Festival di Lampedusa, idee per un futuro sostenibile

 

 ARTE, CINEMA, NATURA

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Sull’isola nel cuore del Mediterraneo  in corso la kermesse promossa dell’Associazione Lampaethusa con la direzione artistica di Luca Vullo

LAMPEDUSA –

Nel cuore del Mediterraneo è in corso il “Festival di Lampedusa 2019”, la rassegna che per tre giorni anima l’isola, costruendo un immaginario ponte di dialogo interculturale che parta di rispetto dei diritti dell’uomo e dell’ambiente. Non solo arte, musica, cultura, cinema, ma un vero e proprio laboratorio di idee per riflettere oggi sui temi decisivi per un futuro sostenibile, attraverso momenti di scoperta e di condivisione, esperienze creative e linguaggi trasversali. Il Festival – promosso dall’Associazione Lampaethusa con la direzione artistica di Luca Vullo – nasce dalla volontà di raccogliere quello spirito di un’isola che vuole aprirsi al mondo, per far scoprire le sue unicità, dialogando e superando la più comune narrazione mediatica di Lampedusa.

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La prima giornata (ieri 27 settembre) si è aperta alla scoperta dei percorsi nella Riserva Naturale di Lampedusa tramite le escursioni guidate che hanno visto Legambiente illustrare il lavoro di recupero realizzato nel sito. Poi ampio spazio ai prodotti tipici con il Laboratorio del Gusto realizzato in collaborazione con Slow Food e dedicato alle colture resilienti di Lampedusa per immergersi nella sua tradizione agricola. Via anche all’anima artistica della kermesse con l’appuntamento di street art al Museo Archeologico, dove è iniziata la realizzazione del murales di Rosk&Loste.

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Ad accompagnare il primo Tramonto Esperienziale la live session di Libero Reina, che ha preceduto il primo appuntamento dei Dialoghi dal Mediterraneo, dibattito sui Diritti Umani con la partecipazione di Amnesty International Italia, Arcigay Palermo, La Migration – Sportello Migranti LGBT.     In serata, sempre in piazza, le prime quattro proiezioni della rassegna cinematografica internazionale proposta dal Festival: i due registi Simona Carnino con “The power of passport” e Andrea Trivero con “L’uomo degli alberi” sono stati protagonisti sul palco di un’intensa riflessione sui diritti umani nel cinema documentario. Trivero ha raccontato la straordinaria storia dell’africano Daniel, coltivatore e padre di milioni di alberi, costretto in una carrozzina ma con la passione per il “movimento” costante e il sogno di un mondo più verde; mentre Simona Carnino mantenendo il tema del viaggio ha raccontato l’oscuro mondo dei trasporti illegali delle donne indigene del Guatemala che si spostano verso gli Usa. Entrambi i racconti parlano di corpi spezzati, di braccia e mani che tendono verso l’alto, di carne e ossa che urlano rispetto e dignità.

Ieri  la kermesse si è aperta con il nuovo Laboratorio del Gusto per promuovere il presidio Slow Food dell’Alaccia salata di Lampedusa. Alle 15.00 al Porto Vecchio l’evento Marevivo dedicato alla tutela del mare. Poi il  nuovo Tramonto Esperienziale  è stato  accompagnato dal sound di Nino Errera presso Tunèz. Alla sera in Piazza Castello   musica con Ritmi dal Mondo e il dj set di FranKlin ed infine  i Dialoghi dal Mediterraneo si ssono soffermati sul rispetto dell’ambiente, con interventi di Marevivo, Water Grabbing Observatory, Turtle Group, Comitato Lampedusa e Banca Sant’Angelo.

L’arte con il live painting di Voilà Silvia ha avuto il suo spazio.

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Oggi  29 settembre, il Festival continuerà con la realizzazione del murales di Rosk&Loste e con il Tramonto Esperienziale accompagnato dalla musica di Mario Crispi al Beach Guitgia. Alle 21.00 in Piazza Castello tornerà il dj set, mentre alle 21,30 appuntamento per l’inaugurazione dell’installazione permanente di Rosk&Loste e del dipinto di Voilà Silvia. A seguire l’incontro con il regista Marco Piccarreda e Pietro Pinto di Snapshots from the Borders precederà l’ultima ‘tappa’ della rassegna cinematografica con quattro documentari italiani in proiezione. Il Festival si concluderà con una grande festa a Portu ‘Ntoni, dove da mezzanotte prenderà via il Beach party con il dj set di Vincenzo Callea from TI.PI.CAL.

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Festival di Lampedusa: kermesse culturale del SUD di arte, ambiente e diritti umani

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Da venerdì 27 a domenica 29 settembre, la seconda edizione della kermesse

 IL “RISPETTO” AL CENTRO DEL FESTIVAL DI LAMPEDUSA 2019

IL LINGUAGGIO DELL’ARTE –Tre giornate di cinema, musica, food, street art, performance live ed escursionismo

per tutelare l’interculturalità e il paesaggio dell’isola più a sud d’Europa

 

Il valore è tutto racchiuso nel nome: “Festival di Lampedusa”, che in tre parole suggerisce subito l’idea di una kermesse culturale in un’isola – la più a sud d’Europa – che fin dall’antichità è scenario di spettacoli naturalistici e crocevia di popoli mediterranei. Un evento che, dopo lo start dello scorso anno, torna con la seconda edizione nel weekend del 27, 28 e 29 settembre 2019, grazie all’impegno civico dei giovani dell’Associazione Lampaethusa, con l’organizzazione di Hub Turistico Lampedusa e Ondemotive Productions e la direzione artistica di Luca Vullo.

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Foto Press-Il direttore artistico Luca Vullo

Tre giorni di cinema, musica, food, street art, performance, dibattiti e tanto altro per declinare con il linguaggio universale dell’arte il «rispetto» fondamentale verso l’uomo e i suoi diritti, verso l’ambiente e il suo ecosistema. Un rispetto che può realizzarsi solo se plurale, se compiuto insieme, se positivamente contagioso. Per questo il Festival di Lampedusa è un invito al dialogo, valorizzando e arricchendo le diversità culturali, e al tempo stesso tutelando l’arcipelago e il mare delle Pelagie, così da contribuire alla sensibilizzazione per la tutela della biodiversità.

«Il Festival nasce con lo spirito che si possa parlare di Lampedusa in maniera diversa, facendo scoprire le sue unicità e allontanandola dalla strumentalizzazione mediatica – afferma il direttore artistico Luca Vullo Così abbiamo concepito un laboratorio d’idee su temi cruciali per il futuro di tutti, proponendo occasioni di scambio interculturale e di diffusione di buone pratiche. Durante le mattine abbiamo organizzato escursioni naturalistiche e percorsi sensoriali in collaborazione con Legambiente Sicilia e Onlus Marevivo: accompagneremo ivisitatori alla scoperta dell’enorme lavoro di recupero ambientale svolto negli anni all’interno della Riserva Naturale “Isola di Lampedusa”, concludendo la passeggiata nella splendida “Isola dei Conigli” considerata tra le più belle spiagge del mondo. Con Slow Food – Isole Slow Siciliane sezione di Lampedusa abbiamo pensato invece ad attività gastronomiche per la promozione dei prodotti e delle tradizioni locali, e inviteremo il pubblico al cospetto di “Zia Cuncetta” per imparare l’antica preparazione di ricotta, pane e capperi. Le ore pomeridiane – continua il direttore artistico – saranno dedicate alla musica e alla realizzazione di murales, con diversi appuntamenti nella cornice delle suggestive location naturali che Lampedusa offre. Ogni giorno accompagneremo con una live session l’esperienza del suggestivo tramonto isolano. La sera invece ci ritroveremo a Piazza Castello, centro dell’anima culturale lampedusana, per una rassegna di documentari internazionali, arricchita da incontri con registi, dibattiti e musica dal vivo. Saluteremo l’estate dal cuore del Mediterraneo, con le braccia protese al mondo intero».

Catania : riprogettiamo gli spazi pubblici e affidiamoci al trasporto pubblico e la soft mobility

UN WORKSHOP PER RIPROGETTARE IN CHIAVE ACCESSIBILE LA CITTÀ

PUBBLICATO IL BANDO DI “INSUPERABILE CATANIA

CATANIA –

“Catania, città accessibile a tutti”: un obiettivo indispensabile, un diritto e un dovere, e da oggi anche il nome significativo di un workshop di progettazione che promuove l’abbattimento delle barriere architettoniche e sociali nel capoluogo etneo. A partecipare saranno studenti universitari e professionisti, chiamati a individuare, in determinate aree del centro urbano, una rete di percorsi protetti e accessibili per i soggetti più deboli, nonché a riprogettare in quest’ottica alcuni luoghi pubblici.

Il bando è ufficialmente aperto: c’è tempo fino al 17 aprile 2019 per inviare la propria candidatura secondo i requisiti richiesti e le modalità pubblicate nei siti web degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Catania, e delle loro rispettive Fondazioni, che hanno organizzato l’iniziativa insieme al Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania e al Centro Nazionale di Studi Urbanistici. Il workshop vanta la partnership dell’Inu Sicilia (Istituto nazionale Urbanistica), il patrocinio della Delegazione Sicilia Adi (Associazione Disegno Industriale), e la collaborazione delle associazioni: Controvento, Guide Turistiche Catania, Legambiente Catania, Mobilità Sostenibile Catania, Mobilita Catania e Officine Culturali.

L’attività – che rientra nell’ambito del progetto “inSUPERabile Catania”, ideato e curato da Gaetano Manuele – si svolgerà da giovedì 2 a sabato 4 maggio coinvolgendo i partecipanti nel lavoro di squadra. Ad ogni gruppo – coordinato da un tutor degli Ordini e da un “resident designer” – verrà assegnata la riprogettazione di uno spazio di grandi dimensioni e di uno di medie/piccole dimensioni, all’interno della vasta area delimitata a nord dal Corso Italia, ad ovest da Via Lago di Nicito, a sud da una parte di Via Plebiscito, e a est dalle aree portuali e ferroviarie.

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«Catania si presenta come una città non sicura per chi si sposta all’interno di essa, basti pensare a come, secondo l’Istat, nelle strade urbane catanesi nel 2017 si siano registrati ben 1.109 incidenti con 11 morti» si legge nell’art. 2 del bando, dove è citata anche la “Carta europea dei diritti del pedone”.

«Per migliorare la sicurezza urbana è necessario creare una mobilità cittadina meno dipendente dall’auto e che si affidi sempre di più al trasporto pubblico e alla soft mobility – si legge ancora – Deve essere incentivata la presenza di ciclisti e pedoni attraverso un ridisegno della città che garantisca la loro sicurezza e facilità di spostamento». Il tutto rivalutando il punto di vista dei soggetti deboli, come portatori di disabilità, anziani e bambini.

«Mancanza di scivoli negli attraversamenti pedonali, auto che invadono i marciapiedi, inaccessibilità di alcuni spazi ed edifici pubblici per chi si muove con la sedia a rotelle accessibile – sottolineano gli enti organizzatori – sono situazioni frequenti riscontrabili su tutto il territorio catanese». Motivo per cui i masterplan progettuali, in conclusione del workshop, saranno consegnati all’Amministrazione comunale, in linea con gli obiettivi principali dell’iniziativa: «creare consapevolezza nella comunità locale sull’importanza dell’abbattimento delle barriere architettoniche e sociali, e stimolare l’avvio di politiche volte alla formazione di una città accessibile a tutti».

Nasce Laboriusa, piattaforma web siciliana per la protezione e il rispetto del pianeta

Progetto promosso da Legambiente

PER FARE UN ALBERO CI VUOLE UN CLICK: 100 RESPIRI DI SOSTENIBILITÀ PER CATANIA

Avviata la nuova campagna di raccolta fondi online che permetterà – con soli 1.500 euro – di rigenerare le zone urbane attraverso l’acquisto e messa a dimora di cento alberi

CATANIA – Novanta giorni per restituire alla Terra almeno una piccola parte di ciò che le abbiamo tolto. È il tempo che servirà all’associazioneLegambiente di Catania per sensibilizzare e ricordare a tutta la comunità quanto sia importante la protezione e il rispetto del pianeta. Un movimento che oggi si tramuta in un progetto tangibile che affonda le radici nella campagna crowdfunding “100 alberi per Catania”, approdata da pochi giorni su Laboriusa, la prima piattaforma web siciliana legata al mondo no profit.

Un’iniziativa che parte “dal basso” per richiamare l’attenzione della popolazione digitale (e non solo) sul verde urbano, attivando così un processo di economia circolare dove tutto si rigenera, proprio come avviene in natura. Attraverso le donazioni raccolte online (1.500 euro è l’obiettivo da raggiungere), sarà possibile finanziare l’acquisto di alberi, la loro messa a dimora nelle aree urbane catanesi e lo sviluppo di attività di educazione ambientale nelle scuole e nei quartieri dedicati: «Partecipare a questa campagna di raccolta fondi – spiega Viola Sorbello presidente della sezione etnea di Legambiente, da sempre attenta alle emergenze ambientali – significa dimostrare quel senso di appartenenza, di rispetto e di cura che ciascun cittadino dovrebbe avere nei confronti del luogo in cui abita».

Alimentare il polmone verde della città vuol dire anche ridurre il deterioramento della qualità della vita, contrastare l’inquinamento atmosferico e mitigare gli effetti del cambiamento climatico: “doveri” oltre che vantaggi necessari per rendere la città un luogo piacevole dove vivere. Un progetto dal cuore green, a cui è possibile unirsi con un solo click  e iniziare così a compiere il primo passo verso uno sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di “respirare” una nuova coscienza ambientale e ripagare le emozioni che ogni giorno la Terra offre.

«Con Legambiente arriviamo a quota 22 progetti – sottolinea Assia la Rosa, founder di Laboriusa – con una raccolta complessiva, off e online, che ha superato i 38mila euro e i 680 donatori. Una piccola rivoluzione dal basso che vuole prima di tutto creare una nuova cultura legata al mondo del terzo settore e che, in poco tempo, ha permesso concretamente di realizzare iniziative creative, sociali e solidali».