Terrore a Vienna: quattro persone uccise e 17 feriti il bilancio di un attentato dell’Isis

Attentato a Vienna, le foto

Attentato terroristico questa notte a Vienna:  quattro i civili uccisi, due uomini e due donne Con il terrorista attentatore , il bilancio dei morti è ora di cinque.

I feriti sono 17 civili. Il direttore sanitario di Vienna, Michael Binder, hariferito che sei, dei diciassette feriti ricoverati in ospedale, sono in condizioni gravissime Tutti i feriti sono stati colpiti da armi da fuoco. Rimangono stabili, ma critiche le condizioni del poliziotto ricoverato in terapia intensiva.

Era l’ultima serata ‘libera’ prima del lockdown, previsto per fermare l’incremento dei contagi da Coronavirus che sta dilagando in Austria, e le strade erano piene di persone Immediato il massiccio intervento della polizia austriaca, in azione le forze speciali Vega e Cobra..

Secondo il ministro degli Interni austriaco Karl Nehammer, l’uomo che ha condotto l’attacco e di cui si hanno notizie è “una persona radicalizzata”, un simpatizzante dello Stato Islamico (Isis). Gli altri risultano in fuga.Si apprende anche che nel corso di una conferenza stampa questa mattina, Nehammer ha affermato che “abbiamo subito un attacco da un terrorista islamico”. “Era armato con una cintura esplosiva, austriaco, e aveva con sé una borsa con munizioni. E’ stato ucciso dalla polizia”….

“L’attentatore è stato neutralizzato alle 20.09″, ha dichiarato il capo della polizia austriaca Gerhard Puerstr nel corso di una conferenza stampa a Vienna, spiegando che ”le unità di pronto intervento sono entrate in azione velocemente e la fase caotica dopo gli attentati è durata molto poco”. La cintura esplosiva con la quale è stato trovato ”era un falso”.

La polizia austriaca sta effettuando ”perquisizioni e arresti” dapertutto, ha poi dichiarato il sindaco di Vienna Michael Ludwig

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha convocato per questa mattina alle 9 un Consiglio dei ministri straordinario. Al termine della riunione, Kurz terrà una conferenza stampa congiunta con il vice cancelliere Werner Cogler, il ministro degli Interni Karl Nehammer e il sindaco di Vienna Michael Ludwig.

 

Annuncio di Trump: il Capo dell’Isis si è fatto esplodere con i figli dopo essere fuggito in un tunnel senza uscita

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       Il Capo dell’Isis, Abu Bakr Al-Baghdadi è morto dopo essere fuggito in un tunnel senza uscita, “piagnucolando e urlando”, mentre scappava come un “cotardo”

Chi è questo terrorista tanto ricercato in tutto il pianeta?  

Si ritiene sia nato a Samarra, a nord di Baghdad, nel 1971. Venne catturato a Falluja ed è stato prigioniero degli americani in Iraq per dieci mesi, fra febbraio e dicembre 2004. Al-Baghdadi si rivelò al mondo cinque anni fa. All’inizio del luglio 2014, poche settimane dopo che l’Isis aveva preso il controllo della città di Mosul, al-Baghdadi apparve in un video che lo ritraeva nella moschea Al-Nouri mentre pronunciava un sermone in cui ordinava ai fedeli musulmani riuniti di obbedirgli e si autoproclamava “califfo” di un territorio che si estendeva dalla Siria all’Iraq, ovvero dalla provincia di Aleppo fino a quella di Diyala.

Chi è al-Baghdadi, il terrorista più ricercato del pianeta
Nella foto d’Agenzia il terrorista Capo dell’Isis Al Bagdadi che siè fatto esplodere

Pian piano vennero alla luce drammatiche e sanguinose tappe dell’ascesa e della caduta dello Stato Islamico. Nell’agosto del 2014, i miliziani dell’Isis avviano nel nord dell’Iraq il massacro e la riduzione in schiavitù di migliaia di appartenenti alla minoranza religiosa degli yazidi, e cominciano a diffondere una serie di video nei quali vengono mostrate le decapitazioni di ostaggi occidentali. Nel settembre dello stesso anno, gli Stati Uniti danno il via ad una campagna di bombardamenti, colpendo anche la ‘capitale’ dell’Isis, Raqqa.

Nel gennaio del 2015, lo Stato Islamico è all’apice della sua espansione territoriale, con il controllo di un’area di 88mila chilometri quadrati, tra la Siria occidentale e l’Iraq orientale, nella quale vivono quasi 8 milioni di persone. Le entrate dell’Isis ammontano a miliardi di dollari, grazie al contrabbando del petrolio, alle estorsioni e ai rapimenti di ostaggi. Nel marzo 2016, le forze militari del governo siriano riconquistano l’antica città di Palmira, che poi verrà persa di nuovo nel dicembre dello stesso anno e definitivamente riconquistata nel marzo 2017. A luglio dello stesso anno, le forze irachene liberano Mosul, ma il prezzo pagato è altissimo. In 10 mesi di battaglia muoiono migliaia di civili, la città viene in gran parte distrutta e circa 800mila persone perdono le loro abitazioni.

Nell’ottobre 2017, le Forze democratiche siriane (Sdf) riprendono il controllo di Raqqa, mettendo fine a tre anni di dominio dell’Isis. A dicembre, il governo iracheno dichiara la vittoria contro lo Stato Islamico, riprendendo il controllo del confine tra Iraq e Siria. A febbraio di quest’anno, il presidente Usa Donald Trump dichiara che l’Isis è prossimo alla sconfitta, dopo settimane di battaglia per la riconquista degli ultimi territori in mano jihadista, lungo il confine siriano-iracheno. Il 23 marzo, le milizie curde-siriane dell’Sdf annunciano la caduta di Baghuz, l’ultima roccaforte dell’Isis. E’ “la totale eliminazione del cosiddetto califfato e la sconfitta territoriale al 100 per cento dell’Isis”.

Infine un video del califfo per rivendicare la strage di Pasqua nello Sri Lanka. Oggi l’annuncio di Trump: “Al-Baghdadi è morto”.

Chi è questo terrorista tanto ricercato in tutto il pianeta?  

Il leader dell’Isis, ha comunicato Donald  Trump, “ha raggiunto la fine del tunnel dove si era nascosto mentre i nostri cani lo inseguivano. Ha azionato il suo giubbotto (esplosivo), uccidendo se stesso e i suoi figli. Il suo corpo è rimasto mutilato nell’esplosione”.

La notte scorsa abbiamo fatto giustizia del numero uno dei leader terroristi mondiali. Abu Bakr al-Baghdadi è morto”, ha detto il presidente Trump nell’annunciare la morte del leader dell’Isis. Al-Baghdadi, ha aggiunto, “era il fondatore e il leader dell’Isis, la più spietata e violenta organizzazione terroristica del mondo. Gli Stati Uniti lo cercavano da molti anni. Sulla sua testa pendeva anche una taglia di 25 milioni di dollari a chi avesse fornito utili informazioni. La sua cattura o uccisione è stata una delle principali priorità di sicurezza nazionale della mia amministrazione”, ha detto il presidente Usa. Sotto la sua guida, gli Stati Uniti hanno “cancellato al 100 per cento il califfato” di Abu Bakr al Baghdadi. Trump ha definito i sostenitori del ‘Califfo’ dei “perdenti” che “in alcuni casi erano dei burattini molto spaventati, in altri casi degli assassini spietati“.

Nel raid, oltre ai tre figli, sono morte anche due sue mogli. Le donne, ha riferito il presidente Trump, indossavano giubbetti esplosivi, che non sono però riuscite a far detonare. Le forze Usa hanno condotto i test del Dna direttamente sul posto. L’identificazione ha richiesto circa 15 minuti. I risultati hanno prodotto “un’identificazione immediata, era lui”, ha spiegato il presidente Usa.

Si apprende anche che il leader dell’Isis era sotto sorveglianza da un paio di settimane e che 2-3 missioni sono state cancellate, prima di dare il via a quella decisiva. Il presidente e il suo team si sono riuniti nella Situation Room della Casa Bianca alle 17 di ieri. Gli elicotteri Usa che hanno partecipato alla missione sono decollati pochi istanti dopo. Nel loro volo di avvicinamento al luogo del raid gli elicotteri sono stati fatti bersaglio di colpi di arma da fuoco, ai quali hanno risposto. Si è trattato di un volo “pericoloso”, ma c’è stata cooperazione con altri Paesi. “Abbiamo volato a quota molto molto bassa e molto velocemente”, ha detto il presidente, ringraziando la Russia che “ci ha trattato benissimo”, mentre l'”Iraq è stato eccellente”. L’operazione ha beneficiato di una “grande cooperazione” e anche la Turchia era a conoscenza del fatto che le forze Usa stavano “entrando”.

Nell’annunciare la morte del leader dell’Isis e nel riferire alcuni dettagli della “missione molto pericolosa”, il presidente Donald Trump ha voluto ringraziare la Russia, la Turchia, l’Iraq, la Siria e i curdi siriani per il sostegno fornito agli Usa. In particolare, i curdi siriani hanno fornito agli Usa informazioni molto utili.

Ancora orrore a Kabul: uccisi 31 persone in un attentato

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Scenari di orrore e di morte a Kabul. dove sono stati uccisi 31 persone e 54 sono rimaste ferite in un attacco suicida nella zona occidentale della capitale afghana. L’attentato è avvenuto contro una scuola di Kabul adibita a centro per la registrazione degli elettori in vista del voto del 20 ottobre prossimo.

L’attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico con un comunicato stampa. Il portavoce del ministero degli Interni, Najib Danish, ha riferito che il kamikaze, a piedi, con indosso un giubbetto esplosivo, si è fatto saltare in aria fuori dalla scuola, situata in un distretto a maggioranza sciita.

 Il primo aprile scorso, la Commissione elettorale indipendente – si apprende -aveva annunciato che le elezioni parlamentari – già rinviate un paio di volte – si terranno il 20 ottobre prossimo, otto anni dopo l’ultimo voto.