Regioni, 3 giugno: insieme si riapre anche la Lombardia

Spostamenti tra regioni: in forse Lombardia e Piemonte - IlGiornale.it

L‘intesa c’è e, probabilmente se la situazione della pandemia si stabilizzerà o la curva scenderà, il tre giugno prossimo saranno riaperti i confini regionali senza alcuna differenziazione.     Nel corso della  riunione conclusasi ieri a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione delle forze di maggioranza e i ministri interessati, presente anche quello degli Esteri Luigi Di Maio si è pervenuti alla decisione di aprire i confini regionali senza alcuna eccezione.   Naturalmente nessuna regione potrà impedire l’ingresso od imporre lo stop in presenza del decreto legge vigente senza incorrere nell’impugnativa del ministro Boccia. “Il Decreto legge vigente prevede dal 3 spostamenti infraregionali – avverte la Giunta di governo ed il Ministro della Salute R. Speranza-. Al momento non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura degli spostamenti. Monitoreremo ancora nelle prossime ore l’andamento della curva”.

– Si va anche verso la conferma della riapertura dei confini italiani agli altri Paesi europei a partire dal 3 giugno, senza obbligo di quarantena, come previsto dal Dpcm, varato il 17 maggio scorso. Il Dpcm sarà quello già in vigore, senza vararne un altro, tenendo fede alla data del 3 giugno anche per l’apertura dei transiti tra le diverse Regioni, Lombardia compresa sotto gli occhi di tutti e che fa paura alla gran parte dei Presidenti delle regioni italiane

Disco verde agli Assistenti civici o gli “Sceriffi della movida” privi di funzioni di polizia

 

Palermo, viaggio nella movida a Palermo. Ecco cosa c'è da fare ...

Palermo -Movida  (Chi indossa le mascherine?)

Disco verde alla richiesta di Anci di potersi avvalere, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato, con finalità di mera utilità e solidarietà sociale, anche attraverso la rete del Terzo Settore”.

Il comunicato  arriva dalla presidenza del Consiglio al termine della riunione a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e i ministri Luciana Lamorgese, Francesco Boccia e Nunzia Catalfo sul progetto degli assistenti civici che non avranno funzioni di polizia.  Saranno definiti “gli Sceriffi della movida” e, probabilmente saranno inevitabilmente coinvolti in zuffe.Potranno chiamare le forze dell’Ordine.

L’idea da definire nei dettagli nelle prossime ore con il supporto del Dipartimento alla Protezione civile, , chiariscono fonti di Palazzo Chigi, “si inserisce nell’alveo di quelle già assunte dalla Protezione civile, che hanno portato a dislocare oltre 2.300 volontari nelle varie strutture ospedaliere, nelle Rsa e nelle carceri.

Questi soggetti volontari- forse arruolati o selezionati tra i fruitori del Reddito della cittadinanza -non saranno ‘incaricati di pubblico servizio’ e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia“.

IL SENATO RESPINGE LA SFIDUCIA. IL MINISTRO BONAFEDE:” SONO STATO SEMPRE CONTRO GLI ILLECITI E LA MAFIA”

Bonafede, Senato respinge mozioni di sfiducia

Il Senato ha respinto entrambe le mozioni di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Cadono le vuoto le fantasie dell’ex Pm “antimafia ” Nino Di Matteo che, a distanza di due anni aveva recentemente dichiarato che “Bonafede avrebbe ceduto alle pressioni dei boss mafiosi…Il ministro ha commentato: “Sono stato sempre contro gli illeciti, la Mafia e il malaffare”

La prima mozione, presentata dalle opposizioni, ha ottenuto 131 voti favorevoli e 160 contrari. Un solo astenuto sui 292 senatori che hanno votato. La seconda mozione, presentata da Emma Bonino, ha ottenuto 124 voti favorevoli e 158 contrari. Le astensioni sono state 19.

L’eventuale disco verde ad una delle due mozioni avrebbe aperto una grave crisi   nell’esecutivo. Bonafede, capo della delegazione M5s al governo, sarebbe stato obbligato a dare le dimissioni.

Il guardasigilli è finito nell’occhio del ciclone per alcune scelte inerenti la  scarcerazione di detenuti condannati per mafia o traffico di droga a seguito di linee guida mirate a evitare contagi di coronavirus  nelle carceri italiane.

Nelle scorse settimane Bonafede, che in aula si è nuovamente difeso dagli attacchi, era stato chiamato in causa dal  magistrato ex Pm e componente del Csm,  Nino Di Matteo per la mancata nomina di quest’ultimo al vertice del Dipartimento amministrazione penitenziaria e la scelta di Bonafede su altro personaggio.

Italia Viva, il partito dell’ex premier Matteo Renzi che rappresentava l’ago della bilancia del governo, non ha sciolto fino all’ultimo la riserva sul proprio voto e ha tenuto l’Aula parlamentare in autentica suspense. Stamane, nel corso del suo intervento in aula a Palazzo Madama,   Renzi  – la cui famiglia vive ancora guai giudiziari – ha annunciato il voto contrario di IV alle due mozioni. Sapremo più in là quale sarà la contropartita di Renzi al governo Conte.

Dal 12 maggio chiusura dei distributori di carburante

In Italia diminuiscono i distributori di carburante, ma crescono i ...

 

Anche i benzinai fanno sentire la loro voce . Due giorni di protesta per richiamare l’attenzione del governo nei confronti di una categoria, quella dei gestori dei carburanti “che sono la categoria di piccole imprese più colpita dalle conseguenze dell’emergenza Covid-19”.    La comunicazione prevede un’astensione dalle 22:00 del prossimo 12 maggio sino alla stessa ora del 14 maggio, i benzinai in autostrada aderiranno allo sciopero confermato da queste associazioni, Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio.

Si apprende che in una nota congiunta a firma dei rappresentanti sindacali di categoria si dichiara che “Nonostante i fattori di crisi siano evidentemente generalizzati, il Governo ha adesso il dovere tassativo di prendere atto – agendo di conseguenza – che i Gestori carburanti sono la categoria di piccole imprese più colpita dalle conseguenze dell’emergenza Covid-19, anche considerando l’alto rischio sanitario che implica di per sé l’attività di distribuzione carburanti”.

Conte in Parlamento, “filosofo”,cita Platone: “Il governo si muove su basi scientifiche non di opinione”

 

Roma

Conte si presenta in Parlamento e, forse è l’unico-(obietterà un parlamentare) privo di mascherina. Riesce a respingere ogni accusa,ogni contestazione.Con eleganza e determinazione. Alla fine giudicherà il dibattito “vivace”…. Esordio: “Il governo ha sempre compreso la gravità del momento” e per questo “non ha mai inteso procedere per via estemporanea, improvvisata”.

“Lo stato della conoscenza scientifica su questo virus era ed è lacunoso, ma una cosa è assumere a riferimento delle proprie decisioni delle opinioni, altra cosa è far riferimento a ricerche e studi approfonditi e quindi un principio di conoscenza scientifica – ha spiegato Conte -. La filosofia antica da Platone ad Aristotele distingueva la doxa – la credenza, l’opinione -, dall’episteme, che è la conoscenza che ha salde basi scientifiche”.

Direi che l’imperativo categorico per un governo chiamato ad affrontare una sfida così complessa, come proteggere la vita dei cittadini di fronte a una minaccia cosi concreta e letale, è quello di porre a fondamento della proprie decisioni non le opinioni, ma le raccomandazioni – frutto di meditate ricerche e riflessioni – di qualificati esponenti del mondo scientifico”, ha sottolineato il Premier aggiungendo che il ritorno al lavoro determina ulteriori possibilità di contagi. E, citando il rapporto del Comitato tecnico scientifico circolato negli ultimi giorni, fa notare come “viene stimato che la riapertura simultanea dal 4 maggio di tutte le attività porterebbe a un aumento esponenziale e incontrollato del contagio”.

Insomma, “anche a costo di apparire impopolare, “il governo non può assicurare il ritorno immediato alla normalità della vita precedente. Ci piacerebbe ma dobbiamo avere la consapevolezza che il virus sta continuando a circolare: abbiamo 105mila casi accertati senza contare casi asintomatici non accertati”. L’indice R con 0 “ad oggi è tra lo 0,5 e lo 0,7. Se questo tasso tornasse ad alzarsi anche di poco si saturerebbero le terapie intensive entro fine dell’anno”, sottolinea.

Alle luce della raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico il 4 maggio segna l’inizio della fase 2, è un primo passo fondamentale affinché tutto il Paese possa incamminarsi verso la riconquista della normalità ma nella consapevolezza che sarà una fase di convivenza con il virus”, afferma ancora Conte sottolineando che quanto deciso dal governo “non è un programma elettorale finalizzato a raccogliere consenso“. “Dal primo giorno abbiamo avuto ben chiaro” quella che sarebbe stata la stella polare delle scelte compiute: “La difesa della salute dei cittadini”, d’altronde, rimarca il presidente del Consiglio, “nessuno tra i paesi maggiormente colpiti ha introdotto un’apertura simultanea delle attività economiche e dei rapporti sociali”.

“Sono quattro i principali fattori di crescita contagio: famiglia, scuola, lavoro, comunità. I contatti familiari sono quelli di maggior difficoltà nel controllo e da lì viene un quarti dei contagi”, ha detto ancora Conte ricordando che “il contenimento cauto del contagio è una misura necessaria, l’unica strada e principale strumento per ripartire al meglio senza dolorose e forse anche irrimediabili battute di arresto in futuro. La precauzione deve guidarci in questa fase. Un approccio incauto porterebbe a una recrudescenza del contagio“.

In base a dei criteri scientifici, che il ministero della Salute emanerà nelle prossime ore, si potrà anche attuare “un differenziamento geografico” nell’allentamento delle misure anti-Covid, “ma guidato da precisi presupposti scientifici e non rimesso a improvvide iniziative di singoli enti locali. Voglio ricordare, nello spirito di collaborazione” che il governo ha avuto “con gli enti locali che iniziative che comportino un’allentamento delle misure restrittive” vigenti “non sono possibili, perché in contrasto” con le norme varate “quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime”. (riferimento alla decisione della Calabria di riaprire bar e ristoranti….”n.d.r.)

Governo, finanziamenti alle imprese, “Golden Power”,rinvio versamenti fiscali, nuove norme scolastiche, assunzione di 4500 docenti precari

La conferenza stampa del Presidente Conte e del Ministro Gualtieri ...

Se i precedenti governanti avessero avuto i ritmi di Giuseppe Conte, l’Italia oggi avrebbe avuto un altro ruolo e altra velocità “Quando si difende il proprio Paese non si fanno calcoli. Io sono convinto, lo dico con tutta la prudenza che mi contraddistingue, che la storia è con noi. E vedremo alla fine quale piega prenderà”. Sono parole di  Giuseppe Conte, reduce da un Cdm fiume, che chiude la giornata politica dopo l’approvazione del disegno di legge di liquidità che dà sostegno per 400 miliardi alle piccole, medie e grandi imprese sul territorio nazionale in tempi di crisi economica da coronavirus.

Un dl che è “un vero e proprio bazooka di liquidità – come lo ha definito il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – che porta a più di 750 miliardi il credito mobilitato”.  Dal sostegno all’imprenditoria, passando per la scuola e le tasse, a spiegare alcune delle misure salienti sono le note del Mef e del Consiglio dei ministri.

La verità sul piano di rilancio cantieri e lavoro - Il Blog delle ...

 SACE – Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato per 200 miliardi, concesse attraverso Sace in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese di ogni dimensione. In particolare, la garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa, ed è subordinata a una serie di condizioni tra le quali l’impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi e la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia.

Le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia. La copertura scende all’80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro e al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi.

L’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda.

Per le Piccole e medie imprese, anche individuali o Partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da Sace sarà subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

 GARANZIA PER LE PMI – Viene disposto un ulteriore potenziamento del Fondo di Garanzia per le Pmi. Sono infatti ammessi al Fondo con copertura al 100%, e senza procedura di valutazione da parte del medesimo, i nuovi finanziamenti di durata massima di 6 anni a favore di pmi e piccoli professionisti, per un importo massimo di 25.000 euro e comunque non superiore al 25% dei ricavi del beneficiario; il rimborso del capitale non decorre prima di 18 mesi dall’erogazione del prestito.

Il Fondo può ora concedere garanzie a titolo gratuito fino a un importo massimo di 5 milioni di euro anche alle imprese con numero di dipendenti inferiore a 499. La garanzia del fondo stesso è pari al 90% dell’importo. Infine, per le imprese con ricavi fino a 3,2 milioni di euro, la garanzia concessa dal Fondo al 90% può essere cumulata con un’altra garanzia di un terzo soggetto, per ottenere prestiti con una garanzia del 100% su finanziamenti di importo massimo di 800.000 euro (e comunque non superiori al 25% dei ricavi del beneficiario).

Il Fondo – già ampliato dal decreto ‘Cura Italia’ (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) con 1,5 miliardi di euro – completa così la sua trasformazione in strumento a supporto della piccola e media impresa, a tutela di imprenditori, artigiani, autonomi e professionisti, nonché a salvaguardia dell’export e di tutti quei settori che costituiscono con le eccellenze del Made in Italy la spina dorsale del nostro sistema produttivo. È inoltre previsto un forte snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle garanzie concesse dal Fondo.

Esportazione Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all’esportazione, per migliorare l’incisività e tempestività dell’intervento statale. L’intervento introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di Sace sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export.

L’obiettivo è di consentire a Sace di far fronte alla crescente richiesta di assicurare operazioni ritenute di interesse strategico per l’economia nazionale che la società non avrebbe altrimenti la capacità finanziaria di coprire.

– Il decreto prevede una serie di misure finalizzate ad assicurare la continuità delle imprese nella fase dell’emergenza, con particolare riguardo a quelle che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale. Tale intervento avviene: in sede di redazione del bilancio in corso, valutando i criteri di prudenza e di continuità alla luce della situazione emergente dall’ultimo bilancio chiuso; disattivando le cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale.

Accanto a queste due misure a protezione diretta della società se ne affianca una terza che è volta a favorire il coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento verso la società, disattivando in questa fase i meccanismi che in via ordinaria li pongono in secondo piano rispetto ai creditori.

Vi sono poi misure che riguardano la disciplina del fallimento e che, nell’insieme, sono volte in questa fase a: sottrarre le imprese all’apertura del fallimento e alle altre procedure fondate sullo stato di insolvenza, sino a quando durerà l’emergenza; sterilizzare il periodo dell’emergenza ai fini del calcolo delle azioni a tutela dei creditori (quindi quando il periodo emergenziale sarà passato, i creditori potranno se del caso proporre le azioni revocatorie).

GOLDEN POWER – Le norme approvate, al fine di rafforzare nell’attuale contesto di emergenza epidemiologica la disciplina dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica: anticipano, con effetto immediato – e nelle more dell’attuazione del decreto attuativo – l’ampliamento dell’ambito di intervento oggettivo della disciplina golden power ai settori di rilevanza strategica del Regolamento europeo n. 452/2019, consentendo di sottoporre alla preventiva autorizzazione le operazioni rilevanti relative, tra l’altro, ai settori finanziario, creditizio e assicurativo, alle infrastrutture e tecnologie critiche, tra cui l’energia, i trasporti, l’acqua e la salute, alla sicurezza alimentare, all’accesso a informazioni sensibili, compresi i dati personali, all’intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, la cibersicurezza, nonché le nanotecnologie e le biotecnologie; prevedono la possibilità per il Governo di aprire il procedimento d’ufficio, se le imprese non assolvono agli obblighi di notifica previsti; estendono, in via transitoria fino al 31 dicembre 2020, il campo di applicazione della disciplina dei poteri speciali anche ad operazioni intra-europee che richiederanno la preventiva autorizzazione del Governo, nel caso di acquisizione del controllo di asset rientranti nei settori sopra descritti; nel caso di operazioni extra-europee, l’ampliamento, sempre transitorio, riguarderà anche le acquisizioni di partecipazioni superiori al 10% da parte di soggetti non appartenenti all’Unione europeo, se superiori alla soglia di un milione di euro.

In materia di trasparenza finanziaria, si sono integrati gli obblighi di trasparenza previsti dall’art. 120 del TUF per consentire alla CONSOB di abbassare transitoriamente le soglie rilevanti per le comunicazioni (portandola al 5%) e ampliare anche il novero delle imprese che ne sono soggette, includendovi le società ad azionariato diffuso.

Rinvio adempimenti fiscali e tributari – Si interviene con norme urgenti per il rinvio di adempimenti fiscali e tributari da parte di lavoratori e imprese. In particolare, si prevede la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il Cura Italia’. Nel dettaglio: IVA, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia; sono sospesi in ogni caso i detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019; per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), sospensione versamento IVA se calo del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni; ripresa dei versamenti a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate. La sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio.

È esteso al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso e la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile.

Inoltre, il credito d’imposta al 50% per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro viene allargato anche all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali.

Viene consentito all’Inps di rilasciare un Pin semplificato, tramite identificazione telematica del richiedente e posticipando al termine dell’emergenza la verifica con riconoscimento diretto.

Si introducono norme sui “farmaci compassionevoli” (i farmaci non ancora autorizzati), che prevedono l’esclusione all’applicazione di imposte in caso di cessione gratuita.

ISTRUZIONE – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, del Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina e del Ministro dell’università e della ricerca Gaetano Manfredi, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato. Le norme disciplinano, con strumenti temporalmente efficaci, tutte le complesse operazioni relative alla chiusura dell’anno scolastico 2019/2020 e all’avvio dell’anno scolastico 2020/2021, tenendo conto della situazione determinatasi a seguito dell’emergenza sanitaria e dell’eventuale protrazione del periodo di sospensione dell’attività didattica svolta “in presenza” oltre il 18 maggio 2020.

Inoltre, in relazione alle criticità emerse nel proseguimento delle attività formative pratiche o di tirocinio in ambito universitario, si adottano misure eccezionali per lo svolgimento degli esami di Stato per l’esercizio delle professioni, per le quali l’attività di tirocinio in parola costituisce una condizione di ammissione.

In materia di istruzione, il testo prevede, tra l’altro, che al fine di garantire l’ordinata conclusione dell’anno scolastico 2019/2020, con una o più ordinanze del Ministro dell’istruzione, siano dettate specifiche misure finalizzate ad adeguare la valutazione degli alunni e gli esami di Stato alla situazione emergenziale. Le ordinanze dovranno definire la possibilità di articolare attività di recupero degli apprendimenti dell’anno scolastico 2019/2020, nel corso dell’anno scolastico successivo, a decorrere dal 1° settembre 2020. Tale attività, relativa agli alunni delle classi prime ed intermedie, rappresenterà ordinaria attività didattica per il personale scolastico e per gli alunni. La graduazione tra le diverse misure adottabili sarà determinata in ragione della ripresa o meno delle attività didattiche in presenza entro la data del 18 maggio 2020.

Pertanto, qualora sia possibile il rientro a scuola entro tale data, si prevede che:

per entrambi di cicli di istruzione, le ordinanze potranno adattare i requisiti di ammissione alla classe successiva previsti dalla normativa vigente, in considerazione della effettiva possibilità di recupero degli apprendimenti e dell’impegno dimostrato dagli alunni;

– per l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, le commissioni di esame potranno essere articolate in maniera diversa rispetto a quanto previsto, avendo come criterio direttivo la presenza di commissari tutti interni all’istituzione scolastica con presidente esterno alla stessa. Si potranno rivedere le prove di esame rispetto a quanto previsto, con la possibilità della sostituzione della seconda prova a carattere nazionale con una predisposta dalla commissione di esame della specifica istituzione scolastica, sulla base di criteri di uniformità dettati a livello nazionale.

Nella più grave ipotesi in cui lezioni in presenza non riprendano entro il 18 maggio 2020, o che per ragioni legate all’emergenza sanitaria gli esami non possano svolgersi in presenza, le ordinanze ministeriali potranno invece disporre modalità telematiche per la valutazione finale degli alunni e per gli scrutini finali. Inoltre, per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, sarà consentito sostituire l’intero esame con la valutazione finale da parte del consiglio di classe, integrando la stessa con la valutazione di uno specifico elaborato redatto dallo studente candidato all’esame. La definizione di contenuti e modalità di esecuzione di tale elaborato saranno definite nell’ordinanza stessa. Eccezionalmente, per l’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione, vi potrà essere la previsione di un solo colloquio, sostitutivo di tutte le prove di esame. Tale eventualità richiederà la rimodulazione dello stesso colloquio e dei punteggi di esame previsti.

Per quanto riguarda l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020/2021, sono adottate, anche in deroga alle disposizioni vigenti, misure volte a: definire la data di inizio delle lezioni per l’anno scolastico 2020/2021, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, anche tenendo conto dell’eventuale necessità di recupero degli apprendimenti; adattare gli aspetti procedurali e le tempistiche di immissione in ruolo, da concludersi comunque entro la data del 15 settembre 2020, nonché gli aspetti procedurali e le tempistiche relativi alle utilizzazioni, assegnazioni provvisorie e attribuzioni di contratti a tempo determinato; l’eventuale conferma, per l’anno scolastico 2020/2021, dei libri di testo adottati per il corrente anno scolastico, in deroga alle norme vigenti.

Si prevede che, in corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale docente assicuri comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione e che, in relazione al periodo di formazione e prova del personale docente ed educativo, esclusivamente per l’anno scolastico 2019/2020, le attività di verifica da parte dei dirigenti tecnici, previste nel caso di reiterazione del periodo di prova, qualora non effettuate entro il 15 maggio 2020, sono sostituite da un parere consultivo reso dal dirigente tecnico in sede di comitato di valutazione.

Il testo conferma, per tutto l’anno scolastico 2019/2020, la sospensione dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Precari della Scuola :4.500 ASSUNZIONI – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato l’autorizzazione al Ministero dell’istruzione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, 4.500 unità di personale docente, con decorrenza giuridica dal primo settembre 2019 e decorrenza economica dall’anno scolastico 2020/2021.

Comunicazioni di Conte: “L’avanzamento del virus ci costringe a chiudere Scuole ed Università fino al 15 Marzo”

Alcune importanti comunicazioni per voi

Slået op af Giuseppe Conte i Onsdag den 4. marts 2020

 

In questo momento siamo concentrati per adottare tutte le misure per ottenere un effetto di contenimento o di ritardo di diffusione del virus. Abbiamo strutture ospedaliere e un sistema sanitario che, per quanto efficiente ed eccellente, rischia di andare in sovraccarico. Non possiamo potenziarlo in breve tempo”. Il premier Giuseppe Conte si esprime così, in conferenza stampa, per spiegare la chiusura di scuole e università fino al 15 marzo.

      CONTE :” ABBIAMO CHIESTO UN PARERE ESPERTO AL PROF. BRUSAFERRO..”

“Questa mattina ci siamo riuniti con tutti i ministri, non era formalmente un consiglio dei ministri. Ci siamo riuniti per valutare l’emergenza sanitaria e ho chiesto anche la presenza del professor Brusaferro, presidente dell’Iss. Il professore ci ha aiutato a valutare la situazione attuale epidemiologica, qual è l’andamento del contagio e ci ha fornito una serie di valutazioni tecniche. E’ stato utile per un aggiornamento a tutto campo per tutti i ministri”.

In tarda mattinata, è trapelata la notizia della chiusura delle scuole. L’ufficialità, dopo alcune ore di incertezza, è arrivata nel tardo pomeriggio. “Noi abbiamo fatto della trasparenza e della verità la nostra regola d’azione. Un’ampia parte dello scambio informativo è stato dedicato a scuole e università. L’orientamento del consiglio è stato quello, in maniera prudenziale, di disporre la chiusura delle scuole.
Però, ci siamo detti, demandiamo al professor Brusaferro di ritirarsi con il comitato tecnico-scientifico per un approfondimento specifico sul punto delle scuole. Ecco perché abbiamo impiegato un po’ di tempo. La notizia che è stata anticipata è stata completamente improvvida, non ci eravamo lasciati con la decisione finale, avevamo chiesto un approfondimento al professor Brusaferro. Ci è arrivata da poco la valutazione tecnico-scientifica. In base agli elementi sin qui acquisiti, abbiamo ritenuto di disporre l’interruzione delle attività didattiche fino al 15 di questo mese. Nel frattempo il comitato tecnico-scientifico valuterà l’evoluzione di questa crisi”, dice il premier.

  

Conferenza di Berlino: tutti d’accordo, “Cessate il fuoco”in Libia

Risultati immagini per immagini della libia in guerra

Approvata la dichiarazione finale “senza modifiche sostanziali” alla proposta presentata che era stata messa a punto. I partecipanti hanno espresso l’accordo di mantenere l’embargo sulle armi in Libiae di mettere fine al sostegno militare alle parti in conflitto. Probabilmente per una sorta di diplomazia   non sono state studiate sanzioni  per eventuali violazioni dell’embargo.         La cancelliera tedesca Angela Merkel nel corso della conferenza stampa finale ha espresso soddisfazione del passo avanti concreto dei leader dei Paesi partecipanti alla Conferenza..

 “I partecipanti di Berlino – si legge – sono a favore di rapporti più frequenti degli esperti al comitato sulle sanzioni”.

Nella dichiarazione si ricorda che “la responsabilità per il rispetto delle attuali risoluzioni dell’Onu connesse al regime delle sanzioni e all’embargo sulle armi ricade anzitutto sotto primaria responsabilità dei Paesi membri”. “Un rispetto tempestivo e rafforzato delle attuali risoluzioni dell’Onu porterà ad una riduzione del numero di violazioni dell’embargo sulle armi e agisce come misura per la costruzione della fiducia a sostegno del cessate il fuoco”.

Dalla conferenza di Berlino esce fuori un altro punto essenziale cioè la necessità di una riforma del consiglio presidenziale libico, che sarebbe composto, nella sua nuova struttura, da un “nuovo primo ministro e due vice premier” incaricati di formare il governo. La riforma del consiglio presidenziale sarà discussa nell’ambito di un “Forum di Dialogo Politico” da tenersi “fuori dalla Libia prima della fine di gennaio”. Questo Forum si precisa nel documento finale, sarà composto da 40 “rappresentanti libici” che dovranno essere selezionati a seguito di consultazioni con le parti interessate. Il nuovo governo dovrà ottenere la fiducia della Camera dei Rappresentanti per entrare in carica.

“La formazione di un nuovo governo – si precisa – richiederà naturalmente l’accordo di tutte le parti per lo scioglimento dell’attuale esecutivo. Questo deve avere luogo simultaneamente con l’unificazione delle istituzioni nazionali attualmente divise”.

Ci possiamo ritenere soddisfatti,- ha affermato Conte- perché comunque abbiamo compiuto passi avanti, 55 punti condivisi, che includono il cessate il fuoco, l’embargo sull’arrivo di nuove armi ed un percorso politico-istituzionale ben definito. E’ stato nominato anche il comitato militare congiunto che veglierà, monitorerà che la tregua sia rispettata, abbiamo dei passi avanti significativi”, precisato il premier Giuseppe Conte al termine della conferenza, certamente l’uomo che si è impegnato molto nella costruzione della pace in Libia.

 

 

Rilancio dell’esecutivo con la nomina di due nuovi ministri

“Azzolina ministro Scuola, Manfredi a Ricerca e Università

Conte: Azzolina ministra Scuola, Manfredi a Ricerca e Università /LIVE

Obiettivi raggiunti, rilancio dell’azione di governo e l’annuncio della creazione del ministero dell’Università e della Ricerca. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, fa il punto sulle priorità dell’esecutivo e le novità parlando alla conferenza stampa di fine anno a Villa Madama.

Occorre “separare il comparto scuola dal comparto ricerca e università. Hanno logiche diverse – osserva il premier – Mi farò latore della creazione di un nuovo ministero dell’Università e della Ricerca. Ho pensato, avendo conosciuto già l’operato della sottosegretaria Azzolina, di nominarla ministra della Scuola” mentre Gaetano Manfredi sarà il nuovo ministro dell’Università e della Ricerca annuncia il presidente del Consiglio  ringraziando “il ministro Fioramonti per l’attività sin qui prestata. Abbiamo la necessità di rilanciare il comparto della ricerca e dell’università, non è vero che non abbiamo compiuto passi in avanti. Nel 2020 introdurremo l’Agenzia nazionale per la ricerca. Dobbiamo fare qualche sforzo in più, dovremo rilanciare un Piano straordinario per i ricercatori, migliorare i Fondi per il diritto allo studio”.

 – “Abbiamo avanti a noi una maratona di tre anni, marceremo spediti. Questo spazio temporale ci consentirà di programmare meglio le nostre iniziative di governo” dice Conte. “Siamo stati costretti in questi primi giorni a correre i cento metri – spiega il presidente del Consiglio – addirittura è stato uno sprint a ostacoli  Dovevamo mettere il Paese in sicurezza, occorreva una manovra economica seria, responsabile, non dimentichiamo mai che avevamo il compito improbo di reperire ben 23 miliardi per quanto riguarda l’Iva da disinnescare. Sono orgoglioso di aver raggiunto, insieme a tutti i ministri, insieme a tutte le forze politiche che sostengono questo governo, gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Addirittura siamo andati oltre, perché non ci siamo limitati a disinnescare l’incremento dell’Iva, ma abbiamo già iniziato a realizzare alcuni degli impegni per i quali abbiamo chiesto la fiducia” . Conte aggiunge che “gennaio sarà l’occasione per fermarsi un attimo a riflettere, a confrontarsi con le varie forze politiche per rilanciare l’azione di governo”. A tal proposito sarà definito un ”cronoprogramma”, “abbiamo presenti le priorità”, sottolinea il presidente del Consiglio.

Non vogliamo promettere delle cose irrealizzabili, nei nostri 29 punti non ci sono promesse irrealizzabili – osserva-ci sono degli obiettivi molto chiari, programmatici, che a gennaio verranno declinati sulla base delle priorità. Vogliamo lavorare per rendere un servizio utile al Paese, riscoprire il senso di comunità, lavorare come una squadra e vogliamo rivolgerci a tutti i cittadini sollecitando fiducia nei confronti della politica”, che “non deve promettere cose che non può mantenere, deve essere credibile”. “Se la politica si presenta credibile, determinata, convinta nel perseguire obiettivi alla portata, le riforme che i cittadini attendono da anni – aggiunge il premier – la politica farà il suo compito, senza proclami, senza gesti eclatanti, senza lasciarsi distrarre da polemiche. La politica non ha bisogno di conflitti e nessuna forza politica alimenta il consenso con le polemiche. Non possiamo sprecare questa occasione d’oro, le polemiche e i distinguo non ci fanno bene”. “Il metodo di lavoro di questo governo – sottolinea ancora – si basa sul confronto che io rivendico. Un dialogo anche acceso, ma mai dei litigi fini a se stessi”. ”Ho visto la stampa che ironizza su di noi: chiama questo governo, il governo delle riunioni e dei vertici – rileva poi – I vertici servono per alimentare il confronto, i vertici non sono litigi. Io non sono mai stato a litigare su poltrone o altro”.

– Conte aggiunge anche  che “in questo momento una frammentazione delle forze politiche che sostengono la maggioranza non fa bene neppure all’azione di governo”.      Il  premier lancia un appello ai deputati , se ci sono parlamentari in dissenso con il proprio partito, “rimanete nelle rispettive forze politiche, non alimentate questi passaggi che non contribuiscono alla stabilizzazione del quadro politico. Se ci sono manifestazioni di dissenso lavorate all’interno” dei partiti. Il presidente del Consiglio richiama “tutti a un senso di responsabilità”. Quanto alla possibile nascita di gruppi ‘contiani’ in Parlamento, “non ho velleità di avere un partito o un gruppo di riferimento – mette in chiaro – non è nelle mie corde e sarebbe una missione diversa da quella che ho assunto con i cittadini italiani”.

 

– “Vogliamo agire per abbassare la pressione fiscale. Sul fisco puntiamo a semplificare, rimodulare o ridurre le aliquote – spiega Conte – Se non vogliamo mandare il Paese in bancarotta e non vogliamo esporre il Paese a una procedura di infrazione dobbiamo lavorare in modo serio e credibile. L’unica prospettiva seria e credibile è combattere contro l’evasione fiscale”. Quanto alla rimodulazione dell’Iva, questa “non è all’ordine del giorno”. “Dobbiamo valutare l’impatto che avranno le misure anti-evasione”, dice il premier, aggiungendo che “arriveremo all’inizio dell’anno successivo al 2021 a restituire ai singoli cittadini anche 2.000 euro di superbonus”. Mentre “sulla flat tax riteniamo che una articolazione ci debba essere e che debba essere anche rispettato il principio della progressività dell’imposizione”. E poi ”dobbiamo mettere mano in modo organico e sistematico alla giustizia tributaria”.

CONTI PUBBLICI troppo elevatii– “Il nostro debito pubblico è elevato sicuramente ma ricordiamo che i nostri fondamentali sono molto saldi e che il nostro debito pubblico è per la maggior parte nelle nostre mani. E questo fa la differenza. Abbiamo un cospicuo risparmio privato” afferma il presidente del Consiglio, sottolineando la necessità di “governi credibili, coerenti che parlino con voce univoca” per evitare un innalzamento dello spread “come è stato già sperimentato”. Il problema, aggiunge, “non è un problema di risorse che abbiamo anche incrementato. Ormai la diagnosi è molto chiara. Il problema è riuscire a spenderle. Da gennaio ci concentreremo su come spendere bene ed efficacemente intervenendo sui centri di spesa, snellendo la burocrazia e semplificando il quadro regolatorio“.

– “Se riusciremo a innovare sul piano tecnologico la pubblica amministrazione”, soprattutto sul piano della ”digitalizzazione”, si potrà fornire un “volano” per la crescita economica, osserva Conte. E, ancora, “vogliamo snellire la macchina burocratica. Nessuno può illudersi che questa riforma sia facile, ecco perché occorre un orizzonte temporale minimamente ampio”, rimarca il premier, che avverte: “Sarà una riforma che scontenterà molti”.

“E’ nel nostro programma l’intervento sui decreti sicurezza, per recepire le preoccupazioni espresse dal presidente Mattarella. Il decreto sicurezza bis è stato varato dal Cdm in una versione diversa. La versione originaria teneva ben conto delle premure del presidente Mattarella” dice Conte nel corso della conferenza stampa di fine anno. “Cento giorni son pochi, adesso però potremo lavorare” e “sarà uno dei temi del confronto di gennaio”, assicura il presidente del Consiglio.

– Riguardo all’immigrazione, “il problema non è porto aperto o porto chiuso. Diciamolo francamente al di là della propaganda: i nostri porti non sono mai stati chiusi, la differenza era tenere” i migranti “più o meno giorni in mare” spiega il premier. “Non sono solito sottrarmi alle responsabilità. Anche io commetto degli errori ,il problema non è tutti contro Salvini, puntualizza – Ho commesso anche io degli errori e sono disponibile ad ammetterli. Però quando dico che in materia di immigrazione non sono mai stato favorevole allo schema ‘porto aperto porto chiuso’, questo l’ho detto in tutte le occasioni – rimarca – Se ho commesso errori me ne assumo le conseguenze. Però se lo spread è salito, non lo ha fatto per le mie dichiarazioni”.

Sulla vicenda della nave Gregoretti “sto completando le verifiche, perché mi occupo contemporaneamente di tantissimi dossier. Con il massimo scrupolo, con la massima correttezza verificherò il ruolo che ho avuto”. “Ho fatto già una verifica – aggiunge – per quanto riguarda i messaggi anche sul cellulare, sto facendo fare una verifica per quanto riguarda le mail, sicuramente dal primo riscontro c’è stato un coinvolgimento della presidenza, come è sempre avvenuto, per la ricollocazione”. “In questo momento non ho avuto ancora riscontri sul mio coinvolgimento per quanto riguarda invece lo sbarco, però non ho ancora sciolto la riserva – prosegue – voglio completare tutte le verifiche. Se troverò un frammento di coinvolgimento sarò il primo a dirlo, perché è giusto che sia così, però permettetemi di completare l’istruttoria”.

Poi, rispondendo a chi, durante la conferenza stampa a Villa Madama, gli chiede se la Lega e Salvini possano mettere a rischio la stabilità democratica del Paese, il premier replica: ”Io considero la Lega una forza pienamente legittimata a partecipare al gioco democratico”, ma ”secondo me è insidiosa la modalità con cui Salvini interpreta la sua leadership…”.

– Poi il cancro  della prescrizione. “Ritengo che una prescrizione che sia sospesa in corrispondenza della sentenza di primo grado, sia essa di assoluzione che di condanna, non è un obbrobrio giuridico, c’è in Germania, c’è in Francia, in altri Paesi” rileva il presidente del Consiglio. “Sicuramente – aggiunge – il problema è abbinare dei meccanismi che assicurino la durata ragionevole del processo. Quando a gennaio entrerà in vigore questa norma, gli effetti non si avranno subito, occorreranno 3-4 anni”. “E’ ovvio che le varie forze politiche su questo tema hanno delle differenti sensibilità ma credo che su questo obiettivo ci ritroveremo tutti – prosegue – Sono a conoscenza del disegno di legge presentato dal Pd, lo capisco, ma siamo in dirittura d’arrivo per accelerare i tempi della giustizia penale e introdurre garanzie per la durata ragionevole del processo penale”.

INFRASTRUTTURE – “Dobbiamo lavorare per incrementare le infrastrutture, migliorarle e manutenerle in modo efficace: quello che abbiamo visto fino a qui non ci piace affatto. Serve una manutenzione più efficace, ordinaria e straordinaria” dice Conte sottolineando la necessità di salvaguardare il territorio e di puntare anche al Mezzogiorno. “Stiamo lavorando a un piano strutturale per il Sud, anche con le Ferrovie dello Stato e di altri soggetti coinvolti”, spiega.

. “Alitalia è una compagnia in difficoltà ma con asset che fanno gola a molti. Non vogliamo regalarla – mette in chiaro – Per questo stiamo cercando di ristrutturarla per offrirla a soluzioni di mercato”. “Stiamo interloquendo con l’Ue” per quanto riguarda il prestito ponte per Alitalia. “L’interlocuzione è sempre preventiva ed è costante. Non voglio ipotecare l’esito ma confidiamo di non aver difficoltà” afferma il presidente del Consiglio.

– Per la questione delle concessioni ad Autostrade per l’Italia “il procedimento è in corso. Confidavo di poter completare l’istruttoria entro il mese, slitteremo di un po’ ma siamo in dirittura finale” dice il premier che comunque non si sbilancia sull’esito di questo procedimento. “In questo momento – rileva – non mi sento di dire che esito sarà ma deve essere ben chiaro che non vogliamo fare sconti a nessun privato. Tuteliamo l’interesse pubblico”. E ricorda che nel decreto legge Milleproroghe “abbiamo introdotto una norma che non riguarda solo Aspi ma tutti i concessionari. Abbiamo eliminato privilegi inaccettabili, perché c’era una sperequazione nelle convenzioni e alcune erano sproporzionate nei vantaggi ai privati rispetto agli svantaggi al pubblico”. Conte rileva inoltre che il rapporto della Corte dei Conti “è stato scioccante e inaccettabile”.

– Sulla Libia “c’è stata e c’è un’incessante attività diplomatica da parte dell’Italia spesso non visibile” dice Conte, ricordando di aver sentito nei giorni scorsi “il presidente Erdogan e il presidente Putin”. “C’è un costante dialogo per esortare tutti e indirizzare tutti verso una soluzione politica“, aggiunge il premier. E per cercare di ottenere un cessate un fuoco in Libia è necessario, ribadisce, “convincere tutti e indirizzare tutti e creare una grande pressione”. “Ecco perché si è intensificata la nostra iniziativa diplomatica, ecco perché il ministro Di Maio è stato di recente in Libia – aggiunge – ecco perché ci torneremo, stiamo lavorando anche con gli altri Paesi dell’Ue per tornare subito a farci risentire anche a livello di ministri degli Esteri e con la conferenza di Berlino”.

Favorevole ad una rielezione del Capo dello Stato.  Conte rileva: “E’ l’opinione della stragrande maggioranza degli italiani, c’è la massima riconoscenza per come il presidente Mattarella sta interpretando il suo magistero, con equilibrio, con saggezza, è veramente il presidente di tutti gli italiani. La fase politica ha attraversato momenti molti difficili e lui ha dimostrato delle grandi qualità e di saper interpretare con spirito condiviso quello che è il ruolo del Presidente della Repubblica, dando un’alta testimonianza di quello che è un senso di responsabilità e di rispetto delle istituzioni”. “Non spetta a me votare il nuovo presidente della Repubblica, sarei ben favorevole” a una rielezione di Sergio Mattarella, dice il presidente del Consiglio, “ma sono decisioni che non passano dalla mia volontà”.

 

FIDUCIA ALLA MANOVRA, L’ESAME ADESSO AL SENATO

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La manovra sul bilancio va avanti, il governo pone la fiducia sul , nell’aula del Senato. Lo annuncia il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, in aula. Il testo recepisce le osservazioni dei tecnici. Il percorso parlamentare della manovra si è aperto oggi a Palazzo Madama con le repliche dei relatori, il voto finale arriva dopo la votazione sulla ‘Nota di variazione del Governo’.

Una curiosità dettata da una polemica sull’inammissibilità dichiarata dal presidente Elisabetta Alberti Casellati del subemendamento sulla commercializzazione della cannabis light Stralciate anche altre 14 norme, tra le quali la Tobin Tasx sulle transazioni finanziarie allo 0,04% e il rinvio al 2022 dello stop al mercato tutelato dall’energia. Si apprende che : a dichiarare inammissibili le 15 norme del ddl  la presidente del Senato Casellati, che aveva sospeso la seduta per dichiarare tali inammissibilità.