PAPA FRANCESCO: DIO AIUTI L’UOMO A NON FARLO MAI DIALOGARE CON IL DEMONE

Video Vaticano Papa Francesco

Di fronte alle tentazioni, c’è una via maestra da seguire. Papa Francesco, legando le sue parole all’Angelus con quelle del Vangelo odierno incastonato nel tempo di Quaresima, ricorda che tale via è quella percorsa da Gesù nel deserto, dove affronta le tentazioni del maligno.

Il diavolo prima suggerisce a Gesù, che ha fame, di trasformare le pietre in pane. Ma la risposta è netta: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Poi il diavolo chiede a Gesù di sperimentare la fiducia in Dio, di gettarsi dal punto più alto del tempio perché sarebbe stato soccorso dagli angeli. “Chi crede – sottolinea Francesco – sa che Dio non lo si mette alla prova, ma ci si affida alla sua bontà”.

Per questo, Gesù risponde al diavolo con queste parole: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”.

Nella terza tentazione, il maligno offre “una prospettiva di messianismo politico”. Ma Gesù, ricorda il Pontefice, “respinge l’idolatria del potere e della gloria umana” e, alla fine, scaccia il tentatore dicendogli: “Vattene, Satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”.

“MAI DIALOGARE CON IL DIAVOLO: LE SUE PROPOSTE SONO ALLETTANTI….”

Gesù, ricorda il Pontefice, non dialoga con il diavolo, ma risponde al maligno con la parola di Dio. Non si deve mai dialogare con il diavolo. In questo, sottolinea, bisogna essere molto attenti. L’esperienza di Gesù, spiega il Papa, deve aiutarci ad essere vigili, a non sottometterci ad alcun idolo:

Mai dialogare con la tentazione, mai dialogare con il diavolo. Anche oggi Satana irrompe nella vita delle persone per tentarle con le sue proposte allettanti; mescola la sua alle tante voci che cercano di addomesticare la coscienza. Da più parti arrivano messaggi che invitano a “lasciarsi tentare” per sperimentare l’ebbrezza della trasgressione.

 

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L’esperienza di Gesù ci insegna che la tentazione è il tentativo di percorrere vie alternative a quelle di Dio: “Ma, fai questo, non c’è problema, poi Dio perdona! Ma un giorno di gioia prenditelo…” – “Ma è peccato!” – “No, non è niente”. Vie alternative, vie che ci danno la sensazione dell’autosufficienza, del godimento della vita fine a sé stesso. Ma tutto ciò è illusorio: ben presto ci si rende conto che più ci allontaniamo da Dio, più ci sentiamo indifesi e inermi di fronte ai grandi problemi dell’esistenza. La Vergine Maria, la Madre di Colui che ha schiacciato il capo al serpente, ci aiuti in questo tempo di Quaresima ad essere vigilanti di fronte alle tentazioni, a non sottometterci ad alcun idolo di questo mondo, a seguire Gesù nella lotta contro il male; e riusciremo anche noi vincitori come Gesù.

 

Rilancio dell’esecutivo con la nomina di due nuovi ministri

“Azzolina ministro Scuola, Manfredi a Ricerca e Università

Conte: Azzolina ministra Scuola, Manfredi a Ricerca e Università /LIVE

Obiettivi raggiunti, rilancio dell’azione di governo e l’annuncio della creazione del ministero dell’Università e della Ricerca. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, fa il punto sulle priorità dell’esecutivo e le novità parlando alla conferenza stampa di fine anno a Villa Madama.

Occorre “separare il comparto scuola dal comparto ricerca e università. Hanno logiche diverse – osserva il premier – Mi farò latore della creazione di un nuovo ministero dell’Università e della Ricerca. Ho pensato, avendo conosciuto già l’operato della sottosegretaria Azzolina, di nominarla ministra della Scuola” mentre Gaetano Manfredi sarà il nuovo ministro dell’Università e della Ricerca annuncia il presidente del Consiglio  ringraziando “il ministro Fioramonti per l’attività sin qui prestata. Abbiamo la necessità di rilanciare il comparto della ricerca e dell’università, non è vero che non abbiamo compiuto passi in avanti. Nel 2020 introdurremo l’Agenzia nazionale per la ricerca. Dobbiamo fare qualche sforzo in più, dovremo rilanciare un Piano straordinario per i ricercatori, migliorare i Fondi per il diritto allo studio”.

 – “Abbiamo avanti a noi una maratona di tre anni, marceremo spediti. Questo spazio temporale ci consentirà di programmare meglio le nostre iniziative di governo” dice Conte. “Siamo stati costretti in questi primi giorni a correre i cento metri – spiega il presidente del Consiglio – addirittura è stato uno sprint a ostacoli  Dovevamo mettere il Paese in sicurezza, occorreva una manovra economica seria, responsabile, non dimentichiamo mai che avevamo il compito improbo di reperire ben 23 miliardi per quanto riguarda l’Iva da disinnescare. Sono orgoglioso di aver raggiunto, insieme a tutti i ministri, insieme a tutte le forze politiche che sostengono questo governo, gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Addirittura siamo andati oltre, perché non ci siamo limitati a disinnescare l’incremento dell’Iva, ma abbiamo già iniziato a realizzare alcuni degli impegni per i quali abbiamo chiesto la fiducia” . Conte aggiunge che “gennaio sarà l’occasione per fermarsi un attimo a riflettere, a confrontarsi con le varie forze politiche per rilanciare l’azione di governo”. A tal proposito sarà definito un ”cronoprogramma”, “abbiamo presenti le priorità”, sottolinea il presidente del Consiglio.

Non vogliamo promettere delle cose irrealizzabili, nei nostri 29 punti non ci sono promesse irrealizzabili – osserva-ci sono degli obiettivi molto chiari, programmatici, che a gennaio verranno declinati sulla base delle priorità. Vogliamo lavorare per rendere un servizio utile al Paese, riscoprire il senso di comunità, lavorare come una squadra e vogliamo rivolgerci a tutti i cittadini sollecitando fiducia nei confronti della politica”, che “non deve promettere cose che non può mantenere, deve essere credibile”. “Se la politica si presenta credibile, determinata, convinta nel perseguire obiettivi alla portata, le riforme che i cittadini attendono da anni – aggiunge il premier – la politica farà il suo compito, senza proclami, senza gesti eclatanti, senza lasciarsi distrarre da polemiche. La politica non ha bisogno di conflitti e nessuna forza politica alimenta il consenso con le polemiche. Non possiamo sprecare questa occasione d’oro, le polemiche e i distinguo non ci fanno bene”. “Il metodo di lavoro di questo governo – sottolinea ancora – si basa sul confronto che io rivendico. Un dialogo anche acceso, ma mai dei litigi fini a se stessi”. ”Ho visto la stampa che ironizza su di noi: chiama questo governo, il governo delle riunioni e dei vertici – rileva poi – I vertici servono per alimentare il confronto, i vertici non sono litigi. Io non sono mai stato a litigare su poltrone o altro”.

– Conte aggiunge anche  che “in questo momento una frammentazione delle forze politiche che sostengono la maggioranza non fa bene neppure all’azione di governo”.      Il  premier lancia un appello ai deputati , se ci sono parlamentari in dissenso con il proprio partito, “rimanete nelle rispettive forze politiche, non alimentate questi passaggi che non contribuiscono alla stabilizzazione del quadro politico. Se ci sono manifestazioni di dissenso lavorate all’interno” dei partiti. Il presidente del Consiglio richiama “tutti a un senso di responsabilità”. Quanto alla possibile nascita di gruppi ‘contiani’ in Parlamento, “non ho velleità di avere un partito o un gruppo di riferimento – mette in chiaro – non è nelle mie corde e sarebbe una missione diversa da quella che ho assunto con i cittadini italiani”.

 

– “Vogliamo agire per abbassare la pressione fiscale. Sul fisco puntiamo a semplificare, rimodulare o ridurre le aliquote – spiega Conte – Se non vogliamo mandare il Paese in bancarotta e non vogliamo esporre il Paese a una procedura di infrazione dobbiamo lavorare in modo serio e credibile. L’unica prospettiva seria e credibile è combattere contro l’evasione fiscale”. Quanto alla rimodulazione dell’Iva, questa “non è all’ordine del giorno”. “Dobbiamo valutare l’impatto che avranno le misure anti-evasione”, dice il premier, aggiungendo che “arriveremo all’inizio dell’anno successivo al 2021 a restituire ai singoli cittadini anche 2.000 euro di superbonus”. Mentre “sulla flat tax riteniamo che una articolazione ci debba essere e che debba essere anche rispettato il principio della progressività dell’imposizione”. E poi ”dobbiamo mettere mano in modo organico e sistematico alla giustizia tributaria”.

CONTI PUBBLICI troppo elevatii– “Il nostro debito pubblico è elevato sicuramente ma ricordiamo che i nostri fondamentali sono molto saldi e che il nostro debito pubblico è per la maggior parte nelle nostre mani. E questo fa la differenza. Abbiamo un cospicuo risparmio privato” afferma il presidente del Consiglio, sottolineando la necessità di “governi credibili, coerenti che parlino con voce univoca” per evitare un innalzamento dello spread “come è stato già sperimentato”. Il problema, aggiunge, “non è un problema di risorse che abbiamo anche incrementato. Ormai la diagnosi è molto chiara. Il problema è riuscire a spenderle. Da gennaio ci concentreremo su come spendere bene ed efficacemente intervenendo sui centri di spesa, snellendo la burocrazia e semplificando il quadro regolatorio“.

– “Se riusciremo a innovare sul piano tecnologico la pubblica amministrazione”, soprattutto sul piano della ”digitalizzazione”, si potrà fornire un “volano” per la crescita economica, osserva Conte. E, ancora, “vogliamo snellire la macchina burocratica. Nessuno può illudersi che questa riforma sia facile, ecco perché occorre un orizzonte temporale minimamente ampio”, rimarca il premier, che avverte: “Sarà una riforma che scontenterà molti”.

“E’ nel nostro programma l’intervento sui decreti sicurezza, per recepire le preoccupazioni espresse dal presidente Mattarella. Il decreto sicurezza bis è stato varato dal Cdm in una versione diversa. La versione originaria teneva ben conto delle premure del presidente Mattarella” dice Conte nel corso della conferenza stampa di fine anno. “Cento giorni son pochi, adesso però potremo lavorare” e “sarà uno dei temi del confronto di gennaio”, assicura il presidente del Consiglio.

– Riguardo all’immigrazione, “il problema non è porto aperto o porto chiuso. Diciamolo francamente al di là della propaganda: i nostri porti non sono mai stati chiusi, la differenza era tenere” i migranti “più o meno giorni in mare” spiega il premier. “Non sono solito sottrarmi alle responsabilità. Anche io commetto degli errori ,il problema non è tutti contro Salvini, puntualizza – Ho commesso anche io degli errori e sono disponibile ad ammetterli. Però quando dico che in materia di immigrazione non sono mai stato favorevole allo schema ‘porto aperto porto chiuso’, questo l’ho detto in tutte le occasioni – rimarca – Se ho commesso errori me ne assumo le conseguenze. Però se lo spread è salito, non lo ha fatto per le mie dichiarazioni”.

Sulla vicenda della nave Gregoretti “sto completando le verifiche, perché mi occupo contemporaneamente di tantissimi dossier. Con il massimo scrupolo, con la massima correttezza verificherò il ruolo che ho avuto”. “Ho fatto già una verifica – aggiunge – per quanto riguarda i messaggi anche sul cellulare, sto facendo fare una verifica per quanto riguarda le mail, sicuramente dal primo riscontro c’è stato un coinvolgimento della presidenza, come è sempre avvenuto, per la ricollocazione”. “In questo momento non ho avuto ancora riscontri sul mio coinvolgimento per quanto riguarda invece lo sbarco, però non ho ancora sciolto la riserva – prosegue – voglio completare tutte le verifiche. Se troverò un frammento di coinvolgimento sarò il primo a dirlo, perché è giusto che sia così, però permettetemi di completare l’istruttoria”.

Poi, rispondendo a chi, durante la conferenza stampa a Villa Madama, gli chiede se la Lega e Salvini possano mettere a rischio la stabilità democratica del Paese, il premier replica: ”Io considero la Lega una forza pienamente legittimata a partecipare al gioco democratico”, ma ”secondo me è insidiosa la modalità con cui Salvini interpreta la sua leadership…”.

– Poi il cancro  della prescrizione. “Ritengo che una prescrizione che sia sospesa in corrispondenza della sentenza di primo grado, sia essa di assoluzione che di condanna, non è un obbrobrio giuridico, c’è in Germania, c’è in Francia, in altri Paesi” rileva il presidente del Consiglio. “Sicuramente – aggiunge – il problema è abbinare dei meccanismi che assicurino la durata ragionevole del processo. Quando a gennaio entrerà in vigore questa norma, gli effetti non si avranno subito, occorreranno 3-4 anni”. “E’ ovvio che le varie forze politiche su questo tema hanno delle differenti sensibilità ma credo che su questo obiettivo ci ritroveremo tutti – prosegue – Sono a conoscenza del disegno di legge presentato dal Pd, lo capisco, ma siamo in dirittura d’arrivo per accelerare i tempi della giustizia penale e introdurre garanzie per la durata ragionevole del processo penale”.

INFRASTRUTTURE – “Dobbiamo lavorare per incrementare le infrastrutture, migliorarle e manutenerle in modo efficace: quello che abbiamo visto fino a qui non ci piace affatto. Serve una manutenzione più efficace, ordinaria e straordinaria” dice Conte sottolineando la necessità di salvaguardare il territorio e di puntare anche al Mezzogiorno. “Stiamo lavorando a un piano strutturale per il Sud, anche con le Ferrovie dello Stato e di altri soggetti coinvolti”, spiega.

. “Alitalia è una compagnia in difficoltà ma con asset che fanno gola a molti. Non vogliamo regalarla – mette in chiaro – Per questo stiamo cercando di ristrutturarla per offrirla a soluzioni di mercato”. “Stiamo interloquendo con l’Ue” per quanto riguarda il prestito ponte per Alitalia. “L’interlocuzione è sempre preventiva ed è costante. Non voglio ipotecare l’esito ma confidiamo di non aver difficoltà” afferma il presidente del Consiglio.

– Per la questione delle concessioni ad Autostrade per l’Italia “il procedimento è in corso. Confidavo di poter completare l’istruttoria entro il mese, slitteremo di un po’ ma siamo in dirittura finale” dice il premier che comunque non si sbilancia sull’esito di questo procedimento. “In questo momento – rileva – non mi sento di dire che esito sarà ma deve essere ben chiaro che non vogliamo fare sconti a nessun privato. Tuteliamo l’interesse pubblico”. E ricorda che nel decreto legge Milleproroghe “abbiamo introdotto una norma che non riguarda solo Aspi ma tutti i concessionari. Abbiamo eliminato privilegi inaccettabili, perché c’era una sperequazione nelle convenzioni e alcune erano sproporzionate nei vantaggi ai privati rispetto agli svantaggi al pubblico”. Conte rileva inoltre che il rapporto della Corte dei Conti “è stato scioccante e inaccettabile”.

– Sulla Libia “c’è stata e c’è un’incessante attività diplomatica da parte dell’Italia spesso non visibile” dice Conte, ricordando di aver sentito nei giorni scorsi “il presidente Erdogan e il presidente Putin”. “C’è un costante dialogo per esortare tutti e indirizzare tutti verso una soluzione politica“, aggiunge il premier. E per cercare di ottenere un cessate un fuoco in Libia è necessario, ribadisce, “convincere tutti e indirizzare tutti e creare una grande pressione”. “Ecco perché si è intensificata la nostra iniziativa diplomatica, ecco perché il ministro Di Maio è stato di recente in Libia – aggiunge – ecco perché ci torneremo, stiamo lavorando anche con gli altri Paesi dell’Ue per tornare subito a farci risentire anche a livello di ministri degli Esteri e con la conferenza di Berlino”.

Favorevole ad una rielezione del Capo dello Stato.  Conte rileva: “E’ l’opinione della stragrande maggioranza degli italiani, c’è la massima riconoscenza per come il presidente Mattarella sta interpretando il suo magistero, con equilibrio, con saggezza, è veramente il presidente di tutti gli italiani. La fase politica ha attraversato momenti molti difficili e lui ha dimostrato delle grandi qualità e di saper interpretare con spirito condiviso quello che è il ruolo del Presidente della Repubblica, dando un’alta testimonianza di quello che è un senso di responsabilità e di rispetto delle istituzioni”. “Non spetta a me votare il nuovo presidente della Repubblica, sarei ben favorevole” a una rielezione di Sergio Mattarella, dice il presidente del Consiglio, “ma sono decisioni che non passano dalla mia volontà”.

 

POZZALLO, PORTO DI SBARCO PER I MIGRANTI

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Si è “conclusa la  ricollocazione dei migranti dell’Ocean Viking in virtù di un  pre-accordo raggiunto nel corso del vertice di alta”.    il ministero dell’Interno comunica pure  che “Francia e Germania, in particolare, accoglieranno 70 migranti. A questo punto è stato individuato in Pozzallo il porto di sbarco“.

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Siamo molto sollevati e apprezziamo che Francia, Germania e Italia abbiano finalmente trovato una soluzione per i 104 naufraghi soccorsi a bordo della Ocean Viking, che sbarcheranno a Pozzallo, e per i 90 a bordo della Alan Kurdi – commenta in una nota Michael Fark, capomissione di Medici Senza Frontiere per Libia e Mediterraneo – Dopo giorni bloccati in mare e dopo aver sopportato condizioni orribili in Libia e nel corso del loro viaggio, finalmente queste persone verranno portate in salvo”. “Questi stalli prolungati e disumani non devono continuare – spiega ancora il capomissione –

È inaccettabile bloccare le persone in mare per giorni o settimane mentre gli Stati europei discutono se e come adempiere ai loro obblighi umanitari e legali. Dispiace che solo tre Stati facciano parte di questa soluzione. Tutti gli Stati europei devono essere all’altezza dei loro principi. Questo significa – osserva – trovare un accordo sull’attuazione di un meccanismo di sbarco prevedibile e umano per tutte le persone soccorse in mare, in cui anche le responsabilità siano condivise, alleggerendo l’onere degli Stati costieri in prima linea”.

Naufragio di migranti a Lampedusa: un’Odissea senza fine

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L’Odissea dei naufragi e delle stragi umane nel mare Mediterraneo continua senza fine Sono due i corpi senza vita finora recuperati in un naufragio avvenuto la notte scorsa al largo di Lampedusa, 22 i migranti tratti in salvo in un’operazione di soccorso coordinata dalla Capitaneria di Porto di Palermo.     Sono in corso- si apprende – le ricerche dei dispersi con l’impiego di unità aeronavali della Guardia Costiera e con una motovedetta della Guardia di Finanza.

la Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma aveva ricevuto alcune segnalazioni su  un barchino con circa 50 migranti che -riferivano – era nei pressi dell’isola di Lampedusa. “Acquisite le prime informazioni, spiega una nota della Guardia Costiera, sono state avviate le attività di ricerca in mare con l’impiego di una motovedetta Classe 300 della Guardia Costiera di Lampedusa e di un’unità della Guardia di Finanza che si trovava già in zona in attività di pattugliamento”.

 Raggiunta la barca poco dopo la mezzanotteda un’unità della Guardia di Finanza, le unità navali si sono avvicinate alla piccola imbarcazione ma le condizioni meteomarine avverse e lo spostamento repentino dei migranti  causavano il ribaltamento dell’unità. L’immediato intervento delle motovedette e l’impiego del soccorritore marittimo della Guardia Costiera ha consentito di trarre in salvo 22 dei migranti caduti in mare, di cui 18 da parte dell’unità della Guardia Costiera e 4 dalla motovedetta della Guardia di Finanza.

Festival di Lampedusa, idee per un futuro sostenibile

 

 ARTE, CINEMA, NATURA

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Sull’isola nel cuore del Mediterraneo  in corso la kermesse promossa dell’Associazione Lampaethusa con la direzione artistica di Luca Vullo

LAMPEDUSA –

Nel cuore del Mediterraneo è in corso il “Festival di Lampedusa 2019”, la rassegna che per tre giorni anima l’isola, costruendo un immaginario ponte di dialogo interculturale che parta di rispetto dei diritti dell’uomo e dell’ambiente. Non solo arte, musica, cultura, cinema, ma un vero e proprio laboratorio di idee per riflettere oggi sui temi decisivi per un futuro sostenibile, attraverso momenti di scoperta e di condivisione, esperienze creative e linguaggi trasversali. Il Festival – promosso dall’Associazione Lampaethusa con la direzione artistica di Luca Vullo – nasce dalla volontà di raccogliere quello spirito di un’isola che vuole aprirsi al mondo, per far scoprire le sue unicità, dialogando e superando la più comune narrazione mediatica di Lampedusa.

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La prima giornata (ieri 27 settembre) si è aperta alla scoperta dei percorsi nella Riserva Naturale di Lampedusa tramite le escursioni guidate che hanno visto Legambiente illustrare il lavoro di recupero realizzato nel sito. Poi ampio spazio ai prodotti tipici con il Laboratorio del Gusto realizzato in collaborazione con Slow Food e dedicato alle colture resilienti di Lampedusa per immergersi nella sua tradizione agricola. Via anche all’anima artistica della kermesse con l’appuntamento di street art al Museo Archeologico, dove è iniziata la realizzazione del murales di Rosk&Loste.

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Ad accompagnare il primo Tramonto Esperienziale la live session di Libero Reina, che ha preceduto il primo appuntamento dei Dialoghi dal Mediterraneo, dibattito sui Diritti Umani con la partecipazione di Amnesty International Italia, Arcigay Palermo, La Migration – Sportello Migranti LGBT.     In serata, sempre in piazza, le prime quattro proiezioni della rassegna cinematografica internazionale proposta dal Festival: i due registi Simona Carnino con “The power of passport” e Andrea Trivero con “L’uomo degli alberi” sono stati protagonisti sul palco di un’intensa riflessione sui diritti umani nel cinema documentario. Trivero ha raccontato la straordinaria storia dell’africano Daniel, coltivatore e padre di milioni di alberi, costretto in una carrozzina ma con la passione per il “movimento” costante e il sogno di un mondo più verde; mentre Simona Carnino mantenendo il tema del viaggio ha raccontato l’oscuro mondo dei trasporti illegali delle donne indigene del Guatemala che si spostano verso gli Usa. Entrambi i racconti parlano di corpi spezzati, di braccia e mani che tendono verso l’alto, di carne e ossa che urlano rispetto e dignità.

Ieri  la kermesse si è aperta con il nuovo Laboratorio del Gusto per promuovere il presidio Slow Food dell’Alaccia salata di Lampedusa. Alle 15.00 al Porto Vecchio l’evento Marevivo dedicato alla tutela del mare. Poi il  nuovo Tramonto Esperienziale  è stato  accompagnato dal sound di Nino Errera presso Tunèz. Alla sera in Piazza Castello   musica con Ritmi dal Mondo e il dj set di FranKlin ed infine  i Dialoghi dal Mediterraneo si ssono soffermati sul rispetto dell’ambiente, con interventi di Marevivo, Water Grabbing Observatory, Turtle Group, Comitato Lampedusa e Banca Sant’Angelo.

L’arte con il live painting di Voilà Silvia ha avuto il suo spazio.

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Oggi  29 settembre, il Festival continuerà con la realizzazione del murales di Rosk&Loste e con il Tramonto Esperienziale accompagnato dalla musica di Mario Crispi al Beach Guitgia. Alle 21.00 in Piazza Castello tornerà il dj set, mentre alle 21,30 appuntamento per l’inaugurazione dell’installazione permanente di Rosk&Loste e del dipinto di Voilà Silvia. A seguire l’incontro con il regista Marco Piccarreda e Pietro Pinto di Snapshots from the Borders precederà l’ultima ‘tappa’ della rassegna cinematografica con quattro documentari italiani in proiezione. Il Festival si concluderà con una grande festa a Portu ‘Ntoni, dove da mezzanotte prenderà via il Beach party con il dj set di Vincenzo Callea from TI.PI.CAL.

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NAVE “MARE JONIO” : SCENDONO LE DONNE ED I MINORI

 

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Il Viminale riscontra la richiesta della Mediterranea Saving Human con una nota nella quale comunica chee ,” dalla Mare Jonio potranno scendere donne, bambini e “malati. Rimane confermato il divieto di ingresso e sbarco per una nave che non rispetta le leggi e che preordinatamente si provoca lo stato di necessità a bordo per sbarcare in Italia”.  Lo sbarco delle donne e minori è stato autorizzato dal Ministro ancora in carica Matteo Salvini e dal collega alle “Infrastrutture” Toninelli

Un nuovo sbarco viene segnalato pure a Lampedusa. Nella notte sono arrivati 78 migranti siriani e originari del Bangladesh. Hanno detto di essere partiti lunedì dalla Libia a bordo di una barca bimotore. I migranti sono stati portati all’hotspot dell’isola. Tutti adesso dovranno essere identificati.

CONTE NON NE PUO’ PIU’: ALTRA MISSIVA-RISERVATA-A SALVINI, I MINORI DELL’OPEN ARMS DEVONO SBARCARE…”

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Ossessione-follia di Salvini, Conte quale premier dispone ed autorizza lo sbarco immediato delle persone di età inferiore agli anni 18 presenti a bordo della nave Open Arms. E conferma che dalla Commissione europea è stata confermata la disponibilità di una pluralità di Paesi europei (Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Spagna) a condividere gli oneri dell’ospitalità per tutte le persone di cui ci stiamo occupando, anche indipendentemente dalla loro età.     Altra missiva-riservata stavolta al Ministro dell’Interno con l’invito a provvedere alla sua determinazione.                Giuseppe Conte non ne può più di questa storia sui migranti che si ripete periodicamente e con gli appelli di aiuto e soccorso rimasti inascoltati da Salvini. Sembra diventata una follia personale e non è esclusa l’ipotesi – se per magia Salvini dovesse stare in carica ancora al governo dopo la discussione di martedì g.20 agosto della “sfiducia” che Conte, personalità e carattere di grande rilievo, salga al Quirinale a presentare le dimissioni come una vera liberazione..Lui, lavoratore dalle 20 ore al giorno, non vuole più essere identificato come un premier che sconosca il valore dell’ Umanità.       La domanda generale è un’altra: come mai un uomo che ha tanti valori personali, e riesce persino a diffondere il bene, insieme ad una politica corretta e trasparente -forse la più trasparente della storia dei governi italiani come dallo stesso dichiarato- non abbia adottato prima, nei mesi scorsi, la determinazione di bloccare o fermare la politica “personale” di Matteo Salvini, oggi non condivisibile più da tanti.

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Ma Salvini risponde alla lettera del presidente del Consiglio e ribadisce che la linea del Viminale non cambia. “Carissimo Presidente – scrive Salvini nella lettera, inviata anche per conoscenza ai ministri Trenta e Toninelli – questa mia lettera è divisa in due parti: una attinente il profilo giuridico, l’altra quello politico. Per quanto riguarda i principi giuridici, a parte l’attribuzione o meno della qualifica di ‘minore non accompagnato’ agli immigrati, presenti sulla Open Arms, che non abbiano asseritamente ancora raggiunto la maggiore età, noto che per il resto la pensiamo allo stesso modo e cioè: una nave che batte bandiera spagnola e che si trova in acque internazionali, è soggetta alla giurisdizione dello Stato di bandiera, il quale deve, in via principale, provvedere all’esercizio di tale giurisdizione anche per quel che concerne la tutela e la protezione dei diritti di coloro che si trovino a bordo, ivi compresi gli immigrati non accompagnati”. “La giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo (ex multis, caso Hirsi e mancata concessione dello sbarco nel recente caso Sea Watch 3), nonché la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (articoli 92, 94(1-6-7) e 98) sono sul punto tetragone – prosegue Salvini nella lettera – La cosa interessante è che questo aspetto cruciale non è contestato nemmeno dai Paesi la cui bandiera è battuta dalle navi in questione. Solo che, quando si tratta poi di dare applicazione ai principi giuridici, ecco che quei Paesi si tirano indietro adducendo motivazioni di ordine pratico ed economico”.

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foto d’Archivio Sud Libertà
Come non ricordare la recente risposta del Segretario di Stato olandese per le migrazioni che, a proposito della Sea Watch 3 – battente bandiera olandese – concordò che ‘gli interventi della Sea Watch 3 non dovrebbero affiancare e facilitare le operazioni criminali degli scafisti’, per poi dichiarare l’indisponibilità del suo Paese a cooperare nel ricollocamento degli immigrati considerandolo ‘uno spreco di sforzi e risorse finanziarie del contribuente che dovrebbe essere evitato”? Come non rammentare il secco ”no” dato qualche giorno fa dalle autorità spagnole alla richiesta, veicolata attraverso l’ambasciata spagnola a Malta, del comandante della Open Arms – battente bandiera spagnola – a concedere asilo a 31 minori non accompagnati? Ecco dunque che i principi giuridici, destinati a regolare i ruoli degli Stati nel governo del fenomeno delle migrazioni, sono dagli altri Paesi invocati a parole e disapplicati nella pratica, col risultato di far pesare sul solo contribuente italiano le conseguenze dell’attività di fiancheggiamento dell’immigrazione clandestina, attuata da navi straniere!”.

“Per tutte le ragioni su esposte, resto convinto della validità delle tesi che ho avuto già modo di rappresentarTi con la mia precedente lettera del 15 scorso e che, lo dico con franchezza, non colgo che Tu voglia o riesca a contraddire con la Tua successiva risposta. Quest ‘ultima, peraltro, mi appare fondata più su ragionamenti di ordine fattuale ed emozionale – di discutibile corrispondenza al reale – che non su quelle argomentazioni giuridiche che sempre dovrebbero caratterizzare l’azione dei pubblici poteri. In ogni caso, avendo già rimesso in precedenza a Te, in ragione delle funzioni di impulso, indirizzo e coordinamento che l’ordinamento attribuisce al Presidente del Consiglio, la valutazione dell’adozione di provvedimenti anche in difformità dal mio orientamento, prendo atto che disponi che vengano sbarcati i (presunti) minori attualmente a bordo della nave Open Arms. Darò pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinché non vengano frapposti ostacoli all’esecuzione di tale Tua esclusiva determinazione, non senza ribadirTi che continuerò a perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l’affermazione delle ragioni di diritto che ho avuto modo di esporTi. Lo farò perché coerentemente e profondamente convinto delle mie ragioni e per evitare che la Tua decisione per il caso Open Arms costituisca un pericoloso precedente per tutti coloro che potranno ritenere normale individuare il nostro Paese come unico responsabile dell’accoglienza e assistenza di tutti i minori non accompagnati (o presunti tali) presi a bordo in qualsiasi angolo del Mediterraneo o del mondo. Lo farò, inoltre, perché animato dallo spirito di affermare la dignità del nostro Paese e delle istituzioni che lo rappresentano, che non può essere messa in discussione e irrisa da discutibili comportamenti di soggetti privati stranieri che, peraltro, dimostrano continuamente che mai si sognerebbero di lanciare simili sfide agli ordinamenti e alle istituzioni di altri Paesi, meno che meno a quelli di propria nazionalità”.

“Con altrettanta sincerità Ti rappresento il rammarico e la preoccupazione che tale Tua determinazione possa provocare una irreversibile e onerosa presa in carico, per il nostro Paese, dell’assistenza di soggetti che, successivamente, potrebbe rivelarsi non dovuta. Ricambio con l’occasione i più cordiali saluti”.

 

 

La Procura di Agrigento apre un’inchiesta , “Violenza privata”, sull’abbandono dell’Open Arms

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Destino amaro per l’equipaggio della Open Arms che ha trascorso la sedicesima notte        . Da Ferragosto la nave è ancorata davanti alle coste di Lampedusa, dopo il disco verde all’ingresso nelle acque territoriali. Finora però il governo italiano non le ha dato l’autorizzazione per attraccare al porto dell’isola

Adesso si registra l’intervento della Procura di Agrigento che ieri ha aperto un’inchiesta per sequestro di persona e violenza privata, un “atto conseguenziale” ai due esposti presentati ieri dai legali di Open Arms e dai giuristi democratici. A bordo ci sono anche 28 minori non accompagnati, che da ieri hanno un tutore nominato dal Tribunale dei minori di Palermo.

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Il problema principale per i migranti a bordo della Open Arms sono le condizioni igienico-sanitarie generali, che non sono buone: sono finiti gli antibiotici e molte persone con ferite da armi da fuoco hanno delle infezioni e hanno chiesto che alcuni medici dell’Ordine di Malta venissero fatti salire a bordo.  “L’ossessione continua “per il Ministro dell’Interno- osserva il premier Giuseppe Conte- che comunque prende le distanze dalla teoria diffusa da Salvini perchè non lascia spazio ad alcuna umanità

PAPA FRANCESCO IN UDIENZA STAMANE: “LA CHIESA E’ OSPEDALE DA CAMPO, MADRE DAL CUORE TENERO,NON HA FRONTIERE

 

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La Chiesa vede chi è in difficoltà, non chiude gli occhi, sa guardare l’umanità in faccia per creare relazioni significative, ponti di amicizia e di solidarietà, al posto di barriere“.  Parole di  Papa Francesco, nell’udienza generale di stamane nell’Aula Paolo VI in Vaticano, a respingere quasi le strane teorie di questi tempi sollevate da alcuni protagonisti della politica,evocando una “vita contro ogni forma di intolleranza e di perversione ideologica“.

 “Dio ama manifestarsi nella relazione, attraverso un incontro reale tra le persone, che può accade solo nell’amore” ed evoca “una Chiesa senza frontiere, che si sente madre di tutti, che sa prendere per mano e accompagnare per sollevare”.

Altro punto .Papa Francesco  ricorda alla gente che :”il Concilio Vaticano II ci ha ricordato che la Chiesa è luogo di liberazione e guarigione. E’ la Chiesa ospedale da campo, casa dalle porte aperte, madre dal cuore tenero e premuroso”. “Vedo parrocchie per le quali i soldi sono più importanti dei sacramenti… per favore: Chiesa povera!

 

PAPA FRANCESCO: SIAMO CHIAMATI A CONSOLARE LE AFFLIZIONI DEGLI “ULTIMI”,I MIGRANTI,PERSONE POVERE E SOFFERENTI..”

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 Il Papa, nel sesto anniversario del viaggio a Lampedusa, invita tutti a riflettere  sulla condizione dei migranti, gli ultimi della società globalizzata” e richiama tutti alla responsabilità:

” Sono gli ultimi ingannati e abbandonati a morire nel deserto; sono gli ultimi torturati, abusati e violentati nei campi di detenzione; sono gli ultimi che sfidano le onde di un mare impietoso; sono gli ultimi lasciati in campi di un’accoglienza troppo lunga per essere chiamata temporanea. Essi sono solo alcuni degli ultimi che Gesù ci chiede di amare e rialzare”.

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Purtroppo le periferie esistenziali delle nostre città sono densamente popolate di persone scartate, emarginate, oppresse, discriminate, abusate, sfruttate, abbandonate, povere e sofferenti. Nello spirito delle Beatitudini siamo chiamati a consolare le loro afflizioni e offrire loro misericordia; a saziare la loro fame e sete di giustizia; a far sentire loro la paternità premurosa di Dio; a indicare loro il cammino per il Regno dei Cieli”.

Avverte il Papa: “Sono persone, non si tratta solo di questioni sociali o migratorie. ‘Non si tratta solo di migranti!’, nel duplice senso che i migranti sono prima di tutto persone umane, e che oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata”. Bergoglio, ricorrendo all’immagine della scala di Giacobbe con la quale ha iniziato l’omelia, ricorda che “in Gesù Cristo il collegamento tra la terra e il Cielo è assicurato e accessibile a tutti. Ma salire i gradini di questa scala richiede impegno, fatica e grazia. I più deboli e vulnerabili devono essere aiutati. Mi piace allora pensare che potremmo essere noi quegli angeli che salgono e scendono, prendendo sottobraccio i piccoli, gli zoppi, gli ammalati, gli esclusi: gli ultimi, che altrimenti resterebbero indietro e vedrebbero solo le miserie della terra, senza scorgere già da ora qualche bagliore di Cielo“.

Si tratta di una grande responsabilità, dalla quale nessuno si può esimere se vogliamo portare a compimento la missione di salvezza e liberazione alla quale il Signore stesso ci ha chiamato a collaborare”.