TUTTI ALLA RICERCA DEL PICCOLO GIOELE

Viviana Parisi, il procuratore: “Era agitata e impaurita”. Riprese le ricerche di Gioele: a Messina altre 10 squadre dell’Esercito

 

L’Esercito è da stamane sul posto per le ricerche del piccolo Gioele, il bambino di 4 anni scomparso lo scorso 3 agosto con la madre, Viviana Parisi poi ritrovata morta.

I militari appartengono alla  Brigata Aosta . Un nucleo ricognizione e 3 squadre da 10 persone del 24º reggimento Peloritani di Messina si inserirà nel dispositivo di ricerca della Protezione Civile, coordinato dai Vigili del Fuoco. Le ricerche proseguiranno “a tempo indeterminato”, secondo le disposizioni della Procura      Si apprende dal comandante della forestale del luogo, Scaffidi che esegue le ricerche con il suo gruppo, che i cani RottwelLer non sono due-come ipotizzato in un primo momento bensì uno solo, non presenta segni di aggressività ed è rinchiuso in un recinto di robuste griglie metalliche.

Sarà l’autopsia a fornire maggiori elementi di valutazioni sia per gli orari in cui la Parisi è deceduta sia per comprendere ciò che in atto non trova alcuna spiegazione razionale  Una cosa è certa: dopo l’incidente la mamma di Gioele era agitata, confusa, avvolta da qualcosa di inspiegabile.

Non mancano i volontari  radunati al campo base,già di primo mattino, per cercare Gioele.  

Il Procuratore di Patti Angelo Cavallo. Abbiamo un terreno sterminato dove cercare – ha spiegato il magistrato – un terreno che è difficile da percorrere e dove è difficile fare delle ricerche. Più personale abbiamo, più cani abbiamo più è facile si arrivi ad un risultato.”

Schianto aereo in Pakistan: 15 vittime

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Foto Archivio

Tragico incidente aereo in Pakistan.

Almeno 17 persone  rimaste uccise per un tragico incidente aereo in Pakistan.     Il  velivolo dell’Esercito si è schiantato su alcune case dell’area residenziale di Rawalpindi.       Tra le vittime  due piloti , tre membri di equipaggio e dieci civili. Altre 12 persone sono rimaste ferite. Nello schianto, nei pressi del centro commerciale Rabi Center,  altre 13 persone hanno riportato lesioni varie .     L’aereo era in v olo per un  semplice addestramento.  Ancora sconosciute le cause della tragedia

GOLPE IN CORSO DELL’ESERCITO CONTRO IL PRESIDENTE DEL SUDAN, OMAR AL BASHIR

Golpe in Sudan?

Nella foto d’Archivio, il Presidente del Sudan Omar Al Bashir

Sudan in tensione:  veicoli militari , blindati ,sono entrati nel complesso che ospita il quartier generale dell’esercito e dove si trova la residenza ufficiale del presidente.        Non più in programma – la manifestazione a sostegno del presidente  a Khartoum: l’annuncio di un’imminente dichiarazione dell’esercito, arrivato attraverso la radio e la televisione di Stato,   dà credito all’ipotesi di possibile golpe contro al-Bashir.

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Nella foto d’Archivio (Sud Libertà), la Capitale del Sudan Khartum
“L’esercito sudanese farà un’importante dichiarazione”: – contro il governo del presidente salito al potere nel 1989 grazie a un colpo di Stato.

Durante le manifestazioni nel fine settimana, sette persone erano state uccise e 2.496 erano state arrestate.Secondo una comunicazione del  ministro dell’Informazione Bushara Juma’a Aror, 15 civili erano rimasti feriti, così come 42 membri delle forze di sicurezza.

L’ esercito è entrato questa mattina all’alba nella sede dell’emittente radiotelevisiva di Stato, al quinto giorno di un sit in di protesta davanti al loro quartier generale di Khartum di migliaia di persone che invocano la rinuncia del presidente Omar Al Bashir, al potere da 30 anni.

Gli organizzatori delle proteste hanno esortato tutti gli abitanti di Khartoum ad accorrere in massa davanti al quartier generale dell’esercito. “Chiediamo al nostro popolo di tutta la capitale e della regione circostante di recarsi immediatamente nell’area del sit-in e di non andarsene da lì fino alla nostra prossima comunicazione”, ha detto l’Associazione dei professionisti sudanesi (Sudan Professionist Association”, che ha organizzato le proteste. L’associazione è stata fondata 7 anni fa da circa 200 docenti universitari a sostegno di imprenditori e professionisti.

Intervento del  segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ha  lanciato un appello in Sudan per evitare la violenza e ” invitato il governo a promuovere un dialogo inclusivo,  l’Onu è pronto a sostenere ogni sforzo per risolvere pacificamente la crisi del Paese. “Si chiede il pieno rispetto dei diritti umani, compresa la libertà di riunione, la libertà di espressione e la liberazione dei manifestanti detenuti”.