Oscar 2020:premiato il film “Parasite” del regista sudcoreano Bong Joon-ho

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Parasite‘, è  film scelto di quest’anno che agli Oscar 2020 entra nella storia dell’Academy:    una cosa inusitata che  un film non in lingua inglese sia premiato con il massimo riconoscimento nel corso della kermesse. La pellicola del regista sudcoreano Bong Joon-ho,(nella foto sotto9 già vincitore a Cannes, incassa anche altre tre prestigiosissime statuine: miglior sceneggiatura non originale, miglior film internazionale e miglior regia.

Miglior attore protagonista Joaquin Phoenix con il suo ‘Joker’, miglior attrice protagonista Renée Zellweger con ‘Judy’. Premiato come miglior attore non protagonista Brad Pitt, per ‘C’era una volta a… Hollywood’, mentre miglior attrice non protagonista è Laura Dern per ‘Storia di un Matrimonio’.

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Premio Oscar al film “Green Book” di Peter Farrelly , “amarsi, volersi bene al di là delle differenze”

Premio Oscar al film : È ‘Green Book’ di Peter Farrelly  Il film, che ha portato a casa tre statuette delle cinque a cui era candidato, “parla dell’amarsi, del volersi bene al di là delle differenze”ambientato all’inizio degli anni ’60, racconta la storia del buttafuori italoamericano Tony Vallelonga (interpretato da Viggo Mertesen), che deve a tutti i costi trovare un lavoro per mantenere la famiglia, dopo la chiusura del club di New York dove lavorava. Accetta perciò di seguire il pianista afroamericano Don Shirley in tour nel sud degli Stati Uniti.

L’artista, nonostante sia accolto trionfalmente durante i suoi concerti, subisce vessazioni e violenze a causa dei forti pregiudizi contro i neri negli stati del Sud, tanto che si deve affidare a una guida stradale, il ‘Green Book’ appunto, dove sono indicati alberghi e ristoranti nei quali si accettano i neri. Nonostante le differenze e gli iniziali contrasti, tra Don Shirley e Tony si instaura una forte amicizia.

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‘Green Book’ ha trionfato in un’edizione degli Oscar caratterizzata da tanti premi a film con messaggi antirazzisti e ad attori afroamericani ma anche da sottolineature sulla verità che deve prevalere sulle fake news e da battute contro il muro tra Usa e Messico, paese protagonista del film di Alfonso Cuaron, favorito della vigilia.

E proprio Cuaron, per il suo ‘Roma’, si è aggiudicato l’Oscar alla migliore regia. “Un film che parla di una donna indigena, una dei milioni di collaboratrici domestiche che non hanno diritti”, ha detto Cuaron dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno collaborato al film.

Rami Malek per la sua interpretazione di Freddie Mercury in ‘Bohemian Rhapsody’ si è aggiudicato l’Oscar al miglior attore, accompagnato da una standing ovation,

Olivia Colman ha centrato, alla sua prima candidatura, l’Oscar per la miglior attrice protagonista per ‘La favorita’ di Yorgos Lanthimos, ‘soffiando’ la statuetta a Glenn Close candidata per la settima volta all’Oscar per il suo ruolo in ‘The Wife – Vivere nell’ombra’ di Björn Runge e data per favorita alla vigilia.

 Spike Lee  dopo una carriera quarantennale, si è aggiudicato il suo primo Oscar competitivo (tre anni fa aveva ricevuto quello alla carriera), per la sceneggiatura di ‘BlacKkKlansman’, tre anni dopo quello onorario: “Le elezioni 2020 sono dietro l’angolo, ricordiamocelo, possiamo fare una scelta di amore e non di odio“, ha detto tra gli applausi Spike Lee, che ha poi dedicato il premio alla nonna “che era stata una schiava. .

 Regina King, premiata come migliore attrice non protagonista per il film di Barry Jenkins ‘Se la strada potesse parlare’, tratto dal romanzo di James Baldwin, “uno dei più grandi autori del nostro tempo – ha detto l’attrice – ed è surreale per me essere qui a rappresentarlo. Baldwin ha fatto nascere questo bambino, lo ha cresciuto e sostenuto. Io sono un esempio di quanto l’amore e il sostegno possono fare.

Anche il premio per il miglior attore non protagonista è andato ad un attore afroamericano, Mahersala Ali per ‘Green Book’, in cui ha interpretato il pianista jazz Don Shirley.  ‘Green Book’ ha vinto anche l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, scritta dal figlio di Tony Vallelonga (l’autista di Don, interpretato da Viggo Mortensen) insieme al regista Peter Farrelly e a Brian Currie.

Javier Bardem, nell’introdurre il premio al miglior film straniero, andato a ‘Roma’ di Alfonso Cuaron (premiato anche per la fotografia oltre che per la regia), ha detto: “Non ci sono muri che possano contenere il talento“. “Sono cresciuto vedendo film stranieri come Quarto potere, Il padrino, Lo squalo. Facciamo tutti parte dello stesso oceano, della stessa emozione. Voglio ringraziare il Messico e la mia famiglia”, ha detto invece Cuaron.

 Lady Gaga  si è aggiudicata il suo primo Oscar, quello per la miglior canzone, con ‘Shallow’ (sulle cui note ha duettato sul palco con Bradley Cooper, regista e coprotagonista del film ‘A star is born’).

L’Oscar al miglior film di animazione è stato assegnato a ‘Spiderman: un nuovo universo’, la nuova versione, sempre targata Marvel, dell’uomo ragno, dove c’è anche po’ di Italia, attraverso la disegnatrice marchigiana Sara Pichelli che ha creato Miles, il giovane che prende il testimone di Peter Parker. ‘Bao’ è stato invece premiato come migliore corto animato. Mentre nella categoria corto documentario ha vinto ‘Period. End of Sentence’ di Rayka Zehtabchi e Melissa Bertonche.

 

L’Oscar 2019 per i costumi ha segnato invece una prima volta importante: la statuetta assegnata, dopo tre candidature, a Ruth E. Carter per ‘Black Panther’ di Ryan Coogler è il primo Oscar ai costumi per un’artista afroamericana. La Carter ha voluto ringraziare Spike Lee (in sala perché candidato a tre Oscar per ‘Blackkklansman’, tra cui miglior film e miglior regista), di cui è una storica collaboratrice e con cui aveva ottenuto la prima candidatura per i costumi di ‘Malcom X’: “È stato un lungo viaggio, ce l’ho fatta. Grazie Spike Lee, spero tu sia fiero di me“.

Black Panther‘, basato sul personaggio di Pantera Nera della Marvel Comics e primo film di supereroi a ricevere la candidatura agli Oscar per il miglior film, si è aggiudicato anche l’Oscar alla migliore scenografia, andato ad Hannah Beachler e al decoratore di set Jay Hart.

‘Bohemian Rhapsody’ è stato premiato anche per il montaggio e suono: John Warhurst e Nina Hartstone hanno vinto per il miglior montaggio sonoro; Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali per il suono; John Ottman per il montaggio.

(Comunicazione Ag)