Sindaco Caruso: “Una visione di futuro ad Aci Sant’Antonio con lo sguardo rivolto ai cittadini”

Identità Aci Sant'Antonio - Ialmo

Riceviamo e pubblichiamo:

“Dal programma triennale delle opere pubbliche al piano delle alienazioni e della valorizzazione del patrimonio immobiliare, passando per il Bilancio di Previsione: sono questi gli oggetti di lavoro delle ultime Delibere della Giunta Caruso, che anche quest’anno ha preparato in tempo lo schema legato a entrate e uscite per l’anno che verrà, schema che adesso il Consiglio dovrà vagliare e mettere ai voti.
All’approvazione dello schema di Bilancio di Previsione Finanziario 2020-2022, che si fonda sulla certezza di aver rispettato il pareggio di bilancio e l’equilibrio tendenziale (alla luce del fatto che risultano parificate le entrate con le spese e che su base della positiva esperienza di questi anni le risorse vengono stimate come ‘effettive e congruenti’), è seguita quella del Documento Unico di Programmazione per il triennio 2020-2022, su base del quale è stato analizzato anche il fabbisogno di personale e il piano biennale (2020-21) di forniture e servizi, il tutto in linea con il programma amministrativo della Giunta Caruso al quale i lavori di Sindaco e Assessori si sono fino ad ora richiamati e si richiamano per il futuro prossimo.
“Si tratta di due Delibere di grandissima importanza – ha dichiarato nel Comunicato Stampa- il primo cittadino, Santo Caruso – che certificano il lavoro corretto e proficuo dell’Amministrazione, capace ancora una volta di rispettare i tempi e di fornire una visione di futuro ad Aci Sant’Antonio, con obiettivi strategici e operativi che tengono conto delle risorse finanziare oltre che umane, con lo sguardo rivolto anzitutto ai cittadini e agli indici di vivibilità. Con il D.U.P. diamo una direzione al nostro Comune, e lo facciamo sapendo di essere in regola con le spese, il che quando si parla di enti pubblici non è affatto scontato.
Abbiamo in mano, adesso, il presupposto necessario per tutti gli altri strumenti di programmazione, e chiaramente ne faremo buon uso”.

NAPOLI: CORRUZIONE FORNITURE SANITA’, 33 ARRESTI, COINVOLTI DIRIGENTI MEDICI E 4 SOCIETA’

La Guardia di Finanza di Napoli ha notificato tra ieri e oggi 33 avvisi di conclusione indagini a 29 persone e 4 società coinvolte nell’indagine della Procura della Repubblica di Napoli  per un  sistema di corruzione nella sanità napoletana legata a  quattro aziende riconducibili ad alcuni componenti della famiglia dell’Accio.

Coinvolta anche una dirigente dell’Asl Napoli 1 Centro.   Notificate  sei misure cautelari agli arresti domiciliari nei confronti di quattro componenti la famiglia Dell’Accio, la dirigente dell’Asl Napoli 1 Centro Loredana Di Vico e un collaboratore dei Dell’Accio. Sono 22 le procedure di affidamento di forniture  contestate a vario titolo nell’avviso di conclusione indagini a firma del sostituto procuratore Valter Brunetti. 

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Tra i 33 indagati figura anche Francesco Alfonso Bottino, ex direttore generale dell’ospedale S. Anna e S. Sebastiano di Caserta, già coinvolto in una inchiesta della DDA di Napoli su irregolarità negli appalti della sanità casertana. Bottino sarebbe coinvolto, in concorso con altri indagati, tra cui l’imprenditore Vincenzo Dell’Accio, nella procedura per la fornitura di quattro colonne laparoscopiche per l’ospedale casertano che risale al 2012.

Secondo la ricostruzione delle autorità in quell’occasione venne illecitamente  favorita, per la fornitura delle quattro apparecchiature, di un valore complessivo di 690mila euro oltre l’Iva, una delle società finite al centro dell’indagine che però forniva i beni richiesti a un prezzo superiore del 330 per cento rispetto ai prezzi praticati dalla casa produttrice degli apparecchi, anch’essa in gara d’appalto con  un agente di commercio. 

Tra gli indagati c’è Loredana Di Vico, responsabile dell’unità operativa complessa acquisizione beni e servizi dell’Asl Napoli 1 Centro, preposta all’istruzione delle procedure per le forniture elettromedicali, gli imprenditori Vincenzo Dell’Accio, al quale la donna era legata da uno stretto rapporto, e suoi parenti, Rosario, Antonio e Claudia dell’Accio.

. Avvisi di conclusione indagini anche nei confronti dei quattro rappresentanti delle società Lga, Maflamed, Frag Hospital e Vicamed, alcuni dei quali risultati essere dei prestanome dei dell’Accio. Tra gli indagati figura un medico dirigente dell’ospedale San Giovanni Bosco e due dipendenti dell’unità operativa complessa gestione economico finanziaria informatizzata dell’Asl Napoli 1,  addetti alla liquidazione. I tre sono accusati di  corruzione per avere ricevuto regali dall’imprenditore Dell’Accio per finalità diverse da quelle istituzionali. Tra i benefit che gli indagati avevano ricevuto figurano anche dei buoni da spendere presso una pasticceria di Napoli, un biglietto ferroviario Napoli-Torino e un soggiorno alberghiero in una suite. 

Coinvolti anche dirigenti medici, per  forniture di varie apparecchiature (colonne laparoscopiche, broncoscopi, colonne endoscopiche, sistemi di videoendoscopia, generatori, e strumentazione varia) dirette agli ospedali San Giovanni Bosco, Ospedale del Mare, Ascalesi, San Paolo, Loreto Mare di Napoli e per l’Azienda Ospedaliera S. Anna e S. Sebastiano di Caserta.

Gli investigatori infine proseguono le indagini….

RAGUSA: OPERAZIONE “ETHOS”, APPALTI E FORNITURE ASP , CONDOTTE ILLECITE DI 26 PERSONE

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Brillante operazione della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Ragusa che ha notificato l’avviso di conclusione indagini, emesso dalla Procura della Repubblica iblea nei confronti di 26 persone tra dirigenti, tecnici, collaudatori e rappresentanti di imprese.     L’Operazione è stata definita dalle Fiamme gialle “Ethos”e sono state individuate ed accertate diverse condotte illecite.

Gli inquirenti si sono soffermati sulla gestione della Asp, focalizzandosi poi sulle attività connesse al completamento del nuovo ospedale di Ragusa.       L’appalto                messo sotto i riflettori dagli investigatori ha consentito l’ipotesi  di reati di corruzione, falso, ed interruzione di pubblico servizio. Individuate anche condotte di frode nelle pubbliche forniture ai danni dell’Asp per oltre 3,5 milioni di euro nell’ambito dell’appalto pulizie.

Scattata anche la denuncia  alla Corte dei Conti Regionale per danno erariale per circa 4,5 milioni di euro.

 L’appalto in argomento, del valore di 32 milioni di euro, è stato assegnato ad una ditta di Udine, e secondo i finanzieri sarebbe il primo caso di servizio di questo tipo affidato illecitamente in provincia a favore di un unica ditta anzichè più ditte come dispone la normativa del settore.