Papa Francesco: “Senza libertà si è schiavi,Dio lascia libero l’uomo e nessuna istituzione umana può forzare: non si può proclamare la fratellanza e poi agire in senso opposto”

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La libertà è un bene prezioso. Papa Francesco lo ricorda negli Emirati Arabi Uniti, “senza libertà non si è più figli della famiglia umana ma schiavi“. Viene scolpito questo assunto nel corso dell’incontro interreligioso con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al Tayyib, e si spiega che “se crediamo nell’esistenza della famiglia umana, ne consegue che essa in quanto tale va custodita” e “come in ogni famiglia, ciò avviene anzitutto mediante un dialogo quotidiano ed effettivo”.

Un dialogo, chiarisce il Pontefice, che “presuppone la propria identità, cui non bisogna abdicare per compiacere l’altro. Ma al tempo stesso domanda il coraggio dell’alterità, che comporta il riconoscimento pieno dell’altro e della sua libertà e il conseguente impegno a spendermi perché i suoi diritti fondamentali siano affermati sempre, ovunque e da chiunque”.

Tra le libertà, prosegue il Papa, ” quella religiosa. Essa non si limita alla sola libertà di culto, ma vede nell’altro veramente un fratello, un figlio della mia stessa umanità che Dio lascia libero e che pertanto nessuna istituzione umana può forzare, nemmeno in nome suo. Il coraggio dell’alterità è l’anima del dialogo, che si basa sulla sincerità delle intenzioni. Il dialogo è infatti compromesso dalla finzione, che accresce la distanza e il sospetto: non si può proclamare la fratellanza e poi agire in senso opposto. Ciascuno gode del diritto alla libertà”.

Giorgia Linardi ,portavoce di Sea Watch: “Siamo allo stremo, aiutateci……”

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E’ la disperazione. Il Papa lancia l’appello, la Chiesa chiede di intervenire in favore dei deboli e di chi ha bisogno di assistenza in mare.”Siamo al diciottesimo giorno in mare, queste persone non ce la fanno più. A bordo c’è grande frustrazione, siamo allo stremo. Fate sbarcare queste persone”. E’ l’appello di Giorgia Linardi, portavoce di  Sea Watch  che aggiorna sulla situazione dei migranti a bordo e su quella dei 17 che si trovano sulla ‘Sea Eye’, ancora in attesa di un porto sicuro dove sbarcare.

“Alcuni di loro rifiutano di mangiare. Ci stanno dando un aut aut. Guardano l’Europa dal binocolo, si sentono in prigione. Ad alcuni di loro la situazione ricorda le prigioni in Libia in cui hanno subito le vessazioni che ora si portano dentro”, afferma la portavoce. “Da cittadini europei a bordo è vergognoso guardarli in faccia e spiegare loro come mai nessuno in Europa li voglia. Per favore – aggiunge – che siano i nostri governanti a spiegare, a queste persone, una ad una, perché non possono arrivare in Europa”.

“Non riporteremo mai le persone soccorse in mare in un Paese in cui è illegale farlo, in un Paese in cui vengono sottoposte alle violazioni e agli orrori di cui le persone a bordo che abbiamo soccorso ci stanno raccontando” rimarca Giorgia Linardi,

Papa Francesco ai Boss siciliani: “Abbiamo bisogno di persone di amore, non di uomini d’onore. Non fate fare l’inchino della Madonna alla casa del capomafia….”

PAPA FRANCESCO: “CONTRASTATE L’INGIUSTIZIA, IL SUDARIO NON HA TASCHE, NON POTRETE PORTARE NIENTE CON VOI”

Bergoglio, celebrando la messa, nel corso dell’omelia si rivolge ancora una volta ai mafiosi: “Chi non fa nulla per contrastare l’ingiustizia non è un uomo e una donna giusti. Voi sapete che il sudario non ha tasche, non potreste portare niente con voi. Convertitevi al vero Dio, Gesù Cristo!”.

Non si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso – non vive da cristiano perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore. Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore; di servizio, non di sopraffazione; di camminare insieme, non di rincorrere il potere. Se la litania mafiosa è ‘tu non sai chi sono io’, quella cristiana è ‘io ho bisogno di te’. Se la minaccia mafiosa è ‘tu me la pagherai’, la preghiera cristiana è ‘Signore, aiutami ad amare”.

Nel pomeriggio, nella cattedrale di Palermo, il Papa ha lanciato un anatema contro una pratica mafiosa balzata spesso agli onori della cronaca: “Quando la Madonna si ferma davanti ad un negozio, a una casa e fa l’inchino per ordine del capo mafia a chi porta l’altare della Madonna o della Santa , quello non va assolutamente“. “Vorrei dire qualcosa sulla pietà popolare, molto diffusa in queste terre. È un tesoro che va apprezzato e custodito, perché ha in sé una forza evangelizzatrice, ma sempre il protagonista deve essere lo Spirito Santo. Vi chiedo perciò di vigilare attentamente, affinché la religiosità popolare non venga strumentalizzata dalla presenza mafiosa, – dice il Papa riscuotendo gli applausi del clero siciliano – perché allora, anziché essere mezzo di affettuosa adorazione, diventa veicolo di corrotta ostentazione”.

 

Papa Francesco come Gesù (Vangelo S.Luca) : ” Quando non si vuol vedere la verità, meglio il silenzio”

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Papa Francesco respinge le provocazioni dell’ex nunzio Viganò che, come tentato da Satania, principe delle tenebre, vuol demolire il  massimo rappresentante cristiano sulla Terra e creare divisioni nella Chiesa..  E allora Papa Francesco preferisce il silenzio   Nell’omelia della prima Messa mattutina celebrata nella cappella della Casa Santa Marta Papa Francesco ha detto. “La verità è mite, la verità è silenziosa”, e  commentando il passo del Vangelo di Luca nel quale Gesù, tornato a Nazareth, viene accolto con sospetto.

Gesù, giunto nella sinagoga, è accolto da una grande curiosità: tutti vogliono vedere con i propri occhi le grandi opere di cui è stato capace in altre terre, ma Lui usa solo “la Parola di Dio”. “Non erano persone, erano una muta di cani selvaggi che lo cacciarono fuori dalla città – ha osservato Francesco -. Non ragionavano, gridavano. Gesù taceva. Lo portarono sul ciglio del monte per buttarlo giù. Questo passo del Vangelo finisce così: ‘Ma Egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino’. La dignità di Gesù: con il suo silenzio vince quella muta selvaggia e se ne va” e “lo stesso accadrà Venerdì Santo”. “Questo – la chiosa del Papa – ci insegna che quando c’è questo modo di agire, di non vedere la verità, resta il silenzio”. “Il silenzio che vince, ma tramite la Croce. Il silenzio di Gesù” perché “la verità è mite, la verità è silenziosa, la verità non è rumorosa. Non è facile, quello che ha fatto Gesù; ma c’è la dignità del cristiano che è ancorata nella forza di Dio. Con le persone che non hanno buona volontà, con le persone che cercano soltanto lo scandalo, che cercano soltanto la divisione, che cercano soltanto la distruzione, anche nelle famiglie: silenzio. E preghiera”.

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Le tentazioni demoniache hanno preso possesso dell’anima di Carlo Viganò
accusatore spietato di Papa Francesco

Ed infine il messaggio  e  la preghiera conclusiva di Francesco: “Il Signore ci dia la grazia di discernere quando dobbiamo parlare e quando dobbiamo tacere. E questo in tutta la vita: nel lavoro, a casa, nella società … in tutta la vita. Così saremo più imitatori di Gesù”.

Papa Francesco: l’uso dell’energia non deve distruggere la civiltà.

 

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Comunicato Stampa

La civiltà richiede energia, ma l’uso dell’energia non deve distruggere la civiltà!”.   Papa Francesco ricevendo in udienza in Vaticano i petrolieri, al termine della due giorni di dibattito sulla ‘Transizione energetica e la cura della nostra casa comune’, promossa dal dicastero vaticano che si occupa di Sviluppo umano integrale e dall’Università americana Notre Dame ha detto di fare buon uso dell’energia “……ma l’uso dell’energia non deve distruggere la civiltà”. Al vertice hanno partecipano i massimi livelli delle compagnie ExxonMobil; l’ Eni con l’ad Claudio Descalzi; British Petroleum; Royal Dutch Shell; Equinor e Pemex. Per la Santa Sede, oltre al cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze mons. Sanchez Sorondo, il cardinale Peter Turkson, prefetto del dicastero che si occupa dello Sviluppo umano integrale.

Se vogliamo eliminare la povertà e la fame come richiesto dagli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il miliardo e più di persone che non dispone oggi di elettricità deve poterla avere in maniera accessibile. Ma nello stesso tempo – ha spiegato  Francesco – è bene che tale energia sia pulita, contenendo l’uso sistematico di combustibili fossili. L’auspicabile prospettiva di una energia per tutti non può portare a una non auspicabile spirale di sempre più gravi cambiamenti climatici, mediante un temibile rialzo delle temperature nel globo, più dure condizioni ambientali e l’aumento dei livelli di povertà”.

Appello di Papa Francesco sul caso di Alfie Evans: “ascoltate la sofferenza dei genitori e tentate nuovi trattamenti..”

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Alfie Evans è ancora vivo . Dopo che l’Alta corte britannica ha respinto l’ultimo appello dei legali dei genitori, ieri sera il respiratore che teneva in vita il piccolo è stato staccato e da allora il bimbo sta respirando da solo, ha fatto sapere il padre Tom, secondo cui i medici sono “esterrefatti” in quanto pensavano sarebbe morto in pochi minuti.

Alfie, al centro di un’aspra battaglia legale, ha 23 mesi ed è affetto da una malattia neurodegenerativa. Ieri l’Italia gli ha concesso la cittadinanza in un tentativo di trasferirlo al Bambin Gesù.

Il Papa è intervenuto nuovamente sulla vicenda. Il Pontefice, che la settimana scorsa ha ricevuto il padre del piccolo in Vaticano e ha chiesto all’ospedale vaticano Bambino Gesù di fare l’impossibile per portare il bimbo in Vaticano, ha scritto: “Commosso per le preghiere e la vasta solidarietà in favore del piccolo Alfie Evans, rinnovo il mio appello perché venga ascoltata la sofferenza dei suoi genitori e venga esaudito il loro desiderio di tentare nuove possibilità di trattamento”.

 

PAPA FRANCESCO COME GESU’ : LA STORIA DEL MONDO E’ SEGNATA DA TANTE INGIUSTIZIE E VIOLENZE- I POTENTI DEL PIANETA PORTINO LA PACE

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“LA RESURREZIONE DI CRISTO E’ LA VERA SPERANZA DEL MONDO”

 Papa Francesco lancia un messaggio di Pace a Pasqua che precede la tradizionale benedizione ‘Urbi et Orbi’ – ovvero alla città di Roma e all’intero pianeta – rivolgendosi dalla finestra del palazzo Apostolico in Vaticano ai fedeli presenti in piazza San Pietro. Bergoglio si rivolge ai potenti politici e militari “perchè portino frutti di pace in tutto il mondo” e cita espressamente la martoriata  Siria, la Terra Santa, lo Yemen, l’intero Medio Oriente e poi l’Africa e in particolare il Sud Sudan, la Penisola Coreana, l’Ucraina, il Venezuela.

 “Cristo è la vera speranza del mondo, quella che non delude – dice il Pontefice – E’ la forza del chicco di grano che caduto in terra se non muore rimane solo; se invece muore produce molto frutto. Noi cristiani crediamo e sappiamo che la risurrezione di Cristo è la vera speranza del mondo, quella che non delude, è la forza che davvero rinnova il mondo”.

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 – Una speranza che “porta frutto anche oggi, nei solchi della nostra Storia, segnata da tante ingiustizie e violenze; dove ci sono miseria ed esclusione, dove c’è fame e manca il lavoro, in mezzo ai profughi e ai rifugiati tante volte respinti dall’attuale cultura dello scarto, alle vittime del narcotraffico, della tratta di persone e delle schiavitù dei nostri tempi”.

 – Oggi, esclama Papa Francesco, “domandiamo frutti di pace per il mondo intero, a cominciare dall’amata e martoriata Siria, la cui popolazione è stremata da una guerra che non vede fine. In questa Pasqua, la luce di Cristo risorto illumini le coscienze di tutti i responsabili politici e militari, affinché si ponga termine immediatamente allo sterminio in corso, si rispetti il diritto umanitario e si provveda ad agevolare l’accesso agli aiuti di cui questi nostri fratelli e sorelle hanno urgente bisogno, assicurando nel contempo condizioni adeguate per il ritorno di quanti sono stati sfollati”.

  – Prosegue il Pontefice: “Frutti di riconciliazione invochiamo per la Terra Santa, anche in questi giorni ferita da conflitti aperti che non risparmiano gli inermi, per lo Yemen e per tutto il Medio Oriente, affinché il dialogo e il rispetto reciproco prevalgano sulle divisioni e sulla violenza. Possano i nostri fratelli in Cristo, che non di rado subiscono soprusi e persecuzioni, essere testimoni luminosi del Risorto e della vittoria del bene sul male”.

– Frutti di speranza” sono invocati dal Papa anche per “quelle parti del continente africano travagliate dalla fame, da conflitti endemici e dal terrorismo. La pace del Risorto risani le ferite nel Sud Sudan: apra i cuori al dialogo e alla comprensione reciproca. Non dimentichiamo le vittime di quel conflitto, soprattutto i bambini! Non manchi la solidarietà per le molte persone costrette ad abbandonare le proprie terre e private del minimo necessario per vivere“.

 – Il Pontefice implora “frutti di dialogo per la Penisola Coreana, perché i colloqui in corso promuovano l’armonia e la pacificazione della regione. Coloro che hanno responsabilità dirette agiscano con saggezza e discernimento per promuovere il bene del popolo coreano e costruire rapporti di fiducia in seno alla comunità internazionale. Frutti di pace chiediamo per l’Ucraina, affinché si rafforzino i passi in favore della concordia e siano facilitate le iniziative umanitarie di cui la popolazione necessita“.

 -“Frutti di consolazione supplichiamo per il popolo venezuelano, il quale vive in una specie di ‘terra straniera’ nel suo stesso Paese. Possa, per la forza della Risurrezione del Signore Gesù, trovare la via giusta, pacifica e umana per uscire al più presto dalla crisi politica e umanitaria che lo attanaglia e non manchino accoglienza e assistenza a quanti tra i suoi figli sono costretti ad abbandonare la loro patria”.

 

Papa Francesco ai giovani : non siate mai silenziosi ed invisibili ma gridate di fronte alle ingiustizie ed ai corrotti

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“Non fatevi mai manipolare, non state zitti, ma fate domande e gridate….”

Papa Francesco si rivolge ai giovani per avere una migliore qualità di vita: lottate contro la corruzione,non fatevi manipolare, non rimanete zitti. Il monito alle giovani generazioni arriva nel corso della celebrazione della messa in piazza San Pietro in occasione della Domenica della Palme. Alla celebrazione prendono parte giovani di Roma e di altre diocesi in occasione della ricorrenza diocesana della XXXIII Giornata Mondiale della Gioventù.

Cari giovani, la gioia che Gesù suscita in voi è per alcuni motivo di fastidio e anche di irritazione, perché un giovane gioioso è difficile da manipolare – afferma  Bergoglio -. Ma esiste in questo giorno la possibilità di un terzo grido: ‘Alcuni farisei tra la folla gli dissero: ‘Maestro, rimprovera i tuoi discepoli’; ed Egli rispose: ‘Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre'”.

 

“Far tacere i giovani – avverte il Papa – è una tentazione che è sempre esistita. Gli stessi farisei se la prendono con Gesù e gli chiedono di calmarli e farli stare zitti. Ci sono molti modi per rendere i giovani silenziosi e invisibili. Molti modi di anestetizzarli e addormentarli perché non facciano ‘rumore’, perché non si facciano domande e non si mettano in discussione. Ci sono molti modi di farli stare tranquilli perché non si coinvolgano e i loro sogni perdano quota e diventino fantasticherie rasoterra, meschine, tristi”.

Cari giovani, – la sferzata del Pontefice ai giovani – sta a voi la decisione di gridare, sta a voi decidervi per l’Osanna della domenica così da non cadere nel “crocifiggilo!” del venerdì… E sta a voi non restare zitti. Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili stiamo zitti, se il mondo tace e perde la gioia, vi domando: voi griderete? Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre”.

Bufera su Mons. Viganò: “taglia” parte di una lettera di Papa Ratzinger- Dimissioni dall’incarico del Vaticano

 

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Può un prete, esperto in Comunicazione, tagliare parte di una lettera del Papa?    Lo ha fatto  mons. Dario Edoardo Viganò, nella foto sopra, prefetto della Segreteria per la Comunicazione e la circostanza gli è costata cara. Lo fa sapere una nota del Vaticano, spiegando che fino alla nomina del nuovo Prefetto, la Segreteria per le Comunicazioni sarà guidata dal segretario del medesimo dicastero, mons. Lucio Adrian Ruiz.

Viganò avrebbe dovuto diffondere la versione  integrale dello scritto del Papa emerito Joseph Ratzinger “Solo successivamente si è provveduto alla pubblicazione integrale della lettera “per dissipare ogni dubbio”, come spiegava la Segreteria per la Comunicazione del Vaticano.

Viganò,  comunica adesso con nota scritta a Papa Francesco  la sua decisione di dimettersi. “In questi ultimi giorni – si legge nel testo – si sono sollevate molte polemiche circa il mio operato che, al di là delle intenzioni, destabilizza il complesso e grande lavoro di riforma che Lei mi ha affidato nel giugno del 2015 e che vede ora, grazie al contributo di moltissime persone a partire dal personale, compiere il tratto finale”.

“La ringrazio – continua – per l’accompagnamento paterno e saldo che mi ha offerto con generosità in questo tempo e per la rinnovata stima che ha voluto manifestarmi anche nel nostro ultimo incontro. Nel rispetto delle persone, però, che con me hanno lavorato in questi anni e per evitare che la mia persona possa in qualche modo ritardare, danneggiare o addirittura bloccare quanto già stabilito dal Motu Proprio del 27 giugno 2015, e soprattutto, per l’amore alla Chiesa e a Lei Santo Padre, Le chiedo di accogliere il mio desiderio di farmi in disparte rendendomi, se Lei lo desidera, disponibile a collaborare in altre modalità“.

” Dio”Credo – scrive Viganò nella missiva al Papa – che il ‘farmi in disparte’ sia per me occasione feconda di rinnovamento o, ricordando l’incontro di Gesù con Nicodemo, il tempo nel quale imparare a ‘rinascere dall’alto’. Del resto non è la Chiesa dei ruoli che Lei ci ha insegnato ad amare e a vivere, ma quella del servizio, stile che da sempre ho cercato di vivere. Padre Santo, La ringrazio se vorrà accogliere questo mio ‘farmi in disparte’ perché la Chiesa e il suo cammino possa riprendere con decisione guidata allo Spirito di Dio.

Della lettera, riservata – scriveva Viganò  – è stato letto quanto ritenuto opportuno e relativo alla sola iniziativa, e in particolare quanto il papa emerito afferma circa la formazione filosofica e teologica dell’attuale Pontefice e l’interiore unione tra i due pontificati, tralasciando alcune annotazioni relative a contributori della collana. La scelta è stata motivata dalla riservatezza e non da alcun intento di censura“.

Accettando le dimissioni del prefetto della Segreteria per la Comunicazione, il Papa ha chiesto a Viganò in una lettera di rimanere in forze al dicastero delle comunicazioni come “assessore“. “A seguito dei nostri ultimi incontri e – si legge nel testo – dopo aver a lungo riflettuto e attentamente ponderate le motivazioni della sua richiesta a compiere ‘un passo indietro’ nella responsabilità diretta del dicastero per le comunicazioni, rispetto la sua decisione e accolgo, non senza qualche fatica, le dimissioni da prefetto”.

Papa Francesco: E’ un criminale la persona che fa “l’amore” con le prostitute- La disoccupazione è un grave peccato sociale

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  • Papa Francesco si sofferma su una problematica che è una piaga sociale:.la prostituzione è una vergogna, un  problema grave: vorrei che i giovani lottassero contro questa pratica. Per favore: chi ha questa abitudine, la tagli esorta i giovani a dire un fermo “no” alla prostituzione, durante il colloquio con loro nella riunione pre-Sinodo al pontificio collegio internazionale ‘Maria Mater Ecclesiae’ di Roma.

Chi va con le prostitute è un criminale afferma il Pontefice – Questo non è fare l’amore, questo è torturare una donna: non confondiamo i due termini“, ammonisce Bergoglio.

Bergoglio rincara la dose e si rivolge ai giovani per non alimentare il triste fenomeno della prostituzione: “Uno schifo! La tratta e la prostituzione sono crimini contro l’umanità, delitti che nascono da una mentalità malata secondo cui la donna va sfruttata”.

“Non c’è femminismo che sia riuscito a togliere questa mentalità dalla coscienza maschile, dall’immaginario collettivo. Questa malattia, questo modo di pensare sociale è un crimine contro l’umanità”.

“I giovani sono spesso emarginati dalla vita pubblica”, rimarca, e costretti a “mendicare occupazioni che non garantiscono un domani”.

“Troppo spesso siete lasciati soli”, lamenta il Pontefice ricordando che “in Italia il tasso di disoccupazione giovani è al 35% e in alcuni Paesi vicini supera anche il 50%”. E “la disoccupazione crea dipendenze e può portare fino al suicidio. Questo è un peccato sociale: la società è responsabile di questo!”, scandisce Francesco.