PAPA FRANCESCO IN UDIENZA STAMANE: “LA CHIESA E’ OSPEDALE DA CAMPO, MADRE DAL CUORE TENERO,NON HA FRONTIERE

 

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La Chiesa vede chi è in difficoltà, non chiude gli occhi, sa guardare l’umanità in faccia per creare relazioni significative, ponti di amicizia e di solidarietà, al posto di barriere“.  Parole di  Papa Francesco, nell’udienza generale di stamane nell’Aula Paolo VI in Vaticano, a respingere quasi le strane teorie di questi tempi sollevate da alcuni protagonisti della politica,evocando una “vita contro ogni forma di intolleranza e di perversione ideologica“.

 “Dio ama manifestarsi nella relazione, attraverso un incontro reale tra le persone, che può accade solo nell’amore” ed evoca “una Chiesa senza frontiere, che si sente madre di tutti, che sa prendere per mano e accompagnare per sollevare”.

Altro punto .Papa Francesco  ricorda alla gente che :”il Concilio Vaticano II ci ha ricordato che la Chiesa è luogo di liberazione e guarigione. E’ la Chiesa ospedale da campo, casa dalle porte aperte, madre dal cuore tenero e premuroso”. “Vedo parrocchie per le quali i soldi sono più importanti dei sacramenti… per favore: Chiesa povera!

 

PAPA FRANCESCO: “LIBERTA’ SIGNIFICA SCENDERE IN CAMPO PER REGALARE UN PO’ DI BENE”

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In udienza del Papa oggi i  partecipanti all’Euromoot, un raduno internazionale a cui partecipano ragazzi e ragazze dai 16 ai 21 anni provenienti da 20 Nazioni, appartenenti all’Unione Internazionale delle Guide e degli Scouts d’Europa (Uisge).

” La libertà – ha detto loro Papa Francesco- non arriva stando chiusi in stanza col telefonino e nemmeno sballandosi un po’ per evadere dalla realtà. No, la libertà arriva in cammino, passo dopo passo, insieme agli altri”.

Gesù ti rende felice dentro, non fuori, ti dà quello che nessuna cosa ti può dare; perché l’ultimo smartphone, la macchina più veloce o il vestito alla moda, oltre a non bastare mai, non ti daranno mai la gioia di sentirti amato e di amare” ha sottolineato Bergoglio. “Prima di tutto date. Oggi – ha aggiunto il Pontefice – si pensa subito ad avere. Tanti vivono col solo scopo di possedere quel che piace. Ma non sono mai soddisfatti, perché quando hai una cosa ne vuoi un’altra e un’altra ancora e avanti così, senza fine, senza trovare quello che fa bene al cuore. Il cuore si allena col dono. Per questo Gesù fissa come punto di partenza non l’avere, ma il dare: date, cioè iniziate a mettere in gioco la vita! Dare vuol dire alzarsi dalla poltrona, dalle comodità che fanno ripiegare su se stessi, e mettersi in cammino. Dare vuol dire smettere di subire la vita e scendere in campo per regalare al mondo un po’ di bene. Per favore, non lasciate la vita sul comodino, non accontentatevi di vederla scorrere in televisione, non credete che sarà la prossima app da scaricare a farvi felici“.

          “LA  NATURA E’ IL SOCIAL DI DIO, LE PIANTE, I BOSCHI, GLI ANIMALI CRESCONO SENZA CONFINI E SONO FATTI PER CAPIRE E COLLEGARCI CON DIO”

Il Papa si è soffermato pure sull’ambiente: “Date e vi sarà dato vale anche nei confronti del creato. Se continuiamo a sfruttarlo, ci darà una lezione terribile. Se ce ne prendiamo cura, avremo una casa anche domani”. “Nel vostro cammino vi siete immersi nella natura. Avete notato che il creato non ha frontiere? Le piante, i boschi, gli animali crescono senza confini, senza dogane. Il creato è un libro aperto che ci dà un insegnamento prezioso: siamo al mondo per incontrare gli altri, per creare comunione, perché siamo tutti collegati. Il creato – è fatto per collegarci con Dio e tra di noi, è il social di Dio, ha concluso il Pontefice. Ma se partiamo dai preconcetti sugli altri, da idee prestabilite, vedremo sempre limiti e barriere. Se invece incominciamo a incontrare l’altro, con la sua storia, con la sua realtà, scopriremo un fratello col quale abitare la casa comune”.

PAPA FRANCESCO: SIAMO CHIAMATI A CONSOLARE LE AFFLIZIONI DEGLI “ULTIMI”,I MIGRANTI,PERSONE POVERE E SOFFERENTI..”

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 Il Papa, nel sesto anniversario del viaggio a Lampedusa, invita tutti a riflettere  sulla condizione dei migranti, gli ultimi della società globalizzata” e richiama tutti alla responsabilità:

” Sono gli ultimi ingannati e abbandonati a morire nel deserto; sono gli ultimi torturati, abusati e violentati nei campi di detenzione; sono gli ultimi che sfidano le onde di un mare impietoso; sono gli ultimi lasciati in campi di un’accoglienza troppo lunga per essere chiamata temporanea. Essi sono solo alcuni degli ultimi che Gesù ci chiede di amare e rialzare”.

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Purtroppo le periferie esistenziali delle nostre città sono densamente popolate di persone scartate, emarginate, oppresse, discriminate, abusate, sfruttate, abbandonate, povere e sofferenti. Nello spirito delle Beatitudini siamo chiamati a consolare le loro afflizioni e offrire loro misericordia; a saziare la loro fame e sete di giustizia; a far sentire loro la paternità premurosa di Dio; a indicare loro il cammino per il Regno dei Cieli”.

Avverte il Papa: “Sono persone, non si tratta solo di questioni sociali o migratorie. ‘Non si tratta solo di migranti!’, nel duplice senso che i migranti sono prima di tutto persone umane, e che oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata”. Bergoglio, ricorrendo all’immagine della scala di Giacobbe con la quale ha iniziato l’omelia, ricorda che “in Gesù Cristo il collegamento tra la terra e il Cielo è assicurato e accessibile a tutti. Ma salire i gradini di questa scala richiede impegno, fatica e grazia. I più deboli e vulnerabili devono essere aiutati. Mi piace allora pensare che potremmo essere noi quegli angeli che salgono e scendono, prendendo sottobraccio i piccoli, gli zoppi, gli ammalati, gli esclusi: gli ultimi, che altrimenti resterebbero indietro e vedrebbero solo le miserie della terra, senza scorgere già da ora qualche bagliore di Cielo“.

Si tratta di una grande responsabilità, dalla quale nessuno si può esimere se vogliamo portare a compimento la missione di salvezza e liberazione alla quale il Signore stesso ci ha chiamato a collaborare”.

Papa Francesco: “Chiedo perdono ai Rom per le discriminazioni subite……..nell’indifferenza si alimentano pregiudizi”

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No alle discriminazioni con i Rom. Il Papa aggiunge qualcosa su questa comunità, prima di ripartire per Roma

Nel  cuore porto un peso – ha detto –  È il peso delle discriminazioni, delle segregazioni e dei maltrattamenti subiti dalle vostre comunità. La storia ci dice che anche i cristiani, anche i cattolici non sono estranei a tanto male. Vorrei chiedere perdono per questo. Chiedo perdono – in nome della Chiesa al Signore e a voi – per quando, nel corso della storia, vi abbiamo discriminato, maltrattato o guardato in maniera sbagliata, con lo sguardo di Caino invece che con quello di Abele, e non siamo stati capaci di riconoscervi, apprezzarvi e difendervi nella vostra peculiarità. È nell’indifferenza che si alimentano pregiudizi e si fomentano rancori».

Il Papa mette in guardia dal condannare o giudicare in modo affrettato, usando «parole che feriscono, con atteggiamenti che seminano odio e creano distanze! Quando qualcuno viene lasciato indietro, la famiglia umana non cammina. Non siamo fino in fondo cristiani, e nemmeno umani, se non sappiamo vedere la persona prima delle sue azioni, prima dei nostri giudizi e pregiudizi».

 

PAPA FRANCESCO: VIA L’ECCESSO DI BUROCRAZIA E LA “CORRUZIONE” PER LE ADOZIONI,UNICA ESPRESSIONE D’AMORE PER I BIMBI SENZA FAMIGLIA

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 Papa Francesco  è sceso in campo in favore delle adozioni, troppo spesso rese difficoltose dall’eccesso di burocrazia quando di mezzo non ci si mette, afferma  Bergoglio, la”corruzione”. La delicata problematica è stata messa a fuoco dal  Pontefice  in occasione dell’ udienza ai dirigenti, agli operatori e ai bambini dell’Istituto Ospedale degli Innocenti di Firenze…..

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Oggi nel mondo ci sono tanti bambini che idealmente hanno la metà della medaglia. Sono soli. Le vittime delle guerre, le vittime delle migrazioni, i bambini non accompagnati, le vittime della fame. Bambini con metà medaglia. E chi ha l’altra metà? La Madre Chiesa. Noi abbiamo l’altra metà. Bisogna riflettere e far capire alla gente che noi siamo responsabili di quest’altra metà e aiutare a fare oggi un’altra ‘casa degli innocenti’, più mondiale, con l’atteggiamento dell’adozione”.

Osserviamo che oggi vi sono alcune associazioni – come apprendiamo – che hanno dato ai bambini senza famiglia i un’opportunità per un futuro migliore.

 L’adozione internazionale diventa una possibile via concreta d’espressione d’amore per questi bimbi e per le loro storie di vita.

Come accade in Lituania da oltre un decennio, dove sono attive  collaborazioni per portare in Italia bambini rimasti senza genitori.

“Tante volte – ha detto il Papa – c’è gente che vuole adottare bambini, ma c’è una burocrazia così grande – quando non c’è la corruzione di mezzo, che tu paghi e… Ma aiutatemi in questo: a seminare coscienza che noi abbiamo l’altra metà della medaglia di quel bambino. Tante, tante famiglie che non hanno figli e avrebbero sicuramente il desiderio di averne uno con l’adozione: andare avanti, creare una cultura di adozione perché i bambini abbandonati, soli, vittime di guerre e altro sono tanti; che la gente impari a guardare quella metà e dire: ‘Anch’io ne ho un’altra’. Vi chiedo di lavorare su questo. E grazie!”.

Papa Francesco ai giovani:….”alle glorie passate di Roma si possa aggiungere il vostro genio con i vostri progetti…”

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Il Pontefice visita il Campidoglio..Era una promessa.  Accolto dal sindaca Virginia Raggi. con la quale  Bergoglio si è affacciato- con la sua consueta umiltà-  dal balcone  del suo studioi, salutando i presenti.  che, sotto la pioggia, hanno aspettato il saluto dal palazzo Senatorio.

“La Città Eterna è come un enorme scrigno di tesori spirituali, storici, artistici e istituzionali e nel medesimo tempo è il luogo abitato da circa tre milioni di persone che qui lavorano, studiano, pregano, si incontrano e portano avanti la loro storia personale e familiare e che sono nel loro insieme l’onore e la fatica di ogni amministratore, di chiunque si impegni per il bene comune della città”. Essa è infatti “un organismo delicato, che necessita di cura umile e assidua e di coraggio creativo per mantenersi ordinato e vivibile, perché tanto splendore non si degradi, ma al cumulo delle glorie passate si possa aggiungere il contributo delle nuove generazioni, il loro specifico genio, le loro iniziative, i loro buoni progetti”.

Dopo aver affermato che “da tempo desideravo venire in Campidoglio, per incontrarvi e portarvi di persona il mio ringraziamento per la collaborazione prestata dalle autorità cittadine a quelle della Santa Sede in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia, così come per la celebrazione di altri eventi ecclesiali”, Bergoglio ha sottolineato come “Roma, lungo i suoi quasi 2.800 anni di storia, ha saputo accogliere e integrare diverse popolazioni e persone provenienti da ogni parte del mondo, appartenenti alle più varie categorie sociali ed economiche, senza annullarne le legittime differenze, senza umiliare o schiacciare le rispettive peculiari caratteristiche e identità”. E ha aggiunto: “Piuttosto ha prestato a ciascuna di esse quel terreno fertile, quell’humus adatto a far emergere il meglio di ognuna e a dar forma nel reciproco dialogo a nuove identità. Questa città ha accolto studenti e pellegrini, turisti, profughi e migranti provenienti da ogni regione d’Italia e da tanti Paesi del mondo. È diventata polo d’attrazione e cerniera tra il nord continentale e il mondo mediterraneo”. “Tutti si sentano pienamente coinvolti per raggiungere l’obiettivo di confermare con la chiarezza delle idee e la forza della testimonianza quotidiana le migliori tradizioni di Roma e la sua missione e perché questo favorisca una rinascita morale e spirituale della città”, è l’auspicio finale di Papa Francesco che ha definito – con una aggiunta a braccio nel suo discorso – “Roma città dei ponti, mai dei muri”.

Papa Francesco: svelerò i segreti del Vaticano. Fra un anno aprirò l’Archivio segreto Papa Pio XII

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LA  CHIESA NON HA PAURA DELLA STORIA, ANZI AMA E AFFIDA AI RICERCATORI IL PATRIMONIO DEI DOCUMENTI SEGRETI”

I segreti del Vaticano stanno tutti per essere svelati. La Chiesa deve essere trasparente .L’Archivio segreto  al pontificato di Pio XII sarà aperto dal 2 marzo del 2020 dal Vaticano. Ad annunciarlo è Papa Francesco durante l’udienza ai membri dell’Archivio Segreto Vaticano ricevuti nella sala Clementina del palazzo Apostolico. “Annuncio la mia decisione di aprire alla consultazione dei ricercatori la documentazione archivistica attinente al pontificato di Pio XII, sino alla sua morte, avvenuta a Castel Gandolfo il 9 ottobre 1958”, dichiara solennemente il Pontefice.

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Ho deciso che l’apertura degli Archivi Vaticani per il Pontificato di Pio XII avverrà il 2 marzo 2020, a un anno esatto di distanza dall’80° anniversario dell’elezione al Soglio di Pietro di Eugenio Pacelli. Assumo questa decisione – spiega il Papa – sentito il parere dei miei più stretti collaboratori, con animo sereno e fiducioso“.

Il Pontefice si dice “sicuro che la seria e obiettiva ricerca storica saprà valutare nella sua giusta luce, con appropriata critica, momenti di esaltazione di quel Pontefice e senza dubbio anche momenti di gravi difficoltà, di tormentate decisioni, di umana e cristiana prudenza, che a taluni poterono apparire reticenza e che invece furono tentativi, umanamente anche molto combattuti, per tenere accesa, nei periodi di più fitto buio e di crudeltà, la fiammella delle iniziative umanitarie, della nascosta ma attiva diplomazia, della speranza in possibili buone aperture dei cuori”.

Papa Francesco aggiunge : “la Chiesa non ha paura della storia, anzi, la ama e vorrebbe amarla di più e meglio, come la ama Dio! Quindi, con la stessa fiducia dei miei predecessori, apro e affido ai ricercatori questo patrimonio documentario”.

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la figura di quel Pontefice, che si trovò a condurre la Barca di Pietro in un momento fra i più tristi e bui del XX secolo, agitato e in tanta parte squarciato dall’ultimo conflitto mondiale, con il conseguente periodo di riassetto delle Nazioni e la ricostruzione postbellica, questa figura è stata già indagata e studiata in tanti suoi aspetti, a volte discussa e perfino criticata, si direbbe con qualche pregiudizio o esagerazione”. Oggi, sottolinea ancora il Pontefice, “essa è opportunamente rivalutata e anzi posta nella giusta luce per le sue poliedriche qualità: pastorali, anzitutto, ma poi teologiche, ascetiche, diplomatiche“.

Papa Francesco: “Senza libertà si è schiavi,Dio lascia libero l’uomo e nessuna istituzione umana può forzare: non si può proclamare la fratellanza e poi agire in senso opposto”

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La libertà è un bene prezioso. Papa Francesco lo ricorda negli Emirati Arabi Uniti, “senza libertà non si è più figli della famiglia umana ma schiavi“. Viene scolpito questo assunto nel corso dell’incontro interreligioso con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al Tayyib, e si spiega che “se crediamo nell’esistenza della famiglia umana, ne consegue che essa in quanto tale va custodita” e “come in ogni famiglia, ciò avviene anzitutto mediante un dialogo quotidiano ed effettivo”.

Un dialogo, chiarisce il Pontefice, che “presuppone la propria identità, cui non bisogna abdicare per compiacere l’altro. Ma al tempo stesso domanda il coraggio dell’alterità, che comporta il riconoscimento pieno dell’altro e della sua libertà e il conseguente impegno a spendermi perché i suoi diritti fondamentali siano affermati sempre, ovunque e da chiunque”.

Tra le libertà, prosegue il Papa, ” quella religiosa. Essa non si limita alla sola libertà di culto, ma vede nell’altro veramente un fratello, un figlio della mia stessa umanità che Dio lascia libero e che pertanto nessuna istituzione umana può forzare, nemmeno in nome suo. Il coraggio dell’alterità è l’anima del dialogo, che si basa sulla sincerità delle intenzioni. Il dialogo è infatti compromesso dalla finzione, che accresce la distanza e il sospetto: non si può proclamare la fratellanza e poi agire in senso opposto. Ciascuno gode del diritto alla libertà”.

Giorgia Linardi ,portavoce di Sea Watch: “Siamo allo stremo, aiutateci……”

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E’ la disperazione. Il Papa lancia l’appello, la Chiesa chiede di intervenire in favore dei deboli e di chi ha bisogno di assistenza in mare.”Siamo al diciottesimo giorno in mare, queste persone non ce la fanno più. A bordo c’è grande frustrazione, siamo allo stremo. Fate sbarcare queste persone”. E’ l’appello di Giorgia Linardi, portavoce di  Sea Watch  che aggiorna sulla situazione dei migranti a bordo e su quella dei 17 che si trovano sulla ‘Sea Eye’, ancora in attesa di un porto sicuro dove sbarcare.

“Alcuni di loro rifiutano di mangiare. Ci stanno dando un aut aut. Guardano l’Europa dal binocolo, si sentono in prigione. Ad alcuni di loro la situazione ricorda le prigioni in Libia in cui hanno subito le vessazioni che ora si portano dentro”, afferma la portavoce. “Da cittadini europei a bordo è vergognoso guardarli in faccia e spiegare loro come mai nessuno in Europa li voglia. Per favore – aggiunge – che siano i nostri governanti a spiegare, a queste persone, una ad una, perché non possono arrivare in Europa”.

“Non riporteremo mai le persone soccorse in mare in un Paese in cui è illegale farlo, in un Paese in cui vengono sottoposte alle violazioni e agli orrori di cui le persone a bordo che abbiamo soccorso ci stanno raccontando” rimarca Giorgia Linardi,