Fondo salva Stati-Mes- Raggiunta la maggioranza, tensioni al Senato

 

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Il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio Ue con 164 voti a favore, 122 contrari e due astensioni. Respinte due risoluzioni delle opposizioni.   Tensioni in aula.

La votazione ha registrato  posizioni ‘dissidenti’ tra i senatori pentastellati. Chi non solo ha votato contro la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Conte ma ha votato a favore di quelle dell’opposizione. Ugo Grassi, in base ai tabulati, ha votato sì al documento a prima firma Bernini (Fi).

A quella a prima Candiani (Lega) ha detto sì, oltre a Grassi, anche Francesco Urraro, mentre si sono astenuti Paragone e Lucidi (come hanno fatto pure sul documento Bernini, rispetto al quale Francesco Urraro ha votato no). “Si è troppo marginalizzato il tema del Mes ….
Annuncia voto contrario anche Gianluigi Paragone: “La mia non è una dichiarazione in dissenso prodromica a un cambio di gruppo. Voglio solo invitare il mio gruppo e il governo a stare attenti a una questione: il Mes sta dentro un’architettura neoliberista dell’Europa, che ci nega una seria e incisiva politica espansiva”. E ancora: “Con queste sue politiche, l’Europa ci nega la possibilità di crescere“.

Il presidente del Consiglio Conte ha poi lasciato l’aula del Senato, ancora animata dal dibattito sul Mes, per raggiungere la Festa dell’Istituto Italo-Latino Americano, nel quartiere Parioli di Roma.

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Manovra: oggi alle 15,30 vertice del governo, confermate le misure di sostegno al Paese

         PRONTA LA “LOCAL TAX”  (BALZELLI,PER LE SECONDE CASE)

Vertice di governo :  confermate  le misure di sostegno per la modernizzazione del Paese, per favorite la digitalizzazione e la svolta green, per sostenere le famiglie e il welfare, per rafforzare la crescita delle imprese, per sostenere gli investimenti e semplificare la fiscalità degli enti locali”. Stamane  l’approvazione finale e per concordare l’invio del testo al Parlamento. Un nuovo vertice di maggioranza, è  previsto alle 15.30, per chiudere definitivamente il testo della legge di bilancio.

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Contratti d’affitto con cedolare secca al 10% a canone concordato “: uno sforzo per lasciarla al 10% e renderla permanente”. Questo uno dei risultati raggiunti nel vertice. Sono stati destinati inoltre “140 milioni in più, per tre anni, al progetto Industria 4.0”, mentre, per il Fondo famiglie, la manovra prevede uno stanziamento di 600 mln.

Sugar e plastic tax  restano in legge di bilancio ” ma per la loro chiara funzione sociale, potrebbero tuttavia essere gli unici ‘balzelli’ introdotti nella prima legge di bilancio dell’esecutivo giallorosso. La sugar tax porterà un introito stimato in duecento milioni di euro; entrate più consistenti, pari a circa un miliardo di euro, il governo stima di reperirle dalla plastic tax.
Saranno rafforzati gli attuali strumenti, con il bonus bebè che diventa assegno universale mensile per i nuovi nati e avrà tre diverse fasce a seconda del reddito (80 euro, 120 e 160 euro) e voucher per gli asili nido che dovrebbe salire fino a 3mila euro, sempre in base al reddito. In più il congedo obbligatorio per i papà che sale a 7 giorni. Il fondo unico partirà invece dal 2021, dovrebbe essere in carico al ministero del Lavoro e potrebbe, se sarà nel frattempo approvata la delega, introdurre l’assegno unico fino a 18 anni.      Sul tappeto anche il problema delle  false cooperative che operano negli appalti: la norma che obbliga i committenti a versare le ritenute era già stata ‘alleggerità nella stesura finale del decreto fiscale – che intanto ha iniziato il suo iter in commissione Finanze alla Camera ….

-Superata pure  la problematica dell’Iva ,  afferma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri,

Oggi probabilmente saranno individuati 100 milioni necessari per confermare il regime agevolato per le partite iva fino a 65.000 euro, eliminando tutti i vincoli. Parole del viceministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

Per i comuni la manovra conterrà non solo il rifinanziamento per 110 milioni del fondo per il ristoro del mancato gettito Imu-Tasi ma anche l’accorpamento dei due balzelli sulle seconde case in una nuova «local tax».  Prevista la riforma della riscossione che equiparerà le ingiunzioni alle iscrizioni a ruolo, già spuntata, e poi saltata, nella preparazione del decreto fiscale. Dalle bozze del decreto verrà ripescato anche l’aumento della tassa sulla fortuna, che servirà a coprire la stabilizzazione al 10% (anziché al 12,5%) della cedolare secca sugli affitti a canone concordato (plaude Confedilizia). La norma immaginata all’inizio prevedeva un aumento progressivo delle tasse sulle vincite partendo dai 500 euro (dal 12 al 15%), per arrivare al 25% per chi stacca un biglietto delle varie lotterie oltre il milione.

Non sono previsti infine  aumenti sulle sigarette elettroniche, anche se il prelievo sui tabacchi salirà per le “bionde” tradizionali, portando in dote 88 milioni. Imprese che scommettono sulla rivoluzione green che avranno 140 milioni di incentivi in più.

 

Manovra bilancio e Tasse: fra poche ore sapremo se sarà ridotto il “cuneo fiscale”

 

Fra poche ore il premier Giuseppe Conte darà il beneplacito al Documento programmatico della manovra.   Fra poco anche una riunione preliminare di Cdm per la sintesi e l’esposizione del Documento finanziario da inviare a Bruxelles.

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Alcuni punti non hanno trovato consenzienti gli alleati del governo. Le imposte sulle schede Sim ad es. – nei giorni scorsi già argomento polemico  tra il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e la viceministra Laura Castelli – la cancellazione retroattiva della detraibilità del 19% sull’Irpef e la volontà di rivedere quota 100 od alcune finestre del pensionamento anticipato.

“In questa cornice, è evidente che l’esecutivo non potrebbe mai sostenere un aumento delle tasse e men che meno un altro colpo ai pensionati con l’abrogazione di Quota 100. Non è neanche immaginabile mettere i pensionati contro i lavoratori, sostenendo che bisognerebbe creare esodati per ridurre il cuneo fiscale. Abbiamo la responsabilità di unire il paese e non di dividerlo”, ha dichiarato dal canto suo il capo politico del M5S Luigi Di Maio. Che mette in guardia: “Non si inneschi una guerra tra poveri”.

Si discute anche sul taglio del cuneo alle imprese, che i 5 Stelle vorrebbero introdurre : obiettivo creare nuovi posti di lavoro, spiegano fonti grilline. Altro nodo da sbrogliare, la riforma di quota 100 voluta dal primo governo Conte. Fonti di governo M5S sostengono che il Pd avrebbe messo in piedi un asse con i renziani di Italia Viva per modificarla almeno in parte, intervenendo sull’ultima finestra con una dote di circa 500 milioni: “per noi non esiste”, mettono in chiaro i 5 Stelle.

La legge di bilancio  entro oggi a mezzanotte dovrà essere inviata all’Europa. Il decreto fiscale e l’articolato complessivo della manovra dovrebbero essere approvati in un successivo incontro dei componenti governativi.

Troppa nebbia sulla Regione siciliana: la nave sta per affondare

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Valentina Zafarana, capogruppo del Movimento 5 Stelle comunica l’attuale situazione politica della Regione siciliana: “E’ sotto gli occhi di tutti che il governo regionale non ha più una maggioranza. Musumeci venga all’Assemblea Regionale Siciliana per spiegare come intende uscire da questa paralisi istituzionale. Ci dica in sostanza con quali numeri vuol portare avanti le cose che aveva annunciato in campagna elettorale. Venga all’Ars prima della seduta d’aula di lunedì”.

La maggioranza non c’è più. Probabilmente non c’è mai stata anche se i numeri rivelavano che una risicata presenza di deputati di maggioranza (36 su 70) potesse alleviare il disagio del governo Musumeci.

Oggi si contano 7 deputati formalmente di maggioranza che ad ogni occasione  mettono in crisi – al fine di porre i dovuti correttivi -gli atti del governo.  Musumeci dal canto suo vuol vedere in faccia chi lo tradirà e chiede di abolire il voto segreto dell’Ars. Staremo a vedere.