Mattarella: Conte accetta il mandato con riserva

Conte al Quirinale

(Foto Quirinale)

Il prof.Giuseppe Conte, incontra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il secondo incarico del nuovo governo, secondo gli accordi politici. Tutti sono concordi oramai sul nome del premier, Zingaretti e Di Maio, in particolare, si deve chiarire il ruolo di vicepremier .  Tante polemiche su questo punto, Luigi Di Maio non ci sta ad una eventuale retrocessione, la composizione dei Ministeri sarà in ogni caso concordata tra Conte e Mattarella.        Conte ha già accettato il mandato con riserva..

Abbiamo riferito al presidente – ha affermato il segretario del Pd Nicola Zingaretti- di aver accettato la proposta del Movimento 5 Stelle di indicare, in quanto partito di maggioranza relativa, il nome del presidente del Consiglio, nome indicato dal M5S nei giorni scorsi” Si tratta di  “una nuova sfida” che “vale la pena tentare“.

La Lega con Matteo Salvini . “Abbiamo espresso a Mattarella lo sconcerto non della Lega, ma di milioni di italiani, di fronte allo spettacolo indecoroso del teatrino della guerra delle poltrone” ha scandito. “Abbiamo l’impressione che ci sia un progetto che parte da lontano, non parte dall’Italia, che ha una idea di svendita di paese e delle aziende e del futuro di questo paese a poteri che non sono in Italia”. Il candidato” alla presidenza del Consiglio “probabilmente lo hanno trovato a Biarritz, su indicazione di Parigi, Berlino e Bruxelles”, “è un Monti bis”.

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Il pensiero di Grillo :”Questa crisi somiglia sempre di più ad un guasto dell’ascensore: quello che conta è mantenere la calma, non fare puzze e non dimenticare chi siamo.

Non facciamoci distogliere dalle incrostazioni che la realtà ha lasciato sui nostri scudi, è assolutamente normale ed atteso che ogni accenno ad un ministero si trasformi in una perdita di tempo condita da cori di reciproche accuse di attaccamento alla poltrona. Questo perché un po’ di poltronofilia c’è ma, sopratutto, non ci sono i tempi né per un contratto e neppure per chiarirci su ogni aspetto, anche fintamente politico, delle realtà che i ministeri dovranno affrontare.

Oggi è l’occasione di dimostrare a noi stessi ed agli altri che le poltrone non c’entrano nulla: i ministri vanno individuati in un pool di personalità del mondo della competenza, assolutamente al di fuori dalla politica.

Il ruolo politico -intervento conclusivo sul blog personale-lo svolgeranno i sottosegretari, ognuno dovrà scegliere secondo verso cui dovrà rispondere nei fatti e sintetizzare, per ogni ministero, l’approccio ottimale e imparare a governare i “tecnici” della burocrazia che li occupano da tempo immemore.

Oggi la sfilata di altre forze politiche al Colle

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Consultazioni, atto secondo . Oggi al Colle sfileranno le forze politiche : alle 10 Fratelli d’Italia, quindi alle 11 e alle 12, rispettivamente, Pd e Forza Italia. Nel pomeriggio, alle 16 e alle 17, Lega e M5S.

Il presidente Mattarella avrà quindi elementi validi per la decisione finale , vale a dire se si possa arrivare ad un nuovo governo o se invece siano inevitabili scioglimento delle Camere ed elezioni anticipate.

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Se dovesse profilarsi l’ipotesi concreta di una trattativa propedeutica alla formazione di un governo con una solida base parlamentare e programmatica, il Capo dello Stato potrebbe concedere alle forze politiche che abbiano manifestato questa intenzione qualche giorno di tempo per verificare se vi siano le condizioni di un dialogo concreto e solido tra le parti alleate
Tempi brevi:. Forse nell’agenda del Presidente Mattarella figura un altro giro di consultazioni  nell’ipotesi di cambiamenti di programmi dopodichè dirà al popolo italiano se esiste la possibilità di conferire l’incarico di formar
e un altro governo o se invece il tentativo si è rivelato vano e quindi le elezioni anticipate sono l’unica strada percorribile entro Ottobre prossimo.

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MA CHI COMANDA NEL PD: RENZI ,”L’AVVOLTOIO”, O ZINGARETTI ,IL “SEGRETARIO”?

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di  R.Lanza

Il Senato dice no alla sfiducia del governo Conte.  Il Pd sostiene il governo e forma la maggioranza con il M5S.  Nel partito democratico avvengono cose strane in questo periodo.     Esce fuori con comizi e conferenze Renzi che lancia la sua proposta di un  “governo no tax” per gestire questa delicata fase politica. Afferma: “la maggioranza c’è e non con Salvini”. “Siamo di fronte a un fatto clamoroso, nella veste di ex presidente del Consiglio trovo sia un passaggio che non va sottovalutato, tecnicamente clamoroso” osserva Renzi .

Vediamo cosa dice Renzi, “l’avvoltoio” per Grillo: “Il mio appello è serio e non si impicca alle formule – puntualizza – io l’ho chiamato governo istituzionale, qualcuno dice di legislatura o di scopo. Io lo chiamo governo no tax perché deve mettere mano all’Iva e a mille questioni aperte – spiega l’ex premier – Le forze politiche responsabili, nella mia testa tutte, devono bloccare l’aumento dell’Iva. Bisogna avere il coraggio di dare vita a un governo”.

Il ministro dell’interno”Salvini si deve dimettere,- tuona Renzi, ex capopopolo Pd, è una truffa vivente,  altro che ritirare la delegazione, si dimetta oggi si scriva una nuova pagina per l’Italia”. “Il tabellone di oggi al Senato ci dice che la maggioranza c’è e non con Salvini” scandisce. E illustrando la sua proposta di governo di scopo, rileva che “la riduzione del numero di parlamentari è terreno di incontro“.

Centinaia di senatori sono tornati a Roma, dopo che Salvini aveva usato una certa espressione per dire di ‘alzare le terga’, salvo poi scoprire che non ha la maggioranza in Parlamento” rincara il senatore Pd. A stretto giro la replica di Salvini :parola agli Italiani, lasciateli votare!”.

Non comprendiamo tuttavia a che titolo oggi Renzi rilasci dichiarazioni ed interviste alla stampa sui comportamenti da adottare del Pd.Abbiamo l’impressione che Renzi sia uscito dal suo perimetro possibile nel partito dove milita e Zingaretti sia costretto ad ingoiare il rospo anche se dichiara che  la decisione comportamentale spetta al  segretario del partito, cioè a lui. E allora, queste uscite di Renzi?  Servono a dire agli italiani:io esisto ancora e se il Pd non mi accetta, riunisco i comitati e fondo un altro partito”    Ormai nessuno è corretto in questa politica italiana, chi è più furbo si faccia avanti.

Quando l’ex presidente del Consiglio dice che non darà vita a una sua corrente  bisogna leggere la frase al contrario, cioè sta avvisando Zingaretti che lui ha una corrente. Lancia il segnale che  l’ex segretario continua a mantenere saldamente in pugno i gruppi parlamentari. Quando si è trattato di decidere chi mettere in lista alle elezioni, Renzi ha scelto con cura e così adesso, dei 166 onorevoli su cui il Pd può contare in Parlamento, almeno 103 rispondono a lui, non al governatore del Lazio.

 Renzi sognava un leader debole, costretto sin dal principio a mercanteggiare con lui istituzioni, poltrone, e nomine, governare insomma per interposte persone. Ma il successo del governatore lo ha messo in ginocchio e la sua prima mossa rimuovere il tesoriere, cioè Francesco Bonifazi, significò togliere la cassa dalle mani del Giglio magico.

L’ex presidente del Consiglio, dopo essere stato costretto alle dimissioni a causa della sconfitta al referendum, aveva circondato Paolo Gentiloni di suoi colonnelli, tenendolo praticamente in ostaggio. E questo Renzi , sostenitore delle banche, avrebbe voluto fare anche con Zingaretti, ripetendo lo schema di successo applicato prima. Solo che Zingaretti, fratello di “Montalbano” intuì dove voleva arrivare  e mise degli argini idonei per fermarlo. Diciamolo francamente: il vero nemico del Pd , di Zingaretti, non è Salvini, oggi ormai sul palo della crocefissione anche in Germania dove un Tribunale tedesco lo condanna sul problema immigrazione, ma Matteo Renzi, specialista in intrighi e comunicazione ” al narcotico”

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Renzi a Palazzo Madama dal canto suo, usa un pò di “diplomazia” ,non vuole apparire rivoluzionario e “rompiscatole” e ricorda anche, con imbarazzo, che “Zingaretti ha avanzato due richieste, unità e che la segreteria gestisca questo passaggio. Sono richieste comprensibili, da accogliere – evidenzia – è giusto ci sia l’unità massima da parte delle forze politiche” e “il segretario del Pd ha tutti i diritti e i doveri di gestire questa fase con i capigruppo, non c’è una valutazione sulla forza di Zingaretti”.

Se questa è la politica italiana,-osserviamo noi di SUD LIBERTA’ – il disgusto per questi personaggi diventa sempre più forte

Svolta del Pd alle primarie: Nicola Zingaretti chiude il capitolo renziano. Parola d’ordine:Unità.

 

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti chiude il capitolo renziano del Partito democratico       La vittoria del fratello di “Montalbano” apre adesso a nuove alleanze”  ai “molti che oggi sono tornati”, “ai delusi” e “a quelli che il 4 marzo non ci avevano votato” e che “oggi erano in coda ai gazebo. Molti sono tornati e molti torneranno”.  L’Unità del Pd è la parola d’ordine insomma del nuovo leader la cui proclamazione si farà il 17 marzo.

Afferma Zingaretti: – “Farò di tutto per essere all’altezza. E essere all’altezza vorrà dire sapere ascoltare e sapere decidere. Apriremo una nuova fase costituente per un nuovo Pd che dovrà avere dei segnali chiari per far contare di più le persone”. Zingaretti dedica poi la vittoria a Greta, la ragazza svedese che si batte per l’ambiente, ai “5 milioni di poveri”, ai giovani e ai disoccupati

Moneta coloniale: le dichiarazioni di Di Maio aprono un caso diplomatico con la Francia

Ormai appena uno dei due vicepremier italiani rilascia una dichiarazione si innesta un vero e proprio incendio internazionale. Fonti del gabinetto del ministro per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, hanno definito le dichiarazioni sulla moneta coloniale del vicepremier Luigi Di Maio  “inaccettabili e senza motivo”.

La Francia ha convocato l’ambasciatrice d’Italia a Parigi, Teresa Castaldo al ministero degli Esteri francese.

Ieri, affrontando il tema migranti a una manifestazione del M5S ad Avezzano, il vicepremier ha tirato in ballo la Francia, “che in Africa continua ad avere delle colonie di fatto, con la moneta, che è il franco, che continua a imporre nelle sue ex colonie”. Si tratta di soldi, ha tuonato Di Maio, che Parigi “usa per finanziare il suo debito pubblico e che indeboliscono le economie di quei Paesi da dove, poi, partono i migranti”.

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Domani alla conferenza dei capigruppo,il Pd chiederà l’immediata convocazione in aula del ministro degli Esteri Moavero,
Qualcuno deve far capire a Di Maio che non è più un ragazzo che sta sui tetti di Montecitorio, ma il vicepresidente del Consiglio” affermano in una nota il capogruppo Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci e il capogruppo dem in Commissione Esteri Alessandro Alfieri.

Pensiero diverso esprime  Nicolas Bay, eurodeputato del rassemblement National di Marine Le Pen. Il Cfa “fa parte della storia, dobbiamo rispettare le scelte economiche e monetarie dei Paesi africani”, afferma Bay  Se i Paesi africani considerano il Cfa “un elemento di stabilità devono essere liberi di mantenerlo”, così come se lo desiderano devono essere liberi di cambiare “e avere un sistema monetario che conviene loro di più”, prosegue l’eurodeputato. 

 

Disco verde alla manovra anche al Senato – Il Pd annuncia ricorso alla Corte Costituzionale- Si scoprono altre tasse per i cittadini

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Tra un fiume di contestazioni ed insulti la manovra è riuscita ad avere l’approvazione al Senato. Nella notte tra il 22 e il 23 dicembre Palazzo Madama ha dato disco verde con 167 voti a favore. Sono stati 78 i contrari mentre 8 gli astenuti. Ora il testo è atteso nuovamente alla Camera prima di diventare legge. Polemiche in Aula con il PD che durante le dichiarazioni ha annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale.

Adesso il Governo pone la questione di fiducia al Senato  con i deputati di Pd e Leu che hanno abbandonato la Commissione del bilancio sulla manovra. La protesta  è stata fatta  dopo che Daniele Pesco (M5S), presidente della Commissione, ha fatto sapere che probabilmente la commissione non avrebbe avuto il tempo necessario per analizzare tutti gli emendamenti.  Emma Bonino piange in Aula :  alcuni affermano che tale comportamento equivale ad una  sintesi di un iter politico travagliato e complicato.

 

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Come previsto, il Senato si è riunito alle ore 17.00 con la presidente Casellati che ha immediatamente interrotto i lavori convocando i capigruppo per stabilire come procedere per l’analisi del testo della manovra.  Intanto il PD annuncia l’occupazione dell’Aula. Le critiche da parte dell’opposizione sono legate al fatto che la Commissione non ha discusso neanche un emendamento perchè il tempo a disposizione non consentiva l’esame o la lettura

Fedelissimo a sé stesso, il governo sembra tuttavia non curarsi delle proteste e andare avanti sostenuto  dalla maggioranza che gli ha consentito di passare in Senato e rispedire la manovra alla Camera per la terza lettura. “Siamo stanchi ma contenti” ha detto il vicepremier Matteo Salvini, poco prima del voto e “mi pare sia tutto pronto”, ha aggiunto, spiegando che i decreti su reddito di cittadinanza e pensioni saranno approvati “nei primi giorni di gennaio”

Decreto Genova è legge: la città “si rialza” – Dissidenti M5S: Gregorio De Falco la punta di diamante,amato dall’Italia

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Il decreto Genova è legge. Il  Senato approva dopo la battuta d’arresto legata al caso di Ischia. Caos in Aula, duro attacco di Renzi.

ROMA – A tre mesi di distanza dal crollo del Ponte Morandi, il decreto Genova è legge. Il provvedimento è stato approvato dal Senato. Il testo del decreto ha ricevuto 167 voti a favore e 49 contrari In 53 si sono astenuti dalla votazione.

Approvato il decreto Genova, è caos in Aula Dopo l’approvazione del decreto Genova, la seduta è stata interrotta per alcuni minuti a causa del clima di tensione creatosi in Aula. Duro l’attacco del Pd, con Matteo Renzi che ha puntato il dito contro Di Maio e Salvini. “Votiamo no a questo decreto per scelta delle opposizioni: di fronte alle tragedia o si chiede alle opposizioni un patto, o si fa in modo che l’opposizione sia l’alibi per coprire le proprie incapacità. Nelle ore successive alla tragedia avete gettato fango sulle opposizioni, dicendo il falso. Di Maio sappia che non abbiamo approvato la concessione ad Autostrade, quello l’ha fatto il giovane deputato Matteo Salvini. Poi è falso che il Pd abbia preso soldi da Autostrade, che invece ha finanziato la Lega nord per l’Indipendenza della Padania“. “Ricordo quanto fu indecoroso il comportamento di Rocco Casalino, il portavoce di Palazzo Chigi, quando mandò ai giornalisti un messaggio in cui chiedeva di mettere in evidenza i fischi al Pd: quanta demagogia di fronte a 43 vittime“, ha proseguito Renzi ricordando il giorno dei funerali organizzati dallo Stato per le vittime della tragedia del crollo del Ponte Morandi.  Insomma un insultarsi a vicenda dai banchi dell’Aula con i pentastellati che accusano il Pf il male peggiore dell’Italia

Decreto Genova, reintrodotto l’articolo 25 su Ischia Il Senato nelle scorse ore aveva posto rimedio al primo passo falso della maggioranza in Commissione. Palazzo Madama aveva infatti bocciato l’emendamento proposto da Forza Italia e reintrodotto l’articolo 25 nel decreto Genova. Si ritorna quindi alla base dell’accordo con il condono per Ischia che resta per le istanze pendenti su immobili che sono stati danneggiati un anno fa. 

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 Salgono a sette i dissidenti . Dopo il voto a favore del pentastellato Gregorio De Falco(nella foto d’archivio il capitano),il famoso Comandante della Marina che sgridò Schettino, la situazione nel partito continua ad essere sempre più grave. Sono ben cinque i senatori che hanno deciso di lasciare l’aula senza appoggiare la reintroduzione dell’articolo 25. Oltre a Paola Nugnes, si sono astenuti anche Bogo Deledda, Ciampolillo, Fattori, Giarrusso, Turco e Vaccaro. Saranno giorni decisivi per il futuro degli esponenti del M5s. 

NON C’E’ PACE IN POLITICA: IL TESTO “MILLEPROROGHE” PUR AVENDO LA FIDUCIA HA SCATENATO UN VERO INFERNO IN AULA

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ROMA –

-Così proprio non si può andare avanti. Gli onorevoli escono tutti stressati dall’Aula parlamentare. Chi lancia insulti e dice volgarità, chi è costretto a difendersi e perde la signorile compostezza.    Poco manca che si faccia a cazzotti  con il deputato vicino alla tua postazione.   L’esecutivo ha ottenuto 329 sì 220 no, gli astenuti sono stati 4. L’attenzione è stata rivolta all’affermazione del  ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro,secondo il quale ..”l’autorizzazione a richiedere il voto di fiducia è avvenuta il giorno 24 luglio su di un testo inesistente e che risulta promulgato solo il giorno successivo”.

Il testo del decreto- come si sa- è stato vibratamente contestato dalle opposizioni. Il Pd ha occupato i banchi del governo a Montecitorio, per protestare contro l’apposizione della fiducia, la prima del governo giallo-verde, . La fiducia, autorizzata dal Consiglio dei ministri del 24 luglio scorso, è stata messa su un testo che l’organo di governo non aveva ancora approvato e che è stato varato successivamente.

Quello della fiducia, secondo l’on.Roberto Giachetti, è un atto illegittimo perché viziato da una irregolarità formale. “Non si può mettere la fiducia – autorizzata, lo ricordo il 24 luglio – su un testo approvato lunedì scorso dalla Commissione – ha spiegato Giachetti, rivolgendosi alla presidente di turno Maria Edera Spadoni (M5S) – perché il testo, rispetto a quello varato dal governo, è stato modificato a seguito dei  voti in commissione e l’approvazione di diversi emendamenti. Sui vaccini,  il testo ha subito ben tre variazioni“.

CONCESSIONI VOTATE: ACCUSE A SALVINI, RENZI, BERLUSCONI CHE SOSTENEVANO CON IL VOTO “I POTERI FORTI” – QUANTO MARCIUME….

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E’ il ponte delle maledizioni. Adesso i partiti politici si scaricano le responsabilità sulle concessioni dei ponti e i veleni affiorano.La prima cannonata è rivolta al vicepremier Matteo Salvini accusato di aver votato al tempo a favore delle concessione ad Autostrade nel 2008.     La maggiore accusatrice è  Debora Serracchiani che mostra lo screenshot dell’elenco dei voti, e pubblicamente afferma : “Salvini votò a favore del cosiddetto ‘Salva Benetton’,  diede al gruppo le concessioni molto vantaggiose per Autostrade”.  . “La convenzione con le autostrade – ha rincarato la dose l’ex premier Renzi  – è stata fatta dal governo Berlusconi: nessuno dice che il deputato Matteo Salvini votò a favore e il Pd contro. I soldi da Autostrade – ha aggiunto – li hanno presi la Lega come contributo elettorale e il premier Conte nella veste di avvocato”. La replica di Salvini non è mancata e anche questa è innegabile come l’accusa rivoltagli: e cioè che il Pd ha governato, per anni, firmato, approvato e verificato queste concessioni”.

Signori, è innegabile anche questo. Questa politica è davvero marciume, osserviamo noi di SUD LIBERTA’

La tendenza del governo- si apprende – è di essere  favorevole alla proposta avanzata dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, per una nazionalizzazione delle autostrade. “Se Autostrade – ha osservato Salvini- l’anno scorso ha incassato tre miliardi e seicento milioni di euro dai pedaggi degli italiani, senza far nulla, perché ha il casello, ha il telepass, significano notevoli incassi per lo Stato. E’ una di quelle realtà che all’estero sono gestite in maniera pubblica, addirittura gratuite in alcuni Paesi”. “

Consiglio comunale di Catania: primo giorno, presentazione di una richiesta di finanziamenti per le opere di Catania e provincia

  • Riceviamo e pubblichiamo la seguente Nota

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  •  Richiesta a firma del Capo dell’opposizione Pd sen.Enzo Bianco

OGGETTO: PRESENTAZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE DI UN ODG PER CHIEDERE AL GOVERNO IL RIPRISTINO DEL BANDO SULLE PERIFERIE

PREMESSO

che lo scorso anno l’amministrazione comunale di Catania aveva partecipato al Bando sulle periferie predisposto dal Governo nazionale e rivolto ai comuni italiani;
che Catania ha vinto il bando e ha avuto riconosciuti progetti e finanziamenti per ben 58 milioni di euro, come da contratto sottoscritto con la Segreteria Generale della Presidenza del Consiglio a Palazzo Chigi;
che la scorsa settimana il Senato della Repubblica ha approvato un emendamento del Governo al Decreto Milleproroghe che blocca i finanziamenti per le realizzazioni delle opere di cui al Bando;

SI IMPEGNA

il Sindaco di Catania, e con lui il Consiglio comunale, a chiedere al Governo e al Parlamento il ripristino dei finanziamenti, utilizzando ogni mezzo di protesta affinché tale decisione venga annullata, anche facendo squadra con l’Anci e con i sindaci delle città italiane che hanno visto cancellate le rispettive risorse.

È bene ricordare quali siano i progetti relativi alla nostra città, che riguardano settori decisivi per l’inclusione sociale e lo sviluppo del territorio comunale e metropolitano. Diciotto milioni di euro sono destinati ai quartieri di San Giovanni Galermo e Trappeto nord (riqualificazione di vari edifici e di scuole, realizzazione di una nuova Parrocchia, interventi per la viabilità e la mobilità nella Municipalità, come il completamento dell’asse viario con via Don Minzoni e anche dei mini autobus che consentiranno agli abitanti San Giovanni Galermo di arrivare fino alla fermata della metropolitana, la riqualificazione di via Belvedere che sarà donata alle istituzioni scolastiche e alle associazioni e quella del Palagalermo, il completamento di piazza Beppe Montana). Un grande intervento riguarda la ristrutturazione dell’ex scuola Brancati di viale San Teodoro a Librino per adibirla a liceo artistico-alberghiero (cinque milioni di euro). Poi la riqualificazione delle Ciminiere anche a scopo didattico, culturale e artistico (dieci milioni). La “ricucitura” tra Catania e il mare, con la riqualificazione degli spazi pubblici nel rione Civita, collegati con il Porto (quattro milioni), e della parte catanese del viale Kennedy (quattro milioni). Prevista inoltre la realizzazione di un sistema di videosorveglianza per combattere il fenomeno delle microdiscariche sulle strade provinciali (due milioni). 
Altre opere assai importanti riguardano, invece, altri Comuni della Città metropolitana: la riqualificazione del plesso sportivo di Camporotondo Etneo (nove milioni e mezzo) e della stazione ferroviaria dismessa di San Marco, in territorio di Paternò (due milioni e mezzo), e la rifunzionalizzazione della piscina del Polivalente di San Giovanni La Punta (un milione).

È di tutta evidenza che Catania e i quartieri interessati non possono vedere cancellate tali importanti opere e pertanto si ribadisce la necessità che il governo nazionale cambi una decisione sbagliata che penalizzerebbe i cittadini e il nostro territorio”.