L’Ufficio stampa di Palazzo Chigi: “Conte ha smentito fake news che rischiavano di dividere il Paese”

Palazzo Chigi: Conte ha smentito fake news

 

Non c’è stata alcuna conferenza stampa a reti unificate. Palazzo Chigi non ha mai chiesto che la conferenza stampa venisse trasmessa a reti unificate; e infatti è stata trasmessa solo da alcuni canali tv e solo per una parte e non interamente”, si legge in una nota dell’ufficio stampa di palazzo Chigi.

“Tutti gli interventi del presidente del Consiglio si sono sempre svolti secondo le consuete modalità e, in particolare, nella forma di conferenze stampa, salvo qualche rara eccezione – si precisa -. Sin dall’inizio del primo mandato del presidente del Consiglio Conte, dal giugno 2018, Palazzo Chigi trasmette il segnale audio video in Hd mettendolo a disposizione di tutti e di tutte le reti televisive, le quali liberamente decidono se e cosa mandare in onda sui propri canali. Lo stesso è avvenuto in occasione delle dichiarazioni alla stampa di sabato 21 marzo (per le quali alcuni hanno parlato, del tutto impropriamente, di ‘diretta facebook‘) e della conferenza stampa di venerdì 10 aprile (per la quale alcuni, anche qui del tutto impropriamente, hanno parlato di “discorso alla nazione a reti unificate”)”.

“In particolare – prosegue il comunicato stampa  – il 10 aprile il Presidente del Consiglio ha tenuto una conferenza stampa, come tante altre volte avvenuto in queste settimane. E come ogni volta ha illustrato i provvedimenti adottati, ha spiegato e chiarito i fatti più rilevanti e ha risposto a tutte le domande dei giornalisti, tanto sull’emergenza coronavirus quanto sul Mes. Nell’occasione ha smentito vere e proprie fake news che rischiavano di alimentare divisioni nel Paese e di danneggiarlo, compromettendo il ‘senso di comunità’, fondamentale soprattutto in questa fase di emergenza”.

In conclusione, anche questa volta non c’è stata richiesta, da parte della Presidenza del Consiglio, di trasmettere un discorso alla nazione a reti unificate”, si osserva. “La decisione di trasmettere o meno le conferenze stampa del Presidente del Consiglio spetterà – come è sempre stato – sempre e solo ai responsabili delle singole testate giornalistiche. Questi ultimi – spiega l’ufficio stampa di palazzo Chigi – sono anche liberi di sostenere la singolare opinione secondo cui il presidente del Consiglio non dovrebbe smentire fake news e calunnie nel corso di una conferenza stampa rivolta al Paese, nè dovrebbe parlare di un tema rilevante e di interesse generale come il Mes“.

Facciamo notare, infine, che Conte non avrebbe potuto evitare di affrontare il tema del Mes e chiarire le relative fake news veicolate dell’opposizione, visto che questo tema è poi stato oggetto delle domande poste dai giornalisti. A conferma del fatto che si tratta di argomento di interesse generale”..

Proposta Segre: disco verde alla Commissione d’inchiesta contro il razzismo

Antisemitismo, ok a mozione Segre. Centrodestra si astiene

Sì alla Commissione straordinaria contro il razzismo .  Il provvedimento è passato al Senato con 151 voti favorevoli, nessun contrario e 98 astensioni,  Il provvedimento /proposta Segre (nella foto -Ag. -sopra la senatrice) nasce per  il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo e dell’istigazione all’odio e alla violenza.

Le astensioni sono arrivate da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono astenuti. “Siamo contro il razzismo, la violenza, l’odio e l’antisemitismo senza se e senza ma.Parole di Matteo Salvini. Non vorremmo che però qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quella che per noi è una convinzione, un diritto, ovvero il ‘prima gli italiani’. Siamo al fianco di chi vuole combattere pacificamente idee fuori dal mondo però non vogliamo bavagli, non vogliamo uno stato di polizia che ci riporti a Orwell”

 

Fratelli d’Italia si è astenuta per rispetto alla senatrice Segre cui va tutta la nostra solidarietà – ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Giovanbattista Fazzolari – Chi attacca una donna che da ragazza ha vissuto il dramma della deportazione in un campo di concentramento non soltanto è un vigliacco ma è anche un idiota”. “Fratelli d’Italia – ha spiegato – non ha votato a favore dell’istituzione della Commissione perché non è una commissione sull’antisemitismo, come volevano far credere, ma una commissione volta alla censura politica”.

Un gruppo di senatoridi Fi, Andrea Cangini, Andrea Causin, Barbara Masini, Laura Stabile, Sandra Lonardo, Massimo Mallegni, Franco Dal Mas e Roberto Berardi. esprime un commento con una nota comune: “Oggi in aula al Senato abbiamo perso un’occasione – si legge – con il nostro voto di astensione sulla istituzione della cosiddetta Commissione Segre, per ribadire la nostra vocazione autenticamente liberale, che ci consente di coniugare, la difesa della libertà di espressione con i limiti che doverosamente la legge prevede per l’incitamento all’odio, alle discriminazioni razziali, religiose e di genere. Siamo e rimaniamo contrari ai reati di opinione, ma allo stesso tempo siamo preoccupati per il linguaggio d’odio che spesso abita la società e i social media, dove sono i giovani e giovanissimi a trovarsi di fronte a quello che rischia sempre di più di diventare la normalità. Su un tema del genere era forse più saggio non rappresentare un Parlamento diviso in schieramenti politici contrapposti. Questa volta ci siamo adeguati, in futuro non è detto che lo faremo“.

 

 

Nuovo leader in Grecia: Nea Dimokratia

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La storia politica della Grecia ha un nuovo nome dopo le elezioni politiche di ieri: Nea Dimokratia.

Secondo i dati del ministero dell’Intero ellenico, basati sui voti reali, il partito guidato da Kyriakos Mitsotakis si aggiudica il 39,8% dei voti, conquistando  così 154 dei 300 seggi complessivi in Parlamento. A Syriza, il partito del premier Alexis Tsipras, va il 31,6%, con 86 seggi. Seguono i socialisti di Kinal 8,3%, 23 seggi; il Kke 5,3%, 14; i nazionalisti di Elliniki Lysi 3,7%, 10; Diem 25 il 3,4%, 9.    Osserviamo che  Tsipras, dal canto suo, ottiene un risultato migliore di quello delle elezioni europee e amministrative anche considerando che nel 2015 Syriza prese il 35,5%

Bene anche il Diem25 (che in Grecia si chiama Mera25) dell’ex ministro Yanis Varoufakis, che dopo il flop alle europee entra nel parlamento nazionale. 

Al momento, non entra in Parlamento il partito di estrema destra Alba Dorata.

LA TAV DIVENTA LO “SPECCHIO DELLA DISTANZA DI IDEE TRA GLI SCHIERAMENTI POLITICI ITALIANI”

 

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La Tav, la Torino-Lione è diventato lo specchio della distanza di idee fra i componenti dell’esecutivo e degli schieramenti politici.

Tav, no Tav , il  ministro  Tria – ancora spera “in un’evoluzione positiva” – i Toninelli, contrario alla grande opera che Parigi attende. Nel mezzo il premier Conte, che vorrebbe conciliare ogni cosa e sta “studiando bene il dossier” sulla linea ferroviaria e  con diplomazia assicura come si arriverà alla “migliore decisione possibile nell’interesse del Paese”.

Nella vicenda si inserisce supplemento di analisi voluto dal Mit che dimezzerebbe gli svantaggi dell’opera, considerando i soli costi a carico dell’Italia. Dati “non scientifici” per Toninelli, ma un dossier che potrebbe comunque rimettere le carte in tavola come ulteriore argomento di discussione. Palazzo Chigi nella mattinata di ieri ha tenuto in ogni caso a precisare che il premier “non ha aperto a nessuna ipotesi di mini-Tav”né tantomeno “ha mai richiesto un ulteriore contributo all’analisi costi-benefici dell’opera”, contributo sollecitato appunto dal solo ministero dei Trasporti. ”

.Troppa incertezza per l’opposizione, che in giornata ha parlato di “sceneggiata” e bollato il titolare del Mit come “inadeguato”, tanto che il Pd – spiega il dem Marino – “ha deciso di presentare una mozione di sfiducia contro Toninelli alla Camera ed al Senato, dopo l’ultima vergognosa operazione della Commissione costi/benefici, un orpello inutile voluto da questo indegno ministro dei trasporti. Per il bene di Torino e dell’Italia, la Tav si deve ultimare e Toninelli deve andare a casa”.

Anche la Francia attende ma chiede tempi più brevi. Occorre una soluzione al più presto. L’impresa si profila ardua …Anche per un campione della diplomazia come Giuseppe Conte..