ACI SANT’ANTONIO: PAROLA D’ORDINE TRASPARENZA SUI FINANZIAMENTI -ANCHE PICCOLE SOMME- E SVILUPPO PLESSI SCOLASTICI

 

L’Istituto comprensivo De Andrè

Un altro finanziamento per il Comune di Aci Sant’Antonio: stavolta si tratta di duecentomila euro che andranno investiti per ‘lavori di adattamento spazi, ambienti e aule didattiche in conseguenza dell’emergenza sanitaria Covid-19’.
La somma è legata all’avviso del Ministero dell’Istruzione dello scorso agosto che assegnava risorse agli enti locali per lavori di messa in sicurezza e adeguamento di edifici scolastici, e l’Ente santantonese ha ottenuto la somma necessaria per interventi nei plessi centrali degli istituti comprensivi “Fabrizio De André” e “Alcide De Gasperi”, nei quali verranno effettuati lavori legati all’aerazione e alla sanificazione degli ambienti, specie quelli dove in genere vengono concentrate le maggiori presenze.
“Si tratta di interventi di piccola edilizia ma di grande importanza alla luce dell’emergenza che stiamo ancora vivendo – ha dichiarato l’Assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Scuderi – e vanno a sommarsi a quanto già fatto in questo senso. Come mostrato nel corso di questi anni, Aci Sant’Antonio non si ferma e continua nell’opera di sviluppo e miglioramento degli indici di vivibilità”.

 

 

L’Istituto comprensivo “De Gasperi”
Il Sindaco, Santo Caruso, mette in evidenze l’importanza data al settore destinatario dei fondi: “L’abbiamo sempre detto: la scuola prima di tutto. In questi giorni avevamo dato la notizia, importantissima, della demolizione e ricostruzione della scuola della circonvallazione, che avevamo scoperto essere stata realizzata con cemento depotenziato e che
eravamo stati costretti a chiudere. E adesso arriva quest’altra bella notizia dei fondi per i lavori nei plessi centrali, notizia che si somma alle tante già date, come quella del microasilo di Santa Maria La Stella, o della palestra. E, di certo, questo non sarà l’ultimo annuncio in questo senso”.

 

Smart City delle Aci’, in arrivo 12 milioni di euro: 3 e mezzo andranno ad Aci Sant’Antonio

PARCO DI CASALOTTO | I Luoghi del Cuore - FAI

 

Caruso: “IL  FUTURO SI COSTRUISCE SEMPRE NEL PRESENTE”

Il progetto ‘Smart City delle Aci’ che ha visto la cooperazione, con il coordinamento dell’ente ‘Gal Terre di Aci’, dei Comuni di Aci Sant’Antonio, Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Acireale e Valverde, riceverà il finanziamento di poco più di 12 milioni di euro per le iniziative legate alla mobilità sostenibile e alla ristrutturazione di strutture abbandonate, iniziative che rientrano nel ‘Programma nazionale della qualità dell’abitare’.
Grazie all’unione di intenti dei cinque Comuni che hanno presentato i progetti tramite la Regione Siciliana è stato superato lo scoglio legato al fatto che il bando fosse rivolto a città con oltre 60.000 abitanti, e in questo senso il comune santantonese riceverà la fetta maggiore della somma stanziata, con ben 3 milioni e mezzo di euro in arrivo per realizzare una pista ciclabile che dalla Villa Comunale arriverà ad Aci Bonaccorsi passando dall’edificio presente sulla circonvallazione che oggi ospita una scuola chiusa e che, grazie a questo progetto, verrà demolita e ricostruita, e dal parco di Casalotto, già oggetto di uno straordinario progetto di riqualificazione che a breve vedrà la luce.
Il Sindaco, Santo Caruso, ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto: “Aspettavamo da tempo la notizia: è finalmente arrivato il decreto di finanziamento per il progetto di 12 milioni di euro che abbiamo presentato, con 3,5 milioni che verranno spesi solo ad Aci Sant’Antonio. Oltre la pista ciclabile che porterà fino ad Aci Bonaccorsi e la demolizione e ricostruzione dell’edificio che ospitava la scuola della circonvallazione è prevista anche la riqualificazione del campetto polivalente per far nascere un nuovo polo culturale e sportivo, e per questo si tratta di uno dei finanziamenti che sono più felice di annunciare.

Sindaco Caruso

Chiudere quella scuola – ha continuato il primo cittadino – è stata l’azione più pesante che ho dovuto affrontare nella scorsa legislatura: quando scoprimmo, tramite le indagini ai solai fortemente (voluti da noi perché sulla sicurezza non si scherza), che era presente cemento depotenziato non volevamo crederci! Oggi, a distanza di qualche anno possiamo finalmente annunciare che abbiamo voltato pagina. Adesso prende il via un’altra storia, una storia che iniziamo a scrivere da qui, da questo progetto. Chi verrà dopo di me potrà completare questo capitolo e restituire al paese un’opera che in tanti aspettano.
“Da par mio – ha concluso – sono davvero contento e voglio rivendicare a gran voce che la mia Amministrazione non smetterà neanche un giorno di lavorare per il futuro di Aci Sant’Antonio. Non si proverà in questo anno e mezzo di fine mandato a produrre spot elettorali o erigere una manciata di opere pubbliche per indire conferenze stampa: noi parteciperemo a più bandi possibili per lasciare il maggior numero di finanziamenti a chi verrà dopo. Perché il futuro si costruisce sempre nel presente e le scuole, in questo senso, saranno sempre il nostro primo obiettivo”.

ARCHITETTI CATANIA SU CENTRO AURO: «POTREBBE  OSPITARE ANCHE L’URBAN CENTER, POLO DI INNOVAZIONE E CREATIVITÀ»

Centro Storico, sgombero pacifico del Centro Auro. Pogliese.”Diverrà hub  per turismo e mobilità sostenibile” » Comunicati Stampa

CATANIA –

«Quale direzione intraprendere; quali gli obiettivi e come raggiungerli? Solo rispondendo a queste domande – attraverso una riflessione sul passato, il presente e il futuro della città – si potrà avere una piena riqualificazione e una crescita di Catania dal punto di vista economico, sociale e culturale». Questa la riflessione del presidente etneo dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Sebastian Carlo Greco. «Per farlo – prosegue – occorre un confronto continuo tra associazioni, cittadini, istituzioni e liberi professionisti, che devono essere parte attiva della politica, indirizzandola nelle sue scelte. Per questo riteniamo da tempo che la realizzazione di un Urban Center possa essere determinante nel processo di crescita della nostra città: lo sgombero del Centro Auro rappresenta oggi una grande opportunità».

L’intervento delle forze dell’ordine, infatti, ha consentito di restituire alla città una parte dell’ex Monastero Sant’Agata – immobile settecentesco ubicato in via Madonna del Rosario – occupato abusivamente da molto tempo e lasciato al degrado e all’incuria. “Uno dei palazzi di grande pregio architettonico e di disarmante bellezza del nostro Centro Storico, che ormai era diventato un corpo estraneo nel quartiere”, come commentato dal sindaco della città etnea Salvo Pogliese, che ha annunciato anche il finanziamento di circa 9 milioni di euro da parte del ministero delle Infrastrutture, per la realizzazione di un progetto di ristrutturazione dell’immobile da destinare ad hub turistico e della mobilità sostenibile.

Pogliese, nuovo sindaco di Catania: «Bianco arrogante, per lui i catanesi  sono sudditi» - Corriere TV

Il Sindaco di Catania , Salvo Pogliese

«In questo contesto sarebbe interessante poter realizzare anche l’Urban Center metropolitano, polo su cui far convergere progettualità, logistica e creatività, aperto a cittadini e associazioni per raccogliere le istanze di chi vive i quartieri e ragionare sugli spazi e sulla loro funzione e funzionalità. Un luogo per sviluppare quella visione d’insieme che Catania vuole avere nel medio e lungo termine, con l’obiettivo di trasformare una città divisa in compartimenti stagni in organismo complesso e ben collegato in ogni sua parte», prosegue Sebastian Carlo Greco.

«La notizia che la città di Catania sia ritornata in possesso di uno dei Palazzi di più grande pregio del centro storico ci riempie di gioia. Riappropriarsi di un “contenitore” di così alto valore non può prescindere dalla valutazione di ciò che sarà il “contenuto”, anche alla luce del finanziamento già ottenuto e della sua destinazione d’uso. Questo spazio può davvero diventare “snodo” centrale per promuovere cultura e architettura, in una città che ha tanto da raccontare», spiega la presidente della Fondazione degli Architetti di Catania Eleonora Bonanno.

«Un vero e proprio laboratorio di idee, oltre che piccolo museo, in cui le esposizioni di plastici, la proiezione di video e simulazioni racconterebbero la storia della città e i progetti che l’hanno trasformata. In poche parole, innovazione e creatività al servizio del territorio e dei cittadini. A tal fine, potrebbe essere utile lanciare un concorso di idee per l’allestimento degli spazi. Siamo a disposizione dell’Amministrazione per la realizzazione di iniziative volte a valorizzare l’immobile e promuovere l’architettura della nostra città», concludono Greco e Bonanno.

Messina, “Non ci saranno più I “lebbrosari” dove vivono duemila nuclei familiari e ottomila persone”Parola di Sindaco

Nelle baraccopoli di Messina si vive sette anni in meno - Gazzetta del Sud

Le baracche -“lebbrosari”-  saranno un ricordo con i finanziamenti per cinque progetti a Messina- Archivi  Sud Libertà

MESSINA

La città di Messina risorgerà con 72 milioni di euro (di cui 20 milioni a carico della Regione siciliana) per cinque progetti di rigenerazione urbana e per la definitiva eliminazione delle baracche che da oltre cento anni occupano una vasta area urbana e nelle quali abitano circa 8mila cittadini. È questo lo straordinario risultato della città di Messina, prima nella graduatoria del bando nazionale “Qualità dell’abitare”, pubblicata ieri dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. Un risultato che permettere di mettere la parola fine alla vicenda delle baracche che, dal 1908 dopo il devastante terremoto che colpì la città dello Stretto, ospitano migliaia di famiglie. Tra i cinque progetti, uno è stato giudicato come migliore in assoluto, ricevendo un finanziamento di poco superiore ai 98 milioni. I progetti approvati – come si ricorderà – erano stati presentati dall’Amministrazione De Luca il 16 marzo scorso e saranno finanziati con i fondi del PNRR che prevede procedure e tempi rapidi.

UNA VERGOGNA   NAZIONALE”

 

Baracche di Messina: commissario e 100 milioni per mettere fine alla  vergogna | La Sicilia

Le aree interessate da interventi di riqualificazione riguardano Camaro sotto montagna, Giostra, Annunziata, Fondo Fucile, Rione Taormina e Camaro-Bisconte dove si procederà alla rigenerazione urbana attraverso lo sbaraccamento, la rimozione di materiali inquinanti, tra questi l’amianto, e la successiva realizzazione di alloggi e servizi di comunità. In totale saranno realizzati o acquistati 692 alloggi, tre asili, due edifici polifunzionali, 2 parchi e diversi alloggi di transito su un’area di oltre 230 mila metri quadri.

Messina, il ponte e le baracche – L'Informazione

 

“Nessuna Amministrazione – ha affermato con soddisfazione il Sindaco Cateno De Luca – ha mai ottenuto un totale di oltre 172 milioni di euro con un solo bando. Nel giugno 2018 ho assunto quale punto imprescindibile del mio mandato politico ed amministrativo l’impegno di affrontare definitivamente il problema socio-ambientale più grave della città di Messina: la presenza da oltre cento anni di una baraccopoli in pieno centro urbano estesa in 9 ambiti da risanare per oltre 230mila metri quadrati, con unità abitative caratterizzate da tetti in eternit che sprigionano letali fibre d’amianto, prive di servizi fognari e con bagni esterni spesso in comune, dove regna sovrana la presenza di ratti, nonchè spazi angusti in cui i bambini sono costretti a vivere ed a giocare.

 

Baraccopoli di Messina, attesa per lo stato di emergenza - Cronaca - TGR  Sicilia

Queste sono le condizioni di estremo degrado – prosegue De Luca – dove vivevano e in parte vivono ancora 2mila nuclei familiari, oltre 8mila persone, 8mila italiani che da oltre tre generazioni sopravvivono in ‘lebbrosari’, privi di ogni requisito di salubrità e di sicurezza sismica tanto ai margini del perimetro urbano, quanto in pieno centro urbano con sacche di intollerabile degrado. Dal terremoto del 1908 ad oggi si sono alternati 67 governi della Repubblica e in 112 anni il problema del risanamento non è mai stato risolto nonostante gli svariati interventi normativi finalizzati all’eliminazione delle strutture abitative incompatibili con il requisito dell’abitabilità e del rispetto minimo delle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza impiantistica. Oggi abbiamo messo la parola fine a questa vergogna nazionale”, conclude il Sindaco De Luca.

Consegnati i lavori della palestra di Santa Maria La Stella,per il rilancio dell’attività sportiva dell’hinterland.

 

Caruso, “Importante passo avanti nell’ottica di una crescita generale”


A meno di un anno dall’annuncio del bando di gara, che ha visto la scadenza per le offerte lo scorso 23 marzo, e con un iter che ha faticosamente attraversato i mesi in cui è esplosa la pandemia e ciò che ne è conseguito, questa mattina sotto un cielo luminoso e in parte minaccioso per una nuova esplosione di materiale piroclastico dall’Etna sono stati consegnati i lavori per la palestra che sorgerà nell’area della scuola media ‘Fabrizio De Andrè’ della frazione di Santa Maria La
Stella.

 


Per un  importo complessivo di 1.213.000 euro coperti da un finanziamento del MIUR e, in piccola parte – cioè 150.000 euro – dalle casse comunali, i lavori si protrarranno per un tempo massimo di 360 giorni, il che significa che all’alba del 2022, dopo numerosi anni che l’hanno vista al centro dei dibattiti politici, la palestra dovrebbe vedere la luce. Per questo la vicepreside, Marinella Battiato, e le docenti presenti oggi hanno ringraziato il Sindaco, Santo Caruso, sul
posto insieme a parte della giunta e ai tecnici, con in testa il responsabile del terzo Settore, ingegner Ciancio, oltre che con alcuni rappresentanti della ditta esecutrice dei lavori che hanno dato diverse informazioni su quanto verrà realizzato.


Sono orgoglioso di far parte di questa Amministrazione – ha dichiarato l’Assessore allo Sport, Giuseppe Santamaria – orgoglioso per aver visto arrivare al termine questo progetto che permetterà non solo agli studenti della ‘De Andrè’, ma a tutti i santantonesi di usufruire di uno spazio così importante per l’attività sportiva. Posso dire che in qualche modo è il coronamento di un sogno”.
L’Assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Scuderi, ha sottolineato l’importanza di questi lavori: “Dal sogno si passa alla realtà:finalmente questa frazione così popolosa avrà una palestra idonea,frutto del lavoro di un’Amministrazione che ha portato avanti una programmazione mirata e ottenuto questo finanziamento, partecipando in parte alle spese. Sarà il fiore all’occhiello del nostro territorio, ma anche dell’hinterland: una struttura all’avanguardia che di certo diventerà meta ambita degli sportivi e dei cittadini in generale”.
Questa palestra sarà un punto di riferimento per tutte le attività sportive, perché purtroppo Aci Sant’Antonio langue di strutture sportive adeguate – ha dichiarato il primo cittadino Caruso– per questo quello di oggi è un momento importante, un momento di crescita per la comunità in generale e, soprattutto, per la comunità scolastica. Spero di vederla al più presto realizzata, e che se ne possa fruire come da tempo sogniamo,sia dagli studenti che da tutti i nostri concittadini: questa consegna dei lavori, infatti, rappresenta è un importante passo avanti nell’ottica di una crescita generale del nostro territorio, che è fatto
in misura eguale dalle frazioni e dal centro”.

Recuperati in mare dalla G. di Finanza resti di due scafi preziosi per l’Archeologia e la storia della navigazione

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Balzo in avanti della Archeologia marina per il recupero di materiale scientifico di prioritario interesse da parte dei Nuclei specializzati sul mare della Guardia di Finanza. Il Golfo di Follonica (GR) si rivela, ancora una volta,  prezioso custode di tesori archeologici.

Ricorderemo che, nel mese di giugno, i finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno, in collaborazione con la Tenenza di Follonica che aveva svolto le preliminari attività infoinvestigative sfociate in un primo rinvenimento, intervenivano per effettuare un recupero di materiale archeologico nello spazio di mare antistante Follonica.

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Una successiva ricognizione del Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale di Livorno consentiva così d’individuare i resti di un relitto navale, oltre a ulteriori reperti archeologici localizzati nelle immediate vicinanze.

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo – diretta da Andrea Muzzi- informata delle operazioni in corso fin in prima battuta, nel contempo si attivava e, grazie a una proficua collaborazione con la Direzione Generale, otteneva così uno specifico finanziamento, su un capitolo di spesa dedicato espressamente alle indagini e attività finalizzate alla tutela delle aree e delle zone di interesse archeologico, che consentisse un più esteso intervento di scavo, conclusosi proprio in questi giorni.

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Le ricerche, condotte sul campo dagli archeologi della ASPS Servizi Archeologici e con il supporto dello stesso personale della Guardia di Finanza, con l’appoggio logistico del diving Feel Dive di Scarlino, hanno così evidenziato, nei pressi di una secca, la presenza di almeno due affondamenti navali, uno romano e uno più recente, avvenuti nello stesso punto a distanza di secoli. Nel corso delle operazioni sono stati così documentati i resti di due scafi e recuperato materiale archeologico di rilevante interesse per la storia della navigazione.

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La Guardia di Finanza- informano i vertici del Corpo –  con mirate attività ispettive nell’ambito delle specifiche prerogative istituzionali di polizia economico-finanziaria con la propria ramificata componente aeronavale e territoriale, rappresenta anche sul mare la forza di polizia di riferimento per il contrasto alle attività illecite, la tutela dell’ordine pubblico, la difesa dei beni collettivi e delle risorse marine nazionali e costiere, concorrendo in questo caso in funzione della conservazione del patrimonio archeologico, in sinergia con le autorità preposte.

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Aci Sant’Antonio: deliberati finalmente due interventi urgenti legati al sisma del 2018

Foto Ambra

IL  SINDACO CARUSO: “SONO INTERVENTI NECESSARI PER PORRE RIPARO A UNA SITUAZIONE DIFFICILE …”

Il rifacimento del tetto presso il plesso scolastico della scuola ‘Alcide De Gasperi’ di via Leonardo da Vinci, nella frazione di
Monterosso, e la realizzazione di una nuova fossa IMOHFF con pozzo assorbente presso la ‘Fabrizio De Andrè’ di via Veronica, in centro: questi i due interventi deliberati mercoledì dalla Giunta Caruso per le scuole, interventi legati ai danni provocati dal sisma del 28 dicembre 2018 che si andranno a sommare a quello deliberato in merito a via Tropea, dove verrà rifatto il manto stradale dall’incrocio con via Antonio Maugeri all’incrocio con via Giuseppe Ungaretti.
Si tratta di lavori dal carattere chiaramente urgente visto l’evento calamitoso che ne ha richiesto gli interventi, e sono lavori per i quali in questi giorni verranno bandite le gare d’appalto, considerando che per tutti e tre i casi si farà leva su un Decreto Regionale, il DDG n.215 del 13 luglio scorso, al quale si è riusciti ad accedere: nel primo caso, cioè quello relativo a Monterosso, l’importo complessivo dei lavori parte da un base d’asta di 54.678,88 euro; nel secondo caso,quello relativo alla scuola di via Veronica, su una base di 42.530,55 euro; mentre il terzo, quello di via Tropea, partirà da 95.381,05 euro.
Stiamo lavorando molto in questo periodo per dare il via a numerosi interventi sul territorio – ha dichiarato il Sindaco, Santo Caruso – e nel caso specifico questi andranno a porre riparo a una situazione difficile, situazione alla quale riusciamo a far fronte anche grazie al residuo di un finanziamento regionale legato ai danni occorsi da calamità naturali, una cifra alla quale siamo riusciti ad accedere per coprire i costi di questi importanti lavori. Le date di gara verranno pubblicate a breve, e ci aspettiamo di vedere finiti i lavori in tempi ragionevoli”.

 

Presto un futuro migliore per la Circumetnea

METRO CATANIA, INCONTRO TRA ANCE E FERROVIA CIRCUMETNEA

«INVESTITORI STRANIERI INTERESSATI A TRATTA VERSO L’AEROPORTO»

Approvata presso la Prefettura procedura a garanzia dei pagamenti delle imprese

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CATANIA

Un incontro al vertice tra l’Associazione dei Costruttori edili di Catania e la Ferrovia Circumetnea, a poca distanza dalla notizia dell’approvazione – da parte del commissario europeo Corina Cretu – del finanziamento per lo sviluppo della Metropolitana di Catania che collegherà anche l’aeroporto di Fontanarossa.

Nella sede della Fce, il presidente di Ance Catania Giuseppe Piana ha incontrato il direttore generale Salvatore Fiore, per discutere sullo stato dei cantieri, anche a seguito della crisi della CMC.

«In questa occasione – ha spiegato Piana – abbiamo sottolineato l’interesse da parte di investitori stranieri verso la tratta di collegamento Stesicoro-Palestro-Aeroporto, come emergerebbe dai contatti avuti attraverso il Gruppo Lavori all’Estero di Ance. Si tratta di un’opera strategica per la mobilità e lo sviluppo della città, nonché per il suo turismo – ha continuato il presidente – Per questo è utile un confronto con gli operatori stranieri, anche ai fini di una conoscenza sulle tecnologie e metodologie messe in campo dagli altri Paesi».

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Il direttore Fiore ha confermato, non soltanto il riavvio dei due cantieri Nesima-Monte Po e Stesicoro-Palestro, ma anche «l’attuazione della procedura concordata in Prefettura per il pagamento delle imprese strategiche, finalizzato alla ripartenza dei lavori». Inoltre, in merito al completamento del collegamento della metropolitana fine all’Aeroporto, ha dichiarato che «il finanziamento ottenuto dalla Comunità Europea, grazie all’impegno della Regione Siciliana e dell’assessore Marco Falcone, nonché del sindaco di Catania Salvo Pogliese, ammonta a 400 milioni di euro. Una cifra che consentirà il completamento dell’intera tratta Stesicoro-Aeroporto, lunga 6,8km con otto stazioni, e l’acquisto di nuovi treni per la metro». In programma un nuovo incontro fra Piana e Fiore per approfondire ulteriormente il confronto.