità a collaborare per contribuire alla definizione del Piano, nella speranza che questa possa essere davvero la volta buona».

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«Lo scorso anno – continuano i presidenti – abbiamo partecipato ai diversi incontri organizzati per redigere le linee guida propedeutiche alla definizione delle “direttive generali”. Gli incontri sono stati numerosi ed è stato tenuto un ritmo serrato per consentire, in tempi brevi, di raccogliere tutti i contributi utili per redigere uno strumento di pianificazione che rispondesse al meglio alle esigenze di sviluppo economico e sostenibile della città. Nel mese di febbraio 2019 la Giunta Comunale ha approvato le direttive redatte sulla scorta dei contributi pervenuti, e ha trasmesso tutta la documentazione al Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva. Da febbraio a luglio, le stesse direttive sono state analizzate dalle Commissioni Consiliari competenti, ma a tutt’oggi il Consiglio Comunale non ha proceduto alla loro approvazione».

Ai quattro rappresentanti di categoria preme sottolineare che «il Prg è il principale strumento per lo sviluppo della città e del suo territorio e che la sua redazione e approvazione è prioritaria per chi ha assunto la responsabilità di governare la città. Negli scorsi anni – continuano nella nota congiunta – abbiamo assistito a continue cuciture e scuciture, come una tela di Penelope del territorio, e la mancata revisione del Prg ha sicuramente danneggiato Catania, con ipotesi di varianti puntuali che non possono sostituire una pianificazione coerente e complessiva».

Tenendo conto dei tempi tecnici e procedurali che saranno necessari per la revisione dello strumento urbanistico, gli Ordini professionali degli Architetti e degli Ingegneri, il Collegio dei Geometri e l’Ance di Catania chiedono dunque «che questo processo possa concretamente avere inizio con l’immediata approvazione delle “direttive generali”. Catania non può più aspettare e chi ha assunto l’onore e l’onere di amministrarla ha la responsabilità di accelerare questo processo».

DISAGI PER TURISTI E PENDOLARI: GUASTI E SCIOPERI OGGI PER LA CIRCUM IN CAMPANIA

 

PRIMA I GUASTI ORA I DISAGI PER CHI PRENDE LA CIRCUM

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NAPOLI
Disagi per pendolari e turisti che si servono dei mezzi pubblici in Campania. Oggi uno sciopero di 4 ore (9.05-13.05) del personale dell’Ente Autonomo Volturno che aderisce al sindacato Orsa. I maggiori disagi si annunciano per chi usufruisce del servizio reso dalla Circumvesuviana, già sotto i riflettori  per i continui disagi arrecati agli utenti tra guasti, corse cancellate ed esercizio ridotto (il calendario estivo è stato prorogato fino a novembre per consentire di «liberare» treni da dirottare su altre tratte, ‘privilegiatè, come la linea Napoli-Sorrento).
Il sindacato del settore ” Orsa” spiega come lo sciopero sia «un’azione di lotta ‘anomalà, lo sottolineiamo perché essa non parte da rivendicazioni economiche, anzi vuol significare e rappresentare che i normali rapporti industriali in azienda, dopo gli anni burrascosi del ‘quasi fallimentò, non hanno ripreso il normale corso».
«La conflittualità continua per tantissimi motivi, anzi è aumentata, con inutili battaglie ‘di retroguardià su argomenti che non meriterebbero neanche di essere portati al tavolo delle trattative e che invece obbligano le organizzazioni sindacali a sostenere interminabili, estenuanti ed inutili riunioni. Ed ancora in conclusione l’Orsa: ” Le soluzioni di problemi importantissimi, che riguardano il miglioramento della sicurezza dell’esercizio ferroviario ed automobilistico sono vanificate, bloccate, ostacolate nei meandri di questa azienda, tra i ‘gruppi di lavorò e le scrivanie dirigenziali, è arrivato dunque il momento di dire basta e di far sentire forte la voce dei lavoratori»

Incontri formativi-Giornalismo d’indagine – dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia

Riceviamo e pubblichiamo:

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Foto Archivio Web Sud Libertà (Giulio Francese, Presidente Ordine dei Giornalisti di Sicilia)

Ordine dei Giornalisti:  Premio per il “Giornalismo investigativo”

Prix Italia 2019

Per la 7lesima edizione del Prix Italia, in programma dal 23 al 27 settembre a Roma sono stati messi in programma diversi incontri formativi.

“Celebrating Cultural Diversity in a global media world”, ossia come si raccontano le storie locali in un contesto di media globali.” è il tema del Prix Italia di quest’anno. Gli eventi saranno trasmessi in diretta streaming nelle sedi Rai di Torino, Milano, Napoli e Palermo.

Elenco incontri formativi:

23/09/2019 Prix Italia – Presentazione delle inchieste finaliste della 8a edizione del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo con i finalisti. Lecture su giornalismo investigative: “Five learnings from investigating sensitive issues”  

24/09/2019 Prix Italia – Giornalismo investigativo e magistratura inquirente, un rapporto complicato. News: è possibile un marchio di qualità? 

24/09/2019 Prix Italia – Public Service Media Cooperation on Documentary in the Global Age. Collaboration and diversity: documentaries today and tomorrow.

25/09/2019 Prix Italia – Crime Drama 

26/09/2019 Prix Italia – Media and storytelling in Africa 

26/09/2019 Prix Italia – THE PODCAST (R)EVOLUTION. BBC Lecture

 

 

ADDIO AL VOLTO SORRIDENTE DI NADIA TOFFA

LUTTO NEL MONDO DELLO SPETTACOLO

 

Addio a  Nadia Toffa. . La conduttrice, nata a Brescia,  aveva compiuto da due mesi 40 anni.Nella foto viene ritratta in occasione del suo compleanno Era dicembre del 2017 quando, in un albergo di Trieste, Toffa dopo un malore venne ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Cattinara per poi essere trasferita a Milano

Il gruppo delle Iene ha dato da poco la notizia della dipartita della collega con un post sulla pagina SocialLutto, Morta Nadia Toffa, spettacolo, Nadia Toffa, Sicilia, Cultura

Così dicono: “E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI. Hai combattuto a testa alta – scrivono le Iene sul social, pubblicando anche una foto della Toffa – col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi. D’altronde nella vita hai lottato sempre. Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa”.

Sembrava poi che Nadia Toffa dopo l’intervento ,pian piano, si riprendesse, era tornata sul palcoscenico, il luogo a lei più congeniale. Una difficile battaglia contro il male del secolo. E la gente già pensava alla grande illusione, che Nadia tornasse a vivere per la seconda volta.   Il destino non ha acconsentito.

 

È stato tanto facile piacersi, -affermano ancora le Iene – inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è cosi difficile lasciarsi. Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la NOSTRA Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi. Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta… il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente ‘Il male incurabile’ e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio”.

“‘Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo – dicevi – che magari si spaventa un po’ se lo guardi fisso negli occhi’. E dato che sei stata in grado di perdonare l’imperdonabile, cara Nadia, non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto”.

“Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare ad essere quelli di sempre. Niente per noi sarà più come prima“.

 

 

 

Cantiere Toninelli: presto realtà in Sicilia la “Ragusana”

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Abbiamo sbloccato un’altra opera fondamentale, di interesse nazionale, che si trova in Sicilia. Sto parlando della Ragusa-Catania, la cosiddetta “Ragusana”, un’opera che i siciliani stanno aspettando da più di 30 anni.

Quello di cui vi parlo è l’accordo firmato ieri tra Sarc, il concessionario autostradale uscente, e Anas, che gli subentra, ne acquista il progetto attraverso la valutazione di un collegio indipendente di ingegneri e, diventando il soggetto attuatore, finalmente fa partire il cantiere. Un cantiere che, ripeto, i siciliani stanno aspettando da più di 30 anni.
Nonostante le polemiche, nonostante Musumeci, nonostante le tante difficoltà, oggi possiamo dire che finalmente parte questo cantiere, attraverso questo documento, attraverso questo accordo, che ha alle spalle tantissimo lavoro fatto dal sottoscritto, da tutto il mio staff e da questo Ministero.

È un cantiere che parte e che parte molto meglio di come l’avevamo ereditato. Perché il modello di concessione precedente avrebbe portato alla costruzione di un’autostrada che sarebbe costata, per chi andava a utilizzarla, addirittura fino a €15 di pedaggio per pochi chilometri.
Il modello che invece abbiamo voluto impostare porterà alla costruzione di questo cantiere in maniera molto più veloce e, con l’impegno di risorse pubbliche, senza far pagare alcunché a chi utilizzerà questa autostrada, cioè zero pedaggi. Sarà gratis.

Andiamo particolarmente fieri di quello che abbiamo fatto. Presto sarò ancora in Sicilia per poter annunciarlo anche a tutte le autorità locali e a tutti quei sindaci che giustamente erano in apprensione in questi mesi e che finalmente hanno in mano un risultato che stavano aspettando da decenni.

Comunicato Stampa                                                                                                                                                             Danilo    Toninelli

Il Ministro Costa comunica: “affronterò ora il dramma dei fondali marini, “le reti fantasma”

 

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Nella foto Sergio Costa, generale dei Carabinieri, e Ministro dell’Ambiente

 

Riceviamo il seguente comunicato stampa:

“C’è un dramma nei fondali dei nostri mari, di cui spesso non si parla: le reti fantasma.

Un problema spesso sottovalutato ma è una delle cause della desertificazione dei fondali marini. Inoltre le reti abbandonate non smettono di pescare, anzi continuano a catturare pesci e tutte le creature marine.

Fino agli anni ’60 le reti erano fatte in materiale biodegradabile come la canapa o il cotone, ma con l’avvento della plastica, le reti sono state sostituite con il nylon, così da farle durare di più… forse troppo. Si perché una rete può rimanere sotto il fondo per centinaia di anni continuando ad essere un pericolo per gli animali e per gli esseri umani (Sub). Nella legge che abbiamo chiamato “Salva mare” la pesca green, viene garantitacosì da portare nei mari una pesca senza vasche di polistirolo e con reti biodegradabili.

Con la Guardia Costiera stiamo lavorando molto da questo punto di vista e loro stanno facendo un lavoro eccellente per cui ringrazio. Stiamo parlando di un problema che coinvolge ognuno di noi, lavoreremo al massimo per ridurre questo problema. Promesso”.

Sergio   COSTA

                                                                                                                                 Ministro dell’Ambiente e dell’Identità del mare

Comunicato 5 stelle: “la formazione professionale vale più di una laurea ,oggi in netto ribasso”

Riceviamo e pubblichiamo:

 

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Gli ultimi dati pubblicati dal National Student Clearinghouse Research Center  che coprono il 97% delle strutture universitarie degli Stati Uniti) parlano chiaro: l’iscrizione al college è in calo per l’ottavo anno consecutivo. L’analisi mette in luce una tendenza che appare più ampia e complessa di quel che possa sembrare: al netto di alcune aree di studio che restano comunque molto ambite, in generale i giovani sembrano essere più orientati ad acquisire competenze pratiche invece che diplomi universitari.

Questa situazione trova riscontro in una trasformazione che sta avvenendo gradualmente nelle aziende. Anche quelle più rinomate e prestigiose incluse Appe e Google stanno cominciando a togliere dai requisiti fondamentali per ottenere un lavoro il diploma di laurea.

D’altra parte il divario tra formazione ed effettive necessità delle aziende è ormai evidente in moltissimi settori produttivi e sono sempre di più i giovani laureati che si trovano a svolgere lavori che non sono coerenti con i titoli di studio che hanno conseguito. Così il titolo di studio diventa sempre più spesso esclusivamente un elemento per valutare se il candidato è in grado di portare a compimento un progetto, più che garanzia delle competenze che possiede. Il recente sondaggio Freelancing in America 2018 ha rilevato che il 93% dei freelance con una laurea quadriennale afferma che la formazione professionale è più utile della laurea. Il 70% dei freelance ha partecipato a nuove attività di formazione negli ultimi sei mesi, rispetto a solo il 49% dei non freelance a tempo pieno che non ha svolto alcuna formazione professionale nello stesso arco di tempo.

Il cambiamento tecnologico esponenziale associato a costi di istruzione molto alti e, naturalmente, alla necessità di investire un tempo minimo di 4 anni da dedicare esclusivamente allo studio, stanno rendendo la formazione universitaria una strada difficile da scegliere, anche considerato il fatto che il costo di un’istruzione universitaria non è più direttamente correlato con i potenziali guadagni futuri.

In alcuni settori, inoltre, l’evoluzione è così rapida che l’obsolescenza delle competenze avviene nell’arco di pochi mesi, come per esempio nella programmazione software.

La conoscenza non è statica e oggi il vecchio modello dell’iper-specializzazione non rappresenta più il lavoratore ideale.  In questo quadro, il sistema della formazione si trova di fronte alla necessità di ripensare se stesso dalle fondamenta e sono sempre di più le soluzioni alternative alla formazione universitaria.

La Gates Foundation, fondata da Bill gates e da sua moglie, ha avviato il programma New Option Project, nel quale le aziende possono sviluppare un sistema di credenziali basato sulle competenze e gli aspiranti lavoratori  possono sottoporsi a un test per dimostrare la padronanza delle abilità o attitudini richieste e ricevere formazione specifica direttamente dall’azienda. L’associazione Innovate e Educate che collabora al progetto, ha dichiarato che le assunzioni basate sulle competenze rispondono più velocemente alle esigenze delle aziende e i lavoratori che vengono individuati secondo questi criteri in media hanno bisogno di meno formazione e hanno meno probabilità di lasciare l’azienda nel breve termine.

L’orientamento a privilegiare le competenze rispetto ai titoli di studio, in realtà, è ormai abbastanza diffuso almeno nelle grandi organizzazioni che più delle altre hanno a che fare con l’innovazione.

“Ottenere un lavoro nell’odierna IBM non richiede sempre una laurea” , ha dichiarato l’amministratore della società Ginni Rometty “..Firmato M5 S”

Giuseppe Conte spiega le ragioni per cui l”Ocse non ha valutato il piano di riforme strutturali..”

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Foto Presidenza del Consiglio-Palazzo Chigi

Nel corso dell’incontro avvenuto questa mattina a Palazzo Chigi con il Segretario Generale dell’Ocse Angel Gurrìa, il Presidente Giuseppe Conte ha sottolineato che”le stime diffuse ieri dall’Ocse sottovalutano gli effetti di breve e di medio periodo delle misure contenute nella Legge di Bilancio e dei successivi provvedimenti adottati dal governo.

Conte ha posto l’accento sull’effetto positivo che il Reddito di Cittadinanza e Quota 100 avranno sui consumi e sul fatto che le stime dell’Ocse non hanno valutato in maniera appropriata l’articolato piano di riforme strutturali già attuato e in corso di attuazione dal governo.

Il Reddito di Cittadinanza, infatti, aggredisce un problema sociale che è cresciuto rapidamente nell’ultimo decennio, come quello della povertà, e, oltre a fornire un sostegno al reddito familiare, dispone di meccanismi che favoriscono il reinserimento lavorativo, promuovendo l’inclusione sociale.

Quota 100 è, invece, una misura innanzitutto riparatrice di quella violazione del patto sociale che è avvenuta con la drastica riforma delle pensioni approvata a fine 2011. Oltre a ricostruire un clima di fiducia reciproca tra cittadini e istituzioni, questa misura aiuta a promuovere il ricambio generazionale all’interno della Pubblica amministrazione e a rinnovare le competenze tecnologiche della forza lavoro favorendo l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

In merito alle misure adottate in favore della crescita di medio e lungo periodo, Conte ha poi ricordato che il Governo ha agito secondo un piano di interventi coerente e articolato che aggredisce in modo strutturale i problemi endemici della nostra economia, in primo luogo quello della bassa produttività. Il corposo piano di investimenti pubblici disposto nella manovra economica, per cui sono stati stanziati 15 miliardi aggiuntivi nel prossimo triennio, dà sostegno alla domanda nel breve periodo e rafforza il potenziale di crescita dell’economia. Per trasformare rapidamente questi stanziamenti in opere pubbliche, il Governo ha adottato il decreto “sblocca-cantieri”; inoltre, con il decreto crescita, verranno adottate misure che da subito favoriranno gli investimenti privati. Al contempo, sono stati presentati in Parlamento una serie di disegni di legge delega che permetteranno al Governo nei prossimi mesi di riordinare in modo organico l’intero quadro normativo del Paese, trasformando la pubblica amministrazione in un potente catalizzatore dello sviluppo”.

Comunicato Stampa Presidenza del Consiglio

Parole di cordoglio degli Ordini Architetti Sicilia per la scomparsa di Tusa, “Paladino dei beni culturali”

 

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Il cordoglio della Consulta regionale Ordini Architetti Sicilia per la scomparsa dell’assessore

 

«TUSA LASCIA IN EREDITÀ ANCHE LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO PAESAGGISTICO DELL’ISOLA»

«La tragica scomparsa di Sebastiano Tusa è una grave perdita anche per il mondo dell’Architettura siciliana, perché aveva a cuore la qualità del patrimonio paesaggistico dell’Isola. Era un riconosciuto paladino dei beni culturali e monumentali della Sicilia, non a caso fra le priorità del suo assessorato c’era quella di adeguare il sistema museale regionale agli standard europei. Desideriamo che l’eredità intellettuale che ci lascia l’assessore, possa essere un grande spinta per la promozione della buona Architettura nella nostra terra, anche attraverso un disegno di legge di semplificazione delle procedure autorizzative in tema di paesaggio, a cui stava lavorando insieme alla categoria». Queste le parole di cordoglio della Consulta degli Ordini degli Architetti della Sicilia, composta dai vicepresidenti del Consiglio nazionale di categoria Lilia Cannarella e Rino La Mendola, e dai presidenti Alfonso Cimino (Agrigento), Paolo Lo Iacono(Caltanissetta), Alessandro Amaro (Catania), Antonino Rizza (Enna), Caterina Sartori (Messina), Francesco Miceli (Palermo),Salvatore Scollo (Ragusa), Francesco Giunta (Siracusa), Vito Mancuso (Trapani).

«Vogliamo inoltre sottolineare – aggiungono gli Architetti – che Tusa aveva avviato un progetto per mettere a sistema i Parchi Archeologici, da ampliare oltre ai cinque già esistenti. Ricordiamo il suo grande impegno per la valorizzazione di numerose aree, tra cui l’isola di Mozia, e per il riavvio dopo tanti anni di una nuova campagna di scavi archeologici, inclusi i loro restauri, in ben otto province siciliane».

La Consulta degli Architetti conclude con un pensiero di cordoglio rivolto agli altri sette italiani e a tutte le vittime che si trovavano nell’aereo precipitato in Etiopia, presenti su quel volo per portare avanti progetti di sviluppo per l’Africa.