Vittorio Sgarbi commosso per la morte di Sebastiano Tusa.: “E pensare che l’ho proposto io come assessore a Musumeci”

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Sono molto dispiaciuto per la morte di Sebastiano Tusa, avevamo ancora tante cose in sospeso in Sicilia…”. Vittorio Sgarbi appena appreso dello schianto dell’aereo che ha causato la morte dell’archeologo Sebastiano Tusa, l’assessore ai Beni culturali della Sicilia, ha espresso il suo cordoglio ai familiari ..

Dopo le dimissioni di Sgarbi da assessore ai Beni culturali per candidature politiche nazionali , il critico d’arte chiese espressamente al governatore Musumeci della Regione Sicilia  di nominare come suo successore proprio Tusa, che era fino a quel momento il direttore generale del dipartimento ai beni culturali e dell’identità siciliana. 

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L’archeologo Sebastiano Tusa nonchè’ assessore regionale ai beni culturali della Sicilia tra le 157 vittime del volo maledetto

Tusa era il mio erede naturale, io l’ho voluto fortemente – spiega  ancora Sgarbi – era una persona competente e cordiale”. “Il fatto che accada a una persona così vicina fa pensare che è meglio non prendere l’aereo, perché in un incidente automobilistico puoi cavartela, ma se cade un aereo non ti salvi”, . “Avevamo tante cose sospese…”. I due si dovevano vedere a Palermo il prossimo 18 marzo per un evento culturale. “Ora forse lo faremo lo stesso, commemorando Sebastiano”.

Precipita aereo della “Ethiopian”(nuovo di zecca) sei minuti dopo il decollo- Escluso l’errore umano-Tra le vittime l’archeologo ed assessore S.Tusa

Sebastiano, Carlo, Gabriella, Paolo, Virginia, Rosemay e Pilar: le 8 vittime italiane dello schianto aereo

Sebastiano, Carlo, Gabriella, Paolo, Virginia, Rosemay e Pilar: le 8 vittime italiane del disastro aereo in Etiopia

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                                – V I D E O –

 

Un comunicato dopo l’altro per la sciagura aerea….Una coppia di Arezzo, un uomo di Bergamo e un assessore siciliano tra le otto vittime italiane a del volo Rt 302 dell’Ethiopian Airlinea precipitato 6 minuti dopo essere decollato da Addis Abeba.         Le vittime volontari della Africa Tremila Onlus di Bergamo: il presidente Carlo Spini, la moglie Gabriella, e il tesoriere Matteo Ravasio. I primi due abitano ad Arezzo, il terzo, un commercialista, sarebbe residente a Bergamo. Spini e la moglie sono due cittadini di San Sepolcro, in provincia di Arezzo. Lui medico in pensione dall’ospedale di San Sepolcro, lei infermiera. “.

 

Nella lista delle vittime italiane del disastro, anche l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, l’archeologo Sebastiano Tusa. Tusa era diretto a Malindi, in Kenya, per una conferenza internazionale promossa dall’Unesco con la partecipazione di archeologi provenienti da tutto il mondo. L’assessore, che era già andato in Kenya lo scorso Natale insieme alla moglie Valeria Patrizia Livigni, era stato chiamato per la sua grande competenza nel settore dell’archeologia marina.

 

L’aereo precipitato era un 737 MAX 8 costruito nel 2018. Il pilota dell’aereo caduto in Etiopia aveva avuto l’autorizzazione a rientrare dopo avere segnalato dei problemi subito dopo il decollo.  «I controlli e la manutenzione di routine non hanno mai rivelato alcun problema – ha sottolineato il ceo della Ethiopian Airlines Tewolde Gebremariam in conferenza stampa ad Addis Abeba.-. Era un aereo nuovo di zecca consegnato a novembre 2018». 

Non vi è nessun sopravvissuto tra le 157 persone, 149 passeggeri ed otto membri dell’equipaggio, a bordo dell’aereo. 

L’amministratore delegato (Ceo) dell’Ethiopian Airlines, Tewolde Gebremariam, ha sostenuto che «é troppo presto per fare illazioni sulla causa dell’incidente e saranno condotte ulteriori indagini» in «collaborazione con tutte le controparti, inclusi il produttore Boeing, l’Autorità dell’aviazione civile etiopica e altri enti internazionali». 

Il comandante dell’aereo, Yared Getachew, aveva accumulato «più di 8.000 ore di volo» con una «lodevole prestazione» ed il suo vice, Ahmed Nur Mahammod, ne aveva 200, segnala il bollettino. Numeri che farebbero escludere l’errore umano e farebbero propendenre per il guasto tecnico.

Morto nel disastro aereo anche Paolo Dieci, presidente del Cisp, Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli.  Sono due le funzionarie Onu tra le vittime: si tratta di Maria Pilar Buzzetti e Virginia Chimenti.

Le vittime- L’elenco dei nomi di tutte le vittime italiane del disastro aereo di questa mattina in Etiopia: Paolo Dieci, Sebastiano Tusa, Gabriella Viciani, Matteo Ravasio, Maria Pilar Buzzetti, Virginia Chimenti, Rosemary Mumbi, Carlo Spini

IL CORDOGLIO – “Ho appena ricevuto la conferma ufficiale dell’Unità di crisi del ministero degli Esteri: l’assessore Sebastiano Tusa era sull’aereo precipitato in Etiopia. Sono distrutto. E’ una tragedia terribile, alla quale non riesco ancora a credere: rimango ammutolito. Perdo un amico, un lavoratore instancabile, un assessore di grande capacità ed equilibrio, che stava andando in Kenya per lavoro. Un uomo onesto e perbene, che amava la Sicilia come pochi. Un indimenticabile protagonista delle migliori politiche culturali dell’Isola”. Questo il messaggio di cordoglio del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, per l’improvvisa scomparsa dell’assessore Tusa.

Il Cisp annuncia “con immenso dolore la perdita di Paolo Dieci, uno dei suoi fondatori, uno dei suoi più appassionati soci e più competenti cooperanti, il suo Presidente. Il nostro meraviglioso amico. Il mondo della cooperazione internazionale –  – perde uno dei suoi più brillanti esponenti e la società civile italiana tutta perde un prezioso punto di riferimento”.

La visione di una società più giusta, coesa, egualitaria, che ha guidato Paolo nel suo impegno in Italia e nel mondo continuerà a guidare il nostro lavoro. Ci stringiamo attorno alla moglie, ai figli e alla famiglia tutta di Paolo e promettiamo loro di continuare ad onorare la sua memoria mettendo in pratica tutto ciò che da lui abbiamo imparato, provando ad avere la sua stessa lucidità nell’analizzare i problemi delle società contemporanee, la sua stessa perseveranza e pazienza nel provare a risolverne almeno una parte, la sua stessa preparazione e competenza nella realizzazione di ogni singola azione, progetto, programma. Oggi -è il testo del messaggio diffuso online- ci sentiamo tutti soli. Da domani, però, ricominceremo a lavorare per affermare i diritti di ogni essere umano in qualsiasi parte del mondo si trovi, così come avrebbe fatto Paolo, con instancabile tenacia”.

L’associazione ‘Africa Tremila’ – di cui facevano parte tre delle otto vittime – ha sede a Bergamo, dove è stata fondata nel 1995 come “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” e iscritta all’anagrafe delle onlus presso l’Agenzia delle Entrate. “Realizziamo programmi umanitari a breve e medio termine – si spiega nel suo sito – elezione, formazione e impiego di volontari spontanei; attività di formazione in loco di cittadini dei Paesi in via di sviluppo”.

Fra i Paesi dove sono attivi progetti della onlus Africa Tremila, oltre al Kenya dove era diretto l’aereo decollato dall’Etiopia e poi precipitato, figurano Eritrea, Sud Sudan, Malawi, Zimbabwe, Congo ma anche nazioni non africane come India e Cuba.

 

 

Il mondo ha perduto il suo simbolo della libertà di pensiero: John Mc Cain

 

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Il mondo non ha più il suo simbolo per eccellenza della libertà di pensiero John McCain detto  il ‘maverick’ della politica americana, eroe della guerra in Vietnam, dove rimase prigioniero per sei anni, ha lasciato il mondo. Il 29 agosto il senatore repubblicano dell’Arizona avrebbe compiuto 82 anni.

“Una forma di cancro al cervello particolarmente aggressiva, era stato diagnosticato all’ex candidato repubblicano nel luglio del 2017, quando era stato sottoposto ad un intervento. Qualche giorno dopo il senatore si era presentato in aula con una vistosa cicatrice sopra l’occhio votando contro la revoca parziale dell’Obamacare, la riforma della sanità voluta da Obama e che era uno dei primi atti che Trump avrebbe voluto cancellare.

Sono tanti gli episodi e gli eventi da ricordare. Pilota della Marina, il suo caccia venne abbattuto nel Vietnam del nord nell’ottobre 1967: catturato, venne torturato e tenuto prigioniero fino al marzo del 1973. Al Congresso entrò per la prima volta nel 1983, mentre al Senato nel 1987: da allora si è sempre contraddistinto per la sua libertà di pensiero, che lo ha portato alcune volte a votare contro le direttive del suo stesso partito e gli è valso il soprannome di ‘maverick’, di cane sciolto della politica. Nel 2000 si candidò per la prima volta alla Casa Bianca, partecipando alle primarie del Partito repubblicano vinte poi da George W. Bush. Nel 2008 ci riprovò, conquistando la nomination, ma al voto venne battuto da Barack Obama.

Consideravamo le battaglie politiche come un privilegio – ha detto Barach  Obama – qualcosa di nobile, un’opportunità di servire questi alti ideali a casa e di farli avanzare nel mondo. Consideravamo questo Paese come un posto dove tutto è possibile e l’essere cittadini un obbligo patriottico per assicurare che resti per sempre così”