Palermo Mafia: provvedimento di fermo per 20 indagati- Estorsioni scoperte per le denunce degli imprenditori

Provvedimento di fermo per 20 persone  appartenenti alla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio a Palermo

Η ατάκα του Μάρλον Μπράντο ως Βίτο Κορλεόνε που έμεινε στην ιστορία. Η  "προσφορά" που αρνήθηκε ο παραγωγός Τζακ Ουόλτζ και βρήκε στο κρεβάτι του  ένα κομμένο κεφάλι αλόγου - ΜΗΧΑΝΗ ΤΟΥ

 

Riflettori dei Carabinieri sulla  famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, a Palermo      Su delega dalla procura Distrettuale Antimafia di Palermo,  è stata data  esecuzione a un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso nei confronti di 20 indagati, ritenuti a vario titolo responsabili dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione, tentato omicidio aggravato, danneggiamento seguito da incendio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento aggravato, furto aggravato e ricettazione.

Sono 22 le estorsioni, aggravate dal metodo mafioso, scoperte e provata dagli inquirenti nel corso delle indagini giudiziarie Le estorsioni, 6 consumate e 16 tentate, venivano perpetrate ai danni di commercianti e imprenditori operanti nel territorio di competenza della famiglia mafiosa, nonché 2 attività estorsive commesse attraverso il cosiddetto ‘cavallo di ritorno’.      Comunicano gli investigatori:     Vi è da riflettere sul  numero delle denunce spontanee da parte di imprenditori e commercianti: su un totale di 22 episodi, ben 13 sono i casi scoperti grazie alle denunce, mentre altri 5 episodi sono stati ricostruiti autonomamente grazie alle indagini ma poi confermati pienamente dalle vittime.

Come carabinieri di Palermo vorremmo ringraziare quegli imprenditori che si sono fidati di noi. Molti sono venuti spontaneamente a denunciare i fatti, ci hanno messo la faccia e noi li abbiamo tutelati. E’ questo il messaggio del comandante provinciale Carabinieri di Palermo, Gen. Arturo Guarino- che vogliamo dare alla città e a questa collettività: basta al pizzo –  Grazie agli imprenditori che si sono fidati dell’Arma e grazie alle associazioni antiracket che hanno collaborato. Noi siamo a fianco di chi denuncia”.

L’indagine, coordinata da un gruppo di sostituti diretti dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, costituisce un’ulteriore fase di un’articolata manovra condotta dal Nucleo investigativo di Palermo sulla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio che, sottolineano gli investigatori, “ha consentito di comprovare la perdurante operatività di quell’articolazione di Cosa Nostra dopo l’ultima operazione del novembre 2017”. L’operazione ha permesso di individuare il nuovo reggente della famiglia di Borgo Vecchio, Angelo Monti che si è occupato della riorganizzazione dell’articolazione mafiosa, affidando posizioni direttive a suoi uomini di fiducia.

Le indagini hanno consentito la disarticolazione dell’intero organigramma della famiglia mafiosa e l’individuazione delle attività di controllo del territorio e di ricerca del consenso sociale; le attività di assistenza economica verso le famiglie degli affiliati detenuti e dei diversi metodi illeciti di finanziamento dell’articolazione mafiosa; le infiltrazioni nel tessuto economico del territorio e le ingerenze nel mondo del tifo organizzato del calcio palermitano, esercitate attraverso il controllo di Cosa Nostra dei gruppi ultras locali.

 

Ricordo del “Generalissimo” Dalla Chiesa: “Il potere è dello Stato…ma devo essere sostenuto in questa lotta..”

Strage Dalla Chiesa: i figli Rita, Nando e Simona non saranno a Palermo

Siamo contrari in linea di principio alle commemorazioni di personaggi eroi. Queste manifestazioni che servono solo per la comprensione della vita alle  nuove generazioni, in realtà hanno il segno triste del fallimento dello Stato dell’epoca   Le domande di allora le riproponiamo oggi e forse anche al prossimo anniversario.     Perchè un generale dello spessore di Dalla Chiesa è stato mandato da solo in Sicilia, terra consacrata al tempo di Mafia sanguinaria?.

LA STATURA DI DALLA CHIESA ERA TALMENTE ALTA CHE INCUTEVA TIMORI E SOGGEZIONE PERSINO AI COLONNELLI E GENERALI DELL’ARMA

Qui è morta la speranza dei palermitani onesti». Questa scritta anonima, comparsa in via Isidoro Carini all’indomani della strage in cui furono uccisi il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, apparve come l’atto di resa di un popolo in ginocchio di fronte alla Mafia.

Era la sera del 3 settembre. Dalla Chiesa e la moglie, dopo essere usciti dalla Prefettura a bordo della A112 beige e seguiti dall’agente di scorta su una Alfetta, furono affiancati da un commando. I killer usarono una tecnica quasi militare, impiegando un Kalanikov ak-47.

Il 3 settembre ricorre il 37° anniversario dell'eccidio del Generale C.A.  Carlo Alberto dalla Chiesa, della consorte Emanuela Setti Carraro e  dell'Agente Scelto della Polizia di Stato Domenico Russo - Il Moderatore.it  -

Cosa nostra intendeva dare una dimostrazione di forza allo  Stato che aveva inviato nell’Isola un generale che aveva ottenuto straordinari risultati nei confronti del terrorismo e delle Brigate rosse. Quella strage concluse nel sangue i cento giorni del generale a Palermo; giorni di solitudine in quella Prefettura diventata quasi un eremo.

Il “generalissimo”  Dalla Chiesa in quel periodo si lamentò dell’assenza di quegli strumenti promessi dal governo nella lotta alla mafia. ” Il potere-diceva- è solo dello Stato ma …..ho necessità di essere sostenuto ed aiutato..

.“Nel giorno dei funerali, la cattedrale di Palermo fu sferzata dalle dure parole del cardinale Salvatore Pappalardo che citando Tito Livio condannò duramente le istituzioni: «Mentre a Roma si pensa sul da fare, la città di Sagunto viene espugnata dai nemici, e questa volta non è Sagunto ma Palermo. Povera la nostra Palermo».

Città che a distanza di quasi 4 decenni  commemora l’anniversario della strage. Siamo specialisti nelle commemorazioni. Meno nel sostenere eroi solitari come il”generalissimo Dalla Chiesa”

ALTOFONTE (PALERMO): DEVASTANTE INCENDIO ,EVACUATE FINORA OLTRE 400 PERSONE

 

Video Vigili del Fuoco -You T. -O.L.

 “Tutto il personale dei vigili del fuoco e gli interventi sono stati gestiti dal Posto di Comando Avanzato allestito presso il campo sportivo del comune di Altofonte, che  a causa dell’incendio ha disposto  l’evacuazione di oltre 400 persone dalle rispettive abitazioni  minacciate dalle fiamme“…

“Sul posto anche 3 ambulanze per garantire laddove necessario il soccorso sanitario- spiega il Comandante Provinciale Agatino Carrolo- Le operazioni di spegnimento sono state rese difficoltose per il forte vento di scirocco da sud-sudest con raffiche fino a 50/60 km/h”.

“Tre canadair per spegnere l’incendio sulla zona interessata.  Afferma il sindaco di Altofonte Angela De Luca: ” I vigili del fuoco e la protezione civile stanno continuando l’opera di bonifica dei siti interessati dalle abitazioni”

“Invito tutti a non spostarsi dai luoghi nei quali si trovano per non intralciare le operazioni. Vi comunicherò al più presto quando potrete rientrare nelle vostre abitazioni”.

Un’analisi dell’Osservatorio delle Srl bilanci: Messina la città in maggiore sofferenza (-20,1%)

Come Conoscere il Fatturato di un'Azienda?

PALERMO

L’Osservatorio sui bilanci delle Srl 2018 e stime 2020 del Consiglio e della Fondazione nazionali dei commercialisti ha analizzato il fatturato in caduta libera (-19,7%) per le aziende italiane (spa e srl) nel primo semestre dell’anno con una perdita di oltre 280 miliardi di euro.

L’analisi dell’Osservatorio tende a misurare pure  l’impatto dell’emergenza Covid-19 e il relativo lockdown sul fatturato delle società di capitali nei primi sei mesi dell’anno. Nell’analisi sono considerate circa 830 mila società che fatturano complessivamente circa 2.700 miliardi di euro, l’89% di tutte le imprese e l’85% circa di tutti gli operatori economici. L’Osservatorio elabora i dati presenti nella banca dati Aida di Bureau van Dijk.

In Sicilia è Messina la provincia in maggior sofferenza (-20,1%). Tra le altre province siciliane: Trapani (-19,3%), Palermo (-17,7%), Agrigento (-19,6%), Caltanissetta (-19,7%), Enna (-19,9%), Catania (-19,8%), Ragusa (-19,2) e Siracusa (-13,7%).

Siracusa è la provincia che soffre meno in tutta Italia. Tra le province ad accusare maggiormente gli effetti della pandemia, Potenza (-29,1%), Arezzo (-27,2%), Fermo (-26,3%), Chieti (-25,8%) e Prato (-25,3%) con performance peggiori del dato nazionale, mentre resistono meglio Siracusa (-13,7%), Cagliari (-13,8%), Roma (-16,1%), Genova (-16,5%) e Trieste (16,7%).

MAFIA/CRIMINALITA’ SICILIA. ARRESTI A RAFFICA DI SOGGETTI DEL MANDAMENTO DI TOMMASO NATALE E DEL CLAN CATANESE CAPPELLO-BONACCORSI

Mafia: allarme attentato al tribunale di Palermo - Sicilia - ANSA.it

 

 Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e  arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale palermitano, su richiesta della procura Distrettuale Antimafia,è stata notificata dal Nucleo Carabinieri del Comando provinciale di Palermo nei confronti di 10 indagati (9 in carcere e uno ai domiciliari), ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni aggravate, furto aggravato, violazione delle prescrizioni imposte dalle misure preventive.

L’inchiesta condotta  da un pool di magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, demolisce non poco il mandamento mafioso di Tommaso Natale.
Sono numerose le  operazioni dei militarinei confronti degli esponenti del mandamento mafioso di Tommaso Natale, tra cui ‘Oscar’ (2011), ?Apocalisse’ (2014) e ‘Talea’ (2017), che hanno cristallizzato la reggenza di Francesco Paolo Liga, figlio dello storico boss Salvatore Liga, detto ‘u Tatenudd’, poi affiancato, a partire dalla sua scarcerazione avvenuta nell’ottobre 2015, da Giuseppe Biondino, figlio di Salvatore, l’autista di Totò Riina, arrestato di nuovo nel gennaio 2018. L’operazione di oggi, denominata Teneo, è la prosecuzione dell’indagine Talea aveva un deciso impulso con il monitoraggio di Vincenzo Taormina, imprenditore del settore movimento terra particolarmente vicino a Francesco Paolo Liga.

La novità, secondo gli inquirenti, studiosi della Mafia territoriale,era che  la reggenza mafiosa di Francesco Paolo Liga, non fosse di gradimento di  molti affiliati che invece speravano nella scarcerazione “eccellente” (febbraio 2017) di Giulio Caporrimo e poi di Nunzio Serio e di altri affiliati arrestati nell’operazione Oscar. Ai due in particolare venivano riconosciute capacità di comando, carisma e influenza nella dinamiche mafiose:

. Gli equilibri mafiosi si spostavano così in favore di Giulio Caporrimo e di Nunzio Serio, con un  ridimensionamento del bossi Francesco Paolo Liga che però non veniva esautorato.
La libertà d’azione di Caporrimo però dura solo 7 mesi, fino al settembre 2017, quando viene di nuovo arrestato. Da quel momento, le redini del mandamento mafioso passano a Nunzio Serio, arrestato nel maggio 2018. Proprio in quel mese, il 29 maggio, si riuniva per la prima volta dopo l’arresto di Salvatore Riina, la ricostituita commissione provinciale di Cosa Nostra palermitana, a cui partecipava Calogero Lo Piccolo, nuovo rappresentante del mandamento di Tommaso Natale, arrestato nel gennaio 2019 con il seguito dell’operazione ‘Cupola 2.0’. In questa operazione vennero arrestati ben sei capi mandamento, tutti promotori e protagonisti del nuovo progetto di ristrutturazione di Cosa Nostra. Fra questi anche Settimo Mineo che avrebbe dovuto assumere la carica di vertice provinciale.

Scoperti  sette casi di estorsioni, consumate o tentate, operate dal clan nei confronti di imprese edili. In due circostanze sono state le stesse vittime a denunciare.     L’inchiesta pone in luce anche che  i due boss Caporrimo e Serio, “per la gestione materiale delle diverse attività illecite”, si avvalevano soprattutto della ‘collaborazione’ di Andrea Gioè, già arrestato per mafia e attuale referente per il quartiere di Sferracavallo, di Andrea Bruno, anche lui arrestato per mafia e attuale referente per il quartiere Marinella, di Vincenzo Taormina, Vincenzo Billeci, Francesco Di Noto, arrestato nell’operazione Talea, e Giuseppe Enea.

Si svolgevano anche al largo della coste di Palermo, a bordo di gommoni, i summit fra i due boss Giulio Caporrimo e Nunzio Serio. E’ uno degli spaccati che emerge dall’operazione Teneo. Fra gli incontri, registrati dalle microspie, anche una pittoresca vicenda relativa alle lamentele per la presenza di moto d’acqua che scorrazzavano nei pressi dei bagnanti di Sferracavallo. Il capomafia raccontava di essere intervenuto personalmente nei confronti di alcuni utilizzatori delle moto d‘acqua, originari dei quartieri Brancaccio e Pagliarelli, i quali, riconoscendolo, avevano tenuto un comportamento remissivo, tanto da essersi spostati sulla zona di Mondello, dall’altro lato della riserva di Capo Gallo, perché a Sferracavallo “c’era lo zio in porto”.

Sono sette le vicende estorsive, consumate o tentate, ricostruite dai carabinieri. Le indagini hanno messo in evidenza una “particolare attenzione, riposta dagli esponenti mafiosi, nei confronti delle imprese operanti nel settore edile”. Due episodi sono stati spontaneamente denunciati dalle vittime. Fra gli episodi, il tentativo di Vincenzo Taormina di imporre la fornitura di scarrabili e di sabbia a un imprenditore edile, per poi costringerlo al pagamento di un’estorsione di mille euro per i lavori di ristrutturazione di uno stabile a Sferracavallo; una tentata estorsione di Francesco Paolo Liga e Vincenzo Taormina nei confronti di un altro imprenditore edile affinché affidasse a un soggetto a loro vicino la realizzazione degli impianti di condizionamento all’interno di un cantiere aperto in via Partanna Mondello di Palermo.

E poi una estorsione ai danni di un imprenditore edile la cui impresa era impegnata in lavori di ristrutturazione all’interno di un residence in via Tommaso Natale, con la complicità e la mediazione del portiere; un’altra estorsione che ha costretto un imprenditore edile a rinunciare ai lavori di ristrutturazione di un immobile nella zona della Marinella di Palermo, che poi venivano assegnati a una ditta a lui riconducibile; il tentativo di un imprenditore edile ed esponente della famiglia mafiosa di Passo di Rigano di bloccare l’avvio dei lavori di scavo nella zona di viale Michelangelo da parte di una ditta edile, il cui titolare avrebbe dovuto cercare prima un contatto con gli esponenti mafiosi del territorio per la cosiddetta ‘messa a posto’; un furto aggravato, commesso come avvertimento e intimidazione mafiosa, di un cassone scarrabile collocato dalla vittima in via Plauto; un’altra estorsione ai danni di una impresa che aveva aperto un cantiere in via Porta di Mare di Palermo

-Il mandamento, secondo i Carabinieri che hanno svolto le indagini, si regge sul  boss Giulio Caporrimo, scarcerato nel febbraio 2017, una delle figure principali dell’operazione condotta questa mattina.

L’indagine –  copre un periodo di tempo che va da febbraio a settembre 2017, arco di tempo nel quale Giulio Caporrimo, scarcerato e poi arrestato per un residuo di pena, ha avuto il tempo di riorganizzare il mandamento di Tommaso Natale, nella parte occidentale della città, con particolare attenzione alle attività estorsive nei confronti degli imprenditori edili, da sempre una delle principali fonti di reddito di Cosa Nostra al fine di incrementare le casse del mandamento e assistere le famiglie degli associati detenuti”.

                                  LA       MAFIA  A CATANIA, COINVOLTO IL CLAN “CAPPELLO-BONACCORSI”
Immagine tribunale

Vasta operazione antimafia,condotta dalle forze di Polizia, coordinata dalla Procura Distrettuale etnea, volta alla disarticolazione di un’imponente organizzazione di stampo mafioso. Centinaia di poliziotti, con i Reparti Speciali e i Nuclei Investigativi, coordinati dalla Dda di Catania e dal Servizio Centrale Operativo, sono incaricati  da stamane di notificare un’ordinanza cautelare a carico di numerosi indagati, appartenenti al clan mafioso ‘Cappello-Bonaccorsi’.

Coinvolte anche mogli e figli dei boss, perquisizioni e sequestri di beni nel capoluogo etneo. In totale vengono eseguite 52 misure cautelari, di cui 44 di custodia cautelare in carcere.

 

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IL POTERE MAFIOSO DELL’ ACQUASANTA DI PALERMO SU CUI FALCONE AVEVA INDAGATO E “LA RICERCA DI NUOVI ADEPTI” SUBISCONO UN DURO COLPO

Nell’ambito di una vasta operazione antimafia, stamane 91 persone sono state destinatarie di un provvedimento giudiziario notificato dalle      forze del  Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto del Comando Provinciale di Palermo e di altri Reparti sul territorio nazionale…   

Ordinanze di custodia cautelare e sequestro preventivo, emesse dal Gip presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia..        Sotto i riflettori degli investigatori anche  un vasto patrimonio immobiliare e mobiliare del valore di circa 15 milioni di euro.

FIDANZAMENTI COMBINATI IN NOME DEL POTERE – ANCHE QUESTA E' LA ...

 

Le operazioni sono in corso in Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania. Impegnati 500 uomini delle Fiamme Gialle, con l’appoggio di un mezzo aereo e di unità cinofile addestrate per la ricerca di armi, stupefacenti e valuta.

Nel maxi blitz è stato messo in ginocchio  il vecchio clan mafioso dell’Acquasanta di Palermo, su cui già Giovanni Falcone aveva indagato negli anni Ottanta, in piena guerra di mafia. In manette gli eredi dello storico clan siciliano dei Fontana che anni fa si erano trasferiti in Lombardia dove gestivano il business della vendita del caffè.

Tra i pm che hanno coordinato la maxi inchiesta, denominata ‘Mani in pasta’, c’è anche Roberto Tartaglia, il nuovo vice capo del Dap. L’indagine, molto complessa per l’individuazione, nelle varie epoche, dei soggetti malavitosi, è coordinata dal Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Amelia Luise, Dario Scaletta e, appunto, dall’ormai ex pm della Dda di Palermo, Roberto Tartaglia, oggi il numero due del Dap.

 Afferma il  gip del Tribunale di Palermo dr. Piergiorgio Morosini:    “In questi giorni le misure di distanziamento sociale e il lockdown su tutto il territorio nazionale hanno portato alla totale interruzione di moltissime attività produttive, destinate, tra qualche tempo, a scontare una modalità di ripresa del lavoro comunque stentata e faticosa. Nelle prossime settimane, i riflessi di questa situazione, che riguardano naturalmente anche Palermo, in particolare i quartieri con maggiori difficoltà socio-economiche, tra i quali Arenella e Acquasanta, sono suscettibili di creare un contesto assai favorevole per il rilancio dei piani della associazione criminale sul territorio d’origine e non solo” 

“Da una parte – prosegue il giudice  – l’attuale condizione di estremo bisogno, persino di cibo quotidiano, di tante persone senza una occupazione stabile, o con un lavoro nell’economia sommersa, può favorire forme di ‘soccorso mafioso’ prodromiche al reclutamento di nuovi adepti”. “Dall’altra – aggiunge – il blocco delle attività di tanti esercizi commerciali o di piccole e medie imprese ha cagionato una crisi di liquidità difficilmente reversibile per numerose realtà produttive, in relazione alle quali un ‘interessato sostegno’ potrebbe manifestarsi nelle azioni tipiche della organizzazione criminale, vale a dire l’usura, il riciclaggio, l’intestazione fittizia di beni, suscettibili  di evolversi in forme di estorsione o, comunque, di intera sottrazione delle aziende ai danni del titolare originario”.     Adesso vedremo come si svilupperà la difesa legale degli imputati

Palermo-Catania: volo ed impatto di un’auto sulla corsia opposta, nulla da fare per la guidatrice

Incidente mortale con volo dell’autovettura sull’altra corsia sull’autostrada A19 “Palermo-Catania” all’altezza di Casteldaccia. Una donna è morta sul colpo. Viaggiava a bordo di una Land Rover che per cause ancora  da accertare è finita sulla carreggiata opposta.

L’auto procedeva in direzione Palermo. Poi all’improvviso  il volo della carreggiata  in direzione Catania. Un volo che ricorda lo spettacolo proposto nei film polizieschi ma dall’impatto terribile che non ha lasciato scampo alla donna.

Gli investigatori informano che Maria Rita Elmo, 49 anni, è deceduta subito nello scontro. La vittima viaggiava a bordo della Land Rover insieme ad un altro automobilista. Il salto di carreggiata  si è rivelato probabilmente fatale.

 L’altro passeggero sembra essere stato fortunato,  non è grave. Sono intervenuti gli agenti della polizia stradale e i sanitari del 118 che hanno soccorso il ferito e accertato la morte della donna. Il traffico in autostrada è andato a rilento.

Giornalisti e accesso ai tribunali in tempo di pandemia Covid-19

 

Una nota della dottoressa Calogera Nicastro, dirigente  della cancelleria della Corte di Appello di Palermo, informa che il Presidente della Corte di Appello di Palermo e il Procuratore Generale stanno valutando l’adozione di un provvedimento che nell’attuale contesto delle forti limitazioni dell’accesso del pubblico agli Uffici della “Cittadella” giudiziaria consenta comunque ai giornalisti l’esercizio del fondamentale diritto di informazione, sia pure compatibilmente con le restrizioni dovute alle emergenze sanitarie in atto.

Tutti in trincea, orgogliosi di essere italiani. Conte” Grazie a medici,infermieri,a chi ci sostiene dai balconi…..insieme ce la faremo”

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E’ stato approvato dal Cdm il maxi decreto ‘Cura Italia’ per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Il consiglio dei ministri ha varato infatti  le misure economiche per fornire sostegni ed  aiuti ai medici, lavoratori, famiglie e imprese, un’iniezione di sostegno all’economia da circa 25 miliardi e finanziamenti mobilitati per 350 miliardi.

Il governo è vicino alle imprese, ai commercianti, ai liberi professionisti, alle famiglie, ai nonni, alle mamme e ai papà che stanno facendo un sacrificio per la salute di tutti – ha esordito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa assieme al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

Possiamo parlare di modello italiano – continua il premier – non solo per il contenimento del contagio sul piano sanitario, ma anche per quanto riguarda la politica economica per far fonte a questa grande emergenza. Questa è una manovra economica poderosa, non possiamo combattere un’alluvione con gli stracci e i secchi. Ma abbiamo costruito una vera e propria diga protettiva per famiglie, imprese e lavoratori e vogliamo che l’Europa ci segua“.

Ma non è tutto … “Siamo consapevoli che questo decreto non basterà. Ma il governo oggi risponde ‘presente’ e lo farà anche domani. Dovremo poi ricostruire il tessuto economico e sociale che uscirà fortemente intaccato da questa emergenza e lo faremo con un piano di ingenti investimenti e con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto prima”.

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Non nasconde Conte- lui che proprio non dorme più la notte-  il proprio orgoglio italiano: “Sono orgoglioso perché partecipe di una comunità che ho l’onore di guidare in un periodo così complesso della nostra storia. Alcuni italiani sono in trincea negli ospedali, in fabbrica, nelle farmacie o dietro ai banconi di un supermercato, tanti rimangono a casa ma non sono inerti, li sostengono dal balcone, dalla finestra, cantando l’inno nazionale. Possiamo essere orgogliosi di essere italiani, insieme ce la faremo”.

In sintesi il decreto stanzia tre miliardi e mezzo alla Sanità e oltre 10 miliardiper la tutela del lavoro, “affinché nessuno perda il posto”, ribadisce Gualtieri, che annuncia un nuovo decreto economico in aprile.

           Instancabile Conte: “Orgoglioso di essere Italiano, che l’Europa ci segua…”

Il varo del provvedimento è stato accompagnato da polemiche da parte delle opposizioni. La Lega ha infatti “criticato” l’intervento straordinario in una nota: “Il governo ha scelto la strada del solito provvedimento omnibus, di una manovra vecchia maniera. Un decreto confuso, forse per accontentare le molte anime della maggioranza. Riconosciamo all’esecutivo di aver ascoltato le nostre proposte, ma è poi mancata vera condivisione”.

Serpeggia nervosismo e preoccupazione per una situazione che, ogni giorno, sembra sfuggire di mano, con l’asticella dell’emergenza che sale anziché scendere. Sul decreto ‘cura Italia’, al centro di un Cdm iniziato con due ore di ritardo e durato altrettanto, si sono registrate parecchie tensioni nel governo che ha dato il via libera al provvedimento.

Soddisfatta la richiesta del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci di chiudere i collegamenti con l’isola.      Il  Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha già  firmato  il Decreto che prevede la sospensione dei collegamenti e dei trasporti ordinari delle persone da e per la Sicilia. Regolare, invece, il trasporto merci.

. L’obiettivo delle misure inserite nel Decreto è quello di contrastare il diffondersi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, limitando al massimo il rischio di possibili fonti di contagio provenienti dall’esterno della Sicilia..

Nel decreto, si specifica che le persone possono viaggiare su navi adibite al trasporto merci esclusivamente per dimostrate ed improrogabili esigenze, previa autorizzazione del Presidente della Regione.   Sono inoltre consentiti gli spostamenti via mare per i passeggeri da Messina per Villa San Giovanni e Reggio Calabria e viceversa, per comprovate esigenze di lavoro, di salute o per situazioni di necessità.

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Il trasporto aereo delle persone, da e verso la Sicilia, è assicurato soltanto per improrogabili esigenze di connessione territoriale con la penisola, esclusivamente presso gli aeroporti di Palermo e Catania, mediante due voli A/R Roma-Catania e due voli A/R Roma-Palermo, uno meridiano e l’altro antimeridiano, con sospensione di tutti gli altri voli compresi quelli internazionali.
Per i collegamenti ferroviari diurni è previsto il mantenimento dei collegamenti minimi essenziali mediante un treno giorno intercity Roma/Palermo e viceversa.Sono soppressi, infine, i servizi automobilistici interregionali.

– “La situazione in Sicilia è preoccupante  perché abbiamo accolto oltre 31 mila persone dal nord Italia-avverte Francesco Italia, sindaco di Siracusa e bisogna vedere quanti seguono la quarantena”. Ecco perché per Italia il Provvedimento “è doveroso” anche se esprime la sua solidarietà e “vicinanza alle famiglie divise, ma alcuni sacrifici di pochi sono necessari per il bene di molti. L’altruismo è il vero antidoto al contagio del virus”.

CHE DIO AIUTI L’ITALIA E IL MONDO, IL VIRUS SEMBRA IL SIMBOLO DEL MALE (PIPISTRELLO) SULLA TERRA

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Le carceri scoppiano, il coronavirus proveniente-affermano gli scienziati- dal pipistrello – ha già fatto il suo ingresso e le sue vittime, le carceri oggi protestano.     In Sicilia il carcere palermitano Lorusso di Pagliarelli ha registrato – come in altri istituti di pena -una rivolta dei detenuti.. Motivazioni?   Paura del virus Covid 19 che colloca l’Italia al secondo posto nel mondo per numero di decessi, dopo la Cina, la mancanza di spazi all’interno delle celle delle carceri(eterno problema) e, soprattutto, la sospensione dei colloqui per arginare il virus. Apriti cielo, succede il finimondo!

“Le loro preoccupazioni –avvertono i dirigenti delle strutture carcerarie-sono comprensibili. Anche da parte nostra siamo preoccupati. Gestire in carcere dove ci sono 1400 detenuti non sarebbe semplice la gestione dell’emergenza. Anche perchè in una cella spesso sono in quattro e mantenere le distanze previste non è semplice”.

Già in giornata diverse le proteste. A Modena nel primo pomeriggio i detenuti, protestando per le misure di prevenzione per il Covid-19, si sono barricati nell’istituto, Sul posto è arrivato anche il prefetto. I carcerati “chiedono provvedimenti contro il rischio dei contagi”

Nel Sud la protesta nel carcere napoletano di Poggioreale nasce per  la sospensione dei colloqui, prevista dalle misure anti-coronavirus. I detenuti si sono arrampicati sui muri interni del penitenziario e  fuori, si è svolta la protesta dei parenti che hanno chiesto per i loro familiari reclusi indulto, amnistia o arresti domiciliari. La protesta è rientrata nel tardo pomeriggio.

Anche  i detenuti di Frosinone hanno espresso vibratamente la loro protesta , si sono barricati all’interno della seconda sezione, da cui si scorgeva del fumo. Sul posto è accorso il garante regionale Anastasia: “Per il momento siamo in fase di attesa. Non si vuole fare alcuna azione di forza per non creare tensioni. Siamo in trattativa”.      Intanto il prossimo passo diventa la  convocazione immediata -forse oggi e domani -dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, per l’assunzione delle necessarie misure di coordinamento”,  nella direttiva ai Prefetti per l’attuazione dei controlli nelle “aree a contenimento rafforzato” adottata dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Il provvedimento prevede “indicazioni specifiche per i controlli relativi alla limitazione degli spostamenti delle persone fisiche in entrata e in uscita e all’interno dei territori ‘a contenimento rafforzato’“. Le sanzioni per chi viola le limitazioni agli spostamenti possono arrivare all’arresto fino a tre mesi.

CONTE -MACISTE ITALIANO E CREDENTE IN DIO – IN LOTTA CONTINUA E QUOTIDIANA CONTRO L’INVISIBILE MALE DEL VIRUS

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Gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia – si legge nella direttiva – Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus“.

I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità “avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti”, spiega la direttiva. “Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni – si legge nella direttiva – Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali”.

 

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Gli studiosi analizzano la struttura del pipistrello per arrivare ad un vaccino anticoronavirus

Per quanto concerne il trasporto ferroviario, la Polizia ferroviaria curerà, con la collaborazione del personale delle Ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi ‘termoscan’ – prosegue il provvedimento – Inoltre saranno attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni”.

Negli aeroporti delle aree dei territori ‘a contenimento rafforzato’, i passeggeri in partenza saranno sottoposti al controllo, oltre che del possesso del titolo di viaggio, anche della prescritta autocertificazione”, secondo quanto prevede la direttiva del Viminale. Inoltre analoghi controlli verranno effettuati nei voli in arrivo nelle predette aree. Restano esclusi i passeggeri in transito.

Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni – si legge nella direttiva – Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso. “Analoghi controlli verranno adottati a Venezia per i passeggeri delle navi di crociera che non potranno sbarcare per visitare la città ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza”, continua il provvedimento. La veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli“.

La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un’autorità: pena prevista arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro) salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica)“. E’ quanto prevede la direttiva ai Prefetti per l’attuazione dei controlli nelle “aree a contenimento rafforzato” adottata dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

 

 

 

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