Zona arancione per sei regioni, in calo i contagi

 

Dopo l'emergenza Covid, l'ospedale di Molfetta operativo con tutti i reparti

 

Con una nuova Ordinanza del Ministro Speranza l’Italia cambia colore e da rossa diventa quasi tutta zona arancione, con sole 4 regioni in zona rossa vincolate da regole e divieti più restrittivi per contenere la diffusione del coronavirus. Questa la nuova ‘mappa’ dei colori delle regioni dal 12 aprile. Nella fascia di rischio più alta rimangono Campania, Puglia e Valle d’Aosta. Spicca nella mappa la  Sardegna che diventa oggi rossa mentre solo un mese fa era in zona bianca.

‘Promosse’ invece in zona arancione Lombardia, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana.

Il cambio di colore delle regioni,in vigore dal 12 aprile, arriva dopo i dati del consueto monitoraggio settimanale dell’Iss e del ministero della Salute sull’andamento della pandemia di coronavirus in Italia. Nell’ultimo bollettino sono 18.938 nuovi contagi e altri 718 morti. L’indice positività è al 5,2%. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3.603 (-60 da ieri), 192 i nuovi ingressi.

Afferma il ministro Speranza:”Ci sono le condizioni perché, in un incrocio fra effetti delle misure messe in campo e accelerazione della campagna di vaccinazione, si possano creare le condizioni per un percorso che chiaramente sarà graduale” di riaperture “e dovrà essere fatto con grande attenzione e cautela, compiendo scelte che ci possono mettere nelle condizioni di una ripartenza in sicurezza”
L’attuale criticità è costituita da oltre 3600 postiletto occupati in terapia intensiva.

L’indice di contagio Rt medio nazionale è pari a 0.92, in calo rispetto a 0.98 della scorsa settimana, come evidenzia il report dell’Iss. Ma “otto Regioni e province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di uno: Basilicata, Campania, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta. Tra queste, due Regioni (Sardegna e Valle d’Aosta) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3”. “Si osserva una diminuzione del livello generale del rischio, con quattro Regioni, Liguria, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta, che hanno un livello di rischio alto” si sottolinea nel documento.

Continua la diminuzione dell’incidenza di Covid in Italia, pari a 185 nuovi casi ogni 100mila abitanti rispetto ai 232,7 della settimana precedente

Si apprende anche che per i ricoveri e terapie intensive, “rimane alto il numero di Regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e in aree mediche sopra la soglia critica, 15 Regioni contro le 14 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica (41%)”.

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Contagi alle stelle, 13708 e decessi in rialzo 627

 

Sono 13.708 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 7 aprile, secondo i dati delle regioni nel bollettino della Protezione Civile. Nella tabella, registrati altri 627 morti. Da ieri, eseguiti 339.939 tamponi, l’indice positività scende al 4%. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3.683.Vediamo la situazione nelle altre regioni del Sud

OSPEDALE DI TIVOLI, GIÀ IN FUNZIONE IL REPARTO COVID

SICILIA –

Sono 998 i nuovi contagi da coronavirus in Sicilia, secondo la tabella del bollettino di oggi, 7 aprile. Registrati inoltre altri 16 morti, che portano il totale dei decessi nell’isola a 4.746 da inizio pandemia. I nuovi casi di Covid 19 sono stati registrati su un totale di 24.958 tamponi.

Il record di casi si registra anche tra Palermo e provincia,-dichiarata si sa zona rossa- dove sono 396 i nuovi positivi. In tutta l’isola sono 16 i morti e 88 i pazienti dimessi o guariti. In totale, in Sicilia sono 25.346 gli attuali positivi – 894 in più rispetto a ieri – e di questi 1.125 sono ricoverati in regime ordinario, 157 in terapia intensiva e 24.064 in isolamento domiciliare.

CALABRIA –

Sono 292 i nuovi contagi da coronavirus in Calabria secondo il bollettino di oggi, 7 aprile. La tabella dei dati registra inoltre altri 8 morti. Ad oggi nella regione sono stati sottoposti a test 646.152 soggetti per un totale di 687.923 tamponi eseguiti (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 49.596 (+292 rispetto a ieri), quelle negative 596.556. Registrate +2 terapie intensive e +337 guariti/dimessi.

CAMPANIA

Sono 1.358 i contagi e segnalati 66 morti. La tabella fa riferimento all’analisi di 14.520 tamponi molecolari. La percentuale di tamponi risultati positivi sul totale dei tamponi molecolari analizzati è pari al 9,35%. Sono 516 i nuovi positivi risultati sintomatici. Nel bollettino odierno diffuso dall’unità di crisi della Regione Campania sono inseriti 66 nuovi decessi, 34 dei quali avvenuti nelle ultime 48 ore e 32 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri.

Il totale dei decessi in Campania da inizio pandemia è 5.652. Sono 2.087 i nuovi guariti, con il totale dei guariti che sale a 252.199. In Campania sono 149 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 11 in meno rispetto al dato diffuso ieri, e sono 1.606 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza, 3 in più rispetto a ieri.

E’ la provincia di Napoli quella che registra il maggior numero di nuovi casi di coronavirus rispetto a ieri, 790, su 7.191 tamponi. Seguono la provincia di Salerno, 203 nuovi casi su 2.307 tamponi, la provincia di Caserta con 182 nuovi casi su 1.601 tamponi, la provincia di Benevento con 118 nuovi casi su 805 tamponi e, infine, la provincia di Avellino con 61 casi su 546 tamponi eseguiti.

BASILICATA –

Oggi in Basilicata sono 145 i nuovi contagi da Coronavirus (141 sono residenti) su un totale di 1.596 tamponi molecolari. Registrati inoltre 8 morti. Lo rende noto la task force regionale con il consueto bollettino, precisando che 2 di questi decessi sono avvenuti nelle giornate del 30 marzo e dell’1 aprile.

Aggiornando i dati complessivi, i lucani attualmente positivi salgono a 4.671 (+5), di cui 4.483 in isolamento domiciliare. Sono 14.556 le persone residenti in Basilicata guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 454 quelle decedute

. In lieve aumento i ricoverati nelle strutture ospedaliere lucane, sono 188 (+1). In lieve calo il numero dei posti letto occupati in terapia intensiva, passato da 13 a 12. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 288.992 tamponi molecolari, di cui 266.269 sono risultati negativi, e sono state testate 171.649 persone.

Non si allenta ancora la morsa del virus

Medici ospedalieri: 'La situazione è gravissima' - Sanità - ANSA.it

Sale il numero dei pazienti ricoverati in ospedale: sono in tutto 29.337, con un incremento di 552 da ieri. In aumento anche i pazienti in terapia intensiva, in tutto 3.743 (+6) con 221 ingressi in 24 ore. L’incremento più alto dei nuovi casi si è registrato nel Lazio con 1.120 positivi in più.

Dall’inizio dell’emergenza sono state contagiate 3.686.707 persone e ne sono morte 111.747. I dimessi/guariti in 24 ore sono 21.733 che portano il totale delle persone che dall’inizio dell’emergenza hanno superato il virus a 3.019.255. Sono 14.391 in meno gli attualmente positivi, ovvero le persone con covid-19 seguite dal sistema sanitario nazionale. In totale  in Italia sono 555.705 le persone positive al  Cov2.

Vediamo la situazione nelle regioni del Sud.

CALABRIA

Sono 203 i nuovi contagi di coronavirus registrati oggi 6 aprile in Calabria. Secondo il bollettino quotidiano ci sono anche 10 decessi. Nella regione ad oggi sono stati sottoposti a test 643.229 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 684.728 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Nelle ultime 24 ore si registrano inoltre -2 terapie intensive, +254 guariti/dimessi.

CAMPANIA

– Sono 846 i nuovi contagi da coronavirus in Campania, secondo la tabella del bollettino di oggi, 6 aprile. Registrati inoltre altri 62 morti. Nelle ultime 24 ore, nella Regione sono stati analizzati 6.505 tamponi molecolari. La percentuale di tamponi positivi sul totale dei tamponi esaminati è pari al 13%. Dei 846 nuovi positivi, 323 sono risultati sintomatici. Ieri in Campania sono stati eseguiti anche 872 tamponi antigenici. Nel bollettino odierno diffuso dall’Unità di crisi della Regione sono inseriti 62 decessi, 41 dei quali avvenuti nelle ultime 48 ore e 21 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri. Il totale dei decessi in Campania da inizio pandemia sale a 5.587. Sono 1.380 i nuovi guariti, con il totale dei guariti in Campania dall’inizio dell’emergenza che supera quota 250mila: sono complessivamente 250.112. E ancora sono 160 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva (uno in più rispetto al dato di ieri) e 1.603 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza (+4 rispetto a ieri).

BASILICATA

In Basilicata sono 21 i nuovi casi di positivi al coronavirus e 8 i morti registrati oggi, 6 aprile. Lo rende noto la task force regionale con il consueto bollettino spiegando che sono stati eseguiti 356 tamponi molecolari.

Le persone decedute sono cittadini di Matera (4), Bernalda, Grottole, Ruoti e un cittadino di un’altra regione. La task force precisa che 5 di questi decessi sono avvenuti nelle giornate del 3 e del 4 aprile e oggi vengono comunicati. I lucani guariti o negativizzati sono 14. Aggiornando i dati complessivi, i lucani attualmente positivi scendono a 4.666 (-1), di cui 4.479 in isolamento domiciliare. Sono 14.427 le persone residenti in Basilicata guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 447 quelle decedute. In aumento i ricoverati nelle strutture ospedaliere lucane, sono 187 (+4): al San Carlo di Potenza 36 nel reparto di malattie infettive, 34 in pneumologia, 12 in medicina d’urgenza, 5 in terapia intensiva e 16 in medicina interna Covid; all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera 31 nel reparto di malattie infettive, 19 in pneumologia, 26 in medicina interna Covid e 8 in terapia intensiva.

In lieve aumento il numero dei posti letto occupati in terapia intensiva, passato da 12 a 13. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 287.396 tamponi molecolari, di cui 264.818 sono risultati negativi, e sono state testate 170.974 persone.

Covid Italia,ancora contagi, età media scesa a 46 anni e altri decessi : 376

All'ospedale di Ravenna arrivano le "Cure intermedie", "in aiuto" degli  altri reparti di degenza

Secondo un  report dell’Iss sulle ultime due settimane

l’età media dei casi di Covid-19 in Italia è scesa a 46 anni. E’ quanto emerge dal report integrale sull’epidemia dell’Istituto superiore di Sanità, che riporta i dati di sorveglianza con dati aggiornati al 31 marzo.

Alla fine di aprile 2020 si osserva un trend in calo dell’età media delle persone contagiate da Sars-Cov-2, con l’età che passa da oltre 60 anni a circa 30 anni nella settimana centrale di agosto, per poi risalire lentamente fino a 49 anni e riscendere a 46 anni nelle ultime due settimane. Nel complesso – riferisce l’Iss – l’età mediana dei casi di in Italia segnalati da inizio epidemia è 47 anni.       Situazione dei contagi. Vediamo oggi i dati diffusi dalla Protezione civile.
Sono 21.261 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 3 aprile, secondo i dati della Protezione Civile. Nella tabella del Ministero della Salute registrati altri 376 morti, che portano il totale a 110.704 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia di covid-19. Da ieri eseguiti 359.214 tamponi, l’indice di positività è al 5,9%. Sono 3.714 sono i ricoverati in terapia intensiva (+10 da ieri), con 234 ingressi giornalieri.
CAMPANIA
Sono 2.314 i contagi da coronavirus in Campania oggi, 3 aprile, secondo i dati del 3.160bollettino della regione. Tra questi, secondo la tabella, gli asintomatici sono 1.557. I sintomatici sono 757. Sono registrati altri 34 morti, 2 decessi sono avvenuti nei giorni scorsi. I nuovi casi sono stati individuati su 19.403 tamponi molecolari e 5.137 antigenici. I posti letto in terapia intensiva occupati sono 152 su 656. Quelli di degenza sono 1.567 su 3160
CALABRIA –
Sono 448 i nuovi contagi da coronavirus in Calabria, secondo la tabella del bollettino di oggi 3 aprile. Registrati inoltre 2 morti. Nella Regione ad oggi sono stati sottoposti a test 638.174 soggetti per un totale di 679.005 tamponi eseguiti (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 48.393 (+448 rispetto a ieri), quelle negative 589.781. Secondo i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute, si registrano +2 terapie intensive, +191 guariti/dimessi e 2 vittime.
SICILIA
Sono 1.014 i nuovi casi di Covid 19 registrati oggi in Sicilia su 19.939 tamponi. Sono invece 14 i morti e 86 i pazienti dimessi o guariti. Nell’isola in totale si contano 21.925 positivi – 914 in più rispetto a ieri – e di questi 902 sono ricoverati con sintomi, 152 in Terapia intensiva e 20.871 in isolamento domiciliare.

Oggi 23.839 nuovi contagiati (+5.172 positivi rispetto a ieri). 380 morti in 24h

 

Protezione Civile, il bollettino: 23.839 nuovi contagiati (+5.172 positivi rispetto a ieri). 380 morti in 24h

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 357.154 tamponi e individuati 23.839 nuovi positivi al COVID-19. Gli attualmente positivi sono 571.878, 5.172 in più rispetto a ieri. Nell’ultimo giorno i decessi sono 380 persone affette da Coronavirus per un totale di 107.636 decessi dall’inizio dell’epidemia.

Attualmente positivi: 571.878
Deceduti: 107.636 (+380)
Dimessi/Guariti: 2.832.939 (+18.287)
Ricoverati: 32.256 (+156) di cui in Terapia Intensiva: 3.635 (+7)
Tamponi: 48.820.663 (+357.154)
Totale casi: 3.512.453 (+23.839, +0,68%)

Sono  890 i nuovi casi di covid registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. Ieri erano stati 892.  Le vittime sono invece 23 (ieri 22) e così il totale delle vittime siciliane del virus sale a 4.558.

Le persone ricoverate sono 940 (ieri erano 920), mentre i pazienti in terapia intensiva oggi sono 127 (ieri erano 121), mentre in area medica ci sono 813 persone (ieri erano 799). I pazienti dichiarati guariti sono stati 858 e alla luce di questi numeri i siciliani attualmente positivi sono 16.412 (dei quali 15.472 in isolamento domiciliare). I tamponi processati sono stati 29.038 e il tasso di positività si è attestato così al 3%.

LE PROVINCE. Ecco la situazione nelle province:

Palermo: 51.179 casi complessivi dall’inizio della pandemia (286 nuovi casi)
Catania: 45.276 (121)
Messina: 21.100 (83)
Siracusa: 11.935 (98)
Trapani: 11.246 (20)
Ragusa: 9.340 (109)
Caltanissetta: 8.104 (78)
Agrigento: 7.631 (70)
Enna: 4.887 (25)

Sicilia, altri 892 casi di positività e 22 vittime di Covid

 

Aperto il reparto Covid dell'Ospedale di Altamura: attivati 20 posti letto, ampliabili sino a 60 | Panorama della Sanità

 

 

Sono 23.987 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 26 marzo, secondo i dati delle regioni nel bollettino della Protezione Civile. Il Ministero della Salute fa riferimento ad altri 457 morti, che portano il totale a 107.256 vittime dall’inizio dell’epidemia di covid-19. Da ieri sono stati eseguiti 354.982 tamponi, l’indice di positività è al 6,7%. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3628 (+8).

Altri 892 casi di positività al virus sono stati registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore  I tamponi processati nell’Isola sono stati 27.892, con una incidenza di positivi al 3,1%, in leggera diminuzione rispetto a ieri.

La Regione resta nona per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 22 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.535. Il numero degli attuali positivi è di 16.403 con 409 casi in più rispetto a ieri, mentre i guariti sono 461. Negli ospedali i ricoverati sono 920, 11 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 121, tre in più.

La situazione nelle singole province:

Palermo: 50.893 (346)
Catania: 45.155 (201)
Messina: 21.017 (30)
Siracusa: 11.837 (40)
Trapani: 11.226 (47)
Ragusa: 9.231 (56)
Caltanissetta: 8.026 (61)
Agrigento: 7.561 (91)
Enna: 4.862 (20)

Covid, ancora tanta preoccupazione e nuove vittime Oltre 35.157.350 casi di contagio accertati nel mondo

Chiude uno dei reparti Covid dell'ospedale di Saronno - SaronnoNews

 

Sono 2257 i nuovi casi di coronavirus in Italia.  Rispetto a ieri -secondo i dati forniti dal Ministero della Salute -sono stati registrati altri 16 morti, che portano il totale a 36.002 dall’inizio dell’emergenza. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 323, con un incremento di 20 unità. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 60.241 tamponi. 

La Sicilia si mantiene sempre sopra i 100 casi positivi al Covid. i positivi rilevati nelle ultime 24 ore, sono esattamente 128 a fronte di 2.656 tamponi. Salgono così a 3.358 gli attuali positivi e passano a 361 i ricoverati in ospedale. Di questi 28 si trovano in terapia intensiva, 2.969 sono i pazienti in regime di isolamento domiciliare.

Nuove vittime, in questo caso sono due, che portano il totale a 321. Le vittime sono una donna di 65 anni e un uomo di 71 anni entrambi morti a Palermo. I guariti nelle ultime ore sono 15. Sul fronte della distribuzione territoriale Palermo  registra 63 nuovi positivi, mentre Catania annota 31 casi, 15 sono i nuovi positivi a Ragusa, 10 a Messina, 5 casi a Caltanissetta, 3 a Trapani e 1 a Siracusa.

La situazione nel mondo.  Preoccupante davvero Sono oltre 35 milioni i casi accertati di coronavirus nel pianeta.   Secondo  l’osservatorio della Johns Hopkins University,  stamani fissa a 35.157.350 i casi di contagio accertati a livello globale, con 1.037.075 decessi. Il Paese più colpito sono sempre gli Stati Uniti, con 7.417.845 di casi e 209.721 morti, seguiti dall’India, con 6.623.815 e 102.685 decessi e dal Brasile, con 4.915.289 contagi e 146.352 decessi.

Oggi 1370 positivi e dieci decessi-In Sicilia 84 nuovi casi di Covid

 

Salgono ancora  i casi di coronavirus in Italia. Rispetto a ieri oggi 1370 nuovi positivi. Il totale da inizio emergenza sale così a 280.153. Sono 10 i decessi  registrati nelle ultime 24 ore. che portano il totale delle vittime a 35.563. E’ quanto si legge nel bollettino del ministero della Salute e della Protezione Civile.

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 92.403 tamponi, per un totale di 9.364.213 da inizio emergenza. Il totale dei dimessi/guariti è di 210.801 (+563), mentre il totale degli attuali positivi è di 33.789 (+796). Nelle ultime 24 ore si registra un solo paziente in più in terapia intensiva per il Covid rispetto al giorno precedente (ora sono 143 in totale). Aumento più consistente per i ricoverati con sintomi: sono 1.760 (+41); e crescono anche le persone in isolamento domiciliare (31.886, +754). Il numero dei dimessi e dei guariti è salito a 210.801 (+563).

Le regioni dove è stato registrato il maggior numero di nuovi casi, oggi, sono la Lombardia (271), la Campania (249), poi Puglia (143), Lazio (129) ed Emilia Romagna (105).

 

In Sicilia si registrano oggi  84 nuovi casi di contagio da Sars-Cov-2 (35 più di ieri) a fronte di un buon numero di tamponi processati dopo il calo del weekend, ovvero 5.214.

I nuovi 84 casi fanno salire il numero degli attuali positivi in Sicilia a 1.454, di cui 1.337 in isolamento domiciliare, 104 ricoverati in ospedale con sintomi (+3 rispetto a ieri) e 13 ricoverati gravi in Terapia intensiva (stabile rispetto a ieri).

Nell’isola i casi di Covid sono stati segnalati in questo modo:  41 sono a Trapani, 20 a Palermo, 14 a Catania, 4 a Messina, 4 a Ragusa, 1 a Siracusa, zero casi ad Agrigento, Enna e Caltanissetta.

 

 

SFIDA GLOBALE AL COVID-19 CHE FLAGELLA IL MONDO E COSTRINGE AD USCIRE DALLE ABITUDINI E DA UNA VITA PROGRAMMATA

Risultato immagini per immagine di posti letto in ospedali

 

di   R.Lanza

Non c’è tregua, un attimo di respiro.  Un impegno coinvolgente ,una sfida globale che affonda i suoi artigli nell’antropologia umana, costringendo ognuno di noi a rivedere le sue abitudini, le sue sfere di quotidianità, in nome di un’emergenza che si accresce ogni giorno di più . 

E’ persino commovente l’impegno straordinario e l’energia del premier Conte che tra una edizione straordinaria e l’altra dei tg e mass-media , invita l’Italia a resistere, a non demordere in questa impari lotta contro l’invisibilità.       Sotto alcuni aspetti il virus che discende dal vampiro pipistrello ci insegna -proprio come fanno questi volatili- a convivere in amicizia e a scambiarsi l’un con l’altro il cibo – a capire meglio i valori dell’umanità e della solidarietà  .    Che tutto nella vita è provvisorio .    E’ una una stagione da fase bellica...

Alcuni spunti li offre Interris. Afferma il quotidiano cattolico: “Nella letteratura che la ancor breve storia del coronavirus ha prodotto, specie nelle fasi iniziali, ha preso piede la chiave di volta che vedeva nel virus una minaccia riconducibile al bioterrorismo, ipotesi inizialmente accolta (perlomeno in forma di dibattito) poi via via accantonata alla luce della ben più urgente opera di contrasto. Del resto, secondo il professor Jean-Pierre Darnis, consigliere scientifico dello Iai e professore associato all’Università di Nizza Sophia-Antipolis, si tratta di un riflesso classico delle situazioni di emergenza: “Farsi paura e aver paura. E’ un desiderio antropocentrico – – pensare che le cose siano da ricondurre a un atto doloso. La maggior parte dei rischi, però, sono incidentali o naturali. Che l’uomo possa entrarci o meno in qualche modo è vero ma non sono assolutamente riconducibili a un dolo”.

Nel caso del coronavirus, l’impressione è di trovarsi di fronte a una prova non nuova per il genere umano ma, di rimando, profondamente diversa dalle precedenti nei suoi effetti più tangibili: “Abbiamo un evento pandemico che di per sé non rappresenta una novità ma, nello specifico, mette in ginocchio le capacità ospedaliere, perché intasa pronto soccorso e reparti di terapia intensiva. E da questo si crea una completa rottura della catena ospedaliera sulle cure, anche quelle non legate a questa patologia. Purtroppo è una situazione molto difficile ma da questo nesso, che può sembrare molto settoriale e non contraddice il fatto che molte delle persone che prendono questa malattia hanno sintomi molto lievi, si crea una violenza sulla società che sta producendo effetti a catena fino a pochi giorni fa non pensabili”. Una crisi innanzitutto sociale, che rimette in discussione “il senso di sicurezza, affidamento, di senso civile e anche di democrazia”. Uno scenario molto particolare, “immaginato ma come frutto di un attacco terroristico. E’ qualcosa di estremamente preoccupante ma che possiamo definire naturale”.

Secondo Darnis, “un attentato terroristico probabilmente non sarebbe arrivato a una tale potenza. Non è un paragone poi così calzante, distoglierebbe lo sguardo dalla posta in gioco attuale. Abbiamo un’epidemia dirompente sugli effetti che ha sull’intasamento degli ospedali, in Lombardia ma si prospetta anche in tutta l’Italia come è stato in Cina a Wuhan. Noi non abbiamo purtroppo imparato dall’esempio cinese. La situazione ci sta portando a uno scenario di guerra, perché si rifà alla psicologia delle grandi battaglie dell’Ottocento, in cui all’entrata delle tende si diceva ‘quello sì, quello no’”. Un passo indietro di fatto, che ha colto impreparata la società occidentale: “C’è un rischio, in alcune parti già concreto, di un crollo. Ed è molto grave, perché questo può inceppare l’intera società”.

Siamo usciti dal binario delle nostre abitudini e nostre vite programmate. . Le notizie che arrivano dagli Usa sono molto preoccupanti perché trasferiscono la mente a scenari che finora avevamo visto solo in tv, dove vedevamo popolazioni di zoombie infetti contrapposti a pochi mortali viventi

Assetti geopolitici

“In un momento storico in cui si ha a che fare con un’epidemia su scala globale, -sottolineano  gli studiosi-sarebbe impossibile non considerare l’impatto che questa potrebbe avere su un piano geopolitico. Forse non tale da ridisegnare gli assetti in sé ma, forse, sufficiente a influire in parte sulle relazioni internazionali. Se non altro per la scarsa sintonia mostrata nel fronteggiare l’emergenza da parte dei vari Stati, soprattutto quelli europei, che hanno portato all’isolamento di alcuni e a un’incertezza sulle situazioni reali in altri. Una sfida globale destinata, prima o poi a formulare il vaccino antivampiro Covid19

 

 

 

  Il monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del  sul territorio nazionale è un autentico bollettino di guerra: finora sono 10149 i contagiati complessivi e 8.514 le persone che al momento risultano positive al virus.

In una giornata ci sono stati 168 decessi. Sono persone che sono morte non per il coronavirus ma che avevano il coronavirus”, ha specificato il commissario straordinario per l’emergenza Angelo Borrelli. In totale le vittime salgono a 631.

I guariti di oggi sono 280, facendo salire così il bilancio totale a 1004 persone.

“In Lombardia sono 135 decessi –  – in Emilia Romagna 15, in Veneto sei, in Piemonte quattro, nelle Marche tre, in Friuli Venezia Giulia due, in Abruzzo uno, nel Lazio e in Liguria uno”.

“Il 2% dei deceduti si trova nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni, l’8% nella fascia 60-69, il 32% tra 70-79, il 45 % nella fascia 80-89, il 14 % nella fascia maggiore di 90 anni”

Oggi  ai positivi oggi sono stati 529 “ma il dato della Lombardia non è completo”, così altri dati fra alcune ore saranno aggiornate

Il puctum dolens sono i posti letto .Mancano e costituiscono un problema, una cancrena italiana.  Che dire poi della popolazione carceraria? Un altro problema trascurato in un quarto di secolo e che ora esplode   nella sua drammaticità.   Le nostre carceri sono, per gli spazi, veri e propri gironi infernali.  I detenuti sono considerati bestie dietro le sbarre  non uomini che devono espiare le loro colpe, errori o follie improvvise che hanno avuto nella loro sfortunata vita.  Ci “sono 877 persone ricoverate in terapia intensiva, pari al 10% del totale dei positivi”.

Nel frattempo oggi “avremo una distribuzione giornaliera di oltre un milione di mascherine e verranno ripartite sulla base delle esigenze delle regioni. Abbiamo distribuito anche ventilatori per le terapie intensive. Oltre a quelli dalla Protezione Civile in un contratto stipulato sabato sera sono stati acquistati anche i ventilatori acquisiti da Consip, una disponibilità complessiva di 2264 ventilatori per la terapia intensiva e 1.645 per la terapia sub intensiva”    Vediamo in Sicilia copme vanno le cose.

 

Coronavirus: l'aggiornamento in Sicilia

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di ieri in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.  Fra poche ore ci sarà un nuovo aggiornamento.

Dall’inizio dei controlli, i laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) hanno analizzato 955 tamponi, di cui 881 negativi e 12 in attesa dei risultati. Al momento, quindi, sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità 62 campioni, otto in più di ieri, cui 16 già validati da Roma (cinque a Palermo e undici a Catania).

Risultano ricoverati 19 pazienti (sette a Palermo, cinque a Catania, due a Messina, uno a Caltanissetta, tre ad Agrigento e uno a Enna) di cui uno in terapia intensiva per precauzione, mentre 41 sono in isolamento domiciliare e 2 sono guariti.

 

 

Il coronavirus che tiene in pugno il mondo intero e Conte-il Maciste italiano-lotta con le sue forze contro l’invisibile

Risultato immagini per immagine della mano che tiene il mondo

Otto decessi, complessivi nella giornata, di persone che erano positive al coronavirus. E’ il comunicato stampa del  capo dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli  che spiega si tratta di “anziani “, mentre “i ricoverati con sintomi sono 401, il 38% del totale e 105 sono in terapia intensiva pari al 10%”.

Le misure a tutela della salute dei cittadini sono già state adottate dal governo Conte e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne ha riconosciuto l’efficacia.     Nel Sud Italia la situazione è costantemente sotto controllo.

 Conte, infaticabile e onnipresente, forse il Maciste italiano contro l’invisibile coronavirus, spiega così la situazione: “Abbiamo previsto anzitutto la sospensione dei versamenti e delle utenze, quindi per i cittadini coinvolti si interrompe il pagamento di bollette e rate dell’assicurazione. Per le Pmi introduciamo l’accesso gratuito e prioritario al Fondo di garanzia, che viene rifinanziato, in modo da aiutare le aziende a rilanciare l’attività economica. Abbiamo deciso, inoltre, un rafforzamento delle risorse destinate al sostegno delle imprese esportatrici”.

 

Risultato immagini per immagine di conte il premier

“Sono state approvate anche norme a sostegno dei lavoratori, soprattutto in materia di cassa integrazione e di sussidio a chi è impossibilitato a svolgere l’attività professionale – , misure specifiche per il settore del turismo, per la giustizia e per la pubblica amministrazione“.

Il prossimo passo è un nuovo provvedimento dedicato allo sviluppo dell’economia che consenta al Paese di tornare a crescere.

– Nel decreto sul coronavirus approvato in Cdm è inserita una norma detta “salva anno scolastico” targata ministero dell’Istruzione, per evitare che gli studenti perdano un intero anno se la chiusura delle scuole dovesse protrarsi. La misura, a quanto si apprende, conterebbe una deroga al limite dei 200 giorni minimi per la validità dell’anno scolastico.