Sicilia pronta a ripartire. Musumeci: “Nella mia ordinanza spiego le modalità della ripartenza”

Politicamente scorretto/Il vestito buono di Nello Musumeci

La Sicilia è pronta a ripartire Anche se tante cose sono da definire. Sia nel pubblico che nel privatoIl governo nazionale non ha ancora trasmesso ai presidenti di Regione il decreto necessario per disciplinare le riaperture – ha affermato pubblicamente sui social  il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci -. La mia ordinanza è comunque pronta per la firma ed estende – come avevo promesso – il più possibile l’esercizio delle attività, forti delle attuali condizioni sanitarie nella nostra Isola. Su questo punto, Roma ha dovuto ascoltarci. Per evitare spiacevoli sorprese (fidarsi è bene ma…) aspettiamo comunque di confrontarci con le disposizioni nazionali, che dovrebbero arrivare. La Sicilia è pronta alla ripartenza, nella responsabilità di ognuno». 

Per il 25 maggio la riapertura dei musei, dei Parchi archeologici e degli archivi storici, che da subito potranno prepararsi alla ripresa delle attività. Nei prossimi giorni, intanto, il presidente della Regione incontrerà i rappresentati dei gestori degli stabilimenti balneari per concordare assieme la data ufficiale dell’apertura della stagione.

La Sicilia è pronta domani 18 maggio, alla riapertura dei servizi alla persona (parrucchieri, estetisti, etc), di tutto il commercio al dettaglio e dei mercati.  Anche se ancora non sono stati definiti i protocolli di sicurezza da parte delle varie categorie dai responsabili della Regione. 

Tutti in trincea, orgogliosi di essere italiani. Conte” Grazie a medici,infermieri,a chi ci sostiene dai balconi…..insieme ce la faremo”

Risultato immagini per immagine delle frecce tricolori

E’ stato approvato dal Cdm il maxi decreto ‘Cura Italia’ per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Il consiglio dei ministri ha varato infatti  le misure economiche per fornire sostegni ed  aiuti ai medici, lavoratori, famiglie e imprese, un’iniezione di sostegno all’economia da circa 25 miliardi e finanziamenti mobilitati per 350 miliardi.

Il governo è vicino alle imprese, ai commercianti, ai liberi professionisti, alle famiglie, ai nonni, alle mamme e ai papà che stanno facendo un sacrificio per la salute di tutti – ha esordito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa assieme al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

Possiamo parlare di modello italiano – continua il premier – non solo per il contenimento del contagio sul piano sanitario, ma anche per quanto riguarda la politica economica per far fonte a questa grande emergenza. Questa è una manovra economica poderosa, non possiamo combattere un’alluvione con gli stracci e i secchi. Ma abbiamo costruito una vera e propria diga protettiva per famiglie, imprese e lavoratori e vogliamo che l’Europa ci segua“.

Ma non è tutto … “Siamo consapevoli che questo decreto non basterà. Ma il governo oggi risponde ‘presente’ e lo farà anche domani. Dovremo poi ricostruire il tessuto economico e sociale che uscirà fortemente intaccato da questa emergenza e lo faremo con un piano di ingenti investimenti e con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto prima”.

Risultato immagini per immagine delle frecce tricolori

Non nasconde Conte- lui che proprio non dorme più la notte-  il proprio orgoglio italiano: “Sono orgoglioso perché partecipe di una comunità che ho l’onore di guidare in un periodo così complesso della nostra storia. Alcuni italiani sono in trincea negli ospedali, in fabbrica, nelle farmacie o dietro ai banconi di un supermercato, tanti rimangono a casa ma non sono inerti, li sostengono dal balcone, dalla finestra, cantando l’inno nazionale. Possiamo essere orgogliosi di essere italiani, insieme ce la faremo”.

In sintesi il decreto stanzia tre miliardi e mezzo alla Sanità e oltre 10 miliardiper la tutela del lavoro, “affinché nessuno perda il posto”, ribadisce Gualtieri, che annuncia un nuovo decreto economico in aprile.

           Instancabile Conte: “Orgoglioso di essere Italiano, che l’Europa ci segua…”

Il varo del provvedimento è stato accompagnato da polemiche da parte delle opposizioni. La Lega ha infatti “criticato” l’intervento straordinario in una nota: “Il governo ha scelto la strada del solito provvedimento omnibus, di una manovra vecchia maniera. Un decreto confuso, forse per accontentare le molte anime della maggioranza. Riconosciamo all’esecutivo di aver ascoltato le nostre proposte, ma è poi mancata vera condivisione”.

Serpeggia nervosismo e preoccupazione per una situazione che, ogni giorno, sembra sfuggire di mano, con l’asticella dell’emergenza che sale anziché scendere. Sul decreto ‘cura Italia’, al centro di un Cdm iniziato con due ore di ritardo e durato altrettanto, si sono registrate parecchie tensioni nel governo che ha dato il via libera al provvedimento.

Soddisfatta la richiesta del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci di chiudere i collegamenti con l’isola.      Il  Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha già  firmato  il Decreto che prevede la sospensione dei collegamenti e dei trasporti ordinari delle persone da e per la Sicilia. Regolare, invece, il trasporto merci.

. L’obiettivo delle misure inserite nel Decreto è quello di contrastare il diffondersi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, limitando al massimo il rischio di possibili fonti di contagio provenienti dall’esterno della Sicilia..

Nel decreto, si specifica che le persone possono viaggiare su navi adibite al trasporto merci esclusivamente per dimostrate ed improrogabili esigenze, previa autorizzazione del Presidente della Regione.   Sono inoltre consentiti gli spostamenti via mare per i passeggeri da Messina per Villa San Giovanni e Reggio Calabria e viceversa, per comprovate esigenze di lavoro, di salute o per situazioni di necessità.

Nessuna descrizione della foto disponibile.
Il trasporto aereo delle persone, da e verso la Sicilia, è assicurato soltanto per improrogabili esigenze di connessione territoriale con la penisola, esclusivamente presso gli aeroporti di Palermo e Catania, mediante due voli A/R Roma-Catania e due voli A/R Roma-Palermo, uno meridiano e l’altro antimeridiano, con sospensione di tutti gli altri voli compresi quelli internazionali.
Per i collegamenti ferroviari diurni è previsto il mantenimento dei collegamenti minimi essenziali mediante un treno giorno intercity Roma/Palermo e viceversa.Sono soppressi, infine, i servizi automobilistici interregionali.

– “La situazione in Sicilia è preoccupante  perché abbiamo accolto oltre 31 mila persone dal nord Italia-avverte Francesco Italia, sindaco di Siracusa e bisogna vedere quanti seguono la quarantena”. Ecco perché per Italia il Provvedimento “è doveroso” anche se esprime la sua solidarietà e “vicinanza alle famiglie divise, ma alcuni sacrifici di pochi sono necessari per il bene di molti. L’altruismo è il vero antidoto al contagio del virus”.

Coronavirus che mette in ginocchio il mondo A rischio la ripresa economica

Risultato immagini per immagini di sala operatoria

 

Sembra di assistere alla proiezione di un film sui megadisastri del pianeta molto frequenti sui nostri canali Tv. Ma il coronavirus che ha relegato al terzo posto per numero di vittime e contagi  l’Italia -il nord- sembra voler inginocchiare l’intero mondo ….     

L’ultima vittima -apprendiamo – è un’anziana paziente oncologica di Cremona. Ordinanze di tre Regioni che chiudono scuole, formazione professionale, Università   Si ferma il Carnevale alla Laguna. A Milano  spettacoli sospesi e ora persino i monumenti artistici e le Chiese come il Duomo di Milano sono chiusi ai turisti. Positivo un un medico ricoverato al Sacco.   Ricercati dai Carabinieri alcuni sospetti contagiati che hanno eluso la quarantena e la sorveglianza sanitaria. Nelle zone rosse non si può entrare nè uscire. Campionati di calcio senza pubblico,mascherine introvabili dapertutto, riunioni disertate, insomma tutto il mondo sottosopra.

Ma le notizie della forza del virus non si fermano qui. Ancora in Cina altri 150 morti e 409 nuovi casi. Sembra esplosa l’atomica a Wuhan.

E’  a rischio la ripresa dell’economia mondiale , in particolare dei Paesi più vulnerabili economicamente come l’Italia e lo scenario si presenta davvero avverso nel prossimo futuro”

Allarme confermato dal   direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), Kristalina Georgieva,  al termine dell’incontro dei ministri delle Finanze e dei Governatori delle banche centrali dei paesi del G20, tenutosi a Riad, in Arabia Saudita.

Nel bene e nel male questo potente virus uscito da una grotta dell’Inferno ci ricorda che l’uomo deve impiegare le sue energie sia per ricercare l’antidoto contro il virus che muta quasi sempre la sua struttura e si diffonde rapidamente come nessun altro mai fino a questo momento poi di non dimenticarci i di rivolgerci a Dio Onnipotente, di ricordare il sacrificio di Gesù Cristo in Terra e pregare per gli umili ed indifesi del mondo.

Non sappiamo come avverrà e quando avverrà la “Fine del mondo” profetizzata nelle Sacre Scritture. Ma non è da escludere che potrebbe essere pure microbica. Il virus minuscolo ed invisibile ad occhio nudo mette in ginocchio il gigante uomo e ,già in migliaia e migliaia di casi, lo stende pure per l’ultimo viaggio.   E’ detto Corona, non a caso, detiene il potere di vita e di morte.  Allora inginocchiamoci noi -prima del virus- di fronte a Dio e rimettiamo i nostri peccati per tutte le storture, le ingiustizie, il male che circola e si accresce nel mondo. Pietà a Dio e aiuto alla Madonna che salvi l’uomo e allontani la fine del mondo ipotizzata se l’epidemia si dovesse, per volere divino, tramutarsi in pandemia.

Ricorderemo che il  ministero della Salute,  sul sito ufficiale ha messo a disposizione degli utenti le principali informazioni sul Covid-19.

Come altre malattie respiratorie, il virus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie.  E’ qui il problema. La polmonite diventa fatale spesso nei soggetti deboli, anziani e con problemi di natura cardiocircolatoria e respiratoria.
Coronavirus, come prevenire il contagio: i consigli del ministero della Salute
Comunicazione del Ministero della Salute
Ma qual è la differenza tra i sintomi dell’influenza, di un raffreddore comune e del nuovo coronavirus? I sintomi sono simili e consistono in tosse, febbre, raffreddore. Sono tuttavia causati da virus differenti e in caso di sospetto di coronavirus, è necessario effettuare esami di laboratorio per confermare la diagnosi.

Il rischio forte è legato ai sintomi lievi o più severi, ma raramente può portare alla morte. I soggetti colpiti sono quelli, in gran parte, predisposti alle forme gravi  e quelli con malattie pre-esistenti, come diabete e malattie cardiache.

 

Risultato immagini per una scala verso il cielo

 

All’inizio dell’anno- ha detto Georgieva-“la crescita globale sembrava essersi fermata, con segni di stabilizzazione e di una modesta crescita, dal 2,9% dell’anno scorso al 3,3%”. “Ma da quando è stata fatta questa proiezione, il virus Covid-19, un’emergenza globale per la salute, ha colpito l’attività economica in Cina e può porre la ripresa a rischio“.

“Anche in caso di rapido contenimento del virus, vi potrà essere un impatto sull’economia in Cina e nel resto del mondo”……

Ora tutti i Paesi del mondo devono cooperare insieme per contenere il Covid-19, sia sotto il profilo della  salute che l’economia. Tramite Catastrophe and Containment Relief Trust, l’Fmi potrà fornire prestiti ai Paesi più vulnerabili. Solo che l’Italia risulta tra le Nazioni più indebitate del pianeta e sta lottando con ogni sforzo per uscire dal baratro economico  .    Stress sanitario ed impegno delle autorità locali anche in Sicilia

Sono stati oltre 42 mila i passeggeri in arrivo all’aeroporto di Palermo  e da Roma Fiumicino  controllati attraverso la misurazione della temperatura corporea con i termometri a infrarossi dai tecnici del ministero della Salute e dalla Croce Rossa.

Ma l’impegno italiano, del Ministero e del premier Conte sono sufficienti se si verifica -la domanda ora è doverosa- un maxsbarco come quello di Pozzallo?

.Si sa, sono  sbarcati a Pozzallo i migranti a bordo dell’Ocean Viking. In totale 276 di cui 195 uomini, 14 donne e 65 minori. Cinque alla fine quelli ricoverati in ospedale. Per tre uomini con problemi respiratori (uno con una sospetta tubercolosi) ricovero direttamente nella divisione ‘Malattie infettive’ dell’Ospedale Maggiore di Modica senza transitare dal pronto soccorso, mentre, per una donna con problemi ginecologici e un uomo con una frattura pregressa sempre in ospedale ma le loro condizioni di salute non destano particolari preoccupazioni.

Gli altri 271 migranti sono stati trasferiti nell’hot spot di Pozzallo dove resteranno in quarantena per due settimane. Lo sbarco si è svolto con un rigido cordone sanitario e tutti gli operatori sanitari venuti in contatto con i migranti hanno operato CON tuta e mascherina. “Al fine di assicurare adeguate misure di prevenzione i migranti saranno trattenuti in quarantena nell’hotspot della cittadina siciliana. Alle medesime finalità precauzionali, il personale della nave rimarrà isolato a bordo per tutto il periodo necessario”, ha detto il Viminale, segnalando che “le autorità competenti provvederanno agli accertamenti e alla sorveglianza sanitaria ritenuti indispensabili”.

E’ il secondo sbarco che avviene a Pozzallo dopo l’emergenza del Coronavirus, il primo era stato il 2 febbraio scorso e dall’Open Arms erano sbarcati 363 migranti recuperati in mare in cinque operazioni di soccorso.

Oggi il vertice operativo al al Palaregione di Catania della Presidenza della Regione siciliana per concordare misure preventive omogenee da adottare in tutti i Comuni dell’Isola per l’emergenza Coronavirus. Saranno presenti, assieme all’assessore alla Salute Ruggero Razza, anche il dirigente generale del dipartimento delle Attività sanitarie Letizia Di Liberti, il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti e il presidente dell’Associazione dei Comuni siciliani Leoluca Orlando.

A MESSINA PREVISTO UN LICENZIAMENTO PER PROCURATO ALLARME INGIUSTIFICATO

A Messina un operatore professionale collaboratore del Policlinico Gaetano Martino di Messina aveva annunciato con un video privato la presenza di un sospetto caso di Coronavirus nel pronto soccorso..    L’operatore ,per aver dato una notizia ancor prima di conoscere i risultati delle analisi, è stato sospeso dalle mansioni, denunciato per procurato allarme e domani, si è appreso  dal direttore generale del Policlinico Giuseppe Laganga, .

 

 

.

Il Codacons Medici interviene sull’emergenza :

L’impossibilità di distinguere clinicamente tra l’infezione da Coronavirus e sintomatologie simil influenzali di altra natura determinerà una prevedibile autotutela da parte dei medici di famiglia che, privi come sono al momento, di ogni materiale di protezione fornito dall’Asp (mascherine ffp3, occhiali, tute) non potranno visitare i pazienti se non esponendo se stessi e gli altri assistiti al rischio di contagio. Ciò creerà certamente disagi, proteste e conflittualità. Servono quindi strutture dove si possano visitare in sicurezza questo genere di pazienti. Il Codacons Medici propone quindi di utilizzare strutture come il Vittorio Emanuele o il Santa Marta che in brevissimo tempo potrebbero essere rese funzionali”.

 

La Regione siciliana impugna la legge di Bilancio 2020 per “..violazione Statuto..”

Musumeci e Armao impugnano Legge di Bilancio 2020

BUSI (SIBEG COCA-COLA): «LA REGIONE SICILIANA VICINA ALLE IMPRESE”
»Risultato immagini per immagine del bilancio dello stato

Nel mirino anche Sugar e Plastic Tax che mettono seriamente a rischio il tessuto imprenditoriale e produttivo del nostro territorio

«Grazie all’azione legale intrapresa dalla Regione Siciliana non ci sentiamo più soli ad affrontare questa battaglia per la sopravvivenza: un grazie al presidente, all’assessore Armao e a tutto il governo Musumeci per aver deciso di sostenere l’economia sana dell’Isola, seriamente compromessa da Sugar e Plastic tax».

Commenta così Luca Busi – amministratore delegato Sibeg (azienda che imbottiglia Coca-Cola in Sicilia) – la notizia di qualche ora fa relativa alla delibera dell’esecutivo regionale, che impugna la legge di Bilancio 2020 dello Stato davanti alla Consulta, dopo aver contestato –  quattro norme che “violano alcuni articoli della Costituzione e dello Statuto della Regione Siciliana” e che sono fortemente penalizzanti per il nostro territorio.

«Da oltre due mesi il nostro allarme è rimbalzato dai media ai tavoli istituzionali, passando trasversalmente per tutto il mondo della politica – continua Busi – ma ad ogni rassicurazione non è mai seguita alcuna azione concreta. Oggi invece la Regione, con lo slancio mostrato e con il ricorso contro una legge iniqua e minacciosa, ha manifestato vicinanza alle sue imprese e al mondo produttivo, marcando una linea dritta, precisa, che si muove in una sola direzione: supportare e salvaguardare la forza lavoro di una regione che grida da tempo “aiuto”, richiedendo attenzioni per la condizione in cui si trova. E che invece di essere sostenuta, viene continuamente affossata da uno Stato che dall’alto impone balzelli in maniera discriminatoria, minando equilibri già fragili».

«Saremo al fianco della Regione in ogni modo, mettendo sul tavolo analisi, numeri e dati sviluppati in queste settimane complicatissime, che ci hanno spinto inevitabilmente ad annunciare alcune scelte “forzate”, come la delocalizzazione e il depotenziamento del sito industriale catanese, con produzione e lavoratori a rischio. Per noi questa è una giornata storica, perché tocchiamo con mano la vicinanza delle istituzioni regionali; perché in questo scenario di preoccupazioni arrivano quelle certezze che ci spingono a ritrovare le forze. Adesso il futuro ci fa meno paura. Adesso attendiamo gli esiti di una vicenda che potrebbe davvero cambiare le sorti dell’economia siciliana».

 

MATTARELLA: ” RISOLVERE IL PROBLEMA DEL LAVORO E DELLE DISUGUAGLIANZE”

 

Mattarella, il messaggio di fine anno: “Lavoro e squilibrio tra 

Nord e Sud “

Mattarella, il messaggio di fine anno: «Pensiamo insieme al domani. Coesione, ridurre il divario Nord-Sud»

 Sergio Mattarella si presenta  nella maniera meno formale possibile al popolo italiano .    Seduto come era solito fare il grandissimo Presidente partigiano Sandro Pertini con la scrivania alle spalle . Ecco il messaggio di fine anno, durato complessivamente 16 minuti: «Pensiamo insieme al domani. Coesione, ridurre il divario Nord-Sud». «È importante sviluppare una cultura della responsabilità che riguarda tutti: dalle formazioni politiche, ai singoli cittadini, alle imprese, alle formazioni intermedie. La cultura della responsabilità costituisce il più forte presidio di libertà e di difesa dei principi, su cui si fonda la Repubblica. Questo comune sentire della società – quando si esprime – si riflette sulle istituzioni per infondervi costantemente un autentico spirito repubblicano».

 

L’ECONOMIA
«Il lavoro che manca per tanti, anzitutto. Forti diseguaglianze. Alcune gravi crisi aziendali. L’esigenza di rilanciare il nostro sistema produttivo. Ma abbiamo ampie possibilità per affrontare e risolvere questi problemi. E per svolgere inoltre un ruolo incisivo nella nostra Europa e nella intera comunità internazionale».

I GIOVANI HANNO CAPITO CHE LA QUESTIONE CLIMA E’ COSA SERISSIMA

Le nuove generazioni hanno «chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte. Le scelte ambientali non sono soltanto una indispensabile difesa della natura nell’interesse delle generazioni future ma rappresentano anche un’opportunità importante di sviluppo, di creazione di posti di lavoro, di connessione tra la ricerca scientifica e l’industria». NUOVE FAMIGLIE
«Favoriamo il formarsi di nuove famiglie. Dobbiamo riporre fiducia nelle famiglie italiane. Su di esse grava il peso maggiore degli squilibri sociali. Hanno affrontato i momenti più duri, superandoli. Spesso con sacrificio».

«Fornire sostegno alle famiglie vuol dire fare in modo che possano realizzare i loro progetti di vita. E che i loro valori – il dialogo, il dono di sé, l’aiuto reciproco – si diffondano nell’intera società rafforzandone il senso civico», aggiunge il Capo dello Stato.

ITALIA VERA È QUELLA ALTRUISMO, NON DI CHI TRUFFA
«Due mesi fa vicino Alessandria, tre Vigili del Fuoco sono rimasti vittime dell’esplosione di una cascina, provocata per truffare l’assicurazione. Nel ricordare che il dolore dei familiari, dei colleghi, di tutto il Paese non può estinguersi, vorrei sottolineare che quell’evento sembra offrire degli italiani due diverse immagini che si confrontano: l’una nobile, l’altra che non voglio neppure definire».  «Ma l’Italia vera è una sola: è quella dell’altruismo e del dovere. L’altra non appartiene alla nostra storia e al sentimento profondo della nostra gente», conclude.

IL SINDACO DI ROCCA DI PAPA,  CRESTINI L’EROE, ITALIA AUTENTICA
«Quella autentica è l’Italia del sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini. Nell’incendio del suo municipio ha atteso che si mettessero in salvo tutti i dipendenti, uscendone per ultimo. Sacrificando così la propria vita».

SOCIAL SIANO CIVICI, SCAMBIO DI OPINIONI NON MEZZO PER DENIGRAZIONE
«Senso civico e senso della misura devono appartenere anche a chi frequenta i social, occasione per ampliare conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare, con attenzione e rispetto, quelle degli altri. Alle volte si trasforma in strumento per denigrare, anche deformando i fatti. Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false».

MATERA HA ONORATO ITALIA, AUGURI A PARMA PER 2020
«La cultura è un grande propulsore di qualità della vita e rende il tessuto sociale di un Paese più solido. Ringraziamo Matera che ha fatto onore all’Italia e al suo Mezzogiorno, in questo anno in cui è stata Capitale della cultura europea. Con questo spirito rivolgo gli auguri a Parma che, con il suo straordinario patrimonio umano e artistico, da domani sarà Capitale italiana della cultura per il 2020.»

SALUTI AL PAPA, DA LUI SAGGEZZA E CORAGGIO
«Un saluto particolarmente grato e sentito rivolgo a Papa Francesco, Vescovo di Roma, che esercita il suo alto magistero con saggezza e coraggio e che mostra ogni giorno di amare il nostro Paese, a partire da coloro che versano in condizioni di bisogno e da chi, praticando solidarietà, reca beneficio all’intera comunità civile.»

CITA PARMITANO, SPERANZA È AVERE TRAGUARDO AVANTI
«Saluto Luca Parmitano – il primo astronauta italiano al comando della stazione spaziale internazionale – impegnato nella frontiera avanzata della ricerca nello spazio, in cui l’Italia è tra i principali protagonisti. Da lassù, da quella navicella – come mi ha detto quando ci siamo collegati – avverte quanto appaiano incomprensibili e dissennate le inimicizie, le contrapposizioni e le violenze in un pianeta sempre più piccolo e raccolto». «E mi ha trasmesso un messaggio che faccio mio: la speranza consiste nella possibilità di avere sempre qualcosa da raggiungere. È questo l’augurio che rivolgo a tutti voi», conclude.

 

Il registro degli enti non profit ancora in mente Dei

In Italia operano 343.432 istituzioni non profit (+14% in 5 anni) che occupano 812.706 dipendenti (+19,4%), però manca ancora un registro e la riforma è bloccata

Immagine correlata

Le  riforme  sembrano la tela di Penelope: vengono tessute e disfatte all’infinito finché l’entrata in vigore della nuova normativa non diventa una corsa contro il tempo.  E’ il caso del nuovo inquadramento giuridico del terzo settore annunciato da anni e mai realizzato. In Italia il volontariato è una colonna del Welfare  eppure non c’è ancora un registro degli enti non profit. Il governo si è impegnato ad introdurlo entro giugno ma per il momento il terzo settore prosegue nell’attività assistenziale senza un sicuro quadro normativo. Dopo l’incontro di venerdì con la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, verrà “a breve riconvocato il Consiglio nazionale del Terzo Settore che potrà valutare l’andamento del percorso di istituzione del Runts (il registro unico nazionale del terzo settore)  il cui decreto istitutivo è al vaglio della Conferenza delle Regioni”, afferma la portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, che ha guidato la delegazione che si è confrontata con Catalfo. Il Consiglio, spiega Fiaschi, “affronterà anche il tema delicato delle regole di rapporto tra le pubbliche amministrazioni e le organizzazioni di Terzo settore che rappresentano una delle parti più innovative ed interessanti della riforma”. Per quanto riguarda i crediti che le organizzazioni vantano nei confronti del ministero, il Forum sottolinea che “c’è l’impegno a farvi fronte a partire dal mese di febbraio, più tempo ci vorrà per le somme andate in perenzione amministrativa, disponibili nella seconda metà dell’anno”. Il Forum “vigilerà sul cammino dei provvedimenti”.

Radicamento nei territori

Una situazione di incertezza sulla quale In Terris cerca di fare chiarezza a partire da un dato: più della metà delle organizzazioni non profit risiede nelle regioni settentrionali (il 28% nel Nord-Ovest, il 23,3% nel Nord-Est), il 22,2% nel Centro, il 26,7% nel Mezzogiorno. La presenza del terzo settore evidenzia il rapporto sociale del Censis, è radicata nei territori, dove la rete solidale del volontariato svolge una funzione economica e sociale decisiva per le comunità, ma che oggi vive una messa sotto attacco con il relativo rischio di downgrading di fiducia e reputazione nell’opinione pubblica.

Corsa contro il tempo

“E’ assolutamente urgente e improcrastinabile portare a compimento la riforma del Terzo settore Dopo oltre 3 anni dalla legge delega di riordino della materia, risalente a giugno 2016, è stato varato solo un quarto dei decreti attuativi previsti”, avverte Gian Paolo Gualaccini, consigliere Cnel e capo delegazione del “Terzo Settore Non Profit” nell’Assemblea di Villa Lubin.  “Le oltre 350 mila associazioni non profit con i quasi 6 milioni di italiani che svolgono stabilmente attività di volontariato attendono da troppo tempo il completamento della riforma che deve definire modalità, forme e declinazioni del loro compito quotidiano- aggiunge- La qualità aggiunta del volontariato italiano è un’opera insostituibile che ogni giorno umanizza la realtà stando vicino a chi ha più bisogno. Dopo la partecipazione del premier Giuseppe Conte alle celebrazioni della Giornata Internazionale del Volontariato con Forum Terzo Settore, CSVnet e Caritas italiana, il governo dimostri con i fatti la stima per questo mondo completando la riforma in tempi rapidi”.

Benefici fiscali

Al Forum Nazionale del Terzo Settore partecipano 87 reti in rappresentanza di oltre 140 mila organizzazioni. Le richieste al governo sono chiare: assicurare l’entrata in vigore del registro unico del terzo settore entro il prossimo mese di giugno; inviare alla Commissione europea la richiesta di autorizzazione per i benefici fiscali previsti dalla Riforma; aumentare la dotazione finanziaria per i progetti delle organizzazioni del terzo settore; adeguare il tetto de l 5 per mille alle scelte espresse dai contribuenti; sbloccare i provvedimenti amministrativi a partire dalla liquidazione dei progetti conclusi o avviati”.

A garanzia della solidarietà

Il patrimonio su cui si fonda il privato sociale è la generosità delle famiglie e della aziende italiane. In un Paese che invecchia rapidamente, dove nascono sempre meno bambini e aumentano le persone che vivono sole, la rete familiare resta il più importante meccanismo di solidarietà tra le persone di diverse generazioni. La capacità di creare relazionalità all’interno delle comunità diventa quindi una priorità. E il terzo settore può mettere in campo soluzioni. Tra gli italiani è presente una propensione alla generosità: il 64,1% dei 18-40enni dichiara che gli piace fare qualcosa per gli altri, fare volontariato (il 67,9% delle donne e il 65,9% dei laureati). Tuttavia, affinché questa propensione diventi concreta, occorre che il terzo settore ottenga risultati in ambiti importanti per le persone. Oggi uno dei temi più significativi è quello della relazionalità e della qualità della vita nelle comunità. Il 92% degli italiani dichiara che gli piace o piacerebbe vivere in un contesto in cui le persone si conoscono, si frequentano e si aiutano (il 91,3% nel Nord-Ovest, l’89% nel Nord-Est, il 93,3% nel Centro, il 93,6% al Sud).

L’impegno del governo

“La riforma del Terzo settore ha anche lo scopo di tutelare il volontariato dalle sue cattive abitudini, o meglio dalle sue cattive e inadeguate rappresentazioni- afferma il premier Giuseppe Conte-. Non è una “riserva di buonismo”, né uno spazio per sognatori o persone inappagate o insoddisfatte della vita. È piuttosto una ampia galassia di uomini e donne concreti che vivono responsabilmente i valori della Costituzione che all’articolo 2, nell’affermare i diritti inviolabili dell’uomo, segnala al massimo grado che la dimensione della solidarietà è la trama fondamentale del legame sociale, a cui tutti siamo chiamati anche nell’economia e nella politica”. La gratuita’ e il dono, sottolinea il presidente del Consiglio, “non sono solo sentimenti individuali, ma valori da declinare ovunque in qualsiasi contesto politico e sociale: il volontariato è, dunque, una palestra civile in cui si cresce come persone e cittadini”.

Istanze solidaristiche

L’azione virtuosa verso gli altri fragili è “un mattone dell’edificio dello Stato e il dono del proprio tempo è la forma più profonda di dono”. Il volontariato, secondo Conte, è soprattutto una relazione interpersonale: “Nasce da istanze solidaristiche, ma è un fenomeno poliedrico che sfugge anche alle classificazioni giuridiche, però al di là dell’incasellamento, lo Stato non può prescindere da interventi che regolarizzino e tutelino l’attività del terzo settore”. Tanto più che nel 2019, secondo le previsioni Istat, ci saranno ottomila nati in meno rispetto al 2018, con un calo del 2% delle nascite.Una flessione progressiva che vede l’Italòia ai primi posti in Europa. “Declino demografico ed invecchiamento richiedono un patto per la famiglia che coinvolga tutte le forze politiche e tutti gli attori sociali, a partire dal terzo settore, per individuare strategie di medio e lungo termine che permettano un’inversione di tendenza: ne va del futuro del nostro Paese”, chiede Forza Italia alla ministra per la Famiglia Elena Bonetti.

Impatto concreto

“L’impegno per affrontare in modo più strategico i problemi della disabilità, e in particolare quelli della persona con disabilità intellettive, non deve conoscere sosta”, rincara la dose Luigi Mazzuto, coordinatore della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province. Le Regioni, con i ministeri competenti, i Comuni, gli enti del Terzo settore e le associazioni di volontariato, hanno collaborato  per il varo della legge sul “Dopo di noi”, al piano di contrasto alla povertà e per la non autosufficienza. In Italia le persone con disabilità sono oltre 3 milioni di persone.  Nella manovra economica è previsto per il terzo settore un impegno peril 5 per mille con i primi dieci milioni nel 2020. Il volontariato fornisce alle persone, in particolare a quelle più frequentemente escluse, opportunità che hanno impatto concreto sulle loro vite e svolge un ruolo costruttivo nelle comunità attraverso la messa a disposizione gratuita di tempo e capacità. Cresce l’importanza del volontariato per le organizzazioni europee, ma anche per le comunità di accoglienza, in grado di migliorare e rendere più efficace il sistema degli aiuti. Entro giugno l’esecutivo si impegna a far entrare in vigore il Registro Unico In questo modo sarà possibile il debutto nel 2021 dei nuovi regimi fiscali previsti dalla riforma.

Confronto tecnico

Al ministero del Lavoro si impegnano perché siano rispettati i tempi, in modo da inviare alla Commissione europea la bozza di riforma e ottenerne nei tempi il via libera. L’impegno del Ministero del Lavoro ella prima metà del 2020 sulla riforma del terzo settore sarà concentrato sulla finalizzazione dei provvedimenti sulla definizione della modulistica dei bilanci degli Enti del Terzo settore (Ets), sulle linee guida sulla raccolta fondi, sulla disciplina dell’attività di vigilanza sulle imprese sociali e sul funzionamento del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), secondo la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.  Sul registro unico del Terzo settore  si è svolto il confronto tecnico con le Regioni e si conta di poter giungere all’adozione del Registro unico nei primi mesi del 2020. Intanto è nata dalla storia e dall’eredità culturale e valoriale di Maria Eletta Martini il Centro di Ricerca a lei intitolato realizzato a Lucca dalla fondazione per la Coesione sociale onlus e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il centro di ricerca  è l’esito di un percorso partecipato e condiviso con le maggiori organizzazioni nazionali e con il Forum del Terzo Settore.

Innovazioni normative

Il metodo e le finalità del Centro sono stati presentati in due successivi seminari, dove si è manifestata l’attenzione delle organizzazioni presenti per il suo scopo principale: realizzare e divulgare indagini scientifiche sui temi della cultura, della disciplina giuridica e della prassi del volontariato, del terzo settore e dell’impresa sociale, con particolare attenzione agli aspetti innovativi e contribuire al chiarimento e all’applicazione delle innovazioni normative della Riforma del Terzo settore.. Tutto questo evitando ogni possibile sovrapposizione con i servizi resi da altre organizzazioni ed in particolare dai Centri servizi per il volontariato. Un Centro di ricerca che si propone quindi di studiare i fenomeni del volontariato e del terzo settore su scala nazionale ed internazionale. Lo scopo è quello di fornire strumenti di crescita in un contesto di grandi cambiamenti come quelli introdotti in Italia dalla riforma del Terzo settore..

Strumenti di conoscenza

Un mondo in continua crescita come attestato anche dagli ultimi dati del Censimento permanente dell’Istat: nel 2017 sono 350.492 le realtà attive (il 2,1% in più rispetto al 2016) che impiegano 844.775 dipendenti (+3,9%) e sono il veicolo principale per l’impegno delle persone nel volontariato e nella cittadinanza.  Il sistema delle Fondazioni bancarie è uno dei principali finanziatori del terzo Settore e del volontariato. L’Acri, l’associazione delle casse di risparmio, ha indicato alle fondazioni aderenti la necessità di affinare gli strumenti di conoscenza, di definire al meglio gli obiettivi perseguiti in una logica di sistema con gli enti pubblici e sanitari nel settore sociale e di misurare la validità degli interventi. Ma con un avvertimento:“Il nuovo contesto normativo dentro cui operano le organizzazioni del terzo settore richiede un’attenzione sempre più qualificata”.

                                            Giacomo Galeazzi – (“In Terris”)

LA SIBEG : «NO ALLA STANGATA CHE PENALIZZA L’INTERA FILIERA PRODUTTIVA”

 

Sugar e plastic tax, l’azienda siciliana che imbottiglia Coca-Cola lancia l’allarme

 

Anteprima immagine

Foto Press

SIBEG FA I CONTI: -27% DEL FATTURATO E 185 LAVORATORI A RISCHIO»

L’Ad Busi: «Ci opporremo alla volontà del Governo di annullare con un colpo di penna

la competitività delle aziende, soprattutto quelle che pesano sull’economia del Sud»

«Se la parola “green” diventa sinonimo di tasse e balzelli, allora le aziende rischiano davvero di essere messe al muro compromettendo lo stato di salute dell’economia. La declinazione della filosofia “green” dev’essere quella degli incentivi, dei sostegni alle industrie, delle misure che non penalizzano i consumi ma i comportamenti»Luca Busi, amministratore delegato di Sibeg – azienda siciliana che imbottiglia bevande a marchio Coca-Cola – non ci sta, e commenta così la Sugar e la Plastic tax, «due provvedimenti che non hanno finalità ambientali ma che rappresentano unicamente un’imposizione diretta con l’obiettivo di far cassa e recuperare risorse con ingenti costi a carico di consumatori, lavoratori e imprese».

«Una stangata per le aziende che penalizza l’intera filiera produttiva in un momento di grande recessione, soprattutto per il Mezzogiorno. La tassazione sugli imballaggi in plastica e quella sullo zucchero contenuto in bevande e soft drink si aggiungerebbe al contributo destinato al sistema nazionale per la raccolta differenziata degli imballaggi – continua Busi – gravando sul costo dei prodotti e su un comparto che già da tempo ha avviato una transizione verso soluzioni più sostenibili».

Come si tradurrebbero in numeri queste imposte? «Abbiamo già fatto una stima precisa delle ricadute che avrebbero queste tasse su Sibeg, un’azienda che in Sicilia ha sempre lottato, non con poche difficoltà, per valorizzare il territorio e per contribuire allo sviluppo: l’impatto della tax sugar sarebbe di 13,7 milioni di euro, mentre quello della tax plastic di 3 milioni, per un totale di 16,7 mln di euro. Le tasse, che determinerebbero un fisiologico aumento dei prezzi, influirebbero anche sulla perdita di volumi, incidendo negativamente sull’intero fatturato: abbiamo stimato – dati alla mano – una perdita in bilancio di 31 milioni di euro sui volumi di un anno, ovvero un calo del 27% del fatturato che passerebbe da attuali 115 a 84 milioni. Numeri che costringerebbero a una riduzione drastica delle risorse, che si attesterebbe intorno al 55%, ovvero 185 dipendenti – sottolinea con forza Luca Busi – questa manovra ha deciso di affossare uno dei pochi settori che è ancora in salute, minando il Pil del Paese e generando un’influenza negativa su una domanda che è già stagnante: sapevate che in Italia il consumo pro-capite delle bevande è il più basso in Europa e allo stesso tempo il tasso di obesità italiano è quello più alto? Ci sembrano due fattori che non sono immediatamente correlati, così com’è stato più volte detto».

«Non possiamo consentire che ciò avvenga – conclude Busi – faremo di tutto per opporci, anche portando in tribunale una vicenda che riteniamo davvero discriminatoria per tutte quelle aziende di acqua e bibite che hanno un grande impatto sull’economia italiana e soprattutto su quella siciliana, dove ci sono tantissime piccole realtà sul territorio che sono ancora più a rischio. Non si agevola l’ambiente tassando gli imballaggi: se aumenta il costo della plastica, aumenta il prezzo allo scaffale e di conseguenza la forbice dei consumi si stringe sempre più fino a soffocare l’indotto: faremo sentire ad alta voce il nostro disappunto, opponendoci con forza alla volontà del Governo di annullare con un colpo di penna la competitività delle aziende e la spinta delle dinamiche di mercato che si poggiano su logiche imprenditoriali portate avanti con grande sforzo. Un vero disastro dal punto di vista produttivo, ma soprattutto sociale, lì dove c’è già carenza di politiche industriali serie. Non si tratta solo di difendere i meri interessi di un settore d’eccellenza, ma di evitare il tracollo di un intero sistema che oggi spinge l’economia».

“Operazione Sorgente di pace”: la Turchia si appresta ad invadere la Siria

Risultato immagini per immagine presidente turco con trump

La Turchia agirà da sola in un conflitto con la Siria.  .Parole di Donal Trump”.Se la Turchia farà qualcosa che, nella mia grande e impareggiabile saggezza, ritengo superi i limiti, io distruggerò totalmente e annienterò l’economia della Turchia. Così il presidente degli Stati Uniti dopo la sua decisione espressa pubblicamente sui social di ritirare l’esercito americano dal nor della Siria per combattere l’Isis.

Ankara avrà disco verde nell’operazione contro i curdi. “Insieme all’Europa e ad altri devono controllare i combattenti dell’Is catturati e le famiglie – ha aggiunto -. Gli Stati Uniti hanno fatto più di chiunque ci si potesse aspettare, compresa la conquista del 100% del califfato. E’ tempo adesso per gli altri nella regione, alcuni di grande ricchezza, proteggere il loro territorio. Gli Stati Uniti sono grandi“.

Le forze curde delle Ypg, poi rimodulate nelle Forze democratiche siriane, sono state un alleato fondamentale per Washington in Siria. Hanno contribuito a sconfiggere lo Stato islamico, ma Ankara li considera terroristi legati al Pkk turco. I curdi siriani hanno definito la decisione degli Stati Uniti una «pugnalata alla schiena». Ma Erdogan ha precisato gli obiettivi dell’operazione che sarà battezzata «Sorgente di pace».
La Turchia è determinata a combattere i curdi nell’area di confine e creare una «zona sicura» per i rifugiati siriani che vivono attualmente in Turchia. Ankara ospita oltre 3,6 milioni di profughi fuggiti dalla guerra iniziata nel 2011. Vuole trasferirne fino a due milioni nell’area che si appresta a invadere.Ma l’allarme è vivo in tutto il mondo … Le Nazioni Unite si stanno «preparando al peggio», ha dichiarato Panos Moumtzis, coordinatore Onu per le operazioni umanitarie in Siria. L’Onu è in contatto «con entrambe le parti sul campo»

Il Dipartimento della Difesa Statunitense ha poi chiarito alla Turchia che non appoggiamo un’operazione turca nella Siria settentrionale. Le forze armate statunitensi non supporteranno o saranno coinvolte in tali operazioni”. Tale posizione viene ribadita dal portavoce del Pentagono, Jonathan Hoffman, in un momento in cui la Turchia si appresta a chiudere militarmente la partita con la Siria

Risultato immagini per immagine presidente turco con trump
Foto Archivio Sud Libertà

Nelle conversazioni tra il Dipartimento e l’esercito turco abbiamo costantemente sottolineato come il coordinamento e la cooperazione fossero la strada migliore per la sicurezza nell’area. Il segretario Esper e il capo di Stato Maggiore Milley hanno ribadito alle rispettive controparti turche che un’azione unilaterale crea rischi per la Turchia – ha proseguito Hoffman -. Come ha affermato il presidente, la Turchia sarà responsabile, insieme alle nazioni europee e ad altre, di migliaia di combattenti dell’Isis che sono stati catturati e sconfitti nella campagna guidata dagli Stati Uniti”. “Lavoreremo con gli altri nostri alleati della Nato e partner della coalizione per ribadire alla Turchia le possibili conseguenze destabilizzanti di potenziali azioni in Turchia, nella regione ed oltre”…..

Netto recupero dell’attività industriale: l’Italia esce finalmente dalla recessione e dalla crisi economica

Risultati immagini per IMMAGINE DELL'iSTAT,istituto di statistica

Foto Archivio Sud Libertà

L’Istat esalta una ripresa dell’economia italiana con + 0,2 quale recupero dell’attività registrata nei trimestri precedenti.

‘Questa stima preliminare “ha, come di consueto, natura provvisoria- spiega l’Istat- e si basa su una valutazione dal lato dell’offerta che indica un netto recupero dell’attività industriale e contributi positivi sia del settore agricolo, sia dell’insieme del terziario”.

Il +0,2% congiunturale stimato per il primo trimestre 2019 fa dunque  uscire l’Italia dalla recessione tecnica in cui era entrata con il -0,1% fatto registrare nel terzo e quarto trimestre dello scorso anno. Ma il valore concatenato del Pil dei primi tre mesi del 2019 – 404,077 miliardi di euro – mostra in pratica un ritorno ai livelli del secondo trimestre 2018 – 404,028 miliardi – e vicinissimi ai 403,808 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno, confermando il giudizio espresso dall’Istat di un “sostanziale ristagno del Pil”.

Resta il problema della disoccupazione -cronica – al Sud e in Sicilia in particolare. 

 

Reati on line: truffe, falsi profili, violazioni dell’identità digitale,falsi inserimenti bancari nei sistemi creditizi a Catania vertici a confronto

 

Risultati immagini per immagine palazzo banca d'italia di cataniafalsi inserim

Conferenza stampa mercoledì 10 aprile, ore 17.00, Filiale Banca d’Italia (Piazza della Repubblica)

 

 A CATANIA ISTITUZIONI A CONFRONTO SU “ECONOMIA E CYBERCRIME”

 

A cura di Banca d’Italia, Università, Confindustria, Ordini dei Commercialisti, Notai e Avvocati, con la partecipazione di Procura della Repubblica, GdF, Polizia Postale, Arbitro Bancario Finanziario e Regione Siciliana

Risultati immagini per immagine palazzo banca d'italia di catania

CATANIA – 

«L’Economia e il cybercrime: l’evoluzione del sistema dei pagamenti e la tutela dei cittadini e delle imprese»: emerge già dal titolo l’importanza sociale del convegno che si svolgerà a Catania il prossimo 11 aprile, presso il Monastero dei Benedettini. Una rilevanza sottolineata dall’entità istituzionale degli organizzatori: Banca d’Italia, Università di Catania, Confindustria, e gli Ordini professionali etnei dei Commercialisti, dei Notai e degli Avvocati; con la partecipazione di: Guardia di Finanza, Procura della Repubblica, Polizia Postale, Arbitro Bancario e Finanziario, e Regione Siciliana.

Una giornata di studio su un tema molto attuale ma ancora poco approfondito nel territorio catanese; una problematica, come quella dei crimini informatici e dei reati commessi attraverso la rete internet, che incombe nella quotidianità digitale di tutti i cittadini, con conseguenze dannose per lo sviluppo economico e sociale del Paese, dal furto on line di denaro, al falso inserimento dei clienti “morosi” delle banche e delle società finanziarie nei sistemi o registri di informazione creditizia,  alla violazione dell’identità telematica.

dems

Le tematiche che saranno trattate durante il convegno saranno presentate alla stampa mercoledì 10 aprile, alle 17.00, nella sede della Filiale di Catania della Banca d’Italia (Piazza della Repubblica, ingresso dal numero civico 50), nel corso di una conferenza in cui interverranno: il direttore della Filiale Gennaro Gigante, il comandante provinciale della Guardia di Finanza gen. Antonio Quintavalle Cecere, il direttore del Dipartimento universitario di Giurisprudenza Roberto Pennisi, i presidenti delle categorie professionali di CataniaAndrea Grasso (Notai), Giorgio Sangiorgio (Commercialisti) e Marco Tortorici (Avvocati), il presidente della sezione cittadina di Confindustria Antonello Biriaco.

Saranno altresì presenti alcuni relatori: Giuseppe Balestrazzi (notaio), Fabio Bernasconi (capo servizio Rapporti Istituzionali di Vigilanza Banca d’Italia), Sabina Di Giuliomaria (titolare Divisione CERTBI Servizio Pianificazione Informatica Banca d’Italia), Paola Giucca(direttore senior Servizio Supervisione Mercati e Sistema dei Pagamenti della Banca d’Italia), Marcello La Bella (Polizia di Stato, dirigente Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “Sicilia Orientale”), Maria Rosaria Maugeri (presidente ABF di Palermo e docente ordinario Diritto Civile Unict), Fabio Regolo (sostituto procuratore Tribunale di Catania).