Oggi le comunicazioni di Conte alle 15- Vi diciamo ora cosa si vede nella ” Sfera di cristallo”

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ECCO COSA VEDE LA SFERA DI CRISTALLO SUL FRONTE POLITICO E AL SENATO

 

di    Raffaele Lanza

Cosa  vede e cosa  dice la sfera di cristallo sulle  comunicazioni al Senato  di Giuseppe Conte oggi alle 15?.

Sul fronte Pd, abbiamo compreso che  Nicola Zingaretti è segretario di partito ma gli sfugge il comando del gruppo parlamentari pilotato da Renzi,l’uomo avvoltoio che attende i passi falsi sia di Matteo Salvini che del segretario dem che invita virtualmente all’unità.  Tutti attendono le dimissioni del premier Giuseppe Conte.. L’intervento di Conte sarà una miscela di ingredienti indigesti a Matteo Salvini, a lui noti, ma anche di crisi informale risolvibile a nuove condizioni contrattuali..

Il Nazareno afferma che un governo  Pd-M5S è possibile e da verificare.    Ma Zingaretti preferisce un esecutivo forte perchè le idee con i pentastellati sono molto differenti,alquanto  contrastanti e la storia potrebbe ripetersi anche con i dem. . Il segretario intende tenere il Pd pronto a ogni opzione. Anche se il Movimento cinque stelle ha detto chiaro e tondo che un governo con ministri renziani o addirittura la stessa Boschi. sostenitori vibrati delle banche italiane,  diventa inaccettabile al solo pensiero. Solleverebbe una protesta generale  fra tutti gli iscritti al movimento.  Parola d’ordine è “Pulizia e trasparenza”. E il Nazareno non rientra in questo ordine di idee.

“Al Colle, quando sarà il momento, potremo offrire una maggioranza superiore di quella M5S-Lega al Senato”, informa chi tiene contatti  tra le parti. L’allusione a opportunisti  ‘transfughi’ di Forza Italia , che lotta anch’esso con movimenti interni nuovi, che promettono già  di superare quei 162 voti favorevoli  avuti a palazzo Madama il giorno del disco rosso  a Salvini. Nei contatti intercorsi, nei quali M5S avrebbe confermato l’esito del vertice di Bibbona e il no al ritorno con Salvini, si è discusso su due possibili opzioni.    Anzitutto le proposte per un accordo di legislatura con particolare attenzione al pacchetto da inserire nella legge di Bilancio per scongiurare lo scatto dell’Iva che a gennaio decapiterebbe le piccole imprese italiane e le famiglie. E poi il no categorico sia a Salvini che al Pd perchè con l’avvoltoio” Renzi  la storia politica (fallimentare) si è chiusa da un pezzo.  Singolarmente Zingaretti è gradito invece  perchè uomo nuovo e ancora pulito ma tutti sanno oramai che chi comanda nel Partito democratico sta in realtà dietro le quinte.

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Foto Archivio Sud Libertà

La sfera di cristallo : la figura del premier.      Conte osserviamo noi di SUD LIBERTA’ , è l’asso nella manica dei pentestellati. Gradito a tutti gli italiani, difficile inventare un sostituto della caratura dell’attuale premier che, secondo i pentastellati e i sondaggi , si è distinto per grande correttezza, trasparenza, capacità professionali e di mediazione internazionale.      Non si mai visto finora un presidente del Consiglio comunicare ogni movimento, azione,passo, al grande pubblico e non si mai visto un premier tanto incisivo ed obiettivo -Conte non risulta iscritto ad alcun partito tantomeno al M5S- nei sui interventi dove Conte- contrariamente a quanti pensano il contrario- ha dimostrato carattere e prova autentica di voler lavorare per la popolazione italiana.      No, un fuoriclasse del genere , che “non va in spiaggia” e riesce a dare anche colpi di spada e fioretto a ricordo del leggendario giustiziere “Zorro”, figura molto gradita al premier,quando necessario, non si lascia andare, si tiene strettissimo.   E Grillo lo sa benissimo. . 

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Il Segretario dem Nicola Zingaretti

 

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Grillo: “Con il Pd  la storia è chiusa. Per Renzi, “avvoltoio”, è finita”.

Il nome di Raffaele Cantone che appartiene all’area della Sinistra e renziana, non rappresenterebbe quel successo ,trasparente e obiettivo, di Conte distaccato dai colori della politica italiana e, notoriamente ,non sorretto da alcun partito.. E poi non sarebbe imbarazzante per tutti, congedare un uomo che -è innegabile- ha lavorato così tanto?      No, la sfera di cristallo vede- dopo un ampio dibattito- un Conte bis che sale al Colle per chiedere alcuni tecnici che sostituiscano i ministri della Lega oppure la riproposizione del governo giallo-verde “in via eccezionale”, quale prova ultima fino all’approvazione della legge finanziaria.  Questa è la previsione della nostra Sfera di cristallo. 

SUD , Lavoratori Whirlpool: il governo interviene alla salvaguardia posti con una delibera

NAPOLI

Trattativa al ministero sulla problematica  Whirpool -lavoratori , con specifica delibera viene creato  uno strumento normativo per mantenere lo stabilimento di Napoli, e salvaguardare i livelli occupazionali». 

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Il confronto sul sito Whirlpool di Napoli proseguirà – comunica il premier Giuseppe Conte -sulle ipotesi «che prevedono di investire nei prodotti di alta gamma, di spostare in Italia alcune produzioni realizzate all’estero e di individuare una nuova mission per il sito di Napoli, attraverso la realizzazione di un nuovo prodotto», si legge invece in una comunicato diffuso dal Mise dopo l’incontro. «È stata categoricamente esclusa la possibilità di procedere a uno spostamento delle produzioni tra gli stabilimenti presenti in Italia».

Nel corso del confronto sindacale-governo ,il ministro Di Maio ha precisato che “garantire la continuità produttiva e la salvaguardia di tutti i lavoratori del sito di Napoli (circa 420, ndr) è un obiettivo del governo. Per supportare l’azienda nella ricerca di una soluzione condivisa tra le parti, il ministro ha annunciato la presentazione di uno strumento normativo che permetterebbe a Whirlpool di accedere a una decontribuzione per circa 17 milioni nei prossimi 15 mesi, con sgravi fiscali sugli oneri relativi ai contratti di solidarietà». 

IL PREZZO DEL POTERE

 

Il potere a Palazzo Chigi ha un prezzo. Quello di rendere conto ogni cosa , ogni decisione che si prende. E Conte che è riuscito a spezzare il duetto polemico Di Maio-Salvini, dimostra che è lui in fin dei conti, il Presidente tecnico ,obiettivo, che “non vuole nè galleggiare nè vivacchiare”.  Ecco dunque la smentita alle osservazioni della lettera dell’Ue  “Il taglio a Quota 100 e Reddito di cittadinanza “non è assolutamente all’ordine del giorno”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte ai cronisti ad Hanoi. “E’ da escludere qualsiasi taglio a misure di protezione sociale, perché si prefigurano risparmi di spesa. Questo significa che abbiamo accantonato somme che sono sovradimensionate. Quindi nessun taglio, quelle misure restano intatte”, ha assicurato il premier. 

Inoltre, “non c’è un rinvio del Cdm. Non era stata fissata nessuna data non perché non siamo riusciti a conciliare un appuntamento questa settimana. Ragionevolmente sarà all’inizio della prossima settimana”.

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Oggi – ricorderemo- il primo impegno di Conte  -afferma un Comunicato Stampa del Premier- ” è stata la partecipazione alla terza edizione dell’High Level Dialogue on ASEAN-Italy Economic Relations, alla presenza delle massime cariche istituzionali vietnamite e di numerosi rappresentanti di aziende italiane e asiatiche. Un’iniziativa importante che testimonia la grande vitalità dei rapporti tra il nostro Paese e i Paesi di questo quadrante regionale, in particolar modo sotto il profilo degli scambi economici e commerciali.

Prima di ripartire ho reso omaggio alla figura storico-politica più importante del Paese: il Presidente Ho Chi Minh, padre della patria, carismatico simbolo dell’indipendenza del Vietnam. Dopo aver deposto una corona di fiori dinanzi al suo Mausoleo, ho visitato la sua residenza privata, una piccola ed essenziale costruzione in legno su palafitta. La visita fa comprendere perché “Zio Ho” (così ancora oggi viene affettuosamente chiamato) sia stato celebrato per lo stile di vita sobrio ed essenziale.

Dopo una breve visita al “Tempio della letteratura”, sede della più antica e prestigiosa Università del Paese, istituita nel 1076, e un saluto ai nostri connazionali che erano a “Casa Italia”, si rientra a Roma. .

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Foto Ufficio Stampa G.Conte
Sulla  procedura di infrazione, Di Maio dal canto suo tiene a precisare che..” essa inizia sul debito del 2018, quando ancora non c’erano il reddito di cittadinanza e quota 100. Nel 2018 era in vigore la legge di Bilancio fatta dal governo Gentiloni. Noi abbiamo portato avanti degli obiettivi che non incidevano sul bilancio. Se ci chiedono il taglio delle pensioni e dei servizi – ha detto a ‘Radio Anch’io’ su Radio Raiuno – dico che non se ne parla proprio”.

“Io – afferma  Di Maio – avevo apprezzato il presidente della commissione Juncker quando disse che le politiche di austerità imposte alle Ue erano state troppe dure. Però con la lettera che mandano all’Italia dimostrano di aver avuto un comportamento elettorale, piuttosto che di un vero e proprio ripensamento delle politiche di austerity“.

 

Anche i Comuni del Sud tirano un sollievo: mezzo miliardo di euro potrà essere speso per lo sviluppo sostenibile”

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Arriva l’ossigeno anche per i Comuni. Il decreto ministeriale, appena firmato e reso noto dal leader Luigi Di Maio,consentirà anche ai Comuni del Sud Italia di fronteggiare le spese più urgenti a beneficio dei cittadini richiedenti.   Si tratta – è noto -di  mezzo miliardo di euro ai Comuni italiani. “Sono le risorse previste dalla “norma Fraccaro”,avverte Di Maio in un Comunicato, soldi che potranno essere subito spesi per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese. Sono fiero di assegnare come Ministro dello Sviluppo economico questi fondi a tutti i Comuni d’Italia, perché è dai territori che vogliamo far ripartire la crescita.

Ogni sindaco, in base alla popolazione del comune, avrà a disposizione da un minimo di 50.000 a un massimo di 250.000 euro da investire in opere utili ai cittadini. Mezzo miliardo di euro a valere sul Fondo sviluppo e Coesione per aprire circa 8.000 cantieri in tutto il Paese che daranno una spinta decisiva alla crescita sostenibile. Si potranno realizzare interventi per l’efficientamento degli edifici, il risparmio energetico dell’illuminazione pubblica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili, per la mobilità sostenibile, la messa in sicurezza del patrimonio comunale e per il superamento delle barriere architettoniche. I Governi precedenti hanno messo in ginocchio i nostri Comuni con le politiche di di tagli e austerity, è il momento di rilanciare la spesa per investimenti nei settori che migliorano la qualità della vita dei cittadini.

Con le norme inserite nella legge di Bilancio, come i 400 milioni ai piccoli Comuni per opere di messa in sicurezza, la spesa effettiva in conto capitale è aumentata del 21,8%. Ora diamo nuove risorse ai territori per realizzare opere diffuse e sostenibili che rimetteranno in moto la crescita e stimoleranno l’economia.

La Tav ” verrà ridiscussa integralmente”. Il governo invia una lettera alla Francia e alla società italo-francese incaricata di realizzare l’opera

La vicenda Tav si concluderà in coerenza con l’identità di chi ha criticato le spese gonfiate dell’opera “Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente” afferma a sorpresa  il vicepremier Di Maio. “Quindi ora parliamo di altro e andiamo avanti. Andiamo avanti con altre opere, con Quota 100, con investimenti produttivi per le imprese, con il Reddito di Cittadinanza e con tutto ciò di cui il Paese ha bisogno, ora. Ce lo chiedono gli italiani”. “Le ‘teste dure’ o frasi come ‘vediamo chi va fino in fondo’ non mi appartengono, sono folklore che non fa bene all’Italia. Siamo stati eletti per servire gli italiani e e’ quello che faremo con responsabilità“.

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Ho chiarito che questo governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a ‘ridiscutere integralmente’ questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Lo scrive il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un un comunicato stampa sul massimo social a proposito della lettera inviata a Telt. “Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati”.

Il sottosegretario alle Infrastrutture, Michele Dell’Orco di M5S spiega che “l’opera verrà ridiscussa integralmente come previsto da Contratto. Il buon senso ha prevalso. Priorità rimane la semplificazione del codice degli appalti e un grande piano di manutenzione di ponti e strade”. Intanto Telt, la società italo-francese incaricata di realizzare la Torino-Lione, ha ricevuto una lettera da parte del governo italiano. ….”.

Matteo Salvini   assicura come il governo “andrà avanti ancora a lungo”. Ma sul contratto con gli alleati,  è netto: “Ricordo che nel contratto c’è la revisione dell’opera, si può rivedere il progetto, risparmiare sui costi, ma non sta scritto da nessuna parte che l’opera debba essere cancellata”. “Resto convinto che si debba fare”, spiega ancora Salvini, che ribadisce come sia “importante che si dia un segnale di partenza e apertura”. In ogni caso, “se un accordo non si trova al governo si può trovare nel Parlamento o nel Paese”, continua il vicepremier: “Io sono disponibile a tutto, a un pronunciamento del Parlamento, a un pronunciamento degli italiani con un referendum”.

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– , Fico ha ripercorso la storia del Movimento 5 Stelle e, in particolare, la posizione del M5S nei confronti della Torino-Lione: “Nel 2005 – ha ricordato Fico – la prima riunione dei meetup che nascevano fu fatta a Torino, perché quel giorno c’era la grande manifestazione per dire no alla Tav. Eravamo circa un centinaio e c’era anche Beppe Grillo, e dopo la riunione andammo tutti alla manifestazione”. Il no alla Tav, ha sottolineato Fico, “non era una posizione ideologica o per dire no a qualcosa, ma era per dire di cambiare rotta rispetto a delle opere che non servono e non servivano”. Inoltre, ha proseguito Fico, “la prima uscita pubblica da parlamentari del Movimento 5 Stelle Camera e Senato, nel 2013 fu una visita ai cantieri della Tav per comprendere a che punto ci trovavamo, per dire l’ennesimo no documentato e non ideologico alla Tav. Quindi è una lotta che ha attraversato ogni periodo storico del Movimento 5 Stelle e ogni regione che ha contribuito a far nascere e a far crescere il Movimento”.

(Ag)

Proposta del vicepremier Di Maio : Rivedere il salario del lavoratore e ridurre il cuneo fiscale

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Riceviamo e pubblichiamo:

“In Italia 2,5 milioni di italiani sono registrati come lavoratori, ma nessuno ha il coraggio di dire che sono poveri anche loro. Nessuno ha la forza di dire che sei povero, oggi, anche con un lavoro sottopagato.
Ieri sul salario minimo ho lanciato una messaggio semplice e chiaro: facciamolo!

Facciamolo perché è giusto. Facciamolo perché è inaccettabile che ci siano ancora migliaia di giovani, donne, madri e padri di famiglia che percepiscono anche 3 euro l’ora.
Con 3 euro l’ora non ci arrivi alla fine del mese. Con 3 euro l’ora odi il tuo lavoro, sei insoddisfatto, non puoi progettarti un futuro. E non è questa la nostra idea di Paese.

Di Maio: La proposta del MoVimento 5 Stelle prevede che un lavoratore non possa percepire meno di 9 euro lordi l’ora. Entro fine mese, questa proposta, la porteremo in Parlamento. E vedremo chi c’è. Sono pronto ad aprire un tavolo con tutte le forze parlamentari, gli imprenditori, i sindacati e altre parti sociali per portare a casa questo risultato. Non ho preclusioni, non ho pregiudizi, ma il solo obiettivo di portare a casa il risultato, che affiancheremo a una proposta concreta sulla riduzione del cuneo fiscale”

Luigi   Di Maio

Sanremo “non è un modello di libertà” ma manipolazione della”giuria d’onore”- Dal prossimo anno-forse – solo Televoto

 

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Nella foto d’Archivio Claudio Bisio sembra dire: “Quante critiche, basta..”

 

di    Raffaele   Lanza

 

Sanremo, modello di ingiustizie e di polemiche. Non è un modello di libertà se è vero com’è vero che persino i vertici di Viale Mazzini,per la prima volta nella storia musicale, hanno contestato il fatto che l’italo-egiziano sia arrivato prima con il voto delle giurie mentre Ultimo, secondo classificato, sia stato l’artista più votato dal pubblico.Una incongruenza assurda, illogica.      Finalmente un giornalista di spessore, il presidente della Rai, Marcello Foa parla di “sproporzione, un chiaro squilibrio tra il voto popolare e una giuria composta da poche decine di persone che ha provocato le polemiche” sottolineando che il sistema “va corretto”.

– Il sistema di votazione si compone di tre parti: il televoto (50% sulla classifica di fine serata), il voto della sala stampa (30%) e il voto della giuria d’onore (20%). Sabato sera la sala stampa e la giuria d’onore hanno decretato vincitore Mahmood mentre i telespettatori hanno preferito Ultimo, votando poi Il Volo al secondo posto e Mahmood al terzo. Nel dettaglio, il 46,5% del pubblico a casa ha votato per Ultimo, il 39,4% per Il Volo e il 14,1% per Mamhood. Il dato finale è stato però invertito: Mahmood ha vinto con il 38.9%, Ultimo è arrivato secondo con il 35.6% e Il Volo ha ottenuto il 25.5%.

Chi controlla poi – sotto il profilo operativo – questi voti – resta un mistero Come un mistero resta il meccanismo che ha reso possibile di televotare da casa alla gente che ha assegnato il  46,5%,al cantante Ultimo e poi un altro artista (Mahmood, ndr) sia arrivato al 14% La differenza di più del 30% viene completamente ribaltata dai giudizi di giornalisti e da 8 persone, la giuria d’onore, che con la musica c’entra poco o nulla”. La giuria d’onore ha tenuto certamente nell’occasione un comportamento poco onorevole  Essa ricorderemo  – composta da Ferzan Ozpetek, Elena Sofia Ricci, Serena Dandini, Mauro Pagani, Claudia Pandolfi, Joe Bastianich, Camila Raznovich e Beppe Severgnini (a detta di Di Maio dei “radical chic”) –

Molte cose non hanno funzionato.Anche sotto il profilo tecnico si sono verificati continui guasti nella duplicazione dei suoni. Il più danneggiato risulterebbe Nino D’Angelo che ha espresso a riguardo un vibrato disappunto.  Molti cantanti si sono dati davvero alla fuga rifiutando la partecipazione alle trasmissioni Rai e a rilasciare interviste.  Loredana Bertè sembra la più depressa. Sperava con la sua bella canzone, che aveva fatto alzare tutto il pubblico in sala, di vincere la gara canora.Oggi – sensibile com’è la Bertè- è disperata come lo era all’epoca sua sorella Mia Martini, ricordata nella competizione  Certamente questo Sanremo non rappresenta un modello di libertà. Tale assunto è confermato pure da Vittorio Sgarbi secondo il quale il risultato è opera di manipolazione di un ristretto numero di persone -la giuria incompetente – che non ha tenuto conto della volontà popolare”

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Vittorio Sgarbi: “Sanremo non rappresenta un modello di libertà..”

 – Altri promettono innovazioni il prossimo anno sul  sistema di votazione.  Il vicepremier Luigi Di Maio  lancia una proposta più obiettiva : “La giuria, composta da critici musicali del ‘calibro’ di Beppe Severgnini, e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto – ha scritto su Facebook -. Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic. E qual è la novità? Questi sono quelli sempre più distanti dal sentire popolare e lo hanno dimostrato anche nell’occasione di Sanremo”. Quindi ha suggerito che il prossimo anno “il vincitore si potrebbe far scegliere solo col televoto, visto che agli italiani costa 51 centesimi”.

A questo punto diventano  una vergogna autentica i compensi alti assegnati ai protagonisti del Festival 

Non è accettabile neppure  che dopo aver fatto giocare i concorrenti e votare la giuria persino Claudio Baglioni, direttore artistico e deus ex machina del Festival adesso esso stesso critichi il sistema del voto affermando di essere favorevole ad “alzare il peso del televoto” . 

Gregorio De Falco: “Ricorso in Tribunale per i gravi errori del M5S che non consente alcuna dialettica…”

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L‘ex comandante di Guardia Costiera Gregorio De Falco non ci sta di subire una grave ingiustizia passando per chi non rispetta le regole e  ha deciso  di impugnare il provvedimento di espulsione decretata dal collegio dei probiviri M5S lo scorso 31 dicembre, incaricando l’avvocato Lorenzo Borrè  di procedere con l’atto di citazione nei confronti dell’Associazione M5S contro ill capo politico Luigi Di Maio, depositato presso il Tribunale ordinario di Roma.

Gregorio De Falco rimane dunque a bordo. Poiché gli atti sono nulli, voglio rimanere nel Movimento perché la mia azione politica è coerente con il contratto, con il programma e con le finalità fondanti del M5S”  “Se si fosse deciso a maggioranza di seguire una linea politica differente, per esempio sul dl sicurezza, avrei anche valutato di seguirla se non fosse stata in contrasto con i principi del M5S e con la Costituzione”. E ancora: “Il Movimento ha fatto un grave errore, dando prova del fatto che nel M5S non ci può essere dialettica, contraddicendo anche l’articolo 49 della Carta”.

La decisione disciplinare del M5S contro De Falco –  viene giudicato dal ricorrente “gravemente ingiusto e illegittimo sotto molteplici profili” a partire dalla “volontaria lesione delle guarentigie costituzionali sancite dall’articolo 67” della Carta, in base al quale “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. A De Falco i probiviri M5S avevano contestato, tra i vari punti, la mancata partecipazione al voto in Aula del ‘decreto Genova’ e al voto di fiducia su un emendamento del governo al ‘decreto sicurezza’.

Per il M5 S De Falco avrebbe dovuto solo obbedire agli ordini incorrendo nell’inosservanza dell’articolo 3 del Codice etico, il quale tra l’altro obbliga il parlamentare “a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del Consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle”.

Non è plausibile – rende noto  il legale -“una fiducia in bianco che contrasta apertamente con il dettato dell’articolo 67 e 68 della Costituzione. Il giudice –  – dovrà stabilire se un atto negoziale, imposto dal capo di un partito, possa prevalere sulle prerogative costituzionali”.

De Falco “si è sempre mosso in modo ortodosso rispetto ai principi del Codice etico, non si è mai sottratto al principio della concertazione democratica. E’ stato posto un voto di fiducia su questioni che vanno contro non solo il programma elettorale del M5S ma anche contro la coscienza del parlamentare. Espellere un parlamentare sul presupposto della violazione episodica di un vincolo, quello di mandato, vietato dalla Costituzione, esula da una visione democratica e improntata ai diritti costituzionali. Uno Statuto di un partito non può porsi contro i diritti costituzionali”.

Se la Costituzione vieta il vincolo di mandato, e il vincolo viene inserito in uno Statuto, in un Codice etico – – è comunque nullo perché contrario al dettato costituzionale. Non si può far entrare dalla finestra quello a cui la Costituzione sbarra la porta“.

Il provvedimento di espulsione è illegittimo anche per una serie ulteriore di ragioni tecniche e giuridiche. In primis, scrive Borrè nell’atto di citazione, la nomina di Riccardo Fraccaro, Nunzia Catalfo e Jacopo Berti quali componenti del collegio dei probiviri è avvenuta “in violazione dello Statuto” del M5S…………………….

Lino Banfi ; “il nonno d’Italia” nominato componente della Commissione Unesco.Sostituisce Folco Quilici

 

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Lino Banfi rappresenterà l’Italia nella Commissione dell’UnescoSecondo un comunicato stampa Di Maio ha indicato Banfi come componente nell’Assemblea della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco (CNIU), in sostituzione di Folco Quilici, che ricopriva il ruolo di referente per la comunicazione e venuto a mancare lo scorso 24 febbraio 2018. Il ruolo di Lino Banfi, precisa il ministero dello Sviluppo, non sarà dunque quello di Rappresentante dell’Unesco ma di membro della Commissione nominato dallo stesso Mise. E’ stato invece confermato come membro del Consiglio direttivo e membro dell’Assemblea, il professor Francesco Buranelli.

La Commissione, istituita nel 1950 presso il ministero degli Esteri, ha lo scopo di favorire la promozione, il collegamento, l’informazione, la consultazione e l’esecuzione dei programmi Unesco in Italia. Si compone di un Consiglio direttivo che ha carattere operativo e un’assemblea dei rappresentanti indicati dalle varie amministrazioni. Ovvero, presidenza del Consiglio dei ministri, ministero degli Esteri, dell’Economia, dell’Istruzione, dello Sviluppo economico, per i Beni e le Attività Culturali, dell’Ambiente; e ancora Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, associazione Rappresentativa Ong Italiane.

 

Moneta coloniale: le dichiarazioni di Di Maio aprono un caso diplomatico con la Francia

Ormai appena uno dei due vicepremier italiani rilascia una dichiarazione si innesta un vero e proprio incendio internazionale. Fonti del gabinetto del ministro per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, hanno definito le dichiarazioni sulla moneta coloniale del vicepremier Luigi Di Maio  “inaccettabili e senza motivo”.

La Francia ha convocato l’ambasciatrice d’Italia a Parigi, Teresa Castaldo al ministero degli Esteri francese.

Ieri, affrontando il tema migranti a una manifestazione del M5S ad Avezzano, il vicepremier ha tirato in ballo la Francia, “che in Africa continua ad avere delle colonie di fatto, con la moneta, che è il franco, che continua a imporre nelle sue ex colonie”. Si tratta di soldi, ha tuonato Di Maio, che Parigi “usa per finanziare il suo debito pubblico e che indeboliscono le economie di quei Paesi da dove, poi, partono i migranti”.

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Domani alla conferenza dei capigruppo,il Pd chiederà l’immediata convocazione in aula del ministro degli Esteri Moavero,
Qualcuno deve far capire a Di Maio che non è più un ragazzo che sta sui tetti di Montecitorio, ma il vicepresidente del Consiglio” affermano in una nota il capogruppo Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci e il capogruppo dem in Commissione Esteri Alessandro Alfieri.

Pensiero diverso esprime  Nicolas Bay, eurodeputato del rassemblement National di Marine Le Pen. Il Cfa “fa parte della storia, dobbiamo rispettare le scelte economiche e monetarie dei Paesi africani”, afferma Bay  Se i Paesi africani considerano il Cfa “un elemento di stabilità devono essere liberi di mantenerlo”, così come se lo desiderano devono essere liberi di cambiare “e avere un sistema monetario che conviene loro di più”, prosegue l’eurodeputato.