Vediamo come dobbiamo comportarci a Pasqua al fine di evitare sanzioni

ATTENTI ALLE “SOFFIATE”  DEL VICINO INVIDIOSO

10 parchi di Londra da visitare assolutamente

 

Vediamo come dobbiamo comportarci  a Pasqua visto che, per la stretta anti-Covid decisa dal governo,il nostro Paese, Sicilia compresa, sarà tutta rossa nelle giornate di sabato 3, domenica 4 e lunedì 5 aprile

Nelle giornate precedenti e successive bisognerà considerare il colore (rosso o arancione) di ciascuna regione per capire a quali regole attenersi. Nelle zone arancioni, ad esempio, fino al 2 aprile, e nella giornata del 6 aprile, le visite sono consentite solo all’interno del proprio comune. Lo spostamento è permesso a due persone, una volta al giorno, verso una sola abitazione privata, fra le 5 e le 22. Mentre nello stesso arco temporale, nelle regioni rosse le visite sono vietate.

Gli spostamenti sono consentiti esclusivamente per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Resta garantita la possibilità di fare rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Per esempio, le persone che per motivi di lavoro vivono in un luogo diverso da quello del proprio coniuge o partner, ma che si ritrovano con lui/lei con regolare frequenza e periodicità nella stessa abitazione, possono spostarsi per raggiungere tale abitazione.

Punto discutibile per l’eventuale controllo al posto di  blocco. Si può uscire dal proprio Comune per fare acquisti se nel proprio Comune non ci sono punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio «presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica».

 

Possiamo andare in aeroporto  e uscire dai confini nazionali per turismo (oltre che per lavoro o motivi di salute) nei Paesi dell’Ue e dell’area Schengen (sono inclusi nell’elenco C dell’allegato 20 del Dpcm 2 marzo 2021 in vigore fino al 6 aprile): Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

I passeggeri devono però attenersi a regole precise all’andata e ritorno. Per andare e tornare da quasi tutti i Paesi del’Ue finora era sufficiente un tampone obbligatorio all’andata e al ritorno. Ma il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato il 30 marzo un’ordinanza che dispone, per arrivi e rientri da Paesi dell’Unione Europea, tampone in partenza, quarantena di cinque  giorni più ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni.

La quarantena è già prevista per chi rientra dai Paesi extra Eu. Norme più stringenti sono già previste anche per chi rientra dall’Austria (tampone prima della partenza, test all’ingresso, isolamento fiduciario di 14 giorni indipendentemente dal risultato del secondo test, terzo test al termine dell’isolamento).

Disco verde al turismo anche nei paesi dell’allegato D (Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Thailandia) ma al rientro bisogna sottoporsi ad isolamento fiduciario per 14 giorni. Vietato invece recarsi per turismo in Gran Bretagna e nei paesi dell’allegato E come gli Stati Uniti.

Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore oppure per condurli presso di sé, sono sempre consentiti. Le uniche prescrizioni che i genitori separati o divorziati dovranno osservare in base alle Faq del governo, sono quella di scegliere il tragitto più breve, di rispettare tutte le prescrizioni di tipo sanitario e di attenersi alle modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di questi provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.

Resta il coprifuoco tra le 22 e le 5, su tutto il territorio nazionale salvo che per motivi eccezionali..

Sono chiusi i mercati, i negozi di abbigliamento e calzature. Così come parrucchieri, barbieri e centri estetici. Sabato 3 aprile sono aperti supermercati ,ipermercati, discount. Come pure edicole, tabaccai, librerie, farmacie e parafarmacie, negozi di computer, elettronica, elettrodomestici, ferramenta, pompe di benzina, negozi di biancheria e di giocattoli, vivai.

Domenica 4 sono aperti solo farmacie, edicole e tabaccai. Chiusi anche i supermercati. Stessa cosa lunedì 5 aprile, ma alcune catene di supermercati sono aperte.

Unica deroga in queste tre giornate, rispetto alle regole delle zone rosse (nelle quali sono vietate tutte le visite, a parte quelle per assistere persone non autosufficienti), sarà la possibilità di effettuare uno spostamento all’interno della regione, una sola volta al giorno, per raggiungere una sola abitazione di amici o parenti, dalle 5 del mattino alle 22.

Possibile dunque il pranzo di Pasqua con parenti o amici. A tavola il numero dei commensali dovrà essere ridotto. Ci si può spostare infatti in due con i figli i minori di 14 anni. Una eventuale trasgressione a riguardo potrà costare caro se teniamo conto che è sempre possibile la “soffiata”   del vicino invidioso..

Non si può organizzare il pic nic fuori porta a Pasquetta perché in zona rossa è vietato uscire dalla propria abitazione se non per «comprovate esigenze». E anche l’uscita al parco vicino casa è consentita per fare attività motoria o sportiva, non per un pic nic con amici o parenti.

Possiamo recarci  da soli, presso persone non autosufficienti che necessitino di aiuto o assistenza...

Lo spostamento nelle seconde case è sempre consentito, anche a Pasqua. Con alcune condizioni. Si può spostare solo il nucleo familiare convivente, senza l’aggiunta di parenti o amici. La seconda casa non deve essere abitata da altre persone. Ed è necessario provare che la casa sia di proprietà o in affitto a lungo termine (lo spostamento non è consentito in case in affitto breve), con contratto stipulato prima del 14 gennaio 2021. Ci sono regioni però che hanno optato per una stretta nel periodo pasquale. La Valle d’Aosta, la Sardegna, l’Alto Adige, la Toscana e le Marche hanno ordinato lo stop agli ingressi verso le seconde case ai non residenti. In Campania e Puglia, invece, sono stati vietati gli spostamenti dal Comune di residenza, domicilio o dimora abituale verso le seconde case in ambito regionale. La Liguria ha deciso lo stop sia in ambito regionale sia per i non residenti provenienti da fuori regione.

Chiusi gli stabilimenti balneari. E’ possibile passeggiare sulla spiaggia solo se vicino casa. Chiuse palestre, piscine e centri termali

Per i credenti una notizia positiva. Sarà possibile partecipare alla messa nella Chiesa vicino casa, mantenendo il distanziamento.

Guerriglia urbana a Napoli contro il coprifuoco Un coro di “Libertà, Libertà”

NAPOLI

 Napoli protagonista di un vero assedio di guerra contro la sede del governatore De Luca autore delle misure restrittive.   Tra il lungomare di via Partenope e via Santa Lucia, all’altezza proprio della sede della Regione Campania, scoppia il finimondo. Non sono accettate le comunicazioni di Vincenzo De Luca rivolte a fronteggiare il virus e, quindi a chiudere tutto.

Guerriglia urbana a Napoli contro il coprifuoco: violenza per strada -  L'Unione Sarda.it

Allo scoccare delle 23, orario di inizio del coprifuoco previsto dall’ordinanza regionale, si verifica  un lancio di oggetti contro le forze dell’ordine che hanno risposto con lacrimogeni e azioni di alleggerimento. Dal corteo sono stati fatti esplodere diversi petardi. Un gruppo che si è staccato dal grosso dei manifestanti ha lanciato fumogeni e bombe carta contro la sede della Regione Campania, sotto la quale un cassonetto è stato dato alle fiamme. 

Napoli è diventata esplosiva perchè la protesta comprende anche la rabbia degli imprenditori che non ci stanno al coprifuoco

Si richiedono dei sostegni. Cassa integrazione immediata, blocco dei fitti in caso di chiusura, riduzione del 50% dei fitti fino a fine pandemia, sospensione di tasse, contributi e iva, sospensione del pagamenti delle utenze.

Sono queste le richieste principali dei circa mille imprenditori partenopei, titolari di bar, ristoranti, gelaterie, pub, negozi etc. che, attraverso l’associazione Noi Consumatori, guidata dall’avvocato Angelo Pisani,”rappresenteranno negli inviti in mediazione al governo e alle Regioni, prima di notificare gli atti di citazione in tribunale per chiedere indennizzo economico in base all’articolo 2045″.

Apprendiamo pure che dopo un momento di relativa calma e, con un aumento della distanza tra forze dell’ordine e manifestanti, separati in via Santa Lucia da due linee di cassonetti della raccolta differenziata posti a mo’ di barricate, alcuni dei quali dati alle fiamme, al grido “libertà, libertà” alcune centinaia di persone hanno tentato di raggiungere nuovamente la sede della Regione Campania. Anche in questo caso sono stati respinti da un’azione di alleggerimento delle forze dell’ordine che hanno lanciato lacrimogeni per disperdere i manifestanti.

Un camion dei Vigili del fuoco è stato respinto e costretto alla retromarcia dai manifestanti, che hanno comunque dedicato un applauso ai pompieri. Non si hanno al momento notizie di feriti né tra le forze dell’ordine né tra i manifestanti. Al momento la tensione è scemata, anche se un centinaio di manifestanti staziona ancora in via Cesario Console.
Sui social hanno postato le fotografie della loro “disobbedienza civile” con scritte che inneggiano alla “libertà”.

 

Disordini in Spagna,il popolo reclama l’indipendenza della Catalogna-

Risultato immagini per IMMAGINE protesta per la catalogna

 

Risultato immagini per IMMAGINE protesta per la catalogna

Video Disordini in Spagna per l’indipendenza della Catalogna- You T-R  -Sud Libertà Archivio

Disordini anche oggi  in Catalogna per la protesta contro i provvedimenti governativi spagnoli  dei leader secessionisti.

Negozi chiusi, incendi dei cassonetti ,vetrine e arredi urbani,lanci di oggetti e pietre,  un inferno a Barcellona. E’ salito a 62,il numero delle persone ferite,e un agente della polizia è in condizioni gravi e 17 arresti. Secondo la stima dei servizi di emergenza media, 34 solo in Barcellona dove le violenze e gli scontri sono ancora in corso   .

Secondo il governo sarebbero sono circa  500 i dimostranti estremamente violenti e organizzati,  – che continuano a lanciare bottiglie incendiarie contro gli agenti che rispondono con fumogeni e lacrimogeni.  Il governo spagnolo intanto comunica di “non trattare con i  manifestanti che usano violenza. Questo tipo di linguaggio non è accettabile”

 

                       VIOLENZA ANCHE IN CILE: AUMENTO BIGLIETTI TRASPORTI

Ma se in Spagna non si dimentica chi ha lottato in prima linea per l’indipendenza della Catalogna , l’emergenza sicurezza esplode in altre parti del pianeta In Cile ad es..Un coprifuoco tra le 22 e le 7 è stato disposto per la città di  Santiago e  aree periferiche.

La violenza scaturisce dall’aumento dei prezzi dei biglietti della rete dei trasporti. La popolazione vive una crisi economica molto stretta , adesso è esplosa

Risultato immagini per IMMAGINE VIOLENZA IN CILE

La protesta in Cile- Foto Archivio Sud Libertà

Secondo informazioni locali , l’esercito dovrebbe aiutare la polizia a pattugliare le strade durante lo stato di emergenza dichiarato per 15 giorni nei quali le autorità potranno limitare la libertà di movimento delle persone e il loro diritto di riunione.

Si apprende pure che  almeno tre persone sono morte in un incendio scoppiato all’interno di un supermercato saccheggiato nel comune di San Bernardo. . I vigili del fuoco hanno trovato 2 corpi carbonizzati sul posto, mentre un terzo gravemente ferito è stato trasferito in ospedale, dove è deceduto poco dopo. La situazione è ora sotto controllo dei militari.