Ordine degli architetti contro due tecnici disponibili a consulenza gratuita al Comune di Paternò

 

Richiesta revoca della determina sindacale n. 30/2018 del Comune di Paternò

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CATANIA – Un caso inusitato sollevano gli Ordini professionali : la determina sindacale n.30/2018 emanata dal Comune di Paternò mina la dignità deontologica degli architetti e degli ingegneri iscritti all’Albo. Per questa ragione i presidenti delle due categorie – rispettivamente Alessandro Amaro e Giuseppe Platania – hanno inviato al sindaco Antonino Naso una nota di diffida, con esplicita richiesta di revocare in autotutela il provvedimento pubblicato lo scorso 18 ottobre.

La determina nomina due professionisti «consulenti e collaboratori per la materia riguardante le problematiche di protezione civile e redazione del piano comunale di protezione civile», riportando che i due tecnici «hanno dato la propria disponibilità ad essere incaricati e svolgere opera di collaborazione e/o consulenza a titolo gratuito».

«Specificando che l’ingegnere nominato ha tempestivamente comunicato al sindaco di non aver mai dato la propria disponibilità per prestazioni gratuite – affermano i presidenti Amaro e Platania – la determina vìola la normativa vigente sull’equo compenso e i codici deontologici degli Architetti e degli Ingegneri. Inoltre, nel Codice civile si che “la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione».     Si apprende intanto che il Comune di Paternò insiste per la Tesi gratuita e non accetta interferenze arbitrarie lesive della spontaneità dei singoli professionisti da parte dell’Ordine di Catania nella persona di Amaro.

Nell’ultimo anno i due Ordini etnei hanno invitato to a tutti i Comuni del territorio attraverso comunicazioni ufficiali, diffidando le amministrazioni dall’agire contrariamente alle direttive vigenti o dall’applicare una determinazione del corrispettivo non conforme.

«Confidiamo – concludono i presidenti – nella collaborazione di tutti gli iscritti per tutelare il decoro delle nostre professioni, rispettando e facendo rispettare le norme deontologiche, nella diversificazione dei ruoli e delle funzioni esercitate come liberi professionisti, dirigenti e dipendenti della pubblica amministrazione».

Aleggia l’ombra dei Procuratori di Catania e dei Minorenni sul ministro Salvini “per aver eluso i diritti dei 29 minorenni”

VIDEO DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA SULLA VICENDA

GUAI  GIUDIZIARI IN VISTA PER MATTEO SALVINI ( CHE EVITA PERO’ DI FIRMARE CARTE E DOCUMENTI )     – Il    Fiatone  dei Magistrati siciliani   –

Sulla vicenda della nave Diciotti ora intervengono le Procure. E  sono dolori forti da assorbire per chi vuole detenere il primato di resistenza al divIeto di sbarco con i procuratori di Agrigento, di Catania e dei Minorenni.    Un fuoco incrociato sostanzialmente diretto al Ministro dell’interno Matteo Salvini  in aperto scontro anche con lo scrittore Saviano che lo accusa di sequestro di persona. Guai giudiziari in vista dunque . Intanto il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, è salito oggi a bordo della nave. Il magistrato è titolare dell’indagine sul trattenimento dei profughi a bordo della Diciotti. Nell’ipotesi di responsabilità a carico di Salvini o del governo dovrebbe intervenire il tribunale dei ministri.

Risultati immagini per foto di matteo salvini e la nave diciotti

La Procura per i minorenni etnea ha inviato una lettera ai ministri dell’Interno e delle Infrastruttura, al Capo Dipartimento per le Liberta’Civili e l’Immigrazione e al Prefetto, con la quale chiede che “i minorenni non accompagnati siano fatti sbarcare” dalla Diciotti. . Sulla nave della Guardia costiera ci sono 177 migranti, compresi 29 minorenni non accompagnati. Nella missiva, la Procura per i minorenni di Catania sottolinea che “sono stati elusi i diritti” dei 29 minorenni non accompagnati tra cui “il divieto di respingimento, essere accolti in strutture idonee, avere un tutore, presentare domanda di protezione internazionale e di essere ricongiunti ad eventuali parenti regolarmente soggiornanti in altri stati europei“.