Tribunale di Catania e commercialisti: accordo formativo per giovani

 

Commercialisti Catania: tirocini per i giovani presso la IV sezione civile del Tribunale

Anteprima allegato

L’accordo consentirà di svolgere un periodo formativo presso la IV Sezione Civile (commerciale e fallimentare)

 

CATANIA 

 È stata siglata ieri presso il Palazzo di Giustizia di Catania, la convenzione che consentirà ai dottori commercialisti tirocinanti di svolgere un periodo formativo di pratica professionale negli uffici della IV sezione civile (commerciale e fallimentare) del Tribunale etneo. A sottoscrivere l’accordo, il presidente del Tribunale Francesco Saverio Maria Mannino, il presidente della IV sezione civile e fallimentare Mariano Sciacca e il presidente Odcec Giorgio Sangiorgio, alla presenza dei consiglieri Maria Luciana Fragalà, Marcello Murabito e Maurizio Stella.

Per ciascun tirocinio – della durata di sei mesi – verrà predisposto un progetto che prevede l’indicazione di un magistrato e di un dottore commercialista quali tutor, con funzione didattica-organizzativa. «Stiamo lanciando un ponte che segna l’inizio di un percorso sinergico – ha dichiarato il presidente del Tribunale di Catania Francesco Saverio Maria Mannino – è affascinante l’idea di avere un pool di giovani eccellenze, che potrebbe fare da apripista per un’opera di studio, raccolta e monitoraggio della giurisprudenza del tribunale di Catania».

«Un’attività di grande interesse – ha commentato il presidente della IV sezione civile e fallimentare Mariano Sciacca – che contribuirà a formare i professionisti di domani, consentendo ai giovani di avere un contatto diretto con le istituzioni e di acquisire nuove competenze».
«Si tratta di un’importante opportunità formativa per i nostri giovani, che potranno così approfondire tematiche professionalizzanti – ha sottolineato il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Catania Giorgio Sangiorgio – tale attività si inserisce in un più ampio programma formativo destinato ai tirocinanti. Garantiremo massimo impegno per selezionare le migliori risorse con l’obiettivo di cogliere appieno quest’opportunità».

Il programma di tirocinio verrà predisposto da una commissione composta da Mariano Sciacca (presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Catania); Giorgio Sangiorgio (presidente Odcec di Catania); Valeria Pellicano (funzionario giudiziario). Tra le attività che il tirocinante potrà svolgere: la collaborazione con i giudici delegati per lo studio e la redazione degli stati passivi (il tirocinante avrà occasione di prendere contezza delle più ricorrenti ipotesi di indebitamento delle società, delle problematiche giuridiche legate allo stesso); la redazione delle bozze di provvedimenti di opposizione allo stato passivo per perfezionare le tecniche di redazione di provvedimenti formali; progetti di analisi esiti vendite giudiziarie; predisposizione di scheda di sintesi delle Ctu in materia contabile; elaborazione massimario degli orientamenti della sezione in materia fallimentare e bancaria.

Economia: disco verde alle “Sentinelle” per la crisi d’impresa

 

Al via un ciclo d’incontri di formazione rivolto ai professionisti del settore

ECONOMIA, LAVORI IN CORSO PER IL NUOVO ALBO DEI CURATORI

VIA ALLA FORMAZIONE DELLE “SENTINELLE” PER LA CRISI D’IMPRESA

 

Commercialisti, avvocati e giudici fallimentari di Catania riuniti per analizzare
le prime norme in vigore: organi di controllo e nuovi obblighi per gli imprenditori

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«Una riforma epocale, non solo per le novità normative che introduce, ma prima di tutto per il cambio di mentalità nella direzione del supporto alle imprese. Tramite organi di controllo che svolgono la funzione di “sentinelle”, s’intende arrivare a una diagnosi precoce che permetta di intercettare i segnali interni e prevenire la crisi delle imprese, affinché solo in ultima istanza si arrivi in Tribunale». Così Giorgio Sangiorgio, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Catania sintetizza la portata del nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza che riscrive la materia a partire da una impattante novità: bandita la parola fallimento, si parlerà d’ora in poi di liquidazione giudiziale.

La riforma, approvata a gennaio, è stata al centro dell’incontro che si è svolto all’Hotel Mercure di Catania, organizzato da Commercialisti e Avvocati etnei e dal Centro Studi Diritto fallimentare di Catania, in collaborazione con il Tribunale Civile di Catania, IV sezione fallimentare. Il corpo principale del nuovo Codice entrerà in vigore dal 15 agosto 2020, ma alcune norme nell’ambito del diritto societario sono già attive e stanno investendo le figure professionali «chiamate a un ruolo di primo piano rispetto all’obbligo per le imprese di adeguare il loro assetto interno anche tramite l’istituzione di organi di controllo», come sottolineato dal presidente dell’Ordine degli Avvocati di Catania Marco Tortorici.
Il convegno è stato, dunque, un momento di confronto tecnico sulle linee generali della Riforma ma anche il primo step di un ciclo d’incontri che proseguirà dopo l’estate per accompagnare i professionisti in un percorso di analisi e studio dei diversi aspetti del nuovo Codice. «Una formazione che rappresenta un dovere per gli Ordini, ma anche un valore aggiunto e uno strumento per fare rete», ha sottolineato Lucia De Bernardin, giudice della sezione fallimentare del Tribunale di Catania, moderatrice dell’incontro.

Una formazione «ineludibile» soprattutto alla luce della prospettiva della nascita di un nuovo “Albo nazionale” dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi e dell’insolvenza: «Figure che rispondono a una delle direttive della riforma verso una maggiore specializzazione e formazione dei professionisti, con l’obiettivo di perseguire efficienza e sollecitudine nella trattazione delle procedure», ha spiegato il presidente della IV Sezione del Tribunale di Catania Mariano Sciacca parlando anche della nuova e più rigida disciplina delle incompatibilità per i curatori.

Tra le disposizioni del Codice da subito in vigore – sulle quali hanno offerto una panoramica il presidente del Centro Studi Diritto fallimentare etneo prof. Concetto Costa, insieme al giudice Giorgio Marinoe al commercialista Maurizio Stella – quelle che prevedono organismi di controllo nelle società a responsabilità limitata, con un ampliamento della presenza del Collegio sindacale, e le norme sui nuovi assetti organizzativi degli imprenditori, chiamati a dotarsi di strutture amministrative adeguate. Una serie di novità «quasi dirompenti in materia di concordato preventivo», ha sottolineato Costa, rilevando nel nuovo Codice una maggiore presenza dell’attività della componente giudiziale, insieme ad una «corposa iniezione di economia aziendale che si avvicina molto alle problematiche economiche attuali».

Gestire la crisi, costruire piani d’impresa, pianificare modelli, scelte strategiche e controlli mirati: questi gli imperativi che il nuovo Codice impone in una visione sistemica preventiva del rischio d’insolvenza.