L’infortunio tecnico di Mentana che getta ombre sul Giornalismo serio ed autentico italiano

Lettera aperta a Enrico Mentana, direttore di “LA 7”

Bilancia della giustizia e martelletto | Foto Premium

 

di  Raffaele Lanza

Alla vicenda Conte e alle sue osservazioni critiche segue un’altra vicenda, più grave di quella delineata dai politici  noti come “falsari”(Salvini, Meloni): quella giornalistica-vip rappresentata dal giornalista professionista Enrico Mentana che, si sa, guida l’emittente “La 7″..  Mentana, nel tg di La7, ha richiamato l’attenzione sull'”uso personalistico delle reti unificate con l’attacco personale a due figure dell’opposizione. E’ una materia- ha detto il direttore dell’emittente – che resterà molto dura. Se l’avessimo saputo, non avremmo mandato in onda quella parte della conferenza stampa del presidente del Consiglio. Aspettavamo per oggi un passaggio importante, il decreto, parole importanti sull’Eurogruppo e sulla task force” per la fase 2 in Italia. “Il resto è polemica politica”.

Sappiamo- Signor Mentana- non la chiamo stavolta collega per la diversità  delle vedute che danno per chiara logica ragione a chi informa di influenzare negativamente l’opinione pubblica europea in un momento così delicato della trattativa che vede il rappresentante premier coagulare gli sforzi sino allo stremo -e per il protagonismo inappropriato che lei Mentana cerca ad ogni costo – che per deontologia professionale un giornalista-soprattutto se iscritto nell’elenco dei professionisti – non può sindacare sul contenuto di uno scritto politico. Tantomeno di un Presidente del Consiglio”.

Possibile poi che Lei Mentana non provi rossore o vergogna per il desiderio di “tagliare la parte indicativa dei nomi politici al documento di Conte se solo lo avesse saputo prima?”        Lei,giornalista acclamato da più parti, lanciato dalle reti berlusconiane, passato opportunamente all’altra sponda in un momento in cui l’editore stava per darle il benservito, non sa che “la comunicazione istituzionale può anche contenere i toni tipici della vibrata polemica politica coerentemente con il linguaggio politico in uso in Italia?   Non ha mai letto sentenze consolidate in merito della Giurisprudenza italiana ?.   Eppure penso che un “giornalista” del suo calibro(intendo solo come notorietà, non altro) dovrebbe conoscere questi elementi come l’Ave Maria.     Lei dirige un’emittente televisiva: allora nell’ipotesi di rettifiche o smentite a servizi suoi o dei suoi collaboratori lei -alla luce delle sue fuorvianti dichiarazioni- opererebbe una censura “fascista” o,peggio, nazista( cestina lo scritto)  mandando a quel paese l’articolo di legge sulla stampa che prevede l’obbligo integrale della smentita ,con gli stessi caratteri,e la medesima posizione nel giornale, entro tre giorni?

Sa qual’è la verità?   Che lei Mentana abbia  voluto fare una “sparata” che non depone però a favore della professionalità di un giornalista serio ed onesto, e che abbia cercato di mettersi in vetrina occasione unica  di elevatissimo protagonismo scenico.  L’opposizione contesta nuovamente il premier di “falso”?       Perchè allora non incaricano uno studio legale per procedere per “diffamazione” ai sensi dell’art.595 C.P.?        Perchè?     Tutti sanno che l’avvGiuseppe Conte non è un politico ne’ onorevole ma un semplice cittadino specializzato in Giurisprudenza e diritto del lavoro. Quindi non godrebbe dell’immunità parlamentare che hanno invece la Meloni e Salvini.  Ed infine Mentana: lei che ha il titolo di studio  “Classical High School, dell’Università degli studi di Milano”   dovrebbe davvero studiare di più :frequentare i corsi di formazione professionale previsti dall’Ordine   dei Giornalisti, ad esempio. Io li frequento in Sicilia.Non c’è nulla di male e non sono una perdita di tempo neppure per un vip.   Imparerebbe nozioni giuridiche e tecniche che si aggiungerebbero alla sua esperienza e non le consentirebbero di cadere in ulteriori -e mi consenta- vergognosi infortuni tecnici giornalistici da lei messi consapevolmente  in scena..

 

Il presidente del consiglio Prof. avv Giuseppe Conte 

Pubblichiamo lo scritto del Giudice (Gip) dr. Francesco Messina       (Il Giudice barlettano è -ricorderemo- un “magistrato formatore  scelto  per questo ruolo  che copre l’intera regione Marche., dal Consiglio Superiore della Magistratura Nella scelta di questo incarico il Csm prende in esame meriti professionali, scientifici e capacità divulgative. Messina si occupa anche della “formazione penale” dei magistrati …

Oltre infatti alla sua carriera come coordinatore della sezione Gip-Gup prima per il tribunale di Trani e poi per quello di Pesaro, il magistrato è stato negli anni promotore di diverse iniziative culturali, come ad esempio il ciclo di conferenze che si svolsero a Barletta sotto il titolo di “La Democrazia delle Parole”).

SPAZIO CITTÀ | Dott. Francesco Messina (Gip-Gup Tribunale di Trani ...

Foto Ag.         Il magistrato dr. Francesco Messina

– “Direttore Mentana, non spetta a Lei valutare l’opportunità o meno dei contenuti di una comunicazione istituzionale. Il giornalismo serio non limita e non decide cosa un rappresentante delle Istituzioni debba o non debba dire pubblicamente. Il giornalista informa e comunica, magari anche rappresentando il proprio pensiero. Spetta, poi, al cittadino riflettere e crearsi un giudizio il più completo possibile”.

Il gip di Pesaro Francesco Messina richiama gli errori tecnici in cui è incorso il direttore del tg de La7 Enrico Mentana per aver preso posizione con il Centrodestra nelle persone della Meloni e di Salvini  per aver  accusato il presidente del consiglio di “uso personalistico delle reti unificate” per quell’attacco personale a Salvini e alla Meloni, aggiungendo che se l’avesse saputo prima, non avrebbe mandato in onda quella parte della conferenza stampa. Parole e intenzioni che per il giudice Messina non competono a un giornalista. 

Il giudizio sulla opportunità o meno dei contenuti “spetta al cittadino italiano – scrive Messina in un commento social – al cui servizio qualsiasi canale televisivo di informazione o giornalista dovrebbe attenersi con assoluto scrupolo”. “Ma vi è di più” prosegue il giudice: “Ieri il Presidente del Consiglio ha dato conto ai cittadini della posizione governativa dell’Italia in ambito internazionale, smentendo affermazioni di altri politici che, se fossero vere, influenzerebbero delicatissime trattative economiche in ambito internazionale, generando sconcerto nell’opinione pubblica. Opinione pubblica che, specie nella situazione gravissima che stiamo vivendo, dovrebbe essere rassicurata, e non indotta emotivamente a perdere fiducia o, peggio, a disprezzare le Istituzioni”.

E adesso lo scritto di Enrico Mentana

 

Enrico Mentana chi è | carriera | vita privata del giornalista

 

“Come si sa -scrive Enrico Mentana- già dal primo pomeriggio era stata anticipato un probabile intervento televisivo a reti unificate del premier Conte. Il motivo era noto: il nuovo decreto che prolunga le misure drastiche che la difesa dal contagio rendono indispensabili. .

Come tutte le emittenti anche La7 ha interrotto la programmazione per trasmettere la diretta da Palazzo Chigi: in un momento grave come quello che stiamo attraversando è vitale dare immediato rilievo a provvedimenti che riguardano la vita di tutti noi. Il potersi rivolgere a reti unificate a tutti i cittadini è prerogativa del presidente del consiglio e del capo dello stato, e sempre vi è stato fatto ricorso, come è giusto, solo in circostanze eccezionali. E lo è sicuramente l’emergenza attuale”

“Il premier ha ben illustrato la situazione e i provvedimenti che ci terranno ancora vincolati fino al 3 maggio. Poi però, passando alla materia degli aiuti europei, si è lasciato andare a una dura polemica con i suoi avversari politici. E questo – lo penso, l’ho detto a caldo in sede di commento ieri e lo ribadisco oggi – non si può proprio fare. Non quando utiilizzi un privilegio assoluto come è quello di parlare direttamente a decine di milioni di italiani, in un frangente drammatico, da una sede istituzionale, illustrando un decreto che riguarda la salute e la vita di tutti. Il politico Conte aveva mille strumenti per rispondere agli attacchi (sgradevoli, strumentali, elettoralistici quanto si vuole) di Salvini e Meloni: attraverso i social, con in comunicato, con dichiarazioni o interviste. Tutti i mezzi di comunicazione, e ovviamente anche il giornale che dirigo, gli avrebbero dato un ampio spazio (e peraltro è quello che abbiamo fatto anche ieri sera)”

Ma parlando al paese il premier Conte doveva conservare il profilo per il quale gli veniva consentito di usare quel canale privilegiato. Se voleva spiegare la situazione dopo l’Eurogruppo, come ha fatto, gli bastava ricordare che il governo italiano non ha chiesto di accedere al Mes e nel prossimo vertice europeo tornerà a chiedere gli Eurobond, con buona pace di chi sostiene il contrario. Punto. Agli attacchi, che ripeto sono forse sgradevoli, falsi, elettoralistici o strumentali, ma che fanno parte dell’armamentario di ogni opposizione, possono e devono replicare i loro pari grado della maggioranza, non il capo del governo mentre parla al paese

Per questo ho detto che avrei espunto quella parte del suo discorso, altro che censura. In passato ho mosso critiche dello stesso tenore, e più sferzanti, a molti predecessori di Conte, come lui nel momento di massimo consenso, da Berlusconi a Renzi, e più volte allo stesso Salvini quando era al governo, in tv e qui. Sempre sine ira et studio. E sempre con lo stesso metro di distanza giornalistica. Non pretendo di avere il consenso di tutti, né di avere ragione a prescindere; ma che si rispettino buona fede, indipendenza e passione professionale sì. La logica dei fanatici “se critichi Tizio sei al soldo di Caio” mi ripugna. So che da sempre infesta i social e la combatto. E non rinuncio a dire la mia quando lo ritengo giusto. Si può perdere un follower o uno spettatore, non la coerenza

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