Aci Sant’Antonio rinnova il ricordo del sisma del 26 dicembre 2018 : una candela alla finestra

Terremoto, Di Maio a Fleri: “Domani sarà dichiarato lo stato di emergenza”  – LiveUnict

 Caruso:“Anche se non possiamo incontrarci la memoria va coltivata”

La notte fra Natale e Santo Stefano saranno passati 730 giorni dal sisma del 26 dicembre 2018, e sarà passato un anno dalla fiaccolata che lo scorso anno fra le strade della frazione di Santa Maria La Stella ha preso vita per ricordarlo.
Quest’anno le restrizioni dettate dall’emergenza epidemiologica e sanitaria da Covid-19 costringono di fatto a non riunirsi, e una manifestazione come quella del 2019 non sarà possibile, ma l’Amministrazione Comunale, di concerto con il Comitato Sisma Santo Stefano di Aci Sant’Antonio ha deciso ugualmente di fare qualcosa per rinnovare il ricordo: in un video promosso sui canali social nel quale scorrono le immagini della distruzione e quella della ricostruzione, e nel quale viene ricordato che da poco è stato stanziato quasi un milione di euro per 43 famiglie santantonesi, il Sindaco, Santo Caruso, invita la cittadinanza ad accendere una candela, la sera di Santo Stefano, e metterla alla finestra, sul davanzale, per mostrare che la memoria
resiste.
“La memoria va coltivata – ha dichiarato il primo cittadino – e se è vero che, giustamente, non è possibile incontrarsi, è anche vero che il ricordo può essere acceso esattamente come lo scorso anno, con una fiamma, e ognuno può farlo da casa, mostrando all’esterno che la memoria è viva, che noi non dimentichiamo. Perché se è vero che è stato fatto tanto, già all’indomani del sisma, c’è ancora tanto da fare, e chi è stato drammaticamente colpito ha bisogno di sentire che la comunità c’è e che non si è mai voltata dall’altra parte”.

“Family Act”: investimento del governo “sulle famiglie e sul futuro del Paese”

Il Presidente Conte con i Ministri Bonetti (Pari Opportunità e Famiglia) e Catalfo (Lavoro e Politiche Sociali) durante le dichiarazioni alla stampa al termine della riunione del Consiglio dei Ministri

Un altro passo avanti del  Consiglio dei ministri che  ha approvato integralmente il testo  di legge delega sulla famiglia, il cosiddetto Family Act

 I Ministri Bonetti (Pari Opportunità e Famiglia) e Catalfo (Lavoro e Politiche Sociali)

Afferma il premier Conte :”Abbiamo approvato il Family act per sostenere la genitorialità, contrastare la denatalità, favorire la crescita dei bambini e giovani e la conciliazione della vita familiare con il lavoro, soprattutto femminile”,. ”

Dal canto suo  il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri spiega il provvedimento: ”Assegno universale per tutti i figli, riforma dei congedi parentali, sostegno all’educazione, incentivi per promuovere l’occupazione femminile: tutto questo nel Family Act approvato oggi dal Governo. Un grande investimento sulle famiglie e sul futuro del nostro Paese”.

 

Il Presidente Conte con i Ministri Bonetti (Pari Opportunità e Famiglia) e Catalfo (Lavoro e Politiche Sociali) durante le dichiarazioni alla stampa al termine della riunione del Consiglio dei Ministri

 

Il ministro del lavoro Nunzia Catalfo aggiunge: “Con questo provvedimento – frutto del lavoro svolto in sinergia con il ministro Elena Bonetti, garantiamo più sostegno alle famiglie e un importante incentivo al lavoro femminile”.

Elena Bonetti definisce il family act ‘ un momento storico per il nostro Paese, che finalmente si dota di una riforma integrata per le politiche famigliari. Una riforma ampia, una riforma strutturale che vede nelle famiglie del nostro Paese soggetti capaci di dare prospettiva, futuro alla comunità”…..”. “Credo -ha aggiunto Bonetti- che da questo momento davvero l’Italia possa ripartire e possa dire con orgoglio che sia stata una scelta di speranza e coraggio. E’ stato un lavoro di concerto con tutto il governo e con le forze della maggioranza. Credo sia un tema di trasversalità, non solo della maggioranza, mi aspetto che ci sia davvero il contributo di tutto l’arco parlamentare.…”.

 

Papa Francesco in soccorso del premier Conte: “L’Europa dia prova di solidarietà anche con soluzioni innovative. Non è più il tempo di divisioni e di egoismi..”

Francesco ha un sogno: che indifferenza, egoismo, divisione, dimenticanza siano parole da bandire. «Vogliamo bandirle da ogni tempo!»

Città del Vaticano

L’Unione Europea dia prova di solidarietà, non perda questa occasione, anche ricorrendo a soluzioni innovative, ha di fronte una sfida epocale”«Non è questo il tempo degli egoismi». L’appello in mondovisione di Papa Francesco è per tutti ma, stavolta, in particolare, è diretto al cuore dell’Europa. Le divisioni tra i paesi del Nord e quelli dell’area mediterranea sarebbero, infatti, fatali.  Il problema Italia con il trascorrere dei giorni è diventato il problema dell’Europa, di tutti e del mondo intero

 

Il futuro dell’Europa

Il virus che «stiamo affrontando ci accomuna tutti e non fa differenza di persone» ha detto. Il pensiero di Francesco si è concentrato su una Europa sempre più spaccata e sorda, come non è stata nemmeno dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando – «questo continente è potuto risorgere grazie a un concreto spirito di solidarietà che gli ha consentito di superare le rivalità del passato. È quanto mai urgente, soprattutto nelle circostanze odierne, che tali rivalità non riprendano vigore, ma che tutti si riconoscano parte di un’unica famiglia e si sostengano a vicenda». Praticamente quello di Francesco è un atto d’accusa contro le posizioni granitiche della Germania e dell’Olanda che tengono in scacco un progetto comune. «Oggi l’Unione Europea ha di fronte a sé una sfida epocale, dalla quale dipenderà non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero. Non si perda l’occasione di dare ulteriore prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative. L’alternativa è solo l’egoismo degli interessi particolari e la tentazione di un ritorno al passato, con il rischio di mettere a dura prova la convivenza pacifica e lo sviluppo delle prossime generazioni». E poi il Papa ha ripetuto che non è questo il tempo delle divisioni, delle separazioni, degli smembramenti.

RICORDO DEI FAMILIARI DELLE VITTIME MORTE IN ASSOLUTA SOLITUDINE

Papa Francesco ha martellato sul concetto di speranza. Un contagio che stavolta «si trasmette da cuore a cuore (..) Non si tratta di una formula magica, che faccia svanire i problemi. No, la risurrezione di Cristo non è questo. È invece la vittoria dell’amore sulla radice del male, una vittoria che non “scavalca” la sofferenza e la morte». Da qui il ricordo dei malati di coronavirus, dei familiari, delle vittime che spesso sono morte in totale solitudine, dei medici e delle infermiere, degli anziani soli e di tutti coloro che a vari livelli e in diversi settori stanno provvedendo a mandare avanti la macchina della collettività in questo periodo di confinamento coatto. «Per molti è una Pasqua di solitudine, vissuta tra i lutti e i tanti disagi che la pandemia sta provocando, dalle sofferenze fisiche ai problemi economici».

LA PREOCCUPAZIONE PER L’AVVENIRE INCERTO DELLE FAMIGLIE E DEI LAVORATORI 

La fine del lockdown e la ripresa a una vita normale segnerà un periodo difficile per tanti lavoratori e imprenditori. «Per tanti però è anche un tempo di preoccupazione per l’avvenire che si presenta incerto, per il lavoro che si rischia di perdere e per le altre conseguenze che l’attuale crisi porta con sé. Incoraggio quanti hanno responsabilità politiche ad adoperarsi attivamente in favore del bene comune dei cittadini, fornendo i mezzi e gli strumenti necessari per consentire a tutti di condurre una vita dignitosa e favorire, quando le circostanze lo permetteranno, la ripresa delle consuete attività quotidiane».
Sobrietà
Nel corso della celebrazione, sempre per l’emergenza sanitaria in atto, è stato omesso il rito del «Resurrexit», una antica tradizione che si interruppe con la cattività avignonese ma che poi venne ripresa nel 2000 durante il Giubileo.  E’ una sosta di preghiera adorante, e lieto annunzio del Risorto. La messa odierna è stata molto semplificata anche per l’assenza di concelebranti, di dignitari, cardinali, vescovi, canonici, ambasciatori, funzionari.GLI AUGURI DI MATTARELLA
Come consuetudine nel giorno di Pasqua sono arrivati al Papa gli auguri del capo di Stato italiano. «In questo tempo di profonda inquietudine Vostra Santità non ha fatto mancare a un’umanità sofferente la consolazione del Suo paterno accompagnamento, il sollievo della Sua concreta e generosa vicinanza, l’invito a compiere gesti di attenzione e di premura nei confronti di chi è nel bisogno sul piano affettivo, spirituale o materiale». Mattarella coglie l’occasione per fare gli auguri di buon onomastico ormai prossimo, vista la ricorrenza di San Giorgio, il martire guerriero che uccise il drago, celebrato dalla Chiesa il 23 aprile.

Iran nel dramma e la guerra in Siria
Il Papa in un passaggio del testo ha ricordato indirettamente il dramma iraniano, uno dei paesi maggiormente colpiti dal virus e attualmente sotto scacco per le sanzioni americane. Nei giorni scorsi il governo degli Ayatollah aveva inviato un appello al Papa affinché potesse intercedere per allentare un po’ le misure restrittive. «In considerazione delle circostanze, si allentino pure le sanzioni internazionali che inibiscono la possibilità dei Paesi che ne sono destinatari di fornire adeguato sostegno ai propri cittadini e si mettano in condizione tutti gli Stati di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri».

. «Sia invece il tempo in cui porre finalmente termine alla lunga guerra che ha insanguinato la Siria, al conflitto in Yemen e alle tensioni in Iraq, come pure in Libano. Sia questo il tempo in cui Israeliani e Palestinesi riprendano il dialogo, per trovare una soluzione stabile e duratura che permetta ad entrambi di vivere in pace. Cessino le sofferenze della popolazione che vive nelle regioni orientali dell’Ucraina. Si ponga fine agli attacchi terroristici perpetrati contro tante persone innocenti in diversi Paesi dell’Africa». Ha anche ricordato il dramma dell’isola di Lesbo, dove nel campo di Moria, sono ammassati decine di migliaia di migranti in condizioni disumane.

 

 

MATTARELLA: ” RISOLVERE IL PROBLEMA DEL LAVORO E DELLE DISUGUAGLIANZE”

 

Mattarella, il messaggio di fine anno: “Lavoro e squilibrio tra 

Nord e Sud “

Mattarella, il messaggio di fine anno: «Pensiamo insieme al domani. Coesione, ridurre il divario Nord-Sud»

 Sergio Mattarella si presenta  nella maniera meno formale possibile al popolo italiano .    Seduto come era solito fare il grandissimo Presidente partigiano Sandro Pertini con la scrivania alle spalle . Ecco il messaggio di fine anno, durato complessivamente 16 minuti: «Pensiamo insieme al domani. Coesione, ridurre il divario Nord-Sud». «È importante sviluppare una cultura della responsabilità che riguarda tutti: dalle formazioni politiche, ai singoli cittadini, alle imprese, alle formazioni intermedie. La cultura della responsabilità costituisce il più forte presidio di libertà e di difesa dei principi, su cui si fonda la Repubblica. Questo comune sentire della società – quando si esprime – si riflette sulle istituzioni per infondervi costantemente un autentico spirito repubblicano».

 

L’ECONOMIA
«Il lavoro che manca per tanti, anzitutto. Forti diseguaglianze. Alcune gravi crisi aziendali. L’esigenza di rilanciare il nostro sistema produttivo. Ma abbiamo ampie possibilità per affrontare e risolvere questi problemi. E per svolgere inoltre un ruolo incisivo nella nostra Europa e nella intera comunità internazionale».

I GIOVANI HANNO CAPITO CHE LA QUESTIONE CLIMA E’ COSA SERISSIMA

Le nuove generazioni hanno «chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte. Le scelte ambientali non sono soltanto una indispensabile difesa della natura nell’interesse delle generazioni future ma rappresentano anche un’opportunità importante di sviluppo, di creazione di posti di lavoro, di connessione tra la ricerca scientifica e l’industria». NUOVE FAMIGLIE
«Favoriamo il formarsi di nuove famiglie. Dobbiamo riporre fiducia nelle famiglie italiane. Su di esse grava il peso maggiore degli squilibri sociali. Hanno affrontato i momenti più duri, superandoli. Spesso con sacrificio».

«Fornire sostegno alle famiglie vuol dire fare in modo che possano realizzare i loro progetti di vita. E che i loro valori – il dialogo, il dono di sé, l’aiuto reciproco – si diffondano nell’intera società rafforzandone il senso civico», aggiunge il Capo dello Stato.

ITALIA VERA È QUELLA ALTRUISMO, NON DI CHI TRUFFA
«Due mesi fa vicino Alessandria, tre Vigili del Fuoco sono rimasti vittime dell’esplosione di una cascina, provocata per truffare l’assicurazione. Nel ricordare che il dolore dei familiari, dei colleghi, di tutto il Paese non può estinguersi, vorrei sottolineare che quell’evento sembra offrire degli italiani due diverse immagini che si confrontano: l’una nobile, l’altra che non voglio neppure definire».  «Ma l’Italia vera è una sola: è quella dell’altruismo e del dovere. L’altra non appartiene alla nostra storia e al sentimento profondo della nostra gente», conclude.

IL SINDACO DI ROCCA DI PAPA,  CRESTINI L’EROE, ITALIA AUTENTICA
«Quella autentica è l’Italia del sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini. Nell’incendio del suo municipio ha atteso che si mettessero in salvo tutti i dipendenti, uscendone per ultimo. Sacrificando così la propria vita».

SOCIAL SIANO CIVICI, SCAMBIO DI OPINIONI NON MEZZO PER DENIGRAZIONE
«Senso civico e senso della misura devono appartenere anche a chi frequenta i social, occasione per ampliare conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare, con attenzione e rispetto, quelle degli altri. Alle volte si trasforma in strumento per denigrare, anche deformando i fatti. Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false».

MATERA HA ONORATO ITALIA, AUGURI A PARMA PER 2020
«La cultura è un grande propulsore di qualità della vita e rende il tessuto sociale di un Paese più solido. Ringraziamo Matera che ha fatto onore all’Italia e al suo Mezzogiorno, in questo anno in cui è stata Capitale della cultura europea. Con questo spirito rivolgo gli auguri a Parma che, con il suo straordinario patrimonio umano e artistico, da domani sarà Capitale italiana della cultura per il 2020.»

SALUTI AL PAPA, DA LUI SAGGEZZA E CORAGGIO
«Un saluto particolarmente grato e sentito rivolgo a Papa Francesco, Vescovo di Roma, che esercita il suo alto magistero con saggezza e coraggio e che mostra ogni giorno di amare il nostro Paese, a partire da coloro che versano in condizioni di bisogno e da chi, praticando solidarietà, reca beneficio all’intera comunità civile.»

CITA PARMITANO, SPERANZA È AVERE TRAGUARDO AVANTI
«Saluto Luca Parmitano – il primo astronauta italiano al comando della stazione spaziale internazionale – impegnato nella frontiera avanzata della ricerca nello spazio, in cui l’Italia è tra i principali protagonisti. Da lassù, da quella navicella – come mi ha detto quando ci siamo collegati – avverte quanto appaiano incomprensibili e dissennate le inimicizie, le contrapposizioni e le violenze in un pianeta sempre più piccolo e raccolto». «E mi ha trasmesso un messaggio che faccio mio: la speranza consiste nella possibilità di avere sempre qualcosa da raggiungere. È questo l’augurio che rivolgo a tutti voi», conclude.

 

“ONDA ANOMALA” DI CARTELLE ESATTORIALI IN ARRIVO: NAPOLI HA INVIATO GIA’ LA TARI (490 MILA “AVVISI”)

 

Risultati immagini per immagine di cartelle esattoriali

NAPOLI

L’onda «anomala» di ben 490mila cartelle esattoriali della tassa dei rifiuti è in arrivo da parte del Comune di Napoli :  giàl’onda di cartelle ha  invaso le case di circa la metà dei contribuenti napoletani. La Tari – ovvero la tassa per la raccolta dei rifiuti – ha un indice di evasione pari al 50%, vale a dire che un napoletano su due non la paga. Per essere più chiari, di questo 50% di evasori il 60% è costituto da utenze commerciali e la restante parte da utenze familiari. Una stangata che i mancati contribuenti e gli evasori di professione troveranno un po’ l’ultimo dell’anno quale augurio comunale e del suo sindaco magistrato antimafia

Si apprende che gli  «avvisi di accertamento» inviati nel mese di dicembre ed i primi giorni di gennaio sono 490mila – 100mila sono stati inviati tra ottobre e novembre – e riguardano gli omessi versamenti per parte del 2013 e 2014 e tutto il 2015, 2016 e 2017. Nella sostanza, le richieste di mancato pagamento valgono  500 milioni ai quali vanno aggiunti altri 150 milioni per sanzioni (30% dell’omesso versamento) e interessi dalla scadenza del tributo ad oggi.

Sono coinvolte 165mila famiglie per totale o parziali pagamenti. Per la prima volta – nel senso che è la prima volta di invio massivo in Italia da parte di un ente locale – verranno inviati 45mila atti via Pec a società iscritte nel registro pubblico. Non è finita qui perché, al netto degli evasori conosciuti e morosi, ce ne sono molte migliaia sconosciuti, sommersi, sono coloro senza il «ruolo» ovvero che producono rifiuti ma sono invisibili Generalmente si tratta di esercizi commerciali che ogni anno cambiano denominazione, o falliscono difficili dunque da individuare

Al riguardo stanno per partire 1500 atti di «omessa o infedele dichiarazione» relativamente all’anno 2013 indirizzati proprio a quei contribuenti totalmente o parzialmente sconosciuti per un totale di 2 milioni di maggiori entrate.

Papa Francesco: “No all’aborto per risolvere un problema in famiglia, accettate la vita nascente anche se è portatrice di disabilità e sacrifici”

Papa Francesco: E’ giusto affittare un sicario per risolvere un problema?

Risultati immagini per immagine del papa francesco con gesu

L’udienza generale di Piazza S.Pietro lancia un monito ai fedeli e pellegrini di tutto il mondo-”  “..No -afferma Papa Francesco- alla soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?”.  “Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? E’ giusto o no? E’ giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Perché è come affittare un sicario”.

Il Pontefice invita alla riflessione e chiede vicinanza per quelle famiglie che hanno figli con gravi disabilità: “Da dove viene tutto ciò? La violenza e il rifiuto della vita nascono in fondo dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo. Pensiamo, ad esempio, a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza, cioè di fare fuori una vita”.

Il Papa aggiunge: “Un bimbo malato è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti: colui, colei che si presenta come un problema, in realtà è un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore. La vita vulnerabile ci indica la via di uscita, la via per salvarci da un’esistenza ripiegata su sé stessa e scoprire la gioia dell’amore. E qui vorrei fermarmi per ringraziare tanti volontari, il forte volontariato italiano che è il più forte che io abbia conosciuto. Grazie!”.

“Che cosa conduce l’uomo a rifiutare la vita? Sono gli idoli di questo mondo: il denaro, il potere, il successo. Questi sono parametri errati per valutare la vita. L’unica misura autentica della vita – avverte Francesco – è l’amore, l’amore con cui Dio la ama! L’amore con cui Dio ama la vita, questa è la misura. Infatti, qual è il senso positivo della Parola ‘Non uccidere’? Che Dio è ‘amante della vita’. Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso. Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato! Dobbiamo dire agli uomini e alle donne del mondo: non disprezzate la vita! La vita altrui, ma anche la propria, perché anche per essa vale il comando: ‘Non uccidere'”.

Quindi il monito ai giovani ai quali è dedicato il Sinodo dei Vescovi in corso in Vaticano: “A tanti giovani va detto: non disprezzare la tua esistenza! Smetti di rifiutare l’opera di Dio! Tu sei un’opera di Dio! Non disprezzarti con le dipendenze che ti porteranno alla morte. Nessuno misuri la vita secondo gli inganni di questo mondo, ma ognuno accolga sé stesso e gli altri in nome del Padre che ci ha creati”.