Esce il secondo “capitolo discografico” di Flavio Oreglio & Staffora Bluzer

DI     LUCILLA CORIONI

Fresco di pubblicazione on line, non poteva mancare – per i collezionisti della musica d’autore contemporanea e storica – la nuova opera discografica di Flavio Oreglio realizzata a quattro mani con gli Staffora Bluzer, anche su supporto fisico.Secondo capitolo del progetto Anima Popolare, un work in progress voluto e ideato insieme a Luca Bonaffini (qui in veste di produttore) nel 2018, racchiude un percorso e conserva i sentimenti e le idee che l’hanno generato.

“Milano OltrePop”, titolo azzeccatissimo, come avrebbe detto Pierangelo Bertoli “con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro” sarà reperibile dal 26 agosto prossimo, anche su CD.
Tre, dunque, i mondi artistici che convergono in questo lavoro: cabaret, canzone d’autore e musica prog, ambiti frequentati nel corso degli anni che rivelano in questo disco la loro complementarietà e coerenza come frammenti di un unico puzzle che una volta ricomposto mostra un’immagine unica, chiara e definita.
Ci sono tante Milano in questo disco… C’è la Milano della tradizione popolare (El magnan, La povera Rosetta) e la Milano degli anni ’30 che ne amplia i confini con le canzoni di Giovanni D’Anzi (El biscella), c’è la Milano degli anni ’60 che mentre rispolvera queste radici (El me gatt di Ivan Della Mea) getta le basi dell’innovazione con un occhio ai poeti della beat generation e l’altro ai canoni del jazz e della nuova canzone francese. Così facendo, racconta personaggi e piccole storie di periferia (Il Riccardo di Gaber-Simonetta, Faceva il palo, Ma poi di Valdi-Jannacci) e regala perle di filosofia minimalista (Se l’è un cojon di Brassens-Svampa-Amodei). Nel giro di poco tempo si passa dal linguaggio surreale di Cochi e Renato (La canzone intelligente, ultimo grido dell’approccio originario) alla nuova cultura coltivata nei neonati teatri off e in altri ritrovi e che si manifesterà in brani come La radio di Eugenio Finardi o Stranamore di Roberto Vecchioni, testimonianze di un avvenuto cambiamento dei modelli di riferimento che si sovrappone ai precedenti. Milano conserva il suo spirito di là dai codici espressivi. Gli echi d’oltreoceano e d’oltralpe si accavallano, a volte prendono vicendevolmente il sopravvento, o tornano ciclicamente a ripresentarsi (Sorrisi e lacrime). In questo panorama di rielaborazioni trova perfetta collocazione anche il brano Non c’è Milano di Stefano Covri e Fabrizio Canciani.
Ospiti del progetto, Enrico Intra, Cochi Ponzoni, Paolo Tomelleri, Umberto Faini, Fabio Treves e Alex “Kid” Gariazzo, Ricky Gianco, Roberto Vecchioni, Alberto Fortis, Lucio “violino” Fabbri, Germano Lanzoni, Alberto Patrucco, David Riondino e Roberto Brivio, scomparso recentemente a cui Oreglio e Staffora hanno dedicato l’album.

Premio alla carriera « La settima nota 2021 » al cantautore Flavio Oreglio

 

 

 

DI LUCILLA CORIONI

Sarà assegnata a Flavio Oreglio, cantautore e scrittore milanese, la prestigiosa scultura de « La Settima Nota 2021 ». L’opera, realizzata dall’artista Raffaele Darra, gli verrà consegnata nei prossimi giorni, presso la sede dell’Archivio Storico del Cabaret Italiano a Peschiera Borromeo, del quale Oreglio – oltre che fondatore – è anche direttore.
La motivazione, molto semplice e lineare come sempre, scritta dalla direzione artistica della rassegna, indica Flavio Oreglio come operatore culturale e artista italiano, che ha saputo far dialogare la canzone d’autore e la musica popolare e ha profuso il suo impegno per divulgare la Storia del Cabaret e della Popupar Music da oltre trent’anni.
La scultura è stata consegnata dal 2015 a oggi a numerosi artisti italiani tra cui : Ernesto Bassignano, Marco Ferradini, Luisa Corna, Dario Baldan Bembo, Mimmo Cavallo e Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik.
Dal 2020 è invece nata una sezione concorso, dedicata alla musica « nuova » che, giunta alla seconda edizione ha premiato i seguenti artisti : SONA & ARAM (MIGLIOR PROGETTO DISCOGRAFICO), GIULIO PERIZZOLO (MIGLIOR STRUMENTISTA), GIORDANO COVA (MIGLIOR AUTORE DI TESTI), MATTEO MURGIA (MIGLIOR ARTISTA MASCHILE),
STONA (PERSONAGGIO PIU’ ORIGINALE), MILENA MINGOTTI (MIGLIOR ARTISTA FEMMINILE), DAVIDE BENVENUTI (MIGLIOR COMPOSITORE).
Dalle selezioni sono inoltre emersi cinque progetti che hanno attirato l’attenzione della commissione :
RITO PAGANO (MIGLIOR ROCK BAND), THE CHOOLERS (MIGLIOR BAND CANTAUTORALE), DOMENICO RUGGIERO (MIGLIOR CANZONE A TEMA SOCIALE), PIERO STRADA (MIGLIOR ARTISTA POP), CANI BASTARDI band (BAND PIU’ ORIGINALE).
Infine, fuori concorso, la menzione “MIGLIOR CONCEPT ALBUM 2021” è andata alla band ROSSOMETILE.
Luca Bonaffini, produttore discografico di Flavio Oreglio e ideatore de La Settima Nota, ha dichiarato: ” Sono felice che un artista interno alla nostra etichetta sia riuscito a superare tutti pregiudizi dei nostri sponsor, partner e collaboratori. Essendo fuori concorso, non è il primo anno che lo propongo; anzi, è dal 2018. E’ stato proprio il suo ultimo album MIlanoOltrePop, un lavoro eccezionale realizzato con gli Staffora Bluzer uscito sulle piattaforme in anteprima il 28 maggio scorso e che vedrà forma fisica su cd il prossimo settembre, a convincere gli organizzatori “.
I 7 vincitori e i 7 ospiti saranno presenti nel format tv “La settima nota 2021” che andrà in onda il prossimo autunno su Globus Television.

Flavio Oreglio e Roberto Vecchioni cantano insieme “Stranamore”

 

DI  LUCILLA CORIONI

 

Flavio Oreglio e Roberto Vecchioni online a fine maggio

L’occasione per sentire insieme due cantautori, entrambi diversamente storici, è finalmente arrivata. Infatti, da fine maggio, Flavio Oreglio e Roberto Vecchioni saranno on line (sulle maggiori piattaforme digitali) in streaming con una versione inedita di « Stranamore », la meravigliosa ballata che Vecchioni pubblicò nel 1979 nell’album omonimo. Il 28 maggio esce dunque « Milano OltrePop », un grande omaggio alla canzone popolare d’autore milanese, fortemente voluto dal canta-attore di Peschiera Borromeo, che riscopre sia brani tradizionali che capisaldi della musica d’autore italiana, interpretati dallo stesso Flavio con la complicità degli Staffora Bluzer e di ospiti prestigiosi.

Quattordici tracce, dalle tradizionali ballate autoctone

Quattordici tracce, dalle tradizionali ballate autoctone ( « El magnan », « La povera Rosetta » ) a quelle dei protagonisti del cabaret del secondo dopoguerra (« El purtava i scarp del tennis », « Faceva il palo », « Il Riccardo », « La canzone intelligente ») fino alle canzoni d’autore degli anni Settanta (« Stranamore », « La radio ») dentro le quali incappiamo, oltre a Roberto Vecchioni, in Alberto Fortis, Roberto Brivio, Umberto Faini, David Riondino, Germano Lanzoni, Cochi Ponzoni, Ricky Gianco, Paolo Tomelleri, Enrico Intra, Fabio Treves e Lucio « violino » Fabbri.

Milano Oltrepop

L’idea, nata qualche anno fa da Oreglio e dal suo produttore (il cantautore mantovano Luca Bonaffini) in seno alla trilogia « Anima popolare », con questo disco approda al secondo capitolo di un progetto discografico che, se da una parte mira alla valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale della tradizione popolare italiana e in particolare della musica delle Quattro Province, dall’altra ci restituisce un Flavio Oreglio « musicista e autore di testi » che, giunto al suo nono album dall’esordio con « Melodie e parodie » del 1987, si fa ancora oggi portatore coerente di genere cantautorale. Un album da collezione.

 

Biografia
Laureato all’Università degli Studi di Milano n Biologia con specializzazione in Ecologia, è stato insegnante di matematica e scienze. Pianista e chitarrista, cantautore e appassionato di ragtime, dal 1985 si è dedicato allo spettacolo, vincendo il Premio Rino Gaetano e pubblicando alcuni album musicali per la Cloudisque/Emi. Ha al suo attivo numerosi album fra i quali Melodie & Parodie (1987), Clownstrofobia (1988), Burlando furioso (1994) che nel loro insieme costituiscono l’opera prima Ridendo e sferzando. Collaboratore di alcune personalità di spicco della comicità milanese e dialettale, come Nanni Svampa Marina Massironi, deve la notorietà alla partecipazione dal 2000 al programma televisivo Zelig nel corso del quale recita delle surreali poesie precedute dal tormentone «Il momento è catartico. Atmosfera, grazie.»In seguito partecipa a Glob –
L’osceno del villaggio su Rai 3, e a Il senso della vita su Canale 5.Ha collaborato con Aldo, Giovanni e Giacomo per gli aspetti musicali di Ritorno al gerundio (1993), Aria di tempesta (1994) e lo spettacolo Tel chi el telùn (1999).Nel 1994 ha ricevuto il premio della critica al Festival di Sanscemo (Torino).Ha lavorato inoltre alla seconda edizione del Seven Show per Italia 7.Ha fondato il progetto musical-teatrale Musicomedians, insieme al cantautore Luca Bonaffini, che si propone di riscoprire in chiave moderna lo spirito originario del Cabaret.Chiusa l’esperienza de Il momento è catartico, inizia nel 2005 a elaborare il nuovo progetto Siamo una massa di ignoranti. Parliamone. Nello stesso anno partecipa come ospite al Festival Gaber raccogliendo notevoli consensi e fa parte del cast fisso della trasmissione Il senso della vita di Paolo Bonolis (Canale 5).Nel 2006 è ospite al Festival di Sanremo e alla prima puntata di Zelig Circus e inizia una nuova tournée teatrale con lo spettacolo Siamo una massa di ignoranti. Parliamone. Pubblica libro e CD omonimi per Bompiani/Catartica records. Dopo la tournée estiva torna in TV con la seconda edizione de Il senso della vita (Bonolis/Canale 5).Nel 2007 interviene a Zelig off, a Mai dire martedì con la Gialappa’s e a Notte mediterranea su Rai 2, oltre a far parte del cast fisso di GLOB – L’osceno del villaggio con Enrico Bertolino su Rai 3 e del cast di Zelig edizione 2007 dal Teatro degli Arcimboldi di Milano. Sempre nell’ottobre del 2007 esce per Bompiani Non è stato facile cadere così in basso, a cui fa seguito un nuovo percorso teatrale iniziato con la sperimentazione del Teaforum al Teatro della Cooperativa di Milano nel mese di gennaio 2008. Nel mese maggio del 2008 esce l’album Giù contenente le canzoni dello spettacolo teatrale, arrangiato con il contributo della band folk I Luf. Nel maggio 2009 esce per Bompiani All’appello mancano anche i presenti. Nel maggio 2010 esce per Aliberti editore Aprosdoketon, raccolta inedita di aforismi dal 2006 al 2010, a conclusione del percorso editoriale iniziato con Siamo una massa di ignoranti. Parliamone. Nel giugno del 2011 esce il DVD che contiene lo spettacolo registrato al Teatro della Cooperativa di Milano dal titolo Recital Siamo una massa di ignoranti. Parliamone. Il 25 settembre 2010 si esibisce a Cesena al festival musicale Woodstock 5 Stelle organizzato dal blog di Beppe Grillo e trasmesso dal canale televisivo Play.me, che proprio con questa diretta aprì la neonata emittente. Nel settembre 2011 esce il libro per Salani Storia curiosa della scienza. Le radici pagane dell’Europa, seguito da una nuova produzione teatrale dal titolo Sulle spalle dei giganti. Nel 2013 porta in scena con David Riondino lo spettacolo Cabaret concerto. Nell’ottobre dello stesso anno esce il secondo libro per Salani Storia curiosa della scienza. La rivoluzione degli arabi, nell’ottobre 2014 esce il terzo libro per Salani Storia curiosa della scienza. Dal tribunale dell’inquisizione al tribunale della ragione. Nel 2015 festeggia i trent’anni di carriera artistica con l’uscita del cofanetto Ridendo e sferzando prodotto da Papico Eventi e con un nuovo spettacolo dal titolo Discorso sul metodo dell’attor comico. Nell’ottobre dello stesso anno esce Catartico! per l’editore Salani, antologia di poesie, aforismi e racconti brevi editi e inediti
Nel 2019 pubblica l’album Anima popolare con l’etichetta discografica Long Digital Playing Edizioni Musicali. (Da Wikipedia)

Una compilation natalizia con tanti artisti “mantovani e non “

di    L.Corioni

Venerdì 27 novembre, ormai in piena atmosfera natalizia, uscirà la compilation “Minuti cantati”, una raccolta di brani – curata da Long Digital Playing Srls Edizioni Musicali (la startup discografica milanese fondata dal cantautore Luca Bonaffini nel 2018) – interamente dedicata alla canzone d’autore italiana. Ancora di più: la curiosità è che la maggior parte degli artisti scelti è proprio mantovana, come il produttore Bonaffini. Ecco allora comparire a fianco di cantautori storici come Flavio Oreglio (divenuto noto all’inizio del nuovo millennio come il poeta catartico di Zelig ma che, in realtà, pubblica album dagli anni Ottanta) e Gianni Mocchetti(chitarrista di Battiato e autore di canzoni, il modenese Davide Marchi (uno dei personaggi più interessanti del nuovo rock melodico Made in Italy) e Mario Marco Farinato (vincitore del concorso La settima nota 2020 , che si è svolta a Mantova la scorsa estate).
Tra i virgiliani doc, ritroviamo le note tradizionali dei songwriter americani nella musica di Paolo Baldoni, a fianco di quelle innovative e pungenti di Frankie B., song-rapper d’autore poco più che ventenne; e poi spunti di cover, in realtà tributi veri e propri, quelli di Patrizia Piola (che omaggia Dalla) e del duo A-TRE(l’accoppiata Montanarini-Mantovani che a sua volta reinterpreta Guccini); infine, immancabili citazioni religiose quelle di Renato Bottura (omaggio di fede cristiana in tema appunto natalizio) e di Stella Bassani(con riferimenti biblici alla Terra di Israele).
Non ho mai amato le compilation contestuali e tematiche, nemmeno quando ero un puro e semplice ascoltatore. Temevo fosse un modo per riciclare materiale vecchio, in attesa di un nuovo che tardava ad arrivare – spiega Bonaffini – e ho sempre cercato l’inedito anche in veste di produttore. Questo album, però, più che rivolto al grande pubblico (che comprerà sicuramente Mina, Sinatra e i classici) è una strenna che abbiamo voluto fare ad alcuni dei nostri artisti che, in maniera diversa, hanno creduto ancora nella mediazione discografica, ovvero in un’etichetta che seppur piccola, svolgesse parte di quel lavoro che l’artista non dovrebbe fare e che invece spesso si ritrova costretto a mettere in pratica. A loro va il nostro grazie e la nostra riconoscenza. Senza di loro non potremmo esistere”,
Appuntamento on line, solo su piattaforme digitali, dal 27 novembre.

La programmazione autunnale delle nuove uscite discografiche ed album inediti

 

Long Digital Playing, news autunnali 2020

Immagine fot.- Studio Comunicazione

DI LUCILLA CORIONI

In barba al Covid 19 e all’emergenza sanitaria, lo staff instancabile di Long Digital Playing non molla e lavora solido alla programmazione delle uscite discografiche previste nelle prossime settimane.
Dopo l’acquisizione del back catalogue di Flavio Oreglio (ben otto titoli “storici” della sua produzione discografica dal 1987 al 2008), avvenuta a fine estate, e la pubblicazione della compilation “La settima nota 2020” (epilogo discografico della emozionante rassegna dedicata alla nuova canzone d’autore), apre dunque la stagione editoriale con l’album concept di Roberto Padovan “Commenti sonori alternativi”, un viaggio strumentale tra fantasia e realtà che, come una soundtrack, accompagna le immagini filmiche della narrazione immaginata dall’autore, uscito il 23 ottobre scorso.
Venerdì 13 novembre, doppio appuntamento con la musica d’autore: Frankie B., il song-rapper mantovano, dopo l’inaspettato successo di Skyline Rooftop, ritorna incalzante e deciso con un nuovo singolo intitolato “Ti aspetto giù” (pregno di invettiva ed esistenzialismo); s’un altro fronte, un altro gradito ritorno con una strenna natalizia doverosa, Felice Del Gaudio (bassista e contrabbassista lucano) che con “Harmonia Mundi” propone un mix, una sorta di antologia parziale del suo immenso patrimonio artistico, scegliendo per i suoi seguaci nove splendide tracce rimasterizzate.
La settimana successiva, esattamente il 20 novembre, in attesa del nuovo album di inediti la cui uscita è stata rimandata al 26 gennaio 2021, Luca Bonaffini racconta la “sua” Via Emilia, ripescando da album come Scialle di pavone, Il ponte dei maniscalchi, Sette volte Bertoli Il cavaliere degli asini volanti, canzoni scritte con Pierangelo Bertoli, Claudio Lolli, Marco Dieci e altri colleghi appartenenti al triangolo Bologna, Reggio, Modena. L’album (che contiene dodici pezzi) porta infatti il titolo della canzone da lui scritta nel 2000 e dedicata all’amico Pierangelo “La leggenda del poeta sul fiume” sottotitolato però “Antologia casuale di storie, ballate e canzoni sottratte al Secolo Breve” (facendo riferimento al Novecento ideologico e musicale dei suoi padri artistici).
L’anno si concluderà venerdì 18 dicembre con la pubblicazione del progetto di Mario Marco Farinato (vincitore dell’edizione 2020 del concorso “La settima nota”). “Cartoline da Callisto”, album potente prodotto e registrato da Alberto Grizzi e Vittorio “Vitty” Magro, conterrà sette brani tra tapping, finger style e ricerca armonica, interamente scritti da Farinato.
Un buon modo per brindare con calici di note, esorcizzando questo 2020 drammatico e difficile per tutti, aspettando l’anno a venire con fiducia, resilienza e speranza.

MUSICA CONTROCORRENTE: FLAVIO OREGLIO MUSICISTA DA “UNA VITA CONTROMANO”

CANTAUTORE CHE CONIUGA PASSIONE E MISSIONE NELLA MUSICA

 

Ripresa foto Ufficio Lc Comunicazione

 

DI LUCILLA CORIONI

Fu galeotta la nota introduttiva all’album “Siamo una massa di ignoranti. Parliamone”(nel 2005) regalataci dall’indimenticabile Keith Emerson, quando – parlando del Flavio Oreglio musicista – citò il brano “Una vita contromano”. Un disco eccezionale, quello sopracitato, che – come tutte le esperienze complesse e coraggiose – consacrò l’Oreglio attore, scrittore e ideologo, in cantautore “definitivo”.
Una formazione anni Settanta, un’impronta fusion e prog, una personalità poliedrica, un’identità autoctona in quel di Milano che l’ha visto crescere tra le invettive satiriche del Derby e la canzone d’autore dei Vecchioni e degli Svampa.
Flavio Oreglio è un cantautore anomalo, appartenente a quella categoria di musicautori che non si sono (per fortuna…) mai estinti, perché non hanno sposato le mode pop e – seppur con grande fatica – hanno saputo essere coerenti.
Potremmo anche definirlo un cantautore a due anime, una popolare – sempre attenta alla valorizzazione delle tradizioni (con particolare attenzione alle radici milanesi e lombarde – l’altra intellettuale – a favore di un genere astratto come quello di un teatro canzone tra voli country, jazz e rock con deviazioni verso il progressive. Nonostante il tentativo mediatico continuo di collocarlo come attore umoristico e scrittore comico all’interno dello schizofrenico mondo dello spettacolo adoperando le sue diverse abilità eclettiche, Oreglio, dal 1987 al 2019 ha confezionato ben 9 album di inediti.
Tra l’altro la vocalità calda e, in quanto ad ottave, ben dotata, hanno fatto sì che il suo repertorio non si fermasse mai ai soli tre accordi che hanno caratterizzato una certa canzone d’autore, essendo un buon pianista e un conoscitore della chitarra acustica, i suoi album si sono sempre distinti per qualità, ricerca e anti-banalità.
“Melodie e Parodie”“Clownstrofobia” e “Burlando Furioso” rappresentano una lunga trilogia d’esordio che ha traghettato il giovane Flavio Oreglio dal cantautorato tradizionale al club-canzone, una sorta di teatro canzone da locale che, con le modalità del cabaret originario, lo ha reinventato artisticamente lungo il percorso, fino a trasformarlo nel genere Oreglio.
“Ridendo e sferzando”, titolo della trilogia, è diventato anche un album con dodici tracce prese dalle tre opere (alcune originali, altre rifatte).
Poi c’è stata una lunga pausa discografica – fatta di live e televisione – ma occasione per la scrittura di nuove canzoni.
Sono gli anni della trasmissione Zelig, dove Oreglio prima recuperato tra i Martesana – tributo ai Gufi con Carlo Pastori, Ale e Franz e Claudio Bisio – poi lanciato con le poesie catartiche pubblicate in seguito da Mondadori. Ma la sua passione, e forse anche la sua missione, è nella musica. In quegli anni parallelamente all’onda mediatica crea il progetto Musicomedians, dando vita insieme ad amici artisti e intellettuali anche a un festival (senza discriminazione di genere e linguaggio) dedicato ai cantautori e approfitta del momento catartico per rituffarsi nella musica, divenendo anche promotore culturale.
Nasce una sorta di antologia di inediti (Ho un sacco di compiti per lunedì) che ripropone con una produzione rinnovata e ricca nell’album “E ci chiamano poeti” (pubblicato al top della sua popolarità mediatica) nel quale compaiono special guest straordinari come Oliviero Malaspina e Davide Van De Sfroos.
E poi, appunto, la consacrazione. Nel 2005 arriva “Siamo una massa di ignoranti. Parliamone”, che contiene tutte le caratteristiche identitarie di Oreglio cantautore (attenzione, non canta-attore). Melodie accattivanti, testi ironici, arrangiamenti appunto prog e una Signora Produzione che gli permette di realizzare un Signor Album.
Ma l’anima popolare del Flavio cantautore, prima o poi, è destinata a riemergere: arriva la collaborazione con Dario Canossi e Oreglio, insieme ai Luf, realizza l’album “Giù!”. Un combat folk che si riallaccia ai Modena City Ramblers e a Van De Sfroos, dove i testi sono critici, pieni d’invettiva gucciniana, sfiorando la cosiddetta canzone civile (pensiamo all’omaggio dedicato a Felicia Impastato o a Kabul) e riportandoci, seppur secondo una struttura più indi, a certi mondi anni Settanta.
È il 2008 e con “Giù!” si conclude, dopo vent’anni, la storia – che oggi risolviamo come back catalogue – del cantautore contromano Oreglio.
Ci piace ricordarlo così, mentre con la sua chitarra sfida il vento contrario della mainstream, investito sull’autostrada dell’omologazione da una critica musicale disattenta e svuotata di sentimenti e ideali.
Certo… forse ci sarebbe piaciuto, ricordarlo così.
Ma nel 2019, a sorpresa, contro ogni previsione Oreglio è risorto con il progetto “Anima Popolare” (guarda caso…) che, da canzone, diventa trilogia. E così, anche questa volta, il cantautore contromano, ci ha preso in contropiede!