Conte lancia un siluro a Renzi: “Gli ultimatum non appartengono al mio bagaglio culturale-politico”

Conte: entro 7 giorni il piano, ma non riapriremo tutto. Un dl da 50  miliardi

Non possiamo permetterci di galleggiare, in questo clima di azione sospesa. Ci confronteremo sulle priorità e tutti saremo chiamati ad assumerci le rispettive responsabilità”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si esprime così sulla verifica di governo rispondendo alle domande nella conferenza di fine anno. Con riferimento a Renzi i aggiunge: “Gli ultimatum non appartengono al mio bagaglio culturale e politico. Nel suo ultimo discorso ai gruppi parlamentari della Dc nel febbraio 1978, Moro disse che gli ultimatum non sono ammissibili in politica perché portano a un precipitare delle cose e a impedire di raggiungere una soluzione positiva. Io sono fuori dalla logica degli ultimatum per attitudine personale, culturale e politica. Io sono per il dialogo e confronto e trovare una sintesi superiore per il bene del Paese”.

Quanto all’ipotesi di una crisi di governo. “Non mi cimento in questi scenari. Se verrà meno la fiducia di una forza di maggioranza, ci sarà un passaggio parlamentare e tutti esprimeranno la propria posizione assumendosi la responsabilità. Non voglio credere che in un contesto simile si arrivi ad uno scenario del genere, sarebbe insidioso e rischioso per quel patrimonio di credibilità che tutti -io, ministri, forze di maggioranza, abbiamo costruito”.

“Dobbiamo assolutamente affrettare le risposte che il Paese attende – ha sottolineato Conte – Oggi al Senato è in approvazione la legge di bilancio, il prossimo passaggio è il Recovery Plan. Dopo la bozza tecnica, dobbiamo fare una sintesi politica urgente, va fatta nei prossimi giorni. Dopo questa sintesi politica, da riportare nel Consiglio dei ministri, dobbiamo aprirci al confronto con le parti sociali e inviare il documento al Parlamento. Altrimenti rischiamo di arrivare in ritardo”. “I tempi per la presentazione del progetto definitivo dovrebbero essere a metà febbraio – ha aggiunto il premier – In questo momento abbiamo davanti a noi una prospettiva di fine legislatura, è una prospettiva politica molto particolare, stiamo attraversando una pandemia. Siamo stati sfidati per primi dalla pandemia nel mondo occidentale, ora stiamo subendo la seconda ondata, ma siamo riusciti a rafforzare la nostra credibilità in Italia e in Europa”, ha aggiunto sottolineando: “Io sono qui per programmare il futuro, non potrei mai distogliermi da questo obiettivo e mettermi a programmare un ruolo in campagna elettorale”.

In ogni caso sul Recovery “non ho detto che va tutto bene, se non abbiamo ancora il documento aggiornato, la struttura di governance, non va tutto bene. Dobbiamo affrettarci o rischiamo di arrivare in ritardo. Plausibilmente dovremo presentare a metà febbraio il Recovery plan, ho sollecitato il contributo delle forze di maggioranza, avremo una riunione collegiale che si possa esaurire in qualche giorno, massimo i primi giorni di gennaio. Dobbiamo correre”. Comunque “siamo partiti da oltre 600 progetti, ci sono persone che non sono mai andate in vacanza. Non si può pensare che i progetti sintetizzati politicamente sono nati dal nulla”, ha detto poi Conte, spiegando: “Ora c’è un documento tecnico con 50-52 progetti, non un titolo, ognuno con centinaia di pagine. Forse non ci rendiamo conto, dobbiamo declinare un cronoprogramma. Si è lavorato notte e giorno anche ad agosto”, ha spiegato il premier. Quello che sin qui è mancato, per cui affettare, è la sintesi politica finale dove è giusto che ciascuna forza esprima la sua sintesi, la sua visione, nella distribuzione finale delle risorse – ha proseguito – Questo è il momento della politica al massimo livello. Cerchiamo di sintetizzare ancora di più i progetti. Secondo me 52-54 sono troppi, dobbiamo cercare di concentrare ancora di più le nostre risorse su quei progetti che hanno attitudine a modernizzare, trasformare il nostro Paese”.

“Non dobbiamo disperdere questo patrimonio e non dobbiamo disperdere l’occasione storica offerta dal Recovery Plan – ha quindi affermato – Questo governo è nato nel segno integralmente politico, è nato nel segno dello sviluppo sostenibile. Ci confronteremo sulle priorità e tutti saremo chiamati ad assumerci le rispettive responsabilità. Un presidente del Consiglio non sfida nessuno, ha la responsabilità di operare una sintesi politica e portare avanti un programma di governo”. “Fino a quando ci sarò io ci saranno sempre passaggi chiari e franchi, tutti i protagonisti di questi passaggi si assumeranno le loro responsabilità”.

“A un tavolo di maggioranza con le forze politiche e i ministri si può discutere di tutto, fermo restando che se si parla di Mes sarà sempre il Parlamento a dover decidere”, ha chiarito poi. Però “noi non possiamo utilizzare tutti i prestiti come investimenti aggiuntivi, se li utilizzassimo avremmo vari inconvenienti. Abbiamo un deficit strutturale, una deficiente capacità di spendere. Se fossero tutti interventi additivi dovremmo operare tagli, altrimenti ci sarebbe un nuovo deficit, crescerebbe il debito pubblico”. “C’è un limite – ha spiegato il premier – oltre il quale offrire una curva di rientro e sostenibilità del debito pubblico. Se no, prenderemmo in giro i nostri giovani. Sarebbe il fardello che affosserebbe le prossime generazioni”.

La Regione siciliana senza progetti esecutivi o cantierabili. Il Movimento 5stelle comunica all’Ars

 

Recovery plan,Comunicato M5S all’Ars: “ Nessun documento è passato all’Ars”

La solita, inutile, sterile e rancorosa propaganda politica contro il governo Conte. I programmi che Musumeci sventola oggi sotto gli occhi dei siciliani non erano altro che aria fritta che l’Europa, senza progetti esecutivi o meglio ancora cantierabili, avrebbe rispedito al mittente. Altro che, ponte,  porto di Marsala o Metro di Palermo, saremmo rimasti con un pugno di mosche in mano”.

Lo affermano di deputati del M5S all’Ars, in risposta alle critiche di Musumeci alla programmazione del governo Conte per le risorse del recovery Fund.

“Il cliché del governo Musumeci  – comunicano i parlamentari regionali 5 stelle della Sicilia  – è  sempre lo stesso: sparare ad alzo zero contro il governo nazionale per distrarre l’attenzione dallo sfacelo  che sta causando in casa in casa nostra. Poi  -aggiungono – vorremo sapere con chi il governo Musumeci ha concertato queste proposte da inviare a Roma, non certo con l’Ars, visto che nessun documento su questa materia è passato dalle parti di Palazzo dei Normanni. Ma come, le opposizioni  a Roma sbraitano  perché , a suo dire, poco coinvolte, e Musumeci qui fa molto peggio, ignorando totalmente il Parlamento, sperando probabilmente di accontentare, con questa manovra carbonara, i deputati e i partiti che più gli servono per sorreggere il suo  governo?”. 

 “Altro che schiaffo all’isola  – concludono i deputati M5S –,  a Musumeci ricordiamo che  alla Sicilia sono destinati il  10 per cento delle risorse, mica bruscolini. I veri schiaffi ai siciliani  li dà, senza soluzione di continuità, la sua maggioranza parlamentare: uno degli ultimi, con la complicità di parte dell’opposizione,  quello relativo all’aumento delle pensioni e delle liquidazioni regalato a se stessi, in piena pandemia,  dalla quasi totalità dei deputati, tranne il M5S, forse anche dal presidente stesso, che però sulla vicenda non ha mai proferito parola”.

E’ uscito il decreto richiesto dalle imprese per la sospensione dei versamenti e la proroga degli acconti

Il Consiglio dei Ministri approva in prima lettura i due schemi di decreti  attuativi della legge delega n. 244/2012 | Flp Difesa

Queste le nuove misure contenute nel testo del decreto del Cdm . Vediamole punto per punto.

Proroga del secondo acconto Irpef, Ires e Irap – Il versamento del secondo acconto di Irpef, Ires e Irap viene prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre per tutti i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione. La proroga è estesa al 30 aprile per le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. La proroga si applica inoltre alle attività oggetto delle misure restrittive del Dpcm del 3 novembre e a quelle operanti nelle zone rosse, nonché per i ristoranti in zona arancione, a prescindere dal volume di fatturato e dall’andamento dello stesso.

Sospensione dei versamenti di contributi previdenziali, ritenute e Iva di dicembre – È prevista la sospensione dei contributi previdenziali, dei versamenti delle ritenute alla fonte e dell’Iva che scadono nel mese di dicembre per tutte le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019. Sono sospesi i versamenti anche per chi ha aperto l’attività dopo il 30 novembre 2019. La sospensione si applica inoltre a tutte le attività economiche che vengono chiuse a seguito del Dpcm del 3 novembre, per quelle oggetto di misure restrittive con sede nelle zone rosse, per i ristoranti in zone arancioni e rosse, per tour operator, agenzie di viaggio e alberghi nelle zone rosse.

Proroga del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap – Il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap viene prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre 2020.

Proroga definizioni agevolate – La proroga dei termini delle definizioni agevolate prevista dal decreto “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) viene estesa dal 10 dicembre 2020 al primo marzo 2021. In tal modo, si estende il termine per pagare le rate della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio” in scadenza nel 2020, senza che si incorra nell’inefficacia della definizione agevolata.

Razionalizzazione della rateizzazione concessa dall’agente della riscossione – Vengono introdotte modifiche per rendere più organico e funzionale l’istituto della rateizzazione concessa dall’agente della riscossione. In particolare, si prevede che alla presentazione della richiesta di dilazione consegua la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza e il divieto di iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche o di avviare nuove procedure esecutive. Per le rateizzazioni richieste entro la fine del 2021, viene alzata a 100.000 euro la soglia per i controlli e sale da 5 a 10 il numero di rate che, se non pagate, determinano la decadenza della rateizzazione. Inoltre, i contribuenti decaduti dai piani di rateizzazione o dalle precedenti rottamazioni delle cartelle esattoriali potranno presentare una nuova richiesta di rateizzazione entro la fine del 2021.

Proroga dei versamenti del prelievo erariale unico sugli apparecchi delle sale gioco – Il saldo del prelievo erariale unico (PREU) sugli apparecchi delle sale gioco di settembre-ottobre 2020 può essere versato solo per un quinto del dovuto. La parte restante può essere versata con rate mensili, con la prima rata entro il 22 gennaio del 2021.

Estensione codici Ateco – La platea delle attività oggetto dei contributi a fondo perduto si amplia ulteriormente con l’ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio.

Indennità stagionali del turismo, terme e spettacolo – Viene erogata una nuova indennità una tantum di 1.000 euro gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, e ad altre categorie, tra i quali gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo in possesso di determinati requisiti, gli stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato il rapporto di lavoro involontariamente, gli intermittenti e gli incaricati di vendite a domicilio.

Associazioni sportive – È incrementata di 95 milioni la dotazione del Fondo unico per il sostegno delle associazioni sportive e società sportive.

Indennità per i lavoratori sportivi – Per il mese di dicembre è erogata da Sport e Salute Spa, un’indennità di 800 euro per i lavoratori del settore sportivo. Si tratta dei lavoratori del mondo dello sport titolari di rapporti di collaborazione con il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate, gli Enti di Promozione Sportiva e le Società e Associazioni sportive dilettantistiche, riconosciuti dal Coni e dal Comitato Paralimpico.

Fiere e Congressi, spettacolo e cultura – Vengono stanziati 350 milioni di euro per il 2020 per i ristori delle perdite subite dal settore delle fiere e dei congressi, tramite l’incremento del Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali istituito nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali con il Decreto Rilancio. Si incrementano: di 90 milioni, per il 2021, la dotazione del fondo di parte corrente per le emergenze nei settori dello spettacolo e del cinema e audiovisivo; di 10 milioni, per il 2020, la dotazione del Fondo per il sostegno alle agenzie di viaggio e ai tour operator, le cui misure di sostegno sono estese alle aziende di trasporto di passeggeri mediante autobus scoperti (cosiddetto sightseeing). Si prevede, inoltre, che i ristori ricevuti dai fondi già citati non concorrano alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rilevino ai fini del calcolo degli interessi passivi e delle spese deducibili né alla formazione del valore della produzione netta.

Sicurezza e forze armate – Vengono stanziati oltre 62 milioni di euro per la funzionalità delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in particolare per pagamento delle indennità di ordine pubblico del personale delle Forze di polizia e per il pagamento degli straordinari dei Vigili del fuoco. Ulteriori 6,5 milioni di euro sono destinati al pagamento dei compensi accessori del personale militare, compreso quello medico e paramedico, impegnato nel contrasto dell’emergenza COVID-19.

Contributo alle Regioni per la riduzione del debito – Alle Regioni a statuto ordinario viene assegnato un contributo per il 2020 di 250 milioni di euro destinato al finanziamento delle quote capitale dei debiti finanziari in scadenza nell’anno in corso.

Sostegno alla internazionalizzazione delle imprese – Si incrementa di 500 milioni, per il 2020, la disponibilità del fondo rotativo per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato alle imprese esportatrici.

Fondo perequativo – È istituito un fondo finalizzato a realizzare, nell’anno 2021, la perequazione delle misure fiscali e di ristoro concesse con i provvedimenti emergenziali adottati nell’ambito della emergenza COVID-19, da destinare ai soggetti che con i medesimi provvedimenti abbiano beneficiato di sospensione fiscali e contributive e che registrano una significativa perdita di fatturato.

Facoltà di estensione del termine di durata dei fondi immobiliari quotati – I gestori di fondi di investimento alternativi che gestiscono fondi immobiliari italiani ammessi alle negoziazioni in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione possono, entro il 31 dicembre 2020, nell’esclusivo interesse dei partecipanti, modificare il regolamento del fondo per prorogare il termine del fondo non oltre il 31 dicembre 2022, al solo fine di completare lo smobilizzo degli investimenti.

Elezioni suppletive per la Camera e il Senato per il 2020 – Le elezioni suppletive per i seggi della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica dichiarati vacanti entro il 31 dicembre 2020 si svolgono entro il 31 marzo 2021.

Termini di permanenza dei territori negli scenari di rischio – L’accertamento della permanenza per 14 giorni in un livello o scenario di rischio inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive, comporta l’applicazione delle misure relative allo scenario immediatamente inferiore per un ulteriore periodo di 14 giorni, salva la possibilità, per la Cabina di regia, istituita dal Ministro della salute ai fini della valutazione dei livelli e degli scenari di rischio territoriali, di ridurre tale ultimo termine.

Svolta Whirpool: sediamoci ad un tavolo di confronto con il governo per garantire il futuro a Napoli e a 400 dipendenti”

 

          “Stop  ai licenziamenti”

NAPOLI,

Decisione della società Whirlpool Emea all’ultimo minuto: l’azienda comunica di essere pronta a ritirare la procedura di trasferimento del ramo d’azienda, a non procedere con il licenziamento collettivo dei dipendenti di Napoli e a continuare la produzione delle lavatrici. La decisione, , condivisa con il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, è stata presa con l’obiettivo di «ripristinare un clima costruttivo nella trattativa con il governo e con le organizzazioni sindacali».

Whirlpool Emea ritiene, infatti, che le attuali tensioni siano «controproducenti nella ricerca di una soluzione condivisa, a fronte di una situazione di mercato che rende insostenibile il sito e che necessita di una soluzione a lungo termine». Whirlpool è convinta che, con maggior tempo a disposizione, si possa ristabilire un dialogo costruttivo e raggiungere una soluzione condivisa per garantire un futuro sostenibile nel lungo termine allo stabilimento di Napoli e ai suoi 400 dipendenti. Alla luce di questo nuovo e importante sviluppo, conclude l’azienda, nei prossimi giorni ripartirà il tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte.

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Patuanelli: “Proviamo a trovare una soluzione industriale..”

«È un primo passo che ci consente di sederci a un tavolo per risolvere definitivamente i problemi di quello stabilimento. Su questa vertenza il Governo ci ha messo la faccia. Abbiamo ottenuto un importante risultato. Ora ci sono le condizioni – ha detto ancora Patuanelli – per sederci a un tavolo con le parti sociali per provare a trovare una soluzione industriale anche con un impegno del Governo per lo stabilimento. Era un primo passo fondamentale altrimenti la procedura di cessione avrebbe comportato o la cessione a un’altra attività industriale che era difficile da accettare o a una procedura di licenziamento collettivo. L’abbiamo ottenuto – ha concluso – grazie all’impegno dei lavoratori, alla loro compattezza e alla loro manifesta volontà di lavorare in quello stabilimento. È un primo passo ma era fondamentale farlo».

 

Conte invita i capi dell’opposizione al confronto con il governo

Che cosa cambia per il governo dopo l'incontro di Conte con ...

 

Il premier Giuseppe Conte scrive alcune parole pacate nella lettera con cui invita i leader delle opposizioni a palazzo Chigi per confrontarsi sulle misure economiche per la ripartenza post-Covid. Il testo, , è stato spedito subito dopo gli Stati Generali a Villa Doria Pamphilij.    L’esordio della missiva: “Desidero rinnovarti l’invito a partecipare a un tavolo di confronto sui progetti che sono stati condivisi tra i ministri e che sono stati presentati alle parti sociali…”. 

Conte bis, Berlusconi attacca Salvini e Meloni

Conte spiega di voler rinnovare l’invito al tavolo di confronto ”all’esito dell’interlocuzione con i rappresentanti del mondo dell’economia e della società civile” e ”in vista della elaborazione definitiva del piano di rilancio per il Paese”. In ”un momento così decisivo per il futuro del Paese”, sottolinea il presidente del Consiglio in un passaggio della lettera, “ritengo che l’interlocuzione tra il governo e le forze di opposizione, pur nel rispetto della differenza dei ruoli e delle posizioni, sia doverosa e necessaria”.

Conte spera che questa interlocuzione ”possa rivelarsi quanto più possibile proficua e feconda”. Il capo del governo conclude assicurando che contatterà i leader del centrodestra ”per le vie brevi” per proporre la “data e la sede dell’incontro”. In atto, a Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani ancora non è arrivata la convocazione del vertice con il governo.

Fine provvisoria, per intervento dell’Onu, delle ostilità in Libia. Si aggrava il problema dell’immigrazione

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Fine momentanea delle ostilità a Tripoli.  L’intesa è stata raggiunta per l’impegno dell’inviato  Onu per la Libia, Ghassan Salamé. La parola d’ordine d’ora in poi è “proteggere i civili, salvaguardare la proprietà pubblica e privata”. E dovrebbero  riaprire con  l’aeroporto Mitiga di Tripoli “tutte le strade dentro e fuori la capitale”, ha dichiarato la Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil).

La guerra è scoppiata – ricorderemo – nel sud di Tripoli  a fine agosto-   Il problema dell’immigrazione naturalmente si sta aggravando -. Secondo i dati del Governo di Accordo nazionale (Gna) sostenuto dall’Onu,” circa 1.825 famiglie hanno abbandonato le loro case per spostarsi in altre zone della capitale o in altre città.”Altri ancora vogliono uscire dall’inferno della Libia .   Si apprende che l’intesa è stata possibile anche per la presenza dei  rappresentanti della Gna,  e dei  comandanti militari e i leader dei gruppi armati di Tripoli….

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A Palazzo Chigi si è svolta una riunione su immigrazione e Libia. Il premier Conte comunica alla Stampa queste osservazioni, girate direttamente da Conte pure a SUD LIBERTA’:. “Abbiamo preso atto positivamente dell’impegno dei ministri degli Esteri – assunto a Vienna il 31 agosto scorso- di trovare una soluzione comune per distribuire le persone salvate in mare tra i vari Stati membri” “Anche in vista del vertice dei Capi di Stato e di governo del 20 settembre a Salisburgo, la priorità dell’Italia resta quella di ottenere più fondi nel bilancio dell’Unione europea – rispetto a quelli attualmente previsti – per gli interventi di sviluppo socio-economico dei Paesi da cui partono i migranti. L’obiettivo è creare le condizioni per ridurre le partenze”. “Il governo -specifica il premier – è soddisfatto per i risultati fin qui ottenuti e l’Italia si sta anche battendo affinché siano resi più efficaci gli accordi bilaterali per il rimpatrio nei Paesi di origine di coloro che non hanno diritto d’asilo. Sono stati inoltre definiti alcuni dettagli sulla Conferenza sulla Libia che si terrà in Italia nel mese di novembre”.

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