L’arresto di Enzo Caruso, ex soprintendente Beni culturali : “Rivedere nel sistema dei Geni civili siciliani le pratiche ritardate”

DA RIVEDERE IL SISTEMA AMMINISTRATIVO-TECNICO DEGLI UFFICI REGIONALI CHE RILASCIANO AUTORIZZAZIONI

Soprintendente di Caltanissetta sotto processo per molestie a una ...

 

Da decenni sosteniamo che il sistema politico-amministrativo dei Genio civile dell’Isola va rivisto e controllato. Troppi poteri ai Capiuffici.  E soprattutto la permanenza alla guida di un Ufficio che rilascia autorizzazioni non può dilatarsi per anni. Si consolidano amicizie con funzionari, dipendenti,imprenditori, commercianti, persone di qualsiasi livello.  Bene ha fatto a Catania il Presidente della Regione On. Nello Musumeci per aver rimosso-tempo addietro- l’ing.Gabriele Ragusa , dirigente del Genio civile di Catania per il  ritardo di pratiche d’interesse della popolazione pur con i solleciti del governatore.   Un uomo conosciuto anche a diversi sindacati di denuncia per le sofferenze praticate  agli utenti richiedenti una semplice autorizzazione.   La burocrazia uccide perchè negli uffici ha i suoi intrecci fino all’ausiliario che pulisce i pavimenti dell’Ufficio e favorisce la mafia.  Sorprende come un dirigente come il Ragusa- avente anche duplici incarichi impegnativi – sia stato alla guida del Genio civile di Catania,in contrasto con la normativa vigente, oltre dieci anni. Ma è d’altro lato notorio il sostegno dell’ex governatore siciliano Raffaele Lombardo a dirigenti siffatti.

          LA   BUROCRAZIA  FAVORISCE  LA MAFIA

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Oggi la cronaca riporta la notizia dell’arresto di un alto dirigente della Regione siciliana  ..Un arresto eccellente che impone una riflessione doverosa per l’apparato politico siciliano: “Rivedere tutte le pratiche dei Genio civili ritardate sui tavoli dei dirigenti” Si tratta dell’architetto agrigentino Vincenzo Caruso, 65 anni,(nella foto sopra)-  del Genio Civile di Caltanissetta arrestato per concussione dopo le denunce di un imprenditore, al quale avrebbe chiesto 15 mila euro per agevolare l’esecuzione di un appalto di cui il professionista aveva la direzione dei lavori.

Caruso, ex sovrintendente ai Beni culturali di Caltanissetta e direttore della Biblioteca museo Pirandello di Agrigento, nel novembre del 2018 era stato sospeso dalla Regione, quando era a capo dell’ufficio nisseno, perchè rinviato a giudizio per abuso di ufficio nell’ambito di un’inchiesta che ipotizzava una lottizzazione abusiva nei pressi della Scala dei Turchi. Questa imputazione, contestata per il periodo compreso fra il 2008 e il 2013, scaturiva dal suo incarico di allora alla Sovrintendenza di Agrigento, dove dirigeva il servizio per la tutela dei Beni paesistici. Il processo è arrivato alle battute decisive. Dopo il reintegro, Caruso era stato collocato a capo della sesta unità operativa del Genio Civile di Caltanissetta che si occupa di edilizia pubblica e privata. Ma vi sono altri procedimenti penali registrati al Tribunale .Lo stesso Caruso è a processo, sempre davanti al tribunale di Agrigento, per l’accusa di stalking a sfondo sessuale ai danni di una dipendente della Biblioteca museo Pirandello che all’epoca, dal 2009 e fino al 2017, periodo in cui l’avrebbe perseguitata, dirigeva.
Il dirigente e avrebbe avuto atteggiamenti provocatori sul posto di lavoro finalizzati ad avere rapporti sessuali con lei. Al rifiuto della donna, inoltre, sarebbero stati adottati alcuni atti amministrativi a lei sfavorevoli. Come gesti di ritorsione, in particolare, le avrebbe negato alcuni permessi di assistere un familiare ai sensi della legga 104. “Ho denunciato il mio direttore – è stato l’atto di accusa della donna in aula – e la Regione anzichè tutelarmi, ha mandato due ispettori che mi hanno minacciato dicendo che avrei passato guai. Ho subito umiliazioni per anni, non li dimenticherò facilmente”.     Qui tuttavia occorrerà leggere la documentazione esistente presso il Servizio disciplinare della Regione diretto da un dirigente nonchè le testimonianze rese.
L’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone,  dopo l’arresto dell’ex soprintendente ai Beni culturali di Caltanissetta.ha rivolto alla magistratura e alle forze dell’ordine un plauso per l’azione investigativa condotta a Caltanissetta, ringraziando gli inquirenti per l’impegno quotidianamente profuso nel contrasto alla corruzione. L’ingegnere Vincenzo Caruso sarà subito rimosso dal suo incarico”. . “Agli imprenditori – aggiunge – vogliamo formulare l’invito a rivolgersi alle autorità per denunciare quegli episodi che incrinano la credibilità della Pubblica amministrazione siciliana, offuscando anche il valore di tutti quei lavoratori che ogni giorno compiono nella legalità il proprio dovere”.

ANCE CATANIA, PRESIDENTE PIANA: « “STOP” DEI CANTIERI PER GARANTIRE SICUREZZA»

Covid-19, l’associazione costruttori etnei chiede misure urgenti

 

CATANIA – 

«Per chi lavora in alcuni cantieri è quasi impossibile rispettare le norme per evitare il contagio del Coronavirus. Per questo crediamo sia necessario un provvedimento per la sospensione dei lavori, fatta eccezione per i casi di urgenza ed emergenza». Così Giuseppe Piana, presidente di Ance Catania, analizza l’attuale situazione del settore edile in seguito alle disposizioni di sicurezza ministeriali.

 

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Nella foto Gabriele Buia

Il tutto in linea con quanto dichiarato anche dal presidente nazionale dell’associazione costruttori Gabriele Buia: «Ci sono difficoltà – prosegue Piana – ad assicurare servizi di trasporto, vitto e alloggio agli operai, ad acquistare i dispositivi di protezione personale, così come i materiali: è impossibile proseguire senza esporre i lavoratori ai rischi seri che corre tutta la popolazione in questo momento così delicato. È mia intenzione interessare il Prefetto affinchè venga emesso un provvedimento rivolto a tutte le Stazioni appaltanti dell’Area Metropolitana di Catania per valutare la necessità di sospendere le attività di cantiere – salvo per i lavori urgenti – sino al rientro dell’emergenza sanitaria. La salute è un bene primario: del resto il valore più grande delle nostre imprese è rappresentato dai lavoratori. È alla loro sicurezza e a quella delle loro famiglie che vogliamo prioritariamente pensare».

«Tenendo conto dell’attuale e difficile situazione sanitaria e del comparto edile – sottolinea – chiediamo però “misure” per la sopravvivenza delle imprese e per preservare i livelli occupazionali: dall’ampliamento dei limiti degli ammortizzatori sociali, alla sospensione dei versamenti tributari, assistenziali e previdenziali per garantire liquidità alle imprese, avviando i pagamenti per i cantieri che si fermeranno». Proprio su quest’ultimo aspetto l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana Marco Falcone ha accolto ieri l’appello lanciato proprio dal presidente Piana: «Era necessario intervenire emettendo subito gli stati di avanzamento lavori (SAL) in deroga ai capitolati d’appalto, per evitare il collasso dell’intero settore edilizio – conclude Piana – ringraziamo l’assessore Falcone per l’intervento tempestivo e cruciale in un momento così drammatico per la salute pubblica e per il nostro comparto: in questo modo si potrà venire incontro alle esigenze economiche di imprese e lavoratori».

CORONAVIRUS, ANCE CATANIA: «PROVVEDIMENTI URGENTI PER GARANTIRE LIQUIDITÀ ED EVITARE CROLLO SETTORE EDILIZIO

 

Emergenza Covid-19, gravi conseguenze per imprese

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L’appello del presidente Giuseppe Piana all’assessore regionale Marco Falcone: «SAL per i lavori maturati alla data del 10 marzo, ma anche potenziamento ed estensione Cassa integrazione»

CATANIA –

«L’emergenza sanitaria e i provvedimenti presi per il diffondersi del Coronavirus avranno forti ripercussioni sull’economia complessiva del nostro Paese. Non solo per chi vedrà diminuire le vendite e la clientela (si parla anche di chiusura totale di alcune attività commerciali), ma anche e soprattutto per il settore edilizio. Un comparto già in difficoltà e che, in Sicilia, potrebbe avere conseguenze ancor più gravi: «Credo sia necessario attivare ogni iniziativa per porre in sicurezza le imprese. Le attività nei cantieri non possono essere svolte con l’utilizzo dello smartworking, se non in misura residuale – sottolinea il presidente Ance Catania Giuseppe Piana (nella foto sopra)- che vengano pure assunte, con senso di responsabilità da parte di tutti, misure drastiche per evitare la diffusione del Covid–19, ma oggi più che mai è necessario intervenire tempestivamente a sostegno di imprese e lavoratori».

Il presidente Piana lancia un appello all’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana Marco Falcone: «Certo è che ci saranno dei rallentamenti nella produzione per garantire le distanze di sicurezza tra i dipendenti e per la difficoltà a reperire materiali provenienti dal resto d’Italia, specie dalle zone più a rischio. In modo speculare, ci saranno dei ritardi nell’emissione degli stati di avanzamento lavori e quindi nel raggiungimento delle soglie di importo previste nelle clausole contrattuali. Quindi occorre consentire alle Stazioni Appaltanti che operano sul territorio regionale di emettere i SAL per gli importi già maturati al 10 marzo (data dell’ultimo DPCM) in deroga alle clausole contrattuali».

«È altresì auspicabile – conclude il rappresentante dei Costruttori etnei – l’intervento della Regione per sostenere il ricorso, con deroga, dell’estensione della Cassa integrazione anche ai lavoratori dipendenti da datori di lavoro che, pur disponendo ancora di ammortizzatori “ordinari”, non siano in possesso dei requisiti di accesso, con l’obiettivo di preservare i livelli occupazionali».

PATTO PER CATANIA: CONFRONTI TRA LE PARTI PER “DISCUTERE” SUL FINANZIAMENTO DI 739 MILIONI DI EURO

Il Patto, in quanto strumento di programmazione unitaria che mette a sistema la pianificazione degli investimenti della Regione/Città Metropolitana a valere sulle diverse fonti finanziarie disponibili, mette a disposizione anche risorse per 332 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC). Un finanziamento totale quindi di 739 milioni di euro.

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Amministrazioni, Imprese e Professionisti a confronto su prospettive e sviluppi

 

CATANIA

«Il Patto per Catania rappresenta uno strumento importantissimo per la messa a sistema delle risorse disponibili, nazionali ed europee; è un’occasione che la città non può assolutamente perdere. Per questo abbiamo organizzato un incontro con le principali parti sociali coinvolte, al fine di comprendere l’effettivo stato degli interventi previsti e la loro eventuale riprogrammazione».

Il presidente dell’Ance di Catania Giuseppe Piana presenta così il convegno che si terrà lunedì 8 luglio, alle 9.00, nella sede dell’associazione etnea (Viale Vittorio Veneto 109, II piano), sezione autonoma di Confindustria.

Un incontro organizzato dai Costruttori edili, unitamente agli Ordini professionali degli Architetti, Ingegneri, Geologi e Geometri, intitolato “Patto per Catania – prospettive e sviluppi”. Interverranno per i saluti istituzionali il sindaco Salvo Pogliese e l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone. A seguire il presidente Piana introdurrà le relazioni di Fabio Finocchiaro (responsabile unico del Patto e direttore dell’ufficio comunale Politiche Comunitarie e Fondi strutturali), Maurizio Caserta (ordinario Economia politica all’Università di Catania), Emiliano Abramo (presidente Comunità Etnea Sant’Egidio), e Biagio Bisignani (direttore dell’ufficio comunale Urbanistica e ad interim di quello dei Lavori Pubblici).

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Nella foto Marco Falcone della Giunta Musumeci, Assessore alle Infrastrutture

Seguirà una tavola rotonda – coordinata dal giornalista Domenico Ciancio Sanfilippo – sul cronoprogramma delle opere e sulle criticità emerse. Prenderanno la parola: l’assessore regionale Marco Falcone e gli assessori del Comune di Catania Giuseppe Arcidiacono (Lavori Pubblici), Barbara Mirabella (Attività e Beni culturali), Sergio Parisi (Sport e Politiche comunitarie), Alessandro Porto (Protezione Civile e Smart Cities). Parteciperanno inoltre i presidenti: Giuseppe Piana (Ance Catania), Antonello Biriaco (Confindustria Catania), Alessandro Amaro (Architetti), Giuseppe Collura (Geologi), Giuseppe Platania (Ingegneri), Agatino Spoto (Geometri). Le conclusioni saranno affidate a Paolo La Greca, ordinario di Pianificazione Urbanistica presso l’Ateneo catanese.

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Nella foto d’Archivio l’arch. Giuseppe Piana

«La  riprogrammazione del Patto – ha aggiunto Giuseppe Piana – rappresenta per l’Amministrazione comunale e per l’intera città, insieme al partenariato economico-sociale, una grande opportunità per la definizione di progetti di sviluppo a livello territoriale. È anche questo – ha aggiunto – il senso di quanto previsto dal Decreto Crescita, convertito in legge lo scorso 27 giugno, che ha avviato una revisione dei numerosi documenti programmatori finanziati con il Fondo FSC, nell’obiettivo di migliorare la qualità degli interventi, accelerandone la spesa, finanziare opere medio-piccole immediatamente cantierabili ed elaborare progetti territoriali che possano costituire la base per i prossimi programmi dei fondi europei».

Congresso dei Notai siciliani: “allargare lo sguardo sulle funzioni pubbliche “

 

Il notariato siciliano al centro dei programmi politici per lo sviluppo

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Al congresso regionale che si è svolto a Catania, confronto con gli Enti

sui temi di modernizzazione ed efficientamento della Pubblica Amministrazione

 

CATANIA –

Dalle imposte agevolate sulla compravendita dei terreni in Sicilia alla conformità edilizia, passando per le procedure di redazione dei piani regolatori e la consulenza gratuita ai cittadini con gli sportelli nelle circoscrizioni sui temi del diritto di famiglia, eredità, contratti immobiliari e finanziari. Il Congresso che ha visto a raccolta i notai dell‘Isola, ha allargato lo sguardo sui temi politici di grande attualità, che sul piano regionale e comunale vedono i professionisti quali garanti della legalità e delle funzioni pubbliche.

Ieri pomeriggio (venerdì 19) e oggi (20 ottobre) – presso il Mercure Hotel Excelsior – gran parte dei 370 notai della Sicilia hanno partecipato all’incontro promosso dal Comitato notarile regionale e dal Consiglio di Catania e Caltagirone – presieduti rispettivamente da Renato Caruso e Giuseppe Balestrazzi – per un confronto su temi afferenti gli organi di categoria, l’accesso e la deontologia, e per un dialogo con le istituzioni presenti, che hanno consentito d‘inquadrare il contributo che i notai offrono alla collettività. «Questo primo appuntamento regionale – spiegano i due presidenti – ha visto una grande partecipazione di colleghi: in questi giorni ci siamo interrogati sulle sfide del prossimo futuro, per elaborare risposte concrete che non riguardino solo l’esercizio della professione, ma il reale apporto che il Notariato può dare alla comunità, anche informando e promuovendo gli strumenti di tutela dei diritti».

«Il vostro ruolo è assolutamente centrale per lo sviluppo – ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, rivolgendosi alla platea – poiché i notai non sono soltanto tutori della funzione pubblica, ma rappresentano il termometro dell’andamento dello stato di salute della Sicilia, lì dove transitano tutte le operazioni-chiave dell’economia, del commercio e della finanza. La Regione Siciliana lavorerà in stretta sinergia con i professionisti per risollevare le sorti della nostra terra, rendendosi disponibile per valutare ogni azione atta a supportare le strategie di crescita».

A ribadire il valore della funzione del notariato, in un’ottica di servizio al territorio, anche il sindaco del capoluogo etneo Salvo Pogliese, che ha rilanciato alcune iniziative che si muovono nell’ottica della semplificazione degli adempimenti e della sburocratizzazione della macchina amministrativa: «Seguendo il principio di sussidiarietà – ha continuato Pogliese – lavoreremo a stretto contatto con i notai per trarre input, consigli, consulenze che possano consentire di avere un rapporto ancora più diretto e trasparente con l’Ente. Uno dei temi è il protocollo d’intesa, già siglato, per la creazione di sportelli gratuiti nei quartieri e il collegamento con l’anagrafe del Comune, per un percorso virtuoso grazie ai vantaggi offerti dalla digitalizzazione».

Una collaborazione che si muove anche sul terreno della programmazione territoriale: «Dalla gestione urbanistica passa il futuro della città – ha spiegato il presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Catania Manfredi Zammataro – al centro del nostro lavoro c’è ovviamente il Piano regolatore generale che è una grande scommessa per la città: vogliamo avviare un ciclo di audizioni che vedranno protagonisti anche i notai, interlocutori fondamentali per tutti quegli aspetti legali che posso colmare lacune e criticità esistenti  con l’obiettivo di creare un documento che esca fuori dalle stanze del Palazzo per essere condiviso dall’intera città».

L’ALTRA TRAGEDIA ORA: QUELLA DEGLI SFOLLATI E SENZA CASA

VIDEO DELLA GARANZIA DEL GOVERNO AGLI SFOLLATI PER IL CROLLO DEL PONTE MORANDI

LA  SITUAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE-PONTI- IN SICILIA           L’assessore Falcone della Regione Sicilia:”Non c’è stata manutenzione ordinaria neppure in Sicilia…….i soldi ci sono invece..”

Le opere siciliane sono state oggetto di denunce lanciate dalle associazioni ambientaliste e di attenzioni da parte delle autorità competenti  Due interventi manutentivi, di cui l’ultimo nel 2014, costato 5 milioni di euro, finanziato tra gli interventi urgenti previsti dal “decreto del fare”, hanno consentito la riapertura del ponte sull’Irminio, che con i suoi piloni di 168 metri risultava, alla data della sua edificazione, il più alto d’Europa.

Per il ponte sul Salso la decisione   sarà presa presto.   Agrigento vive un lungo dibattito, simile a quello di Genova, che ha visto contrapposte le posizioni di chi chiedeva di abbatterlo e di chi voleva mantenerlo. L’Anas starebbe per ristrutturare il viadotto akragantino per una spesa di circa 15 milioni di euro.

“Colpevole è l’assenza di manutenzione ordinaria nel Paese come in Sicilia – afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture della Regione Sicilia Marco Falcone – nell’Isola sono una trentina i ponti a rischio di cui circa quindici in emergenza. Abbiamo una disponibilità di circa  due miliardi di euro per le grandi strutture; sono già in atto sei cantieri e molti altri in progettazione che saranno il volano di un maggior  sviluppo economico”.

“E’ già operativa una task force –  che vede impegnati Anas, Cas, ex Provincie e città metropolitane per monitorare a tappeto ponti, viadotti e gallerie ed evitare di agire in modo improvvisato. Il presidente Musumeci intende nominare pure  una commissione scientifica composta da docenti universitari”

Fragilità del patrimonio immobiliare di Catania

 

MINACCIA SISMICA COME OCCASIONE DI RIGENERAZIONE URBANA»

INCONTRO PUBBLICO DELL’ANCE CATANIA

 

CATANIA – «Sulla città di Catania incombe una pericolosa minaccia sismica ed è necessario intervenire e prevenire in tempi brevi. Quello dell’Ance Catania non è e non vuole essere allarmismo per preoccupare i cittadini, al contrario, è un’esortazione a mettere in sicurezza le proprie abitazioni cogliendo l’importanza di quest’occasione di rigenerazione urbana del territorio». Il presidente dell’Associazione etnea dei CostruttoriGiuseppe Piana porta avanti la battaglia contro la pericolosa fragilità del patrimonio immobiliare catanese. Una debolezza strutturale che appartiene all’85% degli alloggi e che in caso di terremoto causerebbe, secondo le stime, oltre 160mila vittime.

«È un tema prioritario, improcrastinabile, anche e soprattutto per le istituzioni e le forze politiche – continua Piana – ecco perché abbiamo invitatorappresentanti della pubblica amministrazione regionale e locale, e i candidati territoriali alle elezioni del prossimo 4 marzo, per un confronto pubblico e diretto che possa favorire un’azione concreta nell’interesse di tutta la comunità».

L’incontro si terrà domani venerdì 16 febbraio, alle 9.00, nella sede dell’Ente Scuola Edile di Catania (Strada Boschetto Plaja 2) e sarà moderato da Domenico Ciancio Sanfilippo. Interverrà l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone.