NAPOLI: UCCISA DAL FRATELLO CHE NON SOPPORTAVA LA RELAZIONE GAY

 

Napoli. Speronata dal fratello perché ha una relazione con ragazza trans,  cade da scooter e muore - Rai News

Foto Sud Libertà

ACERRA (NAPOLI)

Non sopportava la relazione particolare di sua sorella con altra ragazza gay. Così l’altra notte  Antonio Gaglione, 25 anni,  inforca lo scooter e decide  di seguire le due giovani in moto dirette da Caivano ad Acerra (Napoli) per dare loro -dirà poi agli inquirenti una lezione da ricordare.     Antonio Gaglione per fermare sua sorella Maria Paola in moto la tampona rovinandola insieme all’altra ragazza fuori strada

Volevo darle lezione, era infettata" e uccide la sorella per relazione con  ragazzo trans | L'HuffPost

Imprevisto in agguato: Maria Paola-la sorella- sbatte la testa  contro un tubo e perde la vita  mentre la fidanzata rimane ferita, ancora sanguinante per terra,  anche picchiata dal fratello della vittima…  Il giovane violento viene arrestato dai  carabinieri. della caserma di Acerra. La ragazza ferita è stata portata in una clinica della zona, le sue condizioni non sarebbero gravi.

 Antonio Gaglione ha perso la sorella ed  è ora in carcere per omicidio e violenza privata aggravata da omofobia.

 

Napoli, uccide la sorella perché gay facendola cadere dallo scooter |  Notizie Oggi 24

Rito funebre oggi di Willy alle 10 a Paliano – Insegna all’Italia il coraggio e la decisione di intervento quando necessario

Colleferro, omicidio di Willy Monteiro: un video inguaia i fratelli Bianchi

WILLY  a sx dell’immagine e a dx i due fratelli picchiatori arrestati accusati di omicidio volontario

Willy Monteiro Duarte : i funerali del giovane 21 enne ucciso barbaramente a Colleferro la notte tra sabato e domenica scorsi,si  terranno oggi, alle 10 presso il Campo Sportivo Comunale ‘Piergiorgio Tintisona’ di Paliano...

Il rito funebre sarà presieduto da Monsignor Mauro Parmeggiani e, -come è stato preannunziato, ci sarà anche il premier Giuseppe Conte.

Willy insegna all’Italia il coraggio e la decisione di intervenire di fronte a soprusi o a lotte impari.  Per gli arrestati cambierà ora completamente la loro vita e il loro futuro. Probabilmente saranno condannati ed in carcere avranno modo nel corso degli anni di riflettere sugli errori commessi

Nel rispetto del volere espresso dalla famiglia,- informa la cugina della giovane vittima, sarà vietato l’ingresso alle telecamere e ogni tipo di ripresa, anche attraverso smartphone, tablet e dispositivi simili: la cerimonia sarà esclusivamente un momento di raccoglimento, riflessione e preghiera comune”. Ha ricordato inoltre “l’invito della famiglia a effettuare opere di bene al posto di omaggi floreali e, per chi lo desiderasse, di partecipare al funerale indossando una maglia o una camicia bianca, come simbolo di purezza e gioventù”.

Si apprende anche che è diventata  più pesante l’accusa nei confronti dei giovani arrestati. La modifica del capo di imputazione, da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario, è l’espressione della volontà  della Procura di Velletri, dopo aver valutato alcune circostanze sull’episodio..

Duplice omicidio nel Catanese. Forse furti d’arance o contrasti della criminalità nel settore agricolo

 

Risultato immagini per immagini della polizia

 

Duplice omicidio nel Catanese. Due uomini uccisi a colpi di fucile sono stati trovati nelle campagne di contrada Xirumi, nella Piana di Catania, tra le province di Siracusa e del capoluogo etneo. Le vittime avevano 47 e 29 anni.e sono stati trovati a poche centinaia di metri l’uno dall’altro dai familiari che stavano cercando i due uomini perché la notte scorsa non avevano fatto rientro a casa.

Forse esiste , secondo gli inquirenti una connessione con il ferimento del 36enne ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Garibaldi centro di Catania colpitocon un colpo di fucile all’addome. A sparare ai tre sarebbe stata la stessa persona.
Indagano gli investigatori perchè si ritiene che la  sparatoria potrebbe essere maturata nell’ambito di ipotesi di furto d’arance o contrasti nel settore agricolo.

Svolta nelle indagini dell’omicidio di Angela Stefani: prove raccolte dai Carabinieri contro l’ex compagno

 

Vincenzo Caradonna, 47 anni, arrestato per l’omicidio di Angela Stefani

Salemi, svolta nel giallo di Angela Stefani: arrestato l'ex compagno a 8 mesi dalla scomparsa

TRAPANI

Novità nelle indagini degli investigatori su l delitto di Angela Stefani I carabinieri hanno arrestato l’ex compagno della donna, 48 anni,  scomparsa il 5 febbraio scorso a Salemi (Trapani), Vincenzo Caradonna, di 47 anni, con l’accusa di omicidio volontario, distruzione e occultamento di cadavere e detenzione di ordigni esplosivi.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Marsala, su richiesta della Procura della Repubblica,in virtù  delle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Mazara del Vallo e dai militari del Ris che avevano trovate tracce di sangue nell’abitazione della donna.

Angela Stefani, 48 anni, originaria del Bolognese, abitava a Salemi da diversi anni. A denunciarne la scomparsa l’ex marito della donna, Rosario Scianna. I coniugi hanno anche un figlio di 21 anni, Francesco. La segnalazione agli investigatori sulle violenze dell’ex compagno della donna è partita -si apprende- proprio da Francesco    L’ex marito. Scianna  accusava a sua volta il giovane di essere il responsabile della scomparsa della madre.

A questo punto  i carabinieri hanno arrestato il Caradonna in casa della sorella. Si era trasferito lì da quando la sua abitazione, dove viveva con Angela, era stata posta sotto sequestro dalla Procura.   In casa i militari rintracciavano tracce di sangue ;ll’esame degli investigatori anche i tabulati del cellulare della donna scomparsa e dell’indagato.

TRAGEDIA AD UCRIA PER UNA LITE SU UN PARCHEGGIO

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Un duplice omicidio per un litigio su un parcheggio       La tragedia si è consumata a Ucria, piccolo paese del messinese dove la comunità è rimasta sconvolta e dopo l’episodio si è barricata in casa per paura.

Le vittime sono Antonino Contiguglia, 60 anni, e Fabrizio Contiguglia, 30 anni, rispettivamente zio e nipote. Il presunto assassino ,originario di Paternò(Catania) è stato arrestato  dai carabinieri presso la sua abitazione . Dopo il duplice omicidio è scoppiata anche una lite fra due gruppi di persone vicine alle vittime e all’assassino.

Un altro parente delle vittime,  è  stato trasportato in ospedale a Patti, in condizioni gravissime, da parenti ed amici.

A coordinare le indagini il tenente Rocco Romeo e il capitano Marcello Pezzi, della compagnia dei carabinieri di Patti, che hanno fatto confluire in paese diverse pattuglie delle stazioni vicine dei Nebrodi e della costa tirrenica, per catturare l’uomo che avrebbe sparato senza alcuna <esitazione numerosi colpi d’arma da fuoco. La Procura della Repubblica sta cercando adesso di ricostruire le drammatiche fasi della sparatoria.

 

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Ucria, Messina
(Comunicazione Ag)

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PARTINICO: VIOLENTO LITIGIO,DONNA UCCIDE A COLTELLATE IL MARITO E SI CONSEGNA ALLA POLIZIA.INDAGINI IN CORSO

donna uccide il marito, omicidio partinico, Filippo Mazzurco, Palermo, Cronaca

Dopo un violento litigio una donna ha ucciso a coltellate il marito  nell’abitazione  a Partinico, in via Edison.  La vittima, Filippo Mazzurco di 64 anni, aveva lavorato per diversi anni in Svizzera. Forse l’uomo è stato colto di sorpresa, gli inquirenti sono intenti alla ricostruzione del delitto

La donna, Antonella Cover, 55 anni,ha confessato subito l’omicidio  e si è presentata spontaneamente in commissariato, dove è tuttora in corso l’interrogatorio…

Dai primi accertamenti pare che  i due coniugi fossero separati da tempo anche se vivevano nella stessa abitazione. L’uomo era da poco tempo rientrato in Sicilia dalla Svizzera dove lavorava come elettricista…. Sono in corso indagini per sapere cosa ha fatto scattare nella donna l’intento omicida.

SIRACUSA: I GIUDICI NON CREDONO A CHRISTIAN LEONARDI, COLPEVOLE DI OMICIDIO DELLA MOGLIE E DELLA PICCOLA CHE AVEVA IN GREMBO

SIRACUSA-

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Ergastolo per Christian Leonardi, (nella foto a sinistra) riconosciuto colpevole del reato di omicidio della moglie Eligia Ardita( nella foto a dx), infermiera, e della piccola Giulia che portava in grembo. La donna fu assassinata il 19 gennaio del 2015 

Poi il marito confessò, passarono diversi mesi di indagini,  – ma Christian Leonardi subito dopo ritrattò affermando  di essere stato convinto dal precedente avvocato e dal fratello  di  confessare l’omicidio per avere ridotta sensibilmente la pena 

Ricorderemo che sul maglione di Eligia Ardita,  il 19 gennaio scorso, la cui salma venne riesumata ,i magistrati sospettarono  che la sera del delitto, vi fossero tracce organiche riconducibili ai complici del presunto assassino, il marito della donna…..

 attualmente detenuto nel carcere di Siracusa. La famiglia della donna era sicurissima che quel maglione fosse all’interno della bara, ma non c’era. Durante le operazioni erano presenti i carabinieri del Ris di Messina e il medico legale incaricato dalla Procura, Orazio Cascio. Nella bara gli inquirenti trovarono  altri indumenti e due foto del marito…

Secondo la Procura e gli inquirenti  l’aggressione è avvenuta al culmine di un litigio per futili motivi: Leonardi avrebbe chiuso la bocca alla moglie, facendola soffocare con il suo rigurgito. Nelle udienze  l’imputato si difendeva attribuendo il decesso della moglie all’incapacità dei sanitari del 118 avvertiti per un malessere della moglie.  Versione ritenuta non credibile dai Giudici.

CASERTA: SEPARAZIONE DELLA MOGLIE, DUPLICE OMICIDIO E SUICIDIO DI UN FINANZIERE

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CASERTA-

Agghiacciante duplice omicidio della follia e suicidio a Vairano Patenora, in provincia di Caserta. Un 52enne maresciallo della Guardia di Finanza, per motivi probabilmente legati alla separazione della moglie, ha ucciso la coniuge e la sorella di quest’ultima con l’arma di ordinanza, rivolgendo poi l’arma contro se stesso suicidandosi. Il fatto è avvenuto nel negozio di proprietà dei suoceri, presenti in quel momento e rimasti feriti da colpi di pistola esplosi dal finanziere. L’autore del folle gesto, dopo essersi inflitto il colpo alla tempia, è stato trasportato in ospedale dove è deceduto.  In atto indagano  i Carabinieri.

Uccideva i pazienti in ambulanza con l’iniezione d’aria per avere i soldi del servizio funebre: a giudizio il barelliere criminale

Il Gup del Tribunale di Catania ha rinviato a giudizio Davide Garofalo, di 33 anni, per omicidio volontario ed estorsione aggravata dal metodo mafioso

A giudicio il barelliere che uccideva i pazienti in ambulanza per ottenere i servizi funebri

Il Gup di Catania ha rinviato a giudizio Davide Garofalo, di 33 anni, per omicidio volontario ed estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “ambulanza della morte”.    E’ una vicenda che fa parte dei Criminali spazzatura come nel caso in esame. Ma i Carabinieri di Catania sono arrivati a scoprire i colpevoli e ad arrestarli.

La prima udienza del processo si terrà il 18 dicembre davanti la prima Corte d’assise. L’altro imputato, Agatino Scalisi, 33 anni, ha fatto ricorso al giudizio abbreviato, con prima udienza fissata per il 4 aprile 2019.

Tra il 2014 e il 2016, Garofalo, secondo quanto già accertato dagli investigatori,  avrebbe ucciso tre persone, Scalisi una.    Il metodo era  quello di iniettare a pazienti terminali un’iniezione d’aria nelle vene, nel tragitto su ambulanze private dall’Asl   a casa.   Nei pazienti si verificava  embolia gassosa e morivano subito.   Il decesso sembrava naturale perchè il sistema non sembra lasciare tracce evidenti.

La finalità era quella di ricevere una somma di denaro quantificata in  200-300 euro  per la vestizione della salma e servizio funebre. Soldi spartiti con i clan mafiosi di Biancavilla e Adrano. 

RAGUSA : TROVATA DONNA CON IL CRANIO FRACASSATO, PORTAVA LA COMUNIONE AI MALATI

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Una donna di 66 anni, Maria Zarba, è stata trovata morta all’interno della sua abitazione a Ragusa: aveva il cranio fracassato. Sul posto sono intervenuti gli uomini del 118 e la squadra mobile della polizia. La questura ha confermato che si tratta di omicidio. Quando il personale medico è giunto sul posto, la donna era già morta.Con lei viveva un nipote che, al rientro, ha trovato la nonna riversa per terra in una pozza di sangue nella stanza adibita a soggiorno-cucina: ha urlato per il dolore e alcuni vicini lo hanno sentito e sono usciti in strada.

La vittima era molto nota nel rione – La donna era molto nota nel suo rione, nel centro della città, perché era una ministrante, portava la comunione alle persone malate ,una fedele laica che svolgeva un servizio alla comunità cristiana, ai sacerdoti e ai diaconi durante la liturgia e nelle altre celebrazioni di preghiera.  L’omicidio solleva tanti interrogativi.

 – Nell’abitazione, secondo i primi rilievi, non manca nulla di prezioso e la polizia al momento ha escluso la motivazione della  rapina. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Giulia Bisello. Personale della squadra mobile ha interrogato familiari e conoscenti per ricostruire la personalità della vittima e le sue frequentazioni. Sul posto anche la polizia scientifica per accertare la dinamica dell’accaduto e trovare elementi utili alle indagini.

 

 

 

 

 

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